Petrolio in calo, spaventa l’incremento di produzione della Libia

Il prezzo del petrolio greggio continua a scendere ancora, con gli investitori che rimangono preoccupati per gli sviluppi in Medio Oriente, che potrebbero aggiungere nuova fornitura a quella attuale.

Il valore del greggio West Texas Intermediate (WTI), il benchmark americano, è sceso di 76 centesimi al barile a 48,08 dollari, in totale ha perso il 5,2% nell’ultimo mese. Il Brent, il benchmark per i prezzi internazionali, è invece diminuito di 51 centesimi al barile, a 51,01 dollari, il valore più basso dal 29 novembre.

I segni che la Libia sta aumentando la produzione potrebbero avere spaventato gli investitori, c’è la percezione che l’eccesso di fornitura è ancora un problema a causa del paese africano, che ora è in grado di produrre circa 750.000 barili al giorno di petrolio, che si aggiungono ai 250.000 in più che il paese stava già producendo di recente.

Il prezzo del petrolio scende al di sotto di 50 dollari al barile, mentre le forniture degli Stati Uniti hanno colpito livelli record. La produzione libica era stata turbata da disordini politici e combattimenti tra milizie e gruppi terroristici. Ora i leader delle due principali fazioni in Libia hanno raggiunto un accordo per istituire un consiglio presidenziale condiviso, innescando speranze di stabilità politica nel paese.

Nel frattempo, la produzione dello scisto degli Stati Uniti continua a crescere, contribuendo alla ricchezza degli inventari di greggio negli Stati Uniti. I commercianti di petrolio hanno anche prestato attenzione alle osservazioni fatte dal principe coronato dell’Arabia Saudita, Mohammed bin Salman, in un’intervista televisiva, in cui ha indicato che le misure di austerità del paese potrebbero continuare se i prezzi del petrolio dovessero abbassarsi ulteriormente.

Nel mese di novembre dello scorso anno, l’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio e altre nazioni produttrici di greggio hanno deciso di ridurre la produzione per gran parte del 2017 al fine di aumentare i prezzi. La mossa ha contribuito a stabilizzarli, e gli investitori si aspettano che tale accordo sarà ancora esteso in seguito al nuovo incontro dei paesi dell’OPEC, previsto per questo mese.

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