Perché la Grecia oggi si trova così male? Perché è entrata nell’euro?

La Grecia è al centro della crisi della zona euro, ma come mai si è arrivati a questo punto? La colpa, in realtà, di chi è?

L’economista greca Miranda Xafa lo chiama il “mago” perché avrebbe potuto fare sparire tutto: prima l’inflazione e poi anche il deficit. Nel corso degli anni ‘90 Miranda Xafa lavorava per un’azienda di investimenti a Londra e guardava da lontano come la sua Grecia si stava preparando all’adesione all’euro.

La ferrovia greca aveva più dipendenti che passeggeri. Un ex ministro, Stefanos Manos, aveva detto pubblicamente che sarebbe stato più conveniente far viaggiare tutti in taxi. C’era chi sapeva che l’economia del paese non era pronta, che le statistiche del governo non rispecchiavano la realtà.

La regola del 3% sancita nel 1992 nel Trattato di Maastricht, che ha portato alla creazione dell’euro, non è stata rispettata da tutti. Alcuni paesi l’hanno “rotta” in corso d’opera, nel caso della Grecia non è mai stata rispettata, nemmeno dall’inizio.

Come ha potuto funzionare questa “magia”? Xafa ricorda “prendi le ferrovie dello Stato greco. Stavano perdendo un miliardo di euro l’anno. Le autorità hanno usato un gioco di prestigio per far svanire il problema. La società dietro la ferrovia ha emesso azioni che il governo avrebbe comprato. Così la spesa non è stata contata come tale, ma come una transazione finanziaria, e non è risultata sul saldo di bilancio patrimoniale. Così, la Grecia ha soddisfatto i criteri di Maastricht ed è stata ammessa alla zona euro il 1 ° gennaio 2001, ma già nel 2004 l’inganno stava diventando trasparente. Il bilancio diceva che il deficit era del 1,5 per cento, in realtà era del 8,3 per cento.

La differenza tra il deficit pubblicato e quello reale era enorme. Cosa ha fatto l’allora ministro dell’economia Peter Doukas al riguardo per far sì che il paese potesse mantenere un deficit di bilancio sotto il 3% del PIL? Tra le proposte di abbattimento del bilancio egli disse “tra pochi mesi avremo i Giochi Olimpici, non vogliamo sconvolgere l’intera popolazione ed iniziare ad avere scioperi prima di questo”.

Invece di riformare le finanze pubbliche, la Grecia ha preso in prestito denaro per soddisfare il deficit. I mercati non hanno creduto ci fosse un rischio di default perché la moneta della Grecia, l’euro, era legata a quella della Germania.

Così la Grecia ha iniziato a prendere in prestito denaro a buon mercato, a tassi di interesse molto bassi, avendo credito alle stesse condizioni della Germania. I cosiddetti “spread” – le differenze nei tassi cui le economie sane e quelle malsane possono prendere in prestito – sembravano scomparsi.

I mercati non sono riusciti a vedere le montagne di debito che sono si stavano accumulando. E hanno sottovalutato il rischio.

Tutto questo ha portato a quello che stiamo vivendo oggi.

Autore: Guglielmi Franco

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