Pensione: come richiedere i contributi di riscatto INPS

Si parla di contributi di riscatto per indicare la situazione secondo la quale l’INPS permette a tutti i lavoratori di coprire dei periodi di tempo in cui sono stati privi di contributi tramite il versamento dei cosiddetti contributi di riscatto.

Essi possono essere considerati utili per poter avere diritti ad ogni tipologia di prestazione previdenziale, per accertare il diritto alla prosecuzione volontaria e per avere diritto a tutte le prestazioni pensionistiche, inclusa quella di anzianità.

In maniera particolare ci si riferisce a quei periodi di tempo durante i quali non si sono versati contributi per omissione, oppure perché non c’è stato alcun obbligo legale di farlo e, per qualunque motivo, si è deciso di non procedere, oppure ancora perché sono state introdotte delle particolari disposizioni di legge che hanno reso possibile versare dei contributi di riscatto.

Può presentare domanda di pagamento dei contributi di riscatto chi è iscritto all’assicurazione generale obbligatoria, chi fa parte della gestione speciale dei lavoratori autonomi, i parasubordinati che sono iscritti alla gestione separata, chi fa parte dei fondi speciali INPS, oltre che tutti i superstiti nel caso di un lavoratore deceduto.

Dopo aver presentato domanda, l’ente previdenziale studia il caso e fa sapere la risposta, ovvero se accetta la richiesta di versamento dei contributi aggiuntivi o meno. Nel primo caso, rende noto anche l’importo che occorre versare per potersi rimettere “in pari”.

Il pagamento della somma in questione può essere fatto in un’unica soluzione entro 60 giorni di tempo dall’accettazione della domanda oppure a rate, ma questa seconda opzione è possibile solo se chi fa richiesta non è già pensionato e se i contributi aggiuntivi da pagare non devono essere usati sin da subito per poterne beneficiare in termini di pensione.

Da tenere presente che la rateizzazione viene interrotta dal momento in cui si presenta domanda di pensionamento e tutta la parte che doveva ancora essere pagata, va saldata in una sola soluzione.

Le rate mensili dei contributi di riscatto

Ci sono alcune cose da considerare per quanto riguarda i contributi di riscatto:

  • Il numero delle rate mensili non può essere superiore a 60, in alcuni casi può arrivare fino a 120 (riscatto del periodo del corso di laurea relativo alle domande che sono state presentate dopo il 31 dicembre 2007);
  • L’importo del riscatto deve essere maggiorato degli interessi legali;
  • L’importo minimo di ogni singola rata è di 27 €;
  • La prima rata deve essere pagata entro i primi 60 giorni dal momento in cui la domanda di versamento di questi contributi viene accettata.
  • Se non si paga la prima rata, l’INPS presuppone che si è deciso di non procedere e dunque archivia la pratica, rendendo di fatto impossibile procedere;
  • Se la prima rata (o l’importo totale) viene versato in ritardo, l’INPS considera la cosa come una nuova domanda.

Da tenere presente anche che se non si effettua il pagamento e si esercita il diritto alla rinuncia del versamento dei contributi, sarà sempre possibile presentare in futuro nuova domanda, anche per lo stesso periodo contributivo.

Se si decide, infine, di interrompere dopo aver versato un certo numero di rate, esse verranno comunque conteggiata ai fini previdenziali.

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