Partita IVA: INPS e contributi previdenziali per professionisti. La guida per il 2016

La Legge di stabilità 2016 ha creato il nuovo regime forfettario, del quale possono entrare a far parte tutti i liberi professionisti ed autonomi senza cassa e soggetti a gestione separata. Ecco le novità che bisogna conoscere, punto per punto.

Contributi previdenziali INPS professionisti con gestione separata

Chi vuole aprire una Partita IVA nel 2016 deve prestare attenzione alle regole sui contributi previdenziali INPS, in maniera particolare per quello che riguarda i professionisti senza cassa.

In linea generale diciamo che ci sono due diverse gestioni previdenziali per quanto riguarda tutti coloro che aprono una partita IVA per gestire un’attività di servizi e non sono soggetti alla registrazione presso la Camera di Commercio: la prima riguarda la gestione separata INPS per i professionisti senza cassa, ovvero coloro che svolgono un’attività professionale ma non hanno necessità di iscriversi a qualche albo, la seconda invece riguarda tutti coloro che devono prendere parte alla cassa previdenziale di riferimento.

Tra i professionisti senza cassa possiamo poi distinguere ancora due situazioni: la prima riguarda i soggetti che sono iscritti ad altra gestione previdenziale e non hanno alcun trattamento pensionistico in favore, la seconda invece riguarda coloro che sono registrati presso un’altra gestione previdenziale o sono titolari di un reddito da pensione.

Chi non è iscritto ad alcuna gestione previdenziale o non percepisce alcun trattamento pensionistico, deve pagare una quota pari al 27,27% del reddito fiscale dichiarato, mentre chi è iscritto ad un’altra gestione previdenziale, può pagare un’aliquota più vantaggiosa, pari al 24%.

Contributi previdenziali INPS artigiani e commercianti

Nel caso specifico degli artigiani e dei commercianti, essi devono iscriversi alla Camera di Commercio e, pertanto, devono essere iscritti alla gestione separata INPS artigiani e commercianti. Il minimale contributivo che bisogna prendere in considerazione in questo caso è pari al 35% (chi aveva aperto la partita IVA lo scorso anno non era soggetto ad alcun importo minimo).

Artigiani e commercianti che hanno un sistema fiscale forfettario devono pagare, alle scadenze ordinarie del 16 febbraio, 16 maggio, 16 agosto e 16 novembre, i contributi sul minimale.

In seguito, bisogna verificare con il Modello Unico 2017 (che riguarda i redditi dell’anno precedente) se il reddito forfettario è maggiore o inferiore a quello minimale, ridotto al 35%.

Se il reddito forfettario è inferiore al minimale, allora non bisogna versare alcun acconto, in caso contrario bisognerà pagare la differenza 2016, ridotta del 35%.

Come calcolare il reddito fiscale ai fini del calcolo forfettario? Semplicemente, basta applicare la formula “fatturato x coefficiente di redditività”.

Tale coefficiente viene calcolato a seconda del codice ATECO di iscrizione della propria attività produttiva.

Tale importo è fondamentale anche per calcolare l’imposta sostitutiva del 15% tipica di chi lavora con il regime forfettario.

Per poterne sapere di più e con maggior precisione, rimaniamo in ogni caso in attesa della circolare INPS sulla gestione separata dei contributi previdenziali previsti per le nuove partite IVA, ovvero quelle aperte più di recente. Tale circolare potrebbe sia confermare l’interpretazione della norma che dare un nuovo punto di vista, da cui partire per poter fare un calcolo contributivo diverso e più preciso.

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