Oro, ulteriore deprezzamento in vista

Giunti al consueto appuntamento col sunto settimanale, non possiamo certo dire d’esserci annoiati. E’ stata una sessione di mercato, quella appena conclusasi, ricca di spunti operativi. Vedremo successivamente che alcuni dei nostri set up sono andati a buon fine ed altri sono in procinto di realizzarsi. Ma prima di fornirvi le opportune indicazioni tecniche, crediamo sia opportuno ricapitolare quanto accaduto a livello macro economico.

 

Uno degli appuntamenti più attesi era la seconda uscita pubblica della Yellen. Chi si aspettava delle novità, soprattutto in seguito alle novità emerse dalle ultime minute della FED (non tutti i membri del FOMC erano d’accordo circa il mantenimento del costo del denaro agli attuali livelli), sarà rimasto deluso. La politica accomodante è destinata a proseguire, pur con una riduzione del QE3 di 10 miliardi di dollari ad ogni prossimo incontro. Il tasso di disoccupazione andrà tenuto sott’occhio, certo, ma anche qualora dovesse scendere al di sotto del 6,5% la politica monetaria della FED non dovrebbe subire sostanziali cambiamenti. Quella che in gergo viene definita la “piena occupazione” è ben lungi dall’essere a portata di mano. Inoltre dovranno essere valutati alcuni fondamentali economici che ultimamente, pur probabilmente pesantemente influenzati dalle pessime condizioni meteorologiche, hanno registrato una brusca frenata.

Eurozona, notizie positive dall’inflazione

Gioire per un decimo di punto percentuale ci sembra sinceramente eccessivo. Si resta ben lontani dall’obbiettivo del 2% fissato dalla BCE e la revisione rialzista del dato annualizzato (dallo 0,7% allo 0,8%) è semplicemente un palliativo. A livello di singoli Paesi membri vi sono delle differenze abissali e per quel che ci riguarda proprio ieri i prezzi al consumo su base mensile sono scesi ulteriormente: -0,1%, ovvero più del previsto (ci si aspettava un calo, sì, ma dello 0,1%). Non solo. Anche il tasso di disoccupazione ha registrato una pessima performance: è salito dal 12,4 al 12,6%. Insomma, c’è da stare poco allegri nonostante in tanti continuino a declamare un’uscita dalla fase recessiva. I numeri, è bene ricordarlo, non mentono.

USA, PIL in calo

Sempre ieri, tornando in tema di economia statunitense, è stato rilasciato il dato sul PIL e come supposto dagli esperti le condizioni climatiche proibitive di un intero trimestre sembra si stiano veramente ripercuotendo sulla crescita. Il PIL trimestrale è stato rivisto al ribasso: 2,4%. Un dato inferiore di un decimo di punto percentuale rispetto alle aspettative degli economisti interpellati, senza dimenticarci che la registrazione precedente era del 3,2%. Altro dato negativo è quelle delle abitazioni in vendita: ci si aspettava un rialzo del 2% dal -5,8% precedente, invece l’incremento è stato di appena 0,1%.

Oro, calo in vista?

Un set up che questa settimana ci ha regalato soddisfazioni è stato quello sulla vendita dell’oro. Il deprezzamento sembra stia andando a completare una successione ribassista, ragion per cui sfruttando la capacità predittiva della Wolfe Wave possiamo ipotizzare un calo verso l’area 1310 dollari l’oncia. Osserviamo il grafico:

oro

A quel punto, dovesse realizzarsi la discesa ipotizzata, avremo a disposizione il set up d’acquisto. Chi volesse operare la vendita dovrà posizionare lo stop loss 20-30 pips al di sopra del prezzo d’ingresso, mentre come target suggeriamo il raggiungimento di 1315 dollari l’oncia.

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