OPEC pronta a un nuovo accordo per controllare la produzione

L’Organizzazione dei Paesi Esportatori Petroliferi (OPEC) è pronta ad estendere i tagli alla produzione per altri nove mesi dopo l’accordo dell’ultimo anno. Sei mesi dopo aver costituito una coalizione senza precedenti di 24 nazioni con conseguente riduzione dell’output che ha superato tutte le aspettative, alcuni dei più grandi produttori di petrolio al mondo hanno affrontato il fatto che i prezzi erano scesi ben al di sotto del loro obiettivo. L’estensione mostra che l’OPEC sta lottando per abbattere le riserve del petrolio grezzo e mentre i depositi di combustibile in tutto il mondo stanno scendendo, i ministri dell’Arabia Saudita, dell’Algeria, del Venezuela e degli Emirati Arabi Uniti hanno riconosciuto che l’eccedenza accumulata durante i tre anni di sovrapproduzione non sarà eliminata almeno fino alla fine del 2017.

Finora, l’OPEC ha smesso di impegnarsi per ulteriori azioni oltre marzo 2018, ma i funzionari hanno abbandonato l’idea che la cosa non sia proprio impossibile. Effettivamente l’OPEC ha praticamente accettato di monitorare il mercato e adottare “ulteriori azioni di aggiustamento, se ritenute necessarie”.

L’estensione di nove mesi, da discutere oggi, potrebbe includere un’opzione per altri tre mesi, secondo i ministri russi e nigeriani, in maniera simile all’accordo dello scorso anno che incluse un’opzione per ulteriori sei mesi. L’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio e 11 non membri hanno convenuto, l’anno scorso, di ridurre l’output di ben 1,8 milioni di barili al giorno, un accordo che colpì tutte le valutazioni dei vari produttori di oli, inclusi lo scisto americano. Quella mossa ha permesso al benchmark americano West Texas Intermediate di salire del 18 per cento, arrivando a circa 52 dollari al barile, ma, per gli investitori, potrebbe anche significare che c’è poco da guadagnare nel caso in cui i ministri dovessero ratificare l’estensione nella riunione di giovedì.

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