Oggi la BCE dovrebbe annunciare il QE, attesa del mercato

La Banca centrale europea è pronta ad annunciare un piano per comprare titoli di Stato, ricorrendo alla sua ultima opzione per ridare vita all’economia della zona euro. Le attese del mercato sono alle stelle per la BCE, che dovrebbe svelare un quantitative easing su larga scala nonostante l’opposizione della Bundesbank tedesca e le preoccupazioni di Berlino che questo potrebbe consentire ai paesi spendaccioni di rallentare le riforme economiche.

Un passo importante che ha già spinto la banca centrale svizzera ad abbandonare il legame tra franco ed euro, mentre la Danimarca, la cui moneta è ancorata all’euro, è stata costretta a tagliare i tassi di interesse in attesa del diluvio di denaro. Il Canada ha tagliato il costo del denaro, mentre la Banca d’Inghilterra ha fatto sapere di non aver intenzione, per ora, di alzare i tassi di interesse. Una fonte della zona euro ha detto che il Consiglio esecutivo della BCE ha proposto un acquisto di 50 miliardi di euro (58 miliardi di dollari) in obbligazioni nel mese di marzo.

C’è incertezza, però, sulla lunghezza del programma. Mentre alcuni media hanno predetto che dovrebbe essere pronto entro la fine del prossimo anno, lo stesso potrebbe essere interrotto o esteso a seconda dell’impatto sull’economia della zona euro.

La durata è significativa. Un programma a partire da marzo e operante per un anno ammonterebbe a circa 600 miliardi di euro, sulla base di un tasso di acquisto di 50 miliardi al mese.

L’inflazione della zona euro è diventata negativa il mese scorso; i prezzi al consumo sono scesi dello 0,2 per cento, ben al di sotto dell’obiettivo della BCE che dovrebbero salire di poco meno del 2 per cento annuo. Ma ci sono dubbi, e non solo in Germania, sulla questione se la stampa di nuovo denaro funzionerà. E’ infatti un errore pensare che il QE sia una panacea per l’Europa o che sarà sufficiente. Ci sono tutte le ragioni per aspettarsi che il QE sarà meno incisivo in un contesto come quello attuale in Europa di quanto non fosse nel contesto degli Stati Uniti.

Lo scetticismo è più profondo tra i tedeschi e i loro vicini olandesi, che temono che vedranno la loro forte capacità economica intaccata dagli stati del sud, più deboli e fragili, come il Portogallo, la Spagna e l’Italia. All’inizio di questa settimana le tensioni sono esplose in un dibattito al parlamento olandese, dove la maggioranza dei partiti politici ha detto che si sarebbe opposto al quantitative easing se esso avesse portato ad un aumento del rischio di ridistribuzione dei rischi finanziari tra gli Stati membri dell’euro.

Autore: Guglielmi Franco

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