Morti sul lavoro, la strage degli operai suicidi è una macchia sull’anima del paese

La Confederazione italiana degli agricoltori (CIA), nella giornata di oggi, ha chiesto al governo di intensificare il piatto per aiutare le famiglie colpite dalla povertà e creare occupazione. Tutto questo dopo che l’Istat, con le sue statistiche nazionali bureau, ha detto che ci sono ben 7,6 milioni di italiani che vivono in condizioni di “grave deprivazione”. L’Istat, inoltre, ha dipinto un quadro sconfortante di un paese in cui le famiglie impoverite, molto spesso, hanno zero consumi e la disoccupazione crescente, in cui le persone sono costrette a vivere, impone la riduzione del cibo. I giovani italiani sono costretti ad emigrare per trovare lavoro. Questo è quanto ha detto la Cia in un comunicato (anche piuttosto inutile, se vogliamo..). Il numero degli italiani non in grado di poter acquistare regolarmente pesce o carne tutti i giorni è raddoppiata dal 6,7% al 12,3%, mentre il numero delle persone che si recano presso le opere di beneficenza per un pasto gratuito è salito del 10% rispetto allo scorso anno, secondo i dati della CIA. “Non c’è tempo da perdere. Il governo deve adottare misure rapide per sostenere le famiglie e l’occupazione giovanile”, ha concluso la CIA.

La tragedia della cassa integrazione, Maria Baratto ultima vittima di una tragedia annunciata

Hanno trovato il suo corpo quattro giorni dopo la morte. Lo stesso era riverso nella camera da letto, abbandonato in una pozza di sangue. Il suicidio è avvenuto mediante l’utilizzo di un coltello da cucina. La donna l’ha usato per trafiggersi l’addome. La posizione del corpo, con la mano protesa verso il telefono, lascia presagire un estremo tentativo di salvarsi la vita.
Maria Baratto, 47 anni, lavorava al reparto logistico della Fiat di Nola. La donna era da 6 anni in cassa integrazione. La scadenza era prevista nel prossimo luglio. La sua abitazione era sita ad Acerra (Napoli). La donna, nel suo ultimo scritto, ha accusato la politica di non far nulla. Stesse identiche parole di accusa rivolte alla Fiat e a Marchionne. Maria Baratto ha accusato le alte sfere di ”ricavare profitti soltanto sulla pelle dei lavoratori. Lavoratori costretti da troppi anni a vivere nella miseria di una cassa integrazione infinita e con la prospettiva di un futuro di disoccupazione”. Anche nel gesto più estremo, il togliersi la vita, appare difficile dare torto a Maria Baratto e a tutti quegli operai morti che non saranno definiti mai come “morti bianche” ma che, senza ombra di dubbio, sanno meglio di chiunque altro cosa voglia dire perdere la vita a causa del lavoro.

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