L’Opec non raggiunge l’accordo sui livelli di produzione del petrolio

Finisce con un nulla di fatto l’ultima riunione dell’OPEC, con l’Iran che si rifiuta di sostenere il piano saudita per aiutare a stabilizzare i mercati.

L’obiettivo sarebbe dovuto essere, da parte di Arabia Saudita e Iran, di mettere da parte la faida e raggiungere un accordo sui livelli di produzione del greggio al fine di stabilizzare i mercati. Purtroppo, così non è stato e ora i mercati tremano ancora.

L’impasse politica significa anche che gli altri cinque membri dell’OPEC sono molto fragili e meno forti rispetto ai due leader. Nel gruppo dei piccoli inseriamo anche la Nigeria, il Venezuela (con la sua crisi) e la Libia, le cui economie sono quasi completamente dipendenti dalle entrate petrolifere.

L’Opec ha fatto buon viso a cattivo gioco, sottolineando come il costo del greggio è in salita del 80% rispetto all’ultimo vertice, lo scorso dicembre. Inoltre, è stato sottolineato come lo scopo principale della riunione (raggiunto) era quello di scegliere il nuovo segretario generale, il nigeriano Mohammed Barkindo.

Alla fine dell’intervento, il cartello ha confermato che “domanda e offerta stanno convergendo”, il che potrebbe porre da solo un rimedio alla situazione attuale senza che l’OPEC stesso faccia nulla.

L’Arabia Saudita, guidata dal nuovo ministro dell’energia, Khalid al-Falih, sta spingendo per “un’azione coordinata dei membri” per contenere la produzione, ma non procederà senza la cooperazione dell’Iran.

Dal canto suo, Bijan Zanganeh, ministro iraniano, ha chiarito che il suo paese vuole godere della ritrovata libertà di produrre ed esportare maggiori volumi di greggio dopo l’accordo sul nucleare, ecco dunque che il tetto alla produzione non avrebbe alcun beneficio per il suo paese.

Nel frattempo, lo stato attuale dei mercati petroliferi ha causato un intenso sconvolgimento economico e politico in luoghi come Venezuela e Brasile. Il primo in maniera particolare è perseguitato da carenze croniche di beni di prima necessità e medicinali essenziali, il costo dell’energia elettrica sale a dismisura e l’acqua è razionata, inoltre la spirale di criminalità è dilagante.

La situazione, dunque, rimarrà praticamente la stessa nel corso delle prossime settimane, vedremo come reagiranno i mercati.

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