La filiera Bayer di Nera Montoro chiude, 60 dipendenti perderanno il lavoro

Da fonti molto attendibili, arriva l’indiscrezione che il gruppo Bayer potrebbe chiudere a breve lo stabilimento sito in Nera Montoro

E’ stato reso ufficiale in una riunione svoltasi giovedì mattina e nel corso della quale è stato cominciato ai sindacalisti locali, per sommi capi, quanto segue:
«Noi della Bayer possediamo due stabilimenti essenzialmente identiche, uno si trova qui e un altro è presente in Germania. Quello sito qui mostra risultati ottimi e fruttiferi, ma il suo futuro non è comunque assicurato, perché stiamo riflettendo sulla possibilità di concentrare di tutte le nostre produzioni in un’unica area».

Il problema principale è dato dal fatto che ad Anversa sono realizzate lastre piene, a Francoforte e Nera Montoro sono realizzate lastre alveolari

All’interno dello stabilimento di Nera Montoro – al cui interno sono impiegate circa 60 persone, è qualificato nella creazione e nella commercializzazione di lastre in policarbonato che, comunque, sono prodotte anche in Germania, a Francoforte, oltre che in Belgio e ad Anversa. Ad Anversa, però, sono realizzate lastre piene, a Francoforte e Nera Montoro sono realizzate lastre alveolari, sebbene abbiano sostanziali differenze tra i due siti produttivi.

Sergio Cardinali: “Negli ultimi tempi il rimpicciolimento dei prezzi delle lastre ha generato un restringimento dei ricavi”

La filiera Bayer ritiene il mercato delle lastre di policarbonato un settore decisamente importante, in quanto prodotto di filiera, ovvero che consuma il granulo generato da altri laboratori del gruppo e genera ricavi tramite la vendita del prodotto ultimato. «Malauguratamente però – chiarisce Sergio Cardinali, l’audace segretario della Filctem Cgil – negli ultimi tempi il rimpicciolimento dei prezzi delle lastre ha generato un restringimento delle masse che vedono l’andamento dei due stabilimenti al 30%, suppergiù, della capacità».
La multinazionale ha reso noto che il prodotto in auge ha mostrato una perdita economica di 6 milioni di euro, giustamente divisi tra Francoforte e Nera Montoro, e il fiacco aumentare dei volumi in auge non lascia scorgere alcuno spazio di manovra. In questo modo, la scelta del board, è quella di tagliuzzare uno dei due siti raccogliendo tutte le costruzioni nel restante. Una risoluzione definitiva dovrebbe essere intrapresa nel giro di un paio di mesi, ma sicuramente i propositi nono sono dei migliori. Non ci rimane che attendere e sperare nella ripresa di una fabbrica che, alle sue spalle, lascerebbe appiedate troppe persone e troppe famiglie. Il frutto di una crisi che non accenna a diminuire.

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