IRR, Present Value e tasso di interesse composto

Abbiamo visto fino ad ora alcuni concetti di analisi fondamentale che ci saranno molto utili per la valutazione delle aziende: siamo già al punto in cui calcolando pochi parametri siamo in grado di capire a grandi linee lo stato di salute delle aziende.

Per gli ulteriori passaggi successivi ci sarà molto utile fare un approfondimento sulla modalità di funzionamento del tasso di interesse composto e comprendere cosa si intende per present value e tasso interno di rendimento (IRR).

Cosa si intende per tasso di interesse composto

Per capire cosa intendiamo per tasso di interesse composto ricorriamo ad un esempio pratico, sarà molto più comprensibile di qualsiasi altra formula matematica.

Se ho 10.000 euro e li impiego al 5% annuo, dopo un anno avrò:
10.000 + 10.000*5% = 10.500

Se sia la somma iniziale che gli interessi accumulati annualmente non verranno toccati e ssaranno lasciati investiti al 5%, dopo un altro anno avrò la seguente somma:
10.500 + 10.500*5% = 11.025

Tale meccanismo di crescita che verrà applicato di anno in anno prende il nome di tasso di interesse composto.

Il present value

Il present value (o valore attuale) di un incasso dopo un certo numero di anni è la somma che dovrei investire adesso in un determinato asset (ad esempio le obbligazioni, ed il tasso medio di mercato delle obbligazioni in cui è possibile investire si chiama opportunity cost) per ottenere quello stesso incasso nello stesso numero di anni.

Se sono in grado di poter fare un investimento inferiore rispetto al valore attuale, che però mi permetterà di incassare la stessa somma nello stesso numero di anni, è evidente che mi conviene fare l’investimento a parità di altre condizioni.

Se invece la somma da investire dovesse superare il valore attuale dell’incasso futuro mi converrebbe comperare ad esempio l’obbligazione.

In conclusione, il valore attuale di un certo numero di incassi che avverranno in futuro, a date diverse, non è altro che la somma dei valori attuali dei singoli incassi.

Il tasso interno di rendimento (IRR)

Anche in questo caso partiamo da un esempio concreto.

Se ho 10.000 euro e tra due anni ne avrò 12.100, a che tasso di interesse composto ho investito i miei soldi?

La risposta, sebbene in questo caso sia semplice perché sono stati utilizzati importi elementari, non è solitamente immediata.

Per ovviare a tale problema si fa usualmente ricorso ad un foglio di calcolo elettronico e si imposta la relativa formula.
Nell’esempio precedente l’IRR era del 10%.

Per IRR si intende il rendimento annuale medio al quale ho investito il mio denaro. Poiché si applica il tasso di interesse composto la metodologia non è, come detto, semplice. Inoltre, l’IRR a volte non esiste e a volte ce n’è più di uno.

L’IRR risulta però molto utile in diverse occasioni. Tipicamente viene utilizzato per mettere a confronto una serie di investimenti e per cercare di capire l’investimento migliore dal punto di vista sia del rendimento sia del profilo di rischio.

Per dubbi o curiosità non fatevi problemi a porre domande. Per approfondimenti sulle tematiche affrontate segnalatemelo e provvederò a fare un focus.

Autore: David Beleggia

Laureato con lode in Economia Aziendale all'università Bocconi di Milano ed abilitato alla professione di Dottore Commercialista e Revisore Contabile. Si occupa da circa 10 anni di corporate finance. Ha gestito in prima persona numerose operazioni di fusione ed acquisizione, ristrutturazione del debito e riorganizzazione societaria. Ritiene l'analisi fondamentale la base di partenza per qualsiasi decisione di investimento

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