In Grecia si attende il referendum, ecco le ultime novità

Tra le preoccupazioni crescenti del futuro della Grecia nella zona euro, il ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis ha detto che si dimetterà se al referendum di domenica vincerà il “si”.

A chi gli ha chesto se anche il primo ministro greco Alexis Tsipras si dimetterà nel caso di una vittoria del “si”, Varoufakis ha risposto che il governo “può benissimo” dimettersi.

Secondo Tsipras, attuale primo ministro ellenico, un “no” domenica darebbe al governo greco una posizione più forte per negoziare con i suoi creditori in merito al programma di salvataggio. Il premier ha detto che se vinceranno i “no” già lunedì si troverà di fronte alla troika per chiedere delle condizioni migliori per il popolo greco”.

Il capo dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem ha detto che un “no” non porterebbe ad una posizione negoziale migliore e invece metterebbe la Grecia in una posizione ancora più difficile nei confronti dell’Europa. Effettivamente, non è assolutamente detto che anche se il popolo greco dovesse decidere di ribellarsi alle misure volute dall’UE, non sarà possibile comunque avere un default, qualora le due parti decidano di non accordarsi affatto.

Rivolgendosi al parlamento olandese, Dijsselbloem, che è anche ministro delle finanze dei Paesi Bassi, ha detto che il post referendum potrebbe alla fine nonn avere nessuna rilevanza per la situazione della Grecia in quanto il programma di salvataggio è scaduto il 30 giugno e il debito al FMI non è stato pagato.

Nel frattempo, la Spagna e la Francia hanno continuato ad esprimere sostegno per i negoziati post-referendari, che garantirebbero l’inclusione della Grecia nella zona euro se dovesse vincere il “sì” domenica. Luis de Guindos, ministro dell’Economia della Spagna, ha detto che anche se dovesse vincere il “no”, continueremo ad essere aperti al dialogo. Il ministro delle Finanze francese Michel Sapin ha espresso il supporto per il mantenimento della Grecia nella zona euro, nonostante i risultati del referendum. Egli ha detto “siamo impegnati ad evitare una catastrofe per la Grecia e delle difficoltà per l’Europa e per la Francia”.

La situazione non è certamente facile. Da oggi e fino a che i risultati del referendum non saranno resi noti non ci sarà più alcun negoziato, dato che sono stati espressamente vietati da Angela Merkel. Il popolo greco è artefice del suo destino ora e, comunque vada, è difficile che possa essere un successo. In tutto questo, quali sono le colpe di Alexis Tsipras? Quali quelle dell’Europa e della Troika?

Autore: Guglielmi Franco

Mi preoccupo di tenervi aggiornati sulle ultime notizie dal mondo del Forex in tempo reale, con approfondimenti sulle migliori notizie in campo economico.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *