Impresa individuale: tassazione e plusvalenza per la cessione d’azienda

Quando si parla di cessione aziendale è importante ricordare che si è soggetti al pagamento delle imposte sui redditi, che vengono calcolate sulla differenza tra il valore della stessa e la somma di denaro incassata per la vendita stessa. La legge ha stabilito due diverse norme a seconda del fatto che si parli di una cessione di società di capitali o di una società di persone / ditta individuale: rispettivamente bisogna far riferimento all’articolo 86 e al 58 del Tuir.

Plusvalenze per la cessione di società di persone / individuali

Nel caso specifico dell’imprenditore individuale e della società di persone, le plusvalenze che si ottengono dalla vendita dell’impresa vanno a formare reddito imponibile IRPEF, tranne se il contribuente decide di scegliere la tassazione separata, come al secondo comma dell’art. 17 del Tuir.

Per poter calcolare il valore della plusvalenza derivante dalla vendita bisogna sommare tutti i valori fiscali che compongono la stessa al momento della cessione. A questo importo bisognerà sommare i crediti e sottrarre i debiti.

Il calcolo del valore fiscale dei beni al momento della cessione viene dedotto dalla situazione fiscale e contabile aggiornata al momento della cessione. E’ da considerare che ogni singolo bene ha un valore pari all’ammortamento non ancora goduto. Bisogna inoltre ricordare che quando si parla di ammortamento dei beni sia materiali che immateriali è fondamentale calcolare in maniera tale che sia pro-rata temporis, così come indicato dalla risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 41 / E / 2002 .

Per poter definire al meglio il valore ancora da ammortizzare, che dunque dovrà essere calcolato nel conteggio del valore dell’azienda, bisogna valutare non solo quello che è stato indicato dai libri contabili, ma anche dal registro dei cespiti ammortizzabili (che contiene al suo interno tutti i beni durevoli che possono essere ammortizzati nel corso della vita aziendale).

Come calcolare le tasse da pagare sulla cessione dell’impresa individuale

Per poter effettuare il calcolo della plusvalenza che deriva dalla cessione aziendale, come detto in apertura, bisogna considerare che si può optare per la tassazione separata. Per la precisione, il Tuir stabilisce che tale tipologia di tassazione può essere applicata solo alle aziende che sono cedute dopo 5 anni di possesso da parte dell’imprenditore individuale stesso.

In questo caso bisogna considerare che va versata, all’Agenzia delle Entrate, una somma pari al 20% dell’imponibile, a titolo di acconto. Per la restante parte, che verrà calcolata dall’Agenzia stessa, bisognerà attendere una comunicazione apposita che indicherà quanto effettivamente bisognerà pagare.

Se, dopo la cessione, l’imprenditore rimane tale, nel senso che ha un’altra azienda che fa capo a lui, allora può avvantaggiare della rateazione della plusvalenza, in caso contrario no. Non ci sono modifiche, invece, alla possibilità di avvalersi della tassazione separata.

Cosa fare in caso di tassazione non separata

Se, per scelta o per obbligo, non ci si possa avvalere della tassazione separata, allora bisogna considerare che l’importo della plusvalenza va aggiunto al reddito imponibile IRPEF e va tassato come di consueto per qualunque altra tipologia di reddito, rispettando dunque le scadenze imposte dalla legge italiana per il pagamento delle tasse sulla persona fisica.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *