Il dollaro si rafforza, l’Aussie in caduta

Lo yen si è rafforzato nelle prime ore di oggi in seguito al calo di valore dei titoli giapponesi e in seugito all’aumento delle aspettative circa il fatto che la Fed possa terminare in anticipo il suo programma di QE. Il dollaro australiano è sceso verso l’importante barriera a quota 0,955 dollari , vicino al valore minimo da 2 anni di quota 0,9543 . Si è dunque rafforzato il trend ribassista per l’aussie e svanisce la speranza di riuscire a trovare presto la parità.

Lo yen ha guadagnato, come detto, lo 0,3 per cento arrivano a 102,14 contro il dollaro, recuperando la correlazione con il Nikkei, che è scivolato in territorio negativo durante la sessione del mattino. La valuta giapponese aveva invece perso l’1,4 per cento ieri dopo che i dati avevano mostrato come la fiducia dei consumatori degli Stati Uniti ha raggiunto il massimo da cinque anni. Tali dato potrebbero spingere la banca centrale americana, guidata da Ben Bernanke, ad uscire dal QE prima del previsto, il che ha contribuito a spingere l’indice azionario Dow ad un livello record.

La forza che il dollaro USA ha guadagnato contro il suo omonimo australiano ha, come detto, alla rottura di importanti livelli di supporto, il che significa che non si tornerà al di sopra della parità per un po’. Per il momento, infatti, l’AUD è visto come ribassista, dunque è questa la direzione da prendere per andare ad investire nel corso delle prossime ore.

Dal punto di vista della nostra valuta, l’euro si è stabilito al prezzo di 1,2860 dollari dopo la caduta dello 0,6 per cento nella giornata di ieri in seguito alle osservazioni da parte di alcuni funzionari della Banca centrale europea in merito al fatto che la stessa potrebbe tagliare i tassi di interesse in territorio negativo. Tale taglio è atteso dagli operatori per spingere l’euro via dalla gamma di prezzi 1,28 – 1,32.

Autore: Guglielmi Franco

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