Il gruppo Trombini tira un sospiro di sollievo

Il gruppo Trombini finalmente è salvo. Anche la sezione fallimentare del tribunale di Ravenna, ha approvato la duplice proposta di concordato preventivata anche dal gruppo. Così, viene scongiurata la paura del fallimento per la ditta che costruisce i pannelli in legno rivolti al mercato dei mobili. Tuttavia, si tratta appena di un piccolo sospiro. Sono ancora con il fiato sospeso, invece, i 420 lavoratori che rimangono ancora in cassa integrazione fino a luglio, in virtù dei quali è stato già avviato il procedimento di mobilità.

Dalle parti di Torino sono presenti le aziende di Frossasco e Luserna San Giovanni che contano 118 e 36 lavoratori

I dipendenti, quindi, stanno vivendo tempi molto duri. Passando dal Piemonte fino ad arrivare alle Marche. Dalle parti di Torino sono presenti le aziende di Frossasco e Luserna San Giovanni che contano 118 e 36 lavoratori. Dipendenti della Annovati, azienda del gruppo in auge. Tutte le altre aziende dell’orbita Trombini sono la Rafal di Piangipane (situata a Ravenna), la Falco di Pomposa (posta a Ferrara) e la Raf la cui sede si trova a Pesaro. Nel mese di marzo 2013, le due aziende in cui venne diviso il gruppo, Trombini spa e Trombini srl, si trovarono davanti all’impossibilità di risolvere i debiti contratti con le aziende di credito, aziende che avevano richiesto un concordato preventivo e per i dipendenti era iniziata anche la cassa integrazione straordinaria.

Trascorso più di un anno, il 20 maggio 2014, tutti i 420 dipendenti della Trombini hanno avviato la procedura di mobilità

Tutte le principali fonti dell’azienda hanno precisato che si trattasse di un atto obbligatorio per legge in auge. Legge cui è in avvicinamento la data finale della cassa integrazione, presunta per il 23 luglio, ma che la ditta intuisce prorogare di circa sei mesi in virtù dell’ammortizzatore sociale. La presentazione della domanda sarà presente sul tavolo del ministero dello Sviluppo Economico. Un evento che ci sarà il prossimo 27 maggio. Vivendo altri sei mesi di cassa integrazione potremo avere un lasso di tempo maggiore per scovare il giusto acquirente. “Dalla ditta hanno confermato di avere ricevuto numerose offerte, anche se, a dire il vero, appaiono tutte piuttosto informali – afferma Marco Bosio della Fillea Cgil di Torino. La contrattazione più rilevante osserva una società cinese, che ha spedito i propri incaricati in Italia per un mese e oltre a apprendere le questioni del gruppo”.

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