Grexit: se ne torna nuovamente a parlare

Siamo ancora in una situazione particolarmente delicata in Europa, con la crisi che non accenna a scemare, nonostante i vari tentativi di Mario Draghi di poterla mettere a tacere. Se fino a qualche settimana fa si era parlato molto di Brexit, ad indicare il rischio che il paese inglese esca dall’UE, oggi torna all’attenzione dei media nuovamente il Grexit, ovvero la situazione greca.

Sembra che l’intesa tra il paese ellenico e i suoi creditori sullo sbloccare il terzo piano di salvataggio stia proseguendo, ma a piccoli passi, anche a causa di un disaccordo tra Germania, FMI e Eurogruppo.

I tre “big”, infatti, stanno facendo delle richieste di vario genere al governo di Tsipras, su cui non tutti sono d’accordo.

Fermo restando che il paese deve ridurre il suo debito, il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem ha detto che il paese deve riuscire a raggiungere un avanzo primario del 3,5% entro il 2018, ma ad andare contro l’Europa è proprio il FMI, il quale fa sapere che la Grecia non riuscirà ad ottenere l’obiettivo se permarrà l’attuale situazione delle riforme che sono imposte. E’ anche per questo motivo che lo stesso Dijsselbloem ha detto che si sta valutando un alleggerimento del debito di Atene.

Dopo questa dichiarazione, il valore dei BOT ellenici è sceso di 50 punti base, arrivando al 10,46% di rendimento, mentre il BOT decennale è salito di 69 punti base arrivando al 8,85%.

La mancata convergenza di vedute tra i creditori è ovviamente una cosa negativa per il paese e per l’Europa, anche perché si rischia di perdere altro tempo.

Il più grande “muro” contro la situazione greca è la Germania, che si è detta più volte non a favore di un taglio del debito del paese sud europeo: secondo loro è possibile semplicemente diminuire i tassi di interesse o allungare la durata di rimborso.

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