Grecia vicina al tracollo, la Gran Bretagna corre ai ripari

La Grecia è sull’orlo del tracollo economico dopo che la Germania sembra ormai convinta di voler spingere il paese fuori della zona euro.
Con il paese che potrebbe andare in default a breve se non dovesse riuscire a pagare 1,5 miliardi di sterline al FMI entro la fine di giugno, gli alti politici tedeschi hanno avvertito che “quando è troppo è troppo”.

A Londra, l’FTSE 100 è scivolato del 1,1 per cento ad un livello minimo di tre mesi lunedì, con gli investitori che hanno reagito al fallimento della Grecia nel raggiungere un accordo con i suoi creditori proprio il giorno precedente.

Anche i prezzi del petrolio sono scesi dopo che i negoziati sono crollati dopo soli 45 minuti, tra i timori che la Grecia si sta dirigendo verso una vera catastrofe finanziaria.

Mentre la crisi si intensifica, è emerso che George Osborne, il Cancelliere del Regno Unito, presiederà più tardi questa settimana ad una riunione di emergenza dei ministri inglesi, i quali cercano di proteggere l’economia della Gran Bretagna da una potenziale uscita della Grecia dalla moneta unica.

I funzionari vogliono assicurarsi che il governo abbia dei “piani di emergenza” in atto per garantire che le imprese del Regno Unito non siano danneggiati da un’uscita greca. Il portavoce ufficiale del Primo Ministro ha esortato i paesi della zona euro “a trovare una soluzione” alla crisi.

Alexis Tsipras, il primo ministro greco, è stato accusato di aver tentato di “truffare tutto il mondo” in seguito ad una serie di richieste avanzate negli ultimi giorni.

Nonostante la condanna da parte dei leader europei dopo i colloqui degli ultimi giorni, Tsipras, leader di Syriza, ha detto che i creditori internazionali stanno “girando intorno al realismo. Aspetteremo pazientemente fino a quando i creditori guarderanno in faccia la realtà. Non hanno il diritto di seppellire la democrazia nel paese dove è nata.”

La Commissione Europea deve elaborare un piano che possa evitare un peggioramento della situazione nel caso in cui la Grecia dovesse lasciare la zona euro in caso di fallimento.

Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea, ha rifiutato di dire quali conseguenze ci sarebbero state se la Grecia non dovesse trovare il denaro per eventuali rimborsi. Egli ha detto “un default ci porterà in acque inesplorate. Abbiamo in ogni caso tutti gli strumenti per gestire la situazione al meglio come abbiamo fatto in altre situazioni. Tutto ciò ci dice anche che le conseguenze a medio e lungo termine per l’Unione non sono qualcosa che siamo in grado di dire oggi”.

Autore: Guglielmi Franco

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