Grecia e Russia, miti e realtà

Il viaggio del primo ministro greco Alexis Tsipras a Mosca ha provocato forti reazioni da parte di certi ambienti in Europa e negli Stati Uniti. Grazie alla sua eredità ortodossa, la Grecia è vista come un paese che è pronto a partecipare ad uno “scontro di civiltà” tra l’Occidente e la Russia.

Ma nell’era della modernità, l’affinità religiosa detta raramente le scelte di politica estera. In realtà, la retorica sui “legami ortodossi” dei media occidentali costituisce una forma di neo-orientalismo che va contro la logica delle relazioni internazionali.

Russia e Grecia condividono, però, interessi e obiettivi comuni. La grande comunità greca di lingua russa che risiede nell’ex Unione Sovietica fa da ponte tra i due paesi. Sia Atene che Mosca hanno diplomaticamente sostenuto il governo, riconosciuto a livello internazionale, della Repubblica di Cipro e hanno chiesto una soluzione pacifica alla questione di Cipro, anche se per ragioni diverse.

Tradizionalmente Grecia ha svolto il ruolo di protettore della popolazione dell’isola, mentre la Russia si è sentita in dovere di farlo come membro permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Inoltre, i potenziali benefici derivanti dall’esportazione di gas russo verso i mercati europei attraverso la Grecia è una cosa percepita dai due paesi come cruciale per la rispettiva prosperità economica.

Se è vero che il governo Tsipras ha indicato la volontà di migliorare le relazioni con Mosca, sarà molto difficile per Atene prendere le distanze dall’Unione europea e dalla NATO.

Cosa vuole, dunque, il governo Tsipras dalla Russia? È semplice. Cerca un rapporto migliore che possa portare ad investimenti e ad energia a basso costo per l’economia greca in rovina. Vuole anche che Mosca possa sciogliere le sue sanzioni nei confronti dei produttori agricoli greci. Inoltre, Atene sta probabilmente giocando la “carta Russia” al fine di migliorare la sua posizione contrattuale nei negoziati in corso con la troika.

Tuttavia, l’economia non può spiegare tutto. La Grecia è un paese piccolo e relativamente senza risorse, con un ricco patrimonio che è tanto una benedizione come una maledizione.

La Grecia ha sofferto di insicurezza a causa della sua unicità culturale. Entrando nella zona euro è stata destinata a riaffermare l’identità europea, senza puntare sulla sua eccezionalità. Di conseguenza, la crisi economica sta cambiando la percezione dell’UE tra i cittadini greci.

In questo momento di incertezza, la Grecia sta contando i suoi amici e i suoi alleati. La Russia è percepita come un paese amichevole perché ha evitato di puntare il dito ed inimicarsi la società greca.

Tsipras ed il suo nuovo governo non possono ignorare la richista dei suoi cittadini di avere maggior rispetto, soprattutto ora che alcuni politici e media europei stanno lanciando una campagna diffamatoria contro la Grecia e i suoi cittadini. Ma chi può biasimarli?

Autore: Guglielmi Franco

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