Grecia, forse si parla anche di controlli sui capitali

L’economia della Grecia e il suo settore bancario sentono la tensione della riforma per il salvataggio di Atene. Le banche greche fanno sempre più affidamento sui finanziamenti di emergenza da parte della Banca centrale europea (BCE) e gli analisti dicono che se la banca centrale dovesse non dare questo prestito, la Grecia può non avere altra scelta che imporre controlli sui capitali. In breve, questo significa che si limiterà la quantità di denaro che consumatori ed imprese possono attingere dalle banche.

Il mancato raggiungimento di un accordo con i creditori relativamente alla restituzione del prestito al Fondo Monetario Internazionale ha alimentato l’incertezza sul futuro della Grecia e ha scatenato i ritiri di fondi da parte delle banche greche. Dando un’occhiata ai dati pubblicati venerdì dalla Banca di Grecia, si vede come i depositi delle famiglie e delle imprese sono scesi del 3,5 per cento nel mese di aprile rispetto al mese precedente e sono diminuiti del 17 per cento rispetto a un anno fa.

A causa di questi deflussi di depositi, la Banca di Grecia ha sostituito la perdita di depositi con finanziamenti di emergenza della BCE conosciuti ufficialmente come liquidità di ultima istanza (ELA).

Gli analisti hanno detto in una nota che con delle minime riserve di liquidità pari a 1,9 miliardi di euro e circa 3-7 miliardi di euro di deflussi di depositi al mese, le banche greche hanno bisogno dell’ELA per mantenere gli sportelli automatici in funzione.

Tuttavia, data la lentezza dei negoziati, la BCE non ha sensibilmente innalzato l’importo del finanziamento di emergenza per le banche greche. Gli analisti dicono che se dovesse limitare tale finanziamento, Atene avrebbe bisogno di imporre controlli sui capitali e limitare i prelievi di contante per mantenere le banche in funzione. Dato che la Grecia e i suoi creditori rimangono ancora ai ferri corti sui termini essenziali del contratto di salvataggio, c’è un rischio significativo e crescente che una qualche forma di controllo dei capitali dovrà essere imposta. Se la BCE fosse costretta a limitare severamente l’ELA a causa di una rottura dei negoziati, allora è molto probabile che la Grecia farà la fine di Cipro.

Sì, è vero, la piccola isola del Mediterraneo ha imposto dei controlli sui capitali nel 2013 per contenere una crisi finanziaria. Cipro limitò i prelievi dal bancomat a 300 euro a persona al giorno, con i trasferimenti di oltre € 5.000 all’estero che avevano bisogno di approvazione da parte di una commissione speciale.

Anche Moody’s ha detto il mese scorso che c’è una “elevata probabilità” di controlli sui capitali in Grecia. Se fosse così, questo farebbe salire i rischi di una vera e propria ‘Grexit’.

Autore: Guglielmi Franco

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