Gestione separata: tutto quello che c’è da sapere sulla rivalsa INPS

Una delle norme che regola la fatturazione da parte dei soggetti lavoratori autonomi è l’applicazione della rivalsa nelle loro fatture, ovvero una percentuale aggiuntiva del 4% che viene calcolata sui compensi lordi.

Da un punto di vista legale, questa percentuale si riferisce al comma 212 dell’articolo 1 della legge 23.12.1996 n. 662:, che afferma come, ai fini dell’obbligo che viene previsto della legge 8 agosto 1995 n. 335, per la precisione all’articolo 2, comma 26, tutti coloro che sono titolari di un reddito da lavoro autonomo che corrisponde come indicato dall’articolo 49, comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi, e successive modificazioni, possono addebitare ai committenti una percentuale pari al 4% dei compensi lordi.

Chi deve iscriversi alla gestione separata INPS

In sostanza, coloro che sono obbligati per legge ad essere iscritti alla gestione separata INPS sono:

  • Chi esercita un’attività di lavoro autonomo e non è iscritto ad una Cassa di previdenza;
  • Tutti quei lavoratori autonomi occasionali che sono esenti dall’obbligo di iscrizione ad una cassa di previdenza e che hanno un reddito maggiore di 5.000 euro all’anno;
  • I lavoratori a progetto;
  • I lavoratori occasionali con reddito fino a 5.000 euro e con una durata della collaborazione che non arriva a 30 giorni lungo l’arco di un anno;
  • Chi si occupa di vendite a domicilio e ha un reddito superiore a 5.000 euro;
  • Chi ha conseguito una borsa di studio per poter frequentare dei corsi di dottorato di ricerca;
  • I pensionati oppure i professionisti che sono iscritti agli Albi di categoria e che eseguono delle prestazioni professionali coordinate e continuative;
  • I medici che hanno un contratto di formazione specialistica;
  • I volontari che fanno parte del Servizio Civile Nazionale;
  • Chi fa parte degli organi di amministrazione e controllo di società;
  • Chi fa spedizioni doganali e non lavora da dipendente

L’iscrizione alla gestione separata INPS si fa o recandosi presso gli sportelli di questo ente, oppure direttamente dal sito ufficiale INPS, o ancora per telefono tramite il numero gratuito 803 164.

Cos’è la rivalsa INPS?

Torniamo alla rivalsa INPS che possono applicare, in fattura, tutti i lavoratori autonomi che rientrano nelle descrizioni di cui sopra.

In sostanza, si tratta di applicare un extra pari al 4% del compenso lordo che risulta a carico del committente, ovvero del cliente.

L’applicazione di questa rivalsa non è obbligatoria e ogni professionista e lavoratore autonomo può decidere se applicarla o meno, ma se decidesse di farlo bisogna tenere presente che poi è lui stesso che deve occuparsi del versamento di tale importo direttamente nelle casse dell’INPS.

Come calcolare la rivalsa in fattura?

Facciamo un esempio numerico per poter meglio il concetto. Se si svolge un servizio professionale per un importo pari a 1.000 € lordi, il 4% di rivalsa INPS deve essere applicato su questa somma, pertanto sarebbe di 40 € . L’imponibile IVA ed IRPEF rimarrebbero sempre i 1.000 € di prestazione iniziare, mentre l’IVA verrebbe calcolata sulla somma tra importo lordo e rivalsa del 4%.

E’ da tenere presente, poi, che sulla fattura ivata deve essere calcolata anche una ritenuta di acconto pari al 20%, che va detratta per avere il netto che il professionista o il lavoratore autonomo devono incassare.

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