Il Fondo Monetario Internazionale abbassa la sua previsione di crescita globale

Il Fondo Monetario Internazionale ha abbassato le sue previsioni per la crescita economica globale per i prossimi due anni. Nonostante il declassamento, l’economia mondiale dovrebbe ancora crescere più velocemente che nel 2014.

Nel suo ultimo rapporto World Economic Outlook, pubblicato oggi, il FMI ha abbassato la previsione fatta nel mese di ottobre di 0,3 punti percentuali per i prossimi due anni. Ora prevede una crescita mondiale al 3,5 per cento per il 2015 e al 3,7 per cento per il 2016.

Sul WEO si legge che “i nuovi fattori che sostengono la crescita, i prezzi del petrolio più bassi, l’ammortamento di euro e yen, sono più che compensati dalle forze negative persistenti, compresi i lasciti della crisi e la crescita potenziale più bassa in molti paesi”.

I dati di martedì arrivano pochi giorni dopo che il capo del FMI, Christine Lagarde, ha detto che un forte calo del prezzo del petrolio e una forte economia degli Stati Uniti probabilmente non sono sufficienti ad illuminare le prospettive di crescita globale nel corso del 2015. Per gli Stati Uniti, in ogni caso, il 2015 è un po’ più luminoso del passato, con la crescita prevista in aumento al 3,6 per cento, dal 3,1 per cento precedentemente previsto, nonostante l’apprezzamento del dollaro.

Nonostante il forte calo dei prezzi del petrolio, che si sta rivelando positivo per la maggior parte dei paesi, il FMI si aspetta che tali effetti positivi potrebbero essere appesantiti da fattori negativi, tra cui i dati più deboli degli investimenti e i rischi geopolitici, come i disordini in Medio Oriente e la guerra in Ucraina. In risposta al declassamento, l’FMI ha invitato i governi e le banche centrali a perseguire delle politiche monetarie accomodanti e delle riforme strutturali per sostenere la crescita nei prossimi due anni.

In un rapporto prevalentemente cupo, le proiezioni per le economie emergenti sono state ampiamente tagliate, con le prospettive per gli esportatori di petrolio Russia, Nigeria e Arabia Saudita che sono in netto peggioramento. Il FMI ha anche tagliato le proiezioni di crescita per il Brasile e l’India.

I dati diffusi mostrano anche che l’economia cinese si trova di fronte alla crescita più lenta nel corso di due decenni, con un valore percentuale del 7,4 per cento, dato che manca di poco l’obiettivo del 7,5 per cento annuo. Blanchard, direttore del FMI, ha detto che il rallentamento della crescita in Cina avrebbe fatto male alle nazioni da cui il paese importa, soprattutto in Asia. I rischi più evidenti riguardano la stagnazione della zona euro e del Giappone.

Autore: Guglielmi Franco

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