Eur/Usd: seduta in calo, pochi spunti in giornata

Il cambio tra la moneta unica e il biglietto verde registra un leggero calo a 1,3850 in una giornata caratterizzata da pochi spunti macroeconomici. Il piu’ importante appuntamento in agenda era in Asia con il meeting del Consiglio Direttivo della Bank of Japan che ha deciso di mantenere invariata la propria politica monetaria espansiva.

Unico dato importante in Europa è stato l’annuncio del PIL del quarto trimestre in Italia. L’Istat ha annunciato che il prodotto interno lordo ha mostrato un aumento dello 0,1% su base trimestrale e una flessione dello 0,9% su base annuale.

Dal punto di vista tecnico la correzione odierna è fisiologica dopo la forte accelerazione rialzista evidenziata dai bottom di inizio febbraio. L’ascesa del cambio euro/dollaro ha soprattutto acquisito forza nella giornata di giovedì scorso quando la BCE ha scelto di non intervenire sul mercato a sostegno delle attività economiche di Eurolandia. Il “no action” deciso dal Consiglio Direttivo guidato da Mario Draghi ha inviato importanti segnali alla comunità finanziaria che difficilmente la BCE promuoverà nuove misure non convenzionali per iniettare nuova liquidità nel mercato del credito. Nella conferenza stampa successiva alla scelta sui tassi d’interesse Draghi ha bocciato molto velocemente la possibilità di interrompere la sterilizzazione del piano SMP.

Osservando il grafico del cambio euro/dollaro notiamo immediatamente come la volatilità sia scesa notevolmente in settimana. Dopo gli scossoni delle ultime sessioni della scorsa ottava il cross è tornato a evidenziare movimenti molto ridotti. Guardando sul grafico daily l’indicatore ATR (Average True Range) possiamo notare come la volatilità sia prossima ai minimi annuali. Riteniamo che le prospettive grafiche per il cambio siano ampiamente rialziste. Anche discese fino a 1,37 non modificheranno le suddette aspettative. Conferme per lo scenario rialzista arriveranno con il superamento di 1,3915, preludio a un possibile allungo in direzione degli obiettivi situati a 1,40 e 1,41. Solamente il cedimento di 1,37 potrebbe essere interpretato come un primo segnale di debolezza, creando i presupposti per una discesa verso 1,3640.

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Autore: Filippo Diodovich

Filippo A. Diodovich, Market Strategist per IG, è un esperto di analisi fondamentale e tecnica, applicata ai mercati finanziari (azionari, valutari, obbligazionari e dei derivati). Dopo aver conseguito una laurea in Economia Politica all'Università Bocconi di Milano inizia il proprio percorso professionale nel 2002 presso l'ufficio studi di una delle maggiori banche d'affari statunitensi per poi passare nel 2003 a lavorare per un'azienda italiana specializzata nell'utilizzo delle metodologie dell'analisi tecnica per valutare l'andamento delle piazze finanziarie. I suoi commenti sono disponibili anche su Twitter @FADiodovich_IG

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