Euro, dollaro e Aussie, l’andamento della scorsa settimana

La scorsa settimana la zona euro ha conosciuto dei pesanti problemi, soprattutto in merito alle incertezze future che sono venute dalle elezioni francesi e greche. In particolar modo per quanto riguarda queste ultime, i due maggiori partiti stanno lottando per mantenere l’austerità ancora in pista, sollevando la possibilità di un’altra elezione che dovrà essere tenuta quanto prima il prossimo mese. La situazione di stallo ha riacceso l’interesse europeo e degli investitori sulla capacità della Grecia di poter rimanere ancorata ai termini dei due salvataggi, alimentando la speculazione che il paese potrà lasciare l’unione monetaria.

Il leader del partito Pasok, Evangelos Venizelos, non è riuscito a formare un governo di unità nazionale, quando Alexis Tsipras, leader del più grande partito greco anti-salvataggio, ha respinto un appello dei leader politici di unirsi alla coalizione. Si tratta di una situazione in cui non c’è ancora nessuna risoluzione.

Volando in Inghilterra, possiamo vedere che la sterlina britannica è salita contro l’euro dopo che la Banca d’Inghilterra ha fatto sapere che sta pensando ad un ulteriore allentamento quantitativo di 325 miliardi di sterline. La decisione è stata prevista da 43 economisti su un totale di 51. I funzionari della banca hanno inoltre lasciato il tasso di interesse ad un livello minimo, pari allo 0,5 per cento. La sterlina è dunque salita dello 0,8 per cento contro l’euro, mentre ha perso lo 0,5 per cento contro il dollaro.

La scorsa settimana ha visto il dollaro australiano indebolirsi per la seconda settimana di seguito, a causa della  preoccupazione che la banca centrale vorrebbe ridurre ulteriormente i tassi di interesse. L’Aussie è sceso dell’1,6 per cento contro il dollaro USA, il livello più basso da dicembre, anche a causa del rallentamento della Cina, la cui produzione industriale è aumentata del 9,3 per cento ad aprile 2012 rispetto all’aprile dell’anno precedente, mentre le previsioni degli economisti avevano previsto un incremento del 12%. Le vendite al dettaglio del mese scorso sono aumentate del 14,1 per cento rispetto all’anno precedente, mentre gli economisti avevano previsto un aumento del 15,1 per cento. La Cina è infatti il maggiore partner commerciale dell’Australia.

Autore: Guglielmi Franco

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