Disoccupazione: nazioni con tasso più basso e situazione italiana

Disoccupazione: nazioni con tasso più basso e situazione italiana

Il mercato del lavoro da quando è cominciata la crisi economica è andato fortemente in crisi e negli anni scorsi il tasso di disoccupazione è salito ai suoi livelli più alti da un decennio a questa parte. Da qualche tempo a questa parte, tuttavia, il tasso di disoccupazione è sceso, sempre più persone – giovani e meno giovani – stanno trovando lavoro. Secondo gli ultimi dati, negli USA, la prima economia del mondo, i datori di lavoro hanno aggiunto 211.000 posti di lavoro ad aprile 2017, con il tasso di disoccupazione in calo al 4,4 per cento, il livello più basso dal maggio 2007. Il guadagno medio orario è aumentato del 2,5 per cento rispetto all’anno precedente arrivando a 26,19 dollari, una crescita leggermente più lenta rispetto ai mesi precedenti.

Il rapporto offre un’istantanea di un’economia sempre più solida, il mercato del lavoro statunitense continua ad espandersi anche dopo 79 cali, guarendo da gran parte dei danni ancora persistenti dalla recessione.

A livello macroeconomico, l’aumento nel numero di posti di lavoro a disposizione dovrebbe risolvere i timori che la crescita economica stia rallentando in modo significativo.

Avendo fatto questa premessa importante, vediamo ora quali sono i paesi con il tasso di disoccupazione più basso tra quelli sviluppati, lo confronteremo con alcuni dei tassi dei paesi in via di sviluppo e analizzeremo la situazione del nostro paese.

Paesi asiatici come Hong Kong e Macao hanno dei tassi di disoccupazione molto bassi, rispettivamente del 3,2% e del 2%, segno che l’economia asiatica sta crescendo molto velocemente, come testimoniato anche dal tasso di disoccupazione cinese, pari al 3,97% e giapponese, del 2,80%.

Nell’occidente del mondo, invece, gli USA hanno un tasso del 4,4%, mentre il Canada sale al 6,5%.

La situazione economica del nuovo continente è decisamente migliore rispetto a quella europea, dove invece i tassi dei senza lavoro sono molto diversi a seconda dei paesi di riferimento, andando dal 3,9% della Germania fino al 10% della Francia, al 11,5 dell’Italia, il 18,75% della Spagna e il 23,20% della Grecia.

I tassi di disoccupazione peggiori si registrano in realtà come Afghanistan, Bosnia, Congo e Gibuti, dove i tassi salgono tranquillamente oltre il 40%.

La situazione in Italia, come abbiamo visto, non è delle più rosee. Nel nostro paese è particolarmente difficile riuscire a trovare un lavoro, la politica certo non aiuta, anche in considerazione del fatto che le tasse sulle imprese sono sempre molto alte e i costi per assumere un dipendente sono importanti (anche troppo). In maniera particolare preoccupa la situazione giovanile, con i tassi tra gli under 25 che raggiungono quote del 40% circa. Per questo motivo, si è spesso parlato di “generazione perduta”, ad indicare i giovani che si stanno avvicinando alla forza lavoro, che hanno notevoli difficoltà a trovare un posto di lavoro e, di conseguenza, a crearsi una famiglia.

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