Crisi del lavoro, il governo trova l’accordo con l’ Electrolux

L’accordo è nato con l’obiettivo di salvare i posti di lavoro, ha detto il ministro dell’Industria Federica Guidi

Il premier Matteo Renzi, nella giornata di Giovedì, ha firmato un contratto con l’azienda svedese produttrice di elettrodomestici Electrolux e mantenere i suoi quattro stabilimenti in Italia. L’accordo è nato con l’obiettivo di salvare i posti di lavoro, ha detto il ministro dell’Industria Federica Guidi. L’ azienda si è inoltre impegnata in un investimento di 150 milioni di euro per i quattro impianti, ha aggiunto. Pochi dettagli della transazione sono stati rilasciati, ma i funzionari hanno parlato di un “contratto di solidarietà ” che dovrebbe essere applicato e che vedrà il governo prendersi carico di una parte del costo del lavoro dei lavoratori .

L’azienda, a causa della crisi, aveva annunciato piani per tagliare gli stipendi dei circa 5.000 lavoratori

L’accordo è arrivato dopo che la multinazionale svedese, all’inizio di quest’anno, ha annunciato piani per tagliare gli stipendi dei circa 5.000 lavoratori nei suoi quattro stabilimenti italiani di circa il 15 % nel corso dei prossimi tre anni, spingendo l’allarme. La società ha detto che questo era l’unico modo per garantire che i propri prodotti , tra cui frigoriferi, aspirapolvere e lavatrici, riuscissero a competere con quelli prodotti nei mercati di basso livello salariale di tutto il mondo. Una volta che il principale esportatore mondiale di elettrodomestici , l’Italia, si colloca, oggi, al terzo posto dietro la Cina , che ha attirato oltre un terzo del mercato globale di 100 miliardi di euro.

Ernesto Ferrario: “aiutare la riduzione del costo del lavoro in Italia”

L’amministratore delegato della divisione italiana di Electrolux , Ernesto Ferrario , ha detto in una audizione al Senato relativa al settore in auge che, nel mese di febbraio, la società ha bisogno di “aiutare la riduzione del costo del lavoro in Italia”.

Contano solo i lavoratori e null’altro

È bene che il governo capisca che, qualsiasi sforzo, deve essere fatto in direzione della tutela dei lavoratori. Proprio nel momento in cui, per un breve periodo, il PIL si era sistemato, adesso, è ritornato in negativo. Non vorrei che, questa nuova problematica allontanasse nuovamente l’attenzione dal problema principale che caratterizza il nostro paese. Ovvero, la mancanza di lavoro. Non ci rimane che attendere e capire, finalmente, se il nostro paese può parlare di svolta.

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