Contratti a termine: definizione e quali sono

Si parla di contratto a termine per indicare quello lavorativo che ha una durata ben determinata, al massimo pari a 3 anni, e che può essere rinnovato al massimo per 5 volte (tranne delle eccezioni). In questo articolo andiamo alla scoperta di tutto quello che bisogna sapere sul contratto a tempo determinato.

Si parla di contratto a tempo determinato, o contratto a termine, quello da lavoro dipendente che ha un inizio ed una fine certi. Per questo motivo, è un contratto che le aziende usano in maniera notevole per far fronte a dei picchi di produzione, in maniera particolare durante le stagioni (pensiamo ad esempio ad un hotel sul mare durante la stagione estiva, o ad uno in montagna durante i giorni tra Natale e capodanno).

Durata del contratto a termine

Come anticipato, la legge stabilisce che la durata massima di un contratto a tempo determinato è di 36 mesi; al contrario, non ha una durata minima, per cui può essere stipulato anche per pochi giorni o per una settimana, ad esempio.

La durata massima dei 36 mesi deve essere presa in considerazione anche se il contratto viene rinnovato; per dirla in maniera semplice, un contratto a termine può essere rinnovato al massimo per 5 volte, e la durata dei periodi lavorativi – tutti sommati – deve essere di 36 mesi al massimo. Se questo limite è superato, allora il rapporto di lavoro diventa a tempo indeterminato.

La legge stabilisce una deroga di 12 mesi in più, nota come “deroga assistita”, un termine che deve essere indicato per iscritto ed entro 5 giorni dal giorno di inizio del lavoro in azienda.

La proroga

Secondo le ultime novità del Jobs Act, è possibile rinnovare un contratto di lavoro a tempo determinato al massimo per 5 volte entro i 36 mesi di cui sopra.

Inoltre, se il datore di lavoro effettua l’assunzione con un nuovo contratto a tempo determinato, ovvero con uno che non è una proroga dei precedenti, allora il contratto stesso è legittimo qualora dalla fine del precedente rapporto di lavoro, siano passati 10 o 20 giorni, rispettivamente se il contratto è stato maggiore o minore di 6 mesi.

Non si applicano tali limiti ai rinnovi dei contratti per le attività stagionali e per le startup innovative.

La precedenza

Tutti coloro che hanno avuto un contratto di lavoro a tempo determinato presso la stessa azienda per più di 6 mesi, hanno diritto di precedenza verso le nuove assunzioni a tempo indeterminato, qualora esse vengano fatte entro 12 mesi e se tali assunzioni fanno riferimento a delle mansioni svolte durante il contratto a termine.

Quando non si può fare un contratto a termine

La legge stabilisce che l’azienda non può avvalersi di un contratto a tempo determinato in questi casi:

  • per sostituire dei lavoratori in sciopero;
  • nelle aziende che hanno licenziato, nei 6 mesi precedenti, dei lavoratori che avevano le stesse mansioni;
  • nelle aziende che prevedono la sospensione del lavoro o una riduzione dell’orario di lavoro secondo un regime di cassa integrazione;
  • da parte delle aziende che non hanno effettuato, in maniera completa, la valutazione dei rischi in merito alla salute e alla sicurezza dei lavoratori.

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