Continuano le proteste dei lavoratori di IKEA

Fino a 150 facchini, i lavoratori della logistica, studenti e attivisti si sono presentati davanti al negozio generale dell’IKEA per Bologna per bloccarne l’ingresso. L’ultimo di una serie di picchetti che, dalla fine di ottobre, ha reso precaria la forza lavoro presente all’interno del marchio svedese in varie città del nord Italia. L’azione diretta, che è stata effettuata dai lavoratori con la partecipazione del rango e del sindacato del Cobas, assieme agli studenti bolognesi e ai lavoratori collettivi, mirava a costringere IKEA a far fermare lo sfruttamento dei lavoratori, creando orari di lavoro rispettabili, condividendo il carico di lavoro in più, pagando gli stipendi dovuti, garantendo il diritto di organizzare e ripristinare i facchini che sono stati sospesi dalle loro attività, e minacciati di licenziamento.

La determinazione dei lavoratori, ha resistito i colpi e, circondati dagli ufficiali, ha indotto il negozio a una chiusura anticipata per il giorno

Poliziotti in tenuta antisommossa, si trovavano in fila davanti al negozio e hanno cercato di disperdere i manifestanti con i manganelli – in accordo con la direzione. Ma la determinazione dei lavoratori, ha resistito i colpi e, circondati dagli ufficiali, ha indotto il negozio a una chiusura anticipata per il giorno.

La protesta è stata coperta in tempo reale su Twitter, dove appariva l’hashtag # ikeainlotta, dopo una precedente # spazioalcambiamento, originariamente utilizzato da IKEA stessa per scopi di marketing. L’azienda è stata inondata di messaggi di protesta da parte dei lavoratori e dei consumatori. Il picchettaggio è una pratica condivisa anche dagli studenti, che lo hanno realizzato nella recente giornata di mobilitazione nazionale del 6 dicembre contro i tagli all’istruzione quando, ancora una volta a Bologna, ancora una volta, la Facoltà di Lettere e Filosofia nella centralissima Via Zamboni è stato temporaneamente chiusa.

Una lotta comune che interessa i lavoratori della logistica e che, recentemente, ha anche goduto di un’altra vittoria nella vicina Lippo di Calderara

L’esito della giornata è stato importante, al fine di raggiungere il primo blocco di successi per quanto concerne l’outlet IKEA nel nord Italia – mentre altri picchetti sono stati utilizzati per bloccare i magazzini dell’azienda in varie sedi nella stessa area. Una lotta comune che interessa i lavoratori della logistica e che, recentemente, ha anche goduto di un’altra vittoria nella vicina Lippo di Calderara – un piccolo sobborgo bolognese industriale in cui i lavoratori Geodis, dopo due giorni di agitazione, hanno garantito le migliori condizioni di lavoro, riconoscendo gli stipendi non pagati. La mobilitazione proseguirà nel fine settimana, con un nuovo picchetto previsto a Piacenza e a San Giuliano.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *