Come aprire un canile? Ecco la guida

L’estate si avvicina e spesso i cani e i gatti sono un freno alla voglia di vacanza. Inutile dire che è spregevole l’atto di abbandonare un animale, e che non bisognerebbe mai farlo: un cane o un gatto non sono “a tempo”. Molto meglio portarli in un canile, dove, anche se non è certamente casa, sono accuditi e curati con amore da esperti professionisti, oltre che essere in compagnia di altri animali come loro.

Dal punto di vista lavorativo, aprire un canile può rappresentare un’eccellente opportunità, con sempre più persone che adorano questi cuccioli (e meno cuccioli) e vogliono prendersene cura. Come si fa, dunque, per aprire un canile? Quali sono gli obblighi di legge?

Per poter aprire un canile non c’è alcun bisogno o necessità particolare, nella maggior parte delle città italiane è semplicemente chiesto un corso di formazione che possa informare sulle principali necessità di gestione.

Nel momento in cui si decide di aprire un’attività di canile, occorre fare comunicazione di SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) presso il SUAP (Sportello Unico Attività Produttive). Il secondo passo è quello di rivolgersi ad un esperto commercialista e chiedere l’apertura dei registri contabili, fondamentali per poter operare. Altro passo è da compiere entro i 30 giorni successivi, ovvero l’iscrizione presso il Registro Imprese tenuto dalle camere di commercio locali, l’apertura della partita iva, l’iscrizione all’INPS e quella all’INAIL, ma solo nel caso in cui si vogliano assumere dei dipendenti.

La legge prevede due tipologie di canili, uno pubblico e l’altro privato. I primi sono quelli che possono ricevere delle sovvenzioni da parte dello stato, mentre i secondi le possono ricevere da parte di privati od associazioni. Per poter aprire un canile, inoltre, è fondamentale avere il parere positivo del veterinario, che ha il fondamentale compito di accertarsi che ogni singola norma igienico-strutturale sia rispettata.

Inoltre, ci sono delle necessità che un canile deve rispettare:

  • il canile deve essere situato lontano dalla città, meglio se in un posto isolato, questo per evitare che il latrato dei cani possa dar fastidio ad altre persone;
  • è necessario che ci sia un reparto di isolamento, un deposito per le attrezzature ed uno, separato, per gli alimenti, un ambulatorio per gli animali, i servizi igienici e un’area di ricovero per gli animali;
  • le aree per il ricovero degli animali devono essere disinfettabili, ovviamente riscaldate e collegate ad un’area esterna che sia protetta da ogni intemperie;
  • occorre la presenza di un’area erbosa di almeno 2.000 metri quadrati, ove cani e gatti possano correre e giocare.

L’obiettivo di un canile è quello di assicurare benessere e pulizia degli animali ospitati, oltre che ovviamente la loro sicurezza, dunque il veterinario è una figura professionale fondamentale che si occuperà della cura degli animali, della loro registrazione e deve munire ogni animale di microchip identificativo.

Attenzione al fatto che il canile, una volta aperto, deve essere mantenuto sempre in buono stato, anche se purtroppo in Italia ci sono pochi controlli in merito – una volta aperti. Per questo motivo capita che diversi canili siano in stato di degrado, dove gli animali soffrono e, a volte, non poco.

In tutti i casi, bisogna tenere presente che se si viene beccati a gestire un canile che non rispetta le norme di legge, si rischiano multe severe e il carcere fino a due anni.

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