La chiamata di margini, il peggior nemico del trader

Una richiesta di margini (o chiamata di margini che dir si voglia) è il peggior nemico di un operatore. Purtroppo è una situazione in cui tanti operatori si trovano prima o poi, alcuni perché hanno usato una cattiva gestione del capitale (o addirittura hanno deciso di fare forex senza l’utilizzo di qualsiasi tecnica per gestire il proprio denaro), oppure perché le tecniche usate sono state sbagliate, oppure ancora perché non si sa nemmeno che cosa sia una chiamata di margini. Andiamo a chiarire questo concetto, per tutti coloro che ne avessero bisogno.

Una richiesta di margini si ha quando l’equity del conto scende sotto un certo margine di mantenimento (che è pari al capitale necessario per aprire una posizione, vale a dire 250 euro se si utilizza una leva di 400:1 o 1.000 euro se si utilizza una leva di 100:1 nei conti standard).

In una chiamata di margini il broker chiude tutte le operazioni aperte, ecco perché è una cosa a cui stare estremamente attenti.

Vediamo un esempio di come funziona, in maniera da chiarire il concetto.

Ipotizziamo un commerciante forex che apre un conto e che fa un deposito iniziale di 4.000 euro. Il giorno dopo, tale broker decide di aprire una posizione in acquisto di Euro e di vendita di dollari (EUR / USD) a 1,2318, con due lotti standard. Il trader sta usando una leva di 100: 1, quindi il margine di mantenimento è di 2463,6 euro.

La mattina dopo, appena dopo essersi alzato, apre la piattaforma di trading e… sorpresa!! La coppia EUR / USD è caduta come un sasso e il saldo del conto è sceso a 2463,6 euro. La mossa di mercato sfavorevole fatto scattare una chiamata di margini.

Quando il trader è entrato nel mercato con due lotti standard, il margine di mantenimento è salito a 2463,60 euro, così egli poteva avere ancora 1.536,40 euro per poter far fronte alle perdite delle posizioni aperte (in caso di un movimento avverso, come effettivamente è stato). Un movimento di 100 pips sulla coppia EUR / USD, con due lotti, è pari a 2.000 euro. Se quella notte la coppia d valute EUR / USD è scesa di 113 pips, ad esempio, è andata ben oltre il limite che il trader poteva sopportare e dunque tutte le posizioni sono state chiuse, lasciando solo il margine di mantenimento.

Se il broker effettua una chiamata di margini nel corso di una fluttuazione forte del mercato, si rischia concretamente di perdere denaro, come abbiamo visto.

Pips e lotti, tutto quello che c’è da sapere

Anche se le quote del mercato dei cambi hanno molte caratteristiche in comune con altre opzioni di investimento, esse si differenziano molto per quanto riguarda la meccanica utilizzata per le operazioni. Due degli aspetti più particolari riguardano pips e lotti. Capire cosa significano questi termini e come utilizzarli correttamente permetterà di massimizzare i profitti nel mercato valutario.

Pips e Lotti sono due termini che probabilmente la maggior parte dei nuovi investitori non comprendono pienamente. Semplicemente, entrambi i termini sono usati come unità di misura per operare nel forex e aiutano a definire che tipo di benefici ci si aspettano dall’investimento fatto.

Un pip è la misura più piccola del movimento nel valore di una moneta e determina il profitto di una determinata operazione. Il valore del pip può variare, quindi è sempre una buona idea capire come esso viene definito dal broker che si utilizza per operare.

La maggior parte dei più grandi broker offre delle quotazioni con “pip pieno”, anche se alcuni potrebbero offrire dei pips frazionati. Questi pips rappresentano un ancor più piccolo aumento o diminuzione del valore di una moneta. Ad esempio, se si sta operando sulla coppia di valute USD / JPY (dollaro / yen), ogni movimento di pip equivale a 1 centesimo di valore. Altre coppie di valute, come GBP / USD (Euro / Dollari) utilizzano un valore di 0,0001 per definire il pip e il movimento del valore monetario dovrà essere aumentato per generare un vantaggio equiparabile.

Per i nuovi operatori è più facile calcolare il successo delle proprie strategie di trading basandosi sui guadagni in pips. Questo permette di avere una chiara indicazione di come operare al meglio prendendo in considerazione un dato unico e comparabile.

Un lotto, invece, è definito come il più piccolo gruppo di valore per una coppia di valute. Questo valore varia con la coppia di valute con cui si sta operando e con il broker che si sta utilizzando. Per esempio, molti broker impostano il valore minimo di un’operazione a 100.000 dollari (1 lotto). Ciò significa che in qualsiasi momento si voglia operare con questa valuta, l’investimento più basso che si può fare è 100.000 dollari.

Negli ultimi anni, i broker hanno stabilito dei lotti più flessibili per gli operatori più piccoli riducendo i requisiti minimi necessari. Si parla così di Mini lotti e di Micro lotti, strumento che permettono di investire con un importo iniziale più basso e con meno capitale di un lotto normale.

Le più importanti candele forex

Le candele ci danno una migliore comprensione del valore di una moneta, o più precisamente ci permettono di interpretarne il valore agli occhi degli investitori. Essi sono anche in grado di aiutarci ad avere una migliore comprensione della psicologia degli investitori (che sono di solito guidati dalle emozioni come paura, avidità, speranza, ecc). Prima di cercare di capire il pattern candlestick, è necessario capire ciò che ogni candela rappresenta di per sé.

Le candele grandi descrivono una pesante pressione per acquistare o vendere. Il prezzo si trova in salita o in declino di molto rispetto al prezzo di apertura. Quando si parla di “grandi” candele ci riferiamo al corpo di ogni candela. Ma, grande rispetto a che cosa? Sappiamo che una candela è grande quando mettiamo a confronto la lunghezza di una candela con quelle precedente e successiva. Un grande candela si distingue chiaramente dalle altre.

Le candele piccole possono invece rappresentare due cose: un periodo di tempo con poco volume (poche transazioni) o periodi di indecisione (quando la domanda è uguale all’offerta). Le candele piccole sono di solito confrontate con la lunghezza delle candele precedenti per determinare la validità delle stesse.

Le candele Marubozu sono delle candele molto “forti”. Non hanno ombra, ciò significa che il prezzo di apertura è pari al massimo o al minimo di un determinato periodo ed il prezzo di chiusura è pari al minimo o al massimo dello stesso periodo. L’interpretazione di queste candele dipende dal luogo in cui sono state formate. Se una candela Marubozu rialzista appare in un trend al ribasso, può segnalare una inversione di tendenza nel breve periodo (i compratori hanno preso il controllo dei prezzi dal primo minuto fino all’ultimo). Se una caldela si trova sul tetto di una gamma può segnalare una spinta finale. Se la candela Marubozu rompe un livello importante (ad esempio, di supporto o di resistenza), ci si può aspettare il mercato continui nella direzione del breakout.

Le candele Doji rappresentano dei periodi di indecisione tra acquirenti e venditori. Queste candele si formano quando il prezzo di apertura e il prezzo di chiusura è uguale o molto simile. Idealmente, l’apertura e la chiusura devono essere uguali, ma bisogna ricordare, quando si analizzano le candele, che l’elemento più importante è l’essenza della candela.

Tra le candele doji possiamo vederne due: dragonfly e gravestone. La prima ha una grande ombra inferiore, i venditori hanno preso il controllo dei prezzi all’inizio del periodo ma poi gli acquirenti sono stati attratti da valori bassi e hanno preso il controllo del mercato. La seconda è esattamente la situazione opposta della dragonfly.

Rischi e criteri di base del carry trade

Come trader sai già che la prima domanda che ci si dovrebbe chiedere prima di entrare in una posizione è “Qual è il mio rischio? “. Prima di entrare in una posizione è fondamentale valutare sempre il rischio massimo che si corre e capire se esso sia o non accettabile in base alle proprie regole di gestione del rischio.

Quando si esegue un carry trade qual’è il rischio? Diciamo che potrebbe essere doppio. Da un lato si rischia (come in ogni altra posizione forex, d’altro canto) di perdere denaro perché la posizione che si è aperta va contro il trend. Il secondo rischio è che a questa prima perdita se ne aggiunge una relativamente al tasso di interesse. Se, infatti, si compra una valuta che ha un tasso di interesse più basso rispetto a quella che si vende, ogni notte si perdono un po’ di soldi a causa di questa differenza.

Ovviamente, se guardiamo il discorso al contrario, il guadagno può essere duplice: si guadagna denaro se la posizione aperta va in direzione del trend, a questo si aggiunge altro guadagno nel caso in cui si compri una valuta che ha un tasso di interesse più alto rispetto a quella che si vende e dunque ogni notte si guadagnano un po’ di soldi grazie a questa differenza.

Come si fa per trovare una coppia di valute adatta per un carry trade? Bisogna cercare due cose:

  • per prima cosa un differenziale di interesse elevato
  • poi una coppia in cui la valuta con il maggior tasso di interesse si trovi in una tendenza rialzista

Abbastanza semplice, vero? Facciamo un esempio reale di carry trade per capire meglio.

Guardiamo al grafico settimanale di una coppia di valute. Se una banca mantiene una politica dei tassi di interesse bassi (ad esempio lo 0,25%) e l’altra vanta uno dei tassi di interesse più alti tra le principali monete (ad esempio il 2%), molti commercianti possono acquistare la valuta della seconda banca e vendere quella della prima banca dato che c’è una grande differenza tra i tassi di interesse. Così facendo ogni notte si guadagnerà il differenziale del tasso di interesse, nello specifico l’,175%.

Oggi trovare una buona coppia di valute con cui fare carry trade non è semplice perché tante grandi banche centrali hanno delle politiche di bassi tassi di interesse, ma indubbiamente acquistare dollari australiani e vendere, ad esempio, dollari USA e euro potrebbe essere una buona scelta.

Che cosa è una divergenza?

Una divergenza riflette il fatto che un indicatore di analisi tecnica va contro il percorso del trend. Ad esempio, l’indicatore mostra un declino, ma il trend continua a salire.

Ci sono due tipi di divergenze:

  • Divergenza Standard
  • Divergenza nascosta

Quali sono le divergenze standard?

Questa tipologia di divergenza a volte appare quando si fa uso di indicatori attraverso l’analisi tecnica. Questo termine è usato per descrivere il fatto che l’indicatore si muove in maniera opposta rispetto al movimento del trend. È possibile utilizzare queste divergenze per ottenere un apprezzamento della forza del trend che potrebbe accadere in segutito. Tuttavia essi non possono essere l’unica indicazione per capire in che maniera si muove il mercato e per decidere per l’acquisto o la vendita di una data posizione.

Possiamo distinguere questa tipologia di divergenza in ribassista e rialzista. Si parla di divergenza ribassista standard quando l’andamento dei prezzi è rialzista mentre l’indicatore ci dice il contrario. L’indicatore raggiunge nuovi massimi mentre i prezzi continuano a scendere. Si parla invece di divergenza rialzista standard quando il trend di corso è ribassista mentre l’indicatore indica il contrario. L’indicatore segnala un aumento dei prezzi, mentre esso continua a cadere. Possiamo analizzare entrambi questi fatti come una potenziale inversione di tendenza a venire.

Nel caso di divergenza ribassista si avrà una possibile inversione di tendenza al ribasso, mentre nel caso di divergenza rialzista si parla di una possibile inversione di tendenza a salire.

Che cosa è, invece, una divergenza nascosta?

La divergenza ribassista nascosta si rileva in un trend al ribasso in corso. Si parla di divergenze ribassiste nascoste quando l’indicatore tocca dei nuovi massimi mentre il prezzo fa dei nuovi minimi. Abbiamo concluso che la tendenza al ribasso è forte.

La divergenza rialzista nascosta si può rilevare in una tendenza rialzista in corso. Per evidenziare questa divergenza dobbiamo riuscire a mettere in evidenza e a fare un confronto delle differenze tra l’indicatore e i trend. Si parla di divergenza rialzista nascosta quando l’indicatore fa nuovi minimi mentre il prezzo riesce a fare nuovi massimi. Abbiamo concluso che il trend rialzista è forte.

A che servono le divergenze e come usarle nel Forex? In maniera principale le divergenze possono essere usate per cercare di trovare una possibile inversione del trend attualmente in corso. A volte capitano delle discrepanze tra indicatori e prezzi e spesso sono i primi a vincere. Certo, l’attenzione è d’obbligo perché le sorprese potrebbero sempre esserci, ma le opportunità di guadagno sono interessanti.

Un esempio di come funziona il carry trade

Nel mercato forex le valute sono scambiate in coppie (per esempio, se si acquista USD / CHF, in realtà si sta acquistando dollaro USA e si sta vendendo franchi svizzeri, allo stesso tempo). Come l’esempio di cui sopra, si pagano interessi sulla posizione nella valuta che si vende e si guadagna il tasso di interesse applicato sulla posizione in valuta che si acquista.

Ciò che rende speciale il carry trade nel mercato del forex è che i pagamenti degli interessi ci sono ogni giorno in base alla posizione commerciale che viene aperta. Tecnicamente, tutte le posizioni sono chiuse alla fine della giornata del mercato.

Il broker chiude e riapre la posizione, poi addebita / accredita la differenza nei tassi di interesse del giorno tra le due valute.

La quantità di leva a disposizione del broker ha reso il carry trade molto popolare nel mercato forex spot. La maggior parte dello scambio di moneta è basato sul margine, il che significa che bisogna solo mettere una piccola quantità di denaro nella posizione e l’intermediario farà il resto. Molti broker chiedono un minimo compreso tra l’1% e il 2% per ogni posizione.

Vediamo un esempio per mostrare quanto interessante questa cosa possa essere.

Dal momento in cui si apre una posizione, bisogna tenere presente che ci possono essere tre diverse possibilità. Diamo un’occhiata a ciascuna di esse.

La posizione perde valore. La coppia di valute scelta dal trader perde di valore. Se la perdita porta il conto in negativo, la posizione è chiusa e tutto ciò che viene lasciato in conto è il margine.

La coppia termina allo stesso valore dell’apertura. In questo caso non si vince né si perde, ma a seconda del tasso di interesse che viene applicato ad ogni singola coppia di valute si può guadagnare denaro sulla base del carry trade.

La posizione guadagna denaro. La coppia di valute che viene scelta dal trader sale e va nella direzione prevista. Pertanto, oltre che il guadagno in termini di carry trade, ci sono anche dei guadagni derivanti dai pips nella posizione.

A seconda della leva che si usa nel trading i guadagni possono essere aumentati in proporzione. Ovviamente, anche le perdite possono salire di conseguenza, dunque la leva è una cosa che va trattata con molta attenzione.

Questo è un esempio perfetto di come funziona il carry trade, un modo di fare forex che, se usato bene, può dare grandi soddisfazioni al trader.

Fare copertura per essere protetti dalle perdite

La copertura è uno strumento utilizzato per tutelare i trader contro le perdite. Significa l’acquisto di un contratto che aumenterà in valore e andrà a negare la perdita causata da un altro contratto. La copertura è consigliata solo ai commercianti forex esperti. Solitamente usata dalle aziende per negare i rischi legati al cambio delle valute, possiamo vedere diverse tipologie di copertura.

Copertura diretta. Si ha quando più operatori aprono un contratto che acquista una coppia di valute e allo stesso tempo ne aprono un altro per vendere la stessa coppia di valute. Il risultato è nullo quando entrambi i mestieri sono aperti (non ci sono né guadagni e né perdite), ma si possono fare davvero un bel po’ di soldi senza prendere rischi aggiuntivi se il market timing è giusto. Il vantaggio è che la seconda posizione può fare profitti anche se la direzione della prima è contro le previsioni.

Copertura complessa. Ci sono modi diversi per fare questo tipo di copertura come coprire una determinata valuta utilizzando due differenti coppie di valute. Ad esempio, il professionista può andare lungo su EUR / GBP e short su GBP / USD. Se la sterlina apprezza nei confronti delle altre valute, allora il commerciante potrebbe essere esposto alle fluttuazioni delle coppie di valute.

In questo caso il trader potrebbe andare long su EUR / USD a tutela delle altre due posizioni. Egli ha investito su tre diverse valute con tre posizioni, e tutte e tre aprono pro e contro una valuta. Indipendentemente dal movimento del mercato, il trader non perde denaro (ma neanche guadagna). E’ una situazione perfetta per rimanere vigili sulla situazione del mercato e attendere eventuali movimenti più forti senza correre rischi. Dal momento in cui ci sarà uno spostamento dei prezzi delle valute, sarà possibile chiudere una o due posizioni e lasciare aperte le altre per far correre i profitti.

Contratti a termine su valute esotiche di copertura. In questo caso si parla di un contratto che ha impostata una data di scadenza futura e che permette di scambiare importi in valuta specifici ad un tasso stabilito in un particolare giorno di negoziazione. Il vantaggio è che il futuro cambio è stato già impostato. Di conseguenza, i cambiamenti dei tassi di interesse futuri non influiranno sui contratti a termine.

Le valute esotiche possono essere usate in combinazione con le valute major per offrire altre tipologie di investimenti. Attenzione però al rischio di fare trading con queste valute, meno diffuse e meno liquide.

Per concludere, l’apprendimento delle tecniche di copertura non è molto semplice ma, con un po’ di pratica, sarà possibile ottenere dei buoni risultati davvero.

Come diversificare gli investimenti

Come faccio a creare un portafoglio adeguato?

La scelta di un prodotto finanziario deve avvenire non solo in base alle proprie preferenze. In primo luogo, un investitore prenderà la sua decisione in base alla sua tolleranza al rischio e al rendimento. Dal punto di vista fiscale, il reddito totale è un approccio utile per scegliere il giusto investimento.

Nel decidere quale prodotto finanziario sia meglio per un investitore, il commerciante dovrà ripetutamente rispondere alle domande fondamentali di sicurezza, rendimento e liquidità. Ma la responsabilità morale è sempre più importante da sondare.

Questi quattro responsabili sono stati studiati dagli economisti moderni e sono stati messi in pratica per impostare un modello interessante che possa permettere a tutti di operare. La conoscenza che è stata acquisita dal modello indica anche i quattro obiettivi di un investimento finanziario: la sicurezza, il rendimento, la liquidità e la responsabilità. Sono quattro obiettivi in netta concorrenza tra di loro.

Ad esempio, gli investitori che danno grande importanza alla sicurezza di un prodotto devono aspettarsi dei rendimenti più bassi.

Per assicurarsi degli investimenti che siano in grado di non ridurre i rendimenti attesi, il fondatore della moderna teoria del portafoglio, Harry Markowitz, raccomanda la strategia di diversificazione. Con un’attenta selezione dei prodotti finanziari i rischi di ciascun investimento si mettono da parte e non si accumulano. Utilizzando i giusti fattori di rischio-rendimento, un portafoglio equilibratoè importante.

Per ottimizzare le proprie decisioni di investimento è ragionevole che l’investitore consideri non solo i singoli prodotti, ma riconosca il sistema nel suo complesso.

Uno dei deficit chiari ed irreversibili di un portafoglio diversificato è un rendimento relativamente più basso. Finché il professionista varia il investimento, riceverà più o meno dei risultati non massimali.

Il portafoglio specializzato è una valida alternativa?

Per avere un rendimento elevato molti investitori limitano gli scambi commerciali solo dei prodotti con massimi rendimenti. L’accento è posto su 5-8 prodotti. Questa strategia aumenta il rendimento, ma ovviamente fa incrementare anche il rischio. Bisogna però saper scegliere, perché investire in valuta estera permette di operare in maniera ottimale, con buoni rendimenti e, se si sa come operare, anche minimizzando i rischi.

Uno dei limiti di un portafoglio specializzato è l’incertezza sul contributo finanziario e il rischio di perdita di denaro.

La diversificazione mirata si presenta dunque come una buona soluzione, che si trova a metà strada tra un portafoglio largo e uno stretto, forse la scelta migliore da fare in assoluto.

Le candele spinning, cosa sono e quando si formano

Le “Spinning” si formano quando le candele hanno una lunga ombra superiore, una lunga ombra inferiore e dei piccoli corpi. Il colore del corpo non ha alcuna rilevanza.

Quando ci si trova di fronte ad una candela di questo genere sui grafici, siamo di fronte ad un’indecisione tra compratori e venditori; cioè, nessuno dei due è in grado di avere il controllo completo della coppia.

Il piccolo corpo reale (indipendentemente dal colore) dà indicazioni di poco movimento tra il prezzo di apertura e quello di chiusura.

Come identificare le candele spinning?

Nel caso in cui il corpo sia bianco o verde (l’ombra superiore e quella inferiore sono sempre più lunghe del corpo) siamo di fronte a dei grafici che muovono ad un prezzo superiore e inferiore in maniera rapida, prima di chiudere sopra il prezzo di apertura.

Di conseguenza, questa candela ha il corpo bianco, che rappresenta una situazione di stallo tra compratori e venditori da cui nessuno dei due riesce a vincere.

Se si forma una candela spinning bianca dopo un forte trend rialzista significa che la pressione rialzista sta lentamente morendo e che un’inversione potrebbe essere imminente. Se una candela spinning bianca si forma invece dopo una forte tendenza al ribasso, significa che la pressione ribassista sta lentamente morendo e che un’inversione potrebbe essere imminente. In entrambi i casi siamo di fronte ad una situazione che richiede attenzione sul mercato delle valute.

Nel caso in cui, invece, il corpo sia nero o rosso (l’ombra superiore e quella inferiore rimangono più lunghe del corpo) siamo di fronte a dei grafici che si sono mossi rapidamente tra un prezzo superiore ed uno inferiore e hanno poi chiuso sotto il prezzo di apertura.

Di conseguenza, come nell’esempio di prima, questa candela ha il corpo nero, che rappresenta una situazione di stallo tra compratori e venditori da cui nessuno dei due riesce a vincere (anche se i venditori sono leggermente più forti).

Se questa candela si forma dopo un forte trend rialzista o ribassista, significa che in entrambi i casi la pressione (rispettivamente rialzista e ribassista) sta lentamente morendo e che presto si potrebbe avere un’inversione.

Trovarsi di fronte a delle candele di questo genere sul mercato delle valute indica una interessante possibilità di investimento, proprio in virtù della possibile inversione che si potrebbe sfruttare praticamente fin dall’inizio.

Queste candele si trovano indifferentemente su grafici di breve o di lunga durata.

Vantaggi di un’alta leva

Nel Forex tutte le operazioni possono essere effettuate tramite dei lotti standard, mini lotti o micro lotti. Ogni account ha un valore diverso in termini di pip (1 pip = 10 dollari per un lotto standard, 1 dollaro per il mini lotto e 0,10 dollari per un micro lotto. Per poter fare trading è fondamentale capire e fare proprio anche il concetto di leva finanziaria, ovvero una sorta di moltiplicatore degli effetti del nostro trading.

La maggior parte delle volte che si parla di leva finanziaria e di forex si mettono in guardia gli investitori contro le possibilità offerte da una leva maggiore rispetto a 100: 1. Cosa c’è dietro a questi avvertimenti? Spesso c’è la visione implicita che il tipico trader novizio usa tutta la leva a sua disposizione senza curarsi del rischio di perdere denaro (a volte capita, è vero).

Prima del 2010, negli Stati Uniti i broker potevano offrire delle leve pari a 100: 1 o a 200: 1. Non di più. Il governo degli Stati Uniti è sempre stato iperprotettivo e nel 2010 ha agito per proteggere ancora di più l’investitore forex da sé stesso, costringendo tutti i broker americani a rispettare una leva massima di 50 : 1, una regola entrata in vigore nel mese di ottobre 2010. Ora, gli Stati Uniti limitano la leva a 50: 1, il Giappone la limita a 25: 1, mentre la maggior parte degli altri paesi hanno possono contare su una maggiore leva.

La verità della questione è che un’alta leva finanziaria in sé per sé non è pericolosa. La leva non cambia il valore del lotto e non è necessariamente più rischioso avere più forza di contrattazione. Una leva superiore conferisce la possibilità di scambiare dei lotti più grandi (o più lotti) con meno capitale. Se tu avessi solo 500 euro, per esempio, puoi aprire un conto micro con una leva di 400: 1 e potresti controllare fino a 20 micro lotti con solo 2,5 dollari per ogni margine.

Siamo d’accordo che avere più effetto di leva può essere pericoloso per i commercianti avidi, ma ogni trader avido dovrebbe allontanarsi dal mercato, indipendentemente dalla leva. Se un commerciante ha 1000 euro sul conto e usa una leva di 400: 1 per aprire solo 3 lotti standard (con un margine utilizzato di 750 euro) sta rischiando tantissimo e una piccola mossa di solo 30 pips contro la posizione costerebbe la bellezza di 900 euro e porterebbe il broker a fare una chiamata di margine.

Detto questo, concludiamo dicendo che usare una leva elevata non è necessariamente negativo, il segreto è farlo con la testa.

Forex: cosa possiamo imparare dal coccodrillo?

Può sembrare una cosa divertente, ma il forex ha già diversi riferimenti al mondo animale. Basta sentire i tori e gli orsi, ad esempio, dei popolari riferimenti al mondo della finanza e del commercio. Scherzi a parte, ci sono diverse cose che un trader forex può imparare da un coccodrillo.

Il valore della pazienza e della disciplina. Sappiamo tutti che il successo nella caccia potrebbe comportare ore di attesa prima che una preda sia prendibile. La maggior parte delle persone non sono consapevoli del fatto che l’essere paziente e ridurre al minimo le posizioni è il modo migliore per raggiungere il successo nel mercato del forex. Come un coccodrillo può attendere per giorni senza mangiare prima che arrivi la perfetta opportunità, i commercianti forex dovrebbero praticare una disciplina totale e non ricorrere alla negoziazione ad alta frequenza.

Analisi ed adattamento. I coccodrilli sono esistiti fin dai tempi in cui i dinosauri camminavano sulla terra e sono sopravvissuti attraverso i vari eventi catastrofici, pur mantenendo il loro status di predatore formidabile. La ragione principale di questa sopravvivenza è legata alle competenze di apprendimento molto acute. Un trader forex dovrebbe correttamente analizzare e adattarsi alle situazioni mutevoli del mercato per fare profitti costanti.

Conservazione dell’energia. Con più di 5 metri di lunghezza e quasi 2.000 kg di peso corporeo, il coccodrillo d’acqua salata è davvero una macchina per uccidere. I coccodrilli aspettano lunghe ore prima di poter avere una nuova preda e allo stesso modo il trader può dover aspettare lunghi periodi di tempo prima di investire nel commercio successivo. Fare trading ad alta frequenza può farti perdere più soldi di quelli che sono fatti.

Mantenere un alto tasso di successo. La ragione della sopravvivenza del coccodrillo attraverso milioni di anni è il suo alto tasso di successo quando si tratta di caccia. Il coccodrillo valuta attentamente la situazione e attende che la preda arrivi in una posizione perfetta prima di colpire. Un trader forex dovrebbe attendere il più a lungo possibile prima di fare una mossa che possa avere un alto tasso di successo.

Ma perché il coccodrillo? La maggior parte degli esperti vedono il mercato forex come una cosa simile alla pesca, dove i cacciatori più esperti aspettano di tirar su l’esca. Gli esseri umani sono noti per le loro capacità di apprendimento senza precedenti e sono sopravvissuti da secoli raccogliendo le abilità di caccia dei vari predatori e utilizzando vari strumenti. Quando si tratta di pesca o caccia, tutti sappiamo che nessuno batte le capacità predatorie dei coccodrilli di acqua salata, ecco perché è un animale con cui poter fare un buon confronto.

Il martello, segnale di inversione rialzista

Il martello è un pattern di inversione rialzista che si verifica dopo una tendenza al ribasso. È un indicatore significativo su tutte le unità temporali e gli elementi che lo caratterizzano sono:

  • il martello deve apparire dopo un trend al ribasso
  • l’ombra superiore deve essere praticamente inesistente
  • il corpo dovrebbe essere piccolo e sulla sommità della candela. Esso può essere verde o rosso, ma idealmente verde
  • l’ombra deve essere lunga ed essere idealmente più di 2 volte la lunghezza del corpo

Questa tipologia di candela si forma quando, a seguito di una tendenza al ribasso, ci sono dei movimenti al minimo che poi tornano a chiudere in prossimità del livello di apertura. Questo dimostra che sta emergendo una forza verso l’alto. E’ preferibile che il corpo della candela sia verde perché significa che il trend, alla fine, è riuscito a chiudere sopra il livello di apertura, il che promette bene per la sessione successiva.

Inoltre, l’ombra al livello inferiore deve essere più grande rispetto alle dimensioni del corpo e più la dimensione dell’ombra superiore è grande, più il martello sarà significativo. Dei grandi volumi possono anche venire a conferma della figura, e anzi sarebbe indicato averli.

Qualunque sia la qualità del martello, è meglio attendere la conferma della figura dalla candela seguente a quella di inversione, che dovrebbe aprirsi al rialzo e dovrebbe concludersi in colore verde, in maniera tale da continuare ad indicare la salita del trend.

La soglia per chiudere la posizione può essere inserita sotto il valore minimo del martello, in maniera da proteggerci da false inversioni di tendenza (che sono rare ma potrebbero sempre accadere, anche con questo indicatore) sia in base all’orizzonte di investimento di chi si trova di fronte al grafico. In ogni caso occorre ricordare che è sempre importante darsi una protezione dagli errori.

Inoltre è interessante combinare l’osservazione di modelli di inversione con le linee di supporto e di resistenza. Un martello viene quindi talvolta a  formarsi in corrispondenza di questi valori e la cosa ha un valore ancora più importante. Attenzione al fatto che è importante guardare sia ai supporti che alle resistenze, in maniera particolare le seconde dovrebbero essere rotte per permettere al trend di continuare. Per cui, quando un’inversione si trova in corrispondenza proprio di questo livello è importante prestare attenzione agli attimi di vicinanza alla resistenza per essere certi proprio della rottura e non del respingimento del prezzo da essa.

Trading con le Ichimoku, un’introduzione

Il sistema di trading Ichimoku è utilizzato con successo in quasi tutti i mercati negoziabili. E’ l’unico di diversi modi per fare trading ma la sua forza principale è l’utilizzo di più punti di dati per mettere in evidenza un trade più profondo ed una visione più completa dell’azione dei prezzi. L’Ichimoku è un sistema molto visivo che permette al trader di discernere e filtrare rapidamente “a colpo d’occhio” le configurazioni di negoziazione di bassa probabilità da quelli di maggiore probabilità.

Il sistema di rilevamento dell’Ichimoku Kinko Hyo è stato sviluppato da un giornalista giapponese di nome Goichi Hosoda. Lo sviluppo di questo sistema è stato fatto prima della seconda guerra mondiale con l’aiuto di numerosi studenti. Il sistema stesso è stato finalmente rilasciato al pubblico nel 1968, dopo più di venti anni di test, quando il signor Hosoda ha pubblicato il suo libro che comprendeva la versione finale del sistema.

Ichimoku Kinko Hyo è stato ampiamente utilizzato negli ambienti commerciali asiatici proprio da Hosoda che ha pubblicato il suo libro ed è stato utilizzato con successo per le valute più commerciali, per le commodities, per i futures e per le azioni. Ichimoku non ha fatto la sua comparsa in Occidente fino al 1990 anche se, a causa della totale mancanza di informazioni in inglese su come usarlo, è stato per lo più relegato alla categoria di indicatore esotocp da parte dei trader. Solo ora, nei primi anni del 21 ° secolo, i commercianti occidentali stanno davvero cominciando a capire la potenza di questo sistema di trading.

Ichimoku utilizza cinque linee, o componenti separati, che non devono essere utilizzati singolarmente, in isolamento, nel prendere decisioni di trading, bensì utilizzati insieme per formare un quadro integrato dell’azione dei prezzi. Così, un semplice sguardo ad un grafico Ichimoku dovrebbe fornire al trader una conoscenza quasi immediata del sentiment, dello slancio e della forza del trend. L’azione dei prezzi è misurata per vedere se è in relativo equilibrio o disequilibrio. Hosoda credeva fermamente che il mercato è un riflesso diretto delle dinamiche umane e dei comportamenti. Egli sentiva che il comportamento umano può essere descritto in termini di movimento ciclico costante. Ognuno dei cinque componenti che costituiscono l’Ichimoku fornisce il proprio riflesso di questo equilibrio.

Investire usando questo indicatore permette di farlo in maniera più consapevole anche di come un certo intervento o una decisione di tipo economica – ma non solo – può influire sulle valute del mondo.

Una panoramica dei grafici che si usano per fare forex

Uno dei principali metodi utilizzati dagli analisti tecnici per la previsione dei prezzi è il riconoscimento di modelli e tendenze, e il modo più semplice per individuarli è attraverso l’uso di grafici.

I grafici sono delle visualizzazioni delle informazioni sui prezzi dei titoli nel corso del tempo. Spesso, tali grafici mostrano anche il volume di trading e, oltre a consentire all’analista tecnico di individuare con facilità modelli e tendenze, i principali vantaggi sono la presentazione sintetica del prezzo e delle informazioni sul volume per un certo periodo di tempo, cosa che può essere utilizzata anche dai fondamentalisti per studiare come il mercato ha reagito ad eventi specifici. La volatilità del mercato può essere facilmente raccolta dai grafici, sui quali si vedono movimenti più o meno grandi. I grafici aiutano gli analisti tecnici a decidere sui unti di ingresso e di uscita, oltre che quali prezzi è importante porre per ridurre il rischio.

I principali tipi di grafici utilizzati dagli analisti tecnici sono il grafico a linee, il grafico a barre e il grafico a candele. La maggior parte degli intervalli di prezzo dei grafici – vale per tutti e tre i modelli – prevede la variabile tempo sull’asse orizzontale.

I grafici a linee sono quelli nella forma più semplice e raffigurano le variazioni di prezzo su un dato intervallo di tempo. Di solito, solo il prezzo di chiusura è rappresentato graficamente da un solo punto. La serie di questi punti costituisce una linea, da qui il nome del grafico stesso. Dato che i grafici lineari sono semplici, è più facile confrontare i prezzi di più titoli o più indici sullo stesso grafico.

Il grafico a barre mostra i prezzi di apertura, di chiusura, gli alti e i bassi, tutti incorporati nelle barre che vengono tracciate per un periodo di tempo specifico. La barra indica il prezzo di apertura con la linea orizzontale di sinistra, il prezzo di chiusura con la linea orizzontale a destra, il prezzo massimo con la parte superiore della barra e il prezzo basso con la parte inferiore della stessa.

L’ultimo tipo di grafico, il più usato, è quello a candela, così chiamato perché la componente principale del grafico che rappresenta i prezzi è praticamente una candela, con tanto di corpo che rappresenta il movimento del prezzo e delle linee – chiamate ombre – che si estendono al di sopra e al di sotto del corpo stesso, ad indicare rispettivamente i prezzi massimi e minimi toccati nel periodo di tempo considerato.

Cosa sono le doji e come investire efficacemente

Praticamente tutti gli operatori tecnici conoscono le inversioni Doji. Dalla teoria alla pratica, però, la differenza è tanta e per chi volesse investire. Prima di tutto, bisogna rendersi conto che è possibile scambiare con le doji su una varietà di strutture temporali: 10 minuti, 15 minuti, 1 ora e 4 ore sono quelle più comunemente utilizzate. Quando si fa trading con le Doji è utile anche avere un indicatore di bande di Bollinger in grado di guidarci filtrando le doji cattive.

La seconda cosa da sapere è che le doji possono apparire in una varietà di forme. Capire il concetto permette di capire perché si ha tutta questa varietà di forme. Le doji sono un fenomeno di mercato in cui il prezzo si muove rapidamente verso il basso e poi rapidamente si sposta di nuovo in un pattern di inversione. Questo movimento è dovuto alla paura dei commercianti di uscire dal mercato, seguito dall’avidità dei trader che pensano di poter investire a buon mercato, da qui la fretta di entrare e comprare. Ci sono una varietà di modelli a cui attenersi.

Come si può investire sul mercato con queste candele? Per prima cosa bisogna cercare i prezzi estremi dove le doji tipicamente si verificano. Per fare questo basta cercare delle doji al di là delle bande di Bollinger. In caso contrario, potrebbe essere un falso Doji. Si può andare anche alla ricerca di candele che sono più grandi di lunghezza rispetto a precedenti candele, cosa che mostra come il modello di prezzo sia in una fase di recupero. Occorre tenere a mente che la negoziazione con investire con le candele doji senza tenere a mente queste considerazioni diminuisce drasticamente le possibilità di successo.

La chiave è capire dove si trova l’inizio della candela Doji. Si tratta del prezzo di chiusura della candela. Una considerazione importante è quella che non bisogna cercare di anticipare la barra di prezzo corrente, che potrebbe diventare una Doji, ma piuttosto attendere la completa formazione della candela.

Sulla gestione degli ordini occorre impostare lo stop appena sotto il punto più lontano della Doji, più il 25% della lunghezza della Doji stessa. Inserire degli stop meno ampi rischia di rimanere intrappolati nella volatilità del mercato e questo è un grande rischio, da non correre. Per il commerciante più aggressivo si può considerare entrare nella prima posizione alla testa del Doji immediatamente dopo il completamento della candela, tenendo però a mente che è importante sempre effettuare una corretta gestione degli ordini in uscita.

Come limitare il rischio e saper gestire il denaro nel forex

Il consiglio più importante per tutti i commercianti forex è quello di imparare a limitare il rischio e gestire il denaro del proprio conto di trading. Questo è fondamentalmente l’elemento più importante da padroneggiare al fine di raggiungere il successo costante e la giusta redditività come commerciante, ma è anche uno degli aspetti più trascurati di trading per i nuovi arrivati. Molti dei commercianti di forex di maggior successo sapranno identificare la capacità di gestire sia il rischio che il denaro come il fattore più importante per il loro successo, molti altri sostengono che questo è un concetto molto più importante che la strategia impiegata. Naturalmente, i commercianti forex devono mantenere una strategia di trading solida ma anche avere la capacità di mantenere un conto sano e in equilibrio, cosa che richiede disciplina e impegno.

Perché la gestione del rischio è essenziale per il forex. La gestione del rischio è essenziale per il forex per due motivi. Il primo è che si ha bisogno di operare in modo da essere coerenti con i potenziali profitti che possono essere raggiunti, mentre in secondo luogo la gestione del rischio permetterà ad un commerciante di continuare l’attività anche durante i periodi di scarso rendimento. Usando le giuste strategie di gestione del rischio, come l’obbligo assoluto di usare uno stop loss su ogni commercio, si può investire in maniera migliore e più redditizia nel medio/lungo periodo. Il posizionamento di questi stop loss dovrebbe essere relativo agli utili attesi e idealmente avere un rapporto rischio-ricompensa non superiore a 1:1.

Un problema comune alla gestione dei rischi è prevenire la tentazione di spostare gli stop. Una delle pratiche più distruttive è quella di cercare di ridurre le perdite subite su un commercio esponendo un account ad ulteriori perdite. Aprire nuove posizioni mentre si sta in un trend contrario è una cosa sbagliata, così come cercare di allontanare lo stop loss nella speranza che il trend si inverta.

La regola d’oro del 2% è fondamentale per raggiungere il successo commerciale. Un singolo commercio del forex non dovrebbe mai superare più del 2% del capitale disponibile in un conto. Per i nuovi operatori questo può sembrare irragionevole, dato che il capitale iniziale in trading è probabilmente basso, ma è fondamentale per guadagnare denaro nel lungo termine. Ovviamente deve esserci anche un rapporto tra rischio e beneficio, che dovrebbe essere di almeno 2:1 : se si rischia il 2% si dovrebbe impostare un take profit al 4%.

Concetti basilari di forex da evitare

Avere anni di esperienza nel Forex permette di imparare un sacco di cose da evitare perché negative, sia azioni scorrette che cattive abitudini che sono il risultato di alcuni fattori che circondano il mercato del Forex. Vediamo in questo articolo alcuni dei problemi che si devono affrontare quando si è principianti del mondo delle valute. A seconda del grado di apprendimento, potrebbe volerci anche molto tempo prima di superare questi problemi, ma operare con attenzione indubbiamente aiuterà.

Bisogna per prima cosa ricordare che il mercato Forex è un mercato che opera sotto leva e qualsiasi posizione scorretta (senza stop loss) può far perdere tutto il denaro investito in poco tempo. Il rischio nel forex è una cosa naturale, ma facendo attenzione si possono trovare delle interessanti soluzioni ed alternative.

L’inizio di ogni cosa è un punto critico perché è il primo passo che permetterà di capire se continuare o no. Anche nel Forex questo discorso vale: lo studio e la pratica chiedono tempo, dunque solo dopo un po’ si possono raggiungere gli obiettivi che ci si è posti.

Iniziamo parlando del conto demo, un tipo di conto che un sacco di commercianti usano e con il quale ottengono buoni risultati. Peccato che quando si entra nel trading dal vivo, la maggior parte dei trader non riesce a continuare a guadagni. Perché? La paura è la risposta, la paura di perdere il proprio denaro, uno dei “demoni” del Forex, soprattutto per i principianti. Per superare la paura di investire denaro reale, in primo luogo, bisogna operare con denaro di cui non si ha bisogno. Questo ti libererà dalla paura, ma ancora non abbastanza. In secondo luogo, quando si deposita denaro in un conto relae, bisogna depositare meno soldi di quelli  che il broker consiglia, perché passare dal conto demo a quello reale è un po’ uno “shock” e si rischia ancora di più. Se nei primi 3 mesi di trading reale si fanno buoni risultati (almeno il 7% per cento mensile) allora si può aumentare il fondo di investimento e dopo altri 3 mesi è possibile raccogliere i fondi se i risultati sono ancora positivi.

Bisogna poi studiare il mercato, dato che a volte esso inganna un sacco di nuovi operatori, soprattutto quando ci sono dei periodi di calma prima della tempesta. E’ anche importante operare con un piano di trading, in maniera da sapere come potersi comportare in varie situazioni che ci si troverà a vivere.

Pochi consigli per un investimento efficace e remunerativo.

La candele forex, i concetti di base

Non importa quale sia la tua esperienza nel mercato del forex, uno dei concetti più importanti che tu debba conoscere è quello di candele. Se non sai cosa sono, ebbene, una candela è quella rappresentazione grafica, di solito di colore verde o rosso, che si trova sui grafici e che indica il movimento del prezzo di una coppia di valute. In linea generale diciamo che quando ci si trova di fronte ad una candela verde, i prezzi salgono, in caso contrario i prezzi scendono.

Esse sono approdate nei mercati nei primi anni novanta, anche se sono state effettivamente sviluppate in Giappone diverse centinaia di anni fa, per la contrattazione del riso.

Nella sua forma più semplice, una candela è costituita da quattro concetti:

  • il livello alto, la parte superiore della candela, che segna il punto più alto che il prezzo di mercato ha raggiunto durante il periodo di tempo che la candela rappresenta
  • il livello basso, la parte inferiore della candela che, ovviamente, segna il punto più basso del prezzo che il mercato ha raggiunto durante il periodo di tempo che la candela rappresenta
  • l’apertura, il prezzo dove la candela ha inizio. Quindi, se il prezzo è in costante aumento, l’apertura sarà la parte inferiore del corpo verde della candela. Se il prezzo sta andando giù, l’apertura sarà la parte superiore del corpo rosso della candela.
  • la chiusura, il prezzo dove la candela termina. Quindi, se il prezzo sta salendo, la fine sarà la parte superiore del corpo verde della candela. Se il prezzo sta scendendo, la chiusura sarà il fondo del corpo della candela rossa.

Ciò significa che è possibile intravedere rapidamente, in un grafico a candela, il movimento del prezzo e significa anche che il prezzo ha chiuso ad un livello superiore a quello a cui ha aperto nel caso di una candela verde, viceversa nel caso in cui una candela sia rossa.

La candele, da sole, possono non avere molto significato, soprattutto se si cerca un modo per poter investire nel mercato del forex. Al contrario, le candele sono ottimi strumenti per investire denaro nel mercato valutario (ma anche in quello azionario in generale) se invece se ne prendono in considerazione più di una. In questi casi le candele possono essere incredibilmente efficaci nel predire la direzione del mercato e sono tanti i trader che si affidano ad esse per ogni previsione e per ogni minimo investimento da fare.

Forex, il carry trade come strategia valida ancora oggi

Se siete abbastanza nuovi al mercato Forex, potreste non essere ancora a conoscenza della metodologia di trading nota come “carry trade” o come arbitraggio del tasso di interesse. Il concetto è semplice. Bisogna vendere una valuta di un paese che paga dei tassi di interesse bassi ed acquistare una valuta di un paese che paga un tasso di interesse elevato. In questo modo, si guadagna il tasso di interesse più elevato e si paga il tasso di interesse più basso sulla posizione che si è aperta.

Questo è uno dei metodi più comuni per fare soldi nel mondo del forex oggi. E’ quello che le banche fanno per tutto il tempo. Esse pagano un tasso di interesse basso sul denaro che “prendono in prestito” (sotto forma di depositi dei loro clienti) e propongono un grande tasso di interesse sul denaro che prestano. Anche se la differenza tra i due tassi è solo del quattro o cinque per cento, la leva che è possibile applicare in un conto Forex può rendere tali rendimenti estremamente attraenti.

Ad esempio, una delle valute più popolari per fare carry trade negli ultimi dieci anni è stata AUD / JPY. Da molti anni ormai, lo yen giapponese è stato bloccato ad un tasso di interesse sostanzialmente pari a zero, mentre l’economia giapponese è ferma. Il dollaro australiano, a causa della forte inflazione nel paese, aveva invece un tasso di interesse del 5%. Se si va long su AUD / JPY, il che significa essenzialmente comprare AUD e vendere JPY, si dovrebbe guadagnare circa il 5% all’anno.

Il pericolo, naturalmente, è che le coppie di valute non rimangono statiche mentre si tiene questa posizione. La coppia potrebbe muoversi verso l’alto o verso il basso e un forte movimento in direzione opposta alla posizione spazzerà via i guadagni in fretta. Alcune persone si riferiscono al carry trade come ad una raccolta di monete davanti a un rullo compressore a causa del brutto modo in cui un carry trade può andare male all’improvviso.

La chiave per una buona strategia di carry trade non risiede solo nel valutare le coppie di valute per il loro differenziale di interesse, ma anche nel determinare quanto è probabile che la coppia si muoverà nella direzione sbagliata del commercio. AUD / JPY è stato molto popolare tra chi ama fare carry trade perché l’economia australiana era più forte dell’economia giapponese e la coppia aveva una tendenza al rialzo, che è la posizione corretta per questo carry trade. Uno sguardo al grafico settimanale della coppia mostrerà che dal 2009 e fino all’inizio del 2010 questa è stata una strategia eccellente. Non solo un investitore guadagnava sul differenziale dei tassi di interesse, ma aveva anche un beneficio dalle plusvalenze.

Oggi, l’australiano si trova al 3,25% e lo yen allo 0,1%, il che è ancora un differenziale attraente, ma oggi le migliori coppie di valute possono essere trovate nelle valute europee. Il fiorino ungherese (HUF) ha un tasso di interesse del 6,25%, la Lira turca del 5,75%. A seconda del broker, si può o non si può essere in grado di utilizzare queste valute “esotiche”.

Come scegliere la giusta leva?

Il forex trading offre una elevata leva finanziaria nel senso che, per un’esigenza di margine iniziale, un operatore può costruire e controllare una quantità enorme di denaro e un’alta leva finanziaria significa anche un alto rischio. La leva, in inglese nota come “leverage” è una “spada a doppio taglio”. Quando si è giusti su una posizione, essa moltiplica i guadagni. Quando si è dal lato sbagliato del trade, però, essa aggrava le perdite. Troppi commercianti ed investitori cadono alla tentazione che la leva comporta. L’avidità prende il sopravvento quando si perde il rispetto per il mercato, una cosa fondamentale per il successo.

La disperazione di riconquistare le perdite che sono state create da una leva in eccesso porta a perdere tutto e ad eliminare il proprio account. E’ fondamentale aderire sempre al proprio piano di trading, usare una strategia completa e fissare degli obiettivi realistici. La leva, in tutto questo, deve essere usata con estrema cautela.

La ragione? I trader basano il loro rischio su una percentuale del loro saldo del conto totale. In altre parole, la quantità totale che bisognerebbe rischiare per ogni singolo commercio, anche con leva, deve essere non superiore al 2%.

Un comune che fanno molti commercianti novizi è quello di utilizzare una leva finanziaria inadeguata senza alcun riguardo per le dimensioni del loro saldo del conto, cosa che potrebbe essere devastante.

Diciamo ad esempio che un commerciante che ha 2.000 euro nel suo conto live decide di utilizzare una leva di 100:1. Questo significa che potrebbe avere un totale di 200.000 dollari a sua disposizione, quindi può scambiare due lotti standard. Mentre li compra, ogni movimento in pip gli permetterà di guadagnare o gli farà perdere 20 euro. Se presumiamo che ha fissato uno stop protettivo a 10 pips di distanza dal suo punto di ingresso (stop loss relativamente stretto), un potenziale innesco dello stesso gli costerà 200 dollari, il 10% di tutto il conto di trading. Questo è ben oltre ciò che un metodo di gestione del denaro corretto consiglia di rischiare.

Tuttavia, se lo stesso trader usa invece una leva finanziaria moderata, pari a 10: 1 ad esempio, ogni movimento in pip vale dieci volte di meno, nel nostro caso 2 euro, dunque si finirebbe per perdere solo 20 euro, praticamente solo l’1% del proprio conto di trading. Questa è una situazione molto più accettabile.

Si dovrebbe tenere a mente che l’integrazione di una sana gestione del denaro consente di utilizzare in modo sicuro effetto leva.