Oro : rimbalzo tecnico in area 1.300 $ | Analisi tecnica

Buongiorno e buon lunedì di contrattazioni per tutti voi, assidui lettori della rubrica Easy Commodities; rubrica che ci accompagna nell’analisi tecnica dei mercati relativi alle materie prime ed ai metalli più preziosi e più scambiati sulle piazze internazionali. Quest’oggi, come di consueto ogni lunedì, è la volta del quadro tecnico dell’oro, i cui prezzi l’oncia, sono stati soggetti a delle turbolenze in aree bottom relative ai minimi a due mesi, in area 1280$ – 1300$.

Storno o inversione?

L’ultima giornata di contrattazioni ha tuttavia fatto emergere un’interessante candela rialzista la quale potrebbe scacciar via – almeno per il momento – la schiacciante pressione ribassista che, dai massimi di area 1.400$, ha spinto i prezzi sino ai livelli correnti, in giù di oltre 100$ in poco meno di tre settimane. Si è trattato di uno storno o di un principio d’inversione? Cerchiamo di dare una risposta osservando il quadro tecnico daily sottostante; quadro tecnico daily che ci mostra nitidamente un tentativo d’inversione di quella che è stata la preponderante tendenza rialzista di breve – medio periodo che, al momento, sembrerebbe aver lasciato il posto ad una forza rialzista che, dai minimi relativi, ha palesato un’interessante bullish belt hold line la quale, con la propria mole e con la propria estensione, ha inglobato il real body relativo alle candele precedenti, dando così prova di uno schiacciante senso di rivalsa. Ma, ad ogni modo, è ancora troppo presto per gridare all’inversione rialzista; il mercato ha ancora parecchio da dimostrare.

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Forza relativa

Per poter attestare con il minor margine d’errore possibile che, il mercato si sia spostato da un sentment ribassista verso uno rialzista, è necessario attendere il break out della barriera statica e storica caratterizzata dall’area delimitata dalle due linee tratteggiate finemente : il supporto di tale area coincide con il livello di soglia psicologica di area 1.300$ mentre poco più in su troviamo la barriera di periodo, allineata in area 1.320$ e poco distante dal livello di barriera dinamica apprezzabile per mezzo della media mobile a 20 periodi. Si tratterà quindi, di attendere una conferma ed una prosecuzione della forza bullish, in accordo con il movimento corrente dei prezzi dell’ oro. Tutto ciò sarà necessario – ma non sufficiente – per poter sperare in un ritorno, dei prezzi dell’ oro, su livelli top. Tutto ciò non sarà sufficiente poiché è importante che venga contestualmente infranta anche la barriera storica sita sui 1.350$.

Outlook

Nel medio – lungo periodo infatti, solo e soltanto un siffato movimento bullish, paventerebbe il ritorno dei prezzi dell’ oro, all’interno di una careggiata rialzista; careggiata che li ha ospitati da inizio anno sino a qualche settimana fa ma che poi è stata inesorabilmente abbandonata, per via di una forza ribassista che, tuttavia, ha impresso un certo outlook ribasissta di periodo. Outlook che ritornerà positivo solo e soltanto al palesarsi delle condizioni indicate pocanzi : break out di area 1.300$ e superamento della barriera storica in area 1.350$.

(© riproduzione riservata)

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Come il dollaro australiano è legato all’oro

Abbiamo visto negli scorsi articoli in che maniera le commodities influenzano le valute. Abbiamo già analizzato in che maniera il prezzo del petrolio è in grado di influenzare sia il dollaro USA che quello canadese, vediamo ora in che maniera l’oro è in grado di influenzare le valute. L’oro si trova in una situazione particolare, dato che l’offerta sul mercato mondiale non tiene il passo con la domanda. I produttori di oro non hanno investito nella ricerca di nuove miniere e quelle attuali stanno diventando sempre meno redditizie. La domanda, tuttavia, continua ad aumentare, tanto più che le economie di Cina e India continuano ad spingere molto su di esso. Se a questo si aggiunge che le banche centrali di tutto il mondo stanno optando per aumentare le riserve, ecco come i prezzi dell’oro dovrebbero salire verso l’alto.

L’Australia, che è il terzo produttore di oro al mondo, è chiaramente influenzato dalla fortuna dei prezzi del metallo giallo, dunque anche la sua moneta ne è legata. Solitamente, quando il prezzo dell’oro aumenta, lo stesso accade al dollaro australiano. Anche il dollaro neozelandese è correlato direttamente con i prezzi dell’oro. Quando il dollaro australiano è forte per i prezzi dell’oro, la Nuova Zelanda esporta di più verso il loro partner commerciale numero uno, grazie al maggiore potere d’acquisto del dollaro australiano. Quando invece il dollaro australiano si indebolisce, le esportazioni neozelandesi tendono a diminuire.

Il rapporto tra dollaro della Nuova Zelanda e oro è ancora più interessante di quello che esiste tra dollaro australiano e metallo giallo, nonostante il fatto che il primo paese non produce tanto oro quando il suo vicino. Perché ci si trova in una situazione del genere? Vedremo nel prossimo articolo in che maniera il dollaro della Nuova Zelanda è legato all’oro e concluderemo questa serie di articoli legati al rapporto valute / commodities.