Cambio storico valute: Euro-Dollaro dal 1999 al 2016

Il rapporto di cambio tra euro e dollaro nasce il 1° gennaio 1999, 3 anni prima dell’arrivo della moneta unica nelle tasche delle persone di mezza Europa. Al 1999 sono state segnate, infatti, le prime transazioni tra le neonata euro e il più “anziano” dollaro americano, la prima valuta al mondo. Si trattava esclusivamente di transazioni bancarie e finanziarie, che tuttavia valgono per la storia e faranno segnare, nel prossimo anno, il 18° anno di vita di questo rapporto di cambio che, oggi, è il più scambiato in assoluto al mondo.

Il tasso di cambio iniziale per questo rapporto di valute si attesta su un valore di 1,1667, dunque per acquistare un euro erano necessari poco meno di 1,17 dollari americani.

Nel corso del tempo, come è ovvio che sia, in virtù dei tassi di cambio flottanti, il valore di questo rapporto di cambio è molto cambiato, toccando un minimo di 0,83 dollari nel 2000 ed un massimo di poco superiore a 1,60 dollari nel 2008, in piena crisi post Lehman Brothers, che in quell’epoca colpì prevalentemente gli Stati Uniti prima di spostarsi, qualche anno dopo, anche nel vecchio continente.

Ecco alcune delle tappe più importanti del valore di questo rapporto di cambio.

  • Esordio, 1° gennaio 1999, 1,1667;
  • minimo storico, 26 ottobre 2000, 0,8230;
  • entrata in circolazione, 1° gennaio 2002, 0,8813;
  • massimo storico, 15 luglio 2008, 1,5990

Ecco, invece, i valori massimi e minimi toccati da questo rapporto di cambio nel corso degli anni:

  • 1999, massimo 1,1909 – minimo 0.9986;
  • 2000, massimo 1,0416 – minimo 0.8225;
  • 2001, massimo 0.9597 – minimo 0.8344;
  • 2002, massimo 1,0507 – minimo 0.8560;
  • 2003, massimo 1,2649 – minimo 1,0332;
  • 2004, massimo 1,3668 – minimo 1,1759;
  • 2005, massimo 1.3582 – minimo 1,1638;
  • 2006, massimo 1,3367 – minimo 1,1798;
  • 2007, massimo 1,4966 – minimo 1,2864;
  • 2008, massimo 1,6038 – minimo 1,2328;
  • 2009, massimo 1,5144 – minimo 1,2455;
  • 2010, massimo 1.4582 – minimo 1,1875;
  • 2011, massimo 1,4939 – minimo 1,2856;
  • 2012, massimo 1,3486 – minimo 1,2335;
  • 2013, massimo 1,3892 – minimo 1,2745;
  • 2014, massimo 1,3992 – minimo 1,2095;
  • 2015, massimo 1,2110 – minimo 1,0538.

Abbiamo visto un notevole cambiamento nel corso degli anni del prezzo di questa coppia di valute, in maniera particolare legato all’andamento della situazione economica delle due potenze.

Lo scoppio della crisi mondiale causata dai mutui subprime, l’arrivo delle difficoltà economiche in Europa, che hanno portato alla quasi uscita della Grecia dall’Unione Europea, ora il timore del Brexit, che farebbe entrare il mondo in un tunnel “oscuro”, in quanto mai prima d’ora un’economia aveva lasciato l’UE (né in maniera volontaria che involontaria), le decisioni delle banche centrali (FED e BCE) che sono in grado di influenzare in maniera notevole l’andamento dei prezzi di queste due valute l’unica nei confronti degli altri.

Sono tante le notizie economiche e macroeconomiche a cui bisogna stare attenti per poter investire nel cambio euro dollaro, che si conferma tuttavia come uno dei più interessanti e proficui.

L’alta volatilità del tasso di cambio, soprattutto in particolari condizioni di mercato, e la liquidità che lo contraddistingue (euro dollaro è la prima coppia di valute al mondo da questo punto di vista) sono le prime due componenti che contraddistinguono questa coppia di valute rispetto alle altre.

Tra tutte le major, ovvero le coppie di valute più importanti, possiamo dire senza ombra di dubbio che questa è “la” major in assoluto.

Previsioni Euro Dollaro: andamento delle valute per il 2016 e 2017

Euro dollaro è indubbiamente la coppia di valute più tradata in assoluto: entrambe le parti di questa coppia sono molto amate dagli investitori, con il dollaro che rappresenta la valuta più scambiata in assoluto al mondo e l’euro che si attesta al secondo posto di questa particolare classifica.

Quando si parla di rapporto di cambio, per chi investe, è fondamentale avere un’idea di medio / lungo termine relativamente all’andamento dei prezzi di una data coppia di valute, anche per sapere come impostare una strategia che possa essere profittevole.

Detto questo, che previsioni ci sono per i prezzi dell’eurodollaro per quest’anno e l’anno prossimo?

Torniamo indietro un attimo al 2014, quando la coppia di valute ha iniziato un calo che sembra essersi arrestato alla fine dello scorso anno. Dopo il rimbalzo in questione, e la divergenza delle politiche monetarie tra FED (Banca centrale degli Stati Uniti) e BCE (Banca centrale dell’Europa), il 2016 potrebbe mettere in mostra un ulteriore calo per questa coppia.

C’è anche chi parla di possibile parità, ma fino a che si arrivi a quel punto, se mai accadrà, potrebbero essere necessari dei mesi.

BCE vs FED

E’ il primo, importante, confronto che bisogna fare quando si cerca un movimento per queste due valute.

La Banca Centrale Europea è in procinto di apportare degli interventi che possano “alleggerire” la situazione economica del vecchio continente, in forte crisi. Draghi ha immesso liquidità sul mercato qualche mese fa e ha detto che continuerà a farlo se dovesse esserci bisogno ancora nel prossimo futuro. Il QE attuale continuerà fino alla fine di marzo 2017 e alcuni dicono che potrebbe continuare ancora dopo.

La Federal Reserve, invece, ha alzato i tassi di interesse qualche mese fa, anche se solo dello 0,25%. Janet Yellen, di recente, ha rimesso in piedi una politica più calma, mirata a guardare quello che accade nel mondo.

Due sono gli eventi che influenzeranno fortemente queste due valute: il primo è il Brexit, ovvero la possibile uscita del Regno Unito dall’UE, ma per saperne di più dovremo attendere il referendum del 23 giugno. Il secondo è l’elezione del presidente degli Stati Uniti d’America, prevista per novembre, dove la crescita dei consensi da parte di Donald Trump sta creando non poche preoccupazioni.

USA vs Europa

Dal punto di vista dell’economia, invece, negli Stati Uniti le cose sembrano aver cominciato a girare meglio, con la disoccupazione in calo e i numeri in salita. Al contrario, nell’Eurozona le cose sono ancora complesse, difficili, con i primi segnali scoraggianti in termini di ripresa che potrebbero riflettersi anche sul cambio di questo rapporto di valute.

Cosa attendersi nel medio / lungo periodo?

E’ difficile da dire, ma sicuramente il trend decrescente per questa coppia di valute potrebbe essere un’opzione da non dimenticare. Il trend negativo, iniziato nel luglio 2008, ha toccato dei minimi lo scorso dicembre 2015. Forti rimbalzi sembrano difficili ad oggi, anche in considerazione delle economie e dei comportamenti delle due banche centrali in questione.

In ogni caso, le opportunità per chi investe potrebbero essere interessanti, tutto sta a saper leggere ed interpretare i segnali che ci arriveranno dal mercato.

Investire in oro: compro? il prezzo dell’oro quanto può scendere?

L’oro è il bene rifugio per eccellenza, quello a cui ci si rivolge soprattutto in momenti di crisi economica quando non si vogliono correre rischi. Da sempre il metallo giallo è stato croce e delizia dell’essere umano e ancora oggi, quando si pensa al metallo prezioso, è il primo che viene in mente, e a ragione.
Investire in oro è, oggi, una delle cose fondamentali da fare per diversificare il proprio portafoglio e proteggerlo da imprevisti di ogni genere. Leggi tutto “Investire in oro: compro? il prezzo dell’oro quanto può scendere?”

Investimenti: conviene investire in dollari quando l’euro scende?

L’investimento in valute è uno dei più interessanti che si possa fare, in assoluto. Potenzialmente è in grado di far guadagnare notevoli somme di denaro, è importante tenere presente un concetto “sempre verde”: per guadagnare con il forex è fondamentale scegliere solo le valute più importanti, quelle più famose come il dollaro e l’euro.

La motivazione è semplice: essendo molto scambiate, esse hanno un livello di liquidità elevato e garantiscono migliori e più frequenti opportunità di guadagno.

A proposito di dollaro ed euro, le due valute più scambiate al mondo, in che maniera si comportano queste due “antagoniste” l’una contro l’altra? La domanda che ci si pone è: conviene investire in dollari se l’euro scende?

La risposta generale è “si”, anche semplicemente in considerazione del fatto che, mettendo a paragone il “buck” (uno dei nomi con i quali è conosciuto il dollaro americano) e l’euro come coppia di valute, il concetto basilare è che se una scende, l’altra sale.

Ma che cosa fare quando l’euro scende?

Quali sono i migliori investimenti da considerare? Il dollaro rientra in questa lista?

Tutto dipende dalle motivazioni che hanno portato la nostra valuta a perdere valore. In linea generale è possibile dire che se la spiegazione è importante e dagli effetti potenzialmente duraturi, come un intervento da parte della BCE, magari per una nuova immissione di denaro nel mercato, allora si può pensare di valutare un acquisto di dollari (o di altre valute come lo yen giapponese o la sterlina britannica) contro l’euro.

Se il calo dell’euro è, invece, solo temporaneo, e magari dipende da un ritracciamento in fase di trend ascendente, allora prima di investire contro la nostra valuta conviene valutare attentamente la situazione del mercato.

In linea generale si può affermare dire che, guardando anche ai vari movimenti dell’eurodollaro nel corso degli ultimi mesi, la valuta americana è temporaneamente più forte della nostra valuta. Il punto focale della questione riguarda la crisi economica anche da un punto di vista temporale: poiché tutto è cominciato proprio dal paese a stelle e strisce, è normale che la crisi si è scatenata prima oltreoceano, poi mano a mano si è allargata al resto del mondo.

Ora è il momento dell’Europa di affrontare diversi problemi economici, legati in maniera particolare sia al fatto che al vecchio continente manca una guida politica unita, sia che si possono vedere tre gruppi di paesi: quelli che sostengono l’economia perché sono più forti (Germania e Francia in primis), quelli che sono fortemente in crisi (Grecia) e quelli che si trovano nel mezzo (Spagna e Italia) e che rappresentano un peso ma potrebbero essere una forte spinta. Questo porta ad una forte indecisione da parte dei mercati su quale sarà il futuro europeo in termini economici.

A tutti questi discorsi si può aggiungere anche il recente problema dell’immigrazione, che l’Europa sta cercando di fronteggiare (fino ad ora senza grandi successi). Si è parlato anche di chiudere Schengen, ma come da più parti si è ripetuto, senza la libera circolazione delle persone, anche quella dei capitali è a rischio, e questo non è certamente positivo per il vecchio continente.

Insomma, per la zona euro e l’euro in generale ci sono diversi problemi da affrontare, tutto questo potrebbe favorire la salita del dollaro (tanto che alcuni pensano che il 2016 sia l’anno della parità di cambio) e delle altre valute.

Forex euro dollaro: da cosa dipende il cambio?

Le quotazioni nel forex: ecco cosa fa muovere il cambio euro/dollaro

Le negoziazioni nel mercato del forex riguardano l’acquisto o la vendita di monete, mentre le quotazioni sono i relativi prezzi con cui si aprono o si chiudono queste operazioni d’investimento. La quotazione dell’euro rispetto al dollaro americano (in simboli: EUR/USD) rappresenta quindi il cambio tra le monete dei due paesi ed esprime in termini monetari quanti dollari servono per comprare 1 euro. Si tratta di un valore che nel mercato del forex è soggetto a continui cambiamenti la cui direzione dipende da numerosi fattori e per questo non è sempre facile da prevedere.

 

Anche nel forex vale la regola della domanda e dell’offerta

In generale se l’economia di un paesa va bene, nel forex si registrerà una maggiore richiesta della sua moneta. Più una moneta è richiesta, più la sua quotazione aumenta. Insomma, così come avviene per tutte le merci trattate su un mercato libero, anche le monete hanno un valore che cambia a seconda della domanda e dell’offerta.

La quotazione ell’euro rispetto al dollaro, quindi, riflette lo stato di salute delle rispettive economie, le politiche dei Governi e le scelte di politica monetaria da parte delle Banche centrali. Per esempio, se tra gli investitori c’è preoccupazione per il tasso di disoccupazione in Europa, è altrettanto probabile che sul mercato si registrerà un calo dell’euro rispetto al dollaro.

Altre volte, invece, i valori delle monete possono essere legate al “sentiment” dei mercati, cioé all’euforia o al panico generalizzato che si diffonde tra gli investitori in seguito a fatti traumatici esterni: se l’Europa malauguratamente fosse teatro di un attacco terroristico, di un disastro naturale o di un conflitto armato, si potrebbe registrare un duro colpo alla sua economia con un riflesso negativo anche sul valore della sua moneta, facendo così calare il cambio eur/usd.

Forex euro dollaro: le variabili che influenzano il cambio

I fattori macroeconomici che incidono sul cambio euro/dollaro

Sono diversi i fattori macroeconomici che incidono sul cambio euro dollaro. Uno dei più importanti è il tasso di interesse nei due paesi. Un maggior aumento del costo del denaro da parte della banca centrale europea (BCE) rispetto alla Federal Reserve comporta un rendimento più alto sui depositi bancari europei. In altre parole, conviene di più depositare capitali in Europa, sicché si avrà una maggiore richiesta di euro e quindi ancora una volta un incremento del suo valore.

Altro fattore importantissimo: il rapporto import-export tra i due paesi. Se, per esempio, le prospettive del commercio mondiale fanno prevedere un aumento delle esportazioni di prodotti europei verso gli Stati Uniti, è molto probabile che sul mercato del forex si registri una maggiore richiesta di euro (per pagare quei prodotti) spingendo così la quotazione euro/usd verso l’alto.

Il potere di acquisto di una moneta è un altro degli elementi che incide maggiormente sul cambio euro/dollaro. Se l’inflazione in Europa è più alta rispetto a quella americana significa che i prodotti europei saranno mediamente più costosi e quindi meno richiesti sul mercato estero. Ancora una volta, vale la regola domanda-offerta: meno richiesta di prodotti in euro uguale minor valore della stessa moneta.

Il deficit e l’indebitamento sono altri elementi che possono causare una caduta delle quotazioni. Se alcuni paesi europei spendono più di quello che incassano dalle tasse, il deficit ogni anno andrà a gonfiare il debito aumentando così il rischio default (il rischio cioè che quegli stessi paesi non riescano a soddisfare i propri creditori). In questi casi, gli investitori che hanno titoli del debito in euro tenteranno di disfarsene a prezzi anche stracciati, causando una caduta dell’euro rispetto al dollaro.

A questi fattori bisogna aggiungere il ruolo della speculazione, cioè gli acquisti di euro o di dollari sul mercato dettati da motivi di profitto senza che questi rispecchino una reale situazione dell’economia.

 

Tra gli articoli proposti da FXGM, suggeriamo di approfondire: I segreti del Trading Cfd.

L’affascinante storia di Jesse Livermore

Jesse Livermore è una delle figure di spicco nel mercato degli investimenti, dalla cui biografia si capisce come sia un uomo che ha sfidato i mercati in diverse occasioni, in particolare nel 1907 e nel 1929. Tuttavia, pur avendo fatto una fortuna pari ad oltre 100 milioni di dollari ha perso anche quasi tutto e ha deciso di porre fine alla sua vita in modo tragico.

Nato il 26 Luglio 1877 in Massachusetts, Jesse Livermore ha iniziato la sua carriera come trader all’età di 14 anni (erano altri tempi) scappando di casa con l’aiuto della madre. Ha iniziato la sua carriera a Boston.

Mentre lavorava, ha scritto le sue impressioni circa il comportamento futuro dei prezzi e poi le ha confrontate con l’effettivo sviluppo che esso avrebbe preso. Subito dopo, un amico lo ha convinto ad investire soldi veri in questo “hobby”.

Per 15 anni ha accumulato guadagni per 1.000 dollari circa (pari più o meno a 23.000 dollari oggi). Negli anni successivi ha continuato ad investire iniziando a guadagnare sempre di più. Si è poi trasferito a New York, dove ha messo tutta la sua energia nelle operazioni di mercato e quest’ultima esperienza lo ha portato a creare una nuova serie di regole importanti da usare nel funzionamento del mercato.

Durante la sua vita Livermore ha vinto e perso fortune per svariati milioni di dollari. La più notevole delle sue fortune (di 3 e 100 milioni di dollari) sono state ottenute dal crollo del mercato nel 1907 e nel 1929. Oltre che un certo successo come commerciante, Livermore ha lasciato una filosofia di lavoro per operare con i titoli sottolineando l’importanza di aumentare le dimensioni delle posizioni mentre la direzione va lungo la strada giusta, ma incassando le perdite quando le posizioni sono sfavorevoli.

Livermore, però, a volte non ha seguito le proprie regole e ha osservato che questa mancanza di aderenza alle regole è stata il motivo principale per cui ha perso le sue più grandi fortune.

La carriera di Livermore prende fama dopo il panico del 1907, quando il mercato ha venduto di colpo. Egli ha spiegato che questo è stato dovuto all’aspettativa che molti operatori avrebbero dovuto vendere sulle richieste di margini legate alla leva finanziaria (come in effetti è successo). Dopo quell’autunno, la sua ricchezza ha raggiunto 3 milioni di dollari.

Successivamente ha perso il 90% della sua fortuna nel commercio del cotone, violando molte delle sue regole e non ascoltando i consigli degli altri. Nei mercati orizzontali ha continuato a perdere soldi tra il 1908 e il 1912, chiudendo con un debito di 1 milione di dollari e andando in bancarotta. In seguito ha recuperato le perdite e, infine, la sua fortuna durante il mercato toro della prima guerra mondiale e il successivo mercato orso.

I segreti del Trading Cfd: cosa sono e come si usano i contract for difference

Che cos’è il Forex Trading

Il Forex Trading è l’attività di commercializzazione delle diverse valute dei Paesi stranieri ma, ovviamente, anche dell’Euro. Il guadagno di chi si dedica a questo tipo di attività è dato dalla differenza di prezzo che esiste fra il momento dell’acquisto della valuta straniera e il momento della sua vendita.

Il mercato del Trading Forex è riservato sia agli operatori aziendali – come banche, intermediazioni, etc – che al mercato dei privati ma questi ultimi per accedervi devono necessariamente operare tramite l’utilizzo di un intermediatore che viene definito broker.

Negli ultimi anni si è diffuso sempre più l’utilizzo dei broker online che operano nei diversi punti del mondo attraverso piattaforme web che permettono la gestione del proprio pacchetto di titoli, valute, etc.

Ovviamente, il Forex Trading rientra in un mondo molto più complesso di compravendite che comprende non solo le valute nazionali ma anche azioni, titoli, metalli preziosi, petrolio, etc. Gli strumenti a disposizione per coloro che desiderano fare trading online sono tanti. Fra questi ci sono, ad esempio, le opzioni binarie, lo scalping ma anche il Trading CFD.

Fare Trading CFD

La sigla Cfd sta ad indicare l’espressione inglese ‘contract for difference’ ossia contratto per differenza. Nel Trading CFD, dunque, si compravende la differenza (spread) fra il valore di un titolo o di un bene al momento dell’acquisto e quello che invece ha al momento della chiusura di questo contratto di acquisto: l’oggetto dello scambio, di conseguenza, non è l’asset in sé per sé ma piuttosto la differenza – sia in positivo che in negativo – del suo valore fra questi due momenti.

Più tecnicamente, si può affermare che il Cfd sia un prodotto cosiddetto ‘derivato’ il cui valore è basato sul bene sottostante al quale è legato.

Come in quasi tutti i prodotti oggetto di Trading online – ma a differenza delle azioni – anche nel caso del Trading Cfd il bene della compravendita non è mai realmente in possesso dell’acquirente ma il profitto deriva piuttosto dalle oscillazioni del mercato di riferimento: se il mercato si muove in modo ‘positivo’ allora anche la negoziazione avrà un esito positivo. In realtà, però, con il Trading Cfd il profitto può essere realizzato anche in una condizione negativa di mercato.

Infatti, se l’oggetto della negoziazione è sostanzialmente l’oscillazione naturale del mercato, allora l’investitore dovrà aprire quella che viene definita una posizione di acquisto se si ritiene che il bene sia destinato ad aumentare di valore, mentre ne aprirà una di vendita se si intuisce che il valore del bene è invece destinato a scendere. La posizione di vendita è anche definita breve mentre quella di acquisto è conosciuta anche come lunga.

L’andamento del mercato, dunque, è il principale fattore che determina non solo la realizzazione di un profitto o di una perdita ma anche, ovviamente, l’entità in entrambi i casi.

E’ importante sottolineare che i Cfd sono un prodotto a leva: ciò vuole dire che è possibile depositare anche un budget minimo per essere esposti, però, in maniera molto più ampia rispetto a quello che è il valore effettivo del deposito. In pratica, se il valore complessivo della posizione da aprire è 100, è possibile depositare anche soltanto 25 ma l’esposizione successiva coprirà comunque l’intero valore sul mercato.

Questa circostanza da un lato può comportare profitti notevoli ma dall’altro richiede una buona strategia per evitare ingenti perdite. Occorre quindi
un’ottima conoscenza di piattaforme e strategie di base per far diventare il Trading CFD un’effettiva fonte di guadagno.

Le piattaforme di Trading CFD

Per operare nel Trading Cfd è possibile utilizzare delle piattaforme virtuali che rendono l’investitore in un certo senso autonomo nella gestione del suo portafoglio. Grazie alle piattaforme, infatti, è possibile decidere se puntare sul rialzo o sul ribasso di un titolo piuttosto che dell’oro, del petrolio, etc: più il valore si alzerà – o, viceversa, si abbasserà, ovviamente sempre in base all’andamento sul quale si è investito – e più il guadagno crescerà.

Operando attraverso una piattaforma di Trading Cfd è necessario che per ogni investimento venga stabilita la durata del contratto. Infatti, le negoziazioni con i Cfd non hanno una scadenza naturale ma questa è decisa dall’investitore stesso: occorre, quindi, una certa sensibilità per capire quale sia il momento migliore per effettuare le compravendite.

Le piattaforme di Trading Cfd sono lo strumento migliore che può essere utilizzato anche dagli utenti meno esperti. Innanzitutto, infatti, è possibile iniziare ad investire con i Cfd anche prevedendo un budget davvero limitato.

Su quasi tutte le piattaforme, poi, è possibile allenarsi al Trading attraverso uno speciale conto demo: si tratta di una sorta di portafoglio di prova con il quale è possibile simulare quasi tutte le operazioni solitamente offerte dalla piattaforma.

In questo modo, l’utente neofita potrà iniziare a prendere confidenza con lo strumento e decidere di investire il suo budget reale soltanto quando si sentirà effettivamente pronto.

Infine, tramite le piattaforme online di Trading Cfd è possibile seguire l’andamento dei mercati in tempo reale per riuscire a capire immediatamente se è il momento di puntare sulla ‘breve’ o sulla ‘lunga’.

Le previsioni dei mercati: l’utilità delle previsioni dei mercati nel Trading Cfd

Le previsioni dei mercati nel Trading Cfd sono un elemento di valutazione essenziale: si può dire, forse, che i Contract for difference si basino proprio ed esclusivamente sulla sensibilità dell’investitore di intuire quale sarà l’andamento di un determinato mercato.

Ma laddove la sensibilità dell’investitore non riesce a comprendere effettivamente quale sarà il movimento dei prezzi dei prodotti sui mercati azionari, allora le previsioni dei mercati fatte da esperti di settore possono ovviamente aiutare molto nella decisione di vendita o di acquisto.

Attualmente per seguire l’andamento dei mercati Cfd e realizzare delle previsioni attendibili esistono software specifici, alcuni anche molto complessi, che si basano sia sull’andamento storico di un determinato bene che sull’analisi delle variabili possibili. Ma le previsioni dei mercati sono comunque molto più complesse di una semplice analisi e la strumentazione tecnologica è solo un primo passo verso una maggiore attendibilità.

La scelta della piattaforma Trading da utilizzare per operare con i Cfd diviene, dunque, di primaria importanza in quanto è in primo luogo la piattaforma a fornire gli strumenti principali per realizzare delle previsioni veritiere che porteranno alla decisione per una tipologia di investimento piuttosto che per un’altra.

Suggerito da: FXGM

La chiamata di margini, il peggior nemico del trader

Una richiesta di margini (o chiamata di margini che dir si voglia) è il peggior nemico di un operatore. Purtroppo è una situazione in cui tanti operatori si trovano prima o poi, alcuni perché hanno usato una cattiva gestione del capitale (o addirittura hanno deciso di fare forex senza l’utilizzo di qualsiasi tecnica per gestire il proprio denaro), oppure perché le tecniche usate sono state sbagliate, oppure ancora perché non si sa nemmeno che cosa sia una chiamata di margini. Andiamo a chiarire questo concetto, per tutti coloro che ne avessero bisogno.

Una richiesta di margini si ha quando l’equity del conto scende sotto un certo margine di mantenimento (che è pari al capitale necessario per aprire una posizione, vale a dire 250 euro se si utilizza una leva di 400:1 o 1.000 euro se si utilizza una leva di 100:1 nei conti standard).

In una chiamata di margini il broker chiude tutte le operazioni aperte, ecco perché è una cosa a cui stare estremamente attenti.

Vediamo un esempio di come funziona, in maniera da chiarire il concetto.

Ipotizziamo un commerciante forex che apre un conto e che fa un deposito iniziale di 4.000 euro. Il giorno dopo, tale broker decide di aprire una posizione in acquisto di Euro e di vendita di dollari (EUR / USD) a 1,2318, con due lotti standard. Il trader sta usando una leva di 100: 1, quindi il margine di mantenimento è di 2463,6 euro.

La mattina dopo, appena dopo essersi alzato, apre la piattaforma di trading e… sorpresa!! La coppia EUR / USD è caduta come un sasso e il saldo del conto è sceso a 2463,6 euro. La mossa di mercato sfavorevole fatto scattare una chiamata di margini.

Quando il trader è entrato nel mercato con due lotti standard, il margine di mantenimento è salito a 2463,60 euro, così egli poteva avere ancora 1.536,40 euro per poter far fronte alle perdite delle posizioni aperte (in caso di un movimento avverso, come effettivamente è stato). Un movimento di 100 pips sulla coppia EUR / USD, con due lotti, è pari a 2.000 euro. Se quella notte la coppia d valute EUR / USD è scesa di 113 pips, ad esempio, è andata ben oltre il limite che il trader poteva sopportare e dunque tutte le posizioni sono state chiuse, lasciando solo il margine di mantenimento.

Se il broker effettua una chiamata di margini nel corso di una fluttuazione forte del mercato, si rischia concretamente di perdere denaro, come abbiamo visto.

Fare forex in direzione del trend, trucchi e segreti

Il mercato Forex sembra essere costruito su misura per una strategia che segue il trend. I movimenti direzionali a lungo termine sono evidenti nelle principali coppie di valute, in ognuna di esse.

Questo articolo descrive la strategia “trend following”, mostrando come può essere applicata al mercato Forex, parleremo delle insidie e dei benefici della strategia e mostreremo un esempio di quanto può essere di successo operare in questa maniera.

Solitamente nel forex si opera vendendo a nuovi massimi e acquistando a nuovi minimi. E’ questo il modo ideale di entrare nel mercato. Altre scuole di pensiero cercano di mettere a punto il metodo tradizionale con l’acquisto di pullback in tempi più brevi nell’ambito del trend rialzista generale di lungo termine. Di solito i seguaci della tendenza ritengono che il prezzo sia l’unica cosa che conta quando si prendono decisioni di trading. Essi tendono a dare per scontati i dati critici, ritenendo che tutte le informazioni sui prezzi sono inerenti in sé.

Ecco i passi da seguire per fare commercio con il trend following in maniera tradizionale:

  • Accertati di sapere in che modo la coppia di valute si sta muovendo. Dai un’occhiata al grafico annuali, si è in un trend verso l’alto o verso il basso? Supponiamo che la coppia scelta sia in un trend in salita
  • Il modo migliore per entrare in un commercio è guardare la tendenza, come abbiamo detto. I commercianti di tendenza compreranno ogni volta che viene raggiunto un nuovo minimo.
  • Bisogna pazientemente attendere che la tendenza inizi a muovesi in direzione contrara per un certo periodo di tempo. Questa è la parte più difficile per la maggior parte dei commercianti, considerando che ogni trend è seguito da una lenta fase di rettifica (ritracciamento).
  • Bisogna infine uscire dal commercio quando la tendenza è arrivata al massimo e sembra aver iniziato a cambiare completamente. La domanda più difficile a cui rispondere è se il cambio di tendenza sia definitivo o meno (in questo caso si parla, ancora, di ritracciamento). La risposta a questa domanda deve essere trovata in ogni trader, anche in considerazione della sua esperienza.

La cosa migliore da fare è mettere in piedi una combinazione di trend following e ricerca di notizie chiave, due cose che possono dare adito ad una perfetta strategia di trading.

Operare in trend è più difficile di quanto sembri, anche perché il mercato Forex ha delle altalene intraday molto forti che possono buttare fuori tutti quelli che non sono disciplinati.

L’ossessione di non perdere

In internet ci sono tantissime informazioni relativamente al forex, la maggior parte di esse ruota intorno all’aspetto tecnico del mercato valutario. Tuttavia, spesso quando ci si affaccia al mercato occorre concentrarsi per bene sulla gestione del denaro.

Spesso sorge la domanda: “Perché questa o quella coppia di valute si muove contro di noi, quando sembrava che fosse un buon trade?” Sembra che in molti casi non accettiamo che il commercio non sia una scienza esatta; se lo fosse, allora non ci sarebbe un mercato, perché poi tutti saprebbero come guadagnare.

Prendiamo lo sport, ad esempio: può capitare che una squadra ha fatto una grande partita ma ha perso. Lo stesso può accadere nel commercio. Siamo in grado di fare tutto nel modo più corretto, ma vedere l’operazione che si muove contro di noi.

I traders inesperti non capiscono o non vogliono accettare che perdere una certa percentuale di operazioni è inevitabile e fa parte del trading. L’ossessione malsana di non accettare perdite porta a non applicare alcuna gestione del denaro. Occorre invece accettare che non si può sempre vincere.

Quello che fondamentale è mentalizzare il fatto indiscutibile che molte delle nostre operazioni non avranno successo.

La cosa più importante da capire è che se riusciamo ad investire delle operazioni in modo appropriato, possiamo ancora ottenere un profitto rispettabile nonostante le operazioni in perdita.

Che ci crediate o no, è possibile fare soldi con il forex anche con una percentuale di posizioni corrette inferiore al 50%.

Per poterlo fare è fondamentale realizzare e accettare che a volte si può perdere. Anche la migliore squadra di calcio non può vincere ogni partita. Infatti, una media del 60% è considerata buona. E questo ragionamento vale anche per il forex: un operatore che ha un 60% di trade vincenti sta registrando ottime prestazioni.

Molti commercianti aprono un’operazione con nessuna idea di quando la chiuderanno. E’ sbagliato, perché bisognerebbe preoccuparsi sempre dell’obiettivo di profitto da raggiungere. Vale a dire che bisogna impostare sempre un punto di uscita “TP” (Take Profit = presa di profitto) e un punto di uscita “SL” (stop loss = stop alle perdite).

E’ importante decidere i punti di uscita (stop loss e take profit) prima di aprire la transazione, anche perché quando essa sarà aperta le emozioni inizieranno a dominare le decisioni riducendo la razionalità. È per questo che, dopo aver aperto l’operazione, è meglio non fare alcuna decisione, altrimenti si rischia di sbagliare e perdere denaro.

Perché investire in oro

Vedere il calo del valore dell’oro nel 2013 come un fattore negativo rischia di far perdere la possibilità di investire in un bene tangibile con guadagni di margine a prezzi molto ragionevoli, soprattutto in un momento favorevole per investire in questo metallo. Si tratta, effettivamente, del momento migliore da decenni.

L’oro sta attraversando una fase di correzione e continuerà in questa dinamica. Tale correzione porta a delle precise previsioni di crescita.

La storia si ripete. Se si confronta il comportamento del valore dell’oro nella correzione attuale, a seguito della fase di espansione del decennio, con il comportamento dell’oro dopo la fase ascendente degli anni ’70, un’oncia di oro potrebbe arrivare a 2.000 $ nel 2016.

Valore rifugio per eccellenza. Dalle antiche civiltà alle banche centrali di oggi, l’oro fisico non ha perso il suo valore intrinseco nel corso dei secoli. Il valore prima della svalutazione della moneta, dell’inflazione o della deflazione, rimane costante. L’oro ha valore per unità di peso, è divisibile, intercambiabile, stabile, difficile da falsificare, facile da riconoscere, e anche se piccolo, è presente in tutto il mondo.

Aumenta la domanda, l’offerta diminuisce. In primo luogo, la domanda di oro nel settore della gioielleria continua ad aumentare (questo settore rappresenta circa il 70% della domanda globale di oro, e mantiene un aumento dal 5% al 8%). Inoltre, a causa dell’interesse passato (e attuale) delle banche centrali cinese e russa, che vogliono diversificare le proprie riserve, gli investimenti in oro sono sempre attuali.

Basilea III. A poco a poco dall’entrata in vigore degli accordi di Basilea III, promossi dal Forum per la stabilità finanziaria e dal G-20, l’oro sarà considerato un bene a rischio zero. Una conseguenza è che le banche devono avere una percentuale dei loro fondi investiti in oro fisico per ridurre il livello del debito e di asset garantiti da ipoteche, anche per prevenire un’altra crisi finanziaria.
ETF vs. oro fisico. Per il piccolo investitore e per gli investitori inesperti, l’oro fisico è ideale, sia come lingotti che come monete. In maniera particolare, riduce il rischio legato alla promessa di acquistare oro in un futuro (ETF). D’altra parte, è più facile gestire e investire in ETF che in oro fisico. Oltre a questo, c’è poco oro fisico in circolazione dato che molti investitori non vogliono vendere, ma continuano a comprare ora che siamo di fronte al momento giusto.

Tanti buoni motivi per investire in oro, e tu lo stai facendo?

Come e dove comprare Bitcoin

Molti considerano la possibilità di acquisto e di investimento in Bitcoin, una delle più note monete virtuali. Vediamo in questo articolo le opzioni che abbiamo a nostra disposizione per comprare Bitcoin e guadagnare denaro con essi.
Perché acquistare / investire in Bitcoin? Vedendo la scena internazionale, ci sono molte confusioni e movimenti imprevisti, anche perché le valute classiche dipendono molto dagli accadimenti politici ed economici del mondo (i Bitcoin no, invece).

In molti vedono i Bitcoin come un investimento e medio/lungo termine.

Che cosa sono i Bitcoin? Il concetto si basa su un accordo volontario tra un gruppo di utenti internet di utilizzare 21 milioni di unità come scambio valuta. I Bitcoin utilizzano una comunicazione attraverso Internet (P2P) per la creazione di una rete attraverso la quale tutte le transazioni vengono trasmesse. Si tratta di una rete decentralizzata, in cui i nodi interagiscono l’uno con l’altro su un piano di parità.

Il denaro si può ricevere o inviare attraverso qualsiasi punto della rete, la quale utilizza una crittografia per garantire la sicurezza delle transazioni, l’inviolabilità del controllo dei fondi e l’emissione di nuova moneta. In questo modo i Bitcoin sono emesse in maniera controllata e non potrà mai superare 21 milioni di unità, quindi la valuta non può essere svalutata mediante emissione incontrollata.

Si tratta quindi di una rete di consensi, in cui tutti i nodi cercano di raggiungere un accordo sulle transazioni e sui movimenti. Tutte le transazioni sono valide solo se registrate e pubbliche (sono inoltre completamente irreversibili).

Prima di iniziare ad investire in Bitcoin c’è bisogno di avere un portafoglio virtuale, da usare per metterne da parte. Tale portafoglio potrà essere usato per effettuare e ricevere pagamenti in tutto il mondo, in maniera veloce e gratuita.

Come nella vita reale, è importante essere diligenti e proteggere adeguatamente i propri Bitcoin, sono comunque denaro.
Dove comprare Bitcoins? Se vogliamo avere dei Bitcoin nel nostro portafoglio virtuale, possiamo acquistarli in internet oppure attraverso un broker Forex (Markets.com permette, tra gli altri, di operare con questa valuta virtuale).

Una volta che si avranno da parte un certo numero di Bitcoin sarà possibile convertirli in moneta “sonante”, come gli euro, le sterline o i dollari, per poterli usare anche nella vita reale e non solo in quella virtuale.

Investire in Bitcoin potrebbe essere considerata una valida alternativa per tutti coloro che desiderano diversificare il portafoglio di investimenti nella maniera più ampia possibile e minimizzare i rischi.

Perché bisognerebbe apprendere il forex

Quando si parla di Forex a molte persone si “accappona” la pelle. In realtà questo mercato è efficiente ed efficace, nel senso che è eccellente per poter guadagnare e per difendersi da eventuali movimenti sbagliati in una valuta. Perché bisognerebbe apprendere il forex? Quali sono le cose che occorre sapere? Che vantaggi dà?

Per prima cosa diciamo che il trading è adatto a tutti. E’ possibile farlo da casa con un computer ed una connessione ad internet, indipendentemente dal fatto se si fa o meno un altro lavoro. Per hobby o per migliorare la propria situazione finanziaria, gli investimenti nel forex sono importantissimi.

Il forex è un settore di investimento molto flessibile, nel senso che non ha impatto sulla propria vita lavorativa o familiare. Essendo un mercato aperto 24 ore su 24 dal lunedì al venerdì, è possibile “tradare” quando meglio si riesce, senza doversi preoccupare di sacrificare del tempo prezioso con il partner, con i figli o con i genitori.

Il rischio, inoltre, è tenuto sotto controllo (se si sa come farlo). Questo significa che si può investire una piccola parte del proprio capitale e limitare il rischio di perdite solo ad esso. Ci sono delle tecniche e degli strumenti “ad hoc” da poter usare per limitare al massimo i rischi legati al forex, come gli stop loss e i take profit. Entrambi sono noti anche come strumenti di money management (gestione del denaro) e permettono di guadagnare in maniera più sicura e veloce, senza correre grandi rischi.

Il mercato delle valute, inoltre, è importante per poter guadagnare denaro anche se il mercato scende. In questo caso è importante sapere che il mercato valutario permette di aprire posizioni sia in salita che in discesa (rispettivamente, si dice long e short). Nel primo caso si “scommette” che il valore di una data coppia di valute salga, nel secondo che scenda.

Un investimento in sé stessi. Imparare a fare forex è un investimento per sé stessi. Il discorso è semplice: il forex è basato sulle valute, sul denaro, e il denaro c’è sempre stato e sempre ci sarà. Quello che cambia è la valuta (euro o valute nazionali, ad esempio), oppure il movimento del mercato stesso, ma, con un fatturato di oltre 4.000 miliardi di dollari al giorno, il mercato del Forex è assolutamente sufficiente per poter investire con successo e guadagnare una rendita costante, per sé e per la propria famiglia. Con l’obiettivo di lasciare il lavoro.

Soluzioni per guadagnare nel forex

Il mercato del Forex è aperto 24 ore al giorno per 5 giorni a settimana, si tratta del mercato finanziario globale più liquido e importante del modo, con oltre 4 trilioni di dollari scambiati ogni giorno. Con una leva molto alta (fino a 400 volte) e la forte possibilità di notevoli guadagni in breve tempo, il forex è scelto da tantissimi trader per investire, ma non bisogna dimenticare che anche il rischio di perdita è massimo.

Non c’è nessun segreto da poter mettere in pratica, la maggior parte degli investitori deve lavorare ogni giorno per poter avere successo in questo mercato.

Il mercato del forex è un gioco a somma zero, il che significa che, a prescindere dai guadagni di un commerciante, molti altri perdono denaro. Secondo il “The Wall Street Journal”, solo il 5% dei commercianti è redditizio, questo significa che il rimanente 95% perde.

Per dirla semplicemente, quando un commerciante vince, altri 9 perdono. Quando abbiamo capito questo, abbiamo capito anche che è difficile essere un trader di successo. Per poter guadagnare occorre avere un vantaggio competitivo rispetto ad altri.

Tale vantaggio può essere messo in pratica in due modi: un robot di trading o l’investimento manuale.

Il 99,99% dei robot di trading che si trovano in vendita in internet non funzionano. Non sprecate soldi e tempo. Perché non funzionano? Un robot non funziona, almeno non nel lungo periodo, semplicemente perché il mercato è in continua evoluzione, e un robot è stato programmato, testato e ottimizzato per sostenere un certo periodo. Per avere successo con un robot occorre necessariamente ottimizzare il suo comportamento nel corso dei mesi.

La soluzione migliore è dunque il trading manuale, che da lungo tempo ha successo per tanti trader. Certamente questa tipologia di trading ha i suoi vantaggi, soprattutto è in grado di adattarsi alle condizioni di mercato, ma d’altro canto presenta anche molti svantaggi.

Oltre al fatto che richiede molta presenza al computer, porta anche ad una notevole dose di stress.

Il trading manuale è un’arte, e come in tutta l’arte ci sono dei virtuosi e altri che non lo sono. Non tutti hanno le qualità necessarie per essere commercianti, ma soprattutto non ci improvvisa commercianti in 5 minuti. Ci vogliono anni di esperienza per diventare un trader di successo, e il 99% dei commercianti manuali che iniziano con nessuna esperienza nel Forex perdono la loro scommessa.

Per essere dalla parte giusta della “barricata” è necessario approcciare al forex in maniera calma, un giorno alla volta, senza grandi pretese sin da subito. L’uso di una corretta strategia e soprattutto il saperla mettere in pratica è una cosa importantissima.

Perché è importante creare un proprio sistema di trading e come fare

Vediamo un semplice sistema di forex trading intraday progettato per grafici a 1 ora che permette di avere dei vantaggi interessanti se usato in combinazione con grafici a 15 minuti. È necessario essere ovviamente consapevoli che il forex comporta dei rischi, in ogni caso, e che è fondamentale poter gestire il rischio che si corre per salvare il denaro che si investe. E’ importante ricordare che un controllo del rischio eccellente può trasformare un sistema di negoziazione cattivo in uno buono, ma uno scarso controllo del rischio può rovinare il miglior sistema di trading.

La creazione di un valido sistema di trading richiede alcuni concetti basilari, tra i quali il più importante è quello di non utilizzare mai sistemi ad aspettativa negativa, dato che sono perdenti per definizione.

Il sistema commerciale che proponiamo è positivo, nel senso che se correttamente applicato permette di guadagnare concretamente. Esso si basa sull’utilizzo di due medie mobili esponenziali, una EMA a 5 periodi (EMA5) e una a 10 periodi (EMA10). Inoltre c’è bisogno della RSI a 10 periodi. Mentre l’uso classico del RSI è quello di indicare uno stato di ipercomprato (RSI> 80) o ipervenduto (RSI <20), qui lo usiamo solo per il livello medio di 50 (l’RSI si muove su una scala da 0 a 100 ).

Prima di entrare in una posizione lunga, l’RSI deve attraversare il livello di 50 dal basso verso l’alto e confermare la traversata verso l’alto delle due medie mobili.

Al contrario, per entrare nel mercato in una posizione short, il sistema deve muoversi esattamente al contrario. Cioè, l’RSI deve attraversare il livello 50 dall’alto verso il basso e confermare un attraversamento ribassista delle medie mobili esponenziali. Questa posizione sarà annullata quando l’RSI supera ancora una volta il livello di 50 dal basso verso l’alto.

Possiamo aggiungere che in ogni sistema di trading la cosa più importante è il prezzo, ovvero qualsiasi oscillatore, indicatore, media, ecc che permette di capire in che maniera esso si muove. C’è da dire che questi strumenti sono un modo di rappresentare ciò che il prezzo sta facendo, ecco perché è così importante operare in base all’azione dei prezzi e basare il nostro sistema su di esso.

Ogni sistema di trading dovrebbe basarsi sui prezzi in ogni momento, in maniera che essi siano lo strumento usato per capire se il trend sta crescendo o sta decrescendo e, dunque, agire di conseguenza per investire.

Pips e lotti, tutto quello che c’è da sapere

Anche se le quote del mercato dei cambi hanno molte caratteristiche in comune con altre opzioni di investimento, esse si differenziano molto per quanto riguarda la meccanica utilizzata per le operazioni. Due degli aspetti più particolari riguardano pips e lotti. Capire cosa significano questi termini e come utilizzarli correttamente permetterà di massimizzare i profitti nel mercato valutario.

Pips e Lotti sono due termini che probabilmente la maggior parte dei nuovi investitori non comprendono pienamente. Semplicemente, entrambi i termini sono usati come unità di misura per operare nel forex e aiutano a definire che tipo di benefici ci si aspettano dall’investimento fatto.

Un pip è la misura più piccola del movimento nel valore di una moneta e determina il profitto di una determinata operazione. Il valore del pip può variare, quindi è sempre una buona idea capire come esso viene definito dal broker che si utilizza per operare.

La maggior parte dei più grandi broker offre delle quotazioni con “pip pieno”, anche se alcuni potrebbero offrire dei pips frazionati. Questi pips rappresentano un ancor più piccolo aumento o diminuzione del valore di una moneta. Ad esempio, se si sta operando sulla coppia di valute USD / JPY (dollaro / yen), ogni movimento di pip equivale a 1 centesimo di valore. Altre coppie di valute, come GBP / USD (Euro / Dollari) utilizzano un valore di 0,0001 per definire il pip e il movimento del valore monetario dovrà essere aumentato per generare un vantaggio equiparabile.

Per i nuovi operatori è più facile calcolare il successo delle proprie strategie di trading basandosi sui guadagni in pips. Questo permette di avere una chiara indicazione di come operare al meglio prendendo in considerazione un dato unico e comparabile.

Un lotto, invece, è definito come il più piccolo gruppo di valore per una coppia di valute. Questo valore varia con la coppia di valute con cui si sta operando e con il broker che si sta utilizzando. Per esempio, molti broker impostano il valore minimo di un’operazione a 100.000 dollari (1 lotto). Ciò significa che in qualsiasi momento si voglia operare con questa valuta, l’investimento più basso che si può fare è 100.000 dollari.

Negli ultimi anni, i broker hanno stabilito dei lotti più flessibili per gli operatori più piccoli riducendo i requisiti minimi necessari. Si parla così di Mini lotti e di Micro lotti, strumento che permettono di investire con un importo iniziale più basso e con meno capitale di un lotto normale.

Come non cadere nell’atteggiamento sbagliato

Dall’esperienza personale come trader si noterà che non si può fare a meno (purtroppo) di fare errori. Uno dei più gravi, che bisognerebbe cercare di risolvere come primo se si vuole investire con successo, è quello che riguarda l’atteggiamento sbagliato di fare forex. Senza il giusto modo di fare le cose non si va da nessuna parte.

La base è che il voler fare soldi è fortemente compatibile con l’apprendimento. A volte, però, il desiderio di guadagnare con il forex in maniera anche veloce porta a dei risultati disastrosi.

Il problema non è se si vince o si perde il denaro (in linea generale, tuttavia, si tende a perdere finché non si sarà imparato davvero come fare trading), piuttosto quello legato al non riuscire ad imparare al meglio a fare forex, quindi a progredire su quel cammino il cui obiettivo è di superare la soglia di redditività.

Fare forex con fretta tende a mettere in campo delle operazioni sbagliate, a scegliere delle coppie di valute di cui non si è in grado di capire bene il trend ed il movimento (ricorda che non tutte le coppie di valute sono uguali) e, in linea generale, che non rientrano nella propria strategia di trading. E tutto per la voglia di fare soldi velocemente.

Se si vuole essere in grado di imparare, bisogna liberarsi dal desiderio di fare soldi. Si tratta di un problema di priorità. Se volessi iniziare a guadagnare denaro in maniera solida e vincente nei mercati si deve separare l’illusione di poter fare denaro a breve termine (avere qualche euro in più in tasca) dalla realtà che guadagnare con il mercato delle valute è una cosa lunga e complessa.

Non si può dire a se stesso: “Va bene, da oggi decido di voler guadagnare con il forex.” Il desiderio di guadagnare soldi, profondo dentro di noi e nel nostro istinto, non combacia con il far trading in maniera corretta e sostenibile.

Tuttavia, è possibile controllare abbastanza bene il proprio desiderio di guadagnare se ci si riesce a concentrare su questi punti:

  • opera con un bilancio predefinito. Stabilisci un importo da investire nel mercato valutario e rimani “legato” ad esso;
  • non aumentare la dimensione del conto e né quella delle posizioni che si aprono fino a quando non si è in grado di gestire più denaro senza troppo stress (un minimo potrebbe sempre esserci);
  • usare sempre uno stop loss che sia in grado di bloccare le eccessive perdite.

Investimenti in oro, ecco tutto quello da sapere nel 2015

Nelle ultime settimane ci sono stati due momenti degni di nota che indicano che ci sono grandi opportunità di investimento in oro. Vediamo ciò che sta accadendo ora e ciò che potrebbe accadere nei prossimi mesi e anni tenendo presente che nel corso degli ultimi mesi abbiamo avuto due tendenze importanti:

  • Il maggior numero di investimento short fatti nel metallo giallo degli ultimi 15 anni
  • Il minor numero di investimenti long sull’oro che si sono mai visti.

Entrambe le indicazioni ci fanno capire che c’è grande pessimismo sul mercato. Nella tabella storica dei prezzi dell’oro si vede usando una semplice onda Elliott come ci sono dei riferimenti di prezzo importanti.

Nel corso del 2012 abbiamo visto i prezzi dell’oro salire notevolmente ed arrivare anche a quasi 1.900 dollari per ogni oncia. Da lì in poi i prezzi sono scesi e abbiamo visto una forte calata, che ha preso di sorpresa molti investitori. Siamo di fronte ad una possibile nuova salita del metallo giallo, considerando che il costo attuale di un’oncia è attualmente di 1.185 dollari per un’oncia.

Le potenzialità del prezzo dell’oro possono ancora essere interessanti, anche particolarmente.

Sappiamo, infatti, che il metallo giallo sale di prezzo quando le condizioni economiche mondiali sono deboli e oggi, soprattutto a causa della situazione economica della Grecia e dell’Europa in generale.

Tutti gli occhi sono al momento puntati sulla famosa “grexit”, ovvero sull’uscita della Grecia dalla zona euro. Qualora questo dovesse avvenire, l’euro potrebbe perdere di valore (il condizionale è da sottolineare, non è detto che invece il mercato possa premiare la nostra valuta in quanto finalmente la zona Euro si è liberata di un grande peso come può essere proprio il paese ellenico).

Se questo dovesse accadere, se l’uscita della Grecia dall’eurozona dovesse destabilizzare l’economia mondiale (come qualche giorno fa Tsipras aveva avuto l’ardore di affermare) allora potremmo essere di fronte nuovamente ad un buon momento per comprare l’oro.

Con un’economia mondiale in bilico, infatti, il metallo giallo rappresenta l’unica ancora di salvezza per non perdere tutto il proprio denaro in investimenti eccessivamente rischiosi.

Qualora anche non fosse così, in ogni caso l’oro è una delle scelte migliori che si possa fare per investire nel medio/lungo termine. Un po’ come il “mattone”, che si tratta di un investimento sempre sicuro, anche acquistare dell’oro rappresenta una buona scelta per tutti quegli investitori che vogliono diversificare il loro grado di rischio.

Teniamo d’occhio il mercato, perché potrebbe riservare belle sorprese.

Fare forex con le medie mobili, come e perché

Se potessimo spiegare la quantità di variazioni di prezzo attraverso delle medie mobili su un grafico, siamo sicuro che ci vorrebbero almeno un libro (o due). La cosa fondamentale, tuttavia, è solo concentrarsi sulle applicazioni più comuni della media mobile e fare sempre riferimenti ad esse.

Anche se più di un lettore può pensare che l’uso delle medie mobili può essere un po’ di base ed elementare nell’analisi tecnica, possiamo stabilire che fare un investimento sul mercato usando dei sistemi complessi non porta a nessun beneficio reale. E’ fondamentale rimanere semplici.

La conoscenza generale del mercato attraverso le medie mobili su un grafico permette di capire meglio il movimento dei prezzi.

Oggi l’uso di diversi tipi di media mobile è importante e permette di investire nel mercato delle valute in maniera ancora più semplice e diretta. Ci sono molti investitori che preferiscono un insieme molto specifico di medie mobili esponenziale, usando diversi periodi, altri invece che preferiscono utilizzare delle medie mobili semplici.

Una media mobile esponenziale aumenta la quantità di fattori di ponderazione utilizzati, dando più peso ai dati di prezzo più recenti, riducendo così la ponderazione del prezzo all’estremità inferiore del tempo, un concetto in ogni caso giusto. La media mobile esponenziale si adatta bene in un modo di fare trading più veloce nel corso del periodo di tempo assegnato perché semplicemente dà più peso ai dati più recenti.

Tale media mobile è stata sviluppata nella seconda guerra mondiale per tenere traccia degli aeromobili. Applicando una progressione geometrica di una ponderata media mobile più vicina, gli Stati Uniti avrebbero potuto proiettare il futuro percorso di volo in base alla tendenza dei movimenti degli aeromobili e dei cambiamenti a breve termine.

Riportato nel forex, questo concetto diventa sempre più importante, si tratta infatti del modo ottimale per costruire una strategia di investimento.

Come in tutte le cose è fondamentale averne fatto pratica prima di usarla al meglio, dunque si consiglia l’uso di un conto demo, dove si può investire senza rischiare di perdere denaro reale.

Investire nel mercato con le medie mobili (in maniera particolare quelle esponenziali) può essere un modo semplice e poco stressante per riuscire a prevedere i movimenti futuri dei prezzi.

Consigliamo le medie mobili sia ai trader novizi, che ancora devono capire per bene come poter investire, che ai trader già più esperti, che invece hanno già diversi concetti assimilati a loro disposizione con cui fare forex.

Calcolo della speranza matematica nel forex

Il calcolo della speranza matematica nel forex è una parte fondamentale di un sistema. Tutti a un certo punto abbiamo cercato di creare un sistema di trading vincente, o lo abbiamo trovato navigando in internet e alla fine, dopo averlo testato, siamo rimasti delusi perché abbiamo effettuato un’operazione in perdita, avendo poi magari dei pensieri del tipo: “il commercio non è per me”.

Ma non ci rendiamo conto che perdere è implicito nel mondo della borsa. In altre parole: “Non possiamo evitare di perdere “: ricorda questa frase, perché per guadagnare nel mercato azionario si deve imparare a convivere con le perdite occasionali.

La speranza matematica, dunque, ci permetterà di creare e testare diversi tipi di strategie di trading e, grazie ad essa, saremo in grado di sapere se operare in un modo o nell’altro e con quale abbiamo più possibilità di vincere o perdere.

La formula che usiamo per testare il nostro sistema di investimento è:

SM = (PG x RM) – (PP x PM)

Queste sono le diverse variabili della formula che utilizziamo:

SM = speranza matematica
PG = Probabilità di aver successo con la strategia
RM = reddito medio dei trade vincenti.
PP = probabilità di perdere con la nostra strategia.
PM = perdita media

Nel calcolo possiamo trovare tre diverse situazioni:

Risultato maggiore di zero, SM> 0
Risultato uguale a zero, SM = 0
Risultati meno di zero, SM <0

Non ci resta che trovare dei sistemi di negoziazione che presentino un SM positivo!

Facciamo alcuni esempi.

PG = supponiamo di aver guadagnato 6 volte su 10, vale a dire 0,6
M = supponiamo di guadagnare in media 50 €
PP = supponiamo di perdere 4 volte su 10, vale a dire 0,4
PM = supponiamo di perdere in media 75 €

La formula sarà (0,6 x 50) – (0,4 x 75) = 0

In questo caso il valore del SM è uguale a 0, il che indica che alla fine il nostro sistema non ci dà nessun vantaggio strategico, il che a lungo andare è un sistema perdente.

Se fossimo in grado di trovare un sistema di trading con un valore di SM maggiore di zero e fossimo in grado di operare rigorosamente, allora il sistema ci farà ottenere dei profitti a lungo termine.

Al contrario, se avessimo un sistema con SM negativo, a lungo termine si perderebbe denaro. Si tratta, ovviamente, di un sistema di trading da evtare assolutamente. Se il nostro sistema si trasformasse, piano piano, in uno in cui si va da un SM positivo ad uno negativo, allora bisogna necessariamente trovare una soluzione.