Lo Yen colpisce un nuovo minimo di due settimane contro il dollaro

Lo yen ha esteso le perdite contro il dollaro statunitense durante la sessione asiatica di martedì per raggiungere un nuovo minimo di due settimane tra le condizioni commerciali sottili dato che i mercati lentamente riprendono la negoziazione dopo la pausa per le vacanze di Pasqua.

Yen pesante

Lo yen è stato appesantito dai dati commerciali giapponesi deludenti rilasciati ieri. Il deficit del Giappone si è allargato più del previsto a marzo. La crescita delle esportazioni del Paese ha rallentato e ha aumentato il deficit commerciale oltre le previsioni. Il dollaro ha colpito un massimo di 102,71 nel commercio asiatico da 102,61 in apertura di sessione per poi ridiscendere fino a 102.51. I guadagni del dollaro potrebbero essere limitati di fronte ai dati delle case in arrivo dagli Stati Uniti più tardi per la giornata di oggi. Le vendite di case esistenti a marzo dovrebbero scendere leggermente a 4,55 milioni da un precedente valore di 4,60 milioni.

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L’euro attende il discorso di Draghi, AUD in attesa

L’euro è scambiato vicino al minimo da una settimana dopo che ieri ha fatto segnare un calo dello 0,3 % contro il dollaro, a 1,3786. I dati della fiducia dei consumatori dell’Eurozona saranno in campo oggi. Un evento più importante per quanto riguarda l’euro sarà il discorso del presidente della Bce Mario Draghi, previsto per giovedì. Il capo della banca centrale ha recentemente commentato che la forza dell’euro è un possibile innesco per un allentamento della politica da parte della BCE.

Il dollaro australiano ha cancellato le perdite di ieri contro il biglietto verde per salire al di sopra di 0,9360 oggi. I dati CPI australiani e i dati della Cina da parte del HSBC Flash PMI di domani saranno un rischio chiave per l’aussie. I dati di inflazione daranno un quadro più chiaro di quando la Reserve Bank of Australia alzerà di nuovo i tassi di interesse.

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Riepilogo valute

La settimana appena conclusa ha visto il dollaro muoversi in maniera abbastanza stabile contro l’euro, in un alto / basso compreso tra i valori di 1.3550 e 1.3470. Si è trattato di un andamento che potrebbe essere interessante in vista della prossima settimana, quando questa coppia di valute potrebbe muoversi decisamente bene, ma attendiamo effettivamente tali movimenti prima di poterne essere sicuri.

Il dollaro si trova, nei confronti della sterlina inglese, ai livelli visti il 18 di questo mese, in seguito alla delusione dei mercati per il mancato annuncio del tapering del QE da parte di Ben Bernanke, attuale presidente della FED (rimarrà in carica fino al prossimo mese di gennaio). Considerando i nostri grafici sarebbe lecito attendersi una respinta del prezzo in corrispondenza di questi valori, dunque il dollaro potrebbe tornare a guadagnare terreno verso la sterlina britannica, ma attendiamo ovviamente le conferme adeguate da parte del mercato prima di aprire delle nuove posizioni.

Il dollaro ha perso terreno anche nei confronti dello yen giapponese. La valuta americana sembra molto debole su tutti i fronti. Da questo punto di vista, per la prossima settimana di trading da valutare un andamento ancora in favore della divisa nipponica, con possibile una rottura al di sotto di 98.00 . Da considerare, invece, nel caso in cui il prezzo possa tornare al di sopra di 99.00 , un ritorno anche fino a 99.50 ed oltre.

L’euro ha perso contro la sterlina inglese, che dunque si è confermata essere la valuta più “in forma” di tutte. Da un livello attorno a 0.8460 , questa coppia di valute ha chiuso la settimana attorno a 0.8380 . Per la prossima settimana di trading stiamo attenti ad ulteriori cali, anche se già qualche giorno fa il prezzo di 0.8360 si era dimostrato capace di respingere il calo.

Sarà una settimana di trading decisamente interessante da ogni punto di vista, da non perdere nella maniera più assoluta.

La retorica di Draghi e gli obiettivi mancati della Bce (parte 1)

IL LAVORO DI DRAGHI ? SOLO ALLA META’ DELL’OPERA

imagesUn anno fa, esattamente il 26 luglio del 2012,  Mario Draghi si è impegnato a salvare l’euro e a sbloccare il credito alle imprese. Il suo lavoro è solo alla metà dell’opera. I rendimenti obbligazionari scesi dai livelli di panico in tutta l’Eurozona, sono la prova del successo del presidente della Banca centrale europea nel promettere ‘tutto il necessario possibile’ per preservare la moneta comune.  Tuttavia anche dopo il varo di un piano senza precedenti per l’acquisto di obbligazioni delle nazioni in difficoltà (OMT), le aziende in Paesi come la Spagna lottano disperatamente per ottenere finanziamenti, dunque l’obiettivo di porre fine alla frammentazione finanziaria resta tuttora sfuggente.  Il programma di acquisto di obbligazioni è stato progettato per dare soluzione al problema che i tassi di interesse più bassi non hanno avuto un impatto significativo sulla fornitura di credito a imprese e famiglie. Il successo della politica monetaria di Draghi non può essere misurato dal fatto che i rendimenti dei titoli sono scesi, ma se le aziende hanno ottenuto un più facile e rapido  accesso al credito a tassi vantaggiosi. La risposta in questo caso è no. Mentre Draghi il 26 luglio dello scorso anno ebbe a sottolineare che la Banca centrale ha il potere di cambiare il corso della crisi della Regione in un colpo solo, i tassi di interesse ai minimi storici e le loro ricadute positive in termini di economia reale non hanno raggiunto i 17 Paesi più bisognosi dell’Eurozona.

LA STRETTA CREDITIZIA DELLE BANCHE E I TASSI D’INTERESSE DELLA BCE

La BCE ha ridotto il suo tasso di interesse di riferimento allo 0,5 per cento in maggio. Lo stesso mese, il rendimento dei titoli spagnoli è sceso al 3,94 per cento, il più basso dal 2010 e molto lontano dal  record  del 7,75 per cento  raggiunto il giorno precedente il discorso di Draghi, sempre nel luglio dello scorso anno. Draghi  durante il suo discorso a Londra, rivolgendosi  a investitori e  dirigenti d’azienda,  spiegò che l’elemento chiave della strategia per salvare l’euro, era quello di porre limiti alla frammentazione finanziaria. Quando annunciò il programma di acquisto illimitato di obbligazioni, qualche settimana più tardi ebbe a dire che si sarebbe dovuto osservare qualche miglioramento sul fronte del credito. Questo non è successo. Le banche dell’Eurozona hanno continuato a stringere il credito e ridurre i prestiti,  come evidenziano i dati della BCE.  I prestiti al settore privato hanno subito una forte contrazione negli ultimi 14 mesi, mentre i tassi medi di interesse sui nuovi prestiti alle imprese in Spagna è salito dal 3,68 di giugno 2012  al  3,89 per cento di maggio di quest’anno. I tassi sono scesi di 12 punti base in Belgio, 16 punti base in Slovenia e 1 punto base in Italia. Il calo medio della zona euro è stato complessivamente di 29 punti base. In loro soccorso è intervenuto il calo di 61 punti base in Germania, la più grande economia europea, vista come un approdo sicuro  nel mare della crisi.

Fed spaccata in due. E Ben fa la “colomba”

I TONI DA “COLOMBA” DESTABILIZZANO IL DOLLARO

Federal reserveLa prima impressione che si ha dopo aver sentito le parole del governatore della Fed Ben Bernanke, è il sorprendente tono da colomba, che ha rassicurato il mercato  (solo a parole)  sul fatto che una  politica monetaria  più accomodante è ancora necessaria per il prossimo futuro. Bernanke ha oltretutto manifestato  forti preoccupazioni per le posizioni di rischio attuali, sottolineando che se si fosse chiarito qualsiasi malinteso circa la fine o la riduzione del QE da un punto di vista temporale  avrebbe evitato maggior confusione e altrettanta volatilità. Bernanke ha inoltre aggiunto che se non si fosse citata la parola tapering, ovvero progressiva riduzione degli asset,  forse si sarebbe assistito ad  una maggiore propensione al rischio dei mercati ed una maggiore divergenza tra le aspettative degli stessi e gli obiettivi prefissati dalla Federal Reserve. Il governatore ha aggiunto che il piano per l’acquisto di asset era in linea con quanto previsto. Un altro aspetto rilevante del discorso di Bernanke è  l’aver enfatizzato il fatto che una politica monetaria altamente accomodante è ancora necessaria per il prossimo futuro, coniugando tale necessità  rispetto alle previsioni sulla percentuale di inflazione negli Stati Uniti e agli obiettivi da raggiungere. In buona sostanza  Ben Bernanke ha confermato la necessità che la Fed prosegua con gli interventi di stimolo monetario.  In riferimento al rialzo dei tassi d’interesse, appare ancora molto illusorio poterci anche pensare.

INFLAZIONE E DISUCCUPAZIONE  NON ANCORA A TARGET

Secondo quanto sottolineato da Bernanke il costo del denaro sarà rivisto successivamente alla manovra di tapering, in stretto rapporto con le cifre sulla disoccupazione. La riduzione  al 6,5% potrebbe dar luogo ad un primo rialzo dei tassi. Sempre a proposito di occupazione, Bernanke ha precisato che probabilmente si sottovaluta la debolezza del mercato del lavoro, mentre trasferendo il discorso sul fronte fiscale, il capo della Fed  ha evidenziato il fatto che è  troppo presto  per  assumere iniziative di maggior rigore.  Bernanke ha continuato ad osservare che gli obiettivi chiave della Fed,  riportare l’inflazione a livelli  non troppo bassi  e ridurre le cifre sulla disoccupazione,  ancora troppo alta, non sono ancora stati centrati. Quando l’economia sarà tornata alla normalità gli interventi della Fed non saranno più così necessari. ‘Tuttavia, la notizia che almeno la metà dei funzionari della Federal Reserve vogliono non solo l’assottigliamento, ma la fine del QE3  entro l’anno non sono stati sufficienti a impedire una vera e propria svendita di dollari, nonostante le parole rassicuranti del numero uno. La pubblicazione dei verbali del FOMC ha soltanto aggiunto ulteriore incertezza e grande volatilità. Molti membri hanno indicato che un ulteriore miglioramento delle prospettive per il mercato del lavoro sarebbe necessaria prima  di rallentare il ritmo di acquisti di asset. Altri hanno aggiunto che sarebbe necessario avere prove più evidenti sulla ripresa economica prima di procedere alla riduzione.

La tempesta perfetta sui mercati, ovvero il Riposizionamento Globale

Il riposizionamento globale sulla scia della decisione politica della Fed prosegue con vigore. Le decisioni del Fomc combinate con un debole PMI manifatturiero cinese, sono stati il mix perfetto per una grande tempesta che si è abbattuta su tutti i mercati.  La moneta unica non è sfuggita a questo riassetto favorendo il dollaro americano. Una piccola nota a margine è d’obbligo: l’apprezzamento del dollaro nei confronti dell’euro pur essendo sostanziale dopo tutto non ha mutato il quadro tecnico più ampio in modo davvero profondo. Il declino della coppia eurodollaro si è sviluppato in modo più ordinato rispetto a quello che è successo in altri mercati. Durante la notte, i mercati asiatici sono stati messi ancora sotto pressione alimentando l’avversione al rischio da parte degli investitori. Le tensioni cinesi hanno caratterizzato la fase di risk-off, allentatasi tuttavia  a seguito di un ulteriore liquidità  fornita dalla PBOC .  La coppia eurodollaro è alla deriva. Oggi l’agenda macroeconomica non prevede rilasci importanti sia per l’Europa che per gli Stati Uniti.  I mercati  sposteranno le loro attenzioni sulla riunione dei ministri delle finanze dell’UE in Lussemburgo.  Una maggiore chiarezza sul problema  Grecia potrebbe essere salutare per la moneta unica anche se la reazione dei mercati nella congiuntura attuale risulterebbe assai poco significativa.

COME IN UN TERREMOTO, PREVISTE SCOSSE DI ASSESTAMENTO

wall street interniIl focus rimane pertanto il riposizionamento globale dei mercati. Dopo il pesante sell-off e  guardando agli sviluppi in Asia, sembra che i mercati  in chiusura d’ottava possano navigare in acque meno agitate. In questo contesto, nonostante il calo  della coppia EURUSD possa subire notevoli rallentamenti, non vi è da escludere la presenza di nuove sacche di volatilità. Le forti oscillazioni, alla pari di un terremoto, hanno sconvolto tutti i tipi di posizioni. Quindi, scosse di assestamento sono ancora molto probabili e nel breve termine è da osservare con particolare attenzione la tenuta del livello minimo in area 1,3161.  In una prospettiva di più lungo termine,  alcuni analisti  non prevedono forti accelerazioni della moneta unica privilegiando il lato negativo.  L’economia americana – come si osserva – manterrà saldamente il comando essendo in via di guarigione,  così come peraltro confermato dalla Fed. La BCE mantiene le sue politiche di alleggerimento  anche dopo il taglio dei tassi di maggio. Ciò è stato confermato dal presidente Draghi riattivando  il dibattito su un possibile tasso di deposito negativo e misure non convenzionali. Nel medio periodo, i differenziali dei tassi di interesse dovrebbero muoversi in favore del dollaro.

STERLINA INDENNE, MA LA RIPRESA E’ DIFFICILE

Per quanto riguarda la Sterlina  il riposizionamento globale e i dati macroeconomici dell’altro ieri sono stati ampiamente ignorati. Se vogliamo, la Sterlina è l’eccezione che conferma la regola. I dati sulle vendite al dettaglio, oltre le aspettative, hanno innescato operazioni di acquisto su tutta la linea portando il Cable a sovraperformare  rispetto alla moneta unica. In mattinata il calendario del Regno Unito ha pubblicato il rapporto mensile sui prestiti netti al settore pubblico. Nel contesto attuale il dato non è stato affatto rilevante per i mercati ma potrebbe rappresentare un ulteriore elemento di slancio per il Pound  il cui rilancio definitivo potrà avvenire solo con la violazione del supporto statico in area 0,8400/0,8390. Questo livello è stato già testato nel corso degli ultimi mesi,  in occasione della riduzione del tasso d’interesse da parte della BCE. Tuttavia,  la mancanza di un trend continuo ha favorito la formazione di un modello di consolidamento laterale tra 0.8400 e 0.8600.  Se si considera che la politica monetaria della BCE rimarrà ancora accomodante nel futuro, così come gli esperti prevedono, maggiore chiarezza potrà essere data dal quadro politico del Regno Unito una volta che il nuovo Governatore Carney si insedierà al timone della BoE il prossimo mese di luglio.

 

Il Dollaro attende la Fed, l’Euro in tribunale, le Borse bruciano

I report economici sulla produzione industriale nella zona Euro e i dati sulla occupazione nel Regno Unito pubblicati oggi, rafforzano la posizione di euro e sterlina. Ma non solo, poiché gli incrementi registrati in Germania e in Francia risultano essere di buon auspicio a livello europeo in quanto segnali di un progressivo miglioramento delle prospettive di crescita dell’Eurozona. A fare da controaltare  il dollaro statunitense messo ancora sotto pressione nella seduta odierna, con evidenti cali nei confronti delle principali concorrenti, e dell’inaspettato rafforzamento delle commodities currencies, australiano e neozelandese.  Negli Stati Uniti sembra che le aspettative per una ripresa di tono del biglietto verde siano condizionate alle decisioni della Fed sul piano QE. Il calendario macro non promette particolari reazioni in assenza di rilasci importanti, e secondo le previsioni  il greenback  in chiusura della seduta americana potrebbe registrare ulteriori perdite. Domani – stando agli osservatori – potrebbe essere un nuovo giorno.  Sul fronte dei rilasci macro in programma il consueto rapporto settimanale sulle richieste dei sussidi di disoccupazione e i dati sulle vendite al dettaglio. Dunque oggi i riflettori sono puntati sulle valute europee e sulla corte costituzionale tedesca chiamata in causa dalla Bundesbank  la quale dovrà esprimersi in merito al piano di acquisti di titoli di Stato varati dalla Banca Centrale Europea. Il verdetto potrebbe non essere immediato e c’è chi giura che una sentenza sulla legittimità del  programma OMT possa essere emessa all’indomani delle elezioni, Merkel permettendo.

DRAGHI E IL DEBITO PUBBLICO ITALIANO

foto DraghiNel frattempo il presidente BCE, Mario Draghi, in una intervista, ha ripercorso i passaggi storici che hanno portato l’Italia ad avere un debito pubblico così elevato. Uno dei principali oppositori al piano della Bce, il presidente della Bundesbank Jeans Weidmann, ha sempre ritenuto il piano illegale che espone la Germania a responsabilità non proprie, considerandolo come semplice strumento per prestare danaro ai governi delle altre Nazioni.    Tuttavia, come  abbiamo anticipato, è opinione diffusa che la Corte costituzionale tedesca non emetta la sentenza fino alle elezioni del 22 settembre prossimo. Ciò crea preoccupazioni tra gli investitori nella convinzione che uno stato di empasse possa comunque limitare la partecipazione attiva della Germania  nell’ambito delle misure anticrisi.  Il piano antispread varato lo scorso anno dalla BCE, prevede l’acquisto di titoli di Stato dai Paesi che rischiano il collasso finanziario (leggi Spagna e Italia). Questo intervento è stato visto come lo strumento più efficace in un momento di difficoltà economica dell’Eurozona sebbene non sia mai stato ancora utilizzato.

NEGLI USA DOMANI I SUSSIDI DI DISOCCUPAZIONE

Negli Usa a quanto pare  il pessimismo sullo stato generale dell’economia statunitense  appare comunque moderato.  L’indice di fiducia tra le piccole imprese ha registrato il suo massimo annuale e le prospettive di crescita per i prossimi sei mesi sono sensibilmente migliorate. Secondo i dati  forniti dalla Federazione Nazionale della Independent Business, il dato negativo che lascia ancora perplessi riguarda il fronte occupazionale e la creazione di nuovi posti di lavoro. Vi è da aggiungere che gli americani  si stanno adeguando ai recenti aumenti delle tasse che hanno frenato il potere di acquisto dei consumatori  e i tagli alla spesa pubblica apportati dal Governo. All’inizio del mese i Non Farm Payrolls  hanno mostrato una sensibile crescita di posti di lavoro superando le aspettative degli analisti, mentre il tasso di disoccupazione complessivo è salito al 7,6% rispetto al 7,5% del mese di aprile. Nel frattempo le aziende mostrano maggiore ottimismo circa le prospettive per  i prossimi sei mesi ritenendo che la domanda sia destinata a crescere.

RIPRESA ECONOMICA NEL REGNO UNITO:  “ANDANTE MODERATA”

Completiamo la panoramica con la Sterlina.  I dati provenienti dal Regno Unito hanno visto un modesto anche se costante miglioramento. Più che una accelerazione, secondo gli osservatori, il profilo di crescita mostra una ripresa non ancora del tutto significativa. La produzione industriale  che nel primo trimestre del 2013 ha registrato la migliore performance, è la testimonianza concreta che il regno Unito  è sulla strada di una ripresa sostenibile, ma che  l’economia britannica  nel suo quadro complessivo è ancora piuttosto fragile;  i prestiti concessi alle imprese dalle banche sono calati nel primo trimestre nonostante la proroga dei finanziamenti  della BoE. Tuttavia  questo ultimo semestre del 2013 e il 2014 saranno anni determinanti.

La guerra dell’inflazione

Uno dei più accesi dibattiti degli ultimi tempi riguarda l’inflazione attesa per i prossimi anni. Le due squadre si fronteggiano da posizioni opposte: i guelfi ritengono che nel breve periodo l’inflazione tenderà ad aumentare sempre più portando il mondo vicino all’iperinflazione mentre i ghibellini pensano che il problema sia esattamente l’opposto ed una troppo bassa inflazione disincentiverà qualsiasi tipo di investimento in risky assets.

Bassa inflazione per tutti paesi sviluppati

Nelle ultime settimane la bilancia si è spostata verso questa seconda ipotesi.

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Per la prima volta dal 2009, gli yield dei treasuries americani sono saliti più dell’inflazione. Oggi siamo intorno al 2.20% sul governativo decennale, quando ad inizio di maggio eravamo ad 1.67%. Un balzo notevole a cui fa da contraltare la performance negativa dei TIPS, cioé dei bond legati all’inflazione, il cui breakeven rate  è sceso a 2.15% dal 2.59% di metà marzo.

Nel resto del mondo l’inflazione rimane decisamente bassa, con una crescita di 1.3% nel mese di aprile per i soli paesi sviluppati.

I treasuries americani offrono oggi il rendimento reale più alto da due anni a questa parte. Sembra proprio che l’inflazione non rappresenti una grande minaccia, mentre la crescita dei tassi reali normalizza una situazione alquanto preoccupante messa in luce da Bill Gross nel suo ultimo outlook di cui abbiamo parlato in uno degli  articoli precedenti.

Un ritorno alla normalità

L’aspettativa centrale è che la Fed debba ridurre gli acquisti di bond governativi e di obbligazioni legate ai mutui. Il bull market per i long-term bond sembra dunque essere giunto al capolinea, almeno secondo il patron di Pimco.

Ci si aspetta che gli attuali 85 miliardi di dollari di acquisti mensili messi in campo dalla Fed andranno a ridursi dapprima a 65 miliardi e poi a 50 verso il quarto trimestre del 2013.

E’ chiaro che tutti gli operatori siano oggi estremamente spaventati dagli effetti di un rallentamento nella politiva espansiva messa in atto dalla Fed negli ultimi anni ed i prezzi sui mercati azionari ed obbligazionari sembrano proprio voler mostrare al mondo questo timore.

Inflazione? Nemmeno l’ombra

In sostanza, solo pochi irriducibili, per tornare al quesito iniziale, oggi paventano un’esplosione dei tassi di inflazione internazionali. Se questo non è successo finora, come potrà essere possibile quando l’offerta monetaria andrà a diminuire la sua crescita?

Inflation

I prezzi delle commodity sono in discesa lasciando sia la core che la headline inflation relativamente basse, la crescita dei salari è vicina allo zero in Europa ed in UK mentre i tassi di cambio fra EUR, GBP e USD sono abbastanza stabili fra loro. Lo YEN fa storia a sé.

I GDP dei paesi europei, compresa UK sono ancora ben al di sotto dei livelli pre-crisi e l’excess capacity è ancora elevata, come i tassi di disoccupazione testimoniano. Il sistema creditizio è ancora in fase di contrazione, impedendo così alle Banche Centrali di operare quell’espansione monetaria di cui i paesi hanno bisogno.

Il pericolo inflazionistico sembra dunque assai lontano lasciandoci, invece, la minaccia di una riedizione della febbre anemica giapponese: bassa crescita e debito pubblico in crescita rispetto ad un GDP nominale immobile. Sia Merrill Lynch che Coutts suggeriscono di stare lontani dai TIPS inglesi ed americani. A mio avviso, questo scenario mette a repentaglio anche la continuazione del trend rialzista sull’equity.

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La bacchetta di Harry Potter non funziona

Un livello dei tassi molto basso non ha funzionato nella terra del Sol Levante e non può essere la soluzione nemmeno fra i Paesi Occidentali. Non è la politica monetaria che può risolvere una tale situazione e le Banche Centrali non hanno la bacchetta magica di Harry Potter per inculcare la crescita economica a comando.

La storia insegna che le soluzioni alle crisi economiche non possono essere indolori e prima di rivedere uno spiraglio di luce passerà ancora molto tempo.

 

Il Piano Antispread di Draghi davanti ai giudici tedeschi

I MARKET MOVER DELLA SETTIMANA

Di seguito riportiamo i maggiori appuntamenti del calendario macroeconomico in programma la prossima settimana.

MEETING BANK OF JAPAN  11 Giugno

Sinzo AbeGli ampi guadagni realizzati dallo Yen la scorsa settimana hanno messo in seria difficoltà la BOJ. Il ritmo di apprezzamento della moneta nipponica è stato il più veloce degli ultimi  3 anni, ma davanti alla probabilità di una riduzione del QE americano, non vi sarà spazio per ulteriori guadagni. La Banca centrale dovrà rimboccarsi le maniche e fornire  valide ragioni  (ulteriore allentamento monetario, tassi negativi, azioni di stimolo fiscale o nuove misure contro la deflazione) per convincere gli operatori del mercato ad un ulteriore indebolimento dello yen. Una situazione di attesa o il mantenimento delle posizioni attuali,  sarà interpretato negativamente dagli  operatori del mercato, e probabilmente potremo assistere ad un temporaneo e ulteriore apprezzamento dello Yen  contro dollaro, euro e sterlina. Coppie da osservare:   USDJPY, EURJPY, GBPJPY

BCE E CORTE COSTUTUZIONALE TEDESCA – 11 e 12 Giugno

Per mercoledì è attesa la decisione della Corte costituzionale tedesca  che dovrà esprimersi sulla  legittimità del programma di acquisto di titoli di stato da parte della BCE con il piano Outright Monetary Transactions (OTM) che ha trovato la ferma opposizione della Germania. Le decisioni della Corte non potranno incidere immediatamente sulla BCE e sull’Unione Europea nel suo insieme, ma potrà esprimersi in merito alla legittimità di tale provvedimento all’interno della propria giurisdizione, e cioè solo nell’ambito della Nazione tedesca con evidenti ripercussioni  nell’Eurozona. Va ricordato che  il programma varato nel 2012, ad oggi  non è mai stato ancora utilizzato. Se la Corte sancisse la incostituzionalità dell’Otm la sentenza riguarderebbe come abbiamo precisato, solo la Germania, ma il peso di una bocciatura di un provvedimento della Bce nel paese che fa da traino all’economia europea e dal quale vengono gli aiuti più cospicui, segnerebbe  inevitabilmente la fine anticipata del programma. Non è la prima volta che la Germania promuove azioni contro le decisioni della BCE.  Fino ad oggi la Corte ha sempre avuto la tendenza ad assecondare  tali richieste,  quindi ci sono poche probabilità che si vada in direzione contraria. Se ciò dovesse accadere, si avrebbero inevitabili ripercussioni sulla moneta unica, mentre una sentenza a favore dovrebbe sostenere il tono rialzista che l’euro ha recentemente riconquistato.   Coppie da osservare: EURUSD, EURJPY, EURGBP.

DOLLARO AUSTRALIANO E OCCUPAZIONE

Le cifre positive degli ultimi mesi in materia di occupazione non sono state sufficienti a salvare l’australiano dal suo forte trend ribassista. In base all’ultimo rapporto di maggio l’economia ha creato oltre 50mila nuovi posti di lavoro, mentre il tasso di disoccupazione è sceso al 5,5%.  Nel mese in corso l’Australia avrà bisogno di notizie ancora più positive per essere in grado di guadagnare terreno. Con l’Aussie sotto forte pressione tuttavia,  la lettura dei  dati macro  non sarà sufficiente ad invertire  la tendenza, ma potrà rivelarsi, seppur temporaneamente, un leggero toccasana.  L’interesse  alla vendita di dollari australiani è ancora troppo elevato, pertanto cifre peggiori del previsto potranno solo alimentare l’attuale impulso ribassista. Le coppie da tenere sotto osservazione sono: AUDUSD, AUDJPY, NZDUSD.

Analisi valute del 27 marzo 2013

EUR/USD

L’euro si trova ancora in una situazione di ribasso contro il dollaro USA. Per la sessione di oggi di questo cross di valute potremmo considerare l’apertura di una posizione in acquisto se il valore dello stesso dovesse superare al rialzo il prezzo di 1.2880 , con primo obiettivo quota 1.2900 e con secondo obiettivo quota 1.2920 . Se invece il prezzo dovesse tendere ancora a scendere fino a rompere verso il basso 1.2840 , allora potremmo andare short con primo obiettivo a quota 1.2820 e con secondo obiettivo a quota 1.2800 .

EUR/GBP

Per la giornata di trading di oggi potremmo aprire una nuova posizione long nel caso in cui il prezzo dovesse rompere al rialzo la quota di 0.8495 , fissando il primo obiettivo a quota 0.8510 e il secondo obiettivo a quota 0.8530 . Se il prezzo di questo rapporto di cambio dovesse rompere al ribasso la quota di 0.8465 , allora potremmo aprire una nuova posizione short ponendo come primo obiettivo la quota 0.8450 e come secondo obiettivo la quota 0.8440 .

USD/JPY

Per quanto riguarda il valore di questo rapporto di valute potremmo aprire una posizione long se salire fino a rompere al rialzo la quota di 94.85 , con primo obiettivo a quota 94.90 e con secondo obiettivo a quota 95.00 . Se il prezzo dovesse invece scendere fino a rompere al ribasso la quota di 94.50 ,  allora potremmo aprire una nuova posizione in vendita con primo obiettivo quota 94.40 e con secondo obiettivo quota 94.30 .

GBP/USD

Per questo rapporto di cambio potremmo prevedere l’apertura di una nuova posizione long se il prezzo dovesse rompere la resistenza di 1.5200 , fissando il primo obiettivo quota 1.5220 e il secondo obiettivo quota 1.5240 . Se invece il prezzo di questo rapporto dovesse rompere al ribasso il valore di 1.5140 , allora potremmo aprire una posizione in vendita con primo obiettivo quota 1.5120 e con secondo obiettivo quota 1.5100 .

Ritracciamenti (Parte 2)

Dopo aver visto la prima parte sui ritracciamenti sono sicuro che avete poca voglia di vedere ancora matematica, quindi vi rassicuro perché oggi saranno di più i concetti teorici e ci sarà meno matematica.
Inoltre oggi faremo riferimento a un personaggio molto amato da voi, Fibonacci.
Nella prima parte abbiamo visto l’importanza del numero 3, infatti abbiamo diviso i ritracciamenti in “terzi”, un terzo (33%), metà (50%) e due terzi (66%), invece Fibonacci va a modificare leggermente queste percentuali. Secondo la teoria dei ritracciamenti di Fibonacci i numeri più importanti sono 38 (38.2 per la precisione), 50 e 62 (61.8), ciò indica che, in caso di forte trend, il minimo ritracciamento deve essere del 38%, mentre in caso di trend debole, la massima percentuale di ritracciamento è del 62%.

Questo ci porta ad affermare una cosa molto importante: i sostenitori di Fibonacci non applicano un range pari a 33-66 come visto nella prima parte, ma applicano un range di 38-62, quindi un ritracciamento inferiore al 38% non è da considerare, lo stesso vale per un ritracciamento superiore al 62%.
Una teoria molto interessante e poco nota nell’ambito dei ritracciamenti di Fibonacci è che in caso di forte trend il ritracciamento più probabile ci sarà tra il 38 e il 50%, mentre in caso di trend debole il ritracciamento più probabile ci sarà tra il 50 e il 62%.
Una percentuale di ritracciamento solitamente sottovalutata è il 100%, infatti questa percentuale indica che siamo usciti dal trend in atto, quindi non ci sarebbe più nessuna occasione di entrata, però quasi sempre questa percentuale viene a coincidere con un livello di supporto o di resistenza (almeno forma un doppio massimo o un doppio minimo).
Andiamo a considerare una domanda molto gettonata: come si tracciano i ritracciamenti di Fibonacci sul grafico della MetaTrader?
La prima cosa da fare è individuare il trend, il ritracciamento va disegnato dall’inizio del trend (sia esso principale, secondario o minore) alla fine del trend:

Ecco come tracciare Fibonacci considerando l’esempio precedente. Ricordate sempre di partire dall’inizio e arrivare alla fine del trend, non bisogna fare il contrario altrimenti le percentuali di ritracciamento si ritroverebbero invertite!
Il trend è caratterizzato da una serie di zig-zag formati da trattini lunghi e trattini un po’ più corti (i ritracciamenti), bisogna semplicemente partire dall’inizio del trattino lungo fino alla fine del trattino per tracciare Fibonacci.
A questo punto ci si può chiedere “ma come faccio a sapere quando finisce il trattino lungo ed inizia il trattino breve, ovvero il ritracciamento?”. Noi tracciamo Fibonacci non per fare trading sul ritracciamento, ma per capire quando finisce per poi entrare di nuovo sul trend principale, quindi l’importante non è capire quando finisce il trattino lungo, perché lo possiamo notare anche a posteriori con l’andamento del prezzo, l’importante è capire quando termina il trattino corto, ovvero il ritracciamento, e Fibonacci ci aiuta proprio in questo.
E’ un concetto un po’ difficile all’inizio ma pian piano diventa semplice come fare 2+2, prossimamente ci occuperemo di una terza parte teorica molto interessante per poi passare alla pratica proprio sui ritracciamenti e su Fibonacci per capire meglio.

Riepilogo valute

L’euro ha vissuto un’ottima settimana, grazie a diverse novità che sono arrivate dai nostri ministri. Due su tutte. La prima è stata la definitiva concessione della tranche di aiuti economici alla Grecia, che dovrebbe arrivare nelle casse elleniche a partire dalla prossima settimana, la seconda è stata l’ideazione di un comitato di controllo bancario che vale per tutti i paesi UE (inclusi quelli extra euro, come il Regno Unito). Questo pone le basi per l’uscita della zona euro dalla crisi economica. Andando infatti a vedere in che maniera la nostra moneta si è comportata contro le altre valute principali, notiamo come contro il dollaro americano (USD) ci sia stata una settimana in costante salita, che ha portato l’euro quasi a quota 1.3200 , valore che potrebbe essere toccato la prossima settimana.

Stesso discorso anche nel rapporto di cambio tra euro e sterlina britannica. La nostra valuta è salita in maniera costante ed è tornata praticamente ai massimi della settimana scorsa, attorno a quota 0.8150 . Anche per la prossima settimana potremmo vedere una salita della nostra valuta contro quella britannica, spinta dalle notizie interessanti che arrivano proprio dalla zona euro.

La sterlina ha guadagnato contro la divisa americana (USD) ed è salita fino al livello di 1.6150 ed oltre. La divisa britannica è stata spinta in alto dal concordato bancario europeo, oltre che dal fatto che negli USA ci si avvicina a fine anno senza ancora aver trovato una soluzione alla scogliera fiscale, il più grande problema che l’amministrazione Obama deve affrontare.

Il dollaro ha invece guadagnato contro lo yen giapponese ed è arrivato molto velocamente al valore di 84 yen per un dollaro. Abbiamo visto, in ogni caso, un inizio di ritracciamento esattamente nella sessione di ieri, che potrebbe farci presupporre un calo di questo rapporto di cambio per la prossima settimana. In ogni caso, cerchiamo delle conferme prima di entrare nel mercato.

Analisi valute del 28 novembre 2012

EUR/USD

Per la sessione di trading di oggi potremmo pensare di aprire una posizione long se il prezzo dovesse rompere al rialzo la quota di 1.2990 , fissando il primo obiettivo a quota di 1.3010 e il secondo obiettivo a quota 1.3030 . Se il prezzo dovesse invece scendere fino a rompere verso il basso il prezzo di 1.2910 , allora potremmo andare short con primo obiettivo quota 1.2900 e con secondo obiettivo quota 1.2880 .

EUR/GBP
Per la sessione di oggi potremmo aprire una nuova posizione in acquisto se si dovesse rompere al rialzo la quota di 0.8120 , fissando il primo obiettivo a quota 0.8130 e il secondo obiettivo a quota 0.8140 . Se il prezzo dovesse al contrario rompere verso il basso la quota di 0.8065 , allora potremmo andare in vendita ponendo il primo obiettivo a quota 0.8050 e il secondo obiettivo quota 0.8040 .

USD/JPY

Se nella sessione di oggi il valore del rapporto di cambio dovesse rompere al rialzio la quota di 82.30, allora potremmo acquistare dollari fissando il primo obiettivo a 82.40 e il secondo obiettivo a quota 82.50 . Se invece il prezzo dovesse rompere al ribasso il valore di 81.70 , allora potremmo vendere dollari fissando il primo obiettivo a 81.60 e il secondo obiettivo a 81.50 .

GBP/USD

Per la giornata di oggi potremmo prendere in considerazione l’apertura di una posizione in acquisto se il prezzo del rapporto di cambio dovesse superare al rialzo il valore di 1.6045 , fino ad arrivare a quota 1.6060 come primo obiettivo e a quota 1.6080 come secondo obiettivo. Se invece il prezzo di questo cross dovesse scendere sotto la quota di 1.5990 , allora potremmo aprire una posizione short con primo obiettivo a quota 1.5970 e con secondo obiettivo a quota 1.5960 .

Analisi valute del 21 novembre 2012

EUR/USD

Euro in discesa dopo il mancato accordo da parte dei ministri UE in merito alla tranche di aiuti greca, per la sessione di oggi di questo cross valutario potremmo considerare l’apertura di una nuova posizione long, cioè in acquisto, se il prezzo di questo rapporto di cambio dovesse rompere al rialzo la soglia di 1.2830 , fissando come primo obiettivo il raggiungimento della quota di 1.2850 e il secondo obiettivo a quota 1.2870 . Se invece il prezzo dovesse tornare a scendere fino a rompere al ribasso il prezzo di 1.2730, allora potremmo aprire una posizione short fissandoci come primo obiettivo il raggiungimento della quota di 1.2720 e come secondo obiettivo il raggiungimento di quota 1.2710 .

EUR/GBP

Per la sessione odierna potremmo considerare l’apertura una posizione long se il prezzo di questo rapporto di cambio dovesse rompere al rialzo la quota di 0.8060 , fissando il primo obiettivo a quota 0.8080 e il secondo obiettivo a quota 0.8100 . Se invece il rapporto di cambio dovesse rompere al ribasso la quota di 0.8000 , potremmo aprire una posizione short fissando come primo obiettivo quota 0.7990 e come secondo obiettivo quota 0.7980 .

USD/JPY

Per la sessione odierna di questo cross di valute potremmo considerare l’apertura una posizione long qualora il valore del cambio dovesse rompere al rialzo quota 82.20 , fissando il primo obiettivo a quota 82.30 e il secondo obiettivo alla soglia di 82.40 . Se il prezzo di questo rapporto di cambio dovesse rompere al ribasso quota 81.40 , potremmo aprire una posizione short ponendo il primo obiettivo a quota 81.20 e il secondo obiettivo a quota 81.05 .

GBP/USD

Per la giornata di oggi potremmo considerare l’apertura di una posizione in acquisto se il valore del rapporto dovesse rompere al rialzo il valore di 1.5930, fissando il primo obiettivo a 1.5940 e il secondo obiettivo a 1.5940 . Se invece il prezzo di questo cross dovesse rompere verso il basso la quota di 1.5880 , allora potremmo aprire una posizione short con primo obiettivo a 1.5860 e con secondo obiettivo a 1.5850 .

Analisi valute del 19 novembre 2012

EUR/USD

Partenza in salita per la nostra valuta, per la sessione di oggi potremmo considerare l’apertura di una posizione long se il prezzo dovesse rompere al rialzo la quota di 1.2770 , ponendo il primo obiettivo a quota 1.2780 e il secondo obiettivo a quota 1.2800 . Se il prezzo di questo cross di valute dovesse invece scendere e rompere al ribasso la quota di 1.2740, allora potremmo aprire una posizione short con primo obiettivo a quota 1.2720 e con secondo obiettivo a quota 1.2710 .

EUR/GBP

Dai nostri grafici risulta che per la giornata odierna potremmo pensare di aprire una posizione long nel caso in cui il prezzo dovesse rompere al rialzo la quota di 0.8025 , fissando come primo obiettivo quota 0.8040 e come secondo obiettivo quota 0.8050 . Se invece il prezzo dovesse scendere fino a rompere verso il basso la quota di 0.8010 , allora potremmo aprire una posizione short fissando il primo obiettivo a quota 0.8000 e il secondo obiettivo a quota 0.7990 .

USD/JPY

Dall’analisi dei nostri grafici risulta che per la sessione odierna potremmo aprire una posizione long se il valore tra queste due valute dovesse superare al rialzo la quota di 81.60 , fissando il primo obiettivo a quota 81.70 e il secondo obiettivo a quota 81.80 . Se invece il prezzo del rapporto di cambio dovesse rompere al ribasso la quota di 80.90, allora potremmo aprire una nuova posizione short con primo obiettivo al raggiungimento di quota 80.80 e con secondo obiettivo a quota 80.70 .

GBP/USD

Relativamente alla giornata di oggi potremmo pensare di aprire, in base ai nostri grafici, una nuova posizione long se il prezzo dovesse rompere al rialzo la quota di 1.5940 , fissando come primo obiettivo quota 1.5960 e come secondo obiettivo quota 1.5980 . Se invece il prezzo dovesse scendere ancora fino a superare al ribasso quota 1.5890 , allora potremmo aprire una posizione short con primo obiettivo a 1.5880 e con secondo obiettivo a 1.5870 .

Analisi valute del 12 novembre 2012

EUR/USD

L’euro è ancora in calo e per la sessione di oggi potremmo considerare l’apertura di una posizione long se il prezzo dovesse rompere quota 1.2780 , fissando il primo obiettivo a quota 1.2790 e il secondo obiettivo a quota 1.2800 . Se invece il prezzo invece dovesse andare giù fino a toccare quota 1.2680 , allora potremmo aprire una posizione short con primo obiettivo a 1.2660 e con secondo obiettivo a 1.2640 .

EUR/GBP

Per la sessione di oggi potremmo aprire una nuova posizione long se il valore del rapporto di cambio dovesse rompere al rialzo la quota di 0.8020 , fissando come primo obiettivo al raggiungimento di quota 0.8030 e con il secondo obiettivo quello di quota 0.8040 . Se il prezzo dovesse invece rompere al ribasso quota 0.7965 , allora potremmo aprire una posizione short con il primo obiettivo a quota 0.7950 e con il secondo obiettivo quota 0.7940 .

USD/JPY

Dall’analisi dei nostri grafici risulta che per la sessione di oggi potremmo aprire una nuova posizione in acquisto nel caso in cui il prezzo di questo rapporto di cambio dovesse superare al rialzo la quota di 80.00, fissando il primo obiettivo a quota 80.10 e il secondo obiettivo a quota 80.20 . Se invece il prezzo dovesse scendere al di sotto di 79.20 , allora potremmo aprire una nuova posizione short con il primo obiettivo a 79.10 e con il secondo obiettivo a 79.00 .

GBP/USD

Per la sessione di oggi potremmo aprire una nuova posizione in acquisto se il prezzo di questo rapporto dovesse rompere al rialzo la quota di 1.6020 , ponendo il primo obiettivo a quota 1.6030 e il secondo obiettivo a quota 1.6040 . Se il prezzo dovesse al contrario scendere e rompere al ribasso la quota di 1.5870 , potremmo aprire una nuova posizione in vendita con il primo obiettivo a quota 1.5860 e con il secondo obiettivo a quota 1.5850 .

Riepilogo valute

L’euro ha perso valore contro il dollaro durante la settimana appena conclusa. In maniera particolare durante la giornata di ieri il biglietto verde ha guadagnato molto in seguito alla pubblicazione dei dati della disoccupazione americana, che hanno visto la creazione di 171.000 posti di lavoro, dato che sicuramente spingerà Barack Obama alla vittoria della presidenza, le cui votazioni sono previste per il 6 novembre prossimo. Dopo che l’euro ha toccato quota 1.3000 , ora si trova in discesa al di sotto del prezzo di 1.2850 . Le previsioni per la prossima settimana sono di un ulteriore calo di questo cross di valute, con previsione di andare al di sotto anche del prezzo di 1.2800 . Attenzione però all’instabilità politica che si potrebbe creare nel caso in cui Romney dovesse risultare vincitore, che potrebbe andare ad influire negativamente sul rendimento del “buck”.

Nel rapporto di cambio tra sterlina britannica e dollaro americano, abbiamo visto un andamento in salita fino alla sessione di giovedì, perdendo poi terreno nella giornata di ieri sempre sulla scia dei favorevoli dati dell’occupazione. La settimana prossima, anche in questo caso, potremmo vedere un andamento che dipenderà anche da quello delle elezioni del presidente USA.

Dollaro che chiude un’ottima settimana contro la divisa giapponese, arrivando oltre quota 80.50 , spinto molto sia dai dati occupazionali che da quelli relativi all’intervento della BoJ, che ha deluso in qualche modo diverse persone e diversi investitori. L’intervento della banca centrale nipponica, infatti, è stato inferiore alle attese e non ha soddisfatto tutti.

L’euro ha perso terreno nella settimana appena conclusa contro la divisa britannica, sulla scia della crisi che ancora continua ad imperversare in alcuni paesi, come ad esempio la Spagna e la Grecia, paesi che sono in forte difficoltà e che potrebbero aver presto bisogno di aiuti (o nel caso della Grecia di altri aiuti) per poter andare avanti ed evitare di fallire.

Ancora Sulle Morning Ed Evening Stars

Dopo aver dato uno sguardo alla morning star e alla evening star, è ora di analizzare i fattori che possono incrementare la forza di questi segnali.

 

1. Oltre al gap tra la prima e la seconda candela, necessario per la formazione di questi due
pattern, un gap tra la seconda e la terza candela potrebbe rendere il segnale più forte;

2. Più la terza candela supera la quota “50%”, più forte sarà il segnale;

3. Un basso volume sulla prima candela e un alto volume sulla terza candela potrebbe mostrare
una riduzione della forza del precedente trend e una maggiore forza del nuovo trend,
incrementando le possibilità di successo del pattern.

 

Inoltre approfondiamo due varianti di questi segnali. Quando nella morning star o nella evening star la seconda candela è un doji, allora abbiamo un segnale ancora più forte di inversione, detto morning doji star o evening doji star, a seconda che si verifichi alla fine di un downtrend o di un uptrend.

Le candele doji possono anche essere più di una, il pattern rimane comunque valido.
In precedenza abbiamo imparato che un secondo gap, tra la seconda e la terza candela, rende il segnale ancora più forte, questo vale anche per le morning ed evening doji stars.
In questo caso i due pattern in questione prendono un nome diverso e diventano “abandoned baby bottom” ed “abandoned baby top”.

Non sono segnali che si presentano spesso, tuttavia hanno una buona percentuale di successo.
Con questo si conclude il discorso sulla morning star e sulla evening star, ma non preoccupatevi, la famiglia delle stars ancora non è completa… alla prossima con la shooting star!

Analisi valute del 17 ottobre 2012

EUR/USD

Per la sessione di oggi potremmo considerare l’apertura di una nuova posizione long se il valore di questo rapporto di cambio dovesse rompere al rialzo il prezzo di 1.3070 , fissando il primo obiettivo a quota 1.3090 e il secondo obiettivo a quota 1.3100 . Se invece il prezzo di questo rapporto di cambio dovesse rompere al ribasso 1.2970 , allora potremmo aprire una nuova posizione in vendita ponendo il primo obiettivo a quota 1.2960 e il secondo obiettivo a 1.2950 .

EUR/GBP

L’euro sta guadagnando terreno verso la sterlina, per la sessione di trading di oggi potremmo aprire una posizione long se il prezzo dovesse rompere al rialzo 0.8120 , fissando il nostro primo obiettivo a quota 0.8140 e il nostro secondo obiettivo a quota 0.8150 . Se il prezzo dovesse rompere al ribasso 0.8070 , potremmo dunque aprire una posizione in vendita fissando il primo obiettivo a quota 0.8060 e il secondo obiettivo quota 0.8050 .

USD/JPY

Grande discesa per questo cross di valute, per la sessione di oggi potremmo aprire una nuova posizione al rialzo qualora il prezzo dovesse superare la quota di 79.10 , fissando il primo obiettivo a quota 79.20  e il secondo obiettivo a quota 79.30 . Se invece il prezzo dovesse scendere e rompere verso il basso fino a quota 78.60 , potremmo aprire una nuova posizione al ribasso fissando come primo obiettivo 78.40 e come secondo obiettivo 78.20 .

GBP/USD

Per la sessione di oggi di trading relativamente a questo cross, potremmo aprire una nuova posizione long se il valore del rapporto di cambio dovesse rompere verso l’alto la quota di 1.6150 ,  potremmo fissare il primo obiettivo a quota 1.6170 e il secondo obiettivo a quota 1.6190 . Se al contrario il valore di questo cross di valute dovesse scendere fino a rompere al ribasso la quota di 1.6080 , allora potremmo aprire una nuova posizione short ponendo il primo obiettivo a 1.6060 e il secondo obiettivo a 1.6040 .

Analisi valute del 24 settembre 2012

EUR/USD

L’euro è partito ancora una volta in calo, per la sessione odierna potremmo considerare l’apertura di una nuova posizione long se il prezzo dovesse rompere al rialzo la quota di 1.2980 , con primo obiettivo a quota 1.3000 e con il secondo obiettivo fissato a quota 1.3020 . Se il prezzo dovesse invece scendere fino a rompere al ribasso la quota di 1.2920 , allora potremmo aprire una nuova posizione in vendita con primo obiettivo a 1.2910 e con secondo obiettivo a 1.2890 .

EUR/GBP

L’euro è di nuovo al di sotto del valore di 0.8000 contro la sterlina britannica, dai nostri grafici risulta che per oggi potremmo pensare di aprire una posizione long nel caso in cui il prezzo di questo rapporto di cambio dovesse rompere al rialzo la quota di 0.8010 , con primo obiettivo a quota 0.8020 e con secondo obiettivo a quota 0.8040 . Se invece il prezzo di questo cross valutario dovesse ancora scendere e rompere al ribasso la quota di 0.7960 , allora potremmo aprire una nuova posizione short con primo obiettivo a quota 0.7950 e con secondo obiettivo a quota 0.7940 .

USD/JPY

Dai nostri grafici risulta che per la gioranta di oggi potremmo aprire una posizione in acquisto se il prezzo dovesse superare al rialzo la quota di 78.15 , fissando il primo obiettivo a quota 78.30 e il secondo obiettivo a quota 78.40 . Se il prezzo dovesse scendere fino a rompere verso il basso la quota di 77.90, allora potremmo aprire una nuova posizione short con primo obiettivo a 77.80 e con secondo obiettivo a 77.70 .

GBP/USD

Scendere il valore della sterlina inglese contro il dollaro, con i commercianti che sono alla ricerca di posizioni “sicure”, per la sessione di oggi potremmo pensare di aprire una posizione long nel caso in cui il prezzo dovesse rompere al rialzo la quota di 1.6245 , con il primo obiettivo a quota 1.6260 e con il secondo obiettivo a quota 1.6280 . Se invece il prezzo dovesse superare al ribasso la quota di 1.6205 , allora potremmo aprire una nuova posizione short con primo obiettivo a quota 1.6190 e con secondo obiettivo a quota 1.6180 .

Analisi valute del 26 luglio 2012

EUR/USD

Per la giornata di oggi potremmo considerare l’apertura di una nuova posizione in acquisto nel caso in cui il prezzo dovesse rompere al rialzo la quota di 1.2210 , ponendo il nostro primo obiettivo a quota 1.2220 e il nostro secondo obiettivo a quota 1.2240 . Se al contrario il rapporto di cambio dovesse rompere al ribasso il valore di 1.2050 , allora potremmo aprire una posizione in vendita ponendo il primo obiettivo a quota 1.2040 e il secondo obiettivo a quota 1.2030 .

EUR/GBP

Per la sessione di trding di oggi, dopo la salita di questa notte, potremmo aprire una posizione long se il prezzo dovesse rompere al rialzo la quota di 0.7870 , fissando il primo obiettivo a quota 0.7890 e il secondo obiettivo a quota 0.7900 . Se invece il prezzo di questo rapporto di cambio dovesse rompere al ribasso la quota di 0.7780 , allora potremmo aprire una posizione short fissando il primo obiettivo a quota 0.7760 e il secondo obiettivo quota 0.7750 .

USD/JPY

Per la giornata di oggi potremmo aprire una nuova posizione long se il prezzo del rapporto di cambio dovesse superare al rialzo la quota di 78.30 , fissando il primo obiettivo a quota 78.40 e il secondo obiettivo a quota 78.50 . Se invece il prezzo del rapporto dovesse rompere al ribasso la quota di 78.10 , allora potremmo allora aprire una nuova posizione in vendita fissando il primo obiettivo a quota di78.00  e il secondo obiettivo al raggiungimento a quota di 77.90 .

GBP/USD

Inizio settimana in ribasso per questo rapporto di cambio, per la sessione odierna potremmo aprire una posizione long se il valore del rapporto dovesse rompere al rialzo la quota di 1.5540 , fissando il primo obiettivo a quota 1.5560 e il secondo obiettivo a quota 1.5580 . Se invece il prezzo di questo cross di valute dovesse rompere al ribasso la quota di 1.5430 , allora potremmo aprire una posizione short con primo obiettivo a quota 1.5410 e con secondo obiettivo a quota 1.5400 .