La BCE potrebbe mettere in campo il suo QE

La Banca centrale europea ha inviato un forte segnale ieri che è pronta ad agire in modo più aggressivo per combattere l’inflazione ultrabassa con l’acquisto di grandi quantità di debito del settore privato e forse anche di titoli di Stato.

I responsabili delle politiche della banca centrale sono unanimi nella loro disponibilità a sostenere più stimoli, se necessario. Lo ha detto il Presidente della BCE Mario Draghi nel corso della sua conferenza mensile. A seguito di questa novità, l’euro è sceso a un valore minimo di due anni. Le misure espansive delle banche centrali, che in genere portano ad un aumento dell’inflazione, tendono a indebolire una valuta mentre alzano le prospettive per le imprese e i consumatori.

Draghi ha anche detto che al personale della BCE e dei comitati è stato chiesto di garantire “la tempestiva preparazione di ulteriori misure da attuare, se necessario”. La barra appare tuttavia ancora elevata per il presidente della banca centrale tedesca ai fini dell’approvazione di un allentamento ulteriore, nonostante la dichiarazione unanime.

La BCE ha finora tenuto fuori gli acquisti su larga scala delle sue attività del settore pubblico. La Federal Reserve ha invece recentemente interrotto gli acquisti di QE in mezzo ad una più solida attività economica e in seguito ad un dato di inflazione superiore a quello della zona euro. Nel frattempo la Banca del Giappone, la scorsa settimana, ha ampliato il suo programma di acquisto di asset con ulteriori acquisti di titoli di Stato, azioni e fondi immobiliari.

I funzionari della BCE hanno trascorso molto tempo a discutere l’esperienza di altre banche centrali e le lezioni da trarre per l’Europa. L’acquisto di titoli di Stato è un’opzione per la BCE a condizione che tale politica non finanzi i governi europei. La BCE potrebbe evitare questa restrizione con l’acquisto di obbligazioni sui mercati finanziari. Ora è una questione di quando, piuttosto che se.

Nel mese di ottobre, la BCE ha iniziato l’acquisto di obbligazioni bancarie garantite nel quadro di un programma approvato nel mese di settembre. Ha detto che avrebbe anche iniziato a comprare titoli garantiti da attività a fine mese, ma molti analisti dubitano che questo sarà sufficiente a raccogliere l’offerta di moneta, per quanto necessario, date le dimensioni di questi mercati.

sua dichiarazione del mese di settembre della BCE ha voluto aumentare le dimensioni del suo bilancio verso i livelli di inizio 2012. Staremo anche a vedere in che maniera l’euro reagirà a questa novità.

Le banche dell’euro zona di fronte agli stress test

Una delle più recenti tradizioni europee è costituito dagli “stress test” fatti sulle banche per verificare che esse non avranno problemi in caso di una nuova crisi economica, cosa che evita il rischio di dover richiedere un salvataggio a spese dei contribuenti. L’ultimo sondaggio nella redditività di circa 130 banche è stato rilasciato il 26 ottobre e ha mostrato che sono state ben 25 le banche che non hanno superato tale stress test. Su 25, addirittura nove di queste banche sono italiane e la maggior parte di esse si trovano in Europa meridionale.

Il risultato di questo stress test è leggermente peggiore del previsto, anche se la maggior parte degli istituti di credito hanno fallito per delle quantità relativamente piccole. Ma anche le banche che hanno avuto successo non sono invincibili e la cosa crea un certo timore in tutta la zona UE e nella nostra valuta.

Ma questa volta è diverso, dicono gli organizzatori. Parte della “valutazione globale”, come viene soprannominata, è uno stress-test tradizionale che è stato realizzato prima con alterne fortune (l’obiettivo è quello di modellare ciò che accadrà a una banca se i prezzi delle case dovessero cadere). Organizzato da parte dell’Autorità bancaria europea, lo stress test riguarda le grandi banche in tutti i 28 stati membri dell’Unione europea. Ma non c’è ragione di aspettarsi che la prova stessa darà dei risultati migliori, a lungo termine, rispetto alle precedenti.

La Banca centrale europea (BCE) contemporaneamente alle prove di stress ha effettuato una verifica completa del valore delle voci in bilancio di ciascuna banca. Questo concetto è stato applicato solo a 123 grandi banche in 18 paesi della zona euro e a partire dal prossimo mese esso sarà regolato dalla BCE al posto dei controllori nazionali.

La BCE ha trovato nuovi 136 miliardi di euro di prestiti in difficoltà, portando il totale europeo a 879 miliardi di euro. L’Italia dovrà attuare la più grande riclassificazione dei crediti (circa 12 miliardi di euro), poi la Grecia (circa 8 miliardi di euro) ed infine le banche tedesche (circa 7 miliardi di euro).

La reazione dei mercati ora sarà la chiave delle prossime ore di investimenti nel mercato delle valute, mentre a lungo termine il maggiore impatto sarà dato dalla percezione di come si comporterà la BCE. Dopo la crisi della zona euro, è ora considerata come l’istituzione più credibile in Europa e spetta a Draghi & Co. riuscire a rimettere in piedi l’economia della nostra zona economica, sperando che possa riuscire a farcela.

Il PIL del Giappone manca le attese, messa a fuoco sulla relazione economica della BOE

Lo yen è stato poco scambiato nonostante la scarsa crescita dei dati giapponesi che ha mostrato come l’economia si sia contratta per la maggior parte dal 2011, quando la nazione è stata colpita dal terremoto. Il PIL del Giappone si è ridotto al massimo da quasi tre anni come aumento dell’imposta sulle vendite della nazione è stato implementato il 1 ° aprile e sta interessando l’economia. Il PIL è sceso del 6,8% a un tasso annualizzato nel Q2, anche se la cifra era di poco inferiore della previsione mediana del mercato per un calo del 7,1%.

Il dollaro è scambiato all’interno di un piccolo intervallo durante la sessione Asiatica e scambiato poco anche dopo i dati giapponesi, nei pressi di un trading di 102,30 ¥. I mercati hanno reagito a malapena perché i dati non sono sufficienti per aumentare la possibilità di un ulteriore allentamento monetario da parte della  Banca del Giappone o per abbassare le prospettive economiche per il periodo luglio-settembre.

L’euro è scambiato in un piccolo intervallo nei confronti dello yen, al di sotto di 136,75. Contro il dollaro, l’euro ha continuato a muoversi ulteriormente vicino a 1,3335, minimo di 9 mesi. L’euro era sceso bruscamente ieri dopo un triste sondaggio ZEW in cui è emerso che il morale è sceso bruscamente come la crisi in Ucraina ha preso un tributo sulla fiducia delle imprese. L’attenzione si sposta ai dati tedeschi IPC dovuti oggi e ai dati Eurozona della produzione industriale.

La sterlina è stata scambiata contro il dollaro durante la sessione Asiatica a 1,6802 prima di andare più in alto nella sessione europea. Rischio chiave per la sterlina saranno le previsioni economiche della BOE oggi così come i dati occupazionali del Regno Unito. Un tono positivo dalla BoE e un calo della disoccupazione potrebbero sollevare la speculazione di un rialzo dei tassi entro la fine dell’anno. Il dollaro australiano è stato resiliente nonostante i deludenti dati cinesi.

Aussie bloccato dopo i dati occupazione; il mercato attende la BCE

Il dollaro australiano è sceso bruscamente sulla negoziazione di Giovedì dopo i sull’occupazione molto più deboli del previsto per luglio. La disoccupazione è balzata al 6,4% rispetto al 6,0% a giugno. Il 6% era cosa gli economisti si aspettavano. Questo ha rappresentato un massimo di 12 anni della disoccupazione ed è stato uno shock per gli operatori. L’occupazione è scesa di 300 unità, in contrasto con le aspettative degli economisti di un guadagno di 12.000. L’Australian Bureau of Statistics ha cautelato comunque sulle questioni statistiche: ad esempio la rotazione del campione di indagine e la destagionalizzazione di giugno hanno spinto artificiosamente il valore più in alto, ma i problemi di sintesi non potrebbero spiegare tutta la debolezza.

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Il dollaro australiano è sceso ben al di sotto di 93 centesimi rispetto al dollaro, scambiato a 0,9265; un livello minimo da 2 mesi. A contribuire alla debolezza del aussie sono state le decisioni della RBA in Giugno che ha detto che c’è necessità di tagliare i tassi di interesse prima della fine dell’anno al fine di aiutare l’economia. La disoccupazione è una variabile chiave per tutte le banche centrali per fissare i tassi di interesse.

Guardando al futuro, la riunione della BCE attirerà molta attenzione oggi e in particolare la conferenza stampa post-meeting di Mario Draghi. L’euro è riuscito a recuperare da un minimo di nove mesi a 1,3333 colpito Mercoledì ed è scambiato a 1,3382. La BCE si trova ad affrontare un numero crescente di mal di testa; l’inflazione è scesa allo 0,4% anno su anno, l’Italia è scivolata in recessione, le preoccupazioni geopolitiche e le sanzioni contro la Russia stanno danneggiando le prospettive economiche della zona euro mentre in Portogallo le grandi banche quotate del paese devono essere salvate dallo Stato. L’attenzione sarà focalizzata sulla BCE e su come essa pensando di reagire agli eventi con qualche stimolo supplementare da rendere noto.

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Mercati in attesa della BCE e della BOE

AZIONI

Quasi tutti i mercati sono in attesa per la BCE e la BOE che si riuniscono oggi anche se nessun cambiamento sostanziale è previsto da nessuno dei due. Fino ad allora, il mercato commercerà in una gamma stretta e passerà il tempo. Il Dow (16.443,34, 0,08%) sta cercando di stare vicino all’area di supporto di 16.300-200, da dove alcuni acquirenti emergono a spingere fino a 16.600 ancora una volta, ma senza alcun segno visibile di forza finora. Il Dax (9130,04, -0.65%) si trova di fronte alla prima chiusura positiva in una settimana dopo aver testato l’area di supporto a 9150-9000 e forse ora l’atteso rimbalzo correttivo sta per materializzarsi.

Il Nikkei (15.124,56, -0,23%) sta testando la banda di supporto di 15100-50 al di sotto della quale, si scenderà a 14.800-600. La qualità del calo attuale suggerisce che il valore di 15760 potrebbe non essere testato presto. Lo Shanghai (2.215,86, -0,07%), si trova ad affrontare un attacco di prenotazione di profitti da 2.230 proprio come previsto. Dopo la correzione o il consolidamento dovremmo avere il raduno di nuovo verso la resistenza finale a lungo termine di 2260-70.

Il Nifty (7.672,05, -0,96%) non è riuscito a rompere sopra 7760 e si sente in preda a delle prese di profitto come previsto. Dopo la tendenza a 7660, la tendenza al ribasso continua per l’area di supporto a 7610-7580.

COMMODITIES

Le materie prime sono miste. Rame, Nymex WTI e Brent sono ai minimi, mentre oro e argento sono marginalmente su. L’oro (1.307,15) p girato ieri sulle tensioni in Ucraina e l’aumento della domanda per il metallo. Ma nel lungo termine potrebbe seguire la forza del dollaro e diventare ribassista. C’è bisogno di aspettare e vedere se l’aumento sostiene e se lo porta verso l’alto o se da 1330 tornerà a livelli inferiori di 1.290 nelle prossime sessioni.

Argento (20,089) salito dopo la riunione della BCE di ieri, così rimbalza dal supporto cruciale nei pressi di 19.7. Se il supporto contiene, vedremo un rialzo verso 20 di nuovo. In generale la tendenza immediata è giù.

Rame (3,1775) in movimento e in forte calo da 3,25 con test di 3.15-3.10-3.07, da cui ci aspettiamo un po’ di correzione verso l’alto. Il Nymex WTI (97.00) è completamente sotto il controllo degli orsi ed è nettamente in calo. Andrà a rimbalzare dal supporto cruciale vicino a 96? O vedremo una nuova vendita ai livelli di 92-91,7? Tenete d’occhio il greggio. Il Brent (104,83) è variato nella regione 104-105 e rimane così nel breve termine. Esso deve rimbalzare dai livelli attuali e una rottura sotto 104 potrebbe essere vulnerabile ad una caduta verso quota 100-99.

Lo Yen non riesce a capitalizzare il morbido rapporto sull’occupazione Usa

Lo yen giapponese è stato il perdente principale della giornata, dato che le tendenze dei deboli dati economici e di dubbi sulla durata della ripresa economica del Giappone si sono intensificate negli ultimi tempi, portando a vendite dello yen. Ciò ha mantenuto lo yen di fronte ad un rimbalzo più consistente in seguito al relativamente morbido rapporto sull’occupazione di luglio degli Stati Uniti, atteso per Venerdì. Il rapporto Dollaro / yen era a 102,69 rispetto al valore di 102,54 Venerdì ed euro / yen è salito verso 138.

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I libri paga non agricoli sono aumentati di 209.000 nel mese di luglio, contro le aspettative di un guadagno di 233.000, mentre il tasso di disoccupazione è salito al 6,2%. Gli stipendi, come dimostrano dai guadagni orari medi, sono stati mese su mese in maniera piatta. Il prossimo punto importante per il dollaro saranno i servizi ISM.

Euro / dollaro tiene sopra 1,34 a 1,3421, l’euro in ipervenduto ha approfittato dei morbidi numeri del lavoro degli Stati Uniti per recuperare alcune delle sue perdite. La riunione della Banca centrale europea di Giovedì sarà un evento di rischio per la moneta unica dato che la BCE dovrà dire cosa intende fare per il fatto che l’inflazione dell’Eurozona di luglio è scesa a un minimo di 5 anni dello 0,4% proprio Giovedì scorso.

Il dollaro australiano è riuscito a rimbalzare al livello di 93 centesimi contro il dollaro americano al commercio a 0,9313, dopo che le vendite al dettaglio più forti del previsto per giugno sono state rivelate e hanno dato forza all’aussie contro la sua controparte americana. Le vendite al dettaglio sono aumentate dello 0,6% mese su mese contro le aspettative di un aumento dello 0,4%. I dati in rialzo dell’Australia sono stati mescolati ultimamente e la Reserve Bank of Australia, la cui riunione è attesa per la giornata di domani, fornirà indizi su come la banca centrale vede la situazione generale.

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I commenti della BCE e i dati NFP degli Stati Uniti hanno portato volatilità

AZIONI

Il rapporto degli Stati Uniti PFN si è rivelato una sorpresa positiva, confermando la ripresa in atto nel mercato del lavoro statunitense. Accoppiato con i tassi invariati dalla Bce, ha illuminato l’umore dei mercati in tutto il mondo.

Il Dow (17068,26, +0.54%) ha chiuso a cinque settimane di massimo e sopra 17050 sul retro di una buona serie di dati PFN e un piccolo aumento è ora a 17.250-300. Il Dax (10.029,43, 1,19%) ha radunato fortemente per rompere sopra 9935 e raggiungere il massimo della sua storia. 10200-250 è un valore che ci si può aspettare presto, oltre che dei livelli ancora più elevati.

Il Nikkei (15.442,51, 0,61%) ha aperto nettamente superiore, non lontano dal nostro obiettivo di 15.600 e anche se a malincuore un piccolo tentativo di raggiungere livelli più elevati fintanto che rimane al di sopra 15300. Lo Shanghai (2.058,36, -0,24%) mantiene la negoziazione nella gamma degli ultimi mesi, con i prossimi  livelli di breakout a 2000 e a 2075.

Il Nifty (7.714,8, -0,13%) può essere preparato per qualche raduno dopo aver trascorso una giornata a consolidare. Ogni tuffo otterrebbe il sostegno di 7680-50. Bisogna tenere occhio il BankNifty se riesce a rompere sopra 15800, portando più slancio.

COMMODITIES

L’oro (1319.343) è sceso bruscamente ieri dopo i dati PFN migliori delle stime. L’ulteriore direzione è chiara a meno che si vedrà una rottura su entrambi i lati del campo 1300-1325. 1350 al rialzo potrebbe essere mirato se vedremo una rottura sopra 1325. Nel complesso la tendenza rimane al ribasso.

L’argento (21103) è stabile e un piccolo obiettivo a 21,5-22,5 nel breve termine è raggiungibile. Il rapporto oro-argento (62.49) sta testando il supporto vicino ai livelli attuali e può salire verso 63-63,50.

Il rame (3,2735) è in forte aumento come previsto e una piccola resistenza ha toccato il bersaglio vicino a 3,32-3,33 e a 3,75-3,8. La manifestazione continuerà nel breve termine.

Il Brent (110,95) ha testato il supporto nei pressi di 110.83 ed è spaziato nei pressi di tali livelli. C’è necessità di vedere se rimbalza da qui fino al bersaglio di 112,6-114 o se scende ulteriormente verso 109,3.

Il Nymex WTI (103.92) sta testando il supporto del canale sui grafici giornalieri e un piccolo rimbalzo da qui verso 105-107 nel breve termine potrebbe essere visto, ma prima si potrebbe vedere un po’ di consolidamento laterale per un paio di sedute. Da notare che il supporto cruciale settimanale sta arrivando vicino a 102,5-103,6, regione che potrebbe essere testata se si scende al di sotto di 103,8.

FOREX

I commenti della BCE e i dati degli Stati Uniti NFP hanno portato un sacco di volatilità come previsto e il dollaro (80.20) ha ottenuto un sacco di forza, ma ha ancora bisogno di rompere al di sopra della resistenza di 80,45-50.

Tutti i mercati attendono la BCE

AZIONI

Quasi tutti i principali mercati, ad eccezione del Nifty, sono in modalità di pausa in vista del raduno BCE e del non-farm payroll degli Stati Uniti di oggi.

Il Dow (16.976,24, 0,12%) ha radunato da un capo all’altro della gamma dei suoi 300 punti, prevalente per le ultime 4 settimane. Ma ha ancora bisogno di una pausa sopra 17050-70 per uscire, anche se si prevedono più manifestazioni. Soltanto una rottura inferiore a 16700-600 potrebbe segnalare una correzione più profonda. Il Dax (9911,27, 0,09%) ha atteso di spingere verso l’alto dal supporto principale di 9800-700. La conferma della forza sarà una rottura sopra 9915-35.

Il Nikkei (15.360,74, -0.06%) ha rimbalzato bruscamente dopo la creazione di un modello Harami Doji, tenendo sopra 15100, un piccolo rally è a 15.600-700. Lo Shanghai (2063,97, 0,22%) mantiene la negoziazione di una gamma per gli ultimi mesi, con l’intervallo in calo di 200-75 punti, con i livelli di breakout prossimi a 2000 e 2075.

Il Nifty (7.725,15, +1,18%) ha fatto un nuovo massimo sopra 7700 come previsto e ora è in un piccolo raduno verso i nostri livelli target precedentemente menzionati, ovvero 7900-8000.

COMMODITIES

L’oro (1.324,16) è rimasto stabile e rimane consolidativo per un paio di sedute. La regione 1325-1350 è cruciale, ma mentre si trova sotto 1325 potremmo aspettarsi una caduta verso 1310-1300. Da notare che è in grado di sostenere un aumento sopra 1325 per ora. La resistenza settimanale vicino a 1330 è ancora attiva per ora.

L’argento (21,0661) è stabile, ma sembra spostarsi verso l’alto con targeting a 21,5-22,5 nel breve termine. Il rapporto oro-argento (62.737) è variato all’interno della regione 63,098-62,37 e fino a che non vedremo una rottura su entrambi i lati del campo, non possiamo determinare un ulteriore senso.

Il Rame (3,2495) è salito bruscamente sulla rottura sopra il nostro livello previsto di 3.23. Questo rally è iniziato da 3,00 e ha avviato un’inversione di tendenza e un piccolo obiettivo a 3,3-3,4 nel breve termine.

Il Brent (110,89) è sceso ulteriormente come previsto e sta testando i livelli di 110,8, che se rotti potrebbero portare a 109-108. Il Nymex WTI (104.010) è sceso sotto i livelli attesi di 104,27 ed è ora di fronte a un test cruciale di sostegno settimanale vicino a 102,5-103,6, regione da dove un piccolo rimbalzo a 105-107 si può vedere.

FOREX

I commenti della BCE di oggi dispiegano una sessione molto volatile per l’Euro e per dollaro, con la direzione dei prossimi giorni in fase di set. L’Euro (1,3650) corregge dolcemente in vista del raduno BCE di oggi, ma è prevista un sacco di volatilità. La debolezza emergerà sotto 1,3615-00 e la forza sopra 1.3700.

Dollaro-Yen (101,86) sta rimbalzando come previsto. La gamma di 101,20-102,75 continua ancora per qualche tempo.

Mercati in silenzio in attesa del QE e della BCE

AZIONI

I mercati stanno commerciando in silenzio in attesa sia delle grandi decisioni sul QE da parte della BCE e dei dati sui salari non agricoli del Giovedì in questa settimana.

Il Dow (16.851,84, +0.03%) è bloccato in 300 punti per le ultime 4 settimane. La correzione attuale è simile alla azione dei prezzi nel periodo maggio-ottobre 2013, suggerendo più rally. Soltanto una rottura inferiore a 16700-600 può segnalare una correzione più profonda. Il Dax (9.815,17, +0,10%), sta testando il principale sostegno a 9800-700 e i tori devono spingere il prezzo per evitare qualsiasi passo falso. Il segno iniziale di forza si avrebbe da una rottura sopra 9915-35.

Il Nikkei (15.059,79, -0,23%) ha perso circa il 3% da 15442 come previsto e la debolezza può prevalere, a meno che 15.300-350 non venga preso dai tori. La rottura sotto 15200 e la debolezza dello Yen punta al dominio degli orsi al momento. Lo Shanghai (2047,38, 0,54%) mantiene la negoziazione di una gamma per gli ultimi mesi, quando l’intervallo è stato in calo di 200-75 punti, ora con i livelli di breakout prossimi a 2000 e 2075.

Il Nifty (7.508,80, 0,21%) è riuscito a proteggere il supporto a 7470 e una continuazione di esso può fornire un altro tentativo di rimbalzo verso la resistenza principale a 7610. Il supporto maggiore si trova sotto 7470.

COMMODITIES

L’oro (1.316,15) è stato variato dalla scorsa settimana nella zona di 1305-1325 e può consolidare lateralmente questa settimana. A meno che ci sia una rottura sopra 1325, possiamo aspettarci un calo a 1300. La visione a lungo termine è ribassista mentre si trova sotto 1400.

L’argento (20,894) si trova da 21.2 e se è la correzione della recente mossa in salita continua, potrebbe cadere a 20,5-20,25 prima di decidere un ulteriore senso. Nel complesso la tendenza a lungo termine è in calo mentre si trova sotto 22.34. Il rapporto oro-argento (62.96) è salito da 62.17, ma può testare 63,098 che, se tiene, può farci vedere 62.3 di nuovo. Tuttavia, una rottura sopra 63,098 porterebbe a 63,82-64.

Brent (113,08) e Nymex WTI (105,49) sono entrambi stabili e in trading in basso. Anche il Brent è scambiato sopra il cruciale valore di 112.67 vicino a 115,7, che tiene fortemente. Il WTI potrebbe cadere a 104,27 al ribasso da dove può rimbalzare a 115. C’è necessità di aspettare e guardare per un paio di sessioni per affermare ulteriormente la direzione.

Il rame (3.15) sta testando il supporto cruciale a 3,15 ma questo lo aiuta a rimbalzare a 3,17-3,20, o sarà una rottura sotto 3,15 e target a 3.10? C’è bisogno di vedere come si muove questa settimana. Il metallo è in una contrazione di lungo termine e una rottura sopra 3.23 nel lungo periodo è necessaria per avviare una tendenza in su.

I mercati si muovono dopo la BCE

AZIONI

La BCE ha adottato i primi passi verso l’allentamento monetario, ma non ha fatto nulla di sorprendente o inaspettato per muovere i mercati in maniera significativa. La maggior parte dei mercati sono moderatamente positivi, senza alcuna forte tendenza a favore.

Il Dow (16.836,11, 0,59%) ha girato come previsto per testare il limite superiore del range a 16.800-900. Questo rally è in grado di portare ad un’estensione superiore a 17000-200. Il Dax (9947,83, 0,21%) prova il livello di 10000 ma sembra ancora in una correzione irregolare, il che implica forza rialzista di lungo termine, che sembra abbastanza forte da spingerlo fino a 10.300-400.

Il Nikkei (15.076,44, -0.02%) è in stallo nel settore di 15.100-150 a maggio come previsto e ha creato un doppio massimo a 15140. Una correzione a breve termine sarebbe normalmente e salutare per i tori. Lo Shanghai (2.035,87, -0,25%) mantiene la negoziazione nell’intervallo 1990-2080 in corso per la costruzione di basi, ma bisogna tenere un occhio ai valori di 2010 e 2060.

Il Nifty (7.474,10, 0,97%) si è rotto e ha chiuso sopra 7450, come accennato ieri. Ci aspettiamo 7500-50 che potrebbe presto essere toccato, soprattutto se riesce a rompere al di sopra del valore del valore 15420-50 per il BankNifty. In ogni tuffo, il sostegno è previsto a 7410-7390.

COMMODITIES

Le materie prime in generale sono consolidative (oro) o deboli (crude e rame), il che farci vedere ancora un po’ di debolezza nella prossima settimana. L’oro (1254) è in fase di consolidamento questa settimana dopo essere sceso drasticamente da 1291 la scorsa settimana. Attenzione a 1225 la prossima settimana. L’oro è debole contro l’euro (918 il rapporto euro-oro) e contro l’argento (rapporto oro-argento a 65.69). L’argento (19.06) è di per sé in un trend al ribasso strutturale a lungo termine, ma ha qualche possibilità di aumentare a lungo termine fino alla resistenza a 19.40.

È interessante notare che l’oro-WTI si è spostato un po’ questa settimana e potrebbe salire un po’ di più la prossima settimana, mantenendo il prezzo del dollaro (102,43) in prova nel breve termine a 101, forse anche 100. Rimanere il più a lungo possibile nella tendenza rialzista per 110 potrebbe essere una cosa possibile. Il Brent (108.90) si trova in calo questa settimana da 111. Tuttavia, abbiamo visto un rimbalzo da 107,77 ieri, dalla trendline di supporto a lungo termine delle candele settimanali. Può in ogni caso anche salire di nuovo verso 111-112 nelle prossime settimane.

Passando da 2,8770 da marzo, il rame (3,0870) è stato di fronte ad un certo valore nel corso delle ultime due settimane in quella che potrebbe essere una ripresa del trend ribassista di più lungo termine fino a 3.80.

L’euro si riprende dopo aver perso terreno appena dopo la BCE

La volatilità era prevista ed è stata quella che ha portato avanti i mercati ​​giovedì, con l’annuncio di misure di allentamento senza precedenti da parte della Banca centrale europea che hanno ceduto a un breve la copertura dell’euro. L’euro ha tenuto i suoi guadagni da questa mattina, con la negoziazione intorno a 1,3655 nel periodo immediatamente successivo alla riunione della Bce e alla conferenza stampa.

La BCE ha abbassato i tassi di interesse portando il tasso di deposito in territorio negativo e ha promesso degli interventi a buon mercato di liquidità a lungo termine per le banche che presterebbero al settore privato non finanziario (escluse le ipoteche sulle case). La banca era pronta a fare di più, sembra, dato che ha incoraggiato la creazione di un mercato Asset Backed Securities (ABS) dal quale avrebbe acquistato obbligazioni sotto certe condizioni. Il fatto che le operazioni di liquidità chiave potrebbero avvenire solo nel mese di settembre e dicembre di quest’anno è stato visto come negativo in quanto si riducono le possibilità di azioni per quest’anno. Questo ritardo, dall’altro lato, può avere qualcosa a che fare con i risultati del Asset Quality Review in autunno.

Alla fine la reazione del mercato alla BCE avrebbe potuto avere più a che fare con il posizionamento delle decisioni future piuttosto che con le decisioni stesse. L’euro potrebbe aver salito, ma i tagli e le promesse di ulteriori azioni di liquidità sui tassi di interesse ha spinto i rendimenti obbligazionari verso il basso, le azioni a nuovi massimi di tutti i tempi e l’oro in salita. Bisogna dunque essere cauti prima di congedare le decisioni della BCE come deboli e inefficaci.

E’ interessante notare che la principale ‘vittima’ del mercato dei cambi di ieri è stato il dollaro americano. Incapace di tenere i suoi guadagni contro l’euro nel dopo-BCE, il dollaro è sceso linea di massima a 102,33 contro lo yen giapponese, la sterlina è salita sopra 1,68 per la prima volta da più di una settimana e il dollaro australiano è salito oltre 0,93-0,9329.

Beneficio da parte dello Yen, nervosismo di mercato in vista della riunione della BCE

Lo yen giapponese è riuscito a riprendersi, con il dollaro in ritirata dal suo massimo di un mese contro la valuta giapponese e l’euro in sostegno. Lo yen sembrava essere il veicolo preferito per sfuggire al grande evento di rischio della riunione della BCE. Il dollaro è scambiato a yen 102,56, mentre l’euro a 139,51 contro lo yen. Euro / dollaro è stato bloccato intorno al livello 1.36.

Il mercato si sta preparando per una giornata volatile oggi a seguito della riunione della BCE per lo stimolo monetario che prevede delle misure. La BCE dovrebbe tagliare il tasso di rifinanziamento chiave allo 0,10 % secondo un sondaggio Reuters, considerando che il tasso di deposito, ovvero il tasso al quale le banche depositano i fondi in eccesso presso la banca centrale, si prevede che dovrebbe immergersi in territorio negativo, la prima grande banca che sperimenterà questo tipo di politica. Alcune misure di liquidità sono progettate per aiutare le banche a prestare soldi alle piccole imprese.

Anche gli analisti si concentreranno sulle prospettive della politica monetaria e specificamente sulla possibilità di futuri acquisti di asset come la Fed e la Banca d’Inghilterra hanno fatto prima di oggi. La conferenza stampa di Draghi potrebbe contenere degli indizi per quanto concerne l’azione futura e sarà importante valutare le decisioni di oggi. Sarà interessante vedere se quindi Draghi potrebbe sorprendere i mercati e guidare l’euro al di sotto del recente minimo di 1,3585. Va notato che vi è un numero significativo di operatori che credono che Draghi non sarà in grado di battere le aspettative.

Tra le altre notizie, l’HSBC dei Servizi PMI è sceso a 50,7 in maggio da 51,4 ​​del mese precedente, in controtendenza di un trend di miglioramento dei numeri delle indagini congiunturali disponibili che ci sono state nei giorni precedenti.

I dati economici degli Stati Uniti il giorno precedente sono stati misti ma positivi. L’indagine di business ISM per maggio era più forte rispetto alle aspettative, con un sacco di sotto-componenti che si trovano in una performance impressionante. Su una nota più negativa, il deficit commerciale del mese di aprile è aumentato a 47 miliardi di dollari, mentre il numero del mese precedente è stato rivisto ad un valore inferiore a -44 da -40. I libri paga privati ​​da parte dell’industria hanno mancato le aspettative attestandosi a 179.000 unità nel mese di maggio, rispetto alle aspettative di 210.000.

La Banca d’Inghilterra si riunisce anche oggi, ma non c’è nessuna dichiarazione di accompagnamento e dunque è probabile che sarà un non-evento.

Mercati in modalità silenziosa prima della BCE

SCORTE

Tutti i mercati sono in una modalità silenziosa. Il trigger più grande in questo momento è la decisione politica della BCE di oggi. Aspettatevi tranquillità fino a che non avverrà e un ambiente instabile dopo. Dow ( 16.737,53, 0,09 %) scambiato in un range molto ristretto di 80 punti per le ultime tre sedute e potrebbe esplodere presto. Tenete d’occhio il 16400 al ribasso e al rialzo 16.800-900 per un breakout esplosivo oltre questa gamma. Il Dax ( 9.926,67, +0,07 %), si trova in una piccola correzione, ma il momentum rimane intatto sopra l’area di supporto a 9800-700 e nel lungo termine il trend rialzista sembra abbastanza forte da spingerlo fino a 10.300-400.

Il Nikkei ( 15.077,22, +0,06 %) sta lottando nella zona di 15.100-150 come previsto. Una correzione a breve termine sarebbe normale e salutare per i tori. Lo Shanghai ( 2023,22, -0.08 %) è sceso a 2060-65 come previsto e il movimento laterale nel range di 1990-2080 per continuare ancora un po’ il processo di costruzione delle basi.

Il Nifty ( 7.402,25, -0,18 %) ha trascorso una sessione molto piatta, ma ora la scelta è chiara. Siamo immediatamente tori su una rottura sopra 7450 ma prudenti fino a che resta non frequente il breakout. Sopra 7450, ci aspetteremmo 7500 e nuovi massimi abbastanza presto, ma sotto 7450 il movimento limitato può continuare.

COMMODITIES

L’oro ( 1.243,77) rimane stabile per ora ai livelli più bassi vicino a 1240. Può ora affrontare un rischio di ulteriore calo se i tagli tassi Banca centrale europea possono rafforzare il dollaro americano. Mentre si trova sopra 1240, può continuare a consolidare lateralmente all’interno delle regioni 1240-1260, ma una caduta al di sotto di 1240 può spingere in calo ai livelli 1230-1225. Nel breve termine il trend appare ribassista, mentre si trova in una tendenza ribassista generale.

L’argento ( 18.80) è scambiato ad un livello inferiore ma soprattutto di fronte ad un sostegno fondamentale anche nei pressi di 18,5. E’ possibile scegliere di rimanere all’interno della gamma 18,5-19 o scendere ulteriormente per testare 18,5-18,00. Il rapporto oro – argento ( 66.18) è stabile per ora. All’interno della regione 66,9-65,75 potrebbe continuare così per alcuni sessioni.

Il rame ( 3,0910) ha perso terreno sulle notizie che le autorità cinesi stanno indagando sull’uso del metallo per ottenere dei prestiti che possono danneggiare la domanda. È questa l’indicazione di una correzione imminente? O si riprenderà ai livelli superiori a 3.10 per mantenere il recente trend rialzista? C’è bisogno di guardare ad un paio di sessioni per la conferma. Si noti che si è rotto il supporto del canale nei pressi di 3.10.

Il Brent ( 108,24) è in fase di correzione per ora e può estendersi a 107,83-107 verso il basso se dovesse rompere 108.

Euro sotto pressione sulle aspettative di un allentamento della BCE

L’euro è rimasto vicino ai minimi da un mese sulla speculazione che la Banca centrale europea ha intenzione di ampliare lo stimolo il mese prossimo. Il peso sull’euro è stato legato al deludente tedesco sondaggio del sentiment degli investitori ZEW che ha aumentato la probabilità che la BCE possa prendere ulteriori provvedimenti nella prossima riunione di politica. La fiducia degli investitori nella più grande economia europea è scesa per il quinto mese consecutivo, a maggio, in conformità con un rapporto pubblicato ieri. Questo aggiunge nuovo credito all’easing della BCE, soprattutto dopo che la Deutsche Bundesbank è pronta a sostenere la banca centrale europea in un’azione politica da adottare. L’euro è scambiato a 1,3715, dopo aver toccato partire 1.3688 Martedì, il valore più basso dal 4 aprile.

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Dollaro in calo contro lo yen

Il dollaro si è mosso in calo rispetto allo yen di circa lo 0,1 per cento a 102,15, dopo i guadagni fatti Martedì quando la coppia è salita ad un massimo di 102,35 ¥. I morbidi numeri delle vendite al dettaglio negli Stati Uniti di Martedì hanno pesato sul dollaro. La sterlina è scambiata vicino ad un massimo di 16 mesi contro l’euro a 0,8133. Oggi è un giorno importante per la sterlina dato che ci saranno i dati sull’occupazione nel Regno Unito e il rapporto di inflazione della Banca centrale dell’Inghilterra.

Dollaro australiano al rialzo

Il dollaro australiano ha colpito un valore più alto a quota 0,9407, spostandosi più alto dopo la pubblicazione del bilancio federale australiano ieri, Martedì, che ha Ha mostrato un tentativo di cancellare un deficit di bilancio nei prossimi anni. La valuta australiana rimane una delle più interessanti su cui poter andare ad investire nel corso delle prossime giornate di trading. Da tenere presente, ovviamente, anche i dati che arriveranno dalla Cina, che, come sappiamo, hanno forte influenza sull’AUD, dollaro australiano.

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Il dollaro fa dei piccoli guadagni prima della BCE

I traders stanno adeguando le loro posizioni in vista della riunione della BCE nel corso della giornata, che a quanto pare ha favorito il dollaro statunitense. Il dollaro è stato anche aiutato dai dati diffusi durante la sessione USA con i dati del lavori forte per il settore privato di marzo e i dati migliori del previsto in merito agli ordini di fabbrica di febbraio. L’euro è scambiato in un range ristretto contro il dollaro statunitense, tra 1,3755 e 1,3765, mentre i commercianti attendono la decisione della BCE nel corso della giornata. Il consenso era che il tasso chiave allo 0,25% non sarebbe stato toccato ma che altre misure potrebbero offrire un supporto, ove possibile. Inoltre, il tono del capo della Bce Mario Draghi nel corso della conferenza stampa potrebbe essere molto importante in assenza di nuovi stimoli.

Cina, migliora il sentimento del rischio

Il sentimento di rischio è stato aiutato dall’annuncio che la Cina sta andando a ridurre le tasse sulle piccole imprese e che potrebbe costruire nuove linee ferroviarie. Così, le aspettative di un maggiore stimolo da parte del governo cinese per aiutare la crescita sembrano essere realizzate, ma ci sono ancora delle aspettative da venire.

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Restando sulla Cina, i servizi ufficiali del PMI dal Bureau of Statistics hanno mostrato un piccolo peggioramento a marzo, mentre il dato ufficiale HSBC ha mostrato un certo miglioramento. Tuttavia, entrambi gli indicatori sono saldamente in territorio di espansione, con l’indice ufficiale a 54,5 e quello non ufficiale a 51,9.

La migliore propensione al rischio ha fatto male allo yen, con il dollaro USA che ha toccato un massimo da 10 settimane al di sopra di quota 104 contro la valuta giapponese, a 104,07. La valuta statunitense in seguito è scesa sotto 104 per andare poi a commerciare a 103.87. Il Nikkei ha inoltre radunato ad un picco di 3 settimane, mentre l’S & P 500 ha chiuso a un nuovo massimo nella notte precedente.

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Lo Yen stabile dopo i dati giapponesi misti

L’euro resta sotto 1,38, in bilico vicino al minimo da tre settimane contro il dollaro con le politiche delle banche centrali che si sviluppano tra la zona euro e gli Stati Uniti. La Fed ha segnalato degli aumenti dei tassi da poter iniziare prima di quanto si pensasse, mentre la BCE si interroga per un altro allentamento della politica monetaria. Sono ottimistiche le richieste di disoccupazione negli Stati Uniti pubblicate nella giornata di ieri, cosa che ha aiutato a sostenere il dollaro con il numero di americani che ha presentato istanza di sussidio di disoccupazione è sceso al livello più basso dal novembre 2013, a quota 311.000, rispetto ai 325.000 previsti e in calo da un precedente valore di 321.000.

Euro sotto pressione

L’euro è stato sotto pressione a un minimo di 1,3728 nella sessione USA e ha aperto in Asia a 1,3740 andando a commerciare in una gamma ristretta per il resto della sessione. Il rischio per l’euro saranno i dati dell’inflazione della zona euro della prossima settimana e la riunione politica della BCE. Ci sono delle crescenti aspettative che la banca centrale agirà in questo incontro.

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La sterlina ha fatto alcuni buoni guadagni questa settimana contro il dollaro, dopo essersi mossa in maniera ottimista in termini di posti di lavoro nel Regno Unito, con i dati della settimana scorsa che sono stati molto forti sulle vendite al dettaglio. Il cable ha colpito un massimo da una settimana a 1,6646 ieri e ha consolidato intorno a questo livello oggi.

L’economia USA in crescita

L’economia statunitense è cresciuta un po’ più veloce di quanto precedentemente stimato nel quarto trimestre, cosa che ha avuto un grande impatto sul dollaro, che ha scambiato in gamma nei confronti dello yen intorno a 102,15. Un gran numero di dati giapponesi diffusi oggi sono stati mescolati. La spesa delle famiglie è scesa del 2,5 % nel mese di febbraio, nonostante le aspettative di un lieve aumento, mentre si sperava che i consumatori giapponesi avessero intensificato la spesa in vista dell’escursione fiscale del 1 ° aprile.

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Petrolio : prezzi in area 110$

Prosegue l’interessante avvicendamento dei prezzi in area 110$ per il Petrolio il cui valore al barile, per l’appunto, sosta su di un importante livello che talvolta funge da supporto tecnico e talvolta funge da barriera tecnica la quale impedisce ai prezzi di assestare l’affondo definitivo. Affondo che d’altronde vede un ulteriore ostacolo rialzista rappresentato dall’importante barriera discendente di periodo, ottenibile unendo i massimi discendenti, dal 2012 ad oggi. Il quadro tecnico del Brent Crude Oil è sotto osservazione da parecchio tempo, ma sembra che pian piano tutti i nodi stanno venendo al pettine, nel senso che, una lateralità così palese e così stringente, non può perdurare a lungo e perciò è verosimile che potremo assistere ad un importante movimento direzionale, in seguito alla rottura dei livelli tecnici correnti. Prosegue l’appassionante analisi tecnica del brent crude oil che, con l’ausilio di candele settimanali, risulta essere decisamente più semplice e più obiettiva.

Analisi tecnica – Petrolio

Il triangolo di periodo è sempre lo stesso ormai, da almeno qualche mese a questa parte. L’analisi grafica e geometrica condotta e conducibile sul quadro tecnico corrente, ci ha coinvolto ed appassionato ma adesso è giunto il momento di capire realmente quale direzione potrà intraprendere il titolo nelle sedute a venire, senza che tale movimento ci colga impreparati. Ovviamente non posso rispondere con precisione a questa domanda ma sono abbastanza certo del fatto che, qualunque sarà il movimento direzionale, questo sarà decisivo nell’assestare una direzionalità ben definita, per i giorni a venire. L’andamento di medio periodo sta per riempire completamente l’area relativa al vertice del triangolo apparso sulla serie storica dei prezzi, relativa al medio – lungo periodo, e quindi una volta che si giungerà al raggiungimento del vertice, lo spazio operativo sarà così esiguo che risulterà impossibile non osservare un break out o un break down dei livelli rispettivi di resistenza dinamica e supporto dinamico.

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Come operare

A fronte di ciò, piazzare degli ordini condizionati nelle aree limite più importanti potrebbe rappresentare un vantaggio competitivo nel cogliere quello che sarà il movimento rialzista o ribassista a fronte della rottura; diciamo che al di sopra di area 110$ potremo inserire degli ordini in acquisto (target 116$ e oltre) mentre al di sotto di area 107$ potremmo inserire degli ordini di vendita o di vendita allo scoperto (target area 105$ e valori inferiori). Ad ogni modo, cerchiamo di non anticipare drasticamente il mercato, ma piuttosto piramidare la nostra esposizione, qualora il verso dell’investimento fosse concorde con l’andamento stesso del titolo.

(© riproduzione riservata)

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Le posizioni in Euro chiedono cautela prima della BCE

Sui principali mercati il tema dominante è l’anticipazione della riunione della Banca centrale europea nel corso della giornata, dato che vi è stato un grande dibattito se la BCE fornirà nuovi stimoli, e di che tipo, o se sarà scegliere di attendere ancora, dopo il piccolo aumento dell’inflazione di febbraio. Una possibile misura è quella di fermare la sterilizzazione del programma Securities Markets o, in altre parole, di fermare il ritiro di liquidità che corrisponde all’ammontare speso per l’acquisto di titoli dei paesi periferici in difficoltà negli anni precedenti, circa 180 miliardi di euro.

I deboli dati USA non influiscono sul dollaro

L’euro non è lontano dal suo recente massimo e la BCE rischia di spingere la valuta. I dati deboli rilasciati negli Stati Uniti ieri, ovvero il non-manufacturing PMI e il numero di buste paga ADP più debole del previsto, non hanno influenzato il dollaro. La debolezza dei dati è stata nuovamente attribuita al maltempo.

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Yen il più grande perdente tra le major

Lo yen è stato il più grande perdente tra le major, dato che sia il dollaro che l’euro sono saliti nel commercio recente, rispettivamente a 102,66 e a 140,94. Le borse asiatiche sono state scambiate più in alto. La propensione al rischio sembra girare in positivo con i mercati che ritengono che la crisi l’Ucraina sia sotto controllo, ora che si sta cercando una soluzione diplomatica al problema. Tuttavia, secondo la stampa, gli ultimi colloqui tra il ministro degli Esteri russo e il Segretario di Stato americano hanno fatto pochi progressi e la situazione sul terreno rimane tesa.

L’australiano in rialzo

Il dollaro australiano ha avuto una buona prestazione, passando sopra 90 centesimi contro il dollaro a 0,9017 dopo i numeri economici.

Guardando avanti per il resto della giornata, la Banca centrale europea e la Banca d’Inghilterraterranno degli incontri che saranno eventi chiave per l’euro e per la sterlina.

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Analisi tecnica Brent Crude Oil

Brent Crude Oil – Future Nymex

L’analisi di medio periodo sul Brent Crude Oil ci mostra un quadro tecnico contrastato nel quale una pressione rialzista di medio corso sta prendendo pian piano il sopravvento sulla pressione ribassista che ha caratterizzato l’andamento degli ultimi trimestri. Dal grafico sottostante illuminato per mezzo di candele settimanali, è possibile osservare come i prezzi si stiano dirigendo verso l’area fondamentale di 110$, in corrispondenza della quale appare un livello importante che ha funto – negli ultimi periodi – talvolta da supporto e talvolta da resistenza storica. Al momento i valori sono collocati sul livello di 110,47$ al barile e il target di brevissimo periodo può essere identificato sulla resistenza dinamica ascendente che regna stabile sul quadro tecnico.

Analisi tecnica – Brent Crude Oil

L’ampio triangolo delineato per mezzo di line tratteggiate finemente, pone in evidenza quello che  è il movimento contrastato di lungo corso del quale ho accennato in precedenza. Movimento che pian piano si avvia verso un punto di svolta che potrebbe innescare un rally di periodo entro il quale i prezzi potranno avviarsi con decisione verso la resistenza statica sita in area 116$. Al momento però c’è da attendere un deciso segnale da parte del mercato; segnale che al momento non è ancora nitido come si vorrebbe ma che pian piano lascia propendere per un prosieguo dell’apprezzamento del Brent Crude Oil nelle sedute a venire. I continui rimbalzi tecnici avvenuti sia sul supporto dinamico che sulla resistenza dinamica, hanno fornito nel breve – medio periodo, delle interessanti occasioni di operatività in trading range; un trading range anomalo che poggiava su livelli via via sempre più ristretti e che, anche nel recente periodo, ha consentito di sfruttare gli spazi che il Brent, in maniera tecnicamente perfetta, ha rispettato.

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Come operare

Al momento quindi, dovremmo pazientare ed attendere un possibile rimbalzo dei prezzi sulla resistenza che sta per transitare in area 111$; di lì è probabile che i prezzi del Brent Crude Oil ritraccino verso il relativo sostegno dinamico prima di avviare un movimento ristretto verso la punta del triangolo di lungo periodo. Tuttavia è bene non farsi cogliere impretparati da un possibile break out di tale livello tecnico il quale potrebbe sprigionare tutta la forza rialzista che, nelle ultime mensilità, non ha avuto modo di esprimersi. Quindi, in un ottica di breve potrebbe essere consigliabile seguire quello che è il destino segnato del Brent, entro i limiti indicati in precedenza; d’altro canto, potremmo posizionare degli ordini long su rottura, nel caso in cui il mercato fornisca dei segnali di forza, oltre la barriera dinamica ascendente. Si tratta di un quadro tecnico molto interessante che potrebbe offrire grosse soddisfazioni nel medio periodo.

 

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Coffee – Future ICE US

Coffee – Future ICE US

Prosegue il poderoso avanzamento di periodo del prezzo del coffe il quale si è stabilizzato al di sopra del livello psicologico di soglia di  150$ e che al momento, propende verso la resistenza storica osservabile in area 171$. Il break out del precedente livello tecnico sito in area 130$, ha innescato una rapida e repentina ascesa dei prezzi su livelli che latitavano da almeno un anno. In quell’occasione tuttavia, l’andamento di medio – lungo periodo era saldamente impostato verso il basso ed il limite invalicabile della barriera dinamica, si è fatto livello principe nella continua discesa verso i minimi relativi impostati su di un livello tecnico e psicologico di fondamentale importanza. Con l’ausilio di candele cumulate settimanalmente, andiamo quindi ad osservare l’interessante quadro tecnico del Coffee, illuminato in maniera preponderante, da candele rialziste ed estese.

Analisi tecnica – Coffee

Che l’andamento di lungo periodo del coffee avesse subito un inversione, ce n’eravamo accorti già qualche settimana fa quando, in concomitanza con la doppia rottura della barriera dinamica e statica, la mole dei volumi di contrattazione aveva subito un impennata degna di un ritrovato (e duraturo) interesse del mercato nei confronti di una commodity che, nel corso delle ultime trimestalità, non aveva fatto altro che perder colpi, incanalandosi in un percorso a senso unico che ha spinto i prezzi dai livelli record di area 300$, sino ai livelli low di area 100$. Come di solito accade, anche in questo caso la storia ha fatto il suo corso ripetendosi poiché, area 300€ così come area 100$, rappresentavano e rappresentano tutt’ora dei livelli tecnici davvero importanti verso i quali il mercato ha più volte fatto capolino negli ultimi anni e costantemente, ha inviato i medesimi segnali operativi di lungo corso. Il rimbalzo tecnico di  area 100$ è il più fresco e recente ma in passato, nel periodo a cavallo tra il 2005 ed il 2009, tale area è stata oggetto d’interesse più e più volte, finché non è stato sancito il colpo di assestamento decisivo, per spingere i prezzi (prima) verso area 130$ e poi, verso area 170$.

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Come operare

In un ottica di continuation trend, è possibile quindi operare sia con un orizzonte temporale di breve periodo, sia con un orizzonte temporale di più ampio corso, in direzione di quelli che sono i livelli target apprezzabili dal grafico in testa. Area 130$ rappresenta quindi il primo target raggiungibile nel breve, mentre il livello psicologico 200$ e l’ampia area target delimitata inferiormente dal livello 170$, sono dei traguardi ugualmente ambiziosi ed appetibili nel medio – lungo periodo.

 

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