Trichet, tassi di interesse adeguati

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Durante il discorso che ha tenuto oggi il presidente della Banca Centrale Europea verranno messe progressivamente fine alle misure non standard di liquidità che non sono più ritenute come necessarie considerata la situazione attuale del mercato, per questo motivo verranno ritirati i fondi eccedenti dal sistema. Per questo motivo bisogna attendere se e quando la stabilità dei prezzi non sarà più minacciata.

Trichet ha tenuto il suo discorso presso il Palazzo di Giustizia di Francia, osservando che il Consiglio direttivo della BCE giovedi scorso aveva segnato l’inizio dell’uscita dalle politiche di liquidità. Nonostante questo la banca centrale europea continuerebbe a “fornire un sostegno di liquidità a tutto il sistema bancario della zona euro per un periodo ancora prolungato e in condizioni molto favorevoli.

Il Consiglio direttivo della BCE ha anche deciso di porre fine alla 6 offerte al mese dopo quella prevista per il prossimo 31 marzo.

Trichet ha detto che “per il futuro il Consiglio direttivo della BCE terminerà, al momento giusto e in modo graduale, tutte le misure eccezionali di liquidità che non sono più necessarie quanto lo erano in passato.” Trichet ha anche aggiunto che “al fine di contrastare efficacemente qualunque minaccia per la stabilità dei prezzi nel medio e nel lungo termine, la liquidità che è stata immessa sui mercati in passato sarà revocata nel momento in cui verrà ritenuti necessario”.

In questa maniera l’obiettivo della Banca Centrale Europea è quello di assicurare, prima di tutto, un solido ancoraggio alle aspettative di inflazione nel medio termine, indispensabile per poter promuovere tutta la crescita e tutta l’occupazione, su base duratura, il che contribuirà sicuramente a promuovere la stabilità finanziaria.

A livello di Forex le dichiarazioni della BCE sono sempre tenute in grande considerazione dai trader, per questo motivo relativamente all’operatività odierna, stiamo attenti a come l’euro si muoverà dopo tali dichiarazioni.

BCE, problema disoccupazione europea

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Secondo la banca centrale europea ci sarebbe un grave problema legato alla disoccupazione in tutti i paesi della zona euro. Il lavoro, fanno sapere dalla BCE, “assume un grande importanza, dunque la BCE vuole prendere un preciso impegno nel favorire la crescita sostenibile e l’occupazione, dato che la crisi potrebbe avere toccato in maniera sostanziale le capacità del mercato di creare dei nuovi posti di lavoro.” . Tra le cause che possono correggere questo problema disoccupazione, sicuramente ci sono i salari, la creazione di mercati flessibili e l’uso di incentivi che possano essere efficaci. L’obiettivo è quello di evitare che il problema disoccupazione diventi strutturale.

Relativamente al tasso di disoccupazione, la Bce fa sapere di aver rivisto al ribasso le attese sul tasso di disoccupazione. Ora le nuove stime sono del 9,5% per il 2009 e del 10,6% per il 2010. Per il 2011, invece, le attese sono per un calo disoccupazionale, che andrà a fissare il tasso attorno al 10,4%.

Buone notizie dal punto di vista del PIL, dato che le previsioni per il Prodotto Interno Lordo del 2009 sono in rialzo dello 0,6% rispetto alle stime fatte in precedenza, effettuate durante lo scorso mese di luglio. Ora si pensa che il PIL del 2009 sarà in calo del 3,9%. Riviste anche le attese per la crescita del 2010 e del 2011, fissate rispettivamente all’1% e all’ 1,6%.

Quello su cui la BCE avverte di fare attenzione, sono il peggioramento delle condizioni con le quali sarebbe possibile accedere al credito, una bassa capacità produttiva che, di conseguenza, andrebbe a penalizzare anche gli investimenti. Si teme anche che i salari possano diminuire ancora, il che avrebbe come conseguenza un impatto negativo sui consumi e sul risparmio.

A livello di Forex, tutti questi avvenimenti potrebbero avere un effetto sull’andamento dell’Euro verso le altre valute mondiali.

FMI, riviste le perdite

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Il Fondo Monetario Internazionale, FMI, ha rivisto le stime legate alla crisi economica che ha sconvolto il mondo. Secondo le stime fatte, infatti, le perdite saranno di circa 3.400 miliardi di dollari. La stima precedente del Fondo Monetario Internazionale era invece stata fatta nell’ordine di 4.000 miliardi di dollari.

Nonostante questo fatto, sicuramente positivo, i rischi legati alla crisi sono ancora alti, soprattutto in termini di stabilità dell’intero settore economico.

Tra i problemi principali che i governi e le economie del mondo si troveranno ad affrontare, ci sono quelli legati in primo luogo al rendersi indipendenti rispetto agli incentivi economici che fino ad oggi i governi di tutto il mondo hanno fornito e continuano a fornire, poi non bisogna anche dimenticare il rafforzamento dei guadagni e, legato a questo concetto, quello di fare in modo che i capitali possano tornare ad essere sani e forti.

Inoltre il Fondo Monetario Internazionale spiega che non bisogna dimenticare l’importanza di studiare delle exit stratgies adeguate, da mettere in pratica nel momento del bisogno per ridare il giusto slancio all’economia.

Gia adesso infatti iniziano ad esserci i primi risultati positivi a livello economico, con gli indici che si stanno piano piano riprendendo e le attese che sono nettamente più rosee che in passato. Ovviamente ci sono ancora tanti punti da rimettere in ordine, primo fra tutti quello legato al problema della disoccupazione, che è la vera piaga da combattere, sia negli Stati Uniti che in Europa.

Nel Forex il miglioramento dell’economia a livello generale ha sicuramente dei benefici positivi, sia sull’andamento delle valute che su quello degli indici della principali borse mondiali. Come possiamo vedere oramai sono tanti i segnali positivi che ci giungono e che indicano che l’economia mondiale è in fase di ripresa, bisogna solo continuare su questa strada.

G20: la crisi è quasi alle spalle

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Secondo i ministri che formano il G20, ovvero la riunione dei primi 20 stati della terra, la situazione legata alla grave crisi economica che ha colpito il nostro mondo dalla fine dello scorso anno, dovrebbe essere quasi alle spalle. Secondo il Fondo Monetario Internazionale, invece, bisogna ancora stare molto attenti, dato che la crisi potrebbe non essere finita, considerando che siamo ancora in una situazione generale molto fragile, che potrebbe spezzarsi in pochissimo tempo qualora dovessero essere fatte delle mosse sbagliate.

Il direttore dell’FMI, Strauss-Kahn, proprio in questo senso invita i vari governi a non interrompere prematuramente la concessione di fondi per i governi. La giornata di ieri e quella di oggi vedono la riunione dei ministri del G20 a Londra. Dalle prime indiscrezioni, sembra che tutti siano concordi nell’affermare che il peggio della crisi sia ormai alle spalle e che bisogna iniziare a guardare a delle exit strategies, ovvero delle strategie di uscita che siano volte a ridurre, in maniera graduale, gli stimoli e gli incentivi fiscali che fino ad ora sono stati concessi dai governi per sostenere le aziende e l’economia. C’è dunque accordo tra i grandi della terra e il Fondo Monetario Internazionale circa la necessità di fare le cose con calma e in maniera graduale.

Il G20 discuterà anche dell’annoso problema del bonus dei banchieri, che ha portato diverse banche sul lastrico. Dopo che la Francia e la Germania hanno adottato la linea dura, anche l’Inghilterra lo farà.

Tutte le strategie dovranno essere prese di concerto tra i vari stati a livello mondiale. Lo ha detto Strauss-Kahn, che ha anche detto che è essenziale comunicare chiaramente al pubblico ciò che si sta facendo, per fare in modo che possa tornare a crescere il livello di fiducia.

Nel Forex queste notizie potrebbero aprire la strada verso interessanti investimenti nei principali indici mondiali, che dovrebbero salire mano a mano che la crisi è sempre più alle spalle.

PIL in aumento nel 2010

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Secondo gli ultimi dati che la BCE, la Banca Centrale Europea, ha reso noto, l’economia della zona Euro dovrebbe essere pronta a tornare in positivo per il prossimo anno. Le analisi e le previsioni, infatti, prevedono che il PIL europeo nel 2010 dovrebbe crescere dell’1%, mentre addirittura per il 2011 si parla di un incremento dell’1,5%.

Secondo questo stesso rapporto, durante il 2009 l’economia della zona Euro dovrebbe far registrare un calo del 4,5%, mentre la precedente stima si era attestata al 3,4%.

Secondo la Banca Centrale Europea, infatti, la fase di recesione starebbe a un punto di svolta, dato che si iniziano a vedere dei segnali propri di un’avanzamento economico. Ad esempio, il PIL della Francia e quello della Germania, dopo oltre 12 mesi, tornano a far registrare un aumento. Nel dettaglio, il PIL francese è salito dello 0,3%, al contrario del consensun che prevedeva una diminuzione dello 0,6%. Allo stesso modo il PIL della Germania è cresciuto dello 0,3%, mentre le attese volevano un calo dello stesso pari allo 0,2%. In entrambe i casi una compoenente decisiva è stata quella delle esportazioni.

Ora lo sguardo della BCE si rivolge, tra i vari principali campi, anche a quello dell’inflazione, per la quale si prevede un incremento dello 0,4%. Nel 2010 le attese parlano di un aumento dell1,1% nell’inflazione, mentre nel 2011 dell’1,6%. Questi ultimi due , soprattutto, sono ovviamente dati che potranno essere rivisti sia al rialzo che al ribasso.

Il problema che, come di consueto, continua a tenere banco è quello relativo al tasso di disoccupazione, che durante il mese di giugno è arrivato ad un tasso del 9,4%, in aumento rispetto al precedente mese di maggio.

Nel Forex questa notizia potrebbe portare ad un apprezzamento dell’euro e ad un andamento positivo delle borse europee, per cui stiamo attenti a cercare delle operazioni utili.

Tassa sull’oro, interviene Trichet

Qualche giorno fa il ministro dell’economia, Giulio Tremonti, aveva fatto sapere di voler aumentare la tassazione sulle riserve di oro che ha la Banca d’Italia. Immediata la risposta non solo della prima banca del nostro paese, ma anche dell’Unione Europea, direttamente nella figura del suo presidente. Trichet. Proprio il presidente della BCE, che la settimana scorsa ha deciso di lasciare invariati i tassi di interesse, ha bocciato la decisione proposta da Tremonti, dato che questa affermazione solleva delle serie preoccupazioni. I tassi di interesse, come già detto, restano dunque all’ 1 per cento, il tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginali è ancora fermo all’1,75% e il praticato dalla Banca Centrale Europa sui depositi a breve termine è dello 0,25%.

La BCE è assolutamente contraria alla tassazione delle riserve di oro della Banca d’Italia, così come decisa da Tremonti ed inserita nel decreto anticrisi sviluppato da Silvio Berlusconi. La decisione di Tremonti, infatti, è contraria ai decreti comunitari. Questa decisione di Tremonti e di Berlusconi è già entrata in vigore, nonostante il parere negativo della BCE, che in ogni caso non è vincolante. Come Trichet ha più volte ricordato, inoltre, il governo italiano si è impegnato in passato ed in maniera ufficiale a non applicare alcuna tassa sull’oro se non dietro approvazione anche della BCE stessa e della Banca d’Italia.

Intanto, per quanto riguarda il nostro paese e l’area euro in generale, Trichet fa sapere che la ripresa economica è prevista per il prossimo anno.

Ora staremo a vedere cosa succedere in questo senso e che decisioni prenderà il nostro governo relativamente alle Golden Tax da applicare. Ricordiamo che questa manovra prevede una tassazione del 6% delle plusvalenze sull’oro di Bankitalia, entro un tetto massimo di 300 milioni. La legge è stata appovata definitivamente lo scorso primo agosto con la firma del presidente della Repubblica.

La BCE non tocca i tassi

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Ecco una buona notizia che arriva direttamente dalla BCE, la Banca Centrale Europea. Trichet, infatti, ha reso noto, durante la conferenza stampa che si tenuta al termine della riunione del consiglio direttivo, che la principale banca europea non ritoccherà i tassi di interesse, che dunque sono ancora appropriati alla situazione economica attuale.

Trichet ha detto che “come già anticipato l’inflazione annuale del mese di luglio è scesa negativo, avendo degli effetti temporanei. Ora ci attendiamo che l’inflazione torni in positivo nel secondo semestre del 2009 e che l’evoluzione dei prezzi sul mercato sarà ancora debole”.

Secondo la BCE, inoltre, tutta l’attività economica in zona euro sarà comunque debole per tutto quest’anno, anche se ci troviamo in una fase nella quale la crisi sta chiaramente passando. La Banca Centrale Europea fa sapere che “ci si attende un completo recupero per tutto il prossimo anno, mese dopo mese.”

Una piccola preoccupazione per quanto riguarda i mercati mondiali è l’alta volatilità che, da qualche tempo a questa parte, sta caratterizzando i principali mercati, appunto. Sembra, però, che ci siano gli strumenti finanziari ed economici adatti per tenere sempre e costantemente sotto controllo la volatilità, così come anche l’inflazione, che è una delle cose che fa più paura quando questa crisi economica sarà finita.

Dopo che la crisi sarà passata “la BCE lavorerà per fare in modo che l’enorme massa di liquidità immessa sui mercati venga a mano a mano riassorbita, in maniera da non creare rischi per l’inflazione”, fa sapere Trichet. Già da ora i vari governi dovrebbero iniziare a preparare dei piani di azione da dover seguire quando ce ne sarà bisogno. Tali piani di azione dovrebbero prevedere delle strategia di uscita realistiche e devono indicare che la finanza pubblica torna a sostenersi da sola.

Nel Forex, dunque, attenzione al buon andamento che gli indici e l’euro stesso possono avere.

Trichet dice alle banche di prestare più soldi

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Trichet, presidente della Banca Centrale Europea, afferma che le banche dovrebbe prestare più soldi. Trichet, nella giornata di ieri, fa sapere che la BCE ha deciso di lasciare inviariati i tassi di interesse, fermi all’1%. Secondo il presidente BCE “il flusso dei prestiti bancari alle imprese e alle famiglie è troppo limitato. Le banche devono prestare più soldi e dare il loro contributo per cercare di uscire da questa crisi”.

I numeri, infatti, parlano chiaro: i prestiti al settore privato sono diminuiti dell’1,8% . La diminuzione degli importi dei prestiti, infatti, avrebbe come conseguenza quello di spingere i cittadini e le imprese ad investire e a spendere meno, con un ulteriore ritardo nell’uscita dalla crisi.

Secondo Trichet, inoltre, il tasso di interesse dell’1% non è ancora il limite minimo che si potrebbe raggiungere, dato che, in caso di necessità, sarebbe possibile un ulteriore ribasso degli stessi. Al momento, in ogni caso, non se ne prevede il bisogno, a meno che accadano degli eventi non messi a preventivo.

La BCE ha anche acquistato dei covered bond per 60 miliardi, a partire dal prossimo lunedì. L’obiettivo è quello di incoraggiare le banche ad accelerare gli impieghi e a dare nuova vita al loro settore, che è stato uno dei più colpiti dalla crisi economica. Queste obbligazioni hanno una scadenza tra 3 e 10 e sono garantite da una serie di asset, come ad esempio i mutui ipotecari. Il valore minimo delle obbligazioni sarà di 500 milioni.

La BCE sta dunque facendo il possibile per uscire da questa crisi. Ora dovrebbero fare lo stesso anche le banche, che devono consolidare i loro bilanci a partire dal 2011.

Nel Forex dobbiamo tenere sotto occhio l’andamento della valuta europea e degli indici principali delle borse europee, a seconda della risposta degli investitori a questa notizia economica.