Tutto sulla ritenuta d’acconto per prestazione di lavoro occasionale

Ci troviamo in una situazione dal punto di vista lavorativo in base alla quale diventa sempre più difficile riuscire a trovare il posto fisso. Ecco perché sono sempre di più i datori di lavoro che, piuttosto che farsi carico del costo dell’assunzione di un dipendente, anche se a tempo determinato, preferiscono proporre un contratto di lavoro a prestazione occasionale, ovvero limitata ad un certo periodo di tempo e ad un certo lavoro.

Come funziona la ritenuta d’acconto per prestazione occasionale

In sostanza, con questo strumento il datore di lavoro effettua un pagamento come se stesse collaborando con un professionista con partita IVA.

E’ fondamentale che si configuri la situazione secondo la quale il rapporto di lavoro sia occasionale e che il collaboratore, ovvero colui che svolge il lavoro, non è obbligato ad avere una partita IVA (dunque deve avere un guadagno annuo inferiore a 5.000 €).

Il collaboratore deve emettere una ricevuta, che il committente deve pagare. A volte si potrebbe configurare la situazione opposta, ovvero quando è il committente che emette a sé stesso una fattura come se fosse il collaboratore, ma questo capita solo perché quest’ultimo non sa come emettere ricevuta in maniera pratica.

La ricevuta deve contenere, oltre alla data, anche i dati di ambo le parti, la descrizione dell’attività lavorativa che è stata prestata, l’importo lordo e quello netto, ovvero diminuito del 20%.

Pertanto:

  • Il committente, ovvero il “datore di lavoro”, paga effettivamente la somma lorda;
  • Il collaboratore incassa la somma netta;
  • La rimanente parte, ovvero il 20% del lordo, viene versato dal committente come tasse.

Al momento della dichiarazione dei redditi, l’anno successivo, lo stato potrà restituire al collaboratore una parte della somma pagata, tutta la somma pagata (se l’importo del 20% non era in realtà dovuto), chiedere un conguaglio se è stato versato meno del dovuto.

A chi conviene lavorare con contratto di prestazione occasionale?

In realtà è una situazione che non conviene a nessuna delle due parti, salvo il fatto che si tratta di un rapporto di lavoro veramente occasionale.

Il committente, infatti, si ritrova a pagare la stessa somma che pagherebbe per un libero professionista, ma ha in più l’obbligo di dover gestire, fiscalmente parlando, le ritenute d’acconto.

Il collaboratore ha l’unico “vantaggio” che la somma che incassa non è assoggettata all’INPS, dunque non è ulteriormente tassata. D’altro canto, questo vuole dire che quel dato periodo lavorativo non è valido ai fini della pensione.

E’ meglio avere una partita IVA?

E’ una domanda a cui è difficile dare una risposta perché molto dipende da sé stessi e dalla propria situazione. In linea di massima, la partita IVA conviene perché si possono dedurre le spese, si possono pagare le tasse solo l’anno successivo, e solo se effettivamente dovute, si può avere un credito di imposta se la somma delle tasse pagate è superiore al dovuto. Secondo il regime forfettario 2016, infatti, il collaboratore non potrà portare nulla in deduzione dal calcolo del reddito proprio in virtù del fatto che il conteggio dell’imponibile ai fini fiscali viene calcolato in via forfettaria.

Contributi INPS lavoratori autonomi: calcolo della gestione separata

I titolari di partita IVA lavoratori autonomi che non hanno un ordine a cui far riferimento, e dunque mancano anche di una cassa previdenziale, devono iscriversi alla “Gestione Separata INPS per i Professionisti senza Cassa”. Tale obbligo comporta anche il pagamento dei contributi per la futura pensione.

Per poter calcolare la pensione per gli iscritti a tale gestione, bisogna considerare i seguenti punti:

  • calcolare i contributi che si pagano ogni anno fino ad avere il montante, ovvero la sommatoria di tutti i contributi pagati nel corso della propria vita lavorativa;
  • fare una rivalutazione del montante considerando i tassi di capitalizzazione che sono pubblicati ogni anno dall’ISTAT;
  • calcolare la pensione annua lorda con l’applicazione al montante del coefficiente di trasformazione che viene fissato, per legge, in base all’età del lavoratore.

Le aliquote che bisogna pagare, da parte del professionista possessore di partita IVA, in termini di INPS, vanno applicate al proprio reddito.

Le tabelle INPS indicano la percentuale annua che, per il 2016 e per il 2017, è fissata nel 33,72% dei redditi. Ad esempio, ipotizzando un reddito di 20.000 € all’anno, il contributo da versare sarà di 6.744 € ogni anno.

Se tale importo rimanesse fisso per tutti gli anni di vita lavorativa dell’imprenditore, dopo 35 anni, ad esempio, egli avrà versato 236.040 € in totale. Tale importo dovrà essere rivalutato secondo un coefficiente stabilito dall’ente pensionistico, dopodiché si potrà calcolare la pensione annua lorda media del lavoratore, la quale andrà divisa per 13 mensilità.

L’esempio sopra riportato si basa su un tasso di capitalizzazione medio dello 0,5%, che riflette l’andamento dell’economia del nostro paese dall’inizio della crisi (2008) fino ad oggi. Il coefficiente di trasformazione di cui sopra è, al momento, pari al 6,50%, che diventa 6,54% nel caso di un cittadino che abbia oltre 70 anni.

Dall’inizio della gestione separata da parte dell’INPS, 1996, e fino ad oggi, sono passati esattamente 20 anni. Di conseguenza, sono usciti i primi conteggi dell’osservatorio INPS in merito alle pensioni degli iscritti proprio alla gestione separata. Secondo i primi calcoli, si parla di 160 euro al mese, davvero poco per vivere ed in considerazione di tutte le somme che sono state versate, nel corso degli anni, in termini di contributi.

Cosa potremmo aspettarci in futuro?

Le cose sono alquanto “oscure”, in quanto è difficile capire se la situazione per gli iscritti alla gestione separata INPS potranno migliorare. Quel che è certo è che la situazione, al momento, è difficile.

Certo, bisognerà vedere come evolveranno le cose nel corso dei prossimi 15 anni, ovvero quando ne saranno passati almeno 35 dal momento in cui l’INPS ha dato il via alla gestione separata e potremo vedere i primi pensionati che avranno versato contributi solo a tale gestione separata.

Si spera, come è normale, che la pensione che i pensionati del futuro iscritti a questa gestione potranno godere di una pensione migliore rispetto alle previsioni attuali, che potrebbe significare almeno 1.000 euro al mese.

Ma sarà una cosa possibile? Ricordiamo quando l’ex Presidente dell’INPS, Antonio Mastrapasqua, disse, qualche anno fa, che era meglio non obbligare gli imprenditori ad iscriversi alla gestione separata per evitare dei movimenti popolari. Avrà avuto ragione?

Antiriciclaggio: obblighi, sanzioni e adempimenti per i professionisti

Da sempre il professionista è una di quelle categorie lavorative chiamate ad adempiere ad un grande numero di obblighi. In maniera particolare, tutti devono rispettare le norme antiriciclaggio di denaro e di beni, inclusi i commercialista, gli esperti contabili e coloro che sono iscritti all’albo come consulenti del mondo del lavoro.

Quali obblighi per il professionista

Praticamente, tutti i professionisti che ottengono un incarico da un nuovo cliente, devono mettere in piedi una procedura finalizzata a controllare il soggetto cliente, la sua identità, oltre che la natura delle operazioni che vengono richieste.

Secondo l’art. 16 del D.Lgs 21 novebre 2007, per tutte le prestazioni professionali che hanno un valore maggiore di 15.000 euro, oltre che per quelle per le quali il valore economico non è adeguatamente determinabile, è fondamentale fare la verifica obbligatoria dei clienti. Oltre che capire ed accertare l’identità del soggetto, il professionista deve anche capire la natura del rischio del lavoro che deve svolgere, la quale è diversa a seconda dell’attività che bisogna fare, dell’area geografica di residenza e del tipo di operazione richiesta.

Il libero professionista è chiamato a svolgere questi controlli in maniera costante per tutta la durata del lavoro.

Quali sono gli adempimenti obbligatori, un riepilogo

Andando a riepilogare gli adempimenti che il professionista deve fare, ecco la lista completa:

  • Verifica dell’identità del cliente o, nel caso di una società, dei clienti;
  • Verifica dello scopo e della natura del lavoro che bisogna svolgere, che deve essere fatto non con l’obiettivo di far transitare, per il professionista, del denaro “sporco”;
  • Svolgimento di un controllo assolutamente continuativo per tutta la durata del lavoro;
  • Inserimento di tutte le informazioni che sono state raccolte in un registro della clientela, che può essere sia cartaceo che elettronico.

Come deve essere tenuto il registro della clientela

Ferma restando la facoltà per il professionista di scegliere se tenere tale registro in formato cartaceo o digitale, egli è obbligato a tenere una scheda per ogni cliente, una sorta di fascicolo in cui andare a salvare tutte le informazioni sul soggetto o sui soggetti.

La registrazione dei dati del cliente sul registro deve essere fatta necessariamente entro i 30 giorni dall’accettazione del lavoro e dalla firma del contratto, o comunque entro i 30 giorni dal momento in cui si è venuti a conoscenza delle informazioni necessarie.

Penali in caso di mancati controlli e di mancata tenuta del registro

Le sanzioni che il professionista potrebbe doversi trovare a fronteggiare nel caso in cui non adempia alla normativa, sono di carattere amministrativo e penale. Nel primo caso si può rischiare di pagare una multa fino a 50.000 euro, a seconda della gravità del reato commesso, mentre nel secondo caso è prevista la reclusione fino a 12 mesi.

Norme antiriciclaggio a carico del professionista, le conclusioni

Andando a concludere questo interessante discorso, si capisce come queste norme sono fatte per salvaguardare sia il professionista in sé, che eviterà di fare affari con una persona di mal’affare, che la collettività, nel tentativo di combattere la corruzione e il riciclaggio di denaro, due piaghe di qualunque società.

Forex, imparare dall’esperienza per non fare sempre gli stessi errori

Far forex non è semplice, lo sappiamo bene. Molti dicono di si, ma la realtà è esattamente l’opposto di quello che in tanti vogliono far credere: non è un caso che, di tutti quelli che ci provano ad avere successo con il mercato delle valute, solo il 5%, effettivamente, alla fine ce la fa. Perché così pochi? Quali sono gli errori che la maggior parte delle persone fanno?

Per scoprirli è semplicemente possibile andare a spulciare tra le esperienze reali passate dei trader che hanno avuto più o meno successo con il mercato valutario.

Credere che fare forex sia dover stare sempre dentro il mercato è il primo, grande, errore. Tale sbaglio è scatenato, per la maggior parte delle volte, dal fatto che il mercato valutario è aperto 24 ore su 24 e, dunque, c’è sempre tempo per poter entrare e uscire, per guadagnare.

Si fa l’errore di immaginare che ogni minuto passato fuori dal mercato, sia un minuto perso in cui non si guadagna denaro.

Se la si guarda da un’altra prospettiva, non quella del guadagnare soldi con il forex, ma quella di non perdere denaro, tutto assume un altro sapore e si capisce bene come conviene entrare nel mercato solo se si ha la certezza (o quasi) di non perdere, solo se si può prevedere con precisione quasi assoluta la futura direzione della coppia di valute che si ha di fronte.

Credere di essere invincibili è un altro grande errore che fanno di solito i principianti del forex. Le prime volte che si fa trading, se si chiudono alcune posizioni in positivo, una di seguito all’altra, si può pensare di aver subito trovato il famoso “Sacro Graal”, la strategia grazie alla quale la nostra vita è pronta a prendere una svolta radicale.

Si tende ad essere più confidenti in quello che si fa, ad aprire posizioni sempre più azzardate, ad usare sempre più leva finanziaria, e si finisce con il perdere tutto il denaro investito.

All’inizio, il successo continuativo nel forex è dovuto alla classica “fortuna del principiante”, non si ha ancora la forza (né strategia, neanche mentale) di guadagnare in maniera costante.

Non bisogna mai dimenticare che, tra il trader e il mercato, è sempre il mercato quello con il coltello dalla parte del manico.

Questo concetto, come suggerito anche da portali specifici come Forex Trading Italia, vale in ogni momento e in ogni situazione, da quella di decidere di iniziare ad investire con denaro reale nel forex online fino a quella di sapere come gestire i guadagni, dalla scelta di un broker fino alla gestione dei rischi. Bisogna fare tutto prendendo le giuste decisioni, cosa possibile solo se non si crede di essere imbattibili e se si ha “paura” del proprio avversario.

Credere di essere molto scarsi è il terzo errore tipico, opposto a quello di prima. Se si chiudono delle posizioni consecutive in perdita, si pensa subito che la propria strategia non funziona, che non si è tagliati per il mercato valutario, che è meglio lasciar perdere. Sapete quanti soldi hanno perso anche i migliori investitori del mondo prima di diventare trader di successo? Milioni e milioni. Ma la perseveranza ha vinto su tutto.

Non fissare degli obiettivi e non imparare dai propri sbagli è il quarto errore. Gli obiettivi monetari da raggiungere sono importanti perché ci mettono di fronte alla possibilità di fissare un traguardo cui arrivare, che però non deve essere difficilissimo altrimenti si perde interesse, ma neanche troppo facile altrimenti si rischia di pensare che il forex sia semplice e si corre il rischio di fare l’errore numero 2, di cui abbiamo parlato prima.

Allo stesso modo, ignorare i propri sbagli è errato, perché è da essi che si può fare trading in maniera migliore e più efficiente, più efficace nel tempo. Capire perché si è perso denaro, perché si è sbagliato, e assimilare l’errore (non dire solo “vabbé, ho sbagliato”, facendoselo scivolare addosso), è fondamentale per diventare un trader migliore e non commettere più lo stesso sbaglio.

In conclusione, possiamo dire che essere forti psicologicamente è importante per fare trading con successo nel mercato delle valute. Se dovessimo dare un voto di importanza alla psicologia applicata agli investimenti, da 1 a 10, diremmo che essa vale 8, mentre il rimanente 2 è pura tecnica.

Questo è per dire, per farvi capire, che la cosa più importante da fare nel mercato delle valute, è quella di lavorare sulla propria forza psicologica, sulla propria capacità di gestione dei rischi, e che solo così è possibile migliorarsi e guadagnare denaro nel forex, magari anche con l’obiettivo di diventare un trader di professione, perché no.

Lavoro e perseveranza, in fondo, portano ovunque.

Forex euro dollaro: da cosa dipende il cambio?

Le quotazioni nel forex: ecco cosa fa muovere il cambio euro/dollaro

Le negoziazioni nel mercato del forex riguardano l’acquisto o la vendita di monete, mentre le quotazioni sono i relativi prezzi con cui si aprono o si chiudono queste operazioni d’investimento. La quotazione dell’euro rispetto al dollaro americano (in simboli: EUR/USD) rappresenta quindi il cambio tra le monete dei due paesi ed esprime in termini monetari quanti dollari servono per comprare 1 euro. Si tratta di un valore che nel mercato del forex è soggetto a continui cambiamenti la cui direzione dipende da numerosi fattori e per questo non è sempre facile da prevedere.

 

Anche nel forex vale la regola della domanda e dell’offerta

In generale se l’economia di un paesa va bene, nel forex si registrerà una maggiore richiesta della sua moneta. Più una moneta è richiesta, più la sua quotazione aumenta. Insomma, così come avviene per tutte le merci trattate su un mercato libero, anche le monete hanno un valore che cambia a seconda della domanda e dell’offerta.

La quotazione ell’euro rispetto al dollaro, quindi, riflette lo stato di salute delle rispettive economie, le politiche dei Governi e le scelte di politica monetaria da parte delle Banche centrali. Per esempio, se tra gli investitori c’è preoccupazione per il tasso di disoccupazione in Europa, è altrettanto probabile che sul mercato si registrerà un calo dell’euro rispetto al dollaro.

Altre volte, invece, i valori delle monete possono essere legate al “sentiment” dei mercati, cioé all’euforia o al panico generalizzato che si diffonde tra gli investitori in seguito a fatti traumatici esterni: se l’Europa malauguratamente fosse teatro di un attacco terroristico, di un disastro naturale o di un conflitto armato, si potrebbe registrare un duro colpo alla sua economia con un riflesso negativo anche sul valore della sua moneta, facendo così calare il cambio eur/usd.

Forex euro dollaro: le variabili che influenzano il cambio

I fattori macroeconomici che incidono sul cambio euro/dollaro

Sono diversi i fattori macroeconomici che incidono sul cambio euro dollaro. Uno dei più importanti è il tasso di interesse nei due paesi. Un maggior aumento del costo del denaro da parte della banca centrale europea (BCE) rispetto alla Federal Reserve comporta un rendimento più alto sui depositi bancari europei. In altre parole, conviene di più depositare capitali in Europa, sicché si avrà una maggiore richiesta di euro e quindi ancora una volta un incremento del suo valore.

Altro fattore importantissimo: il rapporto import-export tra i due paesi. Se, per esempio, le prospettive del commercio mondiale fanno prevedere un aumento delle esportazioni di prodotti europei verso gli Stati Uniti, è molto probabile che sul mercato del forex si registri una maggiore richiesta di euro (per pagare quei prodotti) spingendo così la quotazione euro/usd verso l’alto.

Il potere di acquisto di una moneta è un altro degli elementi che incide maggiormente sul cambio euro/dollaro. Se l’inflazione in Europa è più alta rispetto a quella americana significa che i prodotti europei saranno mediamente più costosi e quindi meno richiesti sul mercato estero. Ancora una volta, vale la regola domanda-offerta: meno richiesta di prodotti in euro uguale minor valore della stessa moneta.

Il deficit e l’indebitamento sono altri elementi che possono causare una caduta delle quotazioni. Se alcuni paesi europei spendono più di quello che incassano dalle tasse, il deficit ogni anno andrà a gonfiare il debito aumentando così il rischio default (il rischio cioè che quegli stessi paesi non riescano a soddisfare i propri creditori). In questi casi, gli investitori che hanno titoli del debito in euro tenteranno di disfarsene a prezzi anche stracciati, causando una caduta dell’euro rispetto al dollaro.

A questi fattori bisogna aggiungere il ruolo della speculazione, cioè gli acquisti di euro o di dollari sul mercato dettati da motivi di profitto senza che questi rispecchino una reale situazione dell’economia.

 

Tra gli articoli proposti da FXGM, suggeriamo di approfondire: I segreti del Trading Cfd.

L’affascinante storia di Jesse Livermore

Jesse Livermore è una delle figure di spicco nel mercato degli investimenti, dalla cui biografia si capisce come sia un uomo che ha sfidato i mercati in diverse occasioni, in particolare nel 1907 e nel 1929. Tuttavia, pur avendo fatto una fortuna pari ad oltre 100 milioni di dollari ha perso anche quasi tutto e ha deciso di porre fine alla sua vita in modo tragico.

Nato il 26 Luglio 1877 in Massachusetts, Jesse Livermore ha iniziato la sua carriera come trader all’età di 14 anni (erano altri tempi) scappando di casa con l’aiuto della madre. Ha iniziato la sua carriera a Boston.

Mentre lavorava, ha scritto le sue impressioni circa il comportamento futuro dei prezzi e poi le ha confrontate con l’effettivo sviluppo che esso avrebbe preso. Subito dopo, un amico lo ha convinto ad investire soldi veri in questo “hobby”.

Per 15 anni ha accumulato guadagni per 1.000 dollari circa (pari più o meno a 23.000 dollari oggi). Negli anni successivi ha continuato ad investire iniziando a guadagnare sempre di più. Si è poi trasferito a New York, dove ha messo tutta la sua energia nelle operazioni di mercato e quest’ultima esperienza lo ha portato a creare una nuova serie di regole importanti da usare nel funzionamento del mercato.

Durante la sua vita Livermore ha vinto e perso fortune per svariati milioni di dollari. La più notevole delle sue fortune (di 3 e 100 milioni di dollari) sono state ottenute dal crollo del mercato nel 1907 e nel 1929. Oltre che un certo successo come commerciante, Livermore ha lasciato una filosofia di lavoro per operare con i titoli sottolineando l’importanza di aumentare le dimensioni delle posizioni mentre la direzione va lungo la strada giusta, ma incassando le perdite quando le posizioni sono sfavorevoli.

Livermore, però, a volte non ha seguito le proprie regole e ha osservato che questa mancanza di aderenza alle regole è stata il motivo principale per cui ha perso le sue più grandi fortune.

La carriera di Livermore prende fama dopo il panico del 1907, quando il mercato ha venduto di colpo. Egli ha spiegato che questo è stato dovuto all’aspettativa che molti operatori avrebbero dovuto vendere sulle richieste di margini legate alla leva finanziaria (come in effetti è successo). Dopo quell’autunno, la sua ricchezza ha raggiunto 3 milioni di dollari.

Successivamente ha perso il 90% della sua fortuna nel commercio del cotone, violando molte delle sue regole e non ascoltando i consigli degli altri. Nei mercati orizzontali ha continuato a perdere soldi tra il 1908 e il 1912, chiudendo con un debito di 1 milione di dollari e andando in bancarotta. In seguito ha recuperato le perdite e, infine, la sua fortuna durante il mercato toro della prima guerra mondiale e il successivo mercato orso.

Perché è importante unire l’analisi fondamentale e quella tecnica

Una delle prime cose importanti da controllare il lunedì, prima ancora di iniziare ad aprire e chiudere posizioni nel mercato, è verificare le notizie in arrivo dai rapporti settimanali che potranno avere un forte impatto macroeconomico nella settimana che verrà. Oltre a questo, diventa anche indispensabile fare il monitoraggio quotidiano del contesto economico in cui la massa degli investimenti si trova ad operare.

Se pensiamo che la teoria del prezzo Dow si trova in una zona che riflette il tutto intorno ad essa, è fondamentale capire l’ambiente in cui ci si trova, ed ecco perché non si può prescindere dall’analisi fondamentale.

Per trovare la tendenza dominante del mercato bisognerebbe in ogni caso far corrispondere la nostra analisi tecnica con la nostra analisi fondamentale, cosa che accade per la maggior parte delle volte, ma non sempre.

Una volta capito che l’analisi tecnica ha in sé tutta una serie di informazioni su cui tutti gli operatori si basano, si capisce anche che per completare queste informazioni è fondamentale poter unire l’analisi fondamentale.

Allo stato attuale, il mercato ha dei trend temporali che possono cambiare anche in breve tempo, soprattutto quando c’è alta volatilità nel mercato. Ecco perché dobbiamo essere vigili ogni istante che ci si trova sul mercato, al fine di capire meglio i cambiamenti che si verificano e cercare di sfruttare la bidirezionalità delle nostre operazioni. L’obiettivo finale è ovviamente quello di estendere il numero di trade vincenti, di minimizzare le perdite e di migliorare le probabilità di successo, ogni settimana e ogni mese.

E’ importante anche capire che il mercato non si discute, esso va capito. Bisogna per questo motivo seguire le indicazioni dei trend principali (che sono poi quelli definiti dall’analisi fondamentale, che torna in auge ancora una volta) al fine di capire se aprire una posizione long o short.

Bisogna ricordare che una buona combinazione di analisi fondamentale e analisi tecnica è la base per un trading produttivo e sostenibile. D’ora in poi, bisogna trovare il modo di investire con entrambe, non ci si può più concentrare su una delle due.

C’è ancora chi dice che una delle due analisi è migliore dell’altra, la realtà è che sono entrambe importanti. Certo, ci sarà sempre chi preferisce una delle due, ma da qui a non usare proprio l’analisi che non si preferisce, è un errore che non bisognerebbe fare se si vuole avere la certezza di guadagnare denaro in maniera costante.

I segreti del Trading Cfd: cosa sono e come si usano i contract for difference

Che cos’è il Forex Trading

Il Forex Trading è l’attività di commercializzazione delle diverse valute dei Paesi stranieri ma, ovviamente, anche dell’Euro. Il guadagno di chi si dedica a questo tipo di attività è dato dalla differenza di prezzo che esiste fra il momento dell’acquisto della valuta straniera e il momento della sua vendita.

Il mercato del Trading Forex è riservato sia agli operatori aziendali – come banche, intermediazioni, etc – che al mercato dei privati ma questi ultimi per accedervi devono necessariamente operare tramite l’utilizzo di un intermediatore che viene definito broker.

Negli ultimi anni si è diffuso sempre più l’utilizzo dei broker online che operano nei diversi punti del mondo attraverso piattaforme web che permettono la gestione del proprio pacchetto di titoli, valute, etc.

Ovviamente, il Forex Trading rientra in un mondo molto più complesso di compravendite che comprende non solo le valute nazionali ma anche azioni, titoli, metalli preziosi, petrolio, etc. Gli strumenti a disposizione per coloro che desiderano fare trading online sono tanti. Fra questi ci sono, ad esempio, le opzioni binarie, lo scalping ma anche il Trading CFD.

Fare Trading CFD

La sigla Cfd sta ad indicare l’espressione inglese ‘contract for difference’ ossia contratto per differenza. Nel Trading CFD, dunque, si compravende la differenza (spread) fra il valore di un titolo o di un bene al momento dell’acquisto e quello che invece ha al momento della chiusura di questo contratto di acquisto: l’oggetto dello scambio, di conseguenza, non è l’asset in sé per sé ma piuttosto la differenza – sia in positivo che in negativo – del suo valore fra questi due momenti.

Più tecnicamente, si può affermare che il Cfd sia un prodotto cosiddetto ‘derivato’ il cui valore è basato sul bene sottostante al quale è legato.

Come in quasi tutti i prodotti oggetto di Trading online – ma a differenza delle azioni – anche nel caso del Trading Cfd il bene della compravendita non è mai realmente in possesso dell’acquirente ma il profitto deriva piuttosto dalle oscillazioni del mercato di riferimento: se il mercato si muove in modo ‘positivo’ allora anche la negoziazione avrà un esito positivo. In realtà, però, con il Trading Cfd il profitto può essere realizzato anche in una condizione negativa di mercato.

Infatti, se l’oggetto della negoziazione è sostanzialmente l’oscillazione naturale del mercato, allora l’investitore dovrà aprire quella che viene definita una posizione di acquisto se si ritiene che il bene sia destinato ad aumentare di valore, mentre ne aprirà una di vendita se si intuisce che il valore del bene è invece destinato a scendere. La posizione di vendita è anche definita breve mentre quella di acquisto è conosciuta anche come lunga.

L’andamento del mercato, dunque, è il principale fattore che determina non solo la realizzazione di un profitto o di una perdita ma anche, ovviamente, l’entità in entrambi i casi.

E’ importante sottolineare che i Cfd sono un prodotto a leva: ciò vuole dire che è possibile depositare anche un budget minimo per essere esposti, però, in maniera molto più ampia rispetto a quello che è il valore effettivo del deposito. In pratica, se il valore complessivo della posizione da aprire è 100, è possibile depositare anche soltanto 25 ma l’esposizione successiva coprirà comunque l’intero valore sul mercato.

Questa circostanza da un lato può comportare profitti notevoli ma dall’altro richiede una buona strategia per evitare ingenti perdite. Occorre quindi
un’ottima conoscenza di piattaforme e strategie di base per far diventare il Trading CFD un’effettiva fonte di guadagno.

Le piattaforme di Trading CFD

Per operare nel Trading Cfd è possibile utilizzare delle piattaforme virtuali che rendono l’investitore in un certo senso autonomo nella gestione del suo portafoglio. Grazie alle piattaforme, infatti, è possibile decidere se puntare sul rialzo o sul ribasso di un titolo piuttosto che dell’oro, del petrolio, etc: più il valore si alzerà – o, viceversa, si abbasserà, ovviamente sempre in base all’andamento sul quale si è investito – e più il guadagno crescerà.

Operando attraverso una piattaforma di Trading Cfd è necessario che per ogni investimento venga stabilita la durata del contratto. Infatti, le negoziazioni con i Cfd non hanno una scadenza naturale ma questa è decisa dall’investitore stesso: occorre, quindi, una certa sensibilità per capire quale sia il momento migliore per effettuare le compravendite.

Le piattaforme di Trading Cfd sono lo strumento migliore che può essere utilizzato anche dagli utenti meno esperti. Innanzitutto, infatti, è possibile iniziare ad investire con i Cfd anche prevedendo un budget davvero limitato.

Su quasi tutte le piattaforme, poi, è possibile allenarsi al Trading attraverso uno speciale conto demo: si tratta di una sorta di portafoglio di prova con il quale è possibile simulare quasi tutte le operazioni solitamente offerte dalla piattaforma.

In questo modo, l’utente neofita potrà iniziare a prendere confidenza con lo strumento e decidere di investire il suo budget reale soltanto quando si sentirà effettivamente pronto.

Infine, tramite le piattaforme online di Trading Cfd è possibile seguire l’andamento dei mercati in tempo reale per riuscire a capire immediatamente se è il momento di puntare sulla ‘breve’ o sulla ‘lunga’.

Le previsioni dei mercati: l’utilità delle previsioni dei mercati nel Trading Cfd

Le previsioni dei mercati nel Trading Cfd sono un elemento di valutazione essenziale: si può dire, forse, che i Contract for difference si basino proprio ed esclusivamente sulla sensibilità dell’investitore di intuire quale sarà l’andamento di un determinato mercato.

Ma laddove la sensibilità dell’investitore non riesce a comprendere effettivamente quale sarà il movimento dei prezzi dei prodotti sui mercati azionari, allora le previsioni dei mercati fatte da esperti di settore possono ovviamente aiutare molto nella decisione di vendita o di acquisto.

Attualmente per seguire l’andamento dei mercati Cfd e realizzare delle previsioni attendibili esistono software specifici, alcuni anche molto complessi, che si basano sia sull’andamento storico di un determinato bene che sull’analisi delle variabili possibili. Ma le previsioni dei mercati sono comunque molto più complesse di una semplice analisi e la strumentazione tecnologica è solo un primo passo verso una maggiore attendibilità.

La scelta della piattaforma Trading da utilizzare per operare con i Cfd diviene, dunque, di primaria importanza in quanto è in primo luogo la piattaforma a fornire gli strumenti principali per realizzare delle previsioni veritiere che porteranno alla decisione per una tipologia di investimento piuttosto che per un’altra.

Suggerito da: FXGM

La chiamata di margini, il peggior nemico del trader

Una richiesta di margini (o chiamata di margini che dir si voglia) è il peggior nemico di un operatore. Purtroppo è una situazione in cui tanti operatori si trovano prima o poi, alcuni perché hanno usato una cattiva gestione del capitale (o addirittura hanno deciso di fare forex senza l’utilizzo di qualsiasi tecnica per gestire il proprio denaro), oppure perché le tecniche usate sono state sbagliate, oppure ancora perché non si sa nemmeno che cosa sia una chiamata di margini. Andiamo a chiarire questo concetto, per tutti coloro che ne avessero bisogno.

Una richiesta di margini si ha quando l’equity del conto scende sotto un certo margine di mantenimento (che è pari al capitale necessario per aprire una posizione, vale a dire 250 euro se si utilizza una leva di 400:1 o 1.000 euro se si utilizza una leva di 100:1 nei conti standard).

In una chiamata di margini il broker chiude tutte le operazioni aperte, ecco perché è una cosa a cui stare estremamente attenti.

Vediamo un esempio di come funziona, in maniera da chiarire il concetto.

Ipotizziamo un commerciante forex che apre un conto e che fa un deposito iniziale di 4.000 euro. Il giorno dopo, tale broker decide di aprire una posizione in acquisto di Euro e di vendita di dollari (EUR / USD) a 1,2318, con due lotti standard. Il trader sta usando una leva di 100: 1, quindi il margine di mantenimento è di 2463,6 euro.

La mattina dopo, appena dopo essersi alzato, apre la piattaforma di trading e… sorpresa!! La coppia EUR / USD è caduta come un sasso e il saldo del conto è sceso a 2463,6 euro. La mossa di mercato sfavorevole fatto scattare una chiamata di margini.

Quando il trader è entrato nel mercato con due lotti standard, il margine di mantenimento è salito a 2463,60 euro, così egli poteva avere ancora 1.536,40 euro per poter far fronte alle perdite delle posizioni aperte (in caso di un movimento avverso, come effettivamente è stato). Un movimento di 100 pips sulla coppia EUR / USD, con due lotti, è pari a 2.000 euro. Se quella notte la coppia d valute EUR / USD è scesa di 113 pips, ad esempio, è andata ben oltre il limite che il trader poteva sopportare e dunque tutte le posizioni sono state chiuse, lasciando solo il margine di mantenimento.

Se il broker effettua una chiamata di margini nel corso di una fluttuazione forte del mercato, si rischia concretamente di perdere denaro, come abbiamo visto.

Fare forex in direzione del trend, trucchi e segreti

Il mercato Forex sembra essere costruito su misura per una strategia che segue il trend. I movimenti direzionali a lungo termine sono evidenti nelle principali coppie di valute, in ognuna di esse.

Questo articolo descrive la strategia “trend following”, mostrando come può essere applicata al mercato Forex, parleremo delle insidie e dei benefici della strategia e mostreremo un esempio di quanto può essere di successo operare in questa maniera.

Solitamente nel forex si opera vendendo a nuovi massimi e acquistando a nuovi minimi. E’ questo il modo ideale di entrare nel mercato. Altre scuole di pensiero cercano di mettere a punto il metodo tradizionale con l’acquisto di pullback in tempi più brevi nell’ambito del trend rialzista generale di lungo termine. Di solito i seguaci della tendenza ritengono che il prezzo sia l’unica cosa che conta quando si prendono decisioni di trading. Essi tendono a dare per scontati i dati critici, ritenendo che tutte le informazioni sui prezzi sono inerenti in sé.

Ecco i passi da seguire per fare commercio con il trend following in maniera tradizionale:

  • Accertati di sapere in che modo la coppia di valute si sta muovendo. Dai un’occhiata al grafico annuali, si è in un trend verso l’alto o verso il basso? Supponiamo che la coppia scelta sia in un trend in salita
  • Il modo migliore per entrare in un commercio è guardare la tendenza, come abbiamo detto. I commercianti di tendenza compreranno ogni volta che viene raggiunto un nuovo minimo.
  • Bisogna pazientemente attendere che la tendenza inizi a muovesi in direzione contrara per un certo periodo di tempo. Questa è la parte più difficile per la maggior parte dei commercianti, considerando che ogni trend è seguito da una lenta fase di rettifica (ritracciamento).
  • Bisogna infine uscire dal commercio quando la tendenza è arrivata al massimo e sembra aver iniziato a cambiare completamente. La domanda più difficile a cui rispondere è se il cambio di tendenza sia definitivo o meno (in questo caso si parla, ancora, di ritracciamento). La risposta a questa domanda deve essere trovata in ogni trader, anche in considerazione della sua esperienza.

La cosa migliore da fare è mettere in piedi una combinazione di trend following e ricerca di notizie chiave, due cose che possono dare adito ad una perfetta strategia di trading.

Operare in trend è più difficile di quanto sembri, anche perché il mercato Forex ha delle altalene intraday molto forti che possono buttare fuori tutti quelli che non sono disciplinati.

L’ossessione di non perdere

In internet ci sono tantissime informazioni relativamente al forex, la maggior parte di esse ruota intorno all’aspetto tecnico del mercato valutario. Tuttavia, spesso quando ci si affaccia al mercato occorre concentrarsi per bene sulla gestione del denaro.

Spesso sorge la domanda: “Perché questa o quella coppia di valute si muove contro di noi, quando sembrava che fosse un buon trade?” Sembra che in molti casi non accettiamo che il commercio non sia una scienza esatta; se lo fosse, allora non ci sarebbe un mercato, perché poi tutti saprebbero come guadagnare.

Prendiamo lo sport, ad esempio: può capitare che una squadra ha fatto una grande partita ma ha perso. Lo stesso può accadere nel commercio. Siamo in grado di fare tutto nel modo più corretto, ma vedere l’operazione che si muove contro di noi.

I traders inesperti non capiscono o non vogliono accettare che perdere una certa percentuale di operazioni è inevitabile e fa parte del trading. L’ossessione malsana di non accettare perdite porta a non applicare alcuna gestione del denaro. Occorre invece accettare che non si può sempre vincere.

Quello che fondamentale è mentalizzare il fatto indiscutibile che molte delle nostre operazioni non avranno successo.

La cosa più importante da capire è che se riusciamo ad investire delle operazioni in modo appropriato, possiamo ancora ottenere un profitto rispettabile nonostante le operazioni in perdita.

Che ci crediate o no, è possibile fare soldi con il forex anche con una percentuale di posizioni corrette inferiore al 50%.

Per poterlo fare è fondamentale realizzare e accettare che a volte si può perdere. Anche la migliore squadra di calcio non può vincere ogni partita. Infatti, una media del 60% è considerata buona. E questo ragionamento vale anche per il forex: un operatore che ha un 60% di trade vincenti sta registrando ottime prestazioni.

Molti commercianti aprono un’operazione con nessuna idea di quando la chiuderanno. E’ sbagliato, perché bisognerebbe preoccuparsi sempre dell’obiettivo di profitto da raggiungere. Vale a dire che bisogna impostare sempre un punto di uscita “TP” (Take Profit = presa di profitto) e un punto di uscita “SL” (stop loss = stop alle perdite).

E’ importante decidere i punti di uscita (stop loss e take profit) prima di aprire la transazione, anche perché quando essa sarà aperta le emozioni inizieranno a dominare le decisioni riducendo la razionalità. È per questo che, dopo aver aperto l’operazione, è meglio non fare alcuna decisione, altrimenti si rischia di sbagliare e perdere denaro.

Perché investire in oro

Vedere il calo del valore dell’oro nel 2013 come un fattore negativo rischia di far perdere la possibilità di investire in un bene tangibile con guadagni di margine a prezzi molto ragionevoli, soprattutto in un momento favorevole per investire in questo metallo. Si tratta, effettivamente, del momento migliore da decenni.

L’oro sta attraversando una fase di correzione e continuerà in questa dinamica. Tale correzione porta a delle precise previsioni di crescita.

La storia si ripete. Se si confronta il comportamento del valore dell’oro nella correzione attuale, a seguito della fase di espansione del decennio, con il comportamento dell’oro dopo la fase ascendente degli anni ’70, un’oncia di oro potrebbe arrivare a 2.000 $ nel 2016.

Valore rifugio per eccellenza. Dalle antiche civiltà alle banche centrali di oggi, l’oro fisico non ha perso il suo valore intrinseco nel corso dei secoli. Il valore prima della svalutazione della moneta, dell’inflazione o della deflazione, rimane costante. L’oro ha valore per unità di peso, è divisibile, intercambiabile, stabile, difficile da falsificare, facile da riconoscere, e anche se piccolo, è presente in tutto il mondo.

Aumenta la domanda, l’offerta diminuisce. In primo luogo, la domanda di oro nel settore della gioielleria continua ad aumentare (questo settore rappresenta circa il 70% della domanda globale di oro, e mantiene un aumento dal 5% al 8%). Inoltre, a causa dell’interesse passato (e attuale) delle banche centrali cinese e russa, che vogliono diversificare le proprie riserve, gli investimenti in oro sono sempre attuali.

Basilea III. A poco a poco dall’entrata in vigore degli accordi di Basilea III, promossi dal Forum per la stabilità finanziaria e dal G-20, l’oro sarà considerato un bene a rischio zero. Una conseguenza è che le banche devono avere una percentuale dei loro fondi investiti in oro fisico per ridurre il livello del debito e di asset garantiti da ipoteche, anche per prevenire un’altra crisi finanziaria.
ETF vs. oro fisico. Per il piccolo investitore e per gli investitori inesperti, l’oro fisico è ideale, sia come lingotti che come monete. In maniera particolare, riduce il rischio legato alla promessa di acquistare oro in un futuro (ETF). D’altra parte, è più facile gestire e investire in ETF che in oro fisico. Oltre a questo, c’è poco oro fisico in circolazione dato che molti investitori non vogliono vendere, ma continuano a comprare ora che siamo di fronte al momento giusto.

Tanti buoni motivi per investire in oro, e tu lo stai facendo?

Gap, cosa sono e come fare forex

Un’inversione isola è una combinazione di gap in continuazione e di rottura, nella direzione opposta. Questo tipo di approccio grafico appare come un’isola, separata dal resto dei prezzi per il vuoto, in cui non vi sono state operazioni. Inizia come un gap di continuazione, seguito da un trading range compatto con elevati volumi di scambio.

Considerando la forza di questa figura, vale sempre la pena cercarla sui grafici, soprattutto se in alcuni asset c’è, in altro no. Se l’oro mostra un divario, un gap, ma non anche l’argento o il platino, allora si può avere la possibilità di entrare nel mercato prima che il prezzo raggiunga il movimento massimo e aprire delle posizioni migliori.

I gap possono servire anche come supporti e resistenze. Se il volume è cresciuto dopo un gap verso l’alto è un segno di supporto molto solido. Se l’aumento di volume è venuto invece dopo il gap, il supporto è meno solido.

Gli indicatori tecnici consentono di identificare i tipi di gap e sono davvero utili. In maniera molto particolare sono i grafici settimanali che possono mostrare alcuni gap di apertura rispetto alla chiusura della settimana precedente, soprattutto quando i prezzi si aprono al di fuori della gamma del periodo precedente.

Il gap accade spesso quando ci sono delle notizie importanti nel corso del fine settimana, che portano diverse aziende e diversi trader ad operare sul mercato (che rimane comunque aperto, anche se in realtà non è possibile fare trading direttamente).

Riuscire a prevedere i gap è una cosa assolutamente utile, perché permette di realizzare dei buoni guadagni. Certo, è anche rischioso perché se il gap va contro la posizione corrente, si rischia invece di perdere molto denaro. E’ anche per questo motivo che si può provare a fare trading sfruttando questi particolari momenti del mercato, ma bisogna sempre operare in maniera saggia impostando anche gli stop loss, che sono i migliori amici del trader.

Questo ordine, in sostanza, dice alla piattaforma che se il prezzo di mercato scende al di sotto di un determinato valore (nel caso di posizione long) o vi sale al di sopra (nel caso di posizione short), allora bisogna fermare la perdita e chiudere la posizione.

Sembra difficile poter accettare la perdita, ma ne va del rischio di poter incorrere in perdite ancora più grandi, quelle che possono porre fine al proprio conto di trading anche con pochissime posizioni ancora da svolgere.

Come e dove comprare Bitcoin

Molti considerano la possibilità di acquisto e di investimento in Bitcoin, una delle più note monete virtuali. Vediamo in questo articolo le opzioni che abbiamo a nostra disposizione per comprare Bitcoin e guadagnare denaro con essi.
Perché acquistare / investire in Bitcoin? Vedendo la scena internazionale, ci sono molte confusioni e movimenti imprevisti, anche perché le valute classiche dipendono molto dagli accadimenti politici ed economici del mondo (i Bitcoin no, invece).

In molti vedono i Bitcoin come un investimento e medio/lungo termine.

Che cosa sono i Bitcoin? Il concetto si basa su un accordo volontario tra un gruppo di utenti internet di utilizzare 21 milioni di unità come scambio valuta. I Bitcoin utilizzano una comunicazione attraverso Internet (P2P) per la creazione di una rete attraverso la quale tutte le transazioni vengono trasmesse. Si tratta di una rete decentralizzata, in cui i nodi interagiscono l’uno con l’altro su un piano di parità.

Il denaro si può ricevere o inviare attraverso qualsiasi punto della rete, la quale utilizza una crittografia per garantire la sicurezza delle transazioni, l’inviolabilità del controllo dei fondi e l’emissione di nuova moneta. In questo modo i Bitcoin sono emesse in maniera controllata e non potrà mai superare 21 milioni di unità, quindi la valuta non può essere svalutata mediante emissione incontrollata.

Si tratta quindi di una rete di consensi, in cui tutti i nodi cercano di raggiungere un accordo sulle transazioni e sui movimenti. Tutte le transazioni sono valide solo se registrate e pubbliche (sono inoltre completamente irreversibili).

Prima di iniziare ad investire in Bitcoin c’è bisogno di avere un portafoglio virtuale, da usare per metterne da parte. Tale portafoglio potrà essere usato per effettuare e ricevere pagamenti in tutto il mondo, in maniera veloce e gratuita.

Come nella vita reale, è importante essere diligenti e proteggere adeguatamente i propri Bitcoin, sono comunque denaro.
Dove comprare Bitcoins? Se vogliamo avere dei Bitcoin nel nostro portafoglio virtuale, possiamo acquistarli in internet oppure attraverso un broker Forex (Markets.com permette, tra gli altri, di operare con questa valuta virtuale).

Una volta che si avranno da parte un certo numero di Bitcoin sarà possibile convertirli in moneta “sonante”, come gli euro, le sterline o i dollari, per poterli usare anche nella vita reale e non solo in quella virtuale.

Investire in Bitcoin potrebbe essere considerata una valida alternativa per tutti coloro che desiderano diversificare il portafoglio di investimenti nella maniera più ampia possibile e minimizzare i rischi.

Triangoli

I triangoli sono molto comuni, delle formazioni grafiche facili da trovare. Si tratta sostanzialmente di indicazioni che ci mettono di fronte ad possibile consolidamento del mercato, mentre è difficile avere un’inversione di tendenza dopo una figura del genere, anche se a volte può capitare.

Esso si verifica quando la curva dei prezzi varia tra movimenti ascendenti o discendenti, con delle oscillazioni in diminuzione (tranne nel triangolo rovesciato, in cui le oscillazioni sono in aumento). Queste oscillazioni consentono di disegnare una linea di supporto e una linea di resistenza che si vanno ad unire, formando la punta di un triangolo, che dà appunto il nome alla figura.

I triangoli sono ottenuti collegando la linea di massima tendenza al ribasso e la linea di uptrend, che invece unisce i minimi crescenti. Dei segnali di acquisto o di vendita vengono rilevati quando questo equilibrio è rotto e il prezzo sfugge bruscamente verso l’alto o verso il basso del rettangolo.

L’inaffidabilità di questa figura se presa da sola ci porta per la maggior parte delle volte ad aspettare che il prezzo prenda una posizione più chiara, cioè la rottura del supporto o della resistenza nel caso in cui venga rotta. Come di consueto nelle figure grafiche, si ha un segnale di acquisto o di vendita quando i prezzi vanno oltre un certo prezzo di oltre il tre per cento.

Il volume di trading deve scendere lungo la formazione triangolare, se poi la rottura è superiore ed esso va ad aumentare al momento della rottura, il che conferma il segnale di acquisto. Viceversa, se la rottura avviene al ribasso, non è necessario avere un aumento del volume per confermare il segnale di vendita.

Il significato di questa figura è che ci sono tanti venditori che hanno fretta di vendere le loro operazioni perché pensano che il mercato sia in una fase di imminente cambio di trend, rialzista o ribassista. D’altra parte, gli acquirenti non sono d’accordo e pensano di poter ancora salire. La distanza tra acquirenti e venditori è sempre più stretta col passare del tempo. E’ proprio il momento vitale per decidere in che direzione il mercato andrà in futuro.

Il volume nella formazione dei triangoli tende a diminuire quando essi si verifica, e aumenta notevolmente quando il prezzo è riuscito a rompere il triangolo stesso.

Si tratta, alla fine, di una formazione grafica interessante da seguire, che se combinata con altri indicatori può dar adito a buoni movimenti.

Perché bisognerebbe apprendere il forex

Quando si parla di Forex a molte persone si “accappona” la pelle. In realtà questo mercato è efficiente ed efficace, nel senso che è eccellente per poter guadagnare e per difendersi da eventuali movimenti sbagliati in una valuta. Perché bisognerebbe apprendere il forex? Quali sono le cose che occorre sapere? Che vantaggi dà?

Per prima cosa diciamo che il trading è adatto a tutti. E’ possibile farlo da casa con un computer ed una connessione ad internet, indipendentemente dal fatto se si fa o meno un altro lavoro. Per hobby o per migliorare la propria situazione finanziaria, gli investimenti nel forex sono importantissimi.

Il forex è un settore di investimento molto flessibile, nel senso che non ha impatto sulla propria vita lavorativa o familiare. Essendo un mercato aperto 24 ore su 24 dal lunedì al venerdì, è possibile “tradare” quando meglio si riesce, senza doversi preoccupare di sacrificare del tempo prezioso con il partner, con i figli o con i genitori.

Il rischio, inoltre, è tenuto sotto controllo (se si sa come farlo). Questo significa che si può investire una piccola parte del proprio capitale e limitare il rischio di perdite solo ad esso. Ci sono delle tecniche e degli strumenti “ad hoc” da poter usare per limitare al massimo i rischi legati al forex, come gli stop loss e i take profit. Entrambi sono noti anche come strumenti di money management (gestione del denaro) e permettono di guadagnare in maniera più sicura e veloce, senza correre grandi rischi.

Il mercato delle valute, inoltre, è importante per poter guadagnare denaro anche se il mercato scende. In questo caso è importante sapere che il mercato valutario permette di aprire posizioni sia in salita che in discesa (rispettivamente, si dice long e short). Nel primo caso si “scommette” che il valore di una data coppia di valute salga, nel secondo che scenda.

Un investimento in sé stessi. Imparare a fare forex è un investimento per sé stessi. Il discorso è semplice: il forex è basato sulle valute, sul denaro, e il denaro c’è sempre stato e sempre ci sarà. Quello che cambia è la valuta (euro o valute nazionali, ad esempio), oppure il movimento del mercato stesso, ma, con un fatturato di oltre 4.000 miliardi di dollari al giorno, il mercato del Forex è assolutamente sufficiente per poter investire con successo e guadagnare una rendita costante, per sé e per la propria famiglia. Con l’obiettivo di lasciare il lavoro.

Soluzioni per guadagnare nel forex

Il mercato del Forex è aperto 24 ore al giorno per 5 giorni a settimana, si tratta del mercato finanziario globale più liquido e importante del modo, con oltre 4 trilioni di dollari scambiati ogni giorno. Con una leva molto alta (fino a 400 volte) e la forte possibilità di notevoli guadagni in breve tempo, il forex è scelto da tantissimi trader per investire, ma non bisogna dimenticare che anche il rischio di perdita è massimo.

Non c’è nessun segreto da poter mettere in pratica, la maggior parte degli investitori deve lavorare ogni giorno per poter avere successo in questo mercato.

Il mercato del forex è un gioco a somma zero, il che significa che, a prescindere dai guadagni di un commerciante, molti altri perdono denaro. Secondo il “The Wall Street Journal”, solo il 5% dei commercianti è redditizio, questo significa che il rimanente 95% perde.

Per dirla semplicemente, quando un commerciante vince, altri 9 perdono. Quando abbiamo capito questo, abbiamo capito anche che è difficile essere un trader di successo. Per poter guadagnare occorre avere un vantaggio competitivo rispetto ad altri.

Tale vantaggio può essere messo in pratica in due modi: un robot di trading o l’investimento manuale.

Il 99,99% dei robot di trading che si trovano in vendita in internet non funzionano. Non sprecate soldi e tempo. Perché non funzionano? Un robot non funziona, almeno non nel lungo periodo, semplicemente perché il mercato è in continua evoluzione, e un robot è stato programmato, testato e ottimizzato per sostenere un certo periodo. Per avere successo con un robot occorre necessariamente ottimizzare il suo comportamento nel corso dei mesi.

La soluzione migliore è dunque il trading manuale, che da lungo tempo ha successo per tanti trader. Certamente questa tipologia di trading ha i suoi vantaggi, soprattutto è in grado di adattarsi alle condizioni di mercato, ma d’altro canto presenta anche molti svantaggi.

Oltre al fatto che richiede molta presenza al computer, porta anche ad una notevole dose di stress.

Il trading manuale è un’arte, e come in tutta l’arte ci sono dei virtuosi e altri che non lo sono. Non tutti hanno le qualità necessarie per essere commercianti, ma soprattutto non ci improvvisa commercianti in 5 minuti. Ci vogliono anni di esperienza per diventare un trader di successo, e il 99% dei commercianti manuali che iniziano con nessuna esperienza nel Forex perdono la loro scommessa.

Per essere dalla parte giusta della “barricata” è necessario approcciare al forex in maniera calma, un giorno alla volta, senza grandi pretese sin da subito. L’uso di una corretta strategia e soprattutto il saperla mettere in pratica è una cosa importantissima.

Perché è importante creare un proprio sistema di trading e come fare

Vediamo un semplice sistema di forex trading intraday progettato per grafici a 1 ora che permette di avere dei vantaggi interessanti se usato in combinazione con grafici a 15 minuti. È necessario essere ovviamente consapevoli che il forex comporta dei rischi, in ogni caso, e che è fondamentale poter gestire il rischio che si corre per salvare il denaro che si investe. E’ importante ricordare che un controllo del rischio eccellente può trasformare un sistema di negoziazione cattivo in uno buono, ma uno scarso controllo del rischio può rovinare il miglior sistema di trading.

La creazione di un valido sistema di trading richiede alcuni concetti basilari, tra i quali il più importante è quello di non utilizzare mai sistemi ad aspettativa negativa, dato che sono perdenti per definizione.

Il sistema commerciale che proponiamo è positivo, nel senso che se correttamente applicato permette di guadagnare concretamente. Esso si basa sull’utilizzo di due medie mobili esponenziali, una EMA a 5 periodi (EMA5) e una a 10 periodi (EMA10). Inoltre c’è bisogno della RSI a 10 periodi. Mentre l’uso classico del RSI è quello di indicare uno stato di ipercomprato (RSI> 80) o ipervenduto (RSI <20), qui lo usiamo solo per il livello medio di 50 (l’RSI si muove su una scala da 0 a 100 ).

Prima di entrare in una posizione lunga, l’RSI deve attraversare il livello di 50 dal basso verso l’alto e confermare la traversata verso l’alto delle due medie mobili.

Al contrario, per entrare nel mercato in una posizione short, il sistema deve muoversi esattamente al contrario. Cioè, l’RSI deve attraversare il livello 50 dall’alto verso il basso e confermare un attraversamento ribassista delle medie mobili esponenziali. Questa posizione sarà annullata quando l’RSI supera ancora una volta il livello di 50 dal basso verso l’alto.

Possiamo aggiungere che in ogni sistema di trading la cosa più importante è il prezzo, ovvero qualsiasi oscillatore, indicatore, media, ecc che permette di capire in che maniera esso si muove. C’è da dire che questi strumenti sono un modo di rappresentare ciò che il prezzo sta facendo, ecco perché è così importante operare in base all’azione dei prezzi e basare il nostro sistema su di esso.

Ogni sistema di trading dovrebbe basarsi sui prezzi in ogni momento, in maniera che essi siano lo strumento usato per capire se il trend sta crescendo o sta decrescendo e, dunque, agire di conseguenza per investire.

Cosa accadrà all’euro in caso di uscita della Grecia? Ecco le novità

La crescente possibilità di un’uscita della Grecia dal blocco della moneta unica potrebbe far alzare il valore delle valute rifugio sicuro come il dollaro statunitense e la sterlina britannica, mentre altre valute asiatiche emergenti potrebbero perdere valore.

Se la Grecia non ha intenzione di rispettare le misure di austerità messe in atto, entro breve vedremo se il paese potrà rimanere in zona euro o meno.

Ci sono già paesi che stanno mettendo in atto dei piani di emergenza per pararsi dal rischio di fallimento ellenico. Stiamo navigando in acque turbolente, con il rischio di una tempesta che si avvicina al nostro continente.

Gli economisti e gli operatori ritengono che l’euro crollerà nel caso di uscita della Grecia, anche perché c’è chi dice che questa uscita potrebbe portare a rischio anche altri paesi, tra cui Italia e Spagna.

L’euro come moneta potrebbe cadere molto acutamente semplicemente a causa del danno economico e finanziario a breve termine che una rottura può causare.

Le valute rifugio sicuro, come il dollaro, guadagneranno di valore. Secondo alcuni l’euro cadrà nei confronti del dollaro. Altre valute, come la sterlina potrebbero guadagnare valore (forse, considerando che la divisa inglese è legata all’euro in quanto l’Europa è il principale sbocco per le esportazioni britanniche).

Su tutta la linea, ci si potrebbero aspettare dei cali molto significativi nei paesi delle valute asiatiche emergenti.

Un approfondimento è da fare relativamente all’euro, tuttavia. Abbiamo detto prima che molto probabilmente la nostra valuta scenderà contro le altre, addirittura un’uscita della Grecia dall’UE potrebbe portare l’euro sotto la parità contro il dollaro americano (anche se, ad oggi, c’è anche chi dice che non sarà così).

Quello che è certo è che dobbiamo agire con calma e con precisione, non possiamo farci travolgere dal mercato.

Sicuramente ci aspettano dei momenti ad alta volatilità, con l’euro che potrebbe “ballare” molto contro le altre valute, in maniera particolare contro il già citato dollaro USA, ma anche contro lo yen, la sterlina e le principali valute “commodities”, ovvero dollaro neozelandese e dollaro australiano.

Per poter fare forex nei prossimi giorni bisognerà necessariamente agire con stop loss molto stretti per evitare di perdere denaro qualora ci sia un movimento improvviso contro la previsione fatta.

Operando in questa maniera sarà possibile riuscire ad investire in sicurezza e indubbiamente a proteggere i nostri capitali, cosa che è la prima da fare per poter investire con successo e a lungo periodo.

Pips e lotti, tutto quello che c’è da sapere

Anche se le quote del mercato dei cambi hanno molte caratteristiche in comune con altre opzioni di investimento, esse si differenziano molto per quanto riguarda la meccanica utilizzata per le operazioni. Due degli aspetti più particolari riguardano pips e lotti. Capire cosa significano questi termini e come utilizzarli correttamente permetterà di massimizzare i profitti nel mercato valutario.

Pips e Lotti sono due termini che probabilmente la maggior parte dei nuovi investitori non comprendono pienamente. Semplicemente, entrambi i termini sono usati come unità di misura per operare nel forex e aiutano a definire che tipo di benefici ci si aspettano dall’investimento fatto.

Un pip è la misura più piccola del movimento nel valore di una moneta e determina il profitto di una determinata operazione. Il valore del pip può variare, quindi è sempre una buona idea capire come esso viene definito dal broker che si utilizza per operare.

La maggior parte dei più grandi broker offre delle quotazioni con “pip pieno”, anche se alcuni potrebbero offrire dei pips frazionati. Questi pips rappresentano un ancor più piccolo aumento o diminuzione del valore di una moneta. Ad esempio, se si sta operando sulla coppia di valute USD / JPY (dollaro / yen), ogni movimento di pip equivale a 1 centesimo di valore. Altre coppie di valute, come GBP / USD (Euro / Dollari) utilizzano un valore di 0,0001 per definire il pip e il movimento del valore monetario dovrà essere aumentato per generare un vantaggio equiparabile.

Per i nuovi operatori è più facile calcolare il successo delle proprie strategie di trading basandosi sui guadagni in pips. Questo permette di avere una chiara indicazione di come operare al meglio prendendo in considerazione un dato unico e comparabile.

Un lotto, invece, è definito come il più piccolo gruppo di valore per una coppia di valute. Questo valore varia con la coppia di valute con cui si sta operando e con il broker che si sta utilizzando. Per esempio, molti broker impostano il valore minimo di un’operazione a 100.000 dollari (1 lotto). Ciò significa che in qualsiasi momento si voglia operare con questa valuta, l’investimento più basso che si può fare è 100.000 dollari.

Negli ultimi anni, i broker hanno stabilito dei lotti più flessibili per gli operatori più piccoli riducendo i requisiti minimi necessari. Si parla così di Mini lotti e di Micro lotti, strumento che permettono di investire con un importo iniziale più basso e con meno capitale di un lotto normale.