Forex e Tasse Italiane

Chi si avvicina per la prima volta al mercato del Forex potrebbe essere interessato al discorso della tassazione dei guadagni fatti con il Forex. La tassazione in merito al Forex è disciplinata dal DPR 22/12/1986 n.917 art.67,comma 1 lett. c-ter e comma1-ter .

Questa legge prevede che le operazioni spot siano esenti da alcuna tassa, mentre quelle con una durata superiore a 6 giorni devono pagare una tassazione sul guadagno pari al 12,50%. La tassazione avviene, in ogni caso, solo se nell’anno solare la giacenza complessiva di tutti i depositi sia stata superiore a € 51.645,69 (le vecchie 100 milioni di lire) per una durata di almeno 7 giorni lavorativi consecutivi.

Se si verificano le condizioni idonee per la tassazione, bisogna indicare nel modello Unico i guadagni ottenuti. L’importo tassato, quindi, è pari alla differenza tra la cessione e il costo della valuta, calcolato sulla base del metodo LIFO (Last In First Out). Se non c’è alcuna documentazione attestante i guadagni, bisogna far riferimento al minore dei cambi mensili determinati con decreto del Ministero delle Finanze.

Le società non sono sostituti d’imposta per i loro clienti. L’intermediario deve rilasciare una dichiarazione di certificazione delle plusvalenze ottenute. Poiché l’ Agenzia delle Entrate non considera i guadagni ottenuti con il forex come redditi da capitale, ma come redditi diversi, non è possibile dedurre le le minusvalenze.