Le più importanti candele forex

Le candele ci danno una migliore comprensione del valore di una moneta, o più precisamente ci permettono di interpretarne il valore agli occhi degli investitori. Essi sono anche in grado di aiutarci ad avere una migliore comprensione della psicologia degli investitori (che sono di solito guidati dalle emozioni come paura, avidità, speranza, ecc). Prima di cercare di capire il pattern candlestick, è necessario capire ciò che ogni candela rappresenta di per sé.

Le candele grandi descrivono una pesante pressione per acquistare o vendere. Il prezzo si trova in salita o in declino di molto rispetto al prezzo di apertura. Quando si parla di “grandi” candele ci riferiamo al corpo di ogni candela. Ma, grande rispetto a che cosa? Sappiamo che una candela è grande quando mettiamo a confronto la lunghezza di una candela con quelle precedente e successiva. Un grande candela si distingue chiaramente dalle altre.

Le candele piccole possono invece rappresentare due cose: un periodo di tempo con poco volume (poche transazioni) o periodi di indecisione (quando la domanda è uguale all’offerta). Le candele piccole sono di solito confrontate con la lunghezza delle candele precedenti per determinare la validità delle stesse.

Le candele Marubozu sono delle candele molto “forti”. Non hanno ombra, ciò significa che il prezzo di apertura è pari al massimo o al minimo di un determinato periodo ed il prezzo di chiusura è pari al minimo o al massimo dello stesso periodo. L’interpretazione di queste candele dipende dal luogo in cui sono state formate. Se una candela Marubozu rialzista appare in un trend al ribasso, può segnalare una inversione di tendenza nel breve periodo (i compratori hanno preso il controllo dei prezzi dal primo minuto fino all’ultimo). Se una caldela si trova sul tetto di una gamma può segnalare una spinta finale. Se la candela Marubozu rompe un livello importante (ad esempio, di supporto o di resistenza), ci si può aspettare il mercato continui nella direzione del breakout.

Le candele Doji rappresentano dei periodi di indecisione tra acquirenti e venditori. Queste candele si formano quando il prezzo di apertura e il prezzo di chiusura è uguale o molto simile. Idealmente, l’apertura e la chiusura devono essere uguali, ma bisogna ricordare, quando si analizzano le candele, che l’elemento più importante è l’essenza della candela.

Tra le candele doji possiamo vederne due: dragonfly e gravestone. La prima ha una grande ombra inferiore, i venditori hanno preso il controllo dei prezzi all’inizio del periodo ma poi gli acquirenti sono stati attratti da valori bassi e hanno preso il controllo del mercato. La seconda è esattamente la situazione opposta della dragonfly.

I segnali Forex, consigli pratici di utilizzo

Il tasso storico di tutte le valute sul Forex è presentato nei grafici che si trovano sulle piattaforme di trading. Questi grafici sono aggiornati in tempo reale in base a come si fa trading sul Forex e il loro studio dovrebbe consentire all’operatore di determinare l’andamento della moneta entro il prossimo futuro. Per fare questo, si deve anche tenere conto degli eventi che potrebbero verificarsi e che potrebbero influenzare il prezzo delle valute, tra cui la pubblicazione di indicatori economici. Un dato favorevole all’euro, ad esempio, aumenterà il prezzo della nostra valuta rispetto alle altre, come il dollaro o lo yen. Le informazioni economiche e macro-economiche sono pubblicate regolarmente su siti finanziari e sulle piattaforme dei broker per aiutare gli operatori a prendere delle decisioni migliori. L’analisi suggerita dagli esperti non è mai da trascurare perché mostra la probabile evoluzione della tendenza di una valuta nel corso della giornata o anche per diversi giorni.

E’ per questo motivo che tanti professionisti mettono a disposizione dei segnali Forex, in modo che essi possano realizzare un profitto. Tuttavia, il commercio non è una scienza esatta ed è sicuramente impossibile sapere se le previsioni di tali professionisti si avvereranno, qualunque sia la loro esperienza. Le possibilità di successo sono alte, ma i rischi di errore sono comunque reali. In caso di perdita di denaro, si deve rimanere calmi e bisogna saper cosa fare. E’ fondamentale, per prima cosa, rispettare i limiti di trading che ci si è imposti e non attraversarli mai, altrimenti si rischia di perdere tutto il proprio capitale.

La regola della prudenza è fondamentale per il commerciante. Esso non dovrebbe in nessun caso agire per un capriccio (magari per cercare di recuperare velocemente una perdita di denaro) perché questo comportamento potrebbe danneggiare il suo piano di trading. In generale possiamo dire che cercare di commerciare per compensare delle perdite è un errore che in tanti fanno (alla fine, a nessuno piace perdere denaro) ed è per questo motivo che è uno degli errori che più probabilmente ti porteranno a chiudere il tuo conto di valuta.

Se hai seguito un segnale forex ma hai comunque perso denaro, la cosa migliore è capire perché è successo (era forse sbagliato il segnale o la sua applicazione pratica?). Quindi ti consigliamo di fermarti per un po’ e ricollegarti un paio d’ore più tardi, potrai fare dei giudizi migliori sulla perdita e capire come fare per non commettere nuovamente lo stesso errore.

Le candele spinning, cosa sono e quando si formano

Le “Spinning” si formano quando le candele hanno una lunga ombra superiore, una lunga ombra inferiore e dei piccoli corpi. Il colore del corpo non ha alcuna rilevanza.

Quando ci si trova di fronte ad una candela di questo genere sui grafici, siamo di fronte ad un’indecisione tra compratori e venditori; cioè, nessuno dei due è in grado di avere il controllo completo della coppia.

Il piccolo corpo reale (indipendentemente dal colore) dà indicazioni di poco movimento tra il prezzo di apertura e quello di chiusura.

Come identificare le candele spinning?

Nel caso in cui il corpo sia bianco o verde (l’ombra superiore e quella inferiore sono sempre più lunghe del corpo) siamo di fronte a dei grafici che muovono ad un prezzo superiore e inferiore in maniera rapida, prima di chiudere sopra il prezzo di apertura.

Di conseguenza, questa candela ha il corpo bianco, che rappresenta una situazione di stallo tra compratori e venditori da cui nessuno dei due riesce a vincere.

Se si forma una candela spinning bianca dopo un forte trend rialzista significa che la pressione rialzista sta lentamente morendo e che un’inversione potrebbe essere imminente. Se una candela spinning bianca si forma invece dopo una forte tendenza al ribasso, significa che la pressione ribassista sta lentamente morendo e che un’inversione potrebbe essere imminente. In entrambi i casi siamo di fronte ad una situazione che richiede attenzione sul mercato delle valute.

Nel caso in cui, invece, il corpo sia nero o rosso (l’ombra superiore e quella inferiore rimangono più lunghe del corpo) siamo di fronte a dei grafici che si sono mossi rapidamente tra un prezzo superiore ed uno inferiore e hanno poi chiuso sotto il prezzo di apertura.

Di conseguenza, come nell’esempio di prima, questa candela ha il corpo nero, che rappresenta una situazione di stallo tra compratori e venditori da cui nessuno dei due riesce a vincere (anche se i venditori sono leggermente più forti).

Se questa candela si forma dopo un forte trend rialzista o ribassista, significa che in entrambi i casi la pressione (rispettivamente rialzista e ribassista) sta lentamente morendo e che presto si potrebbe avere un’inversione.

Trovarsi di fronte a delle candele di questo genere sul mercato delle valute indica una interessante possibilità di investimento, proprio in virtù della possibile inversione che si potrebbe sfruttare praticamente fin dall’inizio.

Queste candele si trovano indifferentemente su grafici di breve o di lunga durata.

Il martello, segnale di inversione rialzista

Il martello è un pattern di inversione rialzista che si verifica dopo una tendenza al ribasso. È un indicatore significativo su tutte le unità temporali e gli elementi che lo caratterizzano sono:

  • il martello deve apparire dopo un trend al ribasso
  • l’ombra superiore deve essere praticamente inesistente
  • il corpo dovrebbe essere piccolo e sulla sommità della candela. Esso può essere verde o rosso, ma idealmente verde
  • l’ombra deve essere lunga ed essere idealmente più di 2 volte la lunghezza del corpo

Questa tipologia di candela si forma quando, a seguito di una tendenza al ribasso, ci sono dei movimenti al minimo che poi tornano a chiudere in prossimità del livello di apertura. Questo dimostra che sta emergendo una forza verso l’alto. E’ preferibile che il corpo della candela sia verde perché significa che il trend, alla fine, è riuscito a chiudere sopra il livello di apertura, il che promette bene per la sessione successiva.

Inoltre, l’ombra al livello inferiore deve essere più grande rispetto alle dimensioni del corpo e più la dimensione dell’ombra superiore è grande, più il martello sarà significativo. Dei grandi volumi possono anche venire a conferma della figura, e anzi sarebbe indicato averli.

Qualunque sia la qualità del martello, è meglio attendere la conferma della figura dalla candela seguente a quella di inversione, che dovrebbe aprirsi al rialzo e dovrebbe concludersi in colore verde, in maniera tale da continuare ad indicare la salita del trend.

La soglia per chiudere la posizione può essere inserita sotto il valore minimo del martello, in maniera da proteggerci da false inversioni di tendenza (che sono rare ma potrebbero sempre accadere, anche con questo indicatore) sia in base all’orizzonte di investimento di chi si trova di fronte al grafico. In ogni caso occorre ricordare che è sempre importante darsi una protezione dagli errori.

Inoltre è interessante combinare l’osservazione di modelli di inversione con le linee di supporto e di resistenza. Un martello viene quindi talvolta a  formarsi in corrispondenza di questi valori e la cosa ha un valore ancora più importante. Attenzione al fatto che è importante guardare sia ai supporti che alle resistenze, in maniera particolare le seconde dovrebbero essere rotte per permettere al trend di continuare. Per cui, quando un’inversione si trova in corrispondenza proprio di questo livello è importante prestare attenzione agli attimi di vicinanza alla resistenza per essere certi proprio della rottura e non del respingimento del prezzo da essa.

Cosa sono le doji e come investire efficacemente

Praticamente tutti gli operatori tecnici conoscono le inversioni Doji. Dalla teoria alla pratica, però, la differenza è tanta e per chi volesse investire. Prima di tutto, bisogna rendersi conto che è possibile scambiare con le doji su una varietà di strutture temporali: 10 minuti, 15 minuti, 1 ora e 4 ore sono quelle più comunemente utilizzate. Quando si fa trading con le Doji è utile anche avere un indicatore di bande di Bollinger in grado di guidarci filtrando le doji cattive.

La seconda cosa da sapere è che le doji possono apparire in una varietà di forme. Capire il concetto permette di capire perché si ha tutta questa varietà di forme. Le doji sono un fenomeno di mercato in cui il prezzo si muove rapidamente verso il basso e poi rapidamente si sposta di nuovo in un pattern di inversione. Questo movimento è dovuto alla paura dei commercianti di uscire dal mercato, seguito dall’avidità dei trader che pensano di poter investire a buon mercato, da qui la fretta di entrare e comprare. Ci sono una varietà di modelli a cui attenersi.

Come si può investire sul mercato con queste candele? Per prima cosa bisogna cercare i prezzi estremi dove le doji tipicamente si verificano. Per fare questo basta cercare delle doji al di là delle bande di Bollinger. In caso contrario, potrebbe essere un falso Doji. Si può andare anche alla ricerca di candele che sono più grandi di lunghezza rispetto a precedenti candele, cosa che mostra come il modello di prezzo sia in una fase di recupero. Occorre tenere a mente che la negoziazione con investire con le candele doji senza tenere a mente queste considerazioni diminuisce drasticamente le possibilità di successo.

La chiave è capire dove si trova l’inizio della candela Doji. Si tratta del prezzo di chiusura della candela. Una considerazione importante è quella che non bisogna cercare di anticipare la barra di prezzo corrente, che potrebbe diventare una Doji, ma piuttosto attendere la completa formazione della candela.

Sulla gestione degli ordini occorre impostare lo stop appena sotto il punto più lontano della Doji, più il 25% della lunghezza della Doji stessa. Inserire degli stop meno ampi rischia di rimanere intrappolati nella volatilità del mercato e questo è un grande rischio, da non correre. Per il commerciante più aggressivo si può considerare entrare nella prima posizione alla testa del Doji immediatamente dopo il completamento della candela, tenendo però a mente che è importante sempre effettuare una corretta gestione degli ordini in uscita.

La candele forex, i concetti di base

Non importa quale sia la tua esperienza nel mercato del forex, uno dei concetti più importanti che tu debba conoscere è quello di candele. Se non sai cosa sono, ebbene, una candela è quella rappresentazione grafica, di solito di colore verde o rosso, che si trova sui grafici e che indica il movimento del prezzo di una coppia di valute. In linea generale diciamo che quando ci si trova di fronte ad una candela verde, i prezzi salgono, in caso contrario i prezzi scendono.

Esse sono approdate nei mercati nei primi anni novanta, anche se sono state effettivamente sviluppate in Giappone diverse centinaia di anni fa, per la contrattazione del riso.

Nella sua forma più semplice, una candela è costituita da quattro concetti:

  • il livello alto, la parte superiore della candela, che segna il punto più alto che il prezzo di mercato ha raggiunto durante il periodo di tempo che la candela rappresenta
  • il livello basso, la parte inferiore della candela che, ovviamente, segna il punto più basso del prezzo che il mercato ha raggiunto durante il periodo di tempo che la candela rappresenta
  • l’apertura, il prezzo dove la candela ha inizio. Quindi, se il prezzo è in costante aumento, l’apertura sarà la parte inferiore del corpo verde della candela. Se il prezzo sta andando giù, l’apertura sarà la parte superiore del corpo rosso della candela.
  • la chiusura, il prezzo dove la candela termina. Quindi, se il prezzo sta salendo, la fine sarà la parte superiore del corpo verde della candela. Se il prezzo sta scendendo, la chiusura sarà il fondo del corpo della candela rossa.

Ciò significa che è possibile intravedere rapidamente, in un grafico a candela, il movimento del prezzo e significa anche che il prezzo ha chiuso ad un livello superiore a quello a cui ha aperto nel caso di una candela verde, viceversa nel caso in cui una candela sia rossa.

La candele, da sole, possono non avere molto significato, soprattutto se si cerca un modo per poter investire nel mercato del forex. Al contrario, le candele sono ottimi strumenti per investire denaro nel mercato valutario (ma anche in quello azionario in generale) se invece se ne prendono in considerazione più di una. In questi casi le candele possono essere incredibilmente efficaci nel predire la direzione del mercato e sono tanti i trader che si affidano ad esse per ogni previsione e per ogni minimo investimento da fare.

Segnali di Forex, le nozioni di base

I segnali di Forex sono degli strumenti utili per ogni commerciante che vuole fare forex in quanto essi suggeriscono di acquistare o vendere valute a un tasso di cambio specificato.

I segnali forex utilizzano l’analisi dell’andamento dei prezzi con regolarità. Mediante analisi tecniche come l’analisi del grafico, l’analisi dei supporti e delle resistenze, lo studio delle linee di tendenza, quello degli indicatori di forza relativa (RSI e MACD) e quello dello Stocastico, le tendenze sono valutate e definite. Il sistema dietro la creazione di segnali di trading si basa su approcci basati sulla tendenza o sulle strategie di breakout, come ad esempio lo swing trading. Al fine di rendere le dichiarazioni fatte in anticipo più precise, degli specialisti finanziari, matematici e programmatori sviluppano un software adeguato, il quale controlla i diversi mercati valutari, li esamina e li valuta. Inoltre, i segnali vengono testati dai fornitori per lunghi periodi di tempo e per diverse fasi di trend. Ciò consente agli operatori di utilizzare tali segnali forex con successo e di capire quando conviene entrare nel mercato per acquistare o per vendere. Un altro dei vantaggi di tali software è che di solito sono considerate tutte le valute principali.

I segnali vengono presentati all’utente in forma semplice e spiegano tutte le informazioni di sfondo, in maniera da permettergli di capire esattamente che cosa sta facendo.

Come si può fare trading con i segnali forex?

In generale, ci sono diverse frazioni di tempo che s possono usare nei segnali Forex e che possono essere richieste dall’investitore. Di conseguenza, gli operatori intraday troveranno utile comprare e vendere sulla base di segnali inviati più volte al giorno, mentre i trader che fanno trading con operazioni lunghe un giorno o più si trovano meglio con segnali ricevuti una volta al giorno o addirittura con meno frequenza. Alla fine i segnali forex sono così flessibili che si possono tranquillamente adattare alle necessità di ognuno.

Le aziende che propongono segnali di solito li inviano all’inizio del giorno di negoziazione, via e-mail o SMS. Questo dà il commerciante una breve panoramica della situazione finanziaria globale. Con le raccomandazioni per sfruttare tutte le buone opportunità in una o più coppie di valute, gli investitori possono prendere le proprie decisioni sulle azioni successive. Tra i dettagli che ogni segnale considera ci sono anche gli stop-loss e i take profit, oltre che supporti e resistenze. Senza spendere un sacco di tempo a valutare il mercato, dunque, gli investitori possono sfruttare il potenziale di profitto di ogni posizione.

Martello e martello invertito, due importanti segnali del forex

Come parte fondamentale dell’analisi tecnica nel mercato delle valute Forex, i modelli di grafici svolgono un ruolo importante nel guidare gli investitori per analizzare il mercato Forex. Di conseguenza, i commercianti dovrebbero imparare a fare uso di pattern grafici al fine di cogliere l’andamento del movimento dei prezzi e trarne beneficio. Vediamo alcuni dei più comunemente utilizzati modelli di grafici fino ad oggi, ovvero il martello e il martello invertito.

Per definizione, un modello grafico martello, noto in inglese con il termine “Hammer”, è una candela che si verifica di solito quando una coppia di valute si trova ad un valore significativamente inferiore alla sua apertura, ma manifesta nel corso della giornata una chiusura sopra o vicino al suo prezzo di apertura. Un martello ha un piccolo corpo, un’ombra lunga inferiore e poca ombra superiore. Dato che si tratta di un indicatore Forex significativo, di solito un martello è visto come un pattern di inversione rialzista che si forma dopo un trend al ribasso.

L’hammer ha tipicamente le seguenti caratteristiche:

  • L’ombra inferiore deve essere due volte la lunghezza del corpo reale
  • L’ombra superiore deve essere piccola o addirittura inesistente
  • Meglio attendere la conferma sulla candela seguente

Come suggerisce il nome, invece, un martello invertito è il modello inverso del martello, avente dunque un corpo piccolo, una lunga ombra superiore e poca o nessuna ombra inferiore. Questo martello si forma durante un trend al ribasso e di solito si verifica in un mercato che si apre in corrispondenza o vicino al suo minimo.

Il martello invertito ha le seguenti caratteristiche:

  • L’ombra superiore deve essere due volte la lunghezza del corpo reale
  • L’ombra inferiore deve essere piccola o inesistente
  • Meglio attendere la conferma sulla candela seguente

Come interpretare un martello e un martello invertito nei grafici Forex?

Un importante vantaggio di questo tipo di martelli è che i commercianti possono analizzare l’andamento del mercato solo leggendo i grafici. Un martello è di solito considerato come un modello di inversione rialzista formato nel corso di una tendenza al ribasso e mostra che gli acquirenti stanno rafforzando la loro posizione. Quando il prezzo si abbassa, un martello indica che il mercato sta tentando di trovare un fondo e il prezzo potrebbe rimbalzare di nuovo. La lunga ombra superiore significa che gli acquirenti Forex hanno fatto salire il prezzo, il quale, una volta in alto è poi sceso di nuovo vicino al suo prezzo di apertura.

Dal momento che il trend rialzista potrebbe non venire subito dopo questo segnale, occorre attendere un nuovo segnale rialzista prima di entrare nel mercato. Inoltre, è possibile che l’altro segnale rialzista non avvenga immediatamente dopo il martello, dunque ci sarà ancora una certa pressione verso il basso. Il discorso vale, ovviamente al contrario, per il martello rialzista.

Uno sguardo al Commodity Channel Index (CCI)

L’indicatore, noto anche come CCI, deve la sua nascita al trader americano Donald Lambert che lo ideò nel 1980 per individuare l’andamento dei cicli stagionali seguiti dai prezzi delle materie prime. Ciò spiega il nome dell’indicatore che, malgrado lo stesso, risulta di più ampia applicabilità rispetto al solo mercato delle commodities.
La finalità precipua fornita da tale strumento di trading è la valutazione sistematica delle deviazioni delle oscillazioni dei prezzi da un dato livello medio in un definito arco temporale.
L’idea originaria di Lambert era quella di costruire un indicatore che potesse segnalare grazie ai suoi punti estremi le fasi culminanti dei cicli, a partire dalle quali occorreva prendere atto del cambiamento di direzione operato dalle quotazioni. Non a caso, lo strumento si adatta bene all’interpretazione dei movimenti erratici di mercato e di quelle fasi in cui non vige un predefinito trend, permettendo di individuare dei livelli di supporto o di resistenza critici.

L’originalità dell’idea di Lambert nella derivazione matematica dell’indicatore

E’ opportuno chiarire che non si tratta di un oscillatore in quanto lo stesso non si muove all’interno di una fascia predefinita, tuttavia il suo ideatore ha limato tale inconveniente stabilendo una fascia di valori entro la quale l’indicatore risulta “ingabbiato” per il 70%-80% delle volte e tale fascia va dal valore -100 al valore +100. Dunque, tutti i movimenti dell’indicatore che fuoriescono da tale canale di prezzo indicano delle fasi di esaurimento del trend in atto.
La formula sulla quale si basa il funzionamento dello stesso, mirando a fotografare la volatilità del mercato, prende in considerazione la deviazione standard, tuttavia, l’originalità sta nel non considerare i prezzi di chiusura del titolo ma piuttosto un “typical price” che altro non è che la media del prezzo di chiusura, del minimo e del massimo, nell’intento di basarsi su un dato più significativo rispetto al solo prezzo di chiusura.
Matematicamente esso corrisponde al risultato della seguente formula:

CCI= [(Typical Price – Media Mobile (n periodi)]/(0,015*Dev.Standard dalla Media Mobile)

Indicazioni per operare abilmente con il CCI

cci

Operativamente, occorre prima individuare una lunghezza consona dell’orizzonte temporale di riferimento: a tal proposito, il suggerimento di Lambert è di scegliere un terzo del ciclo di tempo individuato, per cui se si utilizza un ciclo a 100 giorni è consigliata la costruzione del CCI a 30/35 giorni.
I segnali operativi si avranno all’attraversamento delle fasce estreme che delimitano il canale, per cui l’apertura delle posizioni in acquisto dovrebbe avvenire in prossimità di valori tesi al rialzo superiori a +100. La chiusura di tali posizioni, al contrario, dovrebbe avvenire non appena il CCI rientra nel canale. Per quanto riguarda l’apertura di posizioni in vendita, è bene attendere il superamento della soglia inferiore -100; tali posizioni andranno chiuse quando l’indicatore rientra nella fascia -100/+100.

Gli impieghi più redditizi dell’indicatore in base alla scelta dell’orizzonte temporale

A tal fine è utile sapere che un CCI veloce, costruito con un numero di giorni basso può essere interessante per l’utilizzo a breve termine, anche se nasconde l’insidia dei falsi segnali generati dai repentini movimenti correttivi che lo caratterizza. Di contro, però, un CCI più lento è meno erratico anche se fornisce segnali di ingresso in maniera più ritardata.
L’indicatore può fornire discreti risultati su un orizzonte di medio termine grazie a dati settimanali, soprattutto se il suo utilizzo risulta congiunto all’indicatore di Movimento Direzionale di Wilder.

Brevi cenni sull’indicatore Envelopes

L’indicatore tecnico Envelopes nasce come indicatore formato da due medie che costituiscono le bande di oscillazione dei prezzi, similmente alle già analizzate Bande di Bollinger.
Lo scopo di questo oscillatore è quello di definire e racchiudere il movimento dei prezzi all’interno di una fascia di valori ben definita. La caratteristica di questa fascia è che è costituita da due medie ottenute a partire dalla stessa media mobile ma che si distanziano tra di loro per una certa percentuale (che in genere varia tra il 5% ed il 10%) che rappresenta la deviazione standard o lo scostamento dei valori dalla media. La selezione di questa percentuale sarà tanto più elevata quanto maggiore è la volatilità di mercato, per meglio adattarsi al movimento dei prezzi di mercato che si vuole analizzare. Solitamente l’indicatore è utilizzato in congiunzione con altri indicatori per segnalare un canale di operatività da seguire soprattutto con riferimento ad orizzonti temporali di breve termine.

La logica di mercato sottostante il funzionamento dell’indicatore

envelopes

L’indicatore definisce i margini superiore ed inferiore del range di oscillazione in cui saranno presumibilmente compresi i prezzi. Ogni deviazione del movimento dei prezzi al di fuori da questo canale di valori dovrebbe considerarsi come un monito di una situazione estrema di mercato da cui bisogna aspettarsi una retrocessione delle quotazioni verso livelli più ragionevoli. Ciò avviene in base alla logica per cui in situazioni di mercato particolarmente euforiche, gli acquirenti o i venditori troppo zelanti spingono i prezzi ai livelli estremi della banda di oscillazione, ossia ai margini superiore ed inferiore, raggiunti i quali è presumibile attendersi un ritorno dei prezzi all’interno del canale delimitato dell’Envelopes. L’interpretazione per molti versi è simile alle bande di Bollinger ed i segnali operativi consistono nell’acquisto quando il prezzo raggiunge il margine superiore e nella vendita dell’attività finanziaria quando gli stessi raggiungono il limite inferiore del canale.

Le bande come supporti e resistenze dinamiche dei prezzi e modalità di calcolo

La loro funzione in altre parole consiste nel fornire in maniera continua nel tempo delle linee di supporto o di resistenza dinamica, al di sotto e al di sopra rispettivamente della media mobile, che indicano quando operare scommettendo sul rialzo e quando invece è più opportuno scommettere sul ribasso di un titolo o di un certo tasso di cambio.
Per quanto riguarda la formula comunemente utilizzata per la determinazione dell’ampiezza del canale e quindi per l’individuazione delle due bande contenitive dei prezzi essa è la seguente:

Banda superiore= Media mobile semplice dei prezzi di chiusura (calcolata sul periodo N) * [1+K/1000]
Banda inferiore= Media mobile semplice dei prezzi di chiusura (calcolata sul periodo N) * [1-K/1000]

Concludendo

In conclusione, l’utilizzo dell’indicatore è consigliato principalmente in congiunzione con altri indicatori per poter avere conferma del trend di riferimento e anche per valutare eventuali ingressi sul mercato. E’ importante un adeguato settaggio del parametro K che sposta le bande di oscillazione verso l’esterno o verso l’interno a seconda di quella che è la volatilità usuale di mercato ed in maniera tale da avvantaggiarsi nella propria operatività. Infine, sebbene l’indicatore si dimostri alquanto utile anche nel medio termine è maggiormente consigliato un utilizzo a breve in quanto è solamente con questo timeframe che si riscontrano frequenti oscillazioni dei prezzi che rendono particolarmente efficace il suo utilizzo.

Indicatori tecnici: il Movimento Direzionale

Consideriamo in questa nuova trattazione un ulteriore indicatore ideato da Welles Wilder, al pari dell’indicatore oggetto di analisi precedente, il Parabolic SAR.
Questo indicatore permette di individuare la forza del trend e quindi la direzione primaria seguita dai prezzi.
Nella sua formulazione originale Welles Wilder ha costruito l’indicatore con un dominio a 14 giorni, in quanto riteneva questo numero un importante ciclo di mercato.

Come si presenta l’indicatore graficamente?

averagedirectional

Graficamente l’indicatore risulta composto di 3 diverse linee mobili all’interno del range 0-100. La prima linea è quella dell’Average Directional Movement Index (ADX) ed è una linea indicativa della tendenza primaria del mercato in quanto dalla lettura del suo valore è possibile desumere una situazione direzionale oppure una fase di congestione del mercato. In particolare, valori superiori a 20 indicano prezzi in fase di trend e valori inferiori denotano invece un consolidamento del trend.
Vi sono due ulteriori linee a comporre l’indicatore tecnico. La prima è +DI, una linea che quantifica la forza dei rialzisti del mercato, mentre la seconda linea è nota come -DI ed è misuratrice della spinta propulsiva al ribasso dei prezzi operata dagli orsi di mercato.

Modalità pratiche per operare tramite il Movimento Direzionale

La modalità di interpretazione più nota suggerisce di acquistare quando il +DI buca dal basso verso l’alto il -DI e vendere nel caso opposto, ovvero di incrocio in direzione discendente.
A tale scopo è doveroso leggere congiuntamente anche la linea dell’ADX in quanto è quest’ultima a fornire preziose indicazioni sulla forza del trend. Più alto è tale valore maggiore è la potenza del trend in atto e più attendibile sarà anche il segnale di acquisto generato dall’incrocio delle due linee precedenti quando l’ADX assume valori che spaziano dai 20/25 punti in su.
In ogni caso, per comprendere le informazioni ingloblate dall’indicatore è opportuno orientarsi discernendo alcune situazioni tipiche. Ad esempio, se l’ADX è superiore ai 20 punti ed esibisce una netta tendenza al rialzo, il trend primario è sicuramente un trend direzionale. Qualora l’ADX superi i 20 punti e la linea +DI si attesti ad una soglia superiore rispetto alla linea che indica la direzione ribassista del mercato (-DI), si dovrà concludere di trovarsi all’interno di un mercato al rialzo.
Quando invece l’ADX rimane sempre al di sopra della soglia pari a 20 punti ma la linea +DI si colloca al di sotto della linea -DI, il trend di mercato è chiaramente ribassista.

“La regola dei punti estremi” per stabilire i livelli di ingresso sul mercato

A queste semplici regole di interpretazione dei segnali Wilder ha aggiunto un’ulteriore norma da osservare denominata ”regola dei punti estremi”: si tratta di una regola utilizzata principalmente per eliminare i falsi segnali. Secondo questo principio, il punto estremo viene individuato in quel punto di incrocio tra la linea +DI e la linea -DI. Quando il +DI supera al rialzo il -DI, questo punto sarà il prezzo massimo di giornata. Se il +DI va sotto il -DI questo punto sarà il minimo prezzo di giornata. L’individuazione di questi punti risulta di grande utilità soprattutto nei momenti di ingresso nel mercato: ciò vale a dire che dopo che si è palesato un segnale di acquisto (+DI maggiore al -DI) bisogna aspettare che il prezzo superi il punto estremo e solamente dopo procedere all’acquisto. Al contrario, se il prezzo non riuscisse a superare tale importante livello occorre mantenere la posizione corta.

Alcune nozioni sull’indicatore Parabolic SAR

All’interno della categoria degli indicatori trend-following è possibile considerare il Parabolic SAR, in cui l’acronimo SAR sta per Stop And Reverse.
L’indicatore è stato sviluppato la prima volta da Welles Wilder (lo stesso ideatore del Relative Strenght Index RSI e del Concetto di Movimento Direzionale ADX) nel 1978 come strumento utile per l’identificazione dei momenti operativi durante i movimenti direzionali di mercato ed appartiene anch’esso alla categoria degli strumenti di trading più popolari.
Il SAR è un tipico indicatore trend-following, nel senso che nel suo abituale comportamento esso si limita a seguire l’andamento dei prezzi. L’interpretazione è molto immediata in quanto qualora esso si trovi sotto i prezzi allora si è in un trend crescente, mentre si è in “downtrend” nel caso in cui quest’indicatore si trovi a sovrastare gli stessi.

Interpretazione del Parabolic SAR

Quando i prezzi incrociano la linea del Parabolic SAR l’indicatore inverte la direzione intrapresa portandosi dalla parte opposta della linea dei prezzi. Di conseguenza, se si è all’interno di un movimento ascendente dei prezzi, quando il SAR incrocia i prezzi esso andrà ad assumere valori superiori ad essi, segnalando un’avvenuta inversione del trend al ribasso.
Una volta avvenuta l’inversione ed i prezzi cominciano a scendere il SAR segue i prezzi come un ordine di trailing stop: lo stop si sposta andando sempre più giù finché rimane in atto sul mercato il trend negativo dei prezzi. In altre parole, il SAR diminuisce sempre di più così come fanno i prezzi e protegge in tal modo i profitti, consolidando gli utili conseguiti sulle posizioni corte man mano che le quotazioni perdono terreno. Lo stesso si può dire con riferimento al caso di trend orientato al rialzo, in quanto il SAR avanza verso l’alto fin quanto risulta evidente la medesima direzionalità dei prezzi, proteggendo i profitti guadagnati sulle posizioni lunghe.

Aspetti caratteristici

L’indicatore per alcuni versi risulta molto simile a quello della media mobile, con l’unica differenza che il SAR si muove con un’accelerazione maggiore rispetto a quest’ultima. Infatti, esiste un fattore di accelerazione, chiamato step, che detta la sensibilità del SAR ai movimenti di mercato. Questo fattore incrementa gradualmente man mano che si estende la tendenza di fondo del mercato fino a raggiungere il suo punto massimo di estensione. Un valore più basso di tale fattore accelerativo fa sì che il SAR si muova a maggiore distanza dai prezzi ed indica una situazione in cui l’inversione di tendenza è poco probabile. Questo parametro può essere settato secondo la propria volontà ma occorre tenere presente che valori più elevati rendono i rovesciamenti del trend più probabili e quindi la possibilità di ottenere falsi segnali dalla lettura dell’indicatore è altamente verosimile.

Le condizioni ideali per un utilizzo proficuo dell’indicatore

In conclusione, il Parabolic SAR funziona meglio in condizioni di elevata direzionalità di mercati e si dimostra un indicatore eccellente per fornire punti di uscita dal mercato sicché le posizioni lunghe dovrebbero essere chiuse quando il prezzo va sotto la linea del SAR, mentre per le posizioni corte vale il contrario, vale a dire che il segnale operativo di chiusura si ha quando il prezzo sale al di sopra del SAR.
E’ bene, comunque, non affidarsi esclusivamente a tale indicatore nell’analisi direzionale dei mercati ma affiancare altri strumenti come l’oscillatore stocastico per cogliere eventuali situazioni estreme di mercato oppure utilizzare congiuntamente indicatori quali l’ADX ed il MACD, al fine di stimare la forza del trend per limitare al minimo la presenza di falsi segnali ed interpretare correttamente gli avvertimenti forniti dalla strumento.

parabolicSAR

Indicatori di forza del trend: il Momentum

Il momentum esprime la misura del grado di accelerazione che un movimento di prezzo, al rialzo o al ribasso, manifesta nell’arco del suo evolversi. Si tratta di un concetto comune alla maggior parte degli oscillatori che rappresenta molto bene il concetto di forza intrinseca del movimento di mercato e che fornisce un’informazione fondamentale per anticipare prossime inversioni del trend principale.
L’indicatore si calcola in maniera molto semplice, essendo uguale alla differenza tra il prezzo di chiusura corrente e quello del periodo immediatamente precedente. Vi sono diversi modi per calcolarlo: esso può essere calcolato a punti e viene chiamato Momentum o Price Change, oppure in punti percentuali e viene chiamato Percentage Change.
La differenza sostanziale riscontrabile nelle due modalità riguarda l’aspetto grafico, in quanto nel primo caso la curva che rappresenta l’andamento dell’indicatore oscilla intorno all’asse dello 0; nel secondo caso, invece, tale curva si muove attorno al valore pari a 100.
Il momento in cui si riceve un segnale operativo dall’andamento di tale curva si ha solitamente in corrispondenza di valori al di sopra o al di sotto di queste soglie.

Prezzi in ascesa e linea del Momentum sopra lo 0

Per esempio, quando il Momentum assume valori superiori allo 0 (o a 100) si ha solitamente una fase espansiva dei prezzi. In tale circostanza si possono distinguere due ulteriori situazioni. La prima si ha nel caso in cui l’indicatore assume valori crescenti, circostanza che fa ritenere molto probabile un rafforzamento della fase espansiva con un aumento dei prezzi caratterizzato da una certa intensità. La seconda situazione si ha quando, pur avendo valori sopra la soglia critica, l’indicatore assume valori via via più bassi: quest’ultima situazione è tipica di interruzioni del trend ascendente, in quanto si è già vicino ai massimi di mercato ed i prezzi rallentano il proprio movimento ascendente.

Andamento decrescente dei prezzi e linea del Momentum sotto lo 0

Qualora l’indicatore assuma valori inferiori allo 0 (o a 100) il segnale è quello proprio di un mercato al ribasso. Tuttavia, è possibile individuare l’esistenza di due situazioni diverse: quella caratterizzata da valori decrescenti dell’indicatore e quella contraddistinta da valori di Momentum via via maggiori. Nel primo caso, si può presumere un forte ribasso dei prezzi, nel secondo invece, semplicemente un indebolimento della fase ribassista, grazie ai ribassi via via di minore intensità che si susseguono man mano che ci si avvicina al bottom del trend.

Indicazioni operative

Da quanto fin qui esposto, si possono desumere alcune indicazioni operative. Per esempio, è consigliato acquistare, e quindi assumere posizioni lunghe, quando l’oscillatore va sopra il valore di 0 (o di 100) ed invece liquidare tali posizioni nel momento in cui l’indicatore, pur rimanendo sopra questa soglia, assume valori via via inferiori. Le posizioni corte si possono assumere invece in caso di flessioni consistenti del trend segnalati da valori del Momentum più bassi rispetto alle soglie critiche con andamento sempre più decrescente. Queste posizioni possono essere liquidate in presenza di un indebolimento del trend discendente, frequentemente preannunciato da valori dell’indicatore sotto la soglia ma comunque in netta ripresa, dato l’andamento crescente mostrato dai valori assunti dallo stesso.

Caratteristiche e differenze degli indicatori tecnici

Al fine di consentire una migliore identificazione del trend in atto nel mercato, per cercarne di prevedere i momenti di indebolimento, gli analisti tecnici si avvalgono di numerosi strumenti tra i quali gli indicatori tecnici occupano un ruolo di rilevanza.
Quando si parla di indicatori si deve innanzitutto spiegare che si tratta di strumenti di tipo matematico, basati sull’utilizzo e l’elaborazione dei dati storici inerenti le quotazioni e i volumi di scambio di una certa attività finanziaria, per prevederne l’andamento futuro.

Indicatori leading ed indicatori lagging

In realtà, esistono due categorie principali entro le quali possono essere catalogati gli indicatori: da un lato vi sono gli indicatori “leading”, ossia quel tipo di indicatori capaci di segnalare prima che l’inversione di trend si verifichi e ai quali appartengono gli oscillatori; dall’altro, esistono gli indicatori “lagging” , gli indicatori che per loro natura non riescono a segnalare in anticipo l’inversione e che sono in ritardo nel fornire i segnali operativi di mercato, ma che non risultano meno utili nell’aiutare a decifrare i diversi movimenti dei prezzi. In quest’ultima categoria sono compresi gli indicatori trend-following e gli indicatori di momentum.

Quali indicatori preferire per la propria analisi?

I diversi tipi di indicatori presentano specifiche caratteristiche e quindi specifici pregi, per cui nella scelta di quale indicatore utilizzare è bene che si riescano ad individuare le potenzialità di utilizzo ed il funzionamento di base di ognuno per poterli adoperare anche in maniera congiunta.
Gli indicatori lagging, a fronte del pregio di riuscire ad individuare la tendenza di fondo del mercato, hanno il difetto di fornire dei segnali in ritardo rispetto ai movimenti effettivi, come abbiamo avuto modo di constatare anche con le medie mobili.
Gli indicatori leading, ed in particolare gli oscillatori, consentono invece una previsione più accurata dei movimenti di mercato, ma soprattutto più tempestiva, in quanto consentono non solo di fornire i tipici segnali di acquisto o vendita in tempo utile ma anche di segnalare situazioni di eccesso di domanda o di offerta sul mercato, nonché di individuare la forza e la direzionalità del movimento di mercato, permettendo di identificare in maniera puntuale i momenti di inversione del trend di base.

Gli oscillatori

Essi vengono chiamati così in quanto il loro valore oscilla intorno ad un valore centrale ed è pertanto compreso all’interno di una banda di valori (minimo e massimo); la loro utilità si manifesta essenzialmente in mercati privi di tendenza, dove i prezzi si muovono lateralmente, all’interno di bande orizzontali, e dove gli indicatori che seguono il trend danno scarsi risultati.
Mentre gli indicatori di tipo lagging consentono una lettura immediata del trend dei mercati, gli oscillatori servono all’analista per ottenere una visione più nitida del movimento dei prezzi, proponendo una rilettura dei valori di prezzo e di volume che può evidenziare elementi di crescita o di calo di un trend che non sono immediatamente visibili.
Esistono moltissime varianti degli oscillatori di mercato; in generale, si può dire che essi riescono ad evidenziare le fasi di eccesso di mercato, identificando due situazioni estreme: quella di ipercomprato e quella di ipervenduto.

La funzione segnaletica delle situazioni di eccesso di domanda o di offerta del mercato

L’ipercomprato viene segnalato da oscillatori che si muovono prevalentemente in corrispondenza della banda superiore dell’intervallo dei valori e caratterizza solitamente quelle fasi in cui i prezzi sono saliti in maniera intensa e rapida. Quando i prezzi toccano l’area dell’ipervenduto, invece, gli oscillatori sono molto più prossimi al limite inferiore di questa banda di valori. Quest’ultima situazione è tipica di discese delle quotazioni molto decise. Un oscillatore che si viene a trovare in ognuna di queste due aree è quindi il segnale che il mercato viaggia agli estremi pertanto è attesa una fase laterale di consolidamento o un possibile ritracciamento per riportare i valori all’interno della banda intermedia che è quella propria di un mercato in stato di normalità.

Segnali di inversione deboli dell’analisi candlestick: harami e tweezers

Tra i minor reversal pattern, ossia tra quelle figure che hanno un valore previsivo meno accentuato rispetto ad altre ma che non per questo risultano meno utili nel preannunciare un’eventuale inversione di tendenza del mercato vi è il pattern noto come Harami.
Tale figura è simile all’engulfing in quanto costituito da due candele di cui una che ingloba con il suo real body completamente l’altra ma è il contrario dell’engulfing per via del fatto che è il corpo della prima candela a contenere completamente quello della seconda.

Struttura e conformazione del pattern

haramiLa prima candela della figura di solito è una long candle e la seconda è una candela il cui corpo ha delle dimensioni ridotte e che risulta completamente contenuta all’interno del range di valori della prima. In genere la seconda candela è una spinning top ma può anche essere costituita da una doji, nel qual caso si ha un segnale potenziato di inversione fornito dal pattern, che in questo caso prende il nome di harami cross.
L’harami cross preannuncia un rallentamento o un consolidamento del trend corrente: infatti, se la prima candela è per la prosecuzione del trend la seconda denota incertezza, che sarà tanto più elevata quanto più la doji risulta compresa all’interno del real body della prima candela.
Generalmente nell’harami la prima candela assume una colorazione opposta alla seconda ad indicare che dopo una prima fase di continuazione del trend si ha un rallentamento dello stesso che potrebbe sfociare in una vera e propria inversione di tendenza.

Ulteriori segnali di affidabilità da considerare

Vi sono alcuni elementi la cui lettura risulta indispensabile per poter supporre con maggiore attendibilità l’inversione di prossima attuazione del trend; ad esempio la posizione della seconda candela. In particolare nell’harami bearish, la spinning top dovrebbe trovarsi posizionata almeno in corrispondenza della metà del corpo della prima candela perchè se si trovasse troppo vicina all’upper shadow, e quindi ai limiti superiori della candela precedente, si dovrebbe attribuire alla spinning top una valenza di segnale di prosecuzione del trend piuttosto che di inversione.
In genere, una conferma ulteriore dell’avvenuto compimento del pattern è la comparsa di una candela successiva alla seconda che chiude superando il limite costituito dal prezzo di apertura della prima long white candle (stiamo parlando sempre di harami ribassista).

Un ulteriore minor reversal pattern: il Tweezer

tweezertopL’altro pattern appartenente alla categoria dei minor reversal è il tweezer. Esso è una figura che può comparire tanto ai massimi, prendendo il nome di tweezer top, quanto a minimi con il nome di tweezer bottom. Il tweezer top si riconosce dalla presenza, in un trend al rialzo, di due o più candele caratterizzate da massimi allo stesso livello. Pur non essendo un vero e proprio pattern d’inversione, spesso viene utilizzato per conferma di ulteriori pattern o di particolari candele di inversione nel qual caso si rafforza la portata previsiva dello stesso. Nella pratica, spesso si riscontra questa tipologia di pattern all’interno di grafici con orizzonti temporali lunghi (settimanali, mensili) in quanto maggiore è la volatilità che caratterizza le serie storiche dei prezzi in questi frangenti temporali.

I segnali di controtendenza della Morning Star e dell’ Evening Star

Se consideriamo, all’interno dei grafici a candele giapponesi, quelle configurazioni grafiche costituite da due o più candele che implicano inversioni rialziste del mercato, tra le più affidabili vi è la “Morning Star”. Come si presenta questo pattern?
Come abbiamo poc’anzi affermato, si tratta di una figura composta da tre candele. La prima candela, segnalando il movimento predominante sul mercato, è di colore nero, generalmente caratterizzata da un lungo corpo. La seconda candela, invece, apre al di sotto della chiusura della candela precedente lasciando aperto un buco tra il minimo della seduta precedente e il nuovo livello di apertura di questa candela di nuova formazione (si dice che si ha un downside gap).

Le candele caratterizzanti la Morning Star

Questa seconda candela ha solitamente un corpo di dimensioni ridotte e, in genere, è trascurabile il colore assunto ai fini dell’analisi. Infine, l’ultima candela della figura che si viene a formare è la candela che preannuncia un importante mutamento di tendenza e quindi segnala il movimento rialzista del mercato e, nella maggioranza dei casi, si presenta come una candela bianca dal corpo allungato. La caratteristica ulteriore che si richiede per quest’ultima candela è che superi per almeno la metà del corpo la prima candela ribassista del pattern.
Dicevamo in apertura di articolo che si tratta di uno tra i pattern più affidabili ed è per questo motivo che non si rende necessario attendere ulteriori conferme di inversione dal mercato. Comunque, una mano ce la danno come al solito i volumi che dovrebbero essere decisamente crescenti con l’avvento della candela rialzista, a segnalare l’intensità del nuovo impulso fornito dai tori di mercato.

La struttura ed il significato di un Evening Star

La figura speculare ed opposta alla Morning Star è l’”Evening Star”. Quest’ultima nasce alla fine di trend rialzisti per cui presenta forti implicazioni ribassiste. E’ formata anch’essa da tre candele: la prima, lunga e bianca, in linea con il sentiment rialzista del mercato; la seconda, invece, nasce oltre il livello di chiusura della prima candela e oltre il gap, ossia il buco che si è venuto a formare dopo l’apertura della seconda. Solitamente anche per quest’ultima valgono le considerazioni fatte precedentemente riguardo le dimensioni ridotte e l’ininfluenza del colore che la contraddistingue. Ma è solo a partire dalla formazione della terza candela che si può parlare di inversione: essa, nella maggior parte dei casi sarà indicata da una lunga candela nera che va a chiudere oltre il 50% del corpo della prima candela del pattern.

Alcuni accorgimenti utili dal punto di vista operativo

L’inversione del moto dei prezzi dovrebbe essere accompagnata da alcuni elementi quali la presenza di bassi volumi per le prime due candele e un incremento degli stessi nel momento di formazione della lunga candela ribassista.
Operativamente, una volta che si è individuata la formazione del pattern si può andare corti utilizzando come livello per lo stop il 50 per cento del corpo dell’ultima candela o il massimo più elevato raggiunto dal pattern stesso in corrispondenza della seconda candela.
Sia nel caso di Evening Star sia in quello di Morning Star se la formazione prevede all’interno una candela di tipo doji (in particolare la seconda candela) si parlerà rispettivamente di Evening Doji Star e Morning Doji Star, pattern particolari che acquistano ancora più rilievo in merito alla futura portata dell’inversione del trend.

Segnali di proseguimento del trend: le bandiere ed i pennoni

Tra le figure più popolari e riconoscibili per i traders occorre annoverare le bandiere e i pennoni. Entrambe le figure fanno la loro comparsa nel momento in cui la tendenza dei prezzi in atto nel mercato subisce un rallentamento per poi riprendere subito dopo. Si tratta, quindi, di figure di continuazione del trend che si verificano spesso all’interno di movimenti verso l’alto o verso il basso molto forti, contraddistinti da elevata volatilità e volumi crescenti. In genere, queste conformazioni assumono spesso inclinazione opposta a quella del trend principale e all’origine della loro formazione sono riconoscibili anche guardando i volumi che da decrescenti e di dimensione contenuta arrivano ad “esplodere” in corrispondenza della rottura vera e propria della figura.

La struttura di una bandiera

flag1Se andiamo a scomporre la bandiera nelle sue componenti principali troviamo innanzitutto l’asta, che rappresenta il netto movimento iniziale di impulso e che si contraddistingue per la lunghezza pronunciata in direzione del trend, poi vi è la componente identificabile nel drappo della bandiera, inclinato in direzione opposta alla componente precedente e costituito dalla breve correzione del mercato al movimento principale dell’asta; infine, vi è un ulteriore impulso o movimento in direzione del trend primario, in contrapposizione all’andamento precedente del drappo, che costituisce l’altezza della bandiera.
Queste configurazioni grafiche si sviluppano solitamente dopo un violento movimento di mercato e tendono a far sì che i prezzi si direzionino in maniera contraria al trend principale.

Il significato teorico della formazione

Le bandiere solitamente rappresentano delle reazioni ben precise da parte di investitori e traders all’impulso iniziale del trend o ad una variazione improvvisa della relazione esistente tra domanda e offerta del mercato. Nel caso di una bandiera rialzista, per esempio, potrebbe darsi che il violento impulso iniziale verso l’alto della figura, rappresentato dall’asta, porti molti traders a ritenere che questo impulso tenderà a smorzarsi, portando i traders a liquidare le proprie posizioni e ad andare short: questo comportamento potrebbe spiegare la formazione del drappo della bandiera, inclinata negativamente rispetto al resto della figura, ad indicare questa breve fase di correzione del mercato al deciso impulso iniziale. Successivamente, però, sopraggiunge una nuova dinamica all’interno del mercato, dal momento che i traders cominciano ad acquistare quando i prezzi scendono nuovamente ad un dato livello di supporto. Questa è la fase in cui si forma un nuovo lungo slancio rialzista nella direzione dell’impulso originario che va a confermare il proseguimento del trend di mercato.

Il pennone

pennantAccomunato dal medesimo significato della bandiera, il “pennone” rappresenta un altro tipico continuation pattern del trend in corso. A differenza delle bandiere, i pennoni rappresentano una fase di contrazione che non è caratterizzata necessariamente da un’inclinazione opposta a quella del trend dominante. Tuttavia, i segnali inviati dal mercato, nel momento della sua formazione iniziale sono molto simili: formazione a metà del movimento principale, volumi che si mantengono bassi per poi aumentare improvvisamente ed in maniera significativa alla rottura della figura.
Generalmente, sia le bandiere che i pennoni, sono descritte come formazioni di continuazione del trend e nella maggior parte dei casi esse compaiono in trend rialzisti o ribassisti consolidati. Di conseguenza, è raro trovare (sebbene non impossibile), ad esempio, una bandiera rialzista nel contesto di un trend ribassista. Piuttosto, è maggiormente probabile vedere dei ritracciamenti al rialzo di una bandiera ribassista che comportano dei movimenti di continuazione verso il basso in un trend ribassista.

Come impostare la propria operatività con queste figure?

A livello operativo, esiste un duplice modo di procedere per individuare il prezzo target. Il primo si ottiene proiettando l’ampiezza della base del triangolo del pennone dal punto di rottura verso l’alto o verso il basso, seguendo la direzione del trend principale. Tale modalità porta ad un guadagno contenuto a causa delle ridotte dimensioni della figura. Il secondo metodo consiste, invece, nel proiettare, sempre a partire dal breakout la distanza pari al movimento precedente la formazione del pennone e quindi la lunghezza dell’impulso iniziale della formazione grafica.

Le figure di continuazione dell’analisi tecnica: i triangoli

Quando si parla di triangoli in analisi tecnica si fa solitamente riferimento ad una figura di consolidamento che viene utilizzata per anticipare la continuazione del trend principale.
Il range in cui i prezzi tendono ad oscillare in queste configurazioni grafiche tende a ridursi man mano che si avvicina il momento della rottura, andando a creare una certa compressione della volatilità.

3 tipologie principali di triangoli

triangoli

Questa configurazione grafica si può presentare in 3 differenti modalità: triangoli simmetrici, ascendenti o discendenti.
Vi sono degli elementi che sono comuni alle diverse configurazioni, come ad esempio la base, ossia il lato verticale alla sinistra della figura che rappresenta anche l’altezza della stessa, generalmente utilizzata per determinare la lunghezza dell’obiettivo di prezzo. Inoltre, la figura del triangolo si forma, in genere, quando i prezzi raggiungono una zona di valutazione divergente tra gli investitori: alcuni considerano l’attività finanziaria sopravvalutata, mentre altri la considerano sottovalutata. Il risultato è che le quotazioni cominciano ad oscillare attorno ad una zona che si restringe sempre più sino a decretare il successo di una delle due fazioni.

Il triangolo simmetrico e quello ascendente

In particolare, passando in rassegna le varie tipologie accennate di triangolo, nel triangolo simmetrico, i prezzi tendono a muoversi in un range di valori sempre più ristretto, a causa sia di una costante riduzione dei massimi sia di un costante aumento dei minimi. La figura ha un aspetto simmetrico che è di difficile interpretazione. Per individuare la direzione nella quale si avrà la futura rottura occorrerà basarsi sul trend principale.
Anche nel triangolo ascendente si avrà una riduzione del range di valori entro i quali saranno compresi le oscillazioni dei prezzi, tuttavia, questa riduzione è interamente ascrivibile ad un aumento dei minimi piuttosto che ad una diminuzione dei massimi, i quali rimangono pressoché costanti. Questa conformazione tende ad evidenziare la maggiore forza dei compratori che spingono le quotazioni verso l’alto.

Il triangolo discendente

Una valenza ribassista è da attribuire, infine, al triangolo discendente. In questa figura, al contrario della precedente, sono i minimi a rimanere invariati ed i massimi a subire un progressivo decremento. Come in tutte le altre figure grafiche, al fine di identificare correttamente la direzione del trend, è necessario integrare l’analisi dei prezzi con un’analisi di tipo volumetrico. Nella fattispecie considerata, i volumi dovrebbero ridursi in maniera progressiva. Mentre, al momento della rottura, si dovrebbero osservare dei volumi nettamente crescenti e un contestuale aumento della volatilità.

Dal punto di vista operativo

A livello operativo, si può stabilire il livello dei prezzi obiettivo, ossia quel livello che con molta probabilità sarà raggiunto dai prezzi in seguito alla rottura, andando a misurare l’altezza della base del rettangolo (e quindi l’ampiezza massima che questa figura ha registrato durante la sua formazione al principio della sua formazione), per poi andare a proiettare tale altezza dal punto di rottura verso il basso o verso l’alto, a seconda che la direzione del trend sia discendente o ascendente rispettivamente.
Occorre, in ogni caso, ricordare che il primo movimento al di fuori del triangolo potrebbe essere un falso allarme e quindi i prezzi potrebbero ritornare all’interno dello stesso subito dopo. Inoltre, data la complessità di questa figura, il grado di aleatorietà nella sua identificazione è molto elevato per cui è sempre bene attendere ulteriori segnali operativi per poter scommettere su una data direzione di mercato.

triangolo

Le figure di continuazione nell’analisi grafica dei prezzi

Le figure di continuazione, dette anche continuation pattern, sono delle particolari configurazioni grafiche che si formano sul grafico dei prezzi. E’ importante identificare eventuali momenti di pausa o di consolidamento del trend grazie a queste figure per poter comprendere i diversi segnali provenienti dal mercato e riuscirne ad anticipare l’evoluzione futura degli stessi.
Di solito, occorre prestare attenzione a diversi elementi per poter individuare queste configurazioni; tra questi vi è ad esempio il decremento nei volumi scambiati e la drastica diminuzione della volatilità rispetto a quanto rilevato durante la fase di trend.
Esistono comunque, come per le figure di inversione, diversi pattern da distinguere. Ad esempio, delle tipiche figure di continuazione del trend sono i rettangoli, i triangoli, le bandiere, i pennoni e i cunei.

Qual è il principio razionale che ha ispirato i traders a credere in queste formazioni grafiche?

In genere, sotto questi nomi si nascondono una varietà di conformazioni grafiche e quindi di formazioni comuni che sono state osservate in passato da molti traders e per questo classificate secondo determinati parametri. L’utilizzo di queste figure nasce dall’applicazione di uno dei principi cardine dell’analisi tecnica, ossia quello in base al quale la storia si ripete; così come la storia, anche le configurazioni grafiche formate dai prezzi si ripetono. Ed è, pertanto, per tale motivo che ciascun trader accorto dovrà, nel momento di formazione iniziale delle stesse, prevedere l’andamento futuro sulla scorta di ciò che è avvenuto in passato. Naturalmente, tali conformazioni grafiche non danno certezza alcuna sull’effettivo andamento previsto dei prezzi ma sono comunque molto utili nel prevedere i momenti in cui le probabilità favoriscono o meno il completamento della formazione.

Alcuni elementi tipici dei pattern di continuazione

Anche in questo caso occorre ricordare che l’affidabilità di una figura è direttamente proporzionale alla sua durata e alla sua grandezza, per cui maggiore sarà il tempo necessario per portare al completamento della figura maggiore sarà la portata del modello, ossia la sua validità.
Generalmente, nelle figure di continuazione, si assiste ad un rallentamento del trend (sia esso ascendente o discendente) in atto ed è per questo motivo che solitamente si sviluppano proprio nella fase intermedia del trend. Ciò spiega il motivo per cui, una volta giunti alla fine della figura di continuazione, si assiste ad un aumento delle oscillazioni e dei movimenti dei prezzi nella direzione del trend principale.

L’utilità delle figure grafiche più popolari nel trading moderno

Ma a cosa serve andare ad analizzare le formazioni grafiche più diffuse? Sia che si tratti di figure di continuazione del trend, sia che si tratti di figure di rovesciamento dello stesso, il beneficio maggiore sta nell’indovinare le profezie che si auto-avverano grazie alla formazione di queste popolari figure. Infatti, capita spesso che quando una figura popolare suggerisce l’entrata in direzione del trend con un’azione altrettanto popolare, i trader si comporteranno in maniera molto prevedibile, entrando nello stesso punto e piazzando gli stop loss ancora una volta nel medesimo punto ed uscendo quindi dalla posizione tutti in maniera sincrona. Se questa è la logica dominante il mercato, si può tentare di trarre beneficio dalla stessa sfruttando queste finestre temporanee di probabilità a proprio favore, ma ricordando al contempo che non esistono figure perfette, che soddisfano tutti i requisiti “da manuale” e che pertanto nessuna di queste formazioni grafiche dà la certezza dell’esito sperato.

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L’Engulfing Line come segnale affidabile di inversione del trend

Negli articoli precedenti ci si è soffermati su alcune figure grafiche, costituite da una sola candela, che provocano inversioni di tendenza, come l’hanging man, l’hammer e la shooting star. Esistono poi anche delle configurazioni d’inversione, note anche come “reversal pattern”, costituite da due o più candele. In genere, le indicazioni fornite da queste figure sono molto chiare, sebbene necessitino sempre di essere confermate nelle sedute di contrattazione successive dovendo attestare il segnale di inversione rialzista o ribassista ottenuto dalla candlestick analysis.
La prima configurazione di reversal prende il nome di “engulfing line”. Esso rappresenta uno dei pattern più forti in assoluto. Un valido segnale di inversione in genere prevede che questo pattern sia inserito all’interno di un forte e persistente movimento direzionale.
Esistono due tipi di conformazioni engulfing: la bullish engulfing, di inversione rialzista e la bearish engulfing, di direzione ribassista.

Un’inversione al rialzo tramite la Bullish Engulfing

engbullLa bullish engulfing graficamente è composta da due candele di diverso colore con corpi di dimensione diversa. In questa conformazione, non sono importanti le ombre in quanto gran parte del significato della stessa discende dalla dimensione e dal colore del corpo delle candele che la compongono. Il pattern ha una maggiore probabilità di successo se si verifica alla fine di un trend ribassista, sancendo un inizio di trend al rialzo. Difatti, dopo una seduta negativa contraddistinta da una candela nera, la giornata successiva riapre con un prezzo di apertura al di sotto della chiusura della seduta precedente: ciò sta a significare che i venditori hanno una maggiore forza rispetto agli acquirenti, facendo si che il mercato sia leggermente sbilanciato a favore dei primi.

Come avviene la formazione di questo pattern

Tuttavia, successivamente, il mercato vede rimontare i compratori con un conseguente deterioramento della forza contrattuale dei venditori e con la conseguente formazione di una candela bianca. Affinché questa formazione grafica sia completa è necessario che la candela nera, che rappresenta la precedente sessione di contrattazioni, sia completamente “inglobata” o contenuta nella candela bianca, di più grosse dimensioni, indicando appunto il maggior peso assunto nel mercato dai compratori che hanno, pertanto, spinto i venditori a liquidare le proprie posizioni di vendita per assecondare il nuovo spirito di mercato.

Un’inversione al ribasso grazie alla Bearish Engulfing

engbearLa bearish engulfing, invece, essendo il pattern esattamente opposto al bullish, tende a preannunciare un’inversione di tendenza verso il basso. Anche in questo caso, non è importante andare a considerare le ombre delle candele, quanto piuttosto guardare la dimensione e il colore del corpo delle stesse. Nella fattispecie la prima candela sarà di colore bianco e il corpo sarà completamente contenuto all’interno della seconda candela, più grande (con prezzo di apertura al di sopra del prezzo di chiusura della candela precedente e prezzo di chiusura al di sotto dell’apertura della candela bianca precedente) e di colore nero. Questo pattern quando si verifica all’interno di un trend rialzista dei prezzi ha una particolare valenza di inversione.

Le caratteristiche principali delle due candele

La prima candela, di colore bianco, segnala una prima giornata di contrattazioni positiva, con un prezzo di chiusura al di sopra di quello d’apertura. Durante la seduta successiva, però, la forza al rialzo dei compratori, testimoniata da un’apertura a quota più elevata rispetto alla chiusura del giorno precedente, subisce una battuta d’arresto a favore dei venditori i quali spingono così le quotazioni del titolo verso il basso fino alla determinazione di un prezzo di chiusura inferiore a quello d’apertura di giornata, con la conseguente formazione di una candela nera.