L’Euro tenta la risalita, obiettivo 1.3540. La Sterlina in deciso recupero

EUR/USD

eurusdh1_20130925134647La coppia EUR / USD è riuscita a toccare il massimo giornaliero a 1,3518, anche se la moneta unica non appare nelle condizioni di realizzare guadagni apprezzabili al di sopra di area 1,3500. Il pair sta ripercorrendo la linea di tendenza giornaliera discendente  proveniente dal massimo registrato nel mese in corso a 1,3567, con gli indicatori tecnici che nel grafico orario evidenziano una perdita di potenziale verso l’alto con una prevedibile  flessione verso livelli di scambio inferiori. Il dato statunitense riferito agli ordini di beni durevoli, dato peggiore del previsto, non ha peraltro favorito ulteriori guadagni nell’immediato non supportando nel breve termine spunti rialzisti. In un quadro temporale più ampio, considerando il grafico a 4 ore, le letture tecniche degli indicatori non offrono spunti direzionali ben precisi, confermando una temporanea situazione di sostanziale neutralità. Livelli di supporto: 1.3450 1.3415 1.3385. Livelli di resistenza: 1.3520 1.3550 1.3585.

GBP/USD

gbpusdh1_20130925134712Il Pound ha violato la trendline discendente che aveva caratterizzato i movimenti della settimana scorsa prendendo spunto dal profondo movimento correttivo innescato dopo aver ampiamente sfruttato la condizione di netto vantaggio sul dollaro statunitense a fronte dei dati macroeconomici del Regno Unito. La coppia ha arrestato la sua risalita, fermandosi  al di sotto della soglia di 1.6071, massimo registrato questa settimana, consolidando i recenti guadagni. Il grafico orario mostra la media mobile a 20 periodi guadagnare progressivamente l’inclinazione rialzista di sotto del prezzo corrente, mentre gli indicatori stazionano tutti in territorio positivo. Nel grafico a 4 ore, i valori tecnici puntano a sud in territorio positivo, sostenendo il tono rialzista, ancora dominante nella coppia. I livelli di supporto: 1,6025 1,5990 1,5950. Livelli di resistenza: 1,6070 1,6110 1,6155.

USD/JPY

usdjpyh1_20130925134735La coppia USD/JPY continua a mantenersi attorno ai suoi recenti minimi, in un range di azione limitato all’area di prezzo che oscilla intorno a 98.40/80. Nonostante la mancanza di azione a tutto campo, la coppia continua a mantenere un tono decisamente negativo, registrando  minimi giornalieri sempre più bassi. Il grafico orario conferma il quadro ribassista indicando livelli di prezzo al di sotto delle medie mobili a 100 e 200 periodi,  convergenti in area 99,05, mentre gli indicatori sono al di sotto le linee mediane. I riferimenti grafici temporali più ampi offrono indicazioni sostanzialmente neutre, anche se il lato negativo continua ad  essere il favorito. I livelli di supporto: 98.40 97.90 97.40. I livelli di resistenza: 99.05 99.35 99.70

L’Euro sfida area 1,35 nonostante i dati Ue. L’Australiano in recupero.

EUR/USD

eurusdh1_20130923135716La coppia EUR / USD spinge verso nuovi minimi puntando direttamente sotto area 1,3500, dopo il rilascio del Pmi manifatturiero degli Stati Uniti i cui dati pubblicati sono risultati essere al di sotto delle aspettative. Il quadro tendenzialmente ribassista della moneta unica trova ulteriore conferma dalle letture negative di alcuni dati macro riguardanti l’Unione Europea. Fino ad ora il mantenimento dell’attuale livello di scambio in area 1.3500 viene mantenuto dalle numerose posizioni di acquisto. Nonostante il tono leggermente ribassista evidenziabile sul grafico orario, gli indicatori non dispongono della forza necessaria per confermare nel breve un rally verso il basso. Nel grafico a 4 ore il livello di prezzo attuale è ancora sostenuto dalla media mobile a 20 periodi, mentre  il posizionamento degli indicatori tecnici mostra solo un rialzo limitato. I livelli di supporto: 1.3480 1.3450 1.3420

GBP/USD

gbpusdh1_20130923135755Il cable ha decisamente recuperato terreno in questa apertura d’ottava, con una impennata in area 1.6060. Il grafico orario mostra il livello di prezzo ben supportato dalla media mobile a 20 periodi e gli indicatori tecnici in territorio positivo che offrono sostegno al tono rialzista della coppia. Diversamente il quadro tecnico mostrato sul grafico a 4 ore  dove i livelli di prezzo, ancora al di sotto della media mobile a 100 periodi, riflettono la mancanza di slancio nella coppia. I livelli di supporto: 1,6025 1,5970 1,5930.  Livelli di resistenza: 1,6060 1,6110 1,6170

USD/JPY

usdjpyh1_20130923135822Scenario ribassista per la coppia dollaro-yen caratterizzato dalla mancata violazione della resistenza in area 98.72 con livelli di scambio attuali che si attestano sotto le medie mobili a 100 e 200 periodi. Nel grafico orario, considerando gli indicatori di direzione orientati in territorio negativo, appare difficile che un movimento rialzista  in area  99.00 possa essere favorito. Piuttosto, nel breve termine, è ipotizzabile un ulteriore indebolimento della coppia verso area di supporto  98.40, al di sotto della quale non vi sarebbe alcuna possibilità di testare la linea di tendenza ascendente dal minimo di 93.78 a 97.60. I livelli di supporto: 98.80 98.40 97.90. I livelli di resistenza: 99.05 99.35 99.70.

AUD/USD

audusdh1_20130923135701Salvato dai rilasci macro provenienti dalla Cina, il dollaro australiano appare  nuovamente in deciso recupero superando area 0,9400. Stando al quadro grafico, ciò suggerisce il potenziale completamento della fase correttiva nel bel mezzo di questa nuova fase rialzista. Il grafico orario mostra gli indicatori in territorio positivo anche se manca la forza necessaria per una ulteriore apprezzamento, con il livello di prezzo attuale al di sopra della media mobile a 20 periodi dal carattere leggermente rialzista. Volendo sfidare recenti massimi intorno 0,9450, la coppia ha bisogno di rompere al di sopra di questo livello per confermare un retest della zona di prezzo 0.9500/20. I livelli di supporto: 0,9420 0,9390 0,9350. Livelli di resistenza: 0,9450 0,9490 0,9525

 

Analisi Tecnica: l’Euro guarda avanti, obiettivo 1,37

eurusddaily_20130920152921La coppia EUR / USD ha terminato la settimana dissolvendosi verso 1.3500, ma ben al di sopra di venerdì scorso, quando a New York il pair ha chiuso gli scambi in area 1.3280. La decisione della Federal Reserve di mantenere invariati gli attuali programmi di acquisto di assets  ha una relazione diretta con la forza della moneta unica che è salita fino a quota 1,3567 contro il suo maggior rivale, il dollaro americano. E mentre la coppia in chiusura d’ottava si è mantenuta in fase di consolidamento,  il mercato bullish punta ad ottenere ulteriori guadagni nel corso dei prossimi giorni. Il grafico quotidiano mostra gli indicatori tecnici perdere forza dopo la recente mancanza di azione del prezzo, mantenendo inalterato il suo posizionamento in territorio positivo, mentre il gap di apertura settimanale rimane non recuperato in zona 1.3280. L’ipotesi di trovare a breve termine dei venditori sui minimi in area 1,3500, potrebbe determinare  come effetto immediato un pullback verso area 1.3415/50, livello di prezzo entro il quale la coppia dovrebbe oscillare senza peraltro pregiudicare la tendenza rialzista dominante. Tuttavia, se in qualche modo il prezzo dovesse andare al  di sotto del livello 1.3415, il gap menzionato sarà recuperato con buone probabilità nella prossima settimana. Tuttavia un ritracciamento sembra abbastanza improbabile al momento; il prezzo dovrà estendersi oltre 1,3560 per guardare in avanti a 1,3710, il massimo registrato quest’anno  con  resistenza intermedia in area 1.3620.

STERLINA, GUADAGNI A BREVE E MEDIO TERMINE

Sulla base dei dati pubblicati ad agosto scorso, abbiamo appreso che l’economia britannica è in una fase di espansione e cresce ad un ritmo più veloce dei mesi precedenti.   Ma c’è un però. Infatti la revisione del prodotto interno lordo, evidenzia una stima di crescita nel secondo trimestre dello 0,7%. All’inizio di quest’anno il quadro economico della Gran Bretagna era diametralmente opposto poiché le possibilità di una nuova recessione era più che reale. Gli ultimi dati macroeconomici sono stati al riguardo piuttosto incoraggianti, irrobustendo la Sterlina e conferendole una forza costante e progressiva. Il Pil nell’immediato futuro sarà un fattore chiave per la moneta britannica, poiché una lettura al rialzo agevolerà i guadagni che potranno estendersi sia nel breve che nel medio periodo. Al contrario, una lettura negativa, innescherebbe una brusca reazione nel breve, ma a meno che altri dati macro che saranno rilasciati nelle prossime settimane siano negativi, questo non  dovrebbe pregiudicare la forza del Pound.

INFLAZIONE TEDESCA, SORVEGLIATO SPECIALE

L’inflazione tedesca ha subito un rallentamento nel mese di agosto pari al’1,5%, segno che la pressione esercitata sui prezzi è rimasta contenuta nel Paese. Un indicatore positivo per l’intera Unione Europea che sembra lentamente avviata ad uscire dal tunnel della recessione. Il dato macroeconomico rilevato ad agosto ha rotto la tendenza al rialzo della morsa inflattiva, sebbene gli economisti tedeschi abbiano attribuito questa recente inversione di tendenza alla diminuzione dei costi del petrolio e a quello del combustibile per automobili, scesi rispettivamente dell’8,1% e del 4,5%. I prezzi del petrolio questo mese  sono rimasti al di sotto dei massimi di agosto, diminuendo il rischio di una lettura più elelvata per il mese di settembre. Allo stesso tempo, i timori di una rapida risalita dei prezzi  causata dalla politica monetaria espansiva della BCE,  finora si sono rivelati infondati,  mentre il lento sviluppo dell’Unione Europea riduce le preoccupazioni per i prossimi mesi sul rischio di una crescita dell’inflazione in tutto il territorio. Il dato inflattivo è tenuto sotto stretto  controllo dagli operatori del mercato, un eventuale picco al di sopra della cifra prevista dovrebbe portare l’Euro ad apprezzarsi contro la maggior parte delle rivali, in particolare contro l’indebolito dollaro e lo stesso yen giapponese. Una lettura più vicina all’ 1,0% indicherebbe al contrario un rallentamento del ritmo della ripresa economica e quindi provocare l’indebolimento della moneta unica su tutta la linea.

Dollaro Usa in sell-off. Chiusura d’ottava nel segno dello Yen

Sessione asiatica movimentata caratterizzata dalla inversione di tendenza del dollaro americano indebolitosi contro la maggior parte delle valute subito dopo il rilascio di dati economici provenienti dal Giappone. Tutto è sembrato andare contro lo yen nella prima ora di contrattazione della borsa di Tokyo, ma poi improvvisamente per il biglietto verde è cominciata il sell off, largamente venduto contro Yen,  Australiano ed Euro. I mercati azionari locali hanno visto il Nikkei chiudere in territorio negativo con  il – 2%, apprezzamento dell’indice coreano e australiano, in rosso lo Shangai Composite che lascia sul campo lo 0,81 %. Oro e petrolio guadagnano margini superiori, mentre la coppia USD/JPY scende ai minimi di due settimane fa a 98.68.

EUR/USD

Gli Stati Uniti vedono allontanarsi sempre più i tempi di riduzione della manovra di allentamento della Fed e la moneta unica recupera terreno dai minimi registrati nella seduta precedente raggiungendo quota 1.3280.  Euro supportato dalla debolezza del dollaro americano posto sotto pressione dalle notizie sui candidati che si contenderanno la poltrona di Ben Bernanche alla guida della Federal Reserve. Alcuni senatori avrebbero indicato Janet Yellen, come il prossimo presidente della Fed, ma al contempo già si parla della prossima riunione del FOMC e dei toni conciliatori che ancora una volta saranno utilizzati da Bernanche sul tapering. Il calendario odierno, in chiusura di ottava non offre spunti significativi,  in grado di apportare cambiamenti sensibili al quadro tecnico attuale che conferma la tendenziale fase rialzista dell’euro con prossima resistenza in area 1,3302.

GBP/USD

Il cable ha raggiunto il  target che avevamo indicato nella nostra precedente analisi assecondando la dinamica rialzista che ha portato il pound a testare il ritracciamento Fibo in area 1,54. Gli indicatori tecnici del grafico orario offrono spunti direzionali  conseguenti la pubblicazione dell’indice di fiducia dei consumatori francesi. L’indice di fiducia del Michigan, atteso nel pomeriggio, sempreché potenzialmente in grado di apportare movimenti correttivi, non dovrebbe modificare  la fase di consolidamento che potrebbe portare la coppia in area 1,5375, con possibili e ulteriori  guadagni fino a 1,5445.

USD/JPY

usdjpyh1La coppia USD/JPY ha  pagato lo scotto dei dati macroeconomici del Giappone accelerando la sua corsa al ribasso dopo l’ennesimo fallimento in area 100.00. Nel grafico orario appare in modo più evidente il forte sell-off di dollari  e il minimo registrato in apertura europea con la coppia che ha toccato area 98.48. Allargando lo spazio temporale  su timeframe a 4 ore eloquente il deciso breakout  avvenuto sul supporto dinamico del canale rialzista e la conseguente inversione di trend che potrebbe raggiungere ulteriore profondità puntando al più immediato supporto in  area 98.20 semprechè la media mobile a 200 periodi in area  98.60 non riesca ad arrestare la discesa  confermando gli attuali livelli di prezzo.

AUD/USD

Il dollaro australiano è stato uno tra i maggiori favoriti dal forte sell-off  che ha colpito il biglietto verde.  L’Aussie ha recuperato le forti perdite subite ieri risalendo faticosamente la china per riportarsi oltre area 0,9250 e attualmente ben proteso in termini rialzisti a raggiungere nuovamente quota 0,93. Nel breve termine gli indicatori confermano la  fase rialzista con le letture tecniche che mostrano un orientamento coerente con le medie mobili le quali offrono stabile base di supporto in area 0,9230 – 40. Il trend trova conferma sul grafico a 4 ore che vede come potenziali punti di approdo 0,9320 – 0,9340.

Analisi tecnica: riflettori accesi su Pil Regno Unito e disoccupazione Usa

Un’altra sessione tranquilla nella regione asiatica caratterizzata da bassi volumi di scambio e l’Euro che continua a mantenersi al di sopra della soglia psicologica in area 1,32. Le commodities nel complesso hanno registrato segni di debolezza con oro e argento che si mantengono sui minimi di sessione e il petrolio sceso per la prima volta nel corso della settimana  al di sotto di 105. Azionari locali in territorio negativo. Giù il Nikkei che perde lo 0,41%, tentativo di chiusura in pareggio per il coreano Kospi e lo Shangai Composite. Sul fronte macroeconomico si segnala la decisione della Banca centrale neozelandese  di lasciare invariato il tasso di interesse al 2,5%.

EUR/USD

eurusdh1Il dollaro riprende forza trascinato dai dati macro su produzione e servizi Usa pubblicati durante il pomeriggio europeo. La coppia EUR/USD ha segnato il massimo giornaliero di 1,3226 prima di  recuperare solo parzialmente il terreno perduto. Il breakout  sul canale ascendente di breve termine  ha originato il  pull back  attualmente in fase di completamento con il conseguente tentativo di rientro sul supporto dinamico in area 1,3220.  La dinamica rialzista tuttavia, pur trovando parziali conferme  dal quadro tecnico di breve con gli indicatori leggermente inclinati verso l’alto,  vede la media mobile a 20 periodi  non sufficientemente in grado di supportare rialzi più marcati. Il consolidamento del prezzo in area 1,32 in assenza di dati macro significativi potrebbe caratterizzare la penultima giornata di trade, se non una correzione più profonda a 1,3180 o una ulteriore discesa in concomitanza con il rilascio in sessione Usa dei sussidi disoccupazione.

GBP/USD

gbpusdh4Andamento erratico per la coppia GBP/USD contraddistinta da una particolare volatilità dovuta soprattutto ai dati Usa. Sostanzialmente speculare il quadro tecnico della coppia rispetto a quello della moneta unica. Da evidenziare il recupero più marcato del Pound che mostra nel breve termine condizioni di ripresa più marcate con probabili e ulteriori guadagni in area 1,5375.  Punto critico  della mattinata sarà la pubblicazione del Pil del Regno Unito, dato molto sensibile  che potrebbe provocare  sostanziali modificazioni al quadro tecnico intraday.  Il supporto statico a 1,53 rischia, in presenza di rapporti economici deludenti, di essere violato con un break out il cui potenziale potrebbe far scivolare la sterlina sul supporto a 1,5270. In uno scenario inverso vede come punti di approdo area 1,54 – 1,5445

USD/JPY

usdjpyh1Poco scambiata durante la sessione statunitense la coppia USD/JPY sembra aver ritrovato una sostanziale stabilità  in area 100,00 con movimenti di rientro del cambio sulla trendline  di breve. Il grafico orario non fornisce indicazioni ben determinate sulla direzionalità del prezzo. Gli indicatori esprimono una condizione neutrale con potenziale esaurimento del movimento rialzista e correzione in area 99,70. Tutto questo in prossimità dell’apertura della seduta statunitense e del rilascio dei rapporti che potrebbe incidere in modo più accentuato e riportare il pair al di sopra dei 100,56.    Il grafico orario manifesta analoga tendenza sebbene il fascio resistenziale delle medie mobili  produca una sostanziale condizione di lateralità dei livelli di prezzo.

AUD/USD

audusdh4Quella odierna non appare una grande giornata per l’Aussie. La valuta australiana costantemente messa sotto pressione dai deludenti dati cinesi prosegue la sua corsa al ribasso. La coppia ha perso oltre 150 pips dal suo massimo, e il grafico orario mostra indicatori che mirano ad una correzione  più profonda in territorio di ipervenduto. La media mobile a 20 periodi ha impedito in sessione asiatica una risalita oltre area 0,9170 esercitando un forte segnale ribassista. Il grafico a 4 ore manifesta una condizione di estrema lateralità dei prezzi in area 0,9160.

La Germania spinge l’Euro, l’Australiano precipita

Alta volatilità  per il dollaro australiano in una seduta asiatica che ha assistito al rafforzamento del biglietto verde soprattutto contro Euro, Yen, e lo stesso Aussie il cui andamento è stato decisamente influenzato dai rapporti economici negativi. L’inflazione nel quarto trimestre in Australia è cresciuta a un ritmo più lento del previsto, aprendo il campo all’ipotesi di anticipare ad agosto l’ulteriore taglio dei tassi in vista del prossimo meeting della Banca centrale australiana. Notizie poco rassicuranti provengono dalla Cina il cui indice manifatturiero HSBC registra il peggior risultato degli ultimi undici mesi. In leggero rialzo le quotazioni di oro e petrolio scambiati rispettivamente a 1.343  e 107,13 dollari. I mercati azionari locali hanno chiuso in territorio negativo con l’unica eccezione dell’indice ASX australiano che guadagna uno 0,27%, e il Kospi coreano che praticamente è andato in pareggio.

EUR/USD

eurusdh1La vendita di dollari è stata sostenuta durante la sessione statunitense portando la coppia EUR / USD al nuovo massimo delle ultime 4 settimane a quota 1,3230. Il pair appare saldamente ancorato  sopra area 1,32  invertendo in apertura della seduta europea il bias negativo. La moneta unica è in  fase di ulteriore accelerazione,  avvantaggiata dalla pubblicazione del PMI tedesco e più avanti nella mattinata si prevede possa potenzialmente estendere i suoi guadagni in presenza di un PMI dell’Eurozona in linea con le aspettative dei mercati. Dati deludenti attesi nel pomeriggio sulla  produzione negli Stati Uniti e la vendita di case nuove potrebbero favorire l’ulteriore indebolimento del biglietto verde e incidere sulle prospettive di riduzione degli assets da parte della Federal Reserve. Il grafico orario EUR/USD mostra indicatori in territorio positivo, e il prezzo che si allontana velocemente al di sopra della media mobile a 20 periodi. L’impulso rialzista si manifesta anche su grafiche temporali più ampie. favorendo una continuazione del rally in corso, in seguito dalla  rottura della resistenza statica a 1.3245.

GBP/USD

Il GBP / USD prosegue il suo corso rialzista con test in area 1,5390  mantenendo anche per questa giornata di ottava il tono positivo. Mentre il movimento è più lento, è caratterizzato da progressioni costanti. Il grafico orario mostra il prezzo sopra la 20 SMA e gli indicatori in territorio positivo, con un forte slancio al rialzo. Nel quattro ore la tendenza dominante trova ulteriore conferma dalle letture tecniche che potrebbero favorire l’accelerazione verso area 1,54

USD/JPY

La coppia USD / JPY  ha violato la barriera dei 100 prima di dar luogo ad una manovra correttiva che ha portato il cambio a 99,35, vanificando buona parte dei guadagni realizzati nella precedente seduta. Il forte recupero in sessione asiatica ha riportato la coppia ad un ritest della resistenza statica rappresentata dalla media mobile a 100 periodi in area 99,97. Il livello da osservare con attenzione per nuovi posizionamenti long potrebbe essere agevolmente superato sulla base delle indicazioni grafiche di breve termine. Allargando la panoramica al 4 ore si evidenzia la fase di completamento del pullback  e il rientro dei livelli di prezzo sul supporto dinamico rialzista in area 99,96. Il tono appare decisamente rialzista con gli indicatori che tendono a superare le loro linee mediane, orientati in territorio di ipercomprato. Possibili punti di approdo a 100,16 e 100,30.

AUD/USD

audusdh1IL dollaro australiano ha continuato a beneficiare della debolezza del green back per buona parte della seduta statunitense. Inversione di rotta durante la sessione asiatica e forte sell-off  che sta caratterizzando la seduta europea alle prime battute.  Il minimo registrato dall’Aussie a  0,9188  da 0,9317 riflette i forti condizionamenti del mercato rispetto alle notizie macroeconomiche. Ciò favorisce l’ulteriore fase di debolezza del dollaro australiano che nel breve, osservando il grafico orario, evidenzia un forte tono ribassista con possibile e ulteriore correzione in area 0,9180 e con maggiore profondità a 0,9160.

Sul Forex è arrivata l’estate. Volumi ridotti e movimenti erratici

In una sessione asiatica caratterizzata da alcun evento significativo il dollaro americano ha mantenuto costante la  polarizzazione negativa con il rafforzamento di Euro,  dollaro Australiano, Sterlina e Yen.  In calo sul fronte delle materie prime il petrolio  rimasto agli attuali livelli di 107 dollari,  mentre costante rimane  il prezzo dell’oro in area 1335.  Chiusura in positivo per le borse asiatiche senza eccezione alcuna.  Da Hong Kong a Shanghai che registrano entrambe il 2% di guadagno, in Giappone il Nikkei si è apprezzato dello 0,77%, e il coreano Kospi  dell’1,15%.

EUR/USD

Nonostante la stagione estiva contraddistingua i mercati a causa della  consueta e fisiologica  mancanza di volumi, il dollaro non è stato in grado di scrollarsi di dosso il tono ribassista impostato con l’apertura settimanale. La coppia EUR/USD ha raggiunto il nuovo massimo delle ultime cinque  settimane  a 1,3217, avvantaggiandosi  dei deludenti report economici pubblicati dagli Stati Uniti sul numero di case.  Intanto, la notizia che alla fine del 1 ° trimestre, il debito pubblico nella zona euro  è salito al 92,2%,  registrando un nuovo record,  non ha provocato alcun  genere di reazione sulla moneta unica che questa mattina, in apertura di seduta europea, conserva il tono leggermente rialzista. Il grafico orario  e le letture tecniche confermano questa tendenza positiva anche se è necessario considerare che la posizione neutrale, considerando i volumi bassi, prevale. Ulteriori rialzi potrebbero trovare conferme finché il prezzo si mantiene al di sopra di 1,3140. In correzione supporti di breve sono in area 1,3160-1,3170.

GBP/USD

La coppia GBP / USD ha registrato un massimo di 1,5382 prima di correggere sul supporto in area 1.5350 pur mantenendo il tono positivo nel corso della intera giornata. A breve termine il grafico orario manifesta una condizione di palese congestione all’interno di un canale laterale che potrebbe subire rotture con la pubblicazione  del rapporto economico sull’approvazione delibere di mutuo (BBS)  del Regno Unito.  Qualora i dati  fossero deludenti, sono possibili ulteriori correzioni verso il primo livello di supporto a 1,5335, e con maggiore profondità verso area 1,5290/1.53. In uno scenario più favorevole al pound , possibile la risalita a 1,5404 (livello Fibo).

USDJPY

Pochi cambiamenti per la coppia  dollaro-yen rispetto ai precedenti aggiornamenti. La moneta giapponese avanza nei confronti del dollaro  con la coppia che prima di rimbalzare ai massimi di sessione a 99,64 ha testato i minimi a 99,13. Tecnicamente il quadro appare ribassista,  soprattutto in mancanza di forza che riesca a rilanciare il biglietto verde oltre la soglia psicologica dei 100. LO scenario attuale finisce col favorire una prosecuzione del trend al ribasso della coppia, guardando a 98.80 il livello chiave di sostegno al di sotto del quale si innescherebbero ulteriori discese a 98,35.

AUD/USD

L’Australiano mantiene  i suoi attuali guadagni, dopo aver lasciato il livello di  supporto in area 0.9250.  Le letture tecniche mostrano  qualche progresso, con il grafico orario il cui tono positivo è favorito dallo slancio degli indicatori tecnici  che potrebbero portare la coppia oltre area 0,9292 ultimo massimo registrato dal pair il 17 luglio scorso. Tuttavia la ripresa dell’Australiano è ben lontana dal confermare una più definitiva  ripresa  fin quando il prezzo rimane al di sotto di 0,9380, livello resistenziale di medio termine. Fino  a quando saremo sotto questo livello, i movimenti verso l’alto dovrebbe essere visti come movimenti  correttivi  della  tendenza dominante ribassista.

Abe spinge lo Yen, Euro alle prese col Portogallo. Dollaro sotto tono.

SESSIONE ASIATICA SOTTO IL SEGNO DELLO YEN

Sessione asiatica sotto il segno dello Yen in apertura di ottava con la valuta giapponese che ha tenuto il dollaro sotto forte pressione prim’ancora che la borsa di Tokyo aprisse i battenti. 99,57 è il minimo toccato dalla coppia grazie alla debolezza del biglietto verde causata dalla vittoria delle elezioni in Giappone di Shinzo Abe. L’indice Nikkei ha aperto a 14750, correggendo in area 14600. L’oro  ha rotto la resistenza sopra i 1.300 dollari, mentre il petrolio è rimasto sopra il livello chiave a 108. Mercati azionari misti  con Cina e Giappone che hanno chiuso in territorio negativo, mentre col segno più chiudono Australia e Corea.

EUR/USD

eurusdh4Sul fronte macroeconomico il fine settimana è stato denso di notizie, con la crisi politica del Portogallo che da tre settimane non vede una via d’uscita e tutti i colloqui su un accordo nazionale sono falliti tanto da richiedere l’intervento del presidente del Portogallo.  Ricordiamo che il Paese  ha chiesto una ulteriore proroga al piano di salvataggio per poter onorare i suoi impegni. I partiti di opposizione chiedono l’allentamento delle misure di austerità,  cosa che il governo attuale non è in grado di offrire dovendo rispettare il programma di salvataggio concordato con l’Unione Europea. Argomenti che in qualche modo non stanno incidendo in modo significativo sull’andamento della moneta unica che ha aperto in leggero gap negativo recuperando velocemente in area 1.3150. Il grafico orario mostra un tono leggermente rialzista, con il prezzo al di sopra della media mobile che presenta una direzionalità tendente verso l’alto. Nel  4 ore gli indicatori tecnici  sono piatti, così come i volumi ridotti che hanno caratterizzato le sedute di questi ultimi giorni. Una rottura sopra 1.3150 potrebbe favorire un nuovo test nell’area di prezzo di 1,3205, con la price action pronta a manifestarsi in area  1.3030/50.

GBP/USD

Gli scambi sul cable si sono stabilizzati vicino ai  massimi recenti, così come il grafico orario evidenzia una media mobile rialzista e gli indicatori che tendono a perdere forza sostando in  territorio positivo. Nel 4 ore  possiamo osservare una media mobile a 200 periodi molto piatta che fa da forte resistenza agli attuali livelli di prezzo attualmente intorno a 1,5286, mentre la media mobile a 20 periodi cerca di convergere con una linea ascendente intorno a 1.5200/30 offrendo un supporto molto interessante in caso di ritracciamento. Nel breve termine  il direziona mento è rialzista e una rottura a 1,53  suggerisce la possibilità di ulteriori risalite a 1,5325. Al contrari, una fase di correzione al di sotto di 1,5200  potrebbe innescare ulteriori ribassi in area 1,5190.

USD/JPY

usdjpyh4La coppia USD/JPY  è stata agevolata dal gap di apertura a 100,41 rispetto alla chiusura di New York di venerdì  a 100.56. In apertura abbiamo già descritto lo scenario politico che ha impresso maggiore spinta allo yen apprezzatosi contro il biglietto verde. Nel grafico orario il quadro tecnico ribassista appare non ancora esaurito a discapito del greenback  che trova livelli di supporto decisamente da tenere sotto osservazione.  Il primo è fornito dalla media mobile a 50 periodi che sta sostenendo gli attuali livelli di prezzo, e la media mobile a 200 periodi la cui rottura in area 99,73 darebbe ulteriore profondità al movimento correttivo. Nell’immediato lo scenario ribassista è favorito dal posizionamento degli indicatori. Al contrario, in una panoramica temporale più allargata, le indicazioni  non forniscono una più marcata direzionalità considerando movimenti che avvengono all’interno del canale rialzista.  I  livelli da tenere d’occhio sono 100.70 e 99.90. Eventuali breakout  su questi livelli potrebbero caratterizzare il trend odierno.

AUDUSD

audusdh1Il dollaro australiano sembra non essere nelle condizioni di reagire alla notizia di una revisione al ribasso del PIL diffusasi la settimana scorsa. Il grafico orario mostra il prezzo al di sotto della media mobile a 20 periodi e gli indicatori  orientati verso le loro linee mediane. Al momento manca    una chiara direzione  anche se tutto lascia presupporre che in area 0,92 attuale livello di prezzo vengano esercitate spinte ribassiste fino al supporto di 0,9184. Nel 4 ore tuttavia, letture tecniche evidenziano un trend ribassista che trova come primo supporto area 0,9190, zona di attraversamento della media mobile di breve periodo la cui direzionalità non offre ulteriori spunti aggiuntivi se non un movimento correttivo dei prezzi in questa area. Una accelerazione dei prezzi al di sotto dell’area appena indicata favorire una più forte continuazione ribassista della coppia  a 0,9170.

Usa, il dollaro si indebolisce. Outlook positivo di Moody’s. Election day in Giappone

LA SEDUTA ASIATICA PENALIZZA IL GREENBACK

Decisa inversione di tendenza  del dollaro statunitense in seduta asiatica pronta a terminare  settimana di trading  in vista delle elezioni per la camera alta del parlamento giapponese. Da registrare  la tonicità della moneta unica che si è rafforzata contro il greenback, l’ulteriore calo del dollaro australiano,  la flessione del cable  che perde terreno scendendo da 1,5249 a 1,5197 e infine lo yen che riporta la coppia sotto la soglia psicologica dei 100, in area 99,79 a seguito della  massiccia vendita  dei future Nikkei sui mercati azionari.  Indici e borse asiatiche in territorio negativo con il Nikkei  che inverte il trend  delle ultime sessioni  perdendo l’1%  insieme con lo Shanghai Composite. Sul fronte delle materie prime l’oro  registra nuovi massimi di sessione salendo a quota 1295, mentre il petrolio continua ad apprezzarsi  sopra  i 108 dollari.  Quanto alle notizie economiche pubblicato il rapporto  sugli investimenti esteri in Giappone in calo rispetto al mese precedente.

EUR/USD

eurusdh1Pur essendo stato sotto pressione per la maggior parte della giornata, la coppia EUR/USD è riuscita a cancellare  buona parte delle perdite giornaliere  registrate durante la seduta americana di ieri pomeriggio. Tono positivo dell’euro che ha riconquistato vivacità anche a seguito delle notizie provenienti dal Portogallo e dalla possibilità che si vada verso una definitiva soluzione della crisi politica senza dover ricorrere alle elezioni anticipate. La notizia ha provocato un indebolimento generale del biglietto verde, con ricadute sugli indici azionari statunitensi in fase correttiva rispetto ai livelli record raggiunti. Il grafico orario della coppia mostra gli indicatori  in ipercomprato  con un  tendenza ribassista che nel breve potrebbe riportare la coppia sul supporto a 1,3107. Nella giornata odierna non sono attesi dati di particolare rilievo. In area Euro l’indice tedesco del PPI su scala mensile è rimasto inaspettatamente invariato rispetto ad un previsto decremento dello 0,1% . Pertanto nell’ambito del quadro tecnico attuale, riferito anche al grafico a 4 ore, è ipotizzabile una potenziale lateralizzazione dei prezzi sia nel corso della giornata che in fase conclusiva di ottava.

GBP/USD

gbpusdh1Il cable ha mostrato una maggiore vivacità affrontando la sessione asiatica rinvigorito dai dati macro rilasciati dal Regno Unito. Il livello di prezzo si mantiene abbondantemente al di sopra della media mobile di breve periodo ma bisogna altrettanto considerare come la media mobile a 200 periodi funga da forte livello di resistenza dinamica  in area 1,5326. Il grafico orario mostra  spunti direzionali rialzisti; gli indicatori tecnici  confermano questa tendenza  con target  in area 1,5246 – 1,5276 che rapprsentano i punti di approdo più immediati. In una logica inversa la fase correttiva sarebbe sostenuta dalla trendline dinamica in area 1,5210 la cui violazione potrebbe favorire ulteriori discese  verso area 1,5190 e in presenza di ulteriore accelerazione test sul supporto dinamico 1,5190.

USD/JPY

usdjpyh4La coppia USD/JPY ha raggiunto un massimo giornaliero di 100.65,  dando luogo ad un rientro dei  livelli di prezzo nell’ambito del canale rialzista di breve termine in formazione. Tonfo del dollaro e maggior forza allo yen, come abbiamo già detto in apertura  causata  dalla massiccia operazione di vendita sul Nikkei che ha portato il green back ancora una volta a testare la soglia psicologia dei 100. Il trend in atto appare poco favorevole ad una ripresa del biglietto verde, quanto  piuttosto una potenziale e ulteriore discesa sul supporto statico a 99,80. Il quadro tecnico del grafico orario mostra gli indicatori in territorio negativo con un orientamento parallelo alle linee mediane, ad indicare l’attuale fase di congestione in area 100.00. Una risalita  oltre 100,30  non favorirebbe il rischio a breve termine di ulteriore indebolimento. Al contrario la coppia è esposta al ribasso.

Euro nel freezer, riflettori accesi sul Philadelphia Fed index

Dollaro a trazione anteriore  durante la seduta asiatica spinto dalla debolezza dello Yen e dell’Aussie, ma in condizione di palese lateralità nei confronti della moneta unica. Il sell-off  del dollaro australiano è stato provocato dal mix di dati economici nazionali e da quelli pubblicati dalla Cina. Le borse locali hanno mostrato risultati contrastanti, con l’indice Nikkei  che ha chiuso in territorio positivo guadagnando quasi l’un percento, mentre nel complesso il tono è stato molto debole, con  lo Shanghai Composite giù  dello 0,52%, e il coreano Kospi  verso il basso. Per oro e argento seduta tranquillo  con livelli di prezzo rispettivamente a 1.277 e 19,40 dollari.  Petrolio vicino ai massimo degli ultimi 15 mesi in area  106.

EUR/USD

eurusdh1La coppia EURUSD caratterizzata da movimenti erratici con la testimonianza di Bernanke che ha deluso i mercati poiché nulla di nuovo è stato aggiunto rispetto a quanto si sapeva. Il biglietto verde è riuscito  a terminare la giornata con guadagni parziali contro le sue rivali europee. Il pair ha raggiunto quota 1,3177 prima di  correggere e perdere i guadagni della giornata. La posizione neutra, incapace di mostrare alcuna direzionalità,  è evidenziata dal grafico orarioe dalla media mobile a 100 periodi che offre supporto all’attuale livello di prezzo in area 1,3090. La resistenza a 1,3117 sopra il prezzo indica nel breve una tendenza leggermente rialzista, considerando gli indicatori tecnici in ipervenduto ma orientati verso le loro linee mediane.  Il tono leggermente  rialzista trova conferma nel grafico a 4 ore, sebbene il prezzo tenda a incrociare la media mobile a 20 periodi con gli indicatori neutrali. 1,3130 e 1,3163 sono i punti di approdo per una ulteriore risalita nel breve termine che potrebbe essere favorita dai dati macroeconomici in agenda.

GBP/USD

gbpusdh1L’attesa pubblicazione delle vendite al dettaglio nel Regno Unito  potrebbero favorire una ripresa al rialzo della Sterlina che durante la seduta asiatica ha vanificato i guadagni della giornata precedente. Una dinamica rialzista riporterebbe  il cable a testare il primo livello di resistenza  a 1,5190, e in presenza di ulteriore spinta a 1,5220 e 1,5240.  In uno scenario alternativo il grafico orario mostra una potenziale correzione della coppia con test sul supporto dinamico offerto dalla trendline rialzista in area 1,5140 e la media mobile che offre resistenza sulla soglia psicologica a 1,52. Gli indicatori tecnici  sono in territorio di ipervenduto  con  tono rialzista a fronte dei rapporti economici appena pubblicati.

USD/JPY

usdjpyh1Il dollaro americano recupera sullo yen risalendo dal minimo giornaliero di 99,03, riportandosi al di sopra della media a 100 periodi che, come possiamo osservare sul grafico orario è perfettamente piatta intorno a 99,40,  rappresentando un supporto a breve termine.  La tendenza della coppia è tutt’altro che  chiara, mostrando nel lungo termine un atteggiamento tecnico neutrale con il  prezzo intrappolato sotto il livello di 100.00.  La variazione dei livelli di prezzo si muoverò attraverso una gamma compresa tra 98.40 e 100.30, punti estremi la cui violazione darà indicazioni più precise sul trend della coppia e dunque impostare i vari livelli target, sia in una direzione che nell’altra.

AUD/USD

audusdh1L’Australiano è riuscito a superare la soglia statica in area  0.9300, per poi invertire e chiudere la giornata in negativo, nonostante lo slancio rialzista che ha dominato la maggior parte della giornata. Finora,  su timeframe più ampi, le letture tecniche suggeriscono il rischio di ulteriori cadute, rischio che rimane intatto. Per quanto riguarda il breve termine, il grafico orario mostra un atteggiamento piuttosto ribassista con il prezzo ben al di sotto alla media mobile a  20 periodi e gli  indicatori sotto le linee mediane. 0,9200 è il livello che se superato potrebbe favorire il trend rialzista, mentre 0,9120 appare come il livello supportivo più prossimo in caso di ulteriore correzione.

Forex anestetizzato da Bernanke, la Sterlina si sveglia sui dati della disoccupazione

Dollaro americano in leggero apprezzamento durante la seduta asiatica, con nuovi minimi di seduta per la coppia eurodollaro scesa a 1,3134, l’Australiano a 0,9218, e il Cable a 1,5107.  Il mercato azionario locale ha chiuso con risultati misti:  buona performance del coreano Kospi che ha guadagnato più del 1,43%,  in territorio negativo il Nikkei e lo Shanghai Composite che perdono rispettivamente  -0,24% e -0,35%.  Quanto alle materie prime,  oro e petrolio sono rimasti entrambi a prezzi invariati sin dall’inizio della sessione statunitense, gli scambi avvengono intorno ai 1290 dollari  per l’oro e a 105,50 per il petrolio.

EUR/USD

La coppia EURUSD  ha recuperato terreno postando nuovi massimi quotidiani in chiusura di sessione statunitense a 1,3173. La fase correttiva  ha riportato il pair sull’area supportiva a 1,3120 dove crediamo possa mantenersi fino al preannunciato discorso di Bernanke, momento in cui sono attesi picchi di volatilità sui mercati. Gli osservatori sono tutti particolarmente guardinghi, e prima di prendere decisioni, i loro movimenti sono debitamente improntati alla massima cautela. Dal punto di vista tecnico, il trend rialzista a breve termine non si presta a particolari evidenze grafiche: gli indicatori tendono a tagliare le linee mediane con la media mobile di supporto che attraversa  il livello di  prezzo. Lo slancio rialzista non appare altrettanto manifesto sul timeframe a 4 ore ove la coppia trova supporto a 1,3108 e resistenza a 1,3185.

GBP/USD

La coppia GBP USD ha trovato sostegno nel tardo pomeriggio statunitense, superando l’area di resistenza statica intorno a 1,5130 pur essendo caratterizzata da ridotti volumi di scambio. Il tono positivo è stato decisamente smorzato dalla fase correttiva che ha riportato il cable in area 1,5090.  Il grafico orario mostra il prezzo sotto la media mobile che funge da resistenza dinamica a  1,5120. Gli indicatori di direzione hanno rotto le  linee mediane ma il quadro tecnico sta subendo evidenti variazioni sulla scorta del rilascio dei verbali dell’incontro del Comitato per la politica monetaria della BoE e in particolare della pubblicazione della variazione dei sussidi di disoccupazione,  cifra che è andata oltre le previsioni.  Nel  4 ore  la formazione di un canale ascendente conferma il tono rialzista, fornendo sostegno per una continuazione del trend con livello di breakout a 1,52 e possibile target a 1,5260. In uno scenario inverso la violazione del supporto a 1,51 innescherebbe ulteriori accelerazioni al ribasso in area 1,5035

USD/JPY

Gli ulteriori progressi dello Yen nei confronti del biglietto verde  hanno lasciato la coppia USD / JPY appena sopra il livello 99.00, con un tono fortemente ribassista in apertura asiatica. Il grafico orario mostra un cambiamento di tendenza con le medie mobili che fanno da supporto al trend rialzista di breve in area 99.30/99.40  con target a rottura della resistenza in area 99.80. Gli gli indicatori  tecnici mostrano il loro deciso direzionamento in territorio positivo.  Tale indicazione è supportata su dinamiche temporali più allargate con un trend rialzista che, macro permettendo, potrebbe favorire l’ascesa del greenback  verso il livello resistenziale in area 100.30, zona che delimita il canale rialzista all’interno del quale si muovono i livelli di prezzo. Dovendo considerare un quadro alternativo, l’area 98,90 / 99.10 rappresenta il limite la cui violazione faciliterebbe  ulteriori discese.

AUD/USD

Il recupero del dollaro australiano ha subito una battuta d’arresto nella sessione asiatica durante la quale l’Aussie ha perso la maggior parte dei guadagni conseguiti in giornata. 0.9191 è il supporto che offre sostegno al livello di prezzo attuale che se violato in fase di più profonda correzione  potrebbe imprimere maggiore accelerazione in basso trovando supporto immediato a 0,9163. Il grafico orario mostra un potenziale slancio al rialzo con gli indicatori tecnici che tendono a risalire area di ipervenduto.  0,9230 è la resistenza da superare in una dinamica rialzista con target sul livello superiore a  0,9252.  Nel grafico a 4 ore, gli indicatori tecnici non offrono supporto a indicazioni rialziste, confermando una tendenza correttiva della coppia direzionata verso 0,9170.

L’Euro e il “rimbalzo del gatto morto”. L’Aussie cresce con i verbali RBA

Un’altra sessione asiatica dominata dalla lentezza e dalla temporanea, quanto sospetta, apatia dei mercati che con molta probabilità sono in attesa di ricevere ulteriori input dal previsto intervento di Bernanke in programma nei prossimi giorni. La seduta europea segue la stessa scia asiatica, sebbene i motori possano scaldarsi con il rilascio dell’indice di fiducia tedesco ZEW e,  nel pomeriggio,  con la pubblicazione dell’indice di produzione statunitense.  Da registrare la posizione del dollaro australiano  che in seguito alla pubblicazione delle minute della  Banca centrale, ha manifestato segni di maggiore vitalità a fronte delle letture dei verbali.  Osservando il quadro azionario,  l’indice Nikkei  sebbene sia  ancora al di sotto della soglia dei  14.600 punti,  registra un guadagno dello  0,57%.  In leggera correzione il prezzo del petrolio e dell’oro. Segno positivo per i mercati locali  guidati dallo Shanghai Composite, vicino al + 1%.

EUR/USD

eurusdh4Dopo il downgrade di Italia e Francia,  l’agenzia di rating Fitch  ha declassato anche l’European Financial Stability Facility (EFSF) dalla tripla alla doppia A,  lasciando l’outlook  ‘stabile’. La coppia eurodollaro in queste sessioni  è in palese condizione di lateralità con livelli di prezzo che oscillano all’interno di un canale di circa 60 basis point.  Gli americani identificano questa situazione come “il  rimbalzo del gatto morto”, nella percezione che da un momento all’altro si inneschi una più decisa correzione verso nuovi minimi. 1,3090 è il livello che rende appetibili forti interessi alla vendita verso area 1.3000. Per quanto riguarda il breve termine, il grafico orario mantiene la posizione neutrale, con il prezzo  che si aggira  intorno ad una media mobile molto piatta e gli indicatori che accennano ad abbandonare le loro linee mediane.  Nel 4 ore il prezzo si mantiene in una condizione  rialzista con la media mobile a  20  in area 1,3060 e una forte area resistenziale a 1,3106.

GBP/USD

gbpusdh1Il Pound si mantiene  in prossimità della soglia psicologica 1,5100.  Livelli di prezzo sostanzialmente invariati rispetto all’apertura d’ottava con un  minimo registrato a  1,5024  durante la sessione europea di ieri. Le prospettive a breve termine appaiono abbastanza neutre, con il prezzo al di sopra della sua media mobile e gli indicatori che puntano verso il basso, in territorio di ipervenduto. Tale movimento verso il basso potrebbe subire ulteriori accelerazioni  in concomitanza con il rilascio dell’indice dei prezzi al consumo del Regno Unito. In presenza di un dato inferiore alle aspettative potremmo vedere la Sterlina correggere sul primo livello di supporto  a 1,5060 e in successione a 1,5034. Nel 4 ore il tono rialzista della seduta asiatica appare in fase di temporaneo esaurimento. Il livello di prezzo attuale è in area supportiva a 1,5085 mal supportato dalla media mobile di breve periodo e dal posizionamento degli indicatori tecnici. In una condizione decisamente più favorevole, potremmo assistere ad una verticalizzazione del movimento in area 1,5152  avendo come target il superamento  di 1,5221.

USD/JPY

Il dollaro mostra grande fatica a mantenersi al di sopra della sogli dei 100 rispetto allo Yen. La fase correttiva ha portato la coppia nuovamente al di sotto di tale area, alle prese con il supporto  a 99,50. Il grafico orario mostra prezzo  ingabbiato dalle  diverse medie mobili mentre gli indicatori si mantengono ancora al di sotto delle loro linee mediane, non favorendo il trend rialzista nel breve termine.  Il quadro tecnico viene sostenuto dalle indicazioni che ci fornisce anche la dinamica temporale allargata con indicatori in posizione neutrale, ma orientati verso il basso. Sotto il supporto menzionato, l’obiettivo  più immediato trova diretto riferimento ai recenti minimi in area  99.20.

AUD/USD

audusdh1Seguendo la pubblicazione dei verbali della Rba  che hanno mostrato un tono meno conciliante in materia di politica monetaria da parte della banca centrale, l’Australiano ha mostrato segnali di ripresa con maggiore vivacità peraltro dimostrata dalla fase di recupero nei confronti del suo diretto concorrente, ovvero il biglietto verde.  La resistenza chiave per la coppia è a 0,9188 corrispondente ai massimi registrati l’11 luglio scorso che attrae i venditori a breve termine circa 0,9120. Una rottura sopra detto livello favorirebbe il trend al rialzo con target a 0.9250 e  0,93 quale resistenza superiore.

Mercati in Trading Range aspettando Godot

Seduta asiatica molto piatta per la maggior parte delle principali coppie, mentre i mercati di Tokyo oggi rimangono chiusi per festività. Sul fronte macroeconomico attesi in giornata i dati delle vendite al dettaglio negli Stati Uniti. I mercati azionari locali in apertura di ottava mostrano nel complesso piccoli guadagni.  Lo Shanghai Composite è l’indice che ha ottenuto il miglior risultato dopo la pubblicazione del Pil cinese, conseguendo un guadagno di 1,45%. Oro e argento sono in leggero rialzo con scambi intorno a 1289  per il metallo prezioso e 20,04 per l’argento. Analoga situazione per il petrolio  che ha aperto in ribasso, ma in apertura di seduta europea viene scambiato in area 106,15.

EUR/USD

Il dollaro  apre la settimana mostrando toni poco vivaci nei confronti delle maggiori concorrenti.  Decisamente scarse le fluttuazioni del pair che mostra una linea di tendenza laterale con tentativi di rottura in area 1,3050  segnalati dal posizionamento degli indicatori il cui orientamento nel breve termine tende a tagliare le linee mediane.  Il quadro tecnico sul grafico orario non fornisce una precisa direzionalità. In una dinamica rialzista  il superamento della resistenza  in area 1.3080, supportata da rapporti macroeconomici fondamentali, potrebbe imprimere  maggiore spinta alla coppia. Siamo in presenza di volumi sottili che hanno peraltro caratterizzato la seduta asiatica  seguita dalla pubblicazione di rapporti economici provenienti dalla Cina con dati misti: in calo la produzione industriale,  Pil annuale in linea con le aspettative, trimestrale del prodotto interno lordo al di sotto delle previsioni. In uno scenario ribassista individuiamo come principali livelli di supporto 1.3030 e 1,3015 che se violati potrebbero fornire indicazioni per la tenuta del trend.

GBP/USD

Il Cable si mantiene sui livelli di chiusura di venerdì scorso in area 1.5100, ancora incapace di cogliere lo slancio verso l’alto, con il grafico orario che mostra la media mobile a  20 periodi  opporre resistenza a potenziali risalite  con gli  indicatori che accennano a riprendere il cammino  verso le loro linee mediane. Il quadro generale  non manifesta una tendenza rialzista, quanto piuttosto una fase di congestione dei livelli di prezzo che trovano supporto a 1,5073, e come livello   inferiore a 1,5040.  Il movimento odierno potrebbe manifestare  significativi spunti rialzisti in fase di rottura del canale laterale in area 1,5130.

USD/JPY

La coppia USD/JPY  apre l’ottava con un atteggiamento piuttosto neutrale, mantenendo gli scambi  sopra area 99.00, ma potenzialmente in grado di estendere i guadagni e approdare in area 100,00. Il grafico orario mostra la media mobile a 100  che presenta una inclinazione negativa che offre resistenza a 99,80.  Una decisa conferma del trend rialzista si avrebbe solo previo superamento del livello resistenziale. Il quadro tecnico attuale, considerando le letture degli indicatori favorisce questa tendenza.  Dovendo considerare anche il rovescio della medaglia, una accelerazione al ribasso rispetto agli attuali livelli vede come aree di supporto più immediate  99,20 e 98,80.

AUD/USD

Sulla scorta di un pil cinese annuale non proprio negativo, al 7,5% , il rimbalzo dell’Aussie contro il biglietto verde si è esteso fino a testare area 0,9120 per poi dar luogo ad una fase correttiva che ha portato la coppia nuovamente al di sotto del livello psicologico di 0,91. il grafico orario fornisce indicazioni rialziste supportate dalla lettura degli indicatori tecnici che tendono a stazionare in area di  ipercomprato. Venerdì scorso,  lo ricordiamo, il sell-off di dollari australiani era stato attribuito a condizioni di bassa liquidità e di volumi di scambio, il tutto legato al  crescente pessimismo sul Pil Cina il cui dato odierno non ha innescato movimenti di particolare rilievo.

Mercati in week-end. Dollaro in leggero recupero. La Cina chiama gli Usa.

Lenta fine d’ottava e seduta asiatica scarsa di emozioni non potendo offrire sussulti creati nelle ore precedenti  dall’indebolimento del biglietto verde apparso in lievissima ripresa.  Minimi di seduta per le coppie eurodollaro a 1,3075, Australiano a 0,9133,  dollaro yen che ha chiuso a 99.04.  Il prezzo dell’oro ha oscillato intorno ai 1.284 dollari, all’interno di una gamma di prezzi estremamente ristretta,  mentre  il petrolio appare in palese fase di stallo, dai recenti massimi sopra i 107 dollari, si è scesi a quota 104. Molto piatti nel complesso gli azionari  con l’indice Nikkei che si è apprezzato dello 0.10%.

EUR/USD

eurusdh1Ulteriore caduta del biglietto verde in chiusura di sessione statunitense subito dopo la pubblicazione sulla stampa cinese di un articolo nel quale  si esortano  gli Stati Uniti a  valutare con estrema attenzione l’impatto che l’uscita dal QE potrebbe provocare sui mercati globali. La coppia eurodollaro  è stata per la maggior parte della giornata in fase di consolidamento come è possibile osservare dal grafico con un picco rialzista provocato dalla news che ha portato il cambio al di sopra del livello di 1,3100.  Dal punto di vista tecnico. Le letture ci offrono nella panoramica odierna segnali rialzisti essendo riuscita a trovare nuove posizioni di acquisto in area supportiva a 1,3020. Fino a quando i livelli di scambio si manterranno entro questi limiti ci saranno poche possibilità per gli orsi  di attivare posizioni di vendita.  Una spinta al rialzo con violazione della resistenza a  1.3150, dovrebbero portare ad un nuovo test sui massimi  a 1,3205.

GBP/USD

La coppia GBP USD  ha registrato il suo massimo a 1,5221 per poi correggere nuovamente sul supporto a 1,5140.  Evidente il break out del pattern triangolare in posizione rialzista e la successiva fase di correzione che tendenzialmente, considerando le letture grafiche, appare in questo momento neutrale con gli indicatori sulle linee mediane. Il quadro tecnico è suscettibile di variazioni  sulla base del flusso di dati macroeconomici  attesi in seduta odierna dagli Stati Uniti e la pubblicazione dell’indice predittivo nel Regno Unito.  La settimana prossima il fronte del cable sarà sicuramente più caldo con il previsto rilascio delle minute della Bank of England. Il mercato sta ancora cercando di capire quali sono le reali intenzioni di Marc Carney, il neogovernatore insediatosi alla guida della BoE i primi di luglio.  Le letture tecniche a breve suggeriscono una continuazione della fase correttiva che può trovare supporto a 1,5125 con possibile ri-test a 1,51.  1,5051 e 1,4985 sono i livelli di supporto più prossimi in una accelerazione al ribasso che appare nella ultima di ottava assai poco probabile.  Sul quattro ore 1,5060  appare l’area più prossima per un consolidamento del prezzo, con gli indicatori orientati in discesa verso le linee mobili,  in attesa di ulteriori eventi.

USD/JPY

usdjpyh1Dopo le dichiarazioni del governatore della Banca centrale del Giappone, Kuroda, l’istituto finanziario nipponico non prevede ulteriori manovre di alleggerimento per il resto dell’anno. Dunque scenario immutato con un dollaro indebolito dalle vicende Fed, e con la coppia  USD JPY  che ha aperto un nuovo capitolo ribassista. I livelli di prezzo si mantengono in area 99.00, ma è ben evidente sul grafico orario la formazione di un pattern triangolare che in una dinamica ribassista non può che dar luogo ad una continuazione del trend secondario. In questo scenario sono due i punti trigger da tenere in debita considerazione. La violazione della trendline a 99.20 e a livello inferiore il break out  in area 98.80.  Una  accelerazione dei prezzi al di sotto di tale supporto dinamico dovrebbe portare ad una continuazione verso il basso in direzione di 97.70.

AUD/USD

Il dollaro australiano conserva il suo stato di endemica debolezza generale. Il forte supporto a 0,9138 potrebbe contenere l’ulteriore indebolimento creando un argine di sostegno entro il quale limitare le spinte ribassiste.  L’ottima performance dei giorni scorsi è stata in buona parte caratterizzata dall’indebolimento del biglietto verde e da alcuni rilasci positivi dell’Australia sul fronte occupazionale. Permane la tendenza anche nel quattro ore con il forte fascio resistenziale che limita i rialzi trovando resistenza in area  0,9180. Gli indicatori orientati  verso il basso confermano la tendenza anche per le prossime ore suggerendo manovre correttive a 0,9120 e 0,9090.

Dollaro americano, il Bernanke Sell-Off

L’ANALISI TECNICA SULLE VALUTE

Seduta asiatica caratterizzata dal pesante sell-off di dollari statunitensi dopo il discorso di Bernanke che ha messo in forte discussione la fine anticipata  del programma di allentamento monetario da parte della Fed. La coppia eurodollaro ha registrato nel corso della seduta statunitense i massimi di 3 settimane fa superando area 1.32.  Lo Yen ha portato il biglietto verde in profonda inversione di tendenza scendendo sui  minimi di 98.22. Spike dell’Aussie  che sul rilascio macro dei dati sull’occupazione in Australia ha mostrato forti segnali di recupero guadagnando area 0,93  per poi correggere a 0,9250. Forte apprezzamento del Cable salito in prossimità della soglia psicologica   a 1.52, ha poi trovato  supporto a 1,5160. Mercati azionari locali  in territorio positivo con guadagni superiori al 2% per le borse di Shanghai, Hong Kong e quella coreana. Unica nota negativa per  l’indice Nikkei che lascia sul campo il -0.47%, nonostante i dati macro dal Giappone abbiano segnalato un dato positivo sugli  ordini di macchinari.  Per quanto riguarda le materie prime, breve sguardo all’oro che ha raggiunto i massimi di 11 giorni fa a 1.290 dollari, rompendo la forte resistenza chiave a 1270. Il petrolio si apprezza estendendo i suoi guadagni sopra 106.

EUR/USD

eurusdh1L’euro aveva già recuperato dai minimi di sessione di 1.2764 per essere scambiato a circa 1.2850 al momento del rilascio dei verbali. I segnali negativi sull’inizio imminente della manovra di tapering della Fed hanno sorpreso i mercati provocando il pesante sell off di dollari subito dopo il discorso di Bernanke.  La moneta unica ha compiuto un  rally di oltre 3 figure raggiungendo quota 1,3206. Tecnicamente,  nel breve termine, in mancanza di rilasci macroeconomici di rilievo,  nel corso della giornata odierna è previsto un consolidamento su nuovi livelli di prezzo rispetto al pesante sell-off che ha caratterizzato l’andamento della moneta unica negli ultimi giorni. Osservando il grafico orario si evidenzia la fase correttiva e la discesa sui livelli di attuale scambio a 1,3050.  Gli indicatori tecnici confermano il quadro d’insieme in una dinamica di assestamento che trova a 1,3015 il primo livello di supporto seguito più in profondità dal test in area psicologica a 1,30 attraversata dalla media mobile a 20 periodi.  Analoga interpretazione tecnica viene offerta allargando la dinamica temporale con punti di inversione degli indicatori tecnici in area di ipercomprato ma con netto orientamento verso le linee mediane.

USD/JPY

Il dollaro ha tentato la risalita contro lo Yen assecondando la dinamica rialzista che in questi giorni lo ha visto protagonista unico contro le sue maggiori rivali.  Il quadro tecnico del grafico orario appare decisamente ribassista nonostante il forte recupero del greenback  che nel corso della seduta asiatica ha velocemente recuperato il  Bernanke sell-off.  La rapida ripresa è attualmente supportata nel breve dalle letture degli indicatori  protesi verso i target potenziali offerti dalle resistenze  a 99,72 e sul margine superiore a 100.00 e in profondità a 100,29 punto di attraversamento delle medie mobili a 50 e 200 periodi. La pubblicazione del tasso d’interesse della BoJ e l’attesa conferenza stampa del governatore Kuroda, considerando le vedute d’insieme in materia di politica espansiva delle due banche centrali,  potrebbe imprimere maggior accelerazione al biglietto verde e dunque favorire una più rapida risalita. Allargando la dinamica temporale della coppia dollaro Yen, il grafico a 4 ore pur confermando uno scenario ribassista, evidenzia come la forte area supportiva rappresentata dalla media mobile a 98,59, rappresenti il punto di maggior correzione del trend, in grado di contenere ulteriori ribassi.

GBP/USD

Il Cable, in questo quadro generale,  ha fatto la sua parte risalendo dai minimi registrati a 1,4813 per toccare area 1,5193.  Stando alla situazione attuale, le letture tecniche ci forniscono indicazioni per una ulteriore correzione sul livello di supporto tra 1,5052 e 1,5059.  Scendendo ancora più in basso dobbiamo considerare per una potenziale inversione di tendenza del trend  l’area 1,5010, punto trigger sul quale si potrebbero rilanciare nuove posizioni long. Il 4 ore conferma l’attuale trend ribassista che potrebbe completarsi con la chiusura del pull back sul supporto dinamico in area 1,4860 – 1,4830 sul quale evidentemente si assisterebbe o ad una ripresa del trend al rialzo, o in uno scenario opposto coerente con il trend di lungo periodo la violazione della trendline ribassista  confermerebbe un potenziale proseguimento della fase ribassista.

AUD/USD

Concludiamo con l’Australiano che ha inizialmente sfidato le leggi fisiche sulla gravità dopo i dati deludenti dell’import/export cinese di ieri scendendo ai minimi di 0,9091. Evidente sul grafico a 4 ore la dinamica successiva innestata sulla base delle dichiarazioni di Bernanke che hanno ovviamente favorito una ripresa dell’Aussie. Il rilascio dei verbali del FOMC hanno inizialmente sostenuto la ripresa che in chiusura di seduta asiatica ha portato l’Australiano a superare la barriera di 0,93 per poi crollare a 0,9206 con ulteriore possibilità di correzione sul supporto a 0,9190. Gli indicatori tecnici del grafico orario confermano  la tendenza ribassista, in modo analogo alle indicazioni fornite dal timeframe a 4 ore che segnala una possibile correzione fino al livello di supporto 0,9160.

Euro andante adagio, Australiano allegro, Dollaro sornione

Maggiore vitalità sui mercati asiatici il cui tono positivo è stato sostenuto dai dati macroeconomici  provenienti dalla Cina. Il CPI  ha mostrato un incremento del 2,7%, cifra al di sopra del consenso  al 2,5%, condizione che ha favorito il dollaro americano, in calo rispetto alle concorrenti.  In territorio positivo anche i mercati azionari locali con il Nikkei  che guadagna  l’1,15%. Materie prime: l’oro  ha ripreso la sua rincorsa sopra 1250, mentre l’argento ha recuperato terreno superando area 19. In fase  correttiva il petrolio che si colloca al di sotto di 103, il tutto aiutato dall’aumento dei tassi di rendimento dei titoli del Tesoro decennali USA al  2,64 %.

EURUSD

eurusdh1Lunedì al rallentatore all’insegna dell’euro. La moneta unica ha recuperato 60 basis point  archiviando la seconda giornata consecutiva a proprio vantaggio.  Il forte livello di resistenza statica a 1,2880 è stato testato durante la seduta asiatica. Ieri le parole di Draghi non hanno aggiunto nulla di nuovo allo scenario europeo le cui prospettive rimangono immutate. Per quanto riguarda  la coppia il grafico orario mostra il prezzo sopra  la SMA 20 con gli indicatori  orientati in basso, il che induce a sostenere nell’immediato una fase correttiva al ribasso  che potrebbe nuovamente portare il prezzo sul supporto statico 1,2880. Nel 4 ore la media mobile conserva la sua inclinazione ribassista in area 1.2900 mentre gli indicatori tendono a risalire sulle mediane. Movimenti direzionali  fino a 1,2925,  dovrebbero essere considerati come correttivi,  una rottura al di sopra aprirebbe le porte per una estensione  in area 1.2960/1.3000.  Supporti immediati sono a 1,2840 1,2795 1,2745.

GBPUSD

Il  cable mantiene nel breve termine il tono positivo dopo la recente fase di stallo che ha mantenuto gli scambi al di sotto di 1,4960. Il grafico orario mostra la tendenza degli indicatori tecnici la cui inclinazione segnala la fase correttiva che in  presenza di maggiore accelerazione trova supporto in area 1,4930. Nel 4 ore gli indicatori tecnici sono ancora in territorio di ipercomprato manifestando una tendenza  rialzista suggerendo quali possibili rialzi target a 1,5045.

USDJPY

Il quadro tecnico della coppia USDJPY  evidenzia livelli di negoziazione rimasti sostanzialmente invariati. La coppia, in fase di congestione, manifesta una leggera tendenza al rialzo trovando area di supporto a 101,041, punto di convergenza delle due medie mobili.  Il grafico orario con gli indicatori al di sopra delle linee mediane  segnala spunti rialzisti  con possibile breakout in area  101.30/35. Nel qual caso la possibilità di andare al rialzo vede come possibile target il massimo registrato in precedenza a 101.55.  Il grafico a 4 ore conferma nella sostanza questa fase di lateralità con i prezzi che si muovono all’interno di un ristretto range.  In uno scenario ribassista possibile la correzione sul livello di supporto a 100.70 e ritest a 99.90.

AUDUSD

audusdh1Tono positivo per il dollaro australiano che questa mattina in apertura di sessione europea si è portato ben al di sopra di area 0,9160. Sul grafico orario gli indicatori tecnici mostrano il  potenziale esaurimento del movimento rialzista che attualmente è in fase correttiva e che potrebbe ragionevolmente riportare i livelli di prezzo sull’area di supporto in precedenza indicata.  Una rottura al di sopra degli attuali livelli, in presenza di maggior forza, aprirebbe il varco verso 0,9210. Nel grafico a 4 ore  l’orientamento degli indicatori tecnici è favorevole al quadro tecnico rialzista, evidenziando  il prezzo supportato dalle medie mobili al di sotto dei livelli attuali.

Si esaurisce la forza del dollaro ? Ma la Bundesbank rema contro la Bce

SESSIONE ASIATICA TRANQUILLA

Sessione asiatica tranquilla dopo il venerdì dei Non Farm Payrolls  americani. I maggiori cambi si sono mantenuti su bassi livelli di negoziazione a cominciare dalla coppia eurodollaro intorno a 1.2820, l’Australiano a 0,9060 e il biglietto verde contro lo yen a 101.25.  I dati macro provenienti dal Giappone hanno registrato una lieve flessione dell’indice economico, mentre l’analisi sull’andamento del mercato del lavoro in Australia ha dato cenni di miglioramento pur essendo ancora negativo. Sul fronte delle materie prime l’oro è salito ai massimi della sessione sopra i 1.230 dollari , seguito dall’argento. Petrolio in  fase correttiva dopo  la recente impennata, in area 103,31.

EURUSD

La settimana inizia con il biglietto verde  che conserva la sua tonicità nei confronti delle maggiori rivali. Il gap down di apertura  è stata recuperato in apertura di sessione europea.  I livelli attuali   sono posizionati in area 1,2830. La moneta unica ha trovato un ulteriore ostacolo nel fine settimana con le dichiarazioni del presidente della Bundesbank, Weidmann, il quale ieri ha dichiarato che la BCE non può risolvere la crisi della zona euro, scaricando la patata bollente sui governi dell’Eurozona.  Le letture  tecniche del grafico a breve termine si apprestano ad abbandonare  il territorio di ipervenduto, gli indici forniscono segnali evidenti di una correzione al rialzo  con la media mobile a 20 periodi che attualmente offre supporto al prezzo corrente in area 1,2825. Su dinamiche temporali più ampie  il forte impulso ribassista appare estremamente evidente con supporto chiave in area 1.2790. Una rottura al di sotto trova come livello di supporto i minimi di marzo a 1.2750.

GBPUSD

Il cable continua a mantenere i livelli di chiusura di ottava mantenendo il forte tono ribassista contro il biglietto verde.  Il grafico orario  evidenzia gli indicatori in area di ipervenduto, orfani di qualsiasi  tendenza nell’immediato.  I livelli di resistenza più prossimi, in caso di correzione al rialzo, sono posizionati a 1,4900 e 1,4916.  Il 4 ore conferma il  trend negativo manifestando l’impulso bearish che supporta la visualizzazione a più breve termine. Un supporto chiave si trova in area 1.4850, e a livello inferiore a 1,4830.

USDJPY

La coppia USDJPY  ha vissuto picchi di volatilità la scorsa settimana proiettata in area 102,00.  Nel corso della sessione asiatica la coppia ha registrato il suo massimo spingendosi a quota 101.52, per poi innescare una fase correttiva che attualmente trova area di supporto a 100,95.  Il grafico orario non mostra spunti direzionali evidenti con gli indicatori paralleli alle loro linee mediane, sebbene in territorio di ipercomprato. Se trasferiamo le nostre osservazioni su dinamiche temporali più ampie le letture tecniche evidenziano in area 100.82 un livello chiave sul quale sarebbero favorite potenziali  posizioni in acquisto. In uno scenario opposto il livello supportivo a 100.40 è il punto di inversione che potrebbe favorire l’ulteriore discesa in area 100.00.

AUDUSD

Piccoli e poco significativi cambiamenti per il dollaro australiano che rimane tra le valute più deboli del momento. Il break out in area 0,9070  in presenza di fasi accelerative riporterebbe l’Aussie  al di fuori della attuale condizione di lateralità.  Le letture tecniche del grafico orario sono miste con la media mobile che è pronta ad offrire supporto in area 0,9056 per tentare la risalita. Il fascio resistenziale in area 0,9064- 0,9090  è il punto di approdo in una dinamica rialzista comunque fortemente limitata dalle resistenze dinamiche offerte dall’incrocio delle medie mobili in area 0,9110.  Le letture tecniche del 4 ore confermano  l’attuale quadro ribassista peraltro supportato dal posizionamento degli indicatori in territorio di ipervenduto.

Euro e Sterlina, avanzano gli “Orsi” con i Non Farm Payrolls americani

Seduta tranquilla nella regione asiatica a poche ore di distanza dall’evento chiave della settimana con il tradizionale appuntamento del primo venerdì del mese e dei Non Farm Payrolls negli Stati Uniti.  Gli scambi della coppia EURUSD si sono mantenuti al livello inferiore dell’area psicologica di 1,29. Appena al di sotto di 100.50 le negoziazioni del biglietto verde contro lo Yen. Agevolato in questa fase di mercato il dollaro australiano  che ha raggiunto i massimi di sessione a 0.9150. Prosegue l’indebolimento del cable sempre più vicino alla forte area di supporto 1,50. Oro, petrolio e argento non hanno avuto spinte direzionali  di rilievo, mentre gli azionari locali si sono piazzati in territorio positivo con l’unica eccezione dell’indice coreano che cede il 0.09%.

LE RASSICURAZIONI DI DRAGHI MANDANO LE BORSE LE STELLE. IN SELL-OFF  L’EURO

eurusddailyCon gli Stati Uniti in vacanza,  il quadro serale delle major è immutato dopo i meeting delle banche centrali che in Eurozona  hanno fortemente caratterizzato la sessione europea mandando in sell-off Euro e Sterlina. Le posizioni di vendita in area 1,2925 (ritracciamento Fibo del 78,6%)  hanno accelerato la fase ribassista riportando la moneta unica sul supporto in area 1.2880.  In seguito alle dichiarazioni di Draghi  che ha confermato  gli attuali tassi d’interesse con l’eventuale possibilità di procedere con ulteriori tagli, la moneta unica sembra pronta a proseguire la sua discesa. La pubblicazione dei NFP Usa  potrebbe riservare ulteriori sorprese nel corso della giornata, anche se l’effetto potrebbe essere mitigato da reazioni più deboli degli investitori in chiusura di ottava. In ogni caso per il breve termine, il grafico orario mostra indicatori in territorio negativo, e  la media mobile  ben al di sopra del prezzo corrente. Allargando lo spazio temporale, il grafico daily evidenzia l’effetto sulla trendline ascendente di lungo periodo con il punto di rottura a 1,2930. Un livello chiave che rappresenta lo spartiacque nello scenario attuale. Una più profonda correzione  vede come livello supportivo inferiore 1.2837 e ancora più in basso 1,2800.

LA STERLINA SALUTA MARK CARNEY CON UN TONFO

gbpusdh1Il Pound  colpito dalle dichiarazioni di  Carney  ha risentito ulteriormente del pesante sell-off sull’Euro registrando i minimi di 5 settimane fa.  Il Cable ha violato i principali livelli di supporto 1,5050, 1,5025 e attualmente il livello di prezzo è sul supporto chiave a 1,50. Il grafico orario mostra una decisa fase di indebolimento con gli  indicatori abbondantemente posizionati in territorio di ipervenduto.  Sul 4 ore  il forte impulso ribassista visto in precedenza mostra segnali di leggera attenuazione sebbene sia ancora lontano da una sua inversione. Un proseguimento della manovra discesista trova supporto immediato  a 1.4970.  In uno scenario inverso possibili punti di approdo le resistenze a 1,5023 e 1,5040.

USDJPY, INVESTITORI IN ATTESA DEI DATI SULL’OCCUPAZIONE USA

usdjpyh1La coppia USD JPY si  è librata al di sotto di 100.00  per buona parte della giornata nel tentativo di rompere al rialzo, pur non essendo nelle condizioni di estendere i guadagni nonostante la forza del dollaro contro le rivali europee. La coppia però, è riuscita a tenere testa alla media mobile a 20 e a 100 periodi  che offrivano entrambe supporto in area  99.97.  Il grafico orario evidenzia la lateralità dei movimenti, con gli indicatori che viaggiano in parallelo rispetto alle linee mediane, non suggerendo direzionalità  del mercato.  La sessione asiatica non ha offerto spunti operativi in tal senso, possiamo dunque immaginare che gli operatori siano in attesa dei dati sull’occupazione degli Stati Uniti per dare alla coppia una nuova tendenza.

AUSTRALIANO IN  LEGGERA RIPRESA

audusdh4L’Australiano dopo aver recuperato terreno sta tentando di violare la resistenza a 0,9160 pur di aprirsi il varco avendo come target immediato il livello di 0,9180. Il grafico orario e le letture tecniche mostrano la tendenza rialzista, con i prezzi supportati  a 0,9145 dall’incrocio delle medie mobili.  Il grafico a 4 ore mostra il  potenziale recupero sul livello chiave di 0,9197. Resistenza che se superata potrebbe aprire il varco a 0,9237 in uno scenario che comunque per l’Aussie si conferma decisamente ribassista.

Euro e Sterlina a prova di meeting, Yen tonico, Aussie incerottato

Sessione asiatica a sorpresa per il dollaro australiano questa volta al rialzo. L’Aussie ha rotto la soglia psicologica di 0,91  sostenuto dall’intervento del vicegovernatore della RBA Lowe il quale ha in parte corretto le dichiarazioni di Stevens, che secondo il  numero due della banca centrale sarebbero state mal interpretate.  Oro e petrolio hanno mantenuto una posizione flat  con i mercati statunitensi che oggi rimarranno chiusi per festività. Sul fronte macroeconomico si segnala l’intervento del governatore della Banca del Giappone Haruhiko Kuroda, il quale ha affermato che l’economia giapponese  è sulla strada giusta per un recupero costante, con aspettative crescenti di raggiungere i livelli target di inflazione.  Kuroda ha aggiunto che l’economia del Giappone è in costante ripresa grazie alla manovra di allentamento monetario attuata dalla BoJ, sottolineando la convinzione di una moderata ripresa entro l’anno. In sintesi, secondo Kuroda,  lo  yen più debole  affiancato dalle scelte politiche del governo, stanno sostenendo esportazioni e consumi.

EURUSD IN ECUMENICA ATTESA: SILENZIO, PARLA DRAGHI L’OTTIMISTA

L’Euro  è in calo non riuscendo a mantenersi al di sopra del livello psicologico di 1,30 attualmente scambiato in area 1,2990  in attesa della riunione della BCE.  La coppia durante la seduta statunitense  è riuscita a registrare i massimi in area 1,3030 mostrando un significativo recupero  pur rimanendo intrappolata all’interno dei livelli di ritracciamento Fibonacci. I dati Usa hanno favorito la ripresa a fronte del rapporto economico dell’indice  ISM non manifatturiero che ha deluso le aspettative, pur in presenza di cifre occupazionali al rialzo. Il grafico orario mostra una decisa fase correttiva con gli indicatori orientati in territorio negativo. Sul grafico a 4 ore le letture tecniche non esprimo una evidente direzionalità. Il  bias è ribassista, considerando la manovra correttiva in atto,  fase di consolidamento a 1,2980 con sviluppi  previsti nel corso della giornata in attesa di conoscere gli esiti del meeting BCE.

STERLINA, BOE E TASSO D’INTERESSE PRIMO ESAME CON MR. CARNEY

gbpusdh1La coppia GBP USD  ha manifestato una migliore tonicità avendo  raggiunto area 1,5303 supportata dai dati macro pubblicati nel Regno Unito e trascorrendo la maggior parte della sessione americana a consolidare i guadagni. Il cable gode di una buona base supportiva data dall’attuale livello di negoziazione a 1,5240. La divergenza segnalata ieri  dagli indicatori tecnici sul grafico orario, in concomitanza con il rally di 150 basis point, ha trovato palese conferma nel processo correttivo    e ad una stabilizzazione del prezzo durante la seduta asiatica. Allo stato attuale non si evince una tendenza decisa e marcata, con letture tecniche miste e prezzi al di sotto della media mobile a 20 periodi.   Allargando la panoramica  gli indicatori  manifestano una tendenza ribassista in area di ipercomprato. E’ altrettanto evidente che il breakout avvenuto sulla resistenza dinamica ribassista può rivelarsi un indicatore di inversione del trend sempreché  il forte movimento di ieri non venga smentito dal rientro in perfetto pullback  in area 1,5145. Da mantenere sotto osservazione tali livelli nella tarda mattinata quando ci sarà l’annuncio dei tassi di interesse da parte della BoE.

KURODA SOSTIENE LO YEN

La media mobile a 100 periodi fa da supporto agli attuali livelli di prezzo favorendo un potenziale rialzo del biglietto verde contro lo yen poco sostenuto dagli indicatori tecnci in posizione flat al di sotto delle loro linee mediane.  La coppia  ha avuto una notevole escursione, scendendo dai massimi di seduta  100,10 ai livelli più bassi  a 99,24, palesemente condizionata dalla forza della valuta nipponica e dalle dichiarazioni ottimistiche di Kuroda, come abbiamo già sottolineato in apertura. Allargando lo spazio temporale questo movimento sembra più avere carattere correttivo che non indicatore di trend la cui tendenza al rialzo sarebbe  favorita con una accelerazione del prezzo verso area 100.30, allontanando la eventualità di una ulteriore corsa al ribasso sulla forte area supportiva  a 98.80.

AUSTRALIANO, I COMMENTI DI STEVENS E I CEROTTI DI LOWE

Il vicegovernatore della RBA Lowe come abbiamo già detto è tornato sui commenti del governatore Stevens, addolcendo i toni e le parole che avevano provocato il pesante indebolimento del dollaro australiano.  Nel quadro generale è da registrare l’apprezzamento dell’Aussie che ha in parte recuperato terreno nel corso della seduta asiatica. Attualmente è scambiato a 0,9110 mantenendo una polarizzazione neutra sia  a breve che a lungo termine.  Il grafico orario mostra il prezzo supportato dalla media mobile a 20 periodi con forte area resistenziale a 0,9115. Il superamento di area 0,9140 potrebbe offrire maggior spazio per ulteriori accelerazioni con target a 0,9163. Ipotesi  poco supportata dalle letture tecniche del grafico a 4 ore sul quale appare possibile una più limitata risalita in area 0,9150.

Australiano negli abissi, cede l’Euro, la Sterlina rimbalza. Borse in rosso

Mentre l’indice americano è rimasto sostanzialmente invariato, l’appuntamento chiave è quello di  venerdì con i Non Farm Payrolls. Ricordiamo che domani negli Usa è giorno festivo, la riapertura  dei mercati statunitensi nell’ultima seduta di ottava promette maggiore volatilità oltre a fornire  indicazioni tecniche sul biglietto verde. Il dollaro australiano nel corso della nottata è stato il grande sconfitto della seduta asiatica. A seguito dell’intervento del governatore Stevens il quale ha sottolineato  che l’Aussie potrebbe indebolirsi ulteriormente, la coppia AUDUSD ha invertito radicalmente la rotta precipitando vertiginosamente dai massimi di 0,9211 raggiunti durante gli scambi europei al minimo di 0,9050, minimo storico del 2013.  Sul fronte europeo il cambio EURUSD continua a favorire il greenback con il costante declino della moneta unica che crolla a 1,2940 mentre il pound si appresta a testare il supporto psicologico in area 1,51. Decisamente positivo il bilancio nei confronti dello yen con il dollaro che ha superato la soglia dei 100.00 toccando la vetta a 100.85 per poi correggere in consolidamento. Rally del petrolio salito alle stelle, ai massimi di 13 mesi fa  toccando quota 102, mentre l’oro e in trading con il prezzo a  1.245. Infine mercati azionari locali tutti in territorio negativo.

EURUSD

eurusddailyAi mercati non è rimasta altra chance che  puntare sulle performance del dollaro statunitense. L’euro appare in evidente difficoltà a causa delle dimissioni politiche in Portogallo e il Fondo Monetario Internazionale pronto a bloccare i sostegni economici in favore della Grecia. Segnali di miglioramento della disoccupazione in Spagna, giustificati secondo gli analisti da fattori stagionali, non hanno contribuito ad una ripresa  del cambio.  Sulla coppia EURUSD incombe un marcato senso di pessimismo, il bias ribassista si concretizza con i minimi raggiunti dal pair  a 1,2922. Il quadro è peggiorato, come è possibile osservare sul grafico orario con l’apertura della seduta europea. Il forte impulso “bearish” è ampiamente supportato dalle letture degli indicatori tecnici e dalla violazione di area 1.2940/50, punto di approdo sul quale il potenziale allineamento di posizioni di acquisto avrebbe arrestato la discesa.  Il breakout ha aperto il varco per un proseguimento sul supporto a 1.2880. Molto importante da un punto di vista tecnico analizzare lo scenario, allargando lo spazio temporale. La moneta unica è in fase di approccio con la trendline dinamica di lungo periodo. Una tenuta sul supporto dinamico potrebbe favorire il rimbalzo con una potenziale inversione del trend. 1,2929 è il livello di prezzo da tenere sotto osservazione per le prossime ore.

GBPUSD

gbpusdh4Poco entusiasmanti i movimenti di prezzo della Sterlina i cui segnali di tendenza, dopo una marcata fase di lateralità, mostrano significativi tentativi rialzisti con la avvenuta violazione delle aree resistenziali  a 1.5170 e 1.5200. Il grafico orario mostra il breakout concomitante con il rilascio del PMI Purchasing Manager del settore servizi. L’inversione di tendenza del trend potrebbe essere ulteriormente favorita dall’insediamento del nuovo governatore della BoE Mark Carney e portare in accelerazione il cable in area 1,5240. In fase di consolidamento possibile la correzione ed una stabilizzazione dei livelli di prezzo sul supporto  a 1.5190. Allargando le dinamiche temporali il grafico a 4 ore manifesta  analoga tendenza con gli indicatori che sebbene in territorio negativo siano diretti verso le loro linee mediane. Uno scenario inverso lascia aperto il campo all’importante test sulla soglia psicologica a 1.50.

USDJPY

usdjpyh4La coppia USDJPY ha tentato di consolidare la sua rottura sopra 100,00 ma ha perso progressivamente terreno. In forte correzione il pair  ha vanificato i guadagni realizzati  durante la fase di forte accelerazione rialzista  mostrando successivamente forti segnali di indebolimento che al momento potrebbero  favorire la discesa sul supporto di 98.60.  Le letture tecniche del grafico evidenziano il forte impulso ribassista che trova conferme tecniche sul timeframe a 4 ore.  La rottura inferiore del livello 99.45  potrebbe  sostenere la fase correttiva nell’area di passaggio delle medie mobili a 200 periodi fra 98,60 e 98,90, corrispondenti ai massimi del trend rialzisat di giugno scorso.

AUDUSD

audusdh1Il discorso del governatore della RBA Glenn Stevens  ha favorito il progressivo indebolimento del dollaro australiano che  in mattinata ha registrato il minimo a 0,9050. Poco plausibile l’ipotesi che in questo frangente l’Aussie possa essere in grado di recuperare terreno, se non una debole  e marginale ripresa in fase correttiva in area 0,9115 e 0,9135. Le letture tecniche del grafico a 4 ore confermano lo scenario decisamente ribassista con gli indicatori in territorio di ipervenduto che suggeriscono poco o nessun interesse all’acquisto. Nel 4 ore le letture tecniche mantengono la polarizzazione negativa, a conferma del trend dominante.