Perché è importante unire l’analisi fondamentale e quella tecnica

Una delle prime cose importanti da controllare il lunedì, prima ancora di iniziare ad aprire e chiudere posizioni nel mercato, è verificare le notizie in arrivo dai rapporti settimanali che potranno avere un forte impatto macroeconomico nella settimana che verrà. Oltre a questo, diventa anche indispensabile fare il monitoraggio quotidiano del contesto economico in cui la massa degli investimenti si trova ad operare.

Se pensiamo che la teoria del prezzo Dow si trova in una zona che riflette il tutto intorno ad essa, è fondamentale capire l’ambiente in cui ci si trova, ed ecco perché non si può prescindere dall’analisi fondamentale.

Per trovare la tendenza dominante del mercato bisognerebbe in ogni caso far corrispondere la nostra analisi tecnica con la nostra analisi fondamentale, cosa che accade per la maggior parte delle volte, ma non sempre.

Una volta capito che l’analisi tecnica ha in sé tutta una serie di informazioni su cui tutti gli operatori si basano, si capisce anche che per completare queste informazioni è fondamentale poter unire l’analisi fondamentale.

Allo stato attuale, il mercato ha dei trend temporali che possono cambiare anche in breve tempo, soprattutto quando c’è alta volatilità nel mercato. Ecco perché dobbiamo essere vigili ogni istante che ci si trova sul mercato, al fine di capire meglio i cambiamenti che si verificano e cercare di sfruttare la bidirezionalità delle nostre operazioni. L’obiettivo finale è ovviamente quello di estendere il numero di trade vincenti, di minimizzare le perdite e di migliorare le probabilità di successo, ogni settimana e ogni mese.

E’ importante anche capire che il mercato non si discute, esso va capito. Bisogna per questo motivo seguire le indicazioni dei trend principali (che sono poi quelli definiti dall’analisi fondamentale, che torna in auge ancora una volta) al fine di capire se aprire una posizione long o short.

Bisogna ricordare che una buona combinazione di analisi fondamentale e analisi tecnica è la base per un trading produttivo e sostenibile. D’ora in poi, bisogna trovare il modo di investire con entrambe, non ci si può più concentrare su una delle due.

C’è ancora chi dice che una delle due analisi è migliore dell’altra, la realtà è che sono entrambe importanti. Certo, ci sarà sempre chi preferisce una delle due, ma da qui a non usare proprio l’analisi che non si preferisce, è un errore che non bisognerebbe fare se si vuole avere la certezza di guadagnare denaro in maniera costante.

Gap, cosa sono e come fare forex

Un’inversione isola è una combinazione di gap in continuazione e di rottura, nella direzione opposta. Questo tipo di approccio grafico appare come un’isola, separata dal resto dei prezzi per il vuoto, in cui non vi sono state operazioni. Inizia come un gap di continuazione, seguito da un trading range compatto con elevati volumi di scambio.

Considerando la forza di questa figura, vale sempre la pena cercarla sui grafici, soprattutto se in alcuni asset c’è, in altro no. Se l’oro mostra un divario, un gap, ma non anche l’argento o il platino, allora si può avere la possibilità di entrare nel mercato prima che il prezzo raggiunga il movimento massimo e aprire delle posizioni migliori.

I gap possono servire anche come supporti e resistenze. Se il volume è cresciuto dopo un gap verso l’alto è un segno di supporto molto solido. Se l’aumento di volume è venuto invece dopo il gap, il supporto è meno solido.

Gli indicatori tecnici consentono di identificare i tipi di gap e sono davvero utili. In maniera molto particolare sono i grafici settimanali che possono mostrare alcuni gap di apertura rispetto alla chiusura della settimana precedente, soprattutto quando i prezzi si aprono al di fuori della gamma del periodo precedente.

Il gap accade spesso quando ci sono delle notizie importanti nel corso del fine settimana, che portano diverse aziende e diversi trader ad operare sul mercato (che rimane comunque aperto, anche se in realtà non è possibile fare trading direttamente).

Riuscire a prevedere i gap è una cosa assolutamente utile, perché permette di realizzare dei buoni guadagni. Certo, è anche rischioso perché se il gap va contro la posizione corrente, si rischia invece di perdere molto denaro. E’ anche per questo motivo che si può provare a fare trading sfruttando questi particolari momenti del mercato, ma bisogna sempre operare in maniera saggia impostando anche gli stop loss, che sono i migliori amici del trader.

Questo ordine, in sostanza, dice alla piattaforma che se il prezzo di mercato scende al di sotto di un determinato valore (nel caso di posizione long) o vi sale al di sopra (nel caso di posizione short), allora bisogna fermare la perdita e chiudere la posizione.

Sembra difficile poter accettare la perdita, ma ne va del rischio di poter incorrere in perdite ancora più grandi, quelle che possono porre fine al proprio conto di trading anche con pochissime posizioni ancora da svolgere.

Le più importanti candele forex

Le candele ci danno una migliore comprensione del valore di una moneta, o più precisamente ci permettono di interpretarne il valore agli occhi degli investitori. Essi sono anche in grado di aiutarci ad avere una migliore comprensione della psicologia degli investitori (che sono di solito guidati dalle emozioni come paura, avidità, speranza, ecc). Prima di cercare di capire il pattern candlestick, è necessario capire ciò che ogni candela rappresenta di per sé.

Le candele grandi descrivono una pesante pressione per acquistare o vendere. Il prezzo si trova in salita o in declino di molto rispetto al prezzo di apertura. Quando si parla di “grandi” candele ci riferiamo al corpo di ogni candela. Ma, grande rispetto a che cosa? Sappiamo che una candela è grande quando mettiamo a confronto la lunghezza di una candela con quelle precedente e successiva. Un grande candela si distingue chiaramente dalle altre.

Le candele piccole possono invece rappresentare due cose: un periodo di tempo con poco volume (poche transazioni) o periodi di indecisione (quando la domanda è uguale all’offerta). Le candele piccole sono di solito confrontate con la lunghezza delle candele precedenti per determinare la validità delle stesse.

Le candele Marubozu sono delle candele molto “forti”. Non hanno ombra, ciò significa che il prezzo di apertura è pari al massimo o al minimo di un determinato periodo ed il prezzo di chiusura è pari al minimo o al massimo dello stesso periodo. L’interpretazione di queste candele dipende dal luogo in cui sono state formate. Se una candela Marubozu rialzista appare in un trend al ribasso, può segnalare una inversione di tendenza nel breve periodo (i compratori hanno preso il controllo dei prezzi dal primo minuto fino all’ultimo). Se una caldela si trova sul tetto di una gamma può segnalare una spinta finale. Se la candela Marubozu rompe un livello importante (ad esempio, di supporto o di resistenza), ci si può aspettare il mercato continui nella direzione del breakout.

Le candele Doji rappresentano dei periodi di indecisione tra acquirenti e venditori. Queste candele si formano quando il prezzo di apertura e il prezzo di chiusura è uguale o molto simile. Idealmente, l’apertura e la chiusura devono essere uguali, ma bisogna ricordare, quando si analizzano le candele, che l’elemento più importante è l’essenza della candela.

Tra le candele doji possiamo vederne due: dragonfly e gravestone. La prima ha una grande ombra inferiore, i venditori hanno preso il controllo dei prezzi all’inizio del periodo ma poi gli acquirenti sono stati attratti da valori bassi e hanno preso il controllo del mercato. La seconda è esattamente la situazione opposta della dragonfly.

Rischi e criteri di base del carry trade

Come trader sai già che la prima domanda che ci si dovrebbe chiedere prima di entrare in una posizione è “Qual è il mio rischio? “. Prima di entrare in una posizione è fondamentale valutare sempre il rischio massimo che si corre e capire se esso sia o non accettabile in base alle proprie regole di gestione del rischio.

Quando si esegue un carry trade qual’è il rischio? Diciamo che potrebbe essere doppio. Da un lato si rischia (come in ogni altra posizione forex, d’altro canto) di perdere denaro perché la posizione che si è aperta va contro il trend. Il secondo rischio è che a questa prima perdita se ne aggiunge una relativamente al tasso di interesse. Se, infatti, si compra una valuta che ha un tasso di interesse più basso rispetto a quella che si vende, ogni notte si perdono un po’ di soldi a causa di questa differenza.

Ovviamente, se guardiamo il discorso al contrario, il guadagno può essere duplice: si guadagna denaro se la posizione aperta va in direzione del trend, a questo si aggiunge altro guadagno nel caso in cui si compri una valuta che ha un tasso di interesse più alto rispetto a quella che si vende e dunque ogni notte si guadagnano un po’ di soldi grazie a questa differenza.

Come si fa per trovare una coppia di valute adatta per un carry trade? Bisogna cercare due cose:

  • per prima cosa un differenziale di interesse elevato
  • poi una coppia in cui la valuta con il maggior tasso di interesse si trovi in una tendenza rialzista

Abbastanza semplice, vero? Facciamo un esempio reale di carry trade per capire meglio.

Guardiamo al grafico settimanale di una coppia di valute. Se una banca mantiene una politica dei tassi di interesse bassi (ad esempio lo 0,25%) e l’altra vanta uno dei tassi di interesse più alti tra le principali monete (ad esempio il 2%), molti commercianti possono acquistare la valuta della seconda banca e vendere quella della prima banca dato che c’è una grande differenza tra i tassi di interesse. Così facendo ogni notte si guadagnerà il differenziale del tasso di interesse, nello specifico l’,175%.

Oggi trovare una buona coppia di valute con cui fare carry trade non è semplice perché tante grandi banche centrali hanno delle politiche di bassi tassi di interesse, ma indubbiamente acquistare dollari australiani e vendere, ad esempio, dollari USA e euro potrebbe essere una buona scelta.

Che cosa è una divergenza?

Una divergenza riflette il fatto che un indicatore di analisi tecnica va contro il percorso del trend. Ad esempio, l’indicatore mostra un declino, ma il trend continua a salire.

Ci sono due tipi di divergenze:

  • Divergenza Standard
  • Divergenza nascosta

Quali sono le divergenze standard?

Questa tipologia di divergenza a volte appare quando si fa uso di indicatori attraverso l’analisi tecnica. Questo termine è usato per descrivere il fatto che l’indicatore si muove in maniera opposta rispetto al movimento del trend. È possibile utilizzare queste divergenze per ottenere un apprezzamento della forza del trend che potrebbe accadere in segutito. Tuttavia essi non possono essere l’unica indicazione per capire in che maniera si muove il mercato e per decidere per l’acquisto o la vendita di una data posizione.

Possiamo distinguere questa tipologia di divergenza in ribassista e rialzista. Si parla di divergenza ribassista standard quando l’andamento dei prezzi è rialzista mentre l’indicatore ci dice il contrario. L’indicatore raggiunge nuovi massimi mentre i prezzi continuano a scendere. Si parla invece di divergenza rialzista standard quando il trend di corso è ribassista mentre l’indicatore indica il contrario. L’indicatore segnala un aumento dei prezzi, mentre esso continua a cadere. Possiamo analizzare entrambi questi fatti come una potenziale inversione di tendenza a venire.

Nel caso di divergenza ribassista si avrà una possibile inversione di tendenza al ribasso, mentre nel caso di divergenza rialzista si parla di una possibile inversione di tendenza a salire.

Che cosa è, invece, una divergenza nascosta?

La divergenza ribassista nascosta si rileva in un trend al ribasso in corso. Si parla di divergenze ribassiste nascoste quando l’indicatore tocca dei nuovi massimi mentre il prezzo fa dei nuovi minimi. Abbiamo concluso che la tendenza al ribasso è forte.

La divergenza rialzista nascosta si può rilevare in una tendenza rialzista in corso. Per evidenziare questa divergenza dobbiamo riuscire a mettere in evidenza e a fare un confronto delle differenze tra l’indicatore e i trend. Si parla di divergenza rialzista nascosta quando l’indicatore fa nuovi minimi mentre il prezzo riesce a fare nuovi massimi. Abbiamo concluso che il trend rialzista è forte.

A che servono le divergenze e come usarle nel Forex? In maniera principale le divergenze possono essere usate per cercare di trovare una possibile inversione del trend attualmente in corso. A volte capitano delle discrepanze tra indicatori e prezzi e spesso sono i primi a vincere. Certo, l’attenzione è d’obbligo perché le sorprese potrebbero sempre esserci, ma le opportunità di guadagno sono interessanti.

Forex tra analisi tecnica e fondamentale

Come si capisce, nel forex il segreto del successo sta nella capacità di determinare i movimenti futuri del mercato e gestire in modo intelligente il proprio portafoglio. Per anticipare il mercato ci sono due rami principali di analisi: analisi grafica e analisi fondamentale.

Questi due tipi di analisi sono fondamentali per la comprensione dei meccanismi e dei fattori coinvolti nel futuro movimento di coppie di valute.

La prima (detta anche analisi tecnica) è lo studio dei grafici Forex. Questi studi solitamente vengono realizzati con diversi indicatori. L’idea è molto simile allo studio meteorologico (se ci passate il confronto): un meteorologo fa le previsioni usando vari indicatori come la temperatura, l’umidità, la pressione, il vento, ecc … Abbinando queste informazioni, e per analogia con quello che sa già, egli sarà quindi in grado di decidere sulle previsioni future con più o meno certezza.

L’operatore forex che fa l’analisi grafica studierà i grafici di differenti coppie di valute utilizzando indicatori quali oscillatori, le medie mobili, indici di volume, linee orizzontali o oblique, ecc. Abbinando queste informazioni con l’esperienza, il commerciante sarà quindi in grado di evidenziare delle impostazioni particolari nei mercati cercando di capire se i prezzi potranno salire o meno.

Ovviamente, tutto viene stima con più o meno certezza. L’obiettivo non è quello di essere nel giusto ogni volta (questo è del tutto impossibile, se qualcuno dice il contrario, attenzione!), l’obiettivo è quello di essere nel giusto per più della metà del tempo.

L’analisi fondamentale, invece, si basa sulla situazione economica. Ci sono due tipi fondamentali di analisi di questo genere. La prima è quella che studiare il mercato nel lungo periodo (fino a diversi mesi) dato che la situazione economica influenza l’andamento della moneta. Quest’analisi si dimostra molto complicata perché richiede una maggiore conoscenza e la possibilità di leggere le informazioni critiche inaccessibili ai singoli operatori. La seconda parte è costituita dall’analisi fondamentale legata a molte piccole notizie economiche.

Più volte al giorno vengono pubblicati degli annunci economici più o meno importanti. Il loro risultato, quando diverge dal risultato comunemente previsto, provoca una più o meno forte accelerazione rialzista o ribassista.

Possiamo citare ad esempio il tasso del numero dei disoccupati, la disoccupazione, il risultato delle bilance commerciali, gli indici di consumo, i tassi di interesse bancari o i discorsi sul futuro della politica monetaria di uno Stato da parte dei capi di governo.

Tutti questi annunci sono una testimonianza del clima economico di una moneta (o di una nazione) e possono quindi innescare un forte impatto sul mercato.

Un esempio di come funziona il carry trade

Nel mercato forex le valute sono scambiate in coppie (per esempio, se si acquista USD / CHF, in realtà si sta acquistando dollaro USA e si sta vendendo franchi svizzeri, allo stesso tempo). Come l’esempio di cui sopra, si pagano interessi sulla posizione nella valuta che si vende e si guadagna il tasso di interesse applicato sulla posizione in valuta che si acquista.

Ciò che rende speciale il carry trade nel mercato del forex è che i pagamenti degli interessi ci sono ogni giorno in base alla posizione commerciale che viene aperta. Tecnicamente, tutte le posizioni sono chiuse alla fine della giornata del mercato.

Il broker chiude e riapre la posizione, poi addebita / accredita la differenza nei tassi di interesse del giorno tra le due valute.

La quantità di leva a disposizione del broker ha reso il carry trade molto popolare nel mercato forex spot. La maggior parte dello scambio di moneta è basato sul margine, il che significa che bisogna solo mettere una piccola quantità di denaro nella posizione e l’intermediario farà il resto. Molti broker chiedono un minimo compreso tra l’1% e il 2% per ogni posizione.

Vediamo un esempio per mostrare quanto interessante questa cosa possa essere.

Dal momento in cui si apre una posizione, bisogna tenere presente che ci possono essere tre diverse possibilità. Diamo un’occhiata a ciascuna di esse.

La posizione perde valore. La coppia di valute scelta dal trader perde di valore. Se la perdita porta il conto in negativo, la posizione è chiusa e tutto ciò che viene lasciato in conto è il margine.

La coppia termina allo stesso valore dell’apertura. In questo caso non si vince né si perde, ma a seconda del tasso di interesse che viene applicato ad ogni singola coppia di valute si può guadagnare denaro sulla base del carry trade.

La posizione guadagna denaro. La coppia di valute che viene scelta dal trader sale e va nella direzione prevista. Pertanto, oltre che il guadagno in termini di carry trade, ci sono anche dei guadagni derivanti dai pips nella posizione.

A seconda della leva che si usa nel trading i guadagni possono essere aumentati in proporzione. Ovviamente, anche le perdite possono salire di conseguenza, dunque la leva è una cosa che va trattata con molta attenzione.

Questo è un esempio perfetto di come funziona il carry trade, un modo di fare forex che, se usato bene, può dare grandi soddisfazioni al trader.

Indicatori di tendenza

Nella nostra strategia di trading abbiamo bisogno di uno strumento in grado di dirci qual è la tendenza del mercato. Anche se è possibile fare soldi con il trading in controtendenza, la maggior parte dei trader trova più facile seguire la tendenza che andare contro di essa.

Un indicatore di tendenza ci dirà qual è la direzione del trend principale del mercato in modo da poter cercare di ottenerne un certo vantaggio dal   seguire la sua direzione. Dal nostro punto di vista un’indicatore di tendenza ci aiuta a sapere se dobbiamo cercare delle opportunità di acquisto o, al contrario, cercare delle opportunità di vendita. Potremo capire quale atteggiamento assumere di fronte al mercato, ma non ci aiuterà a capire quando possiamo entrare. Si possono invece usare dei segnali appositi per capire quando è meglio entrare nel mercato, ma alla fine la decisione finale spetta al trader perché non è l’obiettivo principale di un indicatore di tendenza.

Ad esempio, l’indicatore di tendenza semplice è una combinazione di media mobile, una lento (periodo di massima) e una veloce (periodo di minima). Quando la media mobile veloce è al di sopra della media mobile lenta siamo in un uptrend, al contrario quando la media mobile veloce è al di sotto della media mobile lenta siamo in un downtrend. Potremmo dire quale combinazione di medie mobili è la migliore, ma sarebbe dire qualcosa che potrebbe essere di molto diversa dalla migliore combinazione di un altro trader, o dalla migliore combinazione che voi stessi avete provato. La migliore combinazione di medie mobili è quella che meglio si adatta al periodo di tempo in cui si vuole operare e che rispetta gli obiettivi che ci si è prefissi e lo stile di trading di ognuno. Cioè, “la migliore combinazione di media mobile” non esiste.

Quindi, utilizzando un indicatore di tendenza permette di avere delle informazioni circa l’andamento prevalente del trend e sapere quale atteggiamento avere tra predisposizione all’acquisto o alla vendita. Una delle combinazioni spesso usate è quella di una media mobile esponenziale (EMA) a 50 giorni e una a 100 giorni, combinazione che sembra ben si adatta alla situazione di tante coppie di valute (come EUR/USD) e a quasi ogni tempistica utilizzata . Tuttavia, i falsi segnali sono sempre in agguato qualunque sia la combinazione di medie mobili che si sceglie di usare o qualsiasi altro indicatore di tendenza si utilizza. Bisogna sapere che non possono essere evitati ma solo starci attenti.

Le candele spinning, cosa sono e quando si formano

Le “Spinning” si formano quando le candele hanno una lunga ombra superiore, una lunga ombra inferiore e dei piccoli corpi. Il colore del corpo non ha alcuna rilevanza.

Quando ci si trova di fronte ad una candela di questo genere sui grafici, siamo di fronte ad un’indecisione tra compratori e venditori; cioè, nessuno dei due è in grado di avere il controllo completo della coppia.

Il piccolo corpo reale (indipendentemente dal colore) dà indicazioni di poco movimento tra il prezzo di apertura e quello di chiusura.

Come identificare le candele spinning?

Nel caso in cui il corpo sia bianco o verde (l’ombra superiore e quella inferiore sono sempre più lunghe del corpo) siamo di fronte a dei grafici che muovono ad un prezzo superiore e inferiore in maniera rapida, prima di chiudere sopra il prezzo di apertura.

Di conseguenza, questa candela ha il corpo bianco, che rappresenta una situazione di stallo tra compratori e venditori da cui nessuno dei due riesce a vincere.

Se si forma una candela spinning bianca dopo un forte trend rialzista significa che la pressione rialzista sta lentamente morendo e che un’inversione potrebbe essere imminente. Se una candela spinning bianca si forma invece dopo una forte tendenza al ribasso, significa che la pressione ribassista sta lentamente morendo e che un’inversione potrebbe essere imminente. In entrambi i casi siamo di fronte ad una situazione che richiede attenzione sul mercato delle valute.

Nel caso in cui, invece, il corpo sia nero o rosso (l’ombra superiore e quella inferiore rimangono più lunghe del corpo) siamo di fronte a dei grafici che si sono mossi rapidamente tra un prezzo superiore ed uno inferiore e hanno poi chiuso sotto il prezzo di apertura.

Di conseguenza, come nell’esempio di prima, questa candela ha il corpo nero, che rappresenta una situazione di stallo tra compratori e venditori da cui nessuno dei due riesce a vincere (anche se i venditori sono leggermente più forti).

Se questa candela si forma dopo un forte trend rialzista o ribassista, significa che in entrambi i casi la pressione (rispettivamente rialzista e ribassista) sta lentamente morendo e che presto si potrebbe avere un’inversione.

Trovarsi di fronte a delle candele di questo genere sul mercato delle valute indica una interessante possibilità di investimento, proprio in virtù della possibile inversione che si potrebbe sfruttare praticamente fin dall’inizio.

Queste candele si trovano indifferentemente su grafici di breve o di lunga durata.

Come filtrare le tendenze nel forex

Abbiamo tutti sentito il detto “il trend è tuo amico“, una frase che ci fa capire come sia importante commerciare nella direzione del movimento principale dei prezzi, ovvero nella direzione della tendenza generale. Ma cosa succede se ci troviamo di fronte ad un momento di difficile localizzazione della tendenza? Cosa facciamo se siamo incerti sulla direzione del trend?

Un ottimo strumento per investire con una strategia basata sulla tendenza è la media mobile semplice a 200 periodi. Calcola il prezzo di chiusura delle ultime 200 barre e permette di vedere se l’azione di prezzo corrente è al di sopra o al di sotto della media. Ogni volta che vediamo prezzo superiore alla media, si dovrebbero cercare delle opportunità di acquisto. Ogni volta che vediamo un prezzo al sotto della linea della media mobile, si dovrebbero cercare delle opportunità di vendita. Questo assicura che stiamo facendo trading nella stessa direzione della tendenza prevalente.

Possiamo anche prendere atto della forza di un trend esistente a seconda di quanto il prezzo si allontana dalla 200 MA. Più il prezzo è lontano dalla media, più forte è la tendenza. Una forte tendenza al ribasso seguita da un trend rialzista più dolce sono classici segnali.

Con la caduta della volatilità, molti commercianti possono migrare verso l’utilizzare delle strategie di gamma. Una strategia di gamma tenta di comprare in basso e vendere in alto quando il prezzo si muove soprattutto lateralmente. L’unico problema è che a volte le dinamiche di mercato possono cambiare, trasformando le coppie che si muovono in gamma in coppie che possono iniziare un trend.

Per mitigare il trading range si può usare un indicatore tecnico chiamato Average Directional Index, o ADX. L’ADX non è un filtro di direzione. Si tratta di un filtro che ci dice se una coppia di valute è attualmente in una tendenza o no. Più alto è il valore dell’ADX, più forte è la tendenza verso l’alto o verso il basso. Più basso è l’ADX, più la coppia di valute si sta muovendo lateralmente. Il livello chiave per l’ADX è 25. Ogni volta che il valore è inferiore a 25, dovremmo concentrarci su delle strategie di range, mentre ogni lettura sopra 25 non è adatta per il trading range ma potrebbe effettivamente essere adatta per la negoziazione in tendenza se l’ADX si muove abbastanza in alto.

Media mobile e ADX sono due filtri importanti per capire le tendenze e trovare, in maniera più precisa, il movimento attuale di mercato.

Il martello, segnale di inversione rialzista

Il martello è un pattern di inversione rialzista che si verifica dopo una tendenza al ribasso. È un indicatore significativo su tutte le unità temporali e gli elementi che lo caratterizzano sono:

  • il martello deve apparire dopo un trend al ribasso
  • l’ombra superiore deve essere praticamente inesistente
  • il corpo dovrebbe essere piccolo e sulla sommità della candela. Esso può essere verde o rosso, ma idealmente verde
  • l’ombra deve essere lunga ed essere idealmente più di 2 volte la lunghezza del corpo

Questa tipologia di candela si forma quando, a seguito di una tendenza al ribasso, ci sono dei movimenti al minimo che poi tornano a chiudere in prossimità del livello di apertura. Questo dimostra che sta emergendo una forza verso l’alto. E’ preferibile che il corpo della candela sia verde perché significa che il trend, alla fine, è riuscito a chiudere sopra il livello di apertura, il che promette bene per la sessione successiva.

Inoltre, l’ombra al livello inferiore deve essere più grande rispetto alle dimensioni del corpo e più la dimensione dell’ombra superiore è grande, più il martello sarà significativo. Dei grandi volumi possono anche venire a conferma della figura, e anzi sarebbe indicato averli.

Qualunque sia la qualità del martello, è meglio attendere la conferma della figura dalla candela seguente a quella di inversione, che dovrebbe aprirsi al rialzo e dovrebbe concludersi in colore verde, in maniera tale da continuare ad indicare la salita del trend.

La soglia per chiudere la posizione può essere inserita sotto il valore minimo del martello, in maniera da proteggerci da false inversioni di tendenza (che sono rare ma potrebbero sempre accadere, anche con questo indicatore) sia in base all’orizzonte di investimento di chi si trova di fronte al grafico. In ogni caso occorre ricordare che è sempre importante darsi una protezione dagli errori.

Inoltre è interessante combinare l’osservazione di modelli di inversione con le linee di supporto e di resistenza. Un martello viene quindi talvolta a  formarsi in corrispondenza di questi valori e la cosa ha un valore ancora più importante. Attenzione al fatto che è importante guardare sia ai supporti che alle resistenze, in maniera particolare le seconde dovrebbero essere rotte per permettere al trend di continuare. Per cui, quando un’inversione si trova in corrispondenza proprio di questo livello è importante prestare attenzione agli attimi di vicinanza alla resistenza per essere certi proprio della rottura e non del respingimento del prezzo da essa.

Cosa sono le doji e come investire efficacemente

Praticamente tutti gli operatori tecnici conoscono le inversioni Doji. Dalla teoria alla pratica, però, la differenza è tanta e per chi volesse investire. Prima di tutto, bisogna rendersi conto che è possibile scambiare con le doji su una varietà di strutture temporali: 10 minuti, 15 minuti, 1 ora e 4 ore sono quelle più comunemente utilizzate. Quando si fa trading con le Doji è utile anche avere un indicatore di bande di Bollinger in grado di guidarci filtrando le doji cattive.

La seconda cosa da sapere è che le doji possono apparire in una varietà di forme. Capire il concetto permette di capire perché si ha tutta questa varietà di forme. Le doji sono un fenomeno di mercato in cui il prezzo si muove rapidamente verso il basso e poi rapidamente si sposta di nuovo in un pattern di inversione. Questo movimento è dovuto alla paura dei commercianti di uscire dal mercato, seguito dall’avidità dei trader che pensano di poter investire a buon mercato, da qui la fretta di entrare e comprare. Ci sono una varietà di modelli a cui attenersi.

Come si può investire sul mercato con queste candele? Per prima cosa bisogna cercare i prezzi estremi dove le doji tipicamente si verificano. Per fare questo basta cercare delle doji al di là delle bande di Bollinger. In caso contrario, potrebbe essere un falso Doji. Si può andare anche alla ricerca di candele che sono più grandi di lunghezza rispetto a precedenti candele, cosa che mostra come il modello di prezzo sia in una fase di recupero. Occorre tenere a mente che la negoziazione con investire con le candele doji senza tenere a mente queste considerazioni diminuisce drasticamente le possibilità di successo.

La chiave è capire dove si trova l’inizio della candela Doji. Si tratta del prezzo di chiusura della candela. Una considerazione importante è quella che non bisogna cercare di anticipare la barra di prezzo corrente, che potrebbe diventare una Doji, ma piuttosto attendere la completa formazione della candela.

Sulla gestione degli ordini occorre impostare lo stop appena sotto il punto più lontano della Doji, più il 25% della lunghezza della Doji stessa. Inserire degli stop meno ampi rischia di rimanere intrappolati nella volatilità del mercato e questo è un grande rischio, da non correre. Per il commerciante più aggressivo si può considerare entrare nella prima posizione alla testa del Doji immediatamente dopo il completamento della candela, tenendo però a mente che è importante sempre effettuare una corretta gestione degli ordini in uscita.

Domande e risposte sul day trading

Cos’è il day trading?

Quando si parla di day trading ci si riferisce ad un tipo di investimento ad alto rischio e ad alto rendimento che permette di acquistare e di vendere valute. Per farlo ci si connette tramite Internet ad una società di brokeraggio e si può investire usando la piattaforma di trading apposita.

Quali sono i rischi?

C’è una relazione tra premio e rischio ed essa si muove in proporzione: all’aumento della ricompensa sale anche il rischio. Quando si sta operando, si è in competizione contro altri day trader, così come contro gli operatori istituzionali, con tutti che cercano i guadagni. E’ importante ricordare che siamo di fronte ad un mercato in cui si dovrebbe cercare di ridurre il rischio, per quanto possibile, al fine di realizzare un profitto. Un rapporto accettabile tra ricompensa e rischio dovrebbe essere di circa 3 a 1. In altre parole, il potenziale di guadagno deve essere di tre volte l’importo che si potrebbe perdere.

Posso iniziare a fare day trading in ogni momento?

Sì, è certamente possibile. È possibile controllare tutti i diversi aspetti del day trading anche se non si è mai fatto alcun investimenti prima, anche se si consiglia di seguire un corso di formazione prima di iniziare ad investire con denaro vero, oltre che di aprire un conto demo per capire meglio il funzionamento base del trading in valute.

Quanto serve per iniziare?

Nella maggior parte dei casi è sufficiente un versamento minimo di 100 o 200 euro per aprire un conto di trading.

Cos’è lo swing trading?

Si parla di swing trading per indicare una tipologia di investimento nel mercato delle valute che si mette in pratica quando si acquista una coppia di valute e la si tiene per più tempo, ben oltre la scadenza del giorno di negoziazione. Uno dei motivi per cui anche questo tipo di investimento è così popolare è che esso permette di realizzare dei guadagni più grandi rispetto al day trading.

Quanto costa fare day trading?

Oltre all’investimento iniziale non c’è alcun altro costo da pagare nel mercato del forex. A differenza del mercato azionario, dove si pagano delle commissioni e delle spese di intermediazione per ogni commercio che si fa (tali spese possono variare a seconda della società di brokeraggio che si usa), nel forex non c’è alcun costo di intermediazione, ma solo quello legato allo spread, ovvero la differenza tra prezzo di acquisto e di vendita.

La candele forex, i concetti di base

Non importa quale sia la tua esperienza nel mercato del forex, uno dei concetti più importanti che tu debba conoscere è quello di candele. Se non sai cosa sono, ebbene, una candela è quella rappresentazione grafica, di solito di colore verde o rosso, che si trova sui grafici e che indica il movimento del prezzo di una coppia di valute. In linea generale diciamo che quando ci si trova di fronte ad una candela verde, i prezzi salgono, in caso contrario i prezzi scendono.

Esse sono approdate nei mercati nei primi anni novanta, anche se sono state effettivamente sviluppate in Giappone diverse centinaia di anni fa, per la contrattazione del riso.

Nella sua forma più semplice, una candela è costituita da quattro concetti:

  • il livello alto, la parte superiore della candela, che segna il punto più alto che il prezzo di mercato ha raggiunto durante il periodo di tempo che la candela rappresenta
  • il livello basso, la parte inferiore della candela che, ovviamente, segna il punto più basso del prezzo che il mercato ha raggiunto durante il periodo di tempo che la candela rappresenta
  • l’apertura, il prezzo dove la candela ha inizio. Quindi, se il prezzo è in costante aumento, l’apertura sarà la parte inferiore del corpo verde della candela. Se il prezzo sta andando giù, l’apertura sarà la parte superiore del corpo rosso della candela.
  • la chiusura, il prezzo dove la candela termina. Quindi, se il prezzo sta salendo, la fine sarà la parte superiore del corpo verde della candela. Se il prezzo sta scendendo, la chiusura sarà il fondo del corpo della candela rossa.

Ciò significa che è possibile intravedere rapidamente, in un grafico a candela, il movimento del prezzo e significa anche che il prezzo ha chiuso ad un livello superiore a quello a cui ha aperto nel caso di una candela verde, viceversa nel caso in cui una candela sia rossa.

La candele, da sole, possono non avere molto significato, soprattutto se si cerca un modo per poter investire nel mercato del forex. Al contrario, le candele sono ottimi strumenti per investire denaro nel mercato valutario (ma anche in quello azionario in generale) se invece se ne prendono in considerazione più di una. In questi casi le candele possono essere incredibilmente efficaci nel predire la direzione del mercato e sono tanti i trader che si affidano ad esse per ogni previsione e per ogni minimo investimento da fare.

Forex, il carry trade come strategia valida ancora oggi

Se siete abbastanza nuovi al mercato Forex, potreste non essere ancora a conoscenza della metodologia di trading nota come “carry trade” o come arbitraggio del tasso di interesse. Il concetto è semplice. Bisogna vendere una valuta di un paese che paga dei tassi di interesse bassi ed acquistare una valuta di un paese che paga un tasso di interesse elevato. In questo modo, si guadagna il tasso di interesse più elevato e si paga il tasso di interesse più basso sulla posizione che si è aperta.

Questo è uno dei metodi più comuni per fare soldi nel mondo del forex oggi. E’ quello che le banche fanno per tutto il tempo. Esse pagano un tasso di interesse basso sul denaro che “prendono in prestito” (sotto forma di depositi dei loro clienti) e propongono un grande tasso di interesse sul denaro che prestano. Anche se la differenza tra i due tassi è solo del quattro o cinque per cento, la leva che è possibile applicare in un conto Forex può rendere tali rendimenti estremamente attraenti.

Ad esempio, una delle valute più popolari per fare carry trade negli ultimi dieci anni è stata AUD / JPY. Da molti anni ormai, lo yen giapponese è stato bloccato ad un tasso di interesse sostanzialmente pari a zero, mentre l’economia giapponese è ferma. Il dollaro australiano, a causa della forte inflazione nel paese, aveva invece un tasso di interesse del 5%. Se si va long su AUD / JPY, il che significa essenzialmente comprare AUD e vendere JPY, si dovrebbe guadagnare circa il 5% all’anno.

Il pericolo, naturalmente, è che le coppie di valute non rimangono statiche mentre si tiene questa posizione. La coppia potrebbe muoversi verso l’alto o verso il basso e un forte movimento in direzione opposta alla posizione spazzerà via i guadagni in fretta. Alcune persone si riferiscono al carry trade come ad una raccolta di monete davanti a un rullo compressore a causa del brutto modo in cui un carry trade può andare male all’improvviso.

La chiave per una buona strategia di carry trade non risiede solo nel valutare le coppie di valute per il loro differenziale di interesse, ma anche nel determinare quanto è probabile che la coppia si muoverà nella direzione sbagliata del commercio. AUD / JPY è stato molto popolare tra chi ama fare carry trade perché l’economia australiana era più forte dell’economia giapponese e la coppia aveva una tendenza al rialzo, che è la posizione corretta per questo carry trade. Uno sguardo al grafico settimanale della coppia mostrerà che dal 2009 e fino all’inizio del 2010 questa è stata una strategia eccellente. Non solo un investitore guadagnava sul differenziale dei tassi di interesse, ma aveva anche un beneficio dalle plusvalenze.

Oggi, l’australiano si trova al 3,25% e lo yen allo 0,1%, il che è ancora un differenziale attraente, ma oggi le migliori coppie di valute possono essere trovate nelle valute europee. Il fiorino ungherese (HUF) ha un tasso di interesse del 6,25%, la Lira turca del 5,75%. A seconda del broker, si può o non si può essere in grado di utilizzare queste valute “esotiche”.

Analisi fondamentale: perché e come funziona

L’analisi fondamentale prevede lo studio di alcuni tipi di dati fondamentali al fine di ottenere una migliore comprensione dei fattori che influenzano la domanda e l’offerta di una particolare classe di attività (nel nostro caso le monete). Proprio come per altre attività, i prezzi del Forex sono in gran parte guidati dall’offerta e dalla domanda mondiale di una determinata valuta. Per esempio, se c’è poca domanda e numerosi venditori relativamente ad una valuta, i prezzi sono molto propensi a cadere. Guardando i dati economici, sociali e politici, i trader possono utilizzare l’analisi fondamentale alla ricerca di ciò che sta per guidare la domanda e l’offerta dei prezzi e, in ultima analisi, di quello che potrebbe farli cambiare.

Mentre l’offerta e la domanda sono certamente i principali fattori alla base delle fluttuazioni dei prezzi di valuta, studiare tutti i fattori che influenzano questi due concetti è un compito molto più impegnativo. Nel valutare la forza relativa delle diverse economie, gli analisti fondamentali prendono in considerazione un certo numero di fattori differenti. Per esempio ci sono alcuni eventi, come il rallentamento della crescita economica o un aumento della disoccupazione, che possono danneggiare la domanda di moneta nei paesi considerati e quindi influenzare negativamente il prezzo di una determinata valuta.

In generale se il quadro congiunturale corrente o futuro dei paesi è buono, allora la valuta del paese dovrebbe rafforzarsi contro le altre valute. Per esempio una forte economia attira le imprese e gli investitori stranieri nel paese, che poi procedono all’acquisto della valuta del paese. Anche in questo caso le economie forti tendono ad esportare molta merce al resto del mondo, tutti acquirenti che sono costretti ad acquistare la valuta del paese al fine di essere in grado di considerare un incremento della domanda di una valuta. Questo è il motivo per cui molti commercianti prestano tanta attenzione ai dati economici.

Se la sterlina britannica si rafforza, ad esempio, uno dei motivi è la crescita economica veloce nel Regno Unito, dunque gli operatori fondamentali potrebbero ipotizzare che la Banca d’Inghilterra potrebbe essere costretta ad intervenire e ad aumentare i tassi di interesse al fine di fermare il surriscaldamento dell’economia. Questi aumenti dei tassi di interesse porteranno a rendere le attività finanziarie denominate in sterlina più attraenti e porteranno un’ondata di ciò che è noto come ‘denaro caldo’ nell’economia britannica. Questo denaro probabilmente porterà ad un aumento a breve termine della domanda per la sterlina e probabilmente vedremo la divisa britannica rafforzarsi contro le altre principali valute.

Il PIL degli USA influisce su azioni e commodities

AZIONI

La revisione del PIL degli Stati Uniti è passato da una crescita dello 0,1% a una contrazione del 2,9%. I mercati scartano questi dati con il senno di poi. Lo stato d’animo positivo prevale.

Dei rally più brevi e più piccoli sono visibili sul Dow (16867,51, +0.29%) che rimane bloccato nell’intervallo 16.700-17.000 (+ / – 50) per le ultime 3 settimane. Soltanto una rottura inferiore a 16700-600 può segnalare una correzione più profonda verso 16300. Il Dax (9.867,75, -0,71%) è vicino al grande sostegno a 9800-700 ancora una volta e ora potrebbe rimbalzare verso 10000-50, valore sopra il quale ci sarà una grande manifestazione con target di 10300-40.

Il Nikkei (15.314,23, 0,31%) si trova ad affrontare la pressione di vendita a 15.400-700 come previsto, ma ora il movimento direzionale può venire solo se lo Yen riesce a rompere sopra 102,75. Esso può ancora mobilitare verso i livelli di 15.900 se si può tenere sopra 15200 e sopra 15.450. Lo Shanghai (2036,47, 0,54%) ha rimbalzato esattamente dai nostri livelli di 2010 per mantenere intatto il movimento laterale più ampio e può ora testare i livelli 2040-50 .

Il Nifty (7.569,25, 0,14%) ha preso una pausa ieri esattamente in linea con le nostre aspettative. Qualsiasi correzione long è limitata a 7540-20 e possiamo vedere 7630 in un giorno o due, al di sopra di 7900-8000 che entra in scena.

COMMODITIES

Le materie prime sono cadute in basso il PIL degli Stati Uniti del primo trimestre, ad eccezione del rame. Nel complesso vi è una contrazione a lungo termine nel movimento strutturale della merce.

L’oro (1.318,90) ha altamente oscillato nella regione 1325-1310. Da notare che la zona 1325-1330 è cruciale e ha il potenziale per spingere i prezzi verso il basso a 1300-1290 e in seguito a 1250. Il rapporto oro-WTI (12.35) è fuori dalla resistenza a 12.5 e ora può cadere a 12-11,3, livelli che indicano che  prezzi dell’oro potrebbero scendere nelle prossime sedute.

L’argento (21,04) può consolidare lateralmente per alcune sedute entro 20,5-21,5. Dobbiamo vedere se il recente rally da 19,57 è indice di un mercato toro fresco o è solo una correzione a breve termine. Una rottura sopra 21,5-22,5 può indicare la venuta di tutti i tori.

Il Brent (113,96) e il Nymex WTI (106.69) sono in forte calo su un aumento crescente della violenza in Iraq. Il greggio è in modalità di pausa dopo il recente rally e può continuare a crescere dopo il movimento a distanza di un paio di sedute. Mentre la tendenza a lungo termine è alta, il Brent e il WTI possono indirizzare a 115-117 e dirigersi verso 110.

Il rame (3,1665) è salito su un migliore PMI cinese al di sopra della resistenza chiave a 3.15. Può ora andare verso i livelli di 3,20-3,23. Da notare que il metallo è in una contrazione a lungo termine e una rottura sopra 3,23 nel lungo periodo può avviare ad un movimento tagliente.

I Pivot Points come strumento indispensabile per un’accurata analisi tecnica

I Pivot Points sono uno degli strumenti di trading più utili nell’arsenale di un trader perché consentono di individuare immediatamente quei livelli di prezzi in corrispondenza dei quali si registrano statisticamente le maggiori reazioni di mercato. Grazie al loro aiuto è possibile stabilire quali sono quei livelli che fungono da supporti e resistenze validi per la seduta successiva.
Graficamente i prezzi Pivot corrispondono a 6 linee che vengono calcolate a partire da tre dati fondamentali: il prezzo di chiusura, il prezzo massimo ed il prezzo minimo del periodo precedente. Grazie a questi tre input viene calcolato il prezzo medio che viene utilizzato nel calcolo di ciascun livello di prezzo.

Un utile riferimento per il trading

Calcolate queste linee di supporto e resistenza, occorre osservare il comportamento dei prezzi in prossimità delle stesse ed operare con riferimento ad esse considerandole dei veri punti di supporto o delle vere resistenze, adottando però ulteriori segnali che siano capaci di validare questi livelli tecnici così individuati.
Osservando un qualsiasi grafico con le linee Pivot ci si può subito rendere conto di come il mercato “senta” questi livelli, rimbalzando su di essi per indicare un movimento laterale dei prezzi oppure per segnalare un’inversione di tendenza.

L’interpretazione dei prezzi attraverso i Pivot Points

Alla base del funzionamento dei prezzi Pivot sta la constatazione che i prezzi dei titoli generalmente si trovano contenuti nei loro movimenti più frequenti all’interno di questi livelli importanti, per cui un eventuale superamento di livello è premonitore di un cambiamento della tendenza in atto nel mercato. Ad esempio, se avviene il superamento della prima linea di resistenza R1 si può presumere un andamento dei prezzi verso l’alto e, in base a ciò, considerare la seconda linea di supporto come un prossimo livello obiettivo. Con la perforazione della prima linea di supporto si può ipotizzare una tendenza votata al ribasso che potrebbe spingere a posizionarsi short se i prossimi livelli obiettivo di prezzo possono ragionevolmente considerarsi i livelli S2 e S3.

Quale orizzonte temporale è più consono con l’utilizzo delle linee Pivot?

L’utilizzo dei punti Pivot trova la sua collocazione naturale soprattutto all’interno di timeframe giornalieri, per anticipare eventuali punti di svolta del trend o livelli di violazione attesi, anche se possono generare segnali operativi validi anche su orizzonti temporali più lunghi, come quelli settimanali o mensili.
In generale, è sempre meglio coordinare l’utilizzo di tale strumento di analisi tecnica con altre forme di analisi, tenendo conto di alcune semplici regole inerenti il loro funzionamento.
In linea di massima, quando i prezzi aprono la giornata sopra il Pivot Point centrale, ci sono buone probabilità che i prezzi durante il giorno non scendano al di sotto di esso ma rimangano orientati verso l’alto. Se il pivot viene violato verso l’alto le probabilità che il trend continui in senso ascendente sono ancora più elevate e sulla base di ciò si può operare posizionandosi in acquisto sul titolo. Lo stesso si può ipotizzare nel caso in cui il prezzo di giornata aprisse al di sotto del livello considerato.

Spunti operativi per il posizionamento di ordini di SL e TP

Ovviamente, queste indicazioni sono valide nel brevissimo termine e quindi per il trading intra-day, in quanto ogni giorno i prezzi Pivot vengono ricalcolati automaticamente dal tool apposito presente nel software di trading.
E’ possibile, inoltre, utilizzare con profitto tali livelli come riferimento per il posizionamento di ordini di stop loss o di take profit per una gestione più efficiente della propria operatività giornaliera.
Riportiamo di seguito le formule utilizzate per i Pivot Points:

Prezzo Medio (PM): P.Chiusura (C) + P. Minimo (L) + P. Massimo (H)
1° Pivot di Supporto (S1): S1 = (2 * PM) – H
2° Pivot di Supporto (S2): S2 = PM – (R1 – S1)
3°Pivot di Supporto (S3): S3 = S2 – (H – L)
1°Pivot di Resistenza (R1): R1 = (2 * PM) – L
2°Pivot di Resistenza (R2): R2 = (PM – S1) + R1
3°Pivot di Resistenza (R3): R3 = R2 + (H – L)

Pivot

Uno sguardo al Commodity Channel Index (CCI)

L’indicatore, noto anche come CCI, deve la sua nascita al trader americano Donald Lambert che lo ideò nel 1980 per individuare l’andamento dei cicli stagionali seguiti dai prezzi delle materie prime. Ciò spiega il nome dell’indicatore che, malgrado lo stesso, risulta di più ampia applicabilità rispetto al solo mercato delle commodities.
La finalità precipua fornita da tale strumento di trading è la valutazione sistematica delle deviazioni delle oscillazioni dei prezzi da un dato livello medio in un definito arco temporale.
L’idea originaria di Lambert era quella di costruire un indicatore che potesse segnalare grazie ai suoi punti estremi le fasi culminanti dei cicli, a partire dalle quali occorreva prendere atto del cambiamento di direzione operato dalle quotazioni. Non a caso, lo strumento si adatta bene all’interpretazione dei movimenti erratici di mercato e di quelle fasi in cui non vige un predefinito trend, permettendo di individuare dei livelli di supporto o di resistenza critici.

L’originalità dell’idea di Lambert nella derivazione matematica dell’indicatore

E’ opportuno chiarire che non si tratta di un oscillatore in quanto lo stesso non si muove all’interno di una fascia predefinita, tuttavia il suo ideatore ha limato tale inconveniente stabilendo una fascia di valori entro la quale l’indicatore risulta “ingabbiato” per il 70%-80% delle volte e tale fascia va dal valore -100 al valore +100. Dunque, tutti i movimenti dell’indicatore che fuoriescono da tale canale di prezzo indicano delle fasi di esaurimento del trend in atto.
La formula sulla quale si basa il funzionamento dello stesso, mirando a fotografare la volatilità del mercato, prende in considerazione la deviazione standard, tuttavia, l’originalità sta nel non considerare i prezzi di chiusura del titolo ma piuttosto un “typical price” che altro non è che la media del prezzo di chiusura, del minimo e del massimo, nell’intento di basarsi su un dato più significativo rispetto al solo prezzo di chiusura.
Matematicamente esso corrisponde al risultato della seguente formula:

CCI= [(Typical Price – Media Mobile (n periodi)]/(0,015*Dev.Standard dalla Media Mobile)

Indicazioni per operare abilmente con il CCI

cci

Operativamente, occorre prima individuare una lunghezza consona dell’orizzonte temporale di riferimento: a tal proposito, il suggerimento di Lambert è di scegliere un terzo del ciclo di tempo individuato, per cui se si utilizza un ciclo a 100 giorni è consigliata la costruzione del CCI a 30/35 giorni.
I segnali operativi si avranno all’attraversamento delle fasce estreme che delimitano il canale, per cui l’apertura delle posizioni in acquisto dovrebbe avvenire in prossimità di valori tesi al rialzo superiori a +100. La chiusura di tali posizioni, al contrario, dovrebbe avvenire non appena il CCI rientra nel canale. Per quanto riguarda l’apertura di posizioni in vendita, è bene attendere il superamento della soglia inferiore -100; tali posizioni andranno chiuse quando l’indicatore rientra nella fascia -100/+100.

Gli impieghi più redditizi dell’indicatore in base alla scelta dell’orizzonte temporale

A tal fine è utile sapere che un CCI veloce, costruito con un numero di giorni basso può essere interessante per l’utilizzo a breve termine, anche se nasconde l’insidia dei falsi segnali generati dai repentini movimenti correttivi che lo caratterizza. Di contro, però, un CCI più lento è meno erratico anche se fornisce segnali di ingresso in maniera più ritardata.
L’indicatore può fornire discreti risultati su un orizzonte di medio termine grazie a dati settimanali, soprattutto se il suo utilizzo risulta congiunto all’indicatore di Movimento Direzionale di Wilder.

Il trading sui volumi con l’indicatore On Balance Volume

L’indicatore di analisi tecnica On Balance Volume è uno dei primi indicatori ideati sulla base dello studio dei flussi dei volumi al fine di prevedere adeguatamente il futuro comportamento dei prezzi. L’indicatore è stato costruito per la prima volta nel 1963 da Joe Granville ed il suo presupposto teorico si fonda sulla constatazione che quando il titolo chiude ad un livello superiore rispetto alla chiusura precedente tutto il volume che si è generato è considerato un elevato volume, al contrario un prezzo di chiusura inferiore a quello precedente indica una situazione di mercato caratterizzata da bassi volumi di contrattazione.
Il principio di analisi tecnica sul quale poggia le basi l’utilità dello strumento è quello secondo cui un aumento dei prezzi deve essere confermato da un contestuale aumento nei volumi per cui un rialzo dei prezzi in assenza di un flusso in aumento nei volumi è un chiaro segnale di indebolimento del trend.

L’analisi operativa con l’OBV

obv

Dal punto di vista dell’analisi operativa, l’assunto fondamentale è che le variazioni dell’On Balance Volume precedono le variazioni dei prezzi. Quando gli investitori più accorti investono sul titolo il volume crescendo si manifesta attraverso un OBV crescente, successivamente quando crescono sia i prezzi che l’OBV si ha un segnale di conferma del trend in crescita del titolo.
Se il movimento del prezzo del titolo non precede il movimento dell’OBV, si è verificata una “non conferma”, ossia un segnale che tipicamente si verifica al top di mercati toro (quando il titolo sale prima o senza il movimento ascendente dell’indicatore) oppure alla fine di fasi orso (quando il titolo scende precedendo la discesa dell’indicatore o senza avere una conferma di discesa dall’indicatore).
Si è in un trend crescente quando l’OBV segna massimi e minimi crescenti; in maniera simile, si è in una fase di downtrend nel caso di massimi (e minimi) discendenti. Un movimento laterale dell’indicatore, caratterizzato da swing di prezzo senza le condizioni citate precedentemente indica una fase di incertezza del trend in atto.

Come individuare i momenti di rottura indicatori di future inversioni del movimento dei prezzi

Una volta che la tendenza dell’OBV si è stabilita l’inversione può avvenire secondo due modalità principali. La prima si ha quando si ha un netto cambiamento di direzione del trend seguito dall’indicatore (da un orientamento al rialzo avviene una fase calante dei prezzi e viceversa). La seconda modalità in cui il trend seguito dall’indicatore può essere interrotto si ha nel caso in cui il trend assume un andamento incerto che rimane tale per almeno tre giorni. Di conseguenza, se il prezzo del titolo da un andamento crescente diventa incerto e tale incertezza permane per due giorni allora si dovrà supporre una continuazione del trend al rialzo in atto da parte dell’indicatore.
Quando l’indicatore cambia bruscamente direzione si è verificata una rottura nel suo andamento, poiché le inversioni di tendenza dell’indicatore normalmente precedono quelle nei prezzi, gli investitori dovrebbero posizionarsi long nel caso di cambiamenti al rialzo dell’indicatore, mentre una rottura del trend al rialzo segnalata da movimenti discendenti dovrà far supporre un’ulteriore discesa del titolo che può giustificare le vendita allo scoperto del titolo. Le posizioni così assunte devono essere mantenute fino a che non si verifica una inversione definitiva.
Per il calcolo dell’indicatore si ha che:
1. se il prezzo di chiusura odierno supera quello precedente allora OBV(i)=OBV(i-1)+VOLUME(i);
2. se il prezzo di chiusura odierno è inferiore alla chiusura precedente: OBV(i)=OBV(i-1)-VOLUME(i);
3. se la chiusura odierna uguaglia il prezzo di chiusura di ieri: OBV(i)=OBV(i-1).