Titoli di stato, spread e debito pubblico: cosa sono e qual è il ruolo della BCE

Nel corso degli ultimi mesi ed anni abbiamo spesso sentito in TV i concetti di titoli di stato, spread e di debito pubblico. Inoltre, abbiamo spesso trovato legato questi nomi a quello della BCE, la Banca Centrale Europea gestita da Mario Draghi.

Per chi non è avvezzo alla finanza, potrebbe venire naturale chiedersi che cosa rappresentano i concetti espressi in apertura, vediamo di fare chiarezza.

Titoli di stato

I titoli di stato sono delle obbligazioni che vengono emesse in maniera periodica dal Ministero dell’Economia e delle Finanze per conto dello stato. L’obiettivo è quello di piazzarli per riuscire ad incassare una certa somma di denaro per finanziare il debito pubblico.

Si tratta, in sostanza, di un prestito di denaro che gli investitori fanno allo Stato (è simile a quando si decide di acquistare un’obbligazione di un’azienda privata, in questo caso il prestito si fa alla ditta stessa). Questo prestito viene ufficializzato dalla presenza di un titolo, che può essere di tre tipologie:

  • BOT, Buoni Ordinari del Tesoro, solitamente hanno una durata inferiore o uguale all’anno;
  • CCT, Certificati di Credito;
  • BTP, Buoni del Tesoro Poliennali, come dice il nome stesso, questi titoli hanno una durata che va da 3 a 30 anni, con durate intermedie da 5, 10 e 15 anni. All’interno di queste cinque categorie, la principale è quella a 10 anni, che viene presa per il conteggio dello spread.

Lo spread

Questo ci porta alla prossima sezione, ovvero lo spread. Si tratta, praticamente, della differenza di rendimenti tra due obbligazioni.

Nel caso del nostro paese, lo spread viene calcolato mettendo a confronto il rendimento dei BTP decennali con quello dei bund tedeschi, la prima economia del vecchio continente. Lo spread viene calcolato prendendo in considerazione la differenza percentuale in punti base: ad esempio, lo spread tra un titolo al 6% e uno al 2% sarà di 4 punti percentuale, dove ognuno di essi è composto da 100 punti base (o “pb”). Questo significa che dire 4 punti percentuale di spread, o 400 punti base di spread, è la stessa cosa.

Lo spread è utile per capire lo stato di fiducia che gli investitori hanno verso un determinato paese. Più basso è questo valore e, in generale, è più alta la fiducia a l’apprezzamento degli investitori verso un’economia.

Quando la crisi economica era la picco in Italia e in Spagna, anche lo spread è schizzato alle stelle, con conseguente facilmente immaginabili per le economie in questione: una difficoltà maggiore nel rimborsare il finanziamento.

Il debito pubblico

Si parla di debito pubblico per indicare la situazione in cui le strutture statali spendono più di quello che incassano. A tal proposito, per indicare il debito pubblico annuale si parla di “deficit”, mentre il debito pubblico complessivo è noto come “somma dei deficit”.

Qualora un paese possa stampare moneta, come il Regno Unito, potrebbe cercare di apporre una toppa al deficit creando denaro, se invece c’è un ente superiore, come la BCE, allora bisogna ricorrere ai titoli di stato.

Il ruolo della BCE

La Banca Centrale Europea, in quanto istituto di credito adibito a controllare la situazione economica del vecchio continente, gioca un ruolo fondamentale perché si pone da investitore certo sul mercato obbligazionario, acquistando quelle dei paesi con maggiori problemi economici per aiutarli a porre rimedio alla propria situazione.

Lo spread, cos’è e esempi pratici

Lo spread, in un mercato finanziario, è legato ad un dato prodotto finanziario ed è un concetto che permette di scambiare i movimenti di prezzo di migliaia di valori dei mercati finanziari, tra cui indici, azioni, valute, materie prime e molto altro ancora.

È possibile utilizzare lo spread per speculare sui movimenti di prezzo indipendentemente dal fatto se i mercati sono in aumento o in diminuzione. Se andate long (acquistate un dato bene) i profitti aumenteranno in linea con l’aumento di tale prezzo, se invece andate short (vendete un dato prodotto finanziario) i profitti aumenteranno in linea con qualsiasi caduta dello spread stesso. Allo stesso modo, se si va long sul prezzo e il prezzo del titolo sottostante scende, si dovranno sostenere delle perdite.

Lo spread viene solitamente calcolato in percentuale sul valore totale della posizione che si apre. Ciò significa che il potenziale per i profitti o per le perdite di un qualsiasi investimento iniziale è significativamente superiore al valore dello spread. Tale margine richiesto è tipicamente compreso tra l’1% e il 10% del valore totale della posizione, a seconda del mercato in cui ci si trova ad operare e del broker forex, considerato che che ci sono dei broker che propongono vari spread a seconda, ad esempio, della coppia di valute.

Nel forex, proprio come per altre forme di commercio tra cui il tradizionale commercio in azioni, per poter parlare di spread occorre prendere in considerazione due prezzi: un prezzo di acquisto (il prezzo a cui si può andare long se si prevede che il mercato sottostante andrà a salire) e un prezzo di vendita (il prezzo a cui si può andare short se si prevede che il prezzo di mercato sottostante tenderà a cadere). La differenza tra il prezzo ‘buy’ e il ‘sell’ è conosciuto come spread. I migliori broker del forex hanno degli spread ristretti in tutti i mercati in cui si trovano ad operare, permettendo al trader di massimizzare i profitti indipendentemente dal fatto se i mercati sono in aumento o in diminuzione. Tra gli spread più stretti nel settore vediamo quelli sugli indici azionari più importanti (quelli di Wall Street o il tedesco DAX) e sulle valute più “tradate” (come EUR/USD, con spread anche inferiore ad un pip).

Il concetto di spread è fondamentale quando si opera ma, ovviamente, assume maggiore importanza (e valore economico) tanto maggiore è l’investimento che si fa in una singola operazione di trading.

Come investire in valute senza spread

Quando si vogliono fare degli investimenti on line, due delle scelte migliori tra cui poter optare sono il forex e le opzioni binarie. Considerando anche cosa questi due modi di investire comportano, ovvero la possibilità di scegliere tra un investimento che comporta il pagamento di una commissione chiamata “spread” ed uno che invece non porta a pagare questa commissione, sicuramente la scelta per molte persone ricade sulla seconda, ovvero sulle opzioni binarie. In poche parole, le opzioni binarie danno ai trader la possibilità di investire, anche sulle valute, senza per questo dover necessariamente pagare lo spread. Ad onor del vero possiamo dire che le opzioni binarie danno anche la possibilità di prevedere l’andamento del prezzo di un titolo, di una commodity o di un indice.

Le opzioni binarie possono essere usate, come detto, anche per investire in valute. Prendiamo il caso della coppia di valute EUR / USD, una delle più “tradate” dagli utenti. Quando un trader vuole investire denaro, all’interno della sua piattaforma ha solitamente un completo grafico che mostra l’andamento, nel corso del tempo, di questa coppia di valute. Se il grafico mostra che il prezzo della coppia di valute EUR / USD potrebbe salire in futuro, allora si apre una posizione “call”, mentre se si pensa che il prezzo scenderà, allora si apre una posizione “put”. Quando viene raggiunta la scadenza dell’opzione binaria, si guarda il prezzo e lo si confronta con quello di apertura. Se la previsione del commerciante è stata corretta, si ha un guadagno compreso solitamente tra il 65% e il 90% , a seconda della lunghezza della scadenza.

Se il trader, ad esempio, aveva scelto di acquistare delle opzioni binarie “call” per la coppia di valute, allora basta che il prezzo salga di un solo pip per poter permettere di guadagnare. Ecco come si può investire praticamente nel mercato delle valute forex, ma senza spread.

Lo spread, l’utile dei broker

Cosa sono gli spread e come funzionano. A differenza del mercato azionionario o degli altri titoli, nel mercato delle valute non vi è alcuna commissione da pagare. Nel forex il costo di ogni transazione è integrato nella transazione stessa, ovvero nei prezzi di acquisto o di vendita di una coppia di valute.

I prezzi di offerta e di domanda, bid & ask, sono i due prezzi che ci si trova davanti quando si tratta di aprire una nuova posizione per una coppia di valute. Il prezzo della domanda è il prezzo che il mercato sta chiedendo per la coppia di valute. Per esempio, la coppia GBP / USD potrebbe dare un prezzo di offerta di 1,6101 e un prezzo di domanda di 1,6104. Se avete comprato questa coppia a 1,6104, potresti immediatamente venderla, in perdita, a 1,6101. In questo caso la perdita netta sarebbe di 3 pips.

La differenza tra i prezzi di offerta e di domanda è il guadagno del broker. Con la vendita delle valute a un prezzo e l’acquisto ad un altro prezzo, il broker è in grado di guadagnare denaro. Uno spread di 3 pips creerebbe un profitto di 30 dollari per il broker per ogni lotto oggetto di scambi. Può sembrare una cosa molto costosa, ma lo spread nel forex è in realtà inferiore a quello del mercato azionario.

Gli spread si trovano nel mercato azionario e nel mercato dei cambi. La differenza è che il mercato forex non è un mercato centralizzato, come invece lo è quello dei mercati azionari. Nel forex lo spread va al broker, che è un market maker, in quanto egli stesso completa le posizioni.

Tutto sommato, gli spread sul mercato azionario sono molto maggiori rispetto a quelli del forex. Lo spread sul mercato dei cambi raggiunge fino a circa lo 0,03% del costo di una posizione. Nel mercato azionario lo spread è spesso fino a 20 volte maggiore, ovvero circa lo 0,6% del costo di una posizione.

Pips & Spreads bassi = profitti più elevati

Lo spread è la differenza tra il prezzo di acquisto di una coppia di valute e il prezzo di vendita della stessa coppia di valute. Più lo spread è alto e maggiore è quello che si deve pagare quando si apre una nuova transazione. Lo spread viene addebitato sul conto del trader. Se ad esempio il rapporto di cambio tra EUR e USD è a 1,2222 / 4, allora lo spread è uguale a 2 pips , dato che la differenza tra 1,2224 e 1,2222 è 2. Mentre invece lo spread tra 1,22225 / 4 è di 1,5 punti, ovvero un pip e mezzo.

Anche se non sembra una grande differenza, avere uno spread di 5 pip o uno spread di 4 pip può alla fine costarci molto, dato che bisogna moltiplicare questa piccola differenza di un pip per tutte le operazioni effettuate. Addirittura la differenza può arrivare a coprire il 25% del totale dei costi di negoziazione. Lo spread riesce ad influire anche in maniera pesante sulla nostra strategia di negoziazione.

Sicuramente nella scelta di un broker una delle cose che bisogna guardare è quanto spread richiede. Questo può variare a seconda delle valute che stiamo tradando e del tipo di account che si apre. La maggior parte dei broker offrono infatti spread diversi per valute diverse. Per le coppie più popolari, come ad esempio il cross EUR / USD o GBP / USD , si ottengono solitamente degli spread più bassi, mentre le coppie di valute che hanno meno domanda saranno negoziate con spread più elevati.

Gli spread variano anche a seconda dei tipi di conti. Un conto mini può solitamente avere degli spread più alti. E ‘importante rendersi conto che la differenza tra i prezzi di offerta e acquisto non sono sempre garantiti. Così, in un mercato fluttuante, quando gli spread aumentano ci verrà addebitato un costo maggiore.

Forex Spread Trading

Lo spread trading è l’insieme delle operazioni svolte mantenendo aperta una posizione lunga e una corta, su uno stesso indice o valuta, nello stesso momento.

Fare spread trading ci pone davanti ad una serie di vantaggi che occorre considerare:

  1. ogni spread è una posizione protetta, avendo infatti un future in acquisto e un future in vendita. In questa maniera si è protetti da eventuali oscillazioni di prezzo;
  2. poichè c’è un rischio minore, è possibile operare con un margine molto basso rispetto al solito;
  3. il ritorno sul capitale investito, invece, può essere maggiore rispetto al solito;
  4. esistono degli strumenti e delle tecniche ben precise per scegliere un trend, in questa maniera diventa più semplice scegliere correttamente;
  5. uno dei maggiori benefici è quello della stagionalità, in quanto gli spread sono stagionali e, quindi, sceglierne nella giusta stagione incrementa le probabilità di guadagno;
  6. è possibile entrare in trend con alti profitti, infatti quando gli spread si muovono lo fanno per un periodo di tempo maggiore rispetto ad un singolo future;
  7. per tutti questi motivi, lavorare con gli spread è molto meno stressante rispetto alle operazioni singole.

Ovviamente, lo spread trading non è solo oro, ma bisogna come sempre stare attenti alle scelte fatte e sapere operare con giudizio. Ad esempio, aprire due operazioni contemporaneamente vi mette al riparo dalle oscillazioni di prezzo, ma occorre anche capire verso dove si sta muovendo il tread, per chiudere l’operazione “negativa”.

Lo spread

Lo spread è sostanzialmente la differenza tra il BUY e il SELL, ovvero la differenza tra i valori di acquisto e di vendita di una valuta o di un indice.

E’, in pratica, la differenza tra il prezzo al quale è possibile acquistare e il prezzo al quale è possibile vendere.

Nel mercato del Forex queste due quotazioni sono sempre esistenti e sempre valide, sono inoltre sempre fissate dall’intermediario con il quale andiamo ad operare sul Forex. Se usiamo delle piattaforme on line, ad esempio, la piattaforma è l’intermediario finanziario.

Solitamente l’intermediario fissa anche un divario tra prezzo di acquisto e prezzi di vendita, chiamato, appunto spread. A seconda delle valute sulle quali andiamo ad operare, lo spread è di due punti, tre punti, o anche di 10 punti, ovviamente a seconda dell’importanza delle valute coinvolte nello scambio.

Questa differenza è il guadagno dell’intermediario nelle transazioni che noi svogliamo. E’ proprio grazie alla presenza dello spread che gli intermediari riescono ad offrire un accesso al mercato del Forex senza applicare alcuna transazione.

Solitamente, una quotazione è “normale” se lo spread è di 3 punti. Ovviamente, minore è lo spread più è facile guadagnare.