Come e dove comprare Bitcoin

Molti considerano la possibilità di acquisto e di investimento in Bitcoin, una delle più note monete virtuali. Vediamo in questo articolo le opzioni che abbiamo a nostra disposizione per comprare Bitcoin e guadagnare denaro con essi.
Perché acquistare / investire in Bitcoin? Vedendo la scena internazionale, ci sono molte confusioni e movimenti imprevisti, anche perché le valute classiche dipendono molto dagli accadimenti politici ed economici del mondo (i Bitcoin no, invece).

In molti vedono i Bitcoin come un investimento e medio/lungo termine.

Che cosa sono i Bitcoin? Il concetto si basa su un accordo volontario tra un gruppo di utenti internet di utilizzare 21 milioni di unità come scambio valuta. I Bitcoin utilizzano una comunicazione attraverso Internet (P2P) per la creazione di una rete attraverso la quale tutte le transazioni vengono trasmesse. Si tratta di una rete decentralizzata, in cui i nodi interagiscono l’uno con l’altro su un piano di parità.

Il denaro si può ricevere o inviare attraverso qualsiasi punto della rete, la quale utilizza una crittografia per garantire la sicurezza delle transazioni, l’inviolabilità del controllo dei fondi e l’emissione di nuova moneta. In questo modo i Bitcoin sono emesse in maniera controllata e non potrà mai superare 21 milioni di unità, quindi la valuta non può essere svalutata mediante emissione incontrollata.

Si tratta quindi di una rete di consensi, in cui tutti i nodi cercano di raggiungere un accordo sulle transazioni e sui movimenti. Tutte le transazioni sono valide solo se registrate e pubbliche (sono inoltre completamente irreversibili).

Prima di iniziare ad investire in Bitcoin c’è bisogno di avere un portafoglio virtuale, da usare per metterne da parte. Tale portafoglio potrà essere usato per effettuare e ricevere pagamenti in tutto il mondo, in maniera veloce e gratuita.

Come nella vita reale, è importante essere diligenti e proteggere adeguatamente i propri Bitcoin, sono comunque denaro.
Dove comprare Bitcoins? Se vogliamo avere dei Bitcoin nel nostro portafoglio virtuale, possiamo acquistarli in internet oppure attraverso un broker Forex (Markets.com permette, tra gli altri, di operare con questa valuta virtuale).

Una volta che si avranno da parte un certo numero di Bitcoin sarà possibile convertirli in moneta “sonante”, come gli euro, le sterline o i dollari, per poterli usare anche nella vita reale e non solo in quella virtuale.

Investire in Bitcoin potrebbe essere considerata una valida alternativa per tutti coloro che desiderano diversificare il portafoglio di investimenti nella maniera più ampia possibile e minimizzare i rischi.

Bitcoin, una valida alternativa all’investimento?

Il Bitcoin è una moneta virtuale creata nel 2009 che permette molte transazioni online senza dover utilizzare un altro modo di pagamento. Ha lo scopo di sostituire le attuali forme di pagamento, offrendo una moneta che non è controllata da una banca e quindi in grado di fornire una maggiore stabilità dopo la crisi del 2008. Si tratta, sostanzialmente, di un particolare sistema monetario.

Il bitcoin ha attratto molti investitori in rete che lo hanno scelto come opzione di pagamento oltre a PayPal e ad altri portafogli virtuali.

Il vantaggio del bitcoin è la sua capacità di essere libero dell’inflazione, quindi il prezzo di acquisto dello stesso è un valore che non aumenta con il tempo. Allo stesso modo, il potere d’acquisto del bitcoin non cadrà come con le valute convenzionali a causa dell’inflazione nel paese. Tutti questi argomenti sono a favore di questa moneta virtuale perché gli acquirenti vedono l’opportunità di creare delle riserve di bilancio e fare soldi commerciando sul suo corso.

Il bitcoin è costantemente scosso dalle vicende che mostrano come si faccia uso di questa moneta virtuale per compiere delle attività illegali dato che non vi è alcuna possibilità di tracciarne il percorso. I casi di frode sono molti e hanno l’effetto di creare delle notevoli fluttuazioni di valuta in alcuni specifici momenti del giorno.

Il fallimento di una delle più grandi piattaforme online, MtGox, e il furto di 750.000 bitcoin con poca speranza per le parti lese di recuperare i loro beni qualche tempo fa, ha messo in dubbio la bontà della moneta virtuale. La sicurezza è insufficiente, gli attacchi contro le piattaforme sono fatti da migliaia di persone ogni giorno ed è difficile riuscire a prese delle misure adeguate per superare questa difficile situazione.

Il valore del bitcoin varia di giorno in giorno a seconda delle crisi o delle aspettative in merito. Questa moneta virtuale, tuttavia, è oggi un investimento abbastanza sicuro  da poter fare,  a patto di farlo usando un broker che sia adeguatamente professionale.

Sono diversi oggi i broker che, oltre ad offrire la possibilità di fare trading sulle valute, sulle commodities, sulle azioni e sugli indici azionari, propongono anche investimenti in moneta virtuali.

Se volete diversificare ancora di più il vostro portafoglio e siete alla ricerca di un modo per poterlo fare senza grandi difficoltà, allora il Bitcoin è la moneta che fa per voi, semplice da investire e, al tempo stesso, decisamente remunerativa.

La strategia delle medie mobili esponenziali

Le migliori strategie di trading basate sulle medie mobili sono tra le più semplici e familiari. Di seguito vediamo una strategia che utilizza 3 medie mobili esponenziali (EMA) ed è stata progettata per operare con qualsiasi strumento di trading.

La configurazione di sistema prevede delle fasce orarie di 1 ora e di 15 minuti. Anche se inizialmente progettato per operare nel mercato Forex, può essere utilizzato praticamente in qualsiasi mercato grazie alla sua semplicità. Nel caso di operatori che operano nel Forex, il sistema può essere applicato a qualsiasi periodo di tempo, ma bisogna considerare il fatto che alcune coppie, come EUR / JPY e GBP / JPY, sono più volatili e l’EMA può prendere più tempo per reagire ai cambiamenti di prezzo rispetto a quanto farebbe con altre coppie di valute.

Le tre medie mobili esponenziali con le seguenti impostazioni:
EMA 10
EMA 25
EMA 50

Le regole di entrata del sistema sono diverse a seconda del fatto se si acquista o si vende. L’apertura della posizione si ha quando l’EMA a 10 periodi incrocia sopra la EMA di 25 periodi e poi attraversa l’EMA a 50 periodi in direzione verso l’alto. Si ha invece un segnale di vendita quando la EMA a 10 periodi incrocia sotto l’EMA a 25 periodi e poi attraversa l’EMA a 50 periodi.

Le regole di uscita devono essere ben definite. In realtà si possono applicare due criteri per chiudere una posizione con questo sistema:

Criterio 1: posizione chiusa quando l’EMA 10 attraversa l’EMA 25 periodi in direzione opposta al trend.
Criterio 2: chiudere la posizione nel momento in cui l’EMA 10 tocca l’EMA a 50 periodi

Come stop loss il sistema non definisce una regola in materia. Comunque il consiglio è di usare uno stop posto a 10 pips sotto l’EMA 25 (nel caso di una posizione long) o sopra l’EMA 25 periodi (nel caso di una posizione short). A seconda della propensione al rischio di ciascun operatore, è possibile implementare uno stop loss più stretto o più largo.

La strategia è abbastanza semplice da implementare e in grado di generare buoni risultati, soprattutto quando i mercati sono trend. Può anche essere redditizia quando si rompono i prezzi e si entra in un mercato rialzista o ribassista. Grazie alla sua semplicità, può essere applicata in qualsiasi mercato.

Come ogni strategia basata sulle medie mobili, produce molti falsi segnali nei mercati con andamento laterale. Per questo motivo si consiglia il suo utilizzo in combinazione con indicatori che confermano la forza e la direzione del trend, come l’ADX (Average Directional Index).

Il forex, un ottimo modo di investire denaro da casa

La leva è solo uno dei vantaggi di forex rispetto ad altri mercati finanziari. In confronto, la maggior parte dei mercati offrono una leva di 2:1, una cosa che nel forex sarebbe impensabile. Qui, infatti, le leve sono molto più alte ed arrivano anche a 200:1.

Il trading forex è molto simile al trading in azioni, con la differenza che invece che investire nel futuro di una società, si sta speculando sul futuro della salute economica dei vari paesi. I dati finanziari di un intero paese sono molto più difficili da manipolare rispetto a quelli di una società e i paesi tendono a fallire molto meno frequentemente.

Il Forex è un mercato che scambia tutto il giorno perché c’è sempre un mercato aperto da qualche parte nel mondo. Inoltre, questo mercato tende a prestarsi particolarmente bene all’analisi tecnica, un modo elegante per dire lettura del grafico, e permette di scambiare in entrambe le direzioni, assumendo posizioni lunghe o corte con relativa facilità.

Se possiamo offrire un consiglio a tutti coloro che vogliono fare trading nelle valute, il forex deve essere trattato come una qualunque impresa commerciale, come un business. Troppe persone lo vedono come un modo per “arricchirsi rapidamente” e si pongono delle aspettative irrealistiche che portano ad assumere posizioni di grandi dimensioni, che sono spesso devastanti quando il mercato fa qualcosa di diverso da quello che si era pensato.

Bisognerebbe porsi sempre delle aspettative realistiche e capire se si possono mantenere. Se un trader esperto nel mercato del forex può avere un incremento degli investimenti del 10% circa (questa è una percentuale realistica), perché ci si aspetta di poter raddoppiare i propri soldi nei primi mesi di trading?

Come ogni nuova attività che si svolge, è necessario investire tempo e denaro nell’educazione, dandosi tempo prim di avere successo e cercando di avere pazienza, di operare un passo alla volta per il successo finale. Bisogna sempre tenere presente che il forex, così come tutti i mercati finanziari globali, hanno molta concorrenza e che essa è feroce.

Sia che stiate progettando un cambiamento di carriera o che siate semplicemente alla ricerca di un reddito supplementare da poter avere, il forex può essere di aiuto. La cosa migliore da fare, da questo punto di vista, è quella della diversificazione del trading, in maniera da investire su alcune coppie di valute (non oltre due o tre, però) così da minimizzare i rischi e avere le massime occasioni di successo.

Come diversificare gli investimenti

Come faccio a creare un portafoglio adeguato?

La scelta di un prodotto finanziario deve avvenire non solo in base alle proprie preferenze. In primo luogo, un investitore prenderà la sua decisione in base alla sua tolleranza al rischio e al rendimento. Dal punto di vista fiscale, il reddito totale è un approccio utile per scegliere il giusto investimento.

Nel decidere quale prodotto finanziario sia meglio per un investitore, il commerciante dovrà ripetutamente rispondere alle domande fondamentali di sicurezza, rendimento e liquidità. Ma la responsabilità morale è sempre più importante da sondare.

Questi quattro responsabili sono stati studiati dagli economisti moderni e sono stati messi in pratica per impostare un modello interessante che possa permettere a tutti di operare. La conoscenza che è stata acquisita dal modello indica anche i quattro obiettivi di un investimento finanziario: la sicurezza, il rendimento, la liquidità e la responsabilità. Sono quattro obiettivi in netta concorrenza tra di loro.

Ad esempio, gli investitori che danno grande importanza alla sicurezza di un prodotto devono aspettarsi dei rendimenti più bassi.

Per assicurarsi degli investimenti che siano in grado di non ridurre i rendimenti attesi, il fondatore della moderna teoria del portafoglio, Harry Markowitz, raccomanda la strategia di diversificazione. Con un’attenta selezione dei prodotti finanziari i rischi di ciascun investimento si mettono da parte e non si accumulano. Utilizzando i giusti fattori di rischio-rendimento, un portafoglio equilibratoè importante.

Per ottimizzare le proprie decisioni di investimento è ragionevole che l’investitore consideri non solo i singoli prodotti, ma riconosca il sistema nel suo complesso.

Uno dei deficit chiari ed irreversibili di un portafoglio diversificato è un rendimento relativamente più basso. Finché il professionista varia il investimento, riceverà più o meno dei risultati non massimali.

Il portafoglio specializzato è una valida alternativa?

Per avere un rendimento elevato molti investitori limitano gli scambi commerciali solo dei prodotti con massimi rendimenti. L’accento è posto su 5-8 prodotti. Questa strategia aumenta il rendimento, ma ovviamente fa incrementare anche il rischio. Bisogna però saper scegliere, perché investire in valuta estera permette di operare in maniera ottimale, con buoni rendimenti e, se si sa come operare, anche minimizzando i rischi.

Uno dei limiti di un portafoglio specializzato è l’incertezza sul contributo finanziario e il rischio di perdita di denaro.

La diversificazione mirata si presenta dunque come una buona soluzione, che si trova a metà strada tra un portafoglio largo e uno stretto, forse la scelta migliore da fare in assoluto.

Consigli per fare scalping

Lo scalping è una strategia che porta ad un ingresso e ad un’uscita molto frequenti dal mercato al fine di realizzare dei piccoli ma numerosi guadagni dal movimento intra-day delle valute. I commercianti che utilizzano questa tecnica di trading sono chiamati scalper: essi hanno numerosi traffici durante la sessione di negoziazione giornaliera, con ogni posizione che viene detenuta per un brevissimo lasso di tempo che va da alcuni secondi a pochi minuti.

Con le basse barriere all’ingresso nel mondo del trading, il numero di persone che cercano di fare trading è aumentato. Lo scalping non è la migliore strategia di trading per i principianti, in quanto coinvolge un processo decisionale molto veloce, il monitoraggio continuo delle posizioni e porta ad un elevato stress. Tuttavia, se si è interessati a provare la propria abilità di trader, ecco quello che bisogna sapere.

La prima cosa che uno scalper novizio deve ricordare è che l’obiettivo di questa strategia di trading è quella di far intascare al trader dei piccoli profitti su una posizione tenuta per poco tempo. L’obiettivo di profitto è di solito molto piccolo. Si può dire, ipoteticamente, che un trader acquista una coppia di valute a 1,5000 e la rivende a 1,5010, guadagnando nel giro pochi secondi solo pochi pips (10 in questo caso).

Uno scalper ha bisogno di padroneggiare l’arte dell’esecuzione di un ordine efficiente. Questo perché un ordine in ritardo può spazzare via quel poco di profitto che si può guadagnare da una singola posizione e tradursi in perdita. Dal momento che il margine di profitto per il commercio è limitato, l’esecuzione degli ordini deve essere accurata. Ciò richiede un broker veloce che non faccia slippage.

Uno scalper deve assicurarsi di tenere i costi a mente mentre fa operazioni. Lo scalping coinvolge numerose posizioni, addirittura diverse centinaia durante una sessione di negoziazione. L’acquisto e la vendita molto frequenti costano in termini di spread, che può ridurre il profitto. Ciò rende la decisione di scegliere il giusto broker online cruciale. Il broker non dovrebbe solo fornire i requisiti fondamentali, come l’accesso diretto ai mercati, ma anche degli spread competitivi. Ricorda infine che non tutti i broker permettono lo scalping.

Uno scalper dovrebbe avere una solida base di analisi tecnica per combattere la crescente concorrenza nel trading. Questo è particolarmente vero nei mercati di oggi, dominati dal trading ad alta frequenza.

Come regola generale, diciamo che alla fine della sessione occorre chiudere tutte le posizioni e non portarle al giorno successivo. Lo scalping è basato sulle piccole opportunità che esistono sul mercato e uno scalper non dovrebbe discostarsi dal principio di base di tenere una posizione aperta solo per un breve periodo di tempo.

In che maniera il rischio politico influisce sui mercati

L’incertezza circa la politica globale e nazionale è maggiore oggi di quanto lo è stato per alcuni anni. E’ quindi inevitabile che il rischio politico avrà un ruolo sempre più importante nelle decisioni di investimento del mercato dei capitali.

Il rischio politico non è un fenomeno nuovo nei mercati. Già nel 1294, i Ricciardi di Lucca, banchieri di re Edoardo I, si trovarono a corto di liquidità dopo una guerra anglo-francese imprevista, cosa che lasciò in bancarotta la città. Il rischio politico imprevisto fu la loro rovina.

L’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando il 28 giugno 1914 ha causato appena un’increspatura nei mercati di Londra e ci sono voluti l’ultimatum austriaco alla Serbia del 23 luglio per poterli svegliare. I mercati azionari sono scesi e molti sono stati chiusi, la liquidità è scesa e c’è stata una corsa verso la salvezza. La guerra è arrivata come un fulmine a ciel sereno, nessuno era preparato.

Non è sempre facile distinguere le componenti principali di quello che viene genericamente chiamato rischio di business economico e politico. Un marxista sostiene che la dinamica del cambiamento è di natura economica, guidata dalla lotta tra la borghesia e il proletariato. Così, in quella lettura, ogni rischio è essenzialmente economico.

Consideriamo però il crollo del mercato petrolifero. Gli economisti dicono che è in calo per una discesa della domanda, per un aumento dell’offerta e per una reazione del mercato a delle condizioni monetarie più restrittive negli Stati Uniti. I commentatori politici indicano un tentativo da parte del governo sunnita dell’Arabia Saudita di assestare un colpo al governo sciita dell’Iran, oltre che un tentativo da parte dei produttori dominanti del Medio Oriente di stroncare la nascita di alcuni nuovi produttori di petrolio e gas attraverso una guerra dei prezzi. E’ la politica o l’economia che spinge il prezzo del petrolio?

Ci sono due principali fattori di rischio politico nel mondo di oggi. Le tensioni politiche crescenti tra i protagonisti mondiali più potenti – Russia, Giappone, Cina, India, Arabia Saudita, Stati Uniti e i paesi europei più grandi – e il dibattito all’interno della zona euro.

Quindi, se il rischio politico aumenta e chiederà un maggior peso nelle decisioni di investimento del mercato, quali sono le conseguenze? Spread, margini e il costo del capitale in salita, decisioni di investimento inevitabilmente falsate a breve termine, dove si ha la percezione che i rischi sono più gestibili. Una visione a più lungo termine è ciò di cui abbiamo bisogno ma, in ogni caso, dovremmo essere preparati ad un aumento del rischio politico.

Caccia allo Stop Loss, che cosa è e come funziona?

Come saprai, un broker forex fa soldi quando si prende una posizione. Essi fanno pagare alcuni pips quando si acquista una coppia di valute. Il numero di pips che i broker incassano quando si acquista una coppia di valuta si chiama spread. Diversi broker hanno spread diversi per diverse coppie di valute. Lo spread è quasi l’unico modo in cui i broker forex fanno soldi.

Un broker affidabile è felice incassa il denaro che fa legittimamente con il forex e non vuole altro denaro. Ovviamente, per un broker il profitto di un trader è una sorta di perdita, e viceversa. La caccia allo stop loss è uno dei modi in cui i broker cercano di non far incassare soldi al trader. Quando un cliente prende una posizione corta e imposta uno stop loss e il mercato va contro la posizione e si avvicina allo stop loss, un robot programmato aumenta lo spread per aiutare il mercato a colpire lo stop loss prima.

Ad esempio, si prende una posizione short con EUR / USD a 1,3180 e si imposta uno stop loss a 1,3280. Se il mercato va contro la posizione aperta dal trader e inizia a salire, ipotizziamo che arriva fino a 1,3275, un valore che si trova a soli 5 pips di distanza dallo stop loss. Dato che lo stop loss provoca una perdita al trader (che, tuttavia, è importante perché evita di avere ulteriori perdite), la quantità di spread deve essere aggiunta al prezzo di mercato. Nei momenti in cui il mercato si trova a soli 5 pips di distanza dal valore dello stop loss, questo non significa che esso debba salire ancora di 5 pips. Se il broker addebita 2 pips per la coppia di valute EUR / USD, questi 2 pips devono essere aggiunti al prezzo di mercato, che è di 1,3275. Il prezzo di acquisto sarà di 1,3277, il che significa che è a soli 3 pips di distanza dallo stop loss. Se il mercato cambia direzione e va giù in questa fase, lo stop loss non sarà attivato. Non appena il mercato arriva ad un valore così vicino rispetto allo stop loss, il broker aumenta lo spread, magari portandolo a 3 invece che 2. Questo avvicina ancora di più il prezzo corrente allo stop loss, cosa che aumenta i rischi per il trader.

Anche per questo motivo bisogna avere la certezza di scegliere un broker che sia professionale e che non faccia certi “giochetti” per guadagnare denaro in maniera non onesta nei confronti del trader.

Vantaggi di un’alta leva

Nel Forex tutte le operazioni possono essere effettuate tramite dei lotti standard, mini lotti o micro lotti. Ogni account ha un valore diverso in termini di pip (1 pip = 10 dollari per un lotto standard, 1 dollaro per il mini lotto e 0,10 dollari per un micro lotto. Per poter fare trading è fondamentale capire e fare proprio anche il concetto di leva finanziaria, ovvero una sorta di moltiplicatore degli effetti del nostro trading.

La maggior parte delle volte che si parla di leva finanziaria e di forex si mettono in guardia gli investitori contro le possibilità offerte da una leva maggiore rispetto a 100: 1. Cosa c’è dietro a questi avvertimenti? Spesso c’è la visione implicita che il tipico trader novizio usa tutta la leva a sua disposizione senza curarsi del rischio di perdere denaro (a volte capita, è vero).

Prima del 2010, negli Stati Uniti i broker potevano offrire delle leve pari a 100: 1 o a 200: 1. Non di più. Il governo degli Stati Uniti è sempre stato iperprotettivo e nel 2010 ha agito per proteggere ancora di più l’investitore forex da sé stesso, costringendo tutti i broker americani a rispettare una leva massima di 50 : 1, una regola entrata in vigore nel mese di ottobre 2010. Ora, gli Stati Uniti limitano la leva a 50: 1, il Giappone la limita a 25: 1, mentre la maggior parte degli altri paesi hanno possono contare su una maggiore leva.

La verità della questione è che un’alta leva finanziaria in sé per sé non è pericolosa. La leva non cambia il valore del lotto e non è necessariamente più rischioso avere più forza di contrattazione. Una leva superiore conferisce la possibilità di scambiare dei lotti più grandi (o più lotti) con meno capitale. Se tu avessi solo 500 euro, per esempio, puoi aprire un conto micro con una leva di 400: 1 e potresti controllare fino a 20 micro lotti con solo 2,5 dollari per ogni margine.

Siamo d’accordo che avere più effetto di leva può essere pericoloso per i commercianti avidi, ma ogni trader avido dovrebbe allontanarsi dal mercato, indipendentemente dalla leva. Se un commerciante ha 1000 euro sul conto e usa una leva di 400: 1 per aprire solo 3 lotti standard (con un margine utilizzato di 750 euro) sta rischiando tantissimo e una piccola mossa di solo 30 pips contro la posizione costerebbe la bellezza di 900 euro e porterebbe il broker a fare una chiamata di margine.

Detto questo, concludiamo dicendo che usare una leva elevata non è necessariamente negativo, il segreto è farlo con la testa.

I 3 grandi concetti della psicologia: fiducia, disciplina e coerenza

Fare trading in maniera coerente si riduce a tre cose semplici: la disciplina, la fiducia e la coerenza. La psicologia del trading ha la precedenza su tutto il resto. L’aderenza al sistema per un certo periodo di tempo è quasi impossibile senza avere fiducia nel sistema che si sta usando. Un trader può essere in grado di concentrarsi intensamente sulla disciplina e può anche essere in grado di attenersi ad essa per un certo periodo di tempo, ma spesso la prima manciata di posizioni perse ucciderà la fiducia e, con essa, la disciplina.

Quando si arriva a registrare una serie di perdite, soprattutto per un commerciante che non ha ancora stabilito una solida fiducia nel suo sistema, la tentazione di deviare dal sistema e di tirare ad indovinare è molto forte. L’impulso naturale di evitare il dolore della perdita è grande, e cresce solo con ogni conseguente perdita. Avere fede nel sistema di trading ogni volta che si verifica una perdita è difficile, ma è fondamentale.

La giusta psicologia commerciale viene dalle aspettative e dalla realtà. La frustrazione arriva quando le aspettative non sono soddisfatte dalla realtà. Quando una persona non sa cosa aspettarsi, entra anche l’ansia. Quando una persona sa cosa aspettarsi e cosa fare, invece, la fiducia c’è. Il caso peggiore è quando il principale punto di riferimento è avere delle perdite recenti e dolorose, cosa che rende meno sicuri di quello che si sta facendo sul mercato.

Il modo migliore per avere una certa fiducia in quello che si fa è sapere cosa aspettarsi dal proprio sistema di negoziazione. Qual è il modo migliore per far sì che questo accada? Le metriche di sistema sono la risposta, perché esse permettono di dare uno uno sguardo realistico e misurato alle capacità e ai limiti di un sistema, in particolare il numero di compravendite che si potrebbero realizzare nel corso di un proficuo periodo di tempo. Il vantaggio principale per quanto riguarda la psicologia commerciale del trader è nel modo in cui i numeri derivanti dall’analisi mettono le cose in una prospettiva che permette di operare senza ansia e senza il dubbio.

Una volta raggiunto questo obiettivo, allora il commerciante deve seguire i suoi parametri in maniera coerente, con l’obiettivo di un miglioramento continuo. Succede abbastanza comunemente che i commercianti sono in grado di sperimentare delle innovazioni importanti, una volta che hanno messo in atto l’abitudine di analizzare il sistema e hanno iniziato a monitorare le metriche. La fiducia, la disciplina e la coerenza sono il risultato naturale di questa attività.

Le valute esotiche: una buona opportunità di investire

Solitamente i traders fanno tendono a concentrarsi sulle principali valute, come il dollaro statunitense, l’euro e lo yen. Ma ci sono delle ottime opportunità di commerciare anche sulle valute più marginali, come il dollaro canadese, il franco svizzero e le meno conosciute valute asiatiche.

Possiamo dividere le valute secondarie in due gruppi: le valute dei mercati emergenti dell’America Latina, dell’Europa periferica, del Medio Oriente, dell’Africa e dell’Asia, escluso il Giappone, e le valute minori da parte dei mercati sviluppati, come la corona danese, la corona svedese, il dollari Kiwi e quello di Singapore. Le valute dei mercati emergenti sono meno liquide e più volatili, ma questo non significa che non si possono avere dei rendimenti interessanti, anche se ovviamente c’è un rischio più alto. Tra i due gruppi, la preferenza è quella di scegliere il secondo.

Al momento, la corona svedese, la corona danese e la corona norvegese sono tre delle primi cinque valute più sopravvalutate, secondo il Big Mac Index dell’Economist, che misura la differenza di prezzo di un Big Mac – il panino – tra i paesi. Secondo l’indice, la moneta svedese è del 73 per cento sopravvalutata. Nonostante questo, ci si aspetta che la corona svedese possa continuare a rimanere ben sostenuta soprattutto nei confronti dell’euro, dato che si trova solo ad un valore del 6 per cento più alto rispetto alla nostra valuta.

C’è stata, di recente, un sacco di attenzione verso lo yen giapponese e verso il modo in cui la Banca del Giappone ha influenzato i movimenti della sua valuta in passato. Questo ha fornito e fornisce ancora oggi delle grandi opportunità per commerciare valute come il dollaro canadese, il dollaro della Nuova Zelanda e il rand sudafricano – contro lo Yen.

Le valute minori sono per lo più scambiate nei confronti del dollaro, soprattutto quando i commercianti hanno una visione su come le diverse economie evolvono contro il biglietto verde. Quando i dati US suggeriscono un indebolimento delle attività, allora il dollaro si indebolisce in generale nei confronti delle valute considerate relativamente forti.

A volte il dollaro canadese nei confronti dello yen giapponese viene utilizzato come proxy per il commercio di petrolio dato che il paese è un grande esportatore di questa merce. Il Giappone, al contrario, è un grande importatore della merce, e dunque la sua valuta si muove, rispetto all’oro nero, in maniera completamente opposta di quello che fa il CAD. Se si pensa che i prezzi del petrolio salgono, ne beneficia il Canada, se invece si pensa che tale valore possa scendere, ne beneficieranno gli importatori come il Giappone.

Il BRIC non esiste più, ecco come investire nei mercati emergenti

I giorni degli investimenti nei mercati emergenti sono finiti. Nel corso dei due esercizi chiusi ad aprile 2008, un paniere di questi mercati è salito di un impressionante 60%. Questo gruppo di mercati alla fine è rimbalzato, come era ovvio, e oggi è sempre più chiaro che i giorni dei rendimenti inebrianti sono andati. Tra il 2013 e il 2014 il fondo ha perso l’11% e i fondi dei paesi individuali hanno messo in evidenza delle grandi disparità di rendimento.

Alcuni mercati, in particolare Cina e India, hanno fatto molto bene nel corso dell’ultimo anno. L’iShares China Fund Large Cap è aumentato del 14%, il WisdomTree India Earnings ETF è salito di oltre il 38% in quel periodo. La disparità nei mercati emergenti ha raggiunto il punto che Jim O’Neill, ex economista di Goldman Sachs Group che ha coniato l’acronimo BRIC, ha recentemente dichiarato a Bloomberg che il Brasile e la Russia sono in pericolo di scendere nel radar degli investitori.

L’economia russa dovrebbe contrarsi del 1,8% quest’anno, mentre il Brasile potrebbe guadagnare l’1% di crescita. Questo si confronta con il 7% della crescita della Cina e con il 5,5% della crescita prevista in India.

Il fattore chiave dietro i rendimenti sempre più eterogenei sono le varie bilance commerciali nazionali. Il calo dei prezzi dell’energia e dei metalli hanno tagliato la crescita delle esportazioni per la Russia e il Brasile, riducendo i costi di importazione per le imprese cinesi e indiane. O’Neill ha tagliato la sua stima per la crescita economica del gruppo BRIC al 6% da una precedente previsione del 6,6%, dicendo che Brasile e Russia dovrebbero parzialmente recuperare.

Dal punto di vista della Cina, il paese ha accumulato quasi 4 miliardi di dollari di riserve in valuta estera e ha abbastanza forza monetaria da diventare una vera potenza geopolitica.

L’India ha avuto un prospettiva meno certa, ma gli investitori sembrano essere legati all’amministrazione del neo-eletto primo ministro Narendra Modi, che ha promesso una riforma radicale per ridurre la burocrazia, semplificare la tassazione e migliorare il clima aziendale generale.

Anche in mezzo alla debolezza dei prezzi del petrolio, le riserve russe di 170 miliardi di dollari coprirebbero più di tre anni di deficit di bilancio con un petrolio a 45 dollari al barile.

Il Brasile ha una scorta relativamente grande di valuta estera, pari a 374 miliardi dollari. Il controllo dei prezzi ha ridotto l’energia elettrica del 30% e il trasporto del 20% in Brasile, il che significa l’inflazione potrebbe essere il problema maggiore da dover affrontare.

Una guida per investire in valute, un approccio ragionevole al trading

Per molte persone, gli investimenti in valuta sono ancora ampiamente fraintesi e sono spesso associati ad un’eccessiva assunzione di rischi, elevate quantità di leva e truffe su internet. Gran parte di questo ha a che fare con la mancanza di regolamentazione nel mercato forex, che ha portato alla nascita di molte aziende senza scrupoli che hanno contaminato la reputazione complessiva del mercato valutario.

Questa rappresentazione del mercato, tuttavia, è troppo semplicistica e non molto precisa. Il mercato valutario ha molti vantaggi che lo rendono molto interessante come opportunità di investimento, bisogna solo essere in grado di distinguere come affrontare al meglio questo mercato da vari trilioni di dollari, piuttosto che tuffarcisi a capofitto.

Per la maggior parte degli investitori, la scelta è tra l’apprendimento o dare il proprio denaro a società di gestione. Negli ultimi anni, la tendenza è stata verso l’avere dei conti sempre più piccoli, il che ha abbassato la barriera di ingresso in modo significativo.

Se vuoi cercare di imparare a fare scambi in modo indipendente, il fattore più importante è assicurarsi di avere un ‘vantaggio’ di fondo, cosa al centro della strategia di trading. Senza un vantaggio concreto, l’approccio commerciale – anche se è coerente – potrebbe essere simile al gioco d’azzardo.

Molti commercianti semplicemente cercano di trarre profitto dal mercato lanciando vari indicatori tecnici alla cieca, senza alcuna base per quello che stanno facendo. Si tratta di un esercizio di futilità che serve solo a portare frustrazione e alla chiusura dei conti. Invece, affrontare il compito da imparare il più possibile sul mercato – come si muove, perché si muove e come reagisce alle news – è importantissimo.

L’altra opzione è quella di farsi gestire il proprio account in maniera professionale. Per l’investitore medio individuale, l’opzione più accessibile è quella di aprire un conto forex gestito con un Commodity Trading Advisor (CTA) e, come per ogni settore, ci sono molte opzioni diverse che si dovrebbero indagare attentamente al fine di assicurarsi di poter investire con una ditta rispettabile.

Per capire se lo sono bisogna verificare se hanno una metodologia di investimento coerente, che sia abbastanza adattabile a funzionare attraverso una varietà di condizioni di mercato.

Qualsiasi cosa si decida di fare, un investimento in valuta sensato aggiungerà maggiore diversificazione alla maggior parte dei portafogli. La maggior parte dei fondi di investimento forex sono orientati al rendimento assoluto, il che significa che investono sia quando il mercato è ‘long’ che quando è ‘short’.

I pro e i contro dello Scalping, dell’Intraday e dello Swing Trading, parte 2

Eccoci alla seconda parte dell’articolo in cui andiamo ad analizzare pro e contro di scalping, intraday e swing trading. Finiamo di parlare dell’intraday dicendo che tra i pro vediamo che la quantità di pips che si possono guadagnare da ogni posizione vanno da 15 a 45. Con un paio di buone posizioni si può facilmente raggiungere la somma di 100 pips in un giorno. Il commercio intraday richiede l’uso di determinate strategie di trading, come quelle sull’azione dei prezzi o sui pivot points. L’ntraday è anche un trading piuttosto a basso rischio. Per aprire una posizione si richiede solo una piccola quantità di capitale e uno stop loss inferiore a 10 pips o ancora più piccolo a seconda della strategia utilizzata nel commercio.

Tra i contro vediamo una maggior necessità di stare di fronte al compute e più margine di errore rispetto allo scalping (ma meno rispetto allo swing). Una buona strategia di trading è fondamentale, così come l’uso dello stop loss.

I commercianti intraday si espongono ad una maggiore volatilità del mercato rispetto a chi fa swing e rimangono esposti (con delle posizioni aperte) per più tempo di uno scalper.

L’ultima forma di negoziazione nel mercato Forex è lo swing trading, si tratta di un modo di operare che richiede molta pazienza. Le posizioni sono tenute più a lungo ma i guadagni sono massicciamente più grandi.

Tra i pro vediamo degli utili che arrivano anche a 250 pips in una volta sola, dei segnali sui grafici giornalieri generalmente più significativi e delle posizioni meno vulnerabili a cambiamenti improvvisi. Grazie al fatto che una posizione viene tenuta per un periodo di tempo più lungo, un trader non deve stare davanti al computer tutto il tempo, né controllare costantemente la posizione durante il giorno.

Tra i contro vediamo che il mercato può essere comunque molto imprevedibile. Uno comunicato stampa inaspettato e il mercato può girare improvvisamente e far andare via i profitti guadagnati fino a quel momento

Per gli swing trader bisogna considerare solo una nuova candela ogni giorno, il che significa che ci saranno meno compravendite effettuate in qualsiasi momento rispetto agli altri due stili di negoziazione. Questo significa che è necessario utilizzare una strategia di trading profittevole e seguire le regole in maniera pedissequa.

Ogni stile di negoziazione ha i suoi pro e contro, come abbiamo visto. Ogni stile di trading si presta a diversi livelli di rischio e ha una potenziale ricompensa. Scegliere quale stile si adatta meglio a sé dipende da una serie di cose tra cui il livello personale di abilità, l’impegno e la capacità di attenzione.

I pro e i contro dello Scalping, dell’Intraday e dello Swing Trading, parte 1

Imparare a commerciare nel mercato del Forex può essere una cosa difficile da fare. Proprio come qualsiasi altra carriera o qualsiasi altra cosa ci sia bisogno di imparare, ci vuole tempo. Ci sono molte parti della negoziazione che bisogna tenere in considerazione, compresa la lettura dei grafici, delle candele e le tempistiche di trading. Indipendentemente da tutto questo, la prima cosa che un nuovo trader deve decidere è la tipologia di trader che si è.

Ci sono tre tipi di possibilità di trading: scalping, intraday e swing trading. I fattori che contribuiscono a determinare lo stile di trading sono: quanto tempo si vuole mantenere una posizione aperta, le dimensioni della posizione e il tipo di strategia di gestione del denaro che viene utilizzata. Confrontando i pro e i contro di tutti e tre gli approcci si può capire meglio quale stile di trading si addice meglio a sé stessi.

Lo scalping è in genere lo stile di trading a più breve termine in assoluto, con il quale gli scalper cercano di ridurre l’esposizione al rischio abbassando il tempo di permanenza sul mercato. Lo scalping di solito permette di avere solo piccoli guadagni.

Tra i pro vediamo che le posizioni sono in genere tenute solo per brevi periodi di tempo, permettendo meno possibilità alle inversioni di far rischiare troppo. Questo significa anche che c’è meno bisogno di pazienza e che bisogna attendere di meno per chiudere una posizione. Lo scalper tipicamente prende dei profitti 1: 1. Dato che la posizione è tipicamente mantenuta per un breve periodo di tempo, c’è anche meno bisogno di conoscenza delle strategie di lungo termine.

Tra i contro vediamo il fatto che non tutti i broker permettono di fare scalping sulle proprie piattaforme. Dato che si tratta di posizioni con poco rischio, è una cosa che non sempre al broker conviene far fare. Dal momento che i rendimenti sono spesso di 5 pips o meno, potrebbe essere necessario aprire molte posizioni (anche diverse decine) in un giorno per raggiungere gli obiettivi finanziari.

Lo stile di negoziazione successivo che andiamo a vedere, il trading intraday, è il più comune tra i commercianti. Il trading intraday, conosciuto anche come negoziazione giornaliera, si riferisce al tenere una posizione aperta per meno di un giorno. È comune per un commerciante di questo genere chiudere tutte le posizioni a sera o comunque entro poche ore. Vedremo nel corso del prossimo articolo pro e contro di questo modo di fare trading.

Come scegliere la giusta leva?

Il forex trading offre una elevata leva finanziaria nel senso che, per un’esigenza di margine iniziale, un operatore può costruire e controllare una quantità enorme di denaro e un’alta leva finanziaria significa anche un alto rischio. La leva, in inglese nota come “leverage” è una “spada a doppio taglio”. Quando si è giusti su una posizione, essa moltiplica i guadagni. Quando si è dal lato sbagliato del trade, però, essa aggrava le perdite. Troppi commercianti ed investitori cadono alla tentazione che la leva comporta. L’avidità prende il sopravvento quando si perde il rispetto per il mercato, una cosa fondamentale per il successo.

La disperazione di riconquistare le perdite che sono state create da una leva in eccesso porta a perdere tutto e ad eliminare il proprio account. E’ fondamentale aderire sempre al proprio piano di trading, usare una strategia completa e fissare degli obiettivi realistici. La leva, in tutto questo, deve essere usata con estrema cautela.

La ragione? I trader basano il loro rischio su una percentuale del loro saldo del conto totale. In altre parole, la quantità totale che bisognerebbe rischiare per ogni singolo commercio, anche con leva, deve essere non superiore al 2%.

Un comune che fanno molti commercianti novizi è quello di utilizzare una leva finanziaria inadeguata senza alcun riguardo per le dimensioni del loro saldo del conto, cosa che potrebbe essere devastante.

Diciamo ad esempio che un commerciante che ha 2.000 euro nel suo conto live decide di utilizzare una leva di 100:1. Questo significa che potrebbe avere un totale di 200.000 dollari a sua disposizione, quindi può scambiare due lotti standard. Mentre li compra, ogni movimento in pip gli permetterà di guadagnare o gli farà perdere 20 euro. Se presumiamo che ha fissato uno stop protettivo a 10 pips di distanza dal suo punto di ingresso (stop loss relativamente stretto), un potenziale innesco dello stesso gli costerà 200 dollari, il 10% di tutto il conto di trading. Questo è ben oltre ciò che un metodo di gestione del denaro corretto consiglia di rischiare.

Tuttavia, se lo stesso trader usa invece una leva finanziaria moderata, pari a 10: 1 ad esempio, ogni movimento in pip vale dieci volte di meno, nel nostro caso 2 euro, dunque si finirebbe per perdere solo 20 euro, praticamente solo l’1% del proprio conto di trading. Questa è una situazione molto più accettabile.

Si dovrebbe tenere a mente che l’integrazione di una sana gestione del denaro consente di utilizzare in modo sicuro effetto leva.

Consigli per usare gli stop loss

Gli stop loss sono utilizzati per uno scopo, ovvero proteggere il capitale, di conseguenza sono utilizzati per limitare le perdite e per proteggere i profitti. Tali stop sono utilizzati sulla base di un importo in euro (o qualunque altra valuta nella quale si ha un conto di forex) o in una percentuale di capitale. Di conseguenza si sa esattamente quanto vale questo stop.

Esistono sostanzialmente due tipi di stop:

a) lo stop di gestione è probabilmente il più importante in quanto si riferisce alla quantità di denaro che il trader è disposto a perdere su ogni transazione eseguita. L’unica regola per la gestione degli stop, in questo caso, è quella di non andare ad interferire con la volatilità del mercato. Pertanto, se lo stop è stato raggiunto regolarmente, magari a causa di un cambiamento del trend del mercato, siamo di fronte ad uno stop loss corretto che ha salvato il conto di trading e diventa di conseguenza opportuno andare ad analizzare le nuove condizioni del mercato per cercare di capire se conviene investire in direzione opposta. Un metodo per determinare lo stop loss è vedere la dimensione della candela per il periodo di tempo secondo il quale si sta operando (5 minuti, 1 ora o grafico giornaliero ad esempio) andando ad analizzare più candele del periodo di tempo considerato e agendo di conseguenza cercando di impostare uno stop loss che sia più grande di tale media.

b) lo stop di protezione del trading, ovvero una strategia che utilizza uno stop loss che si muove con la tendenza ma che non cambia se essa cambia direzione. Il vantaggio di questo stop loss è che permetterà, ad un certo punto, di fermare dei guadagni e non più delle perdite, il sogno di ogni buon trader. Immaginiamo di impostare uno stop loss per un trend in salita, se effettivamente, il trend continua a salire e noi spostiamo lo stop loss di conseguenza, prima o poi (ci si augura) esso finirà in fase positiva permettendo un accumulo dei profitti.

Gli stop loss sono fondamentali per ogni trader e possono essere utilizzati in molti modi e tecniche diverse dato che alla fine è una cosa molto personale e dipende dal proprio piano commerciale. Possiamo concludere dicendo che nessun trader dovrebbe fare a meno di uno stop loss, anche perché essi vengono utilizzati per proteggere il proprio capitale di fronte a delle perdite eccessive che possono andarne a minare l’integrità.

Come fare trading con le tendenze

Sappiamo che è fondamentale riuscire a trovare un trend nel mercato del forex, perché da lì si può poi cercare di scambiare sulla rottura dei prezzi. Può essere però estremamente difficile per i nuovi operatori mettere a punto una strategia di tendenza di trading per la negoziazione del mercato Forex, tuttavia la buona notizia è che la maggior parte delle strategie di tendenza possono essere suddivise in tre componenti diverse. Oggi ci accingiamo a rivedere le basi di una strategia di mercato che inizia con l’identificazione di un trend, passa per l’entrata nel mercato e termine con l’individuare una via d’uscita.

Il primo passo verso la negoziazione di tendenza è quello di trovare il trend. Ci sono molti modi per identificare il trend in corso, ma uno dei più semplici è attraverso lo studio del prezzo, ovvero l’identificazione se esso sta creando dei massimi più elevati o dei minimi più bassi. Se il prezzo sale verso l’alto, questo significa che esso sta facendo dei massimi più elevati e la tendenza è in su. Al contrario, se il prezzo sta facendo dei minimi sempre inferiori, allora la tendenza è in basso.

Una volta che si ha una tendenza, gli operatori possono scegliere tra una varietà di tattiche per entrare nel mercato. Uno dei modi più semplici per poterlo fare è attraverso l’uso di un breakout. Dal momento che la definizione di un trend al rialzo è quella della creazione di massimi e minimi crescenti, gli operatori possono programmare di entrare nel mercato quando la tendenza si sta prendendo delle pause. Gli operatori che utilizzano questa metodologia di trading possono impostare un ingresso nel momento in cui, in un trend al rialzo ad esempio, c’è una pausa e si vede un leggero calo (ritracciamento).

Quando si fa trading nei mercati del forex, c’è sempre la possibilità di perdere denaro. È per questo che quando si fa trading con le tendenze è importante sapere quando esse giungono al termine. In un trend al rialzo i commercianti possono mettere degli stop loss al di sotto dei minimi dell’oscillazione precedentemente identificata. Nel caso in cui ci sono delle interruzioni di prezzo sotto questo valore la cosa può simboleggiare che, almeno temporaneamente, la tendenza al rialzo potrebbe terminare. Gli operatori possono dunque uscire da tutte le posizioni attraverso l’uso di un ordine Stop.

Sapere dove prendere profitto è una parte altrettanto importante di qualsiasi piano di trading. I commercianti dovrebbero cercare di evitare l’errore numero uno, ovvero quello di cercare di fare dei profitti andando contro il trend.

Scalping? Si, ma con estrema attenzione

Quando si inizia a fare forex, si pensa che lo scalping può essere un modo facile e veloce per fare soldi. Si apre una posizione ad alta leva finanziaria, si aspetta di guadagnare uno o due pips e si chiude la posizione in guadagno. Suona plausibile, giusto? Si, potrebbe, ma solo fino a quando non si perde denaro per un paio di volte di seguito e si scopre che le perdite sono molto più grandi delle vincite, tanto più grandi che si può facilmente finire con il perdere tutto il denaro investito. Quindi, prima di iniziare, bisogna chiedersi se si vuole veramente usare lo scalping come metodo di trading?

Per molti trader lo scalping non è il modo migliore per iniziare a fare forex soprattutto se si considera che la maggior parte degli operatori che utilizzano questo metodo non hanno una solida ragione per farlo e si trovano di fronte ad una situazione in cui fare forex potrebbe essere particolarmente difficile.

Nonostante questo possiamo raccomandarti, se proprio volessi provare, il cosiddetto trading di posizione. Praticamente, quando si apre una posizione conviene farla un po’ più a lungo termine e aprirne poi varie in maniera da are scalping nel mezzo. Che tipo di posizione e i livelli di rischio da correre sono un concetto che cambia da persona a persona. La cosa che sarebbe meglio fare è quella di aprire una posizione della durata di una settimana e operare scalping qua e là in direzione della posizione esistente.

Bisogna sempre ricordare che il forex è un investimento in cui è importante riuscire a controllare le proprie emozioni, altrimenti non si riuscirà a gestire il rischio in maniera calcolata. Ci sono varie cose che si possono fare dal momento in cui si decide di investire nel mercato delle valute e controllare le proprie emozioni è una di quelle che non possono mai mancare.

Se si desidera fare scalping non si può semplicemente scegliere una direzione arbitraria e aprire una posizione,bisogna studiare e capire bene, altrimenti i rischi di perdere denaro sono eccessivamente alti.

Se si vuole proprio fare scalping conviene seguire delle regole di base che ci dicono di fare trading in maniera da investire piccoli importi di volta in volta,di usare sempre uno stop loss per limitare la perdita massima e, sembra sciocco, di imparare a commerciare per bene.

Solo così facendo si potrà avere una possibilità maggiore di guadagnare denaro con questo metodo di trading.

L’individuazione di un Trend rialzista o ribassista

Analizzeremo l’ utilizzo di una griglia di ritracciamento in due casi specifici relativi a Trend al rialzo e al ribasso.

 Gli utilizzi degli strumenti di Fibonacci per individuare la presenza di un Trend al ribasso o al rialzo

La griglia di ritracciamento di Leonardo Fibonacci fornisce un valido supporto per analizzare al meglio il mercato finanziario, ed è utilizzato prevalentemente  per individuare una fase di ritracciamento al ribasso. In quanto intervenendo sul mercato in una situazione al ribasso sarà possibile ottenere un maggiore vantaggio in termini economici, sfruttando dei potenziali segnali di inversione per effettuare degli acquisti sullo stesso. Tuttavia i Trader disegneranno diverse griglie per definire gli andamenti del mercato, e individuare la presenza di un Trend al ribasso o al rialzo.

 Un riepilogo sulla definizione di Trend Ascendente e Discendente e delle strategia al rialzo e al ribasso

Ricordiamo che un Trend rappresenta  una prima osservazione nel tempo dell’ andamento di un prezzo, e soprattutto della presenta di un movimento in una stessa direzione. E dove parliamo di Trend Ascendenti se sono individuati dei massimi e dei minimi relativi di tipo crescente, individuati in un determinato tempo e di Trend Discendenti se sono individuati dei massimi e minimi relativi di tipo decrescente, individuati in un determinato tempo. Un bravo Trader è colui in grado di definire in maniera anticipata delle variazioni del Trend, ma soprattutto dell’ eventuale inversione del Trend, per realizzare una strategia al rialzo se individuato il Trend Ascendente, o al ribasso se individuando il Trend Discendente.

 Gli utilizzi delle griglie multiple per definire un trend ribassista o rialzista

Gli strumenti di Fibonacci ed in particolare la realizzazione di griglie multiple, agevolano tantissimo il Trader nell’ ottenere diversi segnali dal mercato, ed intervenire con la strategia più appropriata. A tal proposito possiamo distinguere due soluzioni: definizione del trend ribassista o definizione di un trend rialzista. Per quanto attiene la prima soluzione ossia per l’individuazione di un Trend ribassista, verranno tracciate più griglie di Fibonacci, con la parte iniziale relativa al più recente massimo relativo individuato nel Trend al ribasso, per poi passare ad una parte finale relativa al più recente minimo relativo, al fine di individuare quelle zone di confluenza tali da intervenire sul mercato. Mentre per quanto attiene la seconda soluzione ossia per l’ individuazione di un Trend rialzista, verranno tracciate sempre più griglie di Fibonacci, ma con logiche opposte al caso precedente, ossia la parte iniziale sarà relativa al più recente minimo individuato nel Trend al rialzo, per poi passare ad una parte finale relativa al più recente massimo relativo, per individuare nuovamente quelle zone di confluenza tali da intervenire sul mercato per ottenere dei vantaggi. In conclusione la griglia di Fibonacci offre molti vantaggi al Trader per le osservazioni grafiche e rappresenta uno degli strumenti più analizzati nel Trading, accanto alla teoria delle Candlestick o grafici a candela di Munehisa Homma. Questi ultimi offrono inoltre una ulteriore possibilità di osservare in maniera più immediata delle variazioni in termini di domanda ed offerta, ma anche altri vantaggi che saranno analizzati a breve nel prossimo articolo.