Dollaro in ripresa, l’euro perde terreno

Il dollaro ha raggiunto il valore massimo da un mese a questa parte contro lo yen dopo che i dati di oggi hanno sottolineato una ripresa del mercato statunitense relativamente ai posti di lavoro, mentre l’euro è sceso in seguito al crescere della lentezza nei progressi relativamente alla soluzione della crisi del debito.

I rendimenti dei titoli del tesoro USA hanno puntellato il dollaro, mentre il miglioramento dei dati ha sostenuto la tesi che la ripresa economica negli Stati Uniti sia un terreno più durevole.

I dati hanno mostrato durante la giornata di ieri che ci sono state nuove richieste di sussidi di disoccupazione ma che queste sono scese al minimo da un anno, in linea con altri indicatori che suggeriscono un rafforzamento del mercato del lavoro. Ora per gli economisti il focus è sui tassi di interesse e gli Stati Uniti sono rimasti indietro rispetto e soprattutto alla zona euro.

Il miglioramento del mercato del lavoro è di buon auspicio per il dollaro, mentre per l’euro c’è il rischio di delusione dato che potrebbe esserci il ritorno dei problemi del debito. L’indice del dollaro DXY, che segue le prestazioni della valuta nei confronti di un paniere delle principali valute, è in crescita dello 0,3 per cento, a quota 78,467.

I trader sottolineano come un grande valore della coppia di valute dollaro / yen potrebbe farci vedere dei livelli interessanti attorno a quota 84,00. Il dollaro ha beneficiato anche dei flussi come valuta rifugio sicura, dopo che il presidente egiziano Hosni Mubarak ha rifiutato di dimettersi, come era previsto, mantenendo vivo il rischio di un possibile scontro tra manifestanti e militari.

L’euro è rimasto sotto pressione nei confronti del dollaro dopo la caduta del giorno di ieri, appesantito dai nervosismi rinnovati per la crisi del debito della zona euro e dalle aspettative calanti circa il fatto che la Banca centrale europea potrà alzare i tassi di interesse a breve.

Euro, ora è stabile

L’euro sembra aver raddrizzato la sua situazione durante la giornata di trading di oggi dopo che il presidente della Banca centrale europea, Jean-Claude Trichet, ha raffreddato le aspettative di un aumento a breve termine dei tassi di interesse, mentre il dollaro ha consolidato il suo valore.

Alcuni economisti prevedono che l’economia americana possa aggiungere 145.000 posti di lavoro nel mese di gennaio, facendo così segnare un aumento per il quarto mese consecutivo, anche se il tasso di disoccupazione è destinato ad aumentare.

Alcuni invece si aspettano un esito più positivo, con una previsione di incremento dei posti di lavoro pari a 160.000 unità. L’euro è scambiato a quota 1,3635 contro il dollaro, dopo essere caduto dell’1,2 per cento durante la giornata di ieri, allontanandosi dal picco di 12 settimane, a quota 1,3862 che invece è stato fatto registrare nella giornata di mercoledì.

Un forte numero di posti di lavoro in aumento è sicuramente di buon auspicio per la crescita dell’economia statunitense e per un eventuale aumento dei tassi di interesse, il che riduce la prospettiva di un aumento delle disparità tra i premi di rischio tra euro e dollaro. Trichet, parlando dopo la decisione della BCE di mantenere i tassi ancora al minimo record dell’1 per cento, ha detto che le aspettative di un aumento dell’inflazione sono rimaste saldamente ancorate sulle pressioni inflazionistiche nel medio-lungo termine, dunque essa dovrebbe rimanere contenuta.

I commenti del capo della BCE hanno indotto gli investitori della zona euro ad attendere, dato che il mercato ora starà a guardare anche il vertice Ue che si terrà nella giornata di oggi, anche se alcuni commercianti si aspettano qualcosa di sorprendente che possa far emergere delle misure volte a rafforzare il sistema di salvataggio degli Stati membri. In ogni caso un piano pratica non dovrebbe essere messo in campo prima del prossimo marzo.

L’euro scende in attesa della BCE, il dollaro sale

L’euro è sceso contro il dollaro statunitense e contro lo durante la sessione asiatica di oggi per la paura degli investitori di un forte movimento del mercato che la riunione della Banca centrale europea potrebbe causare. La banca centrale terrà la riunione nel corso di questa giornata, seguita da una conferenza stampa. I trader hanno detto che gli eventi della BCE sono importanti e rappresentano un rischio a due vie per l’euro.

Tutti gli occhi sono dunque sul fatto se la BCE decida di espandere i propri programmi di acquisto di bond, attuati per alleviare il nervosismo del mercato obbligazionario sulla crisi della regione. La liquidità è un problema significativo per l’euro al momento, dato che la moneta viene utilizzata per la copertura relativamente illiquida delle posizioni obbligazionarie sovrane. I guadagni durante la notte indicano che alcuni trader si stanno spostando sul fatto che la BCE possa agire.

La banca è sottoposta a continue pressioni da parte dei Paesi della zona euro. Il Wall Street Journal ha recentemente citato dei funzionari anonimi dicendo che Italia, Spagna e Portogallo hanno privatamente spinto per un’azione forte e decisa dalla banca centrale.

I commercianti hanno detto che la prospettiva dell’euro dipende completamente dalla decisione della BCE. L’azione della banca centrale potrebbe contribuire a rafforzare l’euro, mentre nessuna azione rischia di portare ad un declino della valuta.

Il dollaro, nel frattempo, era a quota 84.10 yen. Gli investitori stanno prestando attenzione ai posti di lavoro degli Stati Uniti e alla previsione dei libri paga del settore non agricolo. Il biglietto verde aumenterà se il risultato risulta migliore rispetto alle previsioni, cosa che è del tutto possibile perché i dati degli Stati Uniti, fino ad ora, hanno sempre battuto il consensus di mercato.

Staremo a vedere dunque nel corso delle prossime ore come si evolverà la situazione della nostra valuta e del biglietto verde.

Spagna, come si affronta il rischio di default

Ripetendo il copione già visto negli ultimi giorni, il Ministero delle Finanze spagnolo ha fatto sapere che non ci sono verità dietro ai presunti pacchetti di salvataggio che sono in corso di programmazione per il paese iberico. L’ultima speculazione proveniva da un quotidiano spagnolo che aveva scritto che l’Unione europea, il FMI e il Tesoro degli Stati Uniti stiamo pensando di estendere il piano da 250 miliardi di euro anche alla Spagna, dando una mano al paese ad affrontare i suoi problemi di credito.

Nonostante tutte le smentite, la situazione spagnola è critica. C’è infatti chi diffida della capacità della Spagna di raggiungere, da sola, gli obiettivi di riduzione del disavanzo. L’Unione europea la settimana scorsa ha affermato che la Spagna dovrà introdurre delle misure “extra” nel suo bilancio per il 2011 al fine di rispettare il limite del disavanzo pari al 3% del PIL entro il 2013.

Tali misure dovranno essere concrete e dovranno permettere al paese di raggiungere determinati obiettivi.

Intanto il governo spagnolo ha raccolto 5,2 miliardi di euro durante un’asta di buoni del Tesoro la scorsa settimana. Si tratta di buoni che hanno una scadenza a 12 e a 18 mesi. Intanto c’è attesa per un’altra asta, vista come un fattore chiave del futuro della Spagna, che metterà sul piatto del titoli dello stato di durata pari a 10 e a 30 anni.

Questa tipologia di aste non sono tuttavia ideali per misurare l’appetito degli investitori, nonostante ciò c’è chi si attende che i risultati dell’asta di domani potranno mettere in una migliore luce la situazione della Spagna e l’attrazione che gli investitori hanno verso il paese iberico.

Intanto il governo sta tagliando i costi, intervenendo sul settore dle lavoro. Tra i cambiamenti, si prevede che i lavoratori che verranno licenziati riceveranno 20 giorni di retribuzione per ogni anno lavorato presso una società, mentre i sindacati ne volevano almeno 29.

Nel Forex stiamo attenti a come l’euro reagirà a tutte queste notizie, che possono essere molto importanti.

La BCE non stamperà denaro

La Banca centrale europea non ha iniziato a “stampare denaro” in risposta alla crisi del debito del continente, secondo quanto ha detto il direttore generale della BCE, Jean-Claude Trichet. Il presidente della BCE ha fatto sapere che la banca non ha cambiato la sua politica monetaria, affermando che la banca non ha abbandonato il suo obiettivo in termini di inflazione, né smette di controllare l’andamento dell’euro.

Trichet ha fatto sapere che essere più fiducioso che mai per il futuro dell’euro. Ha tuttavia lanciato un avvertimento, in merito al rafforzamento della sorveglianza delle politiche di bilancio adottate dai vari paesi della zona euro. L’obiettivo è infatti la stabilità dei prezzi nel medio e nel lungo termine.

La zona della moneta unica europea è stata immersa in una crisi fiscale a spirale, partendo dal deficit della Grecia e da quello di altri paesi. Questa settimana l’Europa è stata costretta a istituire un aiuto di mille miliardi di dollari in fondi al fine di rassicurare i mercati.

La BCE è intervenuta nel settore dei mercati mobiliari per comprare il debito detenuto da alcuni governi europei e dai creditori del settore privato, cercando di fornire dello spazio per respirare e avere modo di riprendersi. La mossa è stata accolta con cautela dai governi, anche se alcuni critici hanno detto che è importante l’indipendenza della BCE in merito alla sua politica monetaria, che deve essere libera dalle interferenze politiche degli Stati membri.

Se la BCE compra debito, allora mette più denaro in circolazione e riesce a guidare l’inflazione della zona euro. Trichet ha insistito sul fatto che la banca centrale deve rimanere indipendente, al fine di poter operare al meglio. Il presidente della BCE ha detto che è importante riuscire a prendere delle decisioni rapide che non mettano in discussione la stabilità a medio termine dei prezzi.

Trichet e la Grecia

Il presidente della Banca centrale europea Jean-Claude Trichet ha detto che per la Grecia probabilmente non sarà necessario ricorrere a una joint tra il Fondo Monetario Internazionale e l’Unione Europea al fine di evitare una sorta di fallimento.

Trichet fa sapere che la situazione non è così grave da spingere il paese ellenico a questa scelta. Quando al presidente BCE gli è stata posta la domanda se il default della Grecia sia stata una possibilità, Trichet ha risposto che il problema non è in discussione, date le decisioni prese dal governo greco per ridurre il suo deficit pubblico e le dichiarazioni della zona euro. Dunque, l’UE non ha mai pensato di fare a meno del paese greco. Anzi, a tal proposito il numero uno della Banca Centrale Europea ha detto che non è possibile entrare o uscire dalla zona euro allo stesso modo in cui si sale o si scende da un autobus. Trichet ha detto che lo spirito del Patto di stabilità consentirà all’UE di fare un salto in avanti in termini di governance.

Trichet ha inoltre detto che non si è mai opposto al ricorso della Grecia verso l’FMI e dunque al ruolo di quest’ultimo come salvatore del paese, ma solo che non voleva che il Fondo monetario internazionale potesse agire da solo.

Inoltre Trichet ha avuto parole anche per il nostro paese. L’Italia infatti è riuscita a contenere il suo deficit pubblico e non sarà la prossima vittima della crisi finanziaria. Dunque ci sono delle rassicurazioni da questo punto di vista.

In futuro però la zona euro dovrà avere una più forte politica economica comune, anche e soprattutto al fine di evitare altri problemi come questo. Effettivamente tutti questi dubbi e problemi, ed una risposta ai problemi finanziari del paese greco non propriamente veloci e fermi, hanno portato ad un indebolimento della nostra valuta sui mercati finanziari.

L’euro perde contro dollaro e yen

L’euro ha perso terreno nella giornata di oggi contro il dollaro, all’interno della sessione asiatica, a causa dell speculazione che i differenziali tra il tasso d’interesse degli Stati Uniti e quello dell’Europa manterranno un divario. I trader si aspettano che tale coppia di valute possa perdere terreno ancora durante i prossimi giorni.

Nel frattempo, la Banca centrale europea sarà probabilmente costretta a lasciare il tasso di interesse invariato. I problemi finanziari della Grecia hanno infatti reso difficile per la banca centrale una stretta della politica, almeno in questa fase. Queste opinioni hanno spinto i trader al mercato a vendere euro in favore del dollaro, spingendolo la valuta unica al livello più basso contro il biglietto verde, poco al di sopra di quota 1,3300 dollari.

In particolare, gli investitori sono focalizzati sulla conferenza stampa del presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, a seguito della decisione circa il tasso di interesse, soprattutto per valutare eventuali suggerimenti circa le sue idee per l’economia e per risolvere i problemi di debito della Grecia, che tra l’altro sta cercando di rinegoziare il pacchetto di aiuti previsto dall’UE, al fine di evitare delle condizioni dure per il prestito di denaro.

La questione Grecia è il fattore più influente per il mercato valutario al momento, secondo gli esperti. Trichet dunque non può evitare di parlarne durante la sua conferenza stampa.

L’euro ha perso terreno anche nei confronti delle altre valute, come ad esempio verso lo yen. Nel rapporto di cambio tra dollaro e yen, invece, vediamo una salita del biglietto verde contro la valuta orientale.

Vedremo dunque durante la giornata di oggi come reagiranno i mercati, soprattutto dopo le dichiarazioni di Trichet. Nel Forex, dunque, stiamo attenti a questo evento e teniamolo considerato qualora volessimo aprire delle posizioni.

Calendario economico della settimana

Vediamo quali sono i dati macro economici più importanti che sono stati resi noti durante questa settimana. Lunedì il Giappone ha pubblicato il dato delle sue vendite al dettaglio, in aumento del 4,20% rispetto alla rilevazione precedente. Importante, in zona Euro, il dato pubblicato dalla Germania relativamente al suo indice dei prezzi al consumo, in aumento dello 0,50% contro una previsione dello 0,30%.

La giornata di martedì ha visto la pubblicazione del tasso di disoccupazione in Giappone, confermato al 4,90% , e di quello della produzione industriale, sempre del Giappone, che è stata in calo dello 0,90% rispetto al mese precedente. Molto importante il dato del PIL della Gran Bretagna, in aumento dello 0,40%, di più rispetto allo 0,30% atteso dagli economisti e dagli esperti del settore.

La giornata di mercoledì si è segnalata per alcuni dati macro economici molto importanti che sono stati pubblicati in Germania. Si parla del tasso di variazione della disoccupazione del paese tedesco, in calo di 31.000 persone, che porta il tasso Sempre in zona Euro è stato reso noto l’indice dei prezzi al consumo, in aumento dell’1,50% e il tasso di disoccupazione dell’intera zona euro, fermo al 10%, come da previsioni.

La giornata di giovedì ha visto la pubblicazione, come di consueto, dell’indice delle richieste dei sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti, il cui risultato è stato migliore rispetto alle attese, e dell’indice ISM del settore manifatturiero.

La giornata di ieri si è invece caratterizzata per l’importante dato della variazione dell’occupazione non agricola a marzo 2010. Il dato pubblicato è stato di un aumento di 162.000 occupati, molto buono ma comunque inferiore alle attese, che erano per un aumento di 190.000 .

Trichet, tassi di interesse adeguati

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Durante il discorso che ha tenuto oggi il presidente della Banca Centrale Europea verranno messe progressivamente fine alle misure non standard di liquidità che non sono più ritenute come necessarie considerata la situazione attuale del mercato, per questo motivo verranno ritirati i fondi eccedenti dal sistema. Per questo motivo bisogna attendere se e quando la stabilità dei prezzi non sarà più minacciata.

Trichet ha tenuto il suo discorso presso il Palazzo di Giustizia di Francia, osservando che il Consiglio direttivo della BCE giovedi scorso aveva segnato l’inizio dell’uscita dalle politiche di liquidità. Nonostante questo la banca centrale europea continuerebbe a “fornire un sostegno di liquidità a tutto il sistema bancario della zona euro per un periodo ancora prolungato e in condizioni molto favorevoli.

Il Consiglio direttivo della BCE ha anche deciso di porre fine alla 6 offerte al mese dopo quella prevista per il prossimo 31 marzo.

Trichet ha detto che “per il futuro il Consiglio direttivo della BCE terminerà, al momento giusto e in modo graduale, tutte le misure eccezionali di liquidità che non sono più necessarie quanto lo erano in passato.” Trichet ha anche aggiunto che “al fine di contrastare efficacemente qualunque minaccia per la stabilità dei prezzi nel medio e nel lungo termine, la liquidità che è stata immessa sui mercati in passato sarà revocata nel momento in cui verrà ritenuti necessario”.

In questa maniera l’obiettivo della Banca Centrale Europea è quello di assicurare, prima di tutto, un solido ancoraggio alle aspettative di inflazione nel medio termine, indispensabile per poter promuovere tutta la crescita e tutta l’occupazione, su base duratura, il che contribuirà sicuramente a promuovere la stabilità finanziaria.

A livello di Forex le dichiarazioni della BCE sono sempre tenute in grande considerazione dai trader, per questo motivo relativamente all’operatività odierna, stiamo attenti a come l’euro si muoverà dopo tali dichiarazioni.

BCE, problema disoccupazione europea

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Secondo la banca centrale europea ci sarebbe un grave problema legato alla disoccupazione in tutti i paesi della zona euro. Il lavoro, fanno sapere dalla BCE, “assume un grande importanza, dunque la BCE vuole prendere un preciso impegno nel favorire la crescita sostenibile e l’occupazione, dato che la crisi potrebbe avere toccato in maniera sostanziale le capacità del mercato di creare dei nuovi posti di lavoro.” . Tra le cause che possono correggere questo problema disoccupazione, sicuramente ci sono i salari, la creazione di mercati flessibili e l’uso di incentivi che possano essere efficaci. L’obiettivo è quello di evitare che il problema disoccupazione diventi strutturale.

Relativamente al tasso di disoccupazione, la Bce fa sapere di aver rivisto al ribasso le attese sul tasso di disoccupazione. Ora le nuove stime sono del 9,5% per il 2009 e del 10,6% per il 2010. Per il 2011, invece, le attese sono per un calo disoccupazionale, che andrà a fissare il tasso attorno al 10,4%.

Buone notizie dal punto di vista del PIL, dato che le previsioni per il Prodotto Interno Lordo del 2009 sono in rialzo dello 0,6% rispetto alle stime fatte in precedenza, effettuate durante lo scorso mese di luglio. Ora si pensa che il PIL del 2009 sarà in calo del 3,9%. Riviste anche le attese per la crescita del 2010 e del 2011, fissate rispettivamente all’1% e all’ 1,6%.

Quello su cui la BCE avverte di fare attenzione, sono il peggioramento delle condizioni con le quali sarebbe possibile accedere al credito, una bassa capacità produttiva che, di conseguenza, andrebbe a penalizzare anche gli investimenti. Si teme anche che i salari possano diminuire ancora, il che avrebbe come conseguenza un impatto negativo sui consumi e sul risparmio.

A livello di Forex, tutti questi avvenimenti potrebbero avere un effetto sull’andamento dell’Euro verso le altre valute mondiali.

PIL in aumento nel 2010

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Secondo gli ultimi dati che la BCE, la Banca Centrale Europea, ha reso noto, l’economia della zona Euro dovrebbe essere pronta a tornare in positivo per il prossimo anno. Le analisi e le previsioni, infatti, prevedono che il PIL europeo nel 2010 dovrebbe crescere dell’1%, mentre addirittura per il 2011 si parla di un incremento dell’1,5%.

Secondo questo stesso rapporto, durante il 2009 l’economia della zona Euro dovrebbe far registrare un calo del 4,5%, mentre la precedente stima si era attestata al 3,4%.

Secondo la Banca Centrale Europea, infatti, la fase di recesione starebbe a un punto di svolta, dato che si iniziano a vedere dei segnali propri di un’avanzamento economico. Ad esempio, il PIL della Francia e quello della Germania, dopo oltre 12 mesi, tornano a far registrare un aumento. Nel dettaglio, il PIL francese è salito dello 0,3%, al contrario del consensun che prevedeva una diminuzione dello 0,6%. Allo stesso modo il PIL della Germania è cresciuto dello 0,3%, mentre le attese volevano un calo dello stesso pari allo 0,2%. In entrambe i casi una compoenente decisiva è stata quella delle esportazioni.

Ora lo sguardo della BCE si rivolge, tra i vari principali campi, anche a quello dell’inflazione, per la quale si prevede un incremento dello 0,4%. Nel 2010 le attese parlano di un aumento dell1,1% nell’inflazione, mentre nel 2011 dell’1,6%. Questi ultimi due , soprattutto, sono ovviamente dati che potranno essere rivisti sia al rialzo che al ribasso.

Il problema che, come di consueto, continua a tenere banco è quello relativo al tasso di disoccupazione, che durante il mese di giugno è arrivato ad un tasso del 9,4%, in aumento rispetto al precedente mese di maggio.

Nel Forex questa notizia potrebbe portare ad un apprezzamento dell’euro e ad un andamento positivo delle borse europee, per cui stiamo attenti a cercare delle operazioni utili.

Tassa sull’oro, interviene Trichet

Qualche giorno fa il ministro dell’economia, Giulio Tremonti, aveva fatto sapere di voler aumentare la tassazione sulle riserve di oro che ha la Banca d’Italia. Immediata la risposta non solo della prima banca del nostro paese, ma anche dell’Unione Europea, direttamente nella figura del suo presidente. Trichet. Proprio il presidente della BCE, che la settimana scorsa ha deciso di lasciare invariati i tassi di interesse, ha bocciato la decisione proposta da Tremonti, dato che questa affermazione solleva delle serie preoccupazioni. I tassi di interesse, come già detto, restano dunque all’ 1 per cento, il tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginali è ancora fermo all’1,75% e il praticato dalla Banca Centrale Europa sui depositi a breve termine è dello 0,25%.

La BCE è assolutamente contraria alla tassazione delle riserve di oro della Banca d’Italia, così come decisa da Tremonti ed inserita nel decreto anticrisi sviluppato da Silvio Berlusconi. La decisione di Tremonti, infatti, è contraria ai decreti comunitari. Questa decisione di Tremonti e di Berlusconi è già entrata in vigore, nonostante il parere negativo della BCE, che in ogni caso non è vincolante. Come Trichet ha più volte ricordato, inoltre, il governo italiano si è impegnato in passato ed in maniera ufficiale a non applicare alcuna tassa sull’oro se non dietro approvazione anche della BCE stessa e della Banca d’Italia.

Intanto, per quanto riguarda il nostro paese e l’area euro in generale, Trichet fa sapere che la ripresa economica è prevista per il prossimo anno.

Ora staremo a vedere cosa succedere in questo senso e che decisioni prenderà il nostro governo relativamente alle Golden Tax da applicare. Ricordiamo che questa manovra prevede una tassazione del 6% delle plusvalenze sull’oro di Bankitalia, entro un tetto massimo di 300 milioni. La legge è stata appovata definitivamente lo scorso primo agosto con la firma del presidente della Repubblica.

La BCE non tocca i tassi

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Ecco una buona notizia che arriva direttamente dalla BCE, la Banca Centrale Europea. Trichet, infatti, ha reso noto, durante la conferenza stampa che si tenuta al termine della riunione del consiglio direttivo, che la principale banca europea non ritoccherà i tassi di interesse, che dunque sono ancora appropriati alla situazione economica attuale.

Trichet ha detto che “come già anticipato l’inflazione annuale del mese di luglio è scesa negativo, avendo degli effetti temporanei. Ora ci attendiamo che l’inflazione torni in positivo nel secondo semestre del 2009 e che l’evoluzione dei prezzi sul mercato sarà ancora debole”.

Secondo la BCE, inoltre, tutta l’attività economica in zona euro sarà comunque debole per tutto quest’anno, anche se ci troviamo in una fase nella quale la crisi sta chiaramente passando. La Banca Centrale Europea fa sapere che “ci si attende un completo recupero per tutto il prossimo anno, mese dopo mese.”

Una piccola preoccupazione per quanto riguarda i mercati mondiali è l’alta volatilità che, da qualche tempo a questa parte, sta caratterizzando i principali mercati, appunto. Sembra, però, che ci siano gli strumenti finanziari ed economici adatti per tenere sempre e costantemente sotto controllo la volatilità, così come anche l’inflazione, che è una delle cose che fa più paura quando questa crisi economica sarà finita.

Dopo che la crisi sarà passata “la BCE lavorerà per fare in modo che l’enorme massa di liquidità immessa sui mercati venga a mano a mano riassorbita, in maniera da non creare rischi per l’inflazione”, fa sapere Trichet. Già da ora i vari governi dovrebbero iniziare a preparare dei piani di azione da dover seguire quando ce ne sarà bisogno. Tali piani di azione dovrebbero prevedere delle strategia di uscita realistiche e devono indicare che la finanza pubblica torna a sostenersi da sola.

Nel Forex, dunque, attenzione al buon andamento che gli indici e l’euro stesso possono avere.

Trichet dice alle banche di prestare più soldi

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Trichet, presidente della Banca Centrale Europea, afferma che le banche dovrebbe prestare più soldi. Trichet, nella giornata di ieri, fa sapere che la BCE ha deciso di lasciare inviariati i tassi di interesse, fermi all’1%. Secondo il presidente BCE “il flusso dei prestiti bancari alle imprese e alle famiglie è troppo limitato. Le banche devono prestare più soldi e dare il loro contributo per cercare di uscire da questa crisi”.

I numeri, infatti, parlano chiaro: i prestiti al settore privato sono diminuiti dell’1,8% . La diminuzione degli importi dei prestiti, infatti, avrebbe come conseguenza quello di spingere i cittadini e le imprese ad investire e a spendere meno, con un ulteriore ritardo nell’uscita dalla crisi.

Secondo Trichet, inoltre, il tasso di interesse dell’1% non è ancora il limite minimo che si potrebbe raggiungere, dato che, in caso di necessità, sarebbe possibile un ulteriore ribasso degli stessi. Al momento, in ogni caso, non se ne prevede il bisogno, a meno che accadano degli eventi non messi a preventivo.

La BCE ha anche acquistato dei covered bond per 60 miliardi, a partire dal prossimo lunedì. L’obiettivo è quello di incoraggiare le banche ad accelerare gli impieghi e a dare nuova vita al loro settore, che è stato uno dei più colpiti dalla crisi economica. Queste obbligazioni hanno una scadenza tra 3 e 10 e sono garantite da una serie di asset, come ad esempio i mutui ipotecari. Il valore minimo delle obbligazioni sarà di 500 milioni.

La BCE sta dunque facendo il possibile per uscire da questa crisi. Ora dovrebbero fare lo stesso anche le banche, che devono consolidare i loro bilanci a partire dal 2011.

Nel Forex dobbiamo tenere sotto occhio l’andamento della valuta europea e degli indici principali delle borse europee, a seconda della risposta degli investitori a questa notizia economica.