Recessione USA in discesa

Finalmente una buona notizie per quanto riguarda il momento di recessione che gli Stati Uniti stanno vivendo. Sembra infatti che oltre oceano la recessione stia rallentando. La conseguenza è anche un rallentamento nella perdita di posti di lavoro. Questi dati emergono da un sondaggio Adp, fatto durante lo scorso mese di aprile, durante il quale sarebbero 491 mila i posti di lavoro perduti.

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E’ ovviamente un dato eccessivamente negativo, che deve essere ancora ulteriormente corretto. Allo stesso si tratta anche di un dato ottimistico, basti pensare che nello scorso mese di marzo i posti di lavoro persi erano stati del 708 mila, oltre 200 posti di lavoro persi in più. Se poi ci aggiungiamo il fatto che per aprile i posti di lavoro che ci si attendeva di perdere erano 650 mila, si capisce come ci sono dei dati assolutamente positivi, che non bisogna sottovalutare.

Complessivamente la situazione negli Stati Uniti resta comunque molto delicata, ma non siamo più in una situazione di cadure “verticali”.

Uno dei settori che si è comportato meglio durante lo scorso mese è quello immobiliare, che ha fatto registrare un aumento pari al 2% nelle richieste di mutui ipotecari e un aumento dell’1,2% nella domanda di rifinanziamenti.

Rimanendo negli Stati Uniti, il Wall Street Journal ha fatto sapere che sia Bank of America che Citygroup avrebbero bisogno di nuovi capitali per poter rafforzare il proprio patrimonio. Si era parlato addirittura di oltre 10 miliardi di dollari.

Sembra inoltre che Wells Fargo abbia bisogno di avere dei capitali freschi per un valore di circa 15 miliardi di dollari, mentre la JP Morgan Chase avrebbe superato con successo gli “stress test” imposti dal governo USA. Per il colosso bancario, dunque, non c’è bisogno di effettuare delle azioni di aumento di capitale.

Nel settore del Forex queste notizie positive potrebbero avere degli effetti interessanti sui principali indici USA.

Forex Rating

Il rating è uno strumento che viene usato per classificare sia i titoli obbligazionari che le imprese, in base alla loro rischiosità.

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Il rating viene espresso attraverso un voto in lettere, il quale stabilisce un premio per il rischio da dover chiedere ad una data azienda al fine di poter accettare un determinato investimento della stessa. Un rating basso significa che all’azienda sono legati numerosi rischi, dunque il premio per poter ottenere quel dato finanziamento sarà più elevato.

I valori di rating sono pubblicati periodicamente da delle agenzie specializzate, come ad esempio Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch Ratings.

Quali sono gli effetti delle valutazioni di rating, anche nel settore del Forex? Sicuramente sono numerosi e devono essere analizzati a seconda della tipologia di azienda alla quale viene applicato un dato rating e a seconda del tipo di investimento che questa azienda vorrebbe effettuare.

Ad esempio, se si avesse un declassamento del rating delle aziende o dei soggetti pubblici che sono già molto indebitati, la conseguenza sul breve periodo è un rialzo degli interessi che sono applicati ai prestiti in corso. Il debitore dunque potrebbe voler cedere dei beni al fine di evitare un peggioramento del rating. Questo sicuramente influirà in maniera non positiva sul valore dei titoli azionari della azienda e, di conseguenza, sull’indice della borsa presso la quale l’azienda è quotata.

Bisogna sempre stare attenti ad evitare che ci sia un conflitto di interessi tra chi emette il rating e l’azienda. Se infatti ci fosse questo conflitto di interessi, potrebbero esserci dei rischi di aggiotaggio e di insider trading, che consistono nella non comunicazione al mercato di informazioni che sono in grado di influenzare il prezzo di un’azione.

Solitamente è compito delle autority nazionali riconoscere in quali attività il rating che viene rilasciato da un’agenzia specializzata ha un valore “ufficiale”, che può essere usato secondo quanto previsto dalle leggi attualmente in vigore. Ci sono dunque dei regolamenti e dei criteri che le agenzie di rating devono rispettare per poter essere valutate positivamente.

Il Debito Pubblico

In questo approfondimento parliamo del debito pubblico, ovvero del debito che viene contratto dallo Stato per poter far fronte al suo fabbisogno. I creditori verso lo Stato, ovvero coloro che prestano soldi, sono quei soggetti che hanno finanziato lo Stato stesso. E’ proprio con il debito pubblico che uno Stato riesce a finanziare la sua crescita economica e a garantire i servizi offerti ai suoi cittadini. Una corretta gestione tra il debito pubblico è uno dei compiti pià importanti che ogni stato deve fare.

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Il proprio debito è ottenibile in diversi modi. Lo strumento che viene usato per la maggiore parte delle volte è sicuramente l’emissione di obbligazioni a medio-lungo termine oppure a breve scadenza.

In Italia, ad esempio, quegli strumenti a medio-lungo termine sono i Btp, i Buoni del tesoro che hanno una scadenza variabile, da 3 a 30 anni, e i Cct, i Certificati di credito del tesoro.

Sulle scadenza brevi vengono invece usati i Bot, buoni ordinari del tesoro, che hanno una scadenza da 3 a 12 mesi, oppure i Ctz, i certificati del tesoro zero coupon, che hanno una scadenza a 24 mesi.

Attraverso il debito pubblico lo Stato finanzia il suo deficit, ovvero la sua differenza tra entrate e uscite. Quando questo deficit è eccessivo lo Stato deve necessariamente ridurre le spese. A volte viene ridotta la spesa pubblica, altre volte vengono tagliati i tassi d’interesse. Il taglio ai tassi di interesse ha l’effetto di abbassare il costo del denaro, in maniera che il debito che è stato contratto “costa di meno”.
Ad esempio, nell’Unione europea è la Banca centrale europea che prende le decisioni in merito al taglio dei tassi, mentre negli USA è la FED.

Tutti questi dati riescono ad influire sul Forex e sull’andamento della valuta di riferimento. Ad esempio, se si parla dei tassi di interesse USA, gli effetti saranno principalmente sul dollaro americano.

Strategia USA contro la Crisi

Secondo Richard Fisher, il presidente della Federal reserve di Dallas, bisogna tenere sotto controllo la situazione del tasso di disoccupazione, che si prevede debba superare la percentuale del 10% entro la fine di questo anno. Il dato sulla disoccupazione, qualora rispettasse questa previsione, sarebbe in controtendenza rispetto al Pil, che invece fa segnare un calo sostanzialmente simile al 2008, ovvero -6,3%.

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Intanto negli Stati Uniti si sta provando a fronteggiare la crisi con i mini-assegni, come era già successo ai tempi della Grande depressione. Sostanzialmente, questi mini assegni si usano in maniera molto semplice e senza bisogno che ci sia una reale contropartita, un po’ come fanno già le banche centrali con i vari stati. Le banche, infatti, prestano carta moneta senza le contropartita reale in oro e senza fare alcun signoraggio bancario.

Il valore di questi mini assegni può andare da un minimo di un quarto di dollaro fino a dieci dollari. La moneta viene quindi stampata e rivenduta a 95 centesimi di dollari reale. Questi “biglietti di carta” sono accettati dagli shop cittadini, il che fornisce un notevole incentivo a “consumare in locale”, facendo quindi aumentare la quantità di moneta che viene spesa all’interno della città, sicuramente ottimo per l’economia del posto.

Cosa significa tutto questo in termini di Forex e di valuta dollaro? Sicuramente bisogna stare attenti all’andamento del biglietto verde. Se infatti questi mini assegni dovessero prendere ancora più piede può anche darsi che il dollaro perda forza e ci sia una sua svalutazione. Ovviamente sono delle previsioni, che devono chiaramente essere confermate. Tutto in questo caso dipende dall’andamento delle economie locali e dalla forza del dollaro stesso. Vale comunque la pena di tenere controllato l’andamento del dollaro nei confronti delle altre valute principali, come l’euro, la sterlina inglese e lo yen giapponese.

Sarkozy minaccia il G20

Il G20 è un forum che è stato creato nel 1999, dopo una serie di crisi finanziarie ed economiche, al fine di favorire l’internazionalità economica considerando le economie in via di sviluppo. Sostanzialmente riunisce i 19 paesi più industrializzati e l’Unione europea.

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L’attuale crisi è già sul tavolo di discussione del G20 che si riunirà in questi giorni a Londra. Barack Obama è già nella capitale inglese e in serata incontrerà la Regina Elisabetta. Per il presidente USA è il primo viaggio di lavoro.

Intanto nella giornata di ieri il presidente della Banca centrale europea, Jean Claude Trichet, ha affermato alla commissione affari economici e monetari del Pe, il grande bisogno di accelerare i piani anti-crisi “per poter avere un pieno recupero della fiducia”, dato che la situazione generale sembra addirittura peggiorata.

Le previsioni infatti sono ancora incerte, ma si prevede che l’inflazione possa essere al di sotto del 2%, sia per il 2009 che per il 2010. Il rischio concreto è quello di trovarci di fronte ad una “deflazione”.

Intanto il presidente francese Nicolas Sarkozy ha addirittura minacciato di non essere presente al G20 di Londra a meno che non si arrivi a misure concrete. Secondo il presidente della Francia “non ci sarebbe nulla di peggio che avere un G20 di basso profilo. A questo punto preferisco una rottura a un consenso minimalista”.

Com’è ovvio che sia, queste dichiarazioni hanno suscitato scalpore sia tra i giornali che tra gli addetti ai lavori.

Relativamente al settore del Forex, staremo a vedere cosa si deciderà al G20. Se effettivamente verranno prese delle misure concrete, allora c’è la possibilità reale di una notevole iniezione di fiducia nei mercati, che significa un possibile incremento degli indici delle principali borse mondiali, nonché del valore delle più importanti valute del globo.

Economia Cinese

La Cina è il più grande creditore del mondo. Quando il premier cinese Wen Jiabao ha dichiarato la posizione posizione che il governo avrebbe preso all’interno dell’economia globale, le attenzioni che si sono rivolte a questo evento sono state assolutamente importanti.

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Wen ha affermato che il punto cruciale dell’economia cinese è quello di una crescita pari almeno all’8 per cento, un obiettivo realizzabile.
Wen ha inoltre affermato che l’obiettivo è anche quello di raggiunger un investimenti pari a circa 6 trilioni di yuan (che sono pari a circa 450 miliardi di euro), al fine di stimolare la ripresa e lo sviluppo dell’economia cinese.

I fondi che il governo cinese ha stanziato sono già stati impiegati per dei progetti di pubblica utilità, per l’innovazione tecnologica, la protezione ambientale e dei progetti infrastrutturali.

La Cina inoltre conferma il sostegno per il dollaro e per l’intera economia Usa, anche se il governo non nasconde i timori, in quanto sono “interessati agli sviluppi che ci saranno negli Stati Uniti, ci sono delle grandi aspettative per l’operato della nuova amministrazione”.

Il rischio che potrebbe arrivare è di doppio tipo. Da un lato riguarda l’efficacia delle misure che sono state prese, dall’altro l’accordo sulle politiche strategiche che sono state richieste da Pechino a Washington.

In che maniera tutto questo potrebbe influenzare il mondo del Forex? Sicuramente la valuta che più avrà influenza dalle decisioni e dall’operato dell’economia cinese sarà il dollaro, oltre ovviamente allo Yuan. Dobbiamo seguire con molta attenzione le decisioni e gli andamenti dei rapporti commerciali tra queste due nazioni al fine di essere sempre pronti ad operare come meglio sia possibile. Per il momento la cosa più saggia da fare è sicuramente quella di attendere eventuali futuri sviluppi. Questo ovviamente non significa che non bisogna investire nel dollaro, ma solo che occorre farlo con cognizione che c’è anche questa nuova variabile da considerare.

PIL Giapponese in calo

Il Prodotto interno lordo del Giappone ha fatto registrare, per la prima volta in ben 35 anni, la prestazione peggiore su base annua. Durante l’anno scorso, infatti, è sceso in termini reali del 3,3% e del 12,7% su base annua.

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E’ la crisi peggiore che il Giappone si trova ad affrontare dal secondo dopoguerra in poi. Chi pensava che il paese del sol levante potesse assorbire meglio degli altri la crisi dei mutui subprime americani è rimasto fortemente deluso. Addirittura i dati relativi all’ultimo trimestre del 2008 sono stati peggiori rispetto a quelli fatti registrare dagli Stati Uniti.

Per ben tre trimestri 2008 consecutivi il Giappone ha fatto registrare un calo del PIL. Le conseguenze influiscono ovviamente sul valore dello Yen, ma anche sul crollo delle esportazioni, come conseguenza della diminuzione della domanda di beni e di servizi a livello mondiale. La conseguenza principale è, quindi, un ristagno dei consumi. Questo farà segnare anche nel primo trimestre del 2009 un netto peggioramento del prodotto interno lordo. Secondo gli economisti si tratterà comunque di un crollo a “due cifre”.

Il Giappone non ha, dal punto di vista degli interventi da effettuare per porre rimedio a questa situazione, una classe “dirigente” unita, il che peggiora fortemente le cose e fa scendere la facilità con cui poter uscire da questa situazione di crisi.

Negli Stati Uniti, invece, il presidente Barack Obama sta studiando un metodo per poter far uscire dalla forte crisi il settore auto. L’idea è quella di affidare una sola persona dei superpoteri per la supervisione e la ristrutturazione delle aziende automobilistiche “made in USA”. In particolare si punta a far avere aiuti alla Chrysler e alla General Motors. Il fallimento di quest’ultima, infatti, metterebbe sotto sopra il mondo dell’auto americano, data l’importanza che l’azienda riveste.

Ancora una volta ecco registrare grandi effetti negativi derivanti dalla crisi che stiamo attraversando. Vedremo come riusciranno ad uscirne il Giappone e la sua moneta.

Forex e G7

Il G7 è la riunione che fanno i ministri delle finanze dei 7 paesi più industrializzati del mondo per decidere di importanti avvenimenti economici, e non solo.  AL G7 partecipano gli Stati Uniti, il Giappone, la Germania, il Regno Unito, la Francia, l’Italia, il Canada.

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Intanto che si attende la riunione del G7 di Roma, previsto per stasera e per domani, ecco le reazioni del mercato del Forex. La prima cosa da segnalare è la debolezza di dollaro e yen. Il piano di recupero degli Stati Uniti, evidentemente, sta convincendo più di qualcuno ad investire sulle valute deboli.

In questo G7 molto probabilmente si parlerà della debolezza della Gran Bretagna e del suo sistema finanziario. Nella mattina di ieri la sterlina aveva guadagnato diversi punti contro il dollaro ma, dopo l’annuncio della maxi perdita di Lloyd’s, ha perso praticamente tutto in pochi minuti.

L’euro sembra essere un po’ penalizzato dal PIL della zona euro, che ha fatto registrare un calo molto forte. La BCE potrebbe decidere di tagliare i tassi di interesse di 0,50% a marzo, e di ridurli ancora verso giugno.

Alcuni dei punti su cui probabilmente si discuterà possono riguardare:

  • il bisogno di “azioni urgenti” sui bilanci;
  • la preoccupazione sui movimenti delle valute;
  • le iniezioni di denaro delle banche centrali;
  • fluttuazioni sulle valute;
  • i prezzi del petrolio e delle case, che potrebbero diventare una mina vagante per la crescita economica;
  • prospettive economiche a rischio per alcune città.

Anche al G7 sono molto preoccupati. Sicuramente tutto quello che verrà discusso al G7 avrà le sue influenze sull’andamento delle valute Forex.

Intanto Geithner, segretario al Tesoro Usa, premerà sul G7 al fine di adottare “misure coraggiose” che siano di aiuto all’economia mondiale, riconoscendo anche parte delle responsabilità americane. L’economia USA continua però a inviare segni di deterioramento: quasi 600mila posti di lavoro sono stati persi solo a gennaio.

Le stime del FMI sulla crescita mondiale

L’anno 2009 sarà un anno di forte crisi per tutto il mondo finanziario. Il Fondo Monetario Internazionale ha lanciato un’allarme su scala globale. Secondo il FMI, infatti, nel 2009 il PIL mondiale rimarrà sostanzialmente stabile, crescendo appena dello 0.5% . Questo significa che molti paesi avranno una diminuzione del PIL. Sempre secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale, per rivedere nella storia delle stime così basse, occorre andare nel secondo dopoguerra.

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Le stime fatte dal Fondo Monetario Internazionale, in ogni caso, non sono ancora ufficiali. In precedenza, ad esempio, era stata stimata una crescita globale del 2,2%, mentre si prevedeva una crescita per il 2010 del 4,2%, poi ridotta al 3%.

Per quanto riguarda il nostro paese, le previsioni non sono affatto rosee. Sembra infatti che il nostro PIL andrà in contrazione del 2,1%. Secondo il Fondo Monetario Internazionale, nel 2010, il PIL italiano avrà ancora una contrazione dello 0,1%, a dispetto di una previsione in rialzo dello 0,3% fatta qualche tempo fa, prima che la situazione precipitasse durante l’ultimo trimestre 2008.

In Giappone, invece, il PIL avrà una diminuzione del 2,6%, mentre nel 2010 è prevista una ulteriore contrazione del 1,6% .

Per quanto riguarda la Russia, invece, il PIL 2009 sarà in diminuzione dello 0,7%.

Come si vede, tutto il mondo è in forte crisi, il nostro paese non è però quello più in difficoltà, almeno sulla carta. Relativamente al mondo del Forex, dobbiamo prepararci a delle sorprese brusche, vedremo se significheranno altre diminuzioni dei maggiori indici mondiali, come già successo nel 2008.

Tassi d’interesse e Forex – Parte 2

Continuiamo l’approfondimento sull’influenza che i tassi di interesse hanno nell’andamento del Forex. Dopo aver esposto i motivi principali che influenzano i tassi e come poter prevedere tali movimenti, facciamo un esempio pratico degli effetti dei tassi di interesse sul Forex.

Il 16 luglio 2008, la Federal Reseve ha fatto sapere che il dollaro era in una buona siturazione e che si sarebbe stabilizzato ancora meglio nonostante la paura di una recessione. Questa affermazione è stata ampiamente seguita da numerosi traders e si iniziò a diffondere il timore che la Federal Reserve potesse alzare i tassi di interesse. Questo portò ad una sorta di “rally” per il dollaro, che in attesa di una decisione da parte della Fed perse in una sola ora ben 44 punti nei confronti dell’euro, che si tradusse in un profitto di 440 dollari per i trader che avevano seguito la transazione e avevano previsto questo andamento.

Cosa fare quando invece una modifica ai tassi di interesse è fatta all’improvviso? Potrebbe infatti accadere che la banca centrale prenda la decisione senza preavviso, in questi casi il trader dovrebbe sapere in che direzione il mercato possa muoversi. Se c’è un incremento dei tassi di interesse, probabilmente la valuta è apprezzata e quindi sarà acquistata. Se, al contrario, c’è un taglio, probabilmente molti vorranno vendere la valuta ad un tasso di interesse il più alto possibile.

Dopo aver determinato la direzione, bisogna muoversi velocemente e stare attenti alle inversioni volatili del trend. La velocità è essenziale per realizzare un buon profitto e l’attenzione alle inversioni del trend potrebbe salvarci da possibili perdite di denaro.

In conclusione seguire le news e analizzare le azioni delle banche centrali è una delle priorità maggiori di chi vuole fare Forex sul serio, perché determina l’andamento delle valute di quel determinato Stato. Non appena un tasso di interesse cambia, i trader potrebbero avere la possibilità di massimizzare il profitto. Una corretta ricerca ed analisi può aiutare ad evitare i movimenti imprevisti delle valute, aiutandoci a reagire prontamente.

Tassi d’interesse e Forex

Stiamo attraversando un periodo di forte crisi economica e finanziaria, che circonda tutto il mondo. Da qualche tempo a questa parte, ogni tanto sul giornale si legge che la Banca Centrale dei vari stati del mondo abbassano i tassi di interesse, per provare a dare delle boccate di ossigeno alla situazione finanziaria ed aiutarla nella ripresa. Se vi siete mai chiesti se queste notizie possano influire sul Forex e, eventuale, in che maniera, la risposta è semplice: si.

Vediamo come e perché in un interessante approfondimento diviso in due parti.

Sappiamo che la decisione di una Banca Centrale circa un adeguamento dei tassi di interesse è la risposta ad altri fattori economici che influenzano la situazione economica. Pertanto, i tassi di interesse sono cruciali nelle scelte fatte dai trader per un semplice motivo: maggiore è il tasso di rendimento, più alti sono gli interessi maturati sulle valute investite e maggiore è il profitto.

Sicuramente uno dei rischi legati ai tassi di interesse è la volatilità delle monete, che possono rapidamente far svalutare gli interessi di cui abbiamo parlato prima. Non sempre, infatti, è una mossa corretta acquistare moneta se i tassi di interesse sono alti. Se fosse tutto così semplice, il Forex sarebbe molto più lucrativo.

I tassi di interesse vengono calcolati sulla base di diversi dati, tra cui:

  • prezzo del paniere di beni
  • spese dei consumatori
  • livello di impiego
  • mercato dei titoli subprime
  • mercato immobiliare

Conoscendo questi dati è possibile stimare delle previsioni sull’andamento dei tassi di interesse. Tipicamente, più alti sono questi indicatori e migliore è la situazione economica generale. Oltre all’analisi degli indicatori, è possibile prevedere l’andamento di un tasso di interesse osservando:

  • le news economiche che vengono rese note da parte delle banche centrali. Questi annunci sono una parte vitale dei tassi di interesse.
  • analisi delle previsioni dell’andamento dei tassi di interesse

Nella prossima parte di questo approfondimento vedremo un esempio pratico di come un tasso di interesse possa influenzare l’andamento di una valuta.

La situazione economica americana

La situazione economica negli Stati Uniti sta sempre e costantemente peggiorando. La disoccupazione ha toccato livelli quanto mai enormi, arrivando a superare la quota del 7%. Gli economisti di Wall Street credono che l’attuale fase recessiva degli Stati Uniti sarà molto più dura e lunga di quanto si pensava all’inizio, tanto che potrebbe essere la più dura dalla seconda guerra mondiale.

Gli economisti affermano che non ci saranno dei segnali di ripresa fino al 2010, quando la disoccupazione dovrebbe raggiungere livelli tra il 12 e 13%. Sempre secondo le stime, il PIL (Prodotto Interno Lordo) degli Stati Uniti dovrebbe diminuire dell’1.6% , quando solo fino a qualche mese fa si stimava una diminuzione dell’1.1%.

C’è anche chi afferma che la contrazione del PIL nell’anno 2009 possa arrivare a toccare quote anche superiori al 3%.

L’effettiva situazione dovrà poi essere verificata sulla base delle azioni che il nuovo governo degli Stati Uniti prenderà per arginare questa situazione di emergenza. Probabilmente il piano di intervento di Barack Obama sarà compreso tra i 750 e i 900 miliardi di dollari.

I prezzi al consumo continueranno nella discesa a causa della diminuzione dei prezzi del petrolio e della minore domanda da parte dei consumatori.

Decisamente una situazione dura, che potrebbe provocare una diminuzione dei maggiori indici mondiali, oltre che del prezzo delle principali materie prime, tra cui il già citato petrolio. Questa situazione dovrebbe protrarsi almeno fino alla prima metà del 2010, quando un lieve miglioramento della situazione potrebbe portare ad un aumento del valore degli indici e del prezzo delle materie prime.

La crisi finanziaria mondiale

E’ da qualche tempo che la finanza mondiale è in crisi. Purtroppo la causa scatenante è stato il crack di alcune banche e compagnie di assicurazione tra i maggiori colossi mondiali come la Lehman Brothers.

Verso gli inizi di settembre 2008 ci sono state le prime cause scatenanti, tra cui la dichiarazione di fallimento della Lehman Brothers, la principale banca d’affari degli Stati Uniti, seguito dal quasi fallimento della AIG, la più grande compagnia di assicurazioni per livello di capitalizzazione del mercato.

Tutto il mondo ha iniziato a maledire i mutui sub prime, che sono mutui che le banche degli Stati Uniti hanno iniziato ad offrire, circa cinque o sei anni fa, anche a persone con affidabilità finanziaria molto precaria. Il livello dei mutui sub prime emessi è arrivato anche al 13% del totale dei mutui di mercato. Quando i sottoscrittori dei mutui sub prime hanno smesso di pagare le rate, molto più alte rispetto ad un mutuo “tradizionale”, tutto il settore è andato in crisi.

Da quel momento si è iniziata a scatenare la crisi mondiale. Tutto il settore bancario e finanziario mondiale ne risente delle conseguenze ancora adesso. Anche nel settore borsistico la crisi si è fatta sentire con forza, come si è potuto notare dai numerosi crack che le varie borse hanno collezionato in questi ultimi tempi. C’è addirittura chi dice che la crisi possa finire solo nel 2010 – 2012.

La crisi finanziaria e il forex

In questi giorni non si fa altro che parlare della grande crisi finanziaria dell’economia mondiale che sta colpendo banche, società di mutui e molto altro (vedi: bancarotta lehman brothers).

Ma quali sono le le conseguenze di questa crisi sul mercato forex ?

Ci si aspetterebbe una situazione negativa anche in questo mercato finanziario ma la risposta a questa domanda è “nessuna” infatti il forex è un mercato che permette grandi guadagni basandosi sulla volatilità delle valute e dà quindi la possibiltà di guadagnare anche con una situazione di mercato estremamente negativa.

Un trader esperto sarebbe stato in grado di far fruttare a suo vantaggio la stessa crisi, prevedendo il grande calo che a portato le valute allo stato attuale. Tutto questo sta a dimostrare le grandi potenzialità di guadagno che dà il forex.

Forex – Crisi Lehman Brothers

Come è facile pensare, la bancarotta del colosso statunitese Lehman Brothers ha mandato a picco le borse mondiali. Su tutti i mercati compreso il mercato forex, si è scatenato un terremoto che ha portato ad un’inversione di tendenza rispetto al mercato del dollaro. La situazione è stata ribaltata e chi si trovava ad investire nella direzione suggerita dai trend, ha avuto una spiacevole sorpresa. 
Questo è un esempio di come il mercato Forex possa portare enormi profitti allo stesso modo in cui puo far perdere tutto il capitale investito. 
Lehman brothers
Lehman brothers
Adesso il mercato ha cambiato verso per quanto riguarda la coppia delle valute  EUR/USD entrando sicuramente in conflitto con i piani di molti investitori che si aspettavano un’ulteriore rialzo del dollaro.
In questi casi un metodo per limitare al minimo le perdite è sfruttare gli Stop-Loss che permettono di impostare il capitale “da rischiare”.

Mondo Forex – Forex Trading Online

Cosa è Mondo Forex ? E soprattutto cosa può fare per voi ?

Mondoforex nasce per chiunque si stia avvicinando al forex o volglia approfondire le proprie conoscenze su questo mercato.

Se sei un principiante e hai iniziato ad interessarti all’argomento probabilmente starai pensando di investire i tuoi soldi online, prima di farlo assicurati di avere tutto il necessario per non andare in contro ad una grave perdita. Leggendo i nostri articoli potrai imparare bene cosa è il forex.