Carceri e Giustizia: le novità su Amnistia e Indulto 2016

Nel corso degli ultimi mesi abbiamo visto diverse discussioni in merito all’amnistia e all’indulto, con vari disegni di legge che sono stati oggetto di discussione presso la Commissione Giustizia del Senato.

E’ dello scorso aprile la decisione in merito alla riforma del processo penale, correlato in qualche maniera proprio a questi due argomenti. Il punto principale della questione è che le carceri del nostro paese sono sempre più affollate e addirittura il 20% del totale dei detenuti è in attesa di un giudizio. Ecco dunque che riuscire a riformare realmente i procedimenti penali con l’obiettivo di snellirli e renderli più veloci potrebbe aiutare molto da questo punto di vista.

Riforma del processo penale, in che cosa consiste?

Principalmente, la riforma del processo penale consiste in un totale di 35 articoli che mirano a cambiare alcune disposizioni del codice penale e quello di procedura penale.

In maniera particolare, ad esempio, si prevede che il giudice potrà dichiarare estinto il reato nel caso in cui l’imputato abbia ripagato al 100% il danno causato e/o se ha eliminato le conseguenze del reato.

Una delle novità più importanti riguarda il codice di procedura penale, con l’introduzione di due diversi processi per le incapacità reversibili e quelle che non lo sono, e l’impugnazione della sentenza di non luogo a procedere, che verrà articolata su un totale di due gradi di giudizio.

Saranno inoltre modificati alcuni aspetti del codice di procedura penale, andando a riformare alcuni riti speciali (come quello abbreviato), il ripristino della distinzione tra PM e altre parti, abbassato il valore di un giorno di detenzione da 250 a 75 € .

L’introduzione delle “love rooms”

E’ più recente la novità che si vorrebbero introdurre nelle carceri italiane le “love rooms”, ovvero stanze appositamente pensate per permettere a tutti i carcerati di prendersi cura dei loro affetti anche mentre sono in detenzione.

Questo porterebbe alla fine della pena accessoria di fatto, intesa invece come la negazione della sessualità nei confronti dei detenuti.

Ovviamente le “love rooms” stanno facendo molto discutere e ci sono già diverse persone che si dicono contrarie a questa novità, come ad esempio il sindacato di Polizia Penitenziaria (SAPPE).

Daniele Capece, segretario generale del sindacato, ha infatti detto che quando un detenuto si chiuderebbe in queste “love rooms” lo farebbe per un periodo di tempo che va da 12 a 24 ore, e in queste ore nessuno può sapere che cosa sta realmente facendo.

Se è vero che il ddl sulla riforma del processo penale dovrebbe essere approvato entro l’estate, ecco che anche queste stanze potrebbero essere vicine ad essere realizzate.

Secondo i fautori della novità, le “love rooms” sono importanti perché, grazie ad esse, il detenuto potrà passare del tempo con i propri cari e avrà il diritto di riservatezza dell’affettività, che viene riconosciuto di particolare importanza, soprattutto nei paesi laici.

L’obiettivo è quello di non costringere la moglie all’astinenza, altrimenti potrebbe esserci addirittura un invito al tradimento e all’adulterio, una condizione che le carceri non dovrebbero portare.

Se le “love rooms” dovessero passare, sarebbe semplicemente un adeguamento del nostro paese ad altre realtà europee, dove i detenuti hanno degli spazi per poter passare del tempo con la moglie, ma anche con i bambini.

Alex Weber, Renzi e il futuro della zona euro

L’ex capo della Bundesbank, Axel Weber, ha messo in dubbio la redditività futura dell’euro se i paesi non seguono la Germania e non impongono delle riforme strutturali per aumentare i tassi di crescita a più lungo termine.

Il quantitative easing da parte della Banca centrale europea è sato definito da Weber come una cosa incompleta senza un aiuto politoco. Se i paesi non faranno delle riforme egli ha detto che “ci saranno sempre delle domande circa la fattibilità del progetto e l’Europa non ha fatto abbastanza per dissipare queste preoccupazioni.”

Weber ha rilasciato un resoconto dei problemi nella zona euro e ha ammesso le responsabilità dei governi di riformare, piuttosto che un’azione insufficiente da parte della banca centrale. Egli ha detto di aspettarsi un “programma considerevole” in termini di QE, aggiungendo che però il “vero problema è la BCE, che ha costantemente comprato il tempo necessario ai responsabili politici europei di risolvere il problema”. Le politiche di riforma strutturale sono insufficienti, soprattutto nella periferia della zona euro – Italia, Grecia, Spagna, Irlanda e Portogallo.

La BCE può essere d’aiuto solo parzialmente, in parte perché più si dà incentivo ai governi e meno essi si impegnano per cercare delle soluzioni. La zona euro ha bisogno di continuare a lavorare all’integrazione e ha bisogno di portare avanti delle riforme politiche, se ciò non accade il progetto della moneta unica – che aveva dei vantaggi – diventa sempre più un progetto difficile da eseguire.

I commenti di Weber hanno fatto eco alle imprese tedesche. Ulrich Grillo, presidente dell’associazione dell’industria tedesca, ha detto che la politica monetaria ha poco impatto senza le giuste riforme economiche nei paesi della zona euro colpiti dalla crisi: solo questa mossa migliorerà la situazione economica europea. Grillo ha sostenuto che gli stati più vulnerabili hanno già avuto abbastanza soldi a dei bassi tassi di interesse. Tuttavia, ha aggiunto che la BCE non aveva altra scelta di andare avanti con il QE a causa delle aspettative che ha creato nei mercati.

Gli avvisi di Weber sul futuro della zona euro sono stati ripresi, ma da una prospettiva diversa, da Matteo Renzi, il primo ministro dell’Italia. Egli ha accettato la necessità di fare delle riforme strutturali a casa, ma ha detto che ci deve essere anche una nuova idea di ciò che è importante in Europa, piuttosto che concentrarsi su della tenace austerità. Renzi ha detto che “l’Europa non sta andando nella giusta direzione. Questo è il momento in cui la direzione europea dovrebbe sottolineare l’importanza della crescita e degli investimenti pubblici e privati, non solo della disciplina di austerità”.

Dopo il QE della BCE Renzi vuole delle riforme ancora più veloci

Nessun primo ministro italiano ha operato con tanto vigore e sfrontata sicurezza di sé come Matteo Renzi. Nonostante le critiche, il toscano sta facendo progressi: il 21 gennaio il Senato ha approvato una misura che dovrebbe garantire il passaggio di una nuova legge elettorale. Il suo Partito Democratico (PD) è ancora in testa nei sondaggi, ma la sua popolarità è in calo. L’unica grande riforma economica strutturale che ha fatto è stata una revisione del mercato del lavoro che deve ancora essere emanata.

Renzi ha goduto dell’appoggio di due ottime figure: il presidente uscente, Giorgio Napolitano, e Silvio Berlusconi, leader del principale partito di destra in Italia, Forza Italia. Ora che l’89enne Napolitano ha abbandonato la sua carica lo scorso 14 gennaio, ora Renzi si trova di solo di fronte a Berlusconi.

Renzi e i suoi consiglieri ritengono che i problemi economici e politici dell’Italia siano sostanzialmente istituzionali e che nessun primo ministro li possa risolvere senza il controllo a titolo definitivo del parlamento.

Nel frattempo egli ha detto oggi che l’Italia avrebbe accelerato il suo programma di riforme dopo il programma di acquisto di bond da parte della Banca centrale europea e dopo altri recenti sviluppi economici positivi. Anche per questo il governo del Parlamento da parte di Renzi è importante per il nostro paese.

Parlando durante una nuova conferenza congiunta a Firenze con il cancelliere tedesco Angela Merkel, Renzi ha accolto un atteggiamento più flessibile in materia di politica di bilancio da parte della Commissione europea, un programma di investimento previsto in tutta l’UE, gli ammortamenti dell’euro e il più recente annuncio del piano di quantitative easing della BCE.

Il nostro primo ministro ha detto che “questi cambiamenti non devono interrompere o bloccare il nostro percorso di riforme. Tutti i fattori sono estremamente importanti per l’Italia e quanto è successo ci obbliga a fare le riforme ancora più velocemente”.

A proposito di BCE, l’euro si trova in netto calo contro le altre valute dopo la notizia del QE da parte di Draghi. L’annuncio dell’acquisto di 60 miliardi di euro al mese in bond da parte della Banca Centrale, nonostante l’opposizione della Germania, dovrebbe permettere ai paesi di respirare e all’economia della nostra zona economica di riprendersi in maniera chiara e netta. Ci auguriamo tuttavia che gli effetti e l’efficacia del QE possano essere migliori di quanto accaduto in UK e negli USA, dove ci sono stati grandi limiti.

Napolitano si dimette, la notizia ha un certo impatto anche sull’eurozona

Per i partner dell’Italia a Bruxelles e Washington, il presidente Giorgio Napolitano è stato un garante della stabilità durante la crisi della zona euro. Ma per gli italiani stanchi dell’austerità, la sua immagine è più ambivalente. Il presidente Usa Barack Obama la scorsa settimana ha ringraziato Napolitano, che si è dimesso ieri, per il suo termine “storico” in carica. L’89enne è stato elogiato da investitori e commentatori internazionali, concetti che contrastano con l’atteggiamento ribelle degli italiani. Confindustria ha ringraziato il presidente definendolo “un vero servitore dello Stato”.

Ma in un paese in cui quasi la metà dell’elettorato dice che voterà per i partiti euroscettici o anti-euro, la lode dalle lobby commerciali e dai leader stranieri può essere un’arma a doppio taglio. C’è il punto di vista di coloro che pensano sia meglio mantenere i conti in ordine e non creare tensioni sui mercati, ma non è necessariamente il punto di vista di tutti in Italia.

Napolitano è stato determinante nella gestione della crisi del debito del 2011, quando i mercati obbligazionari si sono accesi dopo lo scandalo del governo di Silvio Berlusconi, con l’Italia che ha rischiato un disastro finanziario che avrebbe potuto costringere il paese fuori dall’euro.

Ma, dato che l’agonia economica del nostro paese è aumentata e l’ostilità verso la politica della zona euro è cresciuta, molti pensano che Napolitano abbia fallito quando ha consegnato la sovranità ai mercati finanziari, alla Banca centrale europea e a Berlino. La caduta di Berlusconi e la nomina del premier tecnocrate Mario Monti hanno creato una situazione di stallo in cui i partiti anti-sistema, come il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, sono fioriti. Tre governi sono passati e hanno tenuto il potere senza vincere le elezioni, ognuno cercando di far passare delle riforme mentre l’Italia declinava. Molti hanno accusato di questo il capo dello Stato.

Tra i sostenitori, il soprannome di Napolitano “Re Giorgio” è alquanto rassicurante, anche se ha connotazioni più sinistre quando viene utilizzato da critici, che lo caricano con sdegno. C’è chi ha detto “Napolitano non deve dimettersi, deve consegnarsi alla polizia” e mentre rimane una minoranza, è il presidente più popolare che la maggior parte dei politici italiani hanno avuto, anche se i suoi indici di gradimento sono scesi dal 60%, quando ha iniziato il suo secondo mandato fino al 39 per cento la scorsa settimana.

Ora per l’Italia si apre un periodo di passaggio, nell’attesa di sapere chi sarà il nuovo presidente della Repubblica.

Nella classifica dei paesi meno corrotti del mondo l’Italia è solo 69°

L’Australia è uscita fuori dalla top 10 dei paesi meno corrotti al mondo, perdendo posizioni per il secondo anno consecutivo. Transparency International ha trovato che gli scandali della stampa e un lieve peggioramento della situazione di corruzione del paese hanno peggiorato la percezione di trasparenza e hanno spinto il paese dei canguri fino al 11° posto su un totale di 175.

Tre posti più sotto si trova la Gran Bretagna, al numero 14 con un punteggio di 78, dove il valore di 100 indica massima trasparenza e quello di 0 indica esclusiva corruzione. Un portavoce per l’organizzazione Transparency International ha riconosciuto un “graduale progresso” da parte del Regno Unito nella lotta alla corruzione, soprattutto negli ultimi anni. C’è ovviamente ancora di più da fare e il Regno Unito dovrebbe essere nella top 10. Il risultato dipenderà anche dal prossimo piano d’azione anti-corruzione del governo o se il nuovo governo, dopo le prossime votazioni di maggio, terrà fede agli impegni assunti al suo interno.

La Danimarca è il paese al top di questa particolare classifica per l’anno 2014, seguita da Nuova Zelanda, Finlandia e Svezia (solo Danimarca e Nuova Zelanda hanno avuto un punteggio superiore a 90, rispettivamente 92 e 91). Dietro ci sono Norvegia, Svizzera, Singapore, Olanda, Lssemburgo e Canada a completare la top 10. Gli Stati Uniti sono al 17° posto a parimerito con Barbados, Hong Kong e Irlanda, mentre l’Italia si trova al 69° posto a parimerito con Bulgaria e Grecia (che però, a contrario nostro, hanno migliorato la loro posizione e il prossimo anno potrebbero salire).

In basso alla classifica vediamo invece Corea del Nord e Somalia, entrambi con 8 punti, paesi in cui la corruzione sembra dunque una cosa all’ordine del giorno.

Perché è importante parlare di corruzione anche nel forex? Sappiamo che il mercato delle valute è influenzato da tutta una serie di informazioni e nozioni, tra cui anche ciò che accade a livello politico in uno stato (basti pensare alla volatilità che ha, ad esempio, il dollaro nei giorni prima che precedono l’elezione del nuovo Presidente e fino a che esso non viene nominato). Ecco che uno stato corrotto è anche uno stato che, politicamente, non funziona. Di conseguenza gli investitori hanno meno fiducia in esso e la valuta di riferimento potrebbe cadere. Perdere posizioni in questa classifica significa un potenziale calo di valore della valuta di riferimento, mentre guadagnarne significa, al contrario, una potenziale salita della valuta del paese in questione. Anche per questo il  forex è così affascinante!

Alitalia, il caos regna sovrano

Sembrava che un accordo fosse stato finalizzato tra Alitalia e Abu Dhabi Etihad. Il dibattito infuriava quando la notizia veniva confermata formalmente. Il Consiglio di Amministrazione di Etihad ha approvato un accordo che vedrà investire € 550.000.000 in Alitalia, oggetto di un piano di salvataggio guidato lo scorso anno. Secondo i rapporti pubblicati dal quotidiano Il Messaggero. Descritto dal giornale come una “alleanza strategica” che darà a Etihad, la compagnia di bandiera degli Emirati Arabi Uniti, una quota del 49 % in Alitalia, l’accordo dovrebbe essere annunciato dal premier italiano Matteo Renzi. Il premier lo ha detto in settimana affermando che l’accordo era “una questione di ore”, mentre altre fonti hanno suggerito una linea temporale più lunga di un paio di giorni. Il ministro delle infrastrutture, Maurizio Lupi, ha detto di non aver ancora visto una lettera formale arrivare da Etihad, a conferma di una conclusione dei lunghi negoziati. Quei colloqui tra i vettori sono nati a causa delle richieste di Etihad di tagliare posti di lavoro.

Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl, ha detto che il sindacato stava dando “un importante sostegno” per gli investimenti di Etihad in Alitalia

Lo scorso autunno, il governo italiano ha progettato un piano da 500 milioni di euro che prevedeva un aumento di capitale di 300 milioni di euro e 200 milioni di euro di nuove linee di credito. Tuttavia, l’importante investitore Air France- KLM, al momento, ha votato contro il piano di ristrutturazione. Secondo il piano, Poste Italiane ha deciso di sottoscrivere l’aumento di capitale per un importo di 75 milioni di euro, mentre le banche italiane, Intesa Sanpaolo e UniCredit, hanno detto che avrebbero messo fino a un massimo di 100 milioni di euro. Le denunce da parte dei vettori europei rivali non hanno tardato ad arrivare. Affermando che, questa strategia, equivale a un aiuto di Stato , un’accusa che il governo italiano ha negato con forza. La scorsa settimana , l’amministratore delegato di Air France -KLM Alexandre de Juniac ha detto che le richieste di Etihad sembrano essere più rigorose di quanto il vettore franco-olandese avesse richiesto. Secondo Air France, lo scorso novembre, il vettore considerato l’aumento della sua partecipazione in Alitalia, che in quel momento si attestava al 25 % , ma le sue richieste di cassa integrazione e la riduzione del debito sono state respinte.

Lavoro troppo instabile, gli italiani non fanno più figli

Italia ha registrato tassi di natalità bassi per molti anni, con gli esperti che non hanno difficoltà ad affermare che gli alti livelli della disoccupazione e dell’instabilità del lavoro che i giovani devono affrontare sta causando gravi problemi alle coppie. La scelta di avere figli avviene sempre più tardi nella vita. Allo stesso tempo, l’Italia ha una delle più antiche popolazioni del mondo ed è seconda solo alla Germania tra le 28 nazioni dell’Unione europea, sempre leggendo i dati Istat. In media , ci sono 151,4 italiani oltre i 65 anni, di conseguenza, 100 giovani sotto i 15. Solo la Germania ha una media età più anziana, con una media di 158 anziani ogni 100 giovani.

Questo è il terzo anno consecutivo di declino, anche se risultato inferiore rispetto al calo del 4% nel 2012

I tempi duri scaturiti dalla crisi economica stanno assumendo un pedaggio sul consumo dei consumatori, normalmente un elemento importante per la crescita economica. Tuttavia, lo scorso anno, il consumo è sceso del 2,6%. Il terzo anno consecutivo di declino, anche se risultato inferiore rispetto al calo del 4% nel 2012. Il reddito disponibile delle famiglie avanza del 1,1 % nel 2013 dopo il calo del 4,6% nel 2012 , l’agenzia ha aggiunto. L’Istat ha anche avvertito che l’Italia ha una “grande disuguaglianza nella distribuzione del reddito primario”. In realtà, ha detto che l’Italia ha il peggior record dell’Unione europea per quanto concerne la disuguaglianza di reddito, con ben 7,6 milioni di italiani che vivono in condizioni di grave degrado.

L’Istat ha detto che gli sforzi del governo nei paesi scandinavi condurranno l’UE a ottenere un forte miglioramento per quanto concerne l’uguaglianza dei redditi

Tutto questo non può che comprendere i guadagni delle famiglie e dei risparmi ed è stata misurata dopo che i programmi di sostegno governativi sono volti a uniformare i redditi delle famiglie. L’Istat ha detto che gli sforzi del governo nei paesi scandinavi condurranno l’UE a ottenere un forte miglioramento per quanto concerne l’uguaglianza dei redditi. Ovviamente, il discorso inerente il lavoro in Italia è sempre molto delicato. La paura più grande, ormai, non è data neanche più dalla disoccupazione, ma dalla reale possibilità di tenerselo il lavoro. Capita tutti i giorni che il titolare dia il benservito e, che se ne dica, quando ciò avviene, il dipendente ha davvero poco da fare.

Crisi del lavoro in Italia, andiamo ad analizzare i numeri di un tracollo senza fine

L’Italia fatica ad andare verso la ripresa economica. Gli sforzi vengono costantemente trattenuti da un alto tasso di disoccupazione, un tasso di natalità che, sta vivendo, davvero, uno dei suoi record più bassi, l’invecchiamento della popolazione e la fuga dei cervelli; Queste sono le cause di una crisi senza fine. Ad affermarlo è l’agenzia nazionale di statistica Istat che lo ha detto in un rapporto molto pessimistico pubblicato nella giornata di Mercoledì.

Secondo l’Istat , circa 6,3 milioni di persone erano disoccupate lo scorso anno

Secondo l’ Istat , circa 6,3 milioni di persone erano disoccupate lo scorso anno, e l’economia italiana ha perso 478 mila posti di lavoro rispetto al 2012 , il maggior calo dall’inizio della crisi economica iniziata nel 2008. Allo stesso tempo, il tasso di disoccupazione ha continuato ad aumentare, passando dal 10,7 % nel 2012 al 12,2% dello scorso anno, a circa il 12,7 % nei primi mesi del 2014 , l’agenzia, questo, lo ha detto nella sua relazione annuale.

Un numero esagerato di contratti part-time e temporanei sono saltati, lo scorso anno, del 22,1 % in un numero pari a 572.000

E in un rimodellamento significativo della forza lavoro, contratti part-time e temporanei sono saltati, lo scorso anno, del 22,1 % in un numero pari a 572.000. L’Italia sta lottando per emergere dalla peggiore recessione dalla seconda guerra mondiale e le speranze mostrare dalle statistiche all’inizio di questo mese hanno suggerito che l’economia rimane contratta, inaspettatamente, nel primo trimestre di quest’anno, dello 0,1% anziché mostrare l’espansione come primo pensiero. I giovani italiani sono quelli che più hanno patito le sferzate della crisi economica e, gli stessi giovani, stanno utilizzando la loro istruzione e la loro formazione per lasciare il paese e per lavoro altrove.

Il numero di bambini nati in Italia è sceso a un minimo record di 515.000 nel 2013

Circa 68.000 gli italiani si sono trasferiti nel 2012, il tasso più alto in un decennio e il 36 % al di sopra dei dati 2011. L’anno scorso, 2.435.000 di giovani in età compresa tra i 15 e i 29 erano nella categoria conosciuta come NEET – né subordinato all’istruzione, né ai programmi di formazione. Quel numero è salito dai 576.000 che registravamo nel 2008, ha detto Istat. Allo stesso tempo, il numero di bambini nati in Italia è sceso a un minimo record di 515.000 nel 2013, in calo di 12.000 unità rispetto al precedente livello più basso mai registrato dal 1995.

Morti sul lavoro, la strage degli operai suicidi è una macchia sull’anima del paese

La Confederazione italiana degli agricoltori (CIA), nella giornata di oggi, ha chiesto al governo di intensificare il piatto per aiutare le famiglie colpite dalla povertà e creare occupazione. Tutto questo dopo che l’Istat, con le sue statistiche nazionali bureau, ha detto che ci sono ben 7,6 milioni di italiani che vivono in condizioni di “grave deprivazione”. L’Istat, inoltre, ha dipinto un quadro sconfortante di un paese in cui le famiglie impoverite, molto spesso, hanno zero consumi e la disoccupazione crescente, in cui le persone sono costrette a vivere, impone la riduzione del cibo. I giovani italiani sono costretti ad emigrare per trovare lavoro. Questo è quanto ha detto la Cia in un comunicato (anche piuttosto inutile, se vogliamo..). Il numero degli italiani non in grado di poter acquistare regolarmente pesce o carne tutti i giorni è raddoppiata dal 6,7% al 12,3%, mentre il numero delle persone che si recano presso le opere di beneficenza per un pasto gratuito è salito del 10% rispetto allo scorso anno, secondo i dati della CIA. “Non c’è tempo da perdere. Il governo deve adottare misure rapide per sostenere le famiglie e l’occupazione giovanile”, ha concluso la CIA.

La tragedia della cassa integrazione, Maria Baratto ultima vittima di una tragedia annunciata

Hanno trovato il suo corpo quattro giorni dopo la morte. Lo stesso era riverso nella camera da letto, abbandonato in una pozza di sangue. Il suicidio è avvenuto mediante l’utilizzo di un coltello da cucina. La donna l’ha usato per trafiggersi l’addome. La posizione del corpo, con la mano protesa verso il telefono, lascia presagire un estremo tentativo di salvarsi la vita.
Maria Baratto, 47 anni, lavorava al reparto logistico della Fiat di Nola. La donna era da 6 anni in cassa integrazione. La scadenza era prevista nel prossimo luglio. La sua abitazione era sita ad Acerra (Napoli). La donna, nel suo ultimo scritto, ha accusato la politica di non far nulla. Stesse identiche parole di accusa rivolte alla Fiat e a Marchionne. Maria Baratto ha accusato le alte sfere di ”ricavare profitti soltanto sulla pelle dei lavoratori. Lavoratori costretti da troppi anni a vivere nella miseria di una cassa integrazione infinita e con la prospettiva di un futuro di disoccupazione”. Anche nel gesto più estremo, il togliersi la vita, appare difficile dare torto a Maria Baratto e a tutti quegli operai morti che non saranno definiti mai come “morti bianche” ma che, senza ombra di dubbio, sanno meglio di chiunque altro cosa voglia dire perdere la vita a causa del lavoro.

Finmeccanica ha vinto la sfida con l’India, l’Italia perde la sfida con la disoccupazione

La Difesa e il sistema aerospaziale sono state le chiavi di svolta del gigante italiano Finmeccanica. L’azienda che possiede l’elicottero AgustaWestland , ha detto che il tribunale di Milano ha “moderatamente accettato il reclamo” dal ministero della difesa indiano .

La società ha detto in un comunicato che la sentenza del tribunale consentirebbe all’India di poter incassare un importo di 228 milioni di euro ( 311 milioni dollari ). Questo è davvero il massimo per un paese che sperava di poter incassare una somma pari a € 278.000.000.

“L’AgustaWestland ha fatto valere i propri diritti al fine di recuperare i suddetti importi nel processo di arbitrato già avviato da tempo”

L’India aveva annullato l’accordo avvenuto a gennaio per acquistare 12 elicotteri di lusso. Il tutto, neanche a dirlo, tra le accuse che affermano che la società ha pagato tangenti per vincere il contratto da € 556.000.000 .

Nel mese di marzo, il tribunale di Milano si era pronunciata a favore dell’AgustaWestland, impedendo all’India di poter incassare garanzie per oltre € 278.000.000 .

L’India, di fatto, aveva sospeso il contratto nel 2013 dopo che gli investigatori italiani hanno cominciato a esaminando le accuse che vedevano l’AgustaWestland aver pagato tangenti per vincere l’appalto nel 2010.

I magistrati italiani sospettano che tangenti del valore di circa il 10 per cento della transazione , (una somma pari a 67,6 milioni dollari) sono state pagate ai funzionari indiani per far oscillare la quantità a favore di AgustaWestland, sempre secondo i resoconti dei media italiani. L’ azienda, ad ogni modo, nega ogni addebito e l’affare è in corso con l’arbitrato in India.

Cifre della disoccupazione: meno del 60 per cento degli italiani di età compresa tra i 20 ei 64 sono stati impiegati nel 2013, ben al di sotto della media UE del 68,3 per cento

La nuova figura vede l’Italia scivolare verso un tasso poco superiore al 59,2 per cento registrato nel 2002. Tra allora e il 2008 la situazione è costantemente migliorata per i lavoratori in Italia, fino a quando la crisi finanziaria globale ha colpito e portato a un costante calo dell’occupazione. Secondo i dati della Commissione Europea, l’Italia ha uno dei tassi di occupazione peggiori in Europa. Solo la Grecia, con il 53,2 per cento, e la Croazia (53,9 per cento) hanno avuto un andamento peggiore nel 2013. I dati indicano un crescente divario nord-sud in Europa.
Ma il tasso di disoccupazione del paese rimane a un livello record del 12,7 per cento ed è ancora peggio per i giovani , dove il tasso di disoccupazione ha colpito il 42,7 per cento tra i minori di 25 anni.

Il gruppo Trombini tira un sospiro di sollievo

Il gruppo Trombini finalmente è salvo. Anche la sezione fallimentare del tribunale di Ravenna, ha approvato la duplice proposta di concordato preventivata anche dal gruppo. Così, viene scongiurata la paura del fallimento per la ditta che costruisce i pannelli in legno rivolti al mercato dei mobili. Tuttavia, si tratta appena di un piccolo sospiro. Sono ancora con il fiato sospeso, invece, i 420 lavoratori che rimangono ancora in cassa integrazione fino a luglio, in virtù dei quali è stato già avviato il procedimento di mobilità.

Dalle parti di Torino sono presenti le aziende di Frossasco e Luserna San Giovanni che contano 118 e 36 lavoratori

I dipendenti, quindi, stanno vivendo tempi molto duri. Passando dal Piemonte fino ad arrivare alle Marche. Dalle parti di Torino sono presenti le aziende di Frossasco e Luserna San Giovanni che contano 118 e 36 lavoratori. Dipendenti della Annovati, azienda del gruppo in auge. Tutte le altre aziende dell’orbita Trombini sono la Rafal di Piangipane (situata a Ravenna), la Falco di Pomposa (posta a Ferrara) e la Raf la cui sede si trova a Pesaro. Nel mese di marzo 2013, le due aziende in cui venne diviso il gruppo, Trombini spa e Trombini srl, si trovarono davanti all’impossibilità di risolvere i debiti contratti con le aziende di credito, aziende che avevano richiesto un concordato preventivo e per i dipendenti era iniziata anche la cassa integrazione straordinaria.

Trascorso più di un anno, il 20 maggio 2014, tutti i 420 dipendenti della Trombini hanno avviato la procedura di mobilità

Tutte le principali fonti dell’azienda hanno precisato che si trattasse di un atto obbligatorio per legge in auge. Legge cui è in avvicinamento la data finale della cassa integrazione, presunta per il 23 luglio, ma che la ditta intuisce prorogare di circa sei mesi in virtù dell’ammortizzatore sociale. La presentazione della domanda sarà presente sul tavolo del ministero dello Sviluppo Economico. Un evento che ci sarà il prossimo 27 maggio. Vivendo altri sei mesi di cassa integrazione potremo avere un lasso di tempo maggiore per scovare il giusto acquirente. “Dalla ditta hanno confermato di avere ricevuto numerose offerte, anche se, a dire il vero, appaiono tutte piuttosto informali – afferma Marco Bosio della Fillea Cgil di Torino. La contrattazione più rilevante osserva una società cinese, che ha spedito i propri incaricati in Italia per un mese e oltre a apprendere le questioni del gruppo”.

Alitalia è vicina all’accordo con Etihad

Air France -KLM , che punta a essere il più grande azionista di Alitalia, ha visto la sua quota di calettamento arrivare a circa il 7 %

Air France – KLM è libero di vendere la sua partecipazione in Alitalia. Un progetto decisamente non felice a causa del suo collegamento previsto con Etihad, l’amministratore delegato di Banca Intesa Sanpaolo, la più grande delle parti interessate del vettore italiano, lo ha detto nella giornata di Venerdì. Air France -KLM , che punta a essere il più grande azionista di Alitalia, ha visto la sua quota di calettamento arrivare a circa il 7 % dopo aver scelto di non partecipare all’aumento di capitale dello scorso anno, ha espresso riserve circa l’affare che potrebbe vedere Etihad investire una somma pari a 500 milioni euro per prendere una grossa fetta della compagnia aerea travagliata.

“Abbiamo organizzato una operazione finanziaria finalizzata a coinvolgere Air France nell’aumento di capitale, ma ci hanno lasciato nei guai”

“Air France può dire addio ad Alitalia se vuole”, ha dichiarato Carlo Messina, l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, che ha rilevato una quota di oltre il 20 % della compagnia aerea. “Abbiamo organizzato una operazione finanziaria finalizzata a coinvolgere Air France nell’aumento di capitale, ma ci hanno lasciato nei guai. Gli altri come noi ( gli altri stakeholder ) hanno dovuto sottoscrivere l’intero aumento di capitale”. “Ora si può provare. La speranza è che le cose possano andare per il meglio. Ho cercato in ogni modo di portarli a questo punto”. Le condizioni di Etihad per investire in Alitalia, comprese le richieste di tagli nella forza lavoro della compagnia italiana e del suo debito, hanno riferito del completamento della transazione.

Negati, intanto, i rapporti in cui si affermava che Etihad avesse risposto a una proposta di lettera di intenti proveniente da Alitalia in merito a un eventuale accordo

Air France -KLM ha recentemente affermato che pensava che Etihad potesse avere richieste e le regole in merito sembravano più severe di quelle che il vettore franco-olandese aveva chiesto lo scorso autunno in cambio di un aumento degli investimenti. Un altro alto dirigente di Intesa Sanpaolo , Presidente del Consiglio di Gestione , Gian Maria Gros – Pietro , ha negato i rapporti in cui si affermava che Etihad avesse risposto a una proposta di lettera di intenti proveniente da Alitalia in merito a un eventuale accordo.

Pensioni, la politica continua l’opera di scarica-barile

Secondo Maurizio Petriccioli, segretario della Cisl, il Fondo Pensione è “sbagliato e pericoloso”

Il futuro del Fondo Pensione in Italia è stato sotto il fuoco nemico per almeno un decennio. Il ministro Giulio Tremonti ha suggerito al COVIP l’annullamento dei senza mercato finanziari di Silvio Berlusconi. Un dato che è regolato dalla Commissione Nazionale.

L’attuale governo di Matteo Renzi è alla ricerca di un risparmio di circa € 5 miliardi entro il prossimo semestre

Nel caso in cui Berlusconi decidesse di lasciare i regolatori operare separatamente nei “migliori interessi dei risparmiatori e degli investitori”, più tardi, la somministrazione di Mario Monti, e il suo cosiddetto esecutivo che ha anche tentato la demolizione dell’Autorità nel 2013, avrebbe non poco da ridire. L’attuale governo di Matteo Renzi è alla ricerca di un risparmio di circa € 5 miliardi entro il prossimo semestre. Questo dato ablativo dovrà avvolgere il governo assumendo potenti e radicati sindacati del paese e trovare modi per ridurre i costi del servizio civile.

I sindacalisti stanno trovando un’ondata di sostegno da parte della popolazione

Come Berlusconi e il governo Monti, risulterà importante tagliare la bolletta del servizio civile, troppo onerosa del paese, sarebbe una soluzione rapida. Un’idea popolare con il FMI e la CE , ma in senso lato, potrebbe essere un pathos pericoloso per un governo di fronte. Potremmo assistere a una forte reazione da parte dei sindacalisti del paese. Autentici maestri dei poteri pubblici. I sindacalisti stanno trovando un’ondata di sostegno da parte della popolazione. L’italiano medio ha visto il tenore di vita precipitare negli ultimi anni. Le notizie sul tasso di disoccupazione di oggi è sempre nei pressi del più preoccupante 12,5 % e al 40 % per gli under 25. Sondaggi iniziali del governo parlano di 85.000 posti di lavoro all’interno del servizio civile. Ma questo è un ruolo che suscita davvero poca credibilità nei giovani italiani. Stando a quanto afferma, in particolar modo, il ministro del Lavoro Giuliano Ugo Poletti, ci si è ripetutamente messi in guardia nel corso dell’edizione 2014. L’arruolamento nel Servizio Civile risulterà essere molto utile perché, questo, sarà ancora un altro anno di “sofferenza per i disoccupati”.

Ma la sofferenza per i disoccupati da chi è creata?

Ancora si parla di preoccupazione per la disoccupazione. Un dato che può risultare anche ironico se si pensa a CHI dovrebbe risolvere il problema. Non ci rimane che attendere e capire l’evolversi dei “curiosi” problemi politici.

Andiamo ad analizzare cosa richiede Poste Italiane per offrirci un lavoro

Lavorare in Poste Italiane, il sono di tanti

È evidente che una marea di persone non desidera altro che di lavorare per Poste Italiane. Migliaia di richieste ma l’assunzione non arriva mai. È bene capire, dunque, quali sono i principali requisiti per poter lavorare in Poste Italiane.
Ecco, con grande semplicità, quali sono i requisiti per essere, almeno, “ascoltati” dai valutatori di Poste Italiane:
1) Il primo requisito è il diploma di scuola superiore con votazione superiore a 70/ 100;
2) La naturale idoneità medica generica;
Quelli qui sopra sono i requisiti generici per tutti coloro che intendono lavorare allo smistamento.
I requisiti per fare il portalettere, invece, sono i seguenti:
Dando per scontato che chi intende avanzare la propria candidatura per la guida del motomezzo aziendale deve avere i requisiti sopracitati, occorre anche essere in possesso di una patente di guida valida e l’idoneità alla guida del motomezzo aziendale (moto con 125 di cilindrata).

Ecco come fare per presentare la propria domanda di assunzione a Poste Italiane

Tra i tanti problemi che affliggono i candidati a Poste Italiane, con certezza, c’è quello di capire nel modo migliore come presentare la domanda. Ovviamente non si può soltanto presentare la propria domanda scritta presso i vari sportelli Poste Italiane. Molto più facile e conveniente visitare la pagina “Lavora con noi” presente sul sito aziendale. Il sito aggiorna in continuazione le posizioni aperte e, una volta individuata quella di nostro interesse, non dovremo fare altro che ricordare i requisiti che abbiamo elencato in questo post.

Lavorare in Poste Italiane, un desiderio per tanti, un privilegio per pochi

Sono in molti a domandarsi come mai lavorare in Poste Italiane sia un’ambizione così grande. Tanto per cominciare, molto probabilmente, siamo tutti ben consapevoli del fatto che non esiste una nazione che non dispone di un proprio servizio postale. Quindi, lavorare in questi lidi, significa avere maggiori certezze di continuità professionale in tal senso. Poi, ovviamente, lavorare alle poste non è il massimo della serenità. File interminabili agli sportelli, reclami su reclami. Problematiche molteplici da superare. Sono tanti i punti a sfavore che caratterizzano questo lavoro ma, tutt’ora, riuscire a guadagnare la sudata posizione vuol dire, davvero, aver scelto per il meglio e, ancora, aver avuto molta fortuna. Pertanto, nonostante i pro e i contro, auguriamo a tutti voi di poter avere un’occasione professionale presso Poste Italiane.

Posto fisso, ormai anche gli imprenditori puntano a ottenerlo

Il tanto sognato posto fisso non rappresenta una prerogativa esclusiva dei dipendenti

La prima cosa da fare, senza ombra di dubbio, è sfatare un mito: «Il tanto sognato posto fisso non rappresenta una prerogativa esclusiva dei dipendenti. Interessa non poco anche agli imprenditori. La verità è che le attuali condizioni lo sconsigliano vivamente. E persuadono ad avere la massima prudenza». Queste sono le affermazioni di Andrea Fortuna, il presidente dell’Associazione nazionale consulenti del lavoro. È la prima volta da quando è cominciata la crisi che arrivano, in tal senso, segnali positivi. «Il 2013, sicuramente, possiamo definirlo come l’anno del contratto a termine (43,31%), la percentuale del contratto a tempo indeterminato è minima (22,41%) così come il part-time (14,34%). Numeri significativi. Soprattutto quando consideriamo che con queste percentuali c’è anche un campione di 9.143 aziende che testate esclusivamente sul territorio lombardo. Stiamo parlando di un totale complessivo di 119.381 addetti. In questo modo, il ricorso alla cassa integrazione è, di fatto, dimezzato».

Questi sono i numeri che Fortuna ha mostrato nel Centro Stella polare di Rho, il primo congresso regionale dei consulenti del lavoro in Italia

Ecco quanto affermato:
«Quando andiamo a parlare del mercato delle assunzioni – afferma – parliamo di un settore che, nel giro di un anno, si è stabilizzato. Non possiamo parlare di impennate in positivo, ma la rovinosa caduta si è arrestata. Tra le regioni italiane, poi, la Lombardia ha mostrato i primi segnali di ripresa».
Elasticità, ma anche agevolazione. Questo è ciò che vogliono le imprese per assumere. A dimostrarlo sono i contratti a tempo determinato che hanno surclassato quelli a progetto (5,04%) per non parlare di quelli da apprendista (5,84%) e quelli sul lavoro accessorio (5,26%).
«Composizioni che prevedono grande elasticità – rimarca Fortuna – ma anche difficoltà di tipo amministrativo. Le ditte pretendono facilità, meno carichi fiscali e costi minori. Una volta modificate le politiche di crescita della nostra economia, ovviamente, le premesse positive non scarseggiano, potremo finalmente giungere a una svolta». Stando a quanto afferma una ricerca dell’Osservatorio sul settore del lavoro del Centro Studi dei consulenti del lavoro affiora che, «malgrado la crisi, appena il 34% delle risoluzioni sono avvenute a causa di licenziamento e ad ogni modo, considerando tutte le risoluzioni consensuali (7%) come effetto dell’espulsione voluta dal datore di lavoro, il dato rimane appena del 40%». Per quanto concerne, invece, gli ammortizzatori sociali, «un numero inferiore al 7% degli impiegati è attratto da questo strumento».

Crisi del lavoro, il governo trova l’accordo con l’ Electrolux

L’accordo è nato con l’obiettivo di salvare i posti di lavoro, ha detto il ministro dell’Industria Federica Guidi

Il premier Matteo Renzi, nella giornata di Giovedì, ha firmato un contratto con l’azienda svedese produttrice di elettrodomestici Electrolux e mantenere i suoi quattro stabilimenti in Italia. L’accordo è nato con l’obiettivo di salvare i posti di lavoro, ha detto il ministro dell’Industria Federica Guidi. L’ azienda si è inoltre impegnata in un investimento di 150 milioni di euro per i quattro impianti, ha aggiunto. Pochi dettagli della transazione sono stati rilasciati, ma i funzionari hanno parlato di un “contratto di solidarietà ” che dovrebbe essere applicato e che vedrà il governo prendersi carico di una parte del costo del lavoro dei lavoratori .

L’azienda, a causa della crisi, aveva annunciato piani per tagliare gli stipendi dei circa 5.000 lavoratori

L’accordo è arrivato dopo che la multinazionale svedese, all’inizio di quest’anno, ha annunciato piani per tagliare gli stipendi dei circa 5.000 lavoratori nei suoi quattro stabilimenti italiani di circa il 15 % nel corso dei prossimi tre anni, spingendo l’allarme. La società ha detto che questo era l’unico modo per garantire che i propri prodotti , tra cui frigoriferi, aspirapolvere e lavatrici, riuscissero a competere con quelli prodotti nei mercati di basso livello salariale di tutto il mondo. Una volta che il principale esportatore mondiale di elettrodomestici , l’Italia, si colloca, oggi, al terzo posto dietro la Cina , che ha attirato oltre un terzo del mercato globale di 100 miliardi di euro.

Ernesto Ferrario: “aiutare la riduzione del costo del lavoro in Italia”

L’amministratore delegato della divisione italiana di Electrolux , Ernesto Ferrario , ha detto in una audizione al Senato relativa al settore in auge che, nel mese di febbraio, la società ha bisogno di “aiutare la riduzione del costo del lavoro in Italia”.

Contano solo i lavoratori e null’altro

È bene che il governo capisca che, qualsiasi sforzo, deve essere fatto in direzione della tutela dei lavoratori. Proprio nel momento in cui, per un breve periodo, il PIL si era sistemato, adesso, è ritornato in negativo. Non vorrei che, questa nuova problematica allontanasse nuovamente l’attenzione dal problema principale che caratterizza il nostro paese. Ovvero, la mancanza di lavoro. Non ci rimane che attendere e capire, finalmente, se il nostro paese può parlare di svolta.

Alitalia, informazioni sulla tutela dei lavoratori rare come mosche bianche

Ebitda (assolutamente in utile, privo di interessi, con grande attenzione a tasse e ammortamenti ) dovrebbe passare da 237 milioni di euro del 2015, a 694.000.000 euro nel 2023, secondo il rapporto

Carrier -based Golfo Etihad ha presentato un piano quinquennale per gli azionisti anziani di Alitalia e per ottenere intese che trasformeranno la compagnia aerea italiana in perdita in una “società a cinque stelle” almeno stando a quanto riportato dal quotidiano Il Messaggero. Gabriele Del Torchio, amministratore delegato di Alitalia, avrebbe dovuto rispondere del piano nel corso di questo Giovedi, afferma il giornale. In un documento di 20 pagine che include i punti richiesti da Etihad, se si tratta di riuscire a ottenere 500 milioni di euro di investimenti in Alitalia, le previsioni delle compagnie aeree degli Emirati Arabi Uniti per Alitalia potrebbero consentire di tornare in utile nel 2017, questo è stato confermato da tutti gli organi di stampa. Il documento prevede, inoltre, che l’Ebitda (assolutamente in utile, privo di interessi, con grande attenzione a tasse e ammortamenti ) dovrebbe passare da 237 milioni di euro del 2015, a 694.000.000 euro nel 2023, secondo il rapporto .

Nel complesso, il piano strategico prevede sette nuove destinazioni, 16 nuovi collegamenti e mira a competere con Lufthansa in Germania nel nord Italia

Il piano citato dal quotidiano vedrebbe i voli internazionali in partenza da Roma Fiumicino e Linate di Milano aumentati, con sette nuovi collegamenti dalla capitale italiana in meno di tre anni e il miglioramento dei collegamenti che collegano Linate alle principali capitali europee. Nel complesso, il piano strategico prevede sette nuove destinazioni, 16 nuovi collegamenti e mira a competere con Lufthansa in Germania nel nord Italia. Una condizione fondamentale previsto dalla Etihad per un accordo con Alitalia riguarda i suoi debiti con le banche. Il vettore del Golfo vuole che le banche riescano a cancellare fino a 562 milioni di euro di debito, mentre 140.000.000 € in debito senior devono essere rimandati fino al 2021. I rapporti precedenti che Eihad sta anche cercando in Alitalia dovrebbero evitare numerosi tagli di posti di lavoro ma, all’interno delle ultime news, questa possibilità non è stata affatto menzionata.
Eppure appare anche scontato affermare che, il primo discorso da sostenere, sia quello della tutela dei posti di lavoro. Quante famiglie dovranno perdere il loro posto a causa di questa leggerezza? Alitalia, negli ultimi mesi, ha riservato notizie troppo fumose e pochissimi fatti. La gente vuole chiarezza.

Ripresa in Italia, si registra un’altra caduta

Come la più feroce delle malattie, la crescita negativa è tornata nel primo trimestre del 2014 , con il prodotto interno lordo ( PIL) caduto dello 0,1 % rispetto agli ultimi tre mesi del 2013 , l’Istat lo ha reso noto nella mattinata di oggi nella sua stima preliminare per il periodo. L’agenzia nazionale di statistica ha detto che il PIL è stato dello 0,5 % tornando alla crescita negativa del primo trimestre del 2014 , con il prodotto interno lordo ( PIL) caduto dello 0,1 % rispetto agli ultimi tre mesi del 2013. L’Istat, in data odierna, lo ha detto nella sua stima preliminare. L’agenzia nazionale di statistica ha detto che il PIL è stato dello 0,5 % nel primo trimestre di quest’anno rispetto allo stesso periodo nel 2013. Le cifre sono un duro colpo per le speranze italiane di vedere una forte ripresa economica dopo essere finalmente emersa dalla sua più lunga recessione dal dopoguerra appena la seconda metà dello scorso anno.

L’Istat ha detto che la sua stima preliminare per il primo trimestre ha mostrato che l’economia italiana è in una fase di “stagnazione”

L’economia in Italia è cresciuta dello 0,1 % nel periodo ottobre-dicembre del 2013 rispetto ai tre mesi precedenti, per il primo trimestre di crescita positiva in oltre due anni. L’Istat ha detto che la sua stima preliminare per il primo trimestre ha mostrato che l’economia italiana è in una fase di “stagnazione”. Con il PIL in Italia si prevede un aumento nel corso di quest’anno, seppur modestamente , da parte del governo , la Commissione europea e il OECD. Un dato che comunque sarà destinato a variare rispetto allo stesso periodo nel 2013. Le cifre sono un duro colpo per le speranze dell’Italia di vedere una forte crescita economica e una forma di recupero dopo essere emersa dalla sua più lunga recessione dal dopoguerra appena nella seconda metà dello scorso anno. L’economia in Italia è cresciuta dello 0,1 % nel periodo ottobre-dicembre del 2013 rispetto ai tre mesi precedenti e, questo, era stato il primo trimestre di crescita positiva in oltre due anni. L’Istat ha detto che la sua stima preliminare per il primo trimestre ha mostrato che l’economia italiana è in una fase di  “stagnazione”. Il PIL in Italia prevede un aumento nel corso di quest’anno, seppur modesto. Dalla Commissione europea e dall’OCSE si attendono conferme

Renzi: “I criminali devono essere fermati , non il lavoro”

Renzi difende l’Expo nonostante l’ennesimo scandalo corruzione

L’Expo Milano 2015 è il “fiore all’occhiello del nostro Paese e non sarà fatto deragliare dai ladri”, il Premier Matteo Renzi lo ha detto al suo arrivo presso la sede della Fiera del mondo per mostrare il sostegno del governo; nonostante l’ennesimo scandalo corruzione. Come è arrivato, i manifestanti si sono riuniti all’esterno per chiedere al governo di destinare più risorse all’edilizia sociale e all’occupazione , piuttosto che a una mostra globale. Renzi ha detto che voleva “mostrare il suo volto” per dimostrare che il suo governo non permetterà la rovinosa battuta d’arresto del grande evento. “La logica negativa di coloro che dicono di fermare l’Expo è inaccettabile”, ha detto Renzi in una conferenza stampa .

Renzi: “I criminali devono essere fermati , non il lavoro”

“Non smetteremo di puntare sulle opere pubbliche. Lo Stato è più grande e più forte dei ladri”, ha aggiunto. “I criminali devono essere fermati , non il lavoro”. Giovedì scorso, sette persone sono state arrestate , tra cui il direttore della pianificazione degli appalti dell’Expo 2015, Angelo Paris. L’Expo prevede di attrarre 29 milioni di visitatori e miliardi di investimenti pubblici e privati. Parigi era al centro di una curiosa conversazione telefonica intercettata e rivelata dai procuratori nella giornata di Martedì. La conversazione avveniva nell’ottobre 2012 e ha coinvolto uno degli imputati , Gianstefano Frigerio, mentre raccontava al collega Sergio Cattozzo di stare rapportandosi con Parigi. Cattozzo ha riferito ai pubblici ministeri che egli era consapevole della corruzione in corso, e aveva i record nascosti di tangenti pagate .

Renzi ha visitato il sito dell’Expo e ha incontrato alti funzionari , tra cui l’amministratore delegato Giuseppe Sala

“Ho cercato di nascondere i documenti su cui ho scritto i conti e le tangenti “. Parigi, inoltre, stando a quanto riferito nella giornata di Lunedi dai pubblici ministeri , sebbene ci fossero “numerosi errori commessi” Non era una partecipante attiva nella corruzione. Renzi ha visitato il sito dell’Expo e ha incontrato alti funzionari , tra cui l’amministratore delegato Giuseppe Sala. “Siamo assolutamente convinti che l’Expo è una straordinaria opportunità”, ha detto Renzi in conferenza stampa. Lo scorso fine settimana , il premier ha chiesto a Raffaele Cantone, presidente dell’autorità nazionale anticorruzione, di mantenere una stretta vigilanza sull’Expo.

Jobs Act, il governo va a sbattere contro la Costituzione

Il governo italiano sta spingendo in Parlamento per un ambizioso piano di riforma del lavoro finalizzato a sostenere la creazione di nuovi posti di lavoro e per frenare il livello di disoccupazione del paese di registrazione ad alta così come la crescita sta riprendendo di nuovo in terza economia più grande d’Europa dopo una doppia recessione .Il cosiddetto “Decreto del Lavoro” è uno dei pilastri della più ampia Jobs Act del governo lanciata dal premier Matteo Renzi, ed è stata approvata dal Senato la scorsa settimana attraverso un voto di fiducia posto dal governo per accelerare l’approvazione del decreto e porre fine al caos politico innescato da alcune parti controverse del documento che hanno amareggiato gli alleati di governo e i sindacati.

Secondo la Costituzione italiana, tutti i decreti governativi devono essere votati e convertiti in legge da entrambi i rami del Parlamento entro 60 giorni altrimenti diventano automaticamente nulli

Il decreto del governo, autorizzato con 158 voti su 315, deve ora tornare alla Camera per l’approvazione definitiva . Per essere efficace, deve essere definitivamente convertito in legge da Lunedi 19 maggio. Secondo la Costituzione italiana, tutti i decreti governativi devono essere votati e convertiti in legge da entrambi i rami del Parlamento entro 60 giorni altrimenti diventano automaticamente nulli. In virtù di questo, l’urgenza del governo nasce dalla necessità di affrontare l’impennata del tasso di disoccupazione del paese , tra i più alti in Europa e attualmente al 12,7 % , il più alto dal 1977 , con la disoccupazione giovanile ferma al 42,7 % . Nonostante l’uscita dalla recessione, con una crescita del +0,8 % secondo i piani del governo , la disoccupazione rimane la massima urgenza.

La riforma introduce modifiche significative al quadro del lavoro in Italia

“La lotta contro la disoccupazione sarà una priorità assoluta ancora per molto tempo. Siamo fiduciosi che le misure contenute nel decreto lavoro portino alla creazione di nuovi posti di lavoro per la stabilizzazione dei lavoratori precari e incentivare le imprese ad assumere nuovi dipendenti. Questo dovrà essere un importante segnale e spianerà la strada alla Jobs Act”, ha spiegato una fonte. La riforma introduce modifiche significative al quadro del lavoro in Italia. Riforme volte a ridurre il numero di contratti di lavoro a tempo parziale e alla semplificazione delle norme, nel tentativo di ridurre la precarietà e l’eccessiva flessibilità del lavoro, che spesso si traduce in perdite di posti di lavoro.