Sistema Di Base (Parte 5)

Quinta parte di questo sistema che stiamo costruendo insieme. Prima di andare avanti è bene rivedere quanto scritto in precedenza:

1. Sistema di base (parte 1)
2. Sistema di base (parte 2)
3. Sistema di base (parte 3)
4. Sistema di base (parte 4)

Dopo aver stabilito che la cosa più importante da fare è stabilire il trend principale sul weekly e cercare di individuare eventuali ritracciamenti, dedichiamoci al grafico daily.

Cosa vedete? Nulla? Tra poco il grafico vi sembrerà molto più chiaro. Andiamo a tracciare i massimi e i minimi relativi, utilizzando un diverso colore ogniqualvolta cambia il trend.

 

1. Il trend è al rialzo, ho utilizzato il giallo per collegare il minimo relativo col massimo relativo;

2. Ritracciamento normale dall’uptrend, ci troviamo ancora in un uptrend, utilizzo il colore giallo;

3. Il prezzo non riesce a superare l’ultimo massimo, siamo usciti dall’uptrend, utilizzo un colore diverso, il rosso nell’esempio;

4. Il prezzo non riesce a superare nemmeno l’ultimo minimo, non ci troviamo nemmeno in un downtrend, si torna al colore giallo;

5. L’uptrend viene confermato, congiungo il minimo relativo col massimo relativo ancora col colore giallo;

6. Il prezzo dimostra di aver cambiato direzione, viene oltrepassato il minimo precedente, fine dell’uptrend… si cambia ancora colore;

7. Si ritorna all’uptrend e si torna al colore giallo;

8. Breve ritracciamento, siamo ancora nel vivo dell’uptrend;

9. Altri minimi e massimi superiori, siamo nel pieno dell’uptrend;

10. Altro breve ritracciamento che di sicuro non compromette il trend rialzista;

11. Siamo ancora in un trend rialzista ma siamo in attesa del prossimo ritracciamento.

Dopo aver analizzato tutti i massimi e i minimi relativi, diamo una ripulita al grafico e andiamo a concentrarci di più sul trend vero e proprio. Prima di farlo però voglio ricordare che sul weekly abbiamo stabilito che il trend principale è rialzista, adesso sul daily stiamo andando a cercare informazioni sul trend secondario, o al massimo sul trend minore.

Racchiuso tra le due linee rosse c’è un trend rialzista, come classificarlo? Il trend dura poco più di un mese, si tratta di un trend secondario. Tra le due linee azzurre c’è un uptrend della durata di 16 giorni, questo può essere considerato un trend minore. Il trend ribassista tra le due linee in violetto può essere considerato secondario, infatti ha una durata di quasi un mese.
L’ultimo trend è chiaramente long, ed è ancora in atto. Per ora dura da circa 2 mesi, quindi è da classificare come trend secondario.
A cosa ci servono queste classificazioni e queste suddivisioni? Lo scopriremo nella prossima puntata!

Sistema Di Base (Parte 4)

Ben ritrovati con la quarta parte di questo sistema che stiamo costruendo insieme. Oggi voglio mostrarvi come applicare i ritracciamenti di Fibonacci al grafico weekly, ma prima voglio assicurarmi che abbiate letto i tre paragrafi precedenti:

1. Sistema di base (parte 1)
2. Sistema di base (parte 2)
3. Sistema di base (parte 3)

Iniziamo con una premessa: utilizzeremo i ritracciamenti di Fibonacci sul grafico weekly solo per capire  meglio il trend principale, non per aprire posizioni sul mercato. Andiamo ad analizzare di nuovo il grafico weekly riguardante il cambio euro-dollaro:

Come applicare i ritracciamenti di Fibonacci? Facciamolo prima per il passato, così ci renderemo conto di come farlo per il presente:

Primo ritracciamento di Fibonacci sensato da applicare al downtrend che abbiamo analizzato in un precedente articolo. Perché dico primo ritracciamento sensato? Perché non aveva senso applicarlo alla prima linea del downtrend (quella in giallo) perché lì non sapevamo ancora di essere in un downtrend e quella linea poteva anche essere un semplice ritracciamento al ribasso da un uptrend. Non ha senso applicarlo alla prima linea in rosso perché i ritracciamenti, in un downtrend, logicamente si tracciano solo alle linee al ribasso.
Ok, cosa ho fatto nell’immagine qui in alto? Non ho fatto altro che tracciare il ritracciamento dal massimo relativo al minimo relativo, facile no? Adesso passiamo all’interpretazione, cosa possiamo notare? Il prezzo è andato ben oltre il livello 61.8% di Fibonacci e inoltre il downtrend si era formato da poco, qui il trader non deve fare nulla perché il dubbio che il downtrend sia già finito è forte per i due precedenti motivi.
Allora cosa fare a quel punto? Nulla! Si aspettano occasioni migliori, nel frattempo potete passare ad un’altra coppia.

Anche qui ritracciamento facile facile, si parte dal massimo relativo e si va fino al minimo relativo. Qui il downtrend già aveva “una certa età” e inoltre potete vedere che il prezzo torna giù dopo aver superato di poco il livello 50 di Fibonacci: qui siamo nel pieno del downtrend, si va a caccia solo di occasioni short.

Altro ritracciamento e altre buone notizie, infatti il prezzo arriva al livello 38.2 prima di tornare giù e confermare il downtrend. Anche in quest’occasione Fibonacci ci aiuta a capire la fine del ritracciamento rialzista e, di conseguenza, la continuazione del trend ribassista.

Ultimo ritracciamento di Fibonacci tracciato per questo trend ribassista. In questo caso Fibonacci ci aiuta a capire che il trend ribassista, molto probabilmente, è giunto al termine, infatti il prezzo ha superato nettamente il livello 100%, superando, quindi, anche il massimo precedente: così si ha la fine del downtrend considerando la definizione di Dow di massimi e minimi decrescenti.
Un dubbio poteva venire però, infatti sul livello 50 di Fibonacci c’è una candela short, lì probabilmente si poteva ipotizzare la fine del ritracciamento e quindi avere ancora un’ottica short. Una sola candela al ribasso è un po’ poco per credere alla fine di un ritracciamento, però in alcune occasioni capita di interpretare male un grafico e subire perdite, altrimenti potremmo dire che questo sistema sia infallibile.
Provate ad applicare anche voi Fibonacci per il nuovo trend rialzista e fatemi sapere quale interpretazione riuscite a ricavarne.
Per oggi è tutto, buon trading e ancora buon anno!

Sistema Di Base (Parte 3)

Avete letto attentamente le prime due parti di questo sistema?

1. Sistema di base (parte 1)
2. Sistema di base (parte 2)

Andiamo a considerare tutti gli elementi insieme su un grafico della MetaTrader 4. Ovviamente si parte dal grafico weekly:

Cosa vedete in questo grafico? Nulla? Non vi preoccupate che tra poco avrete le idee più chiare! La prima cosa che andremo a fare è tracciare i massimi e i minimi relativi.

Ho utilizzato due colori per indicare quando il trend sta cambiando o è cambiato. All’inizio in giallo c’è un uptrend, poi in rosso c’è un downtrend, poi si torna al giallo per indicare l’inizio di un uptrend. Il downtrend in rosso (che comprende anche la linea gialla prima della prima linea rossa) è durato 16 mesi circa, siamo in linea con la nostra definizione di trend principale, ovvero dai 3 mesi a un anno o anche più. Il nuovo uptrend che si sta delineando è più giovane, ma è abbastanza vecchio per metterlo nella categoria dei trend principali, infatti dura da circa 5 mesi.
Non mi piace molto tracciare le trendlines sul grafico weekly, lo faremo quando passeremo al daily o al H4, per ora sappiamo di trovarci in un uptrend semplicemente adottando la definizione di Dow.
E’ importante, invece, andare a tracciare le linee di supporto e di resistenza, per capire se il prezzo si trova in un’area difficile da superare.

Ho trovato un solo livello abbastanza significativo, potete anche lasciare solo la linea nera togliendo la zona evidenziata che ho inserito solo per ricordare che i livelli di supporto e resistenza costituiscono un’area e non un punto fisso. Potete anche togliere le linee rosse verticali che ho tracciato solo per dividere i trend individuati.
All’inizio avevamo un grafico bianco, adesso sappiamo che il trend è in salita e che il prezzo ha superato una resistenza, è stato attratto da quel livello e ha rimbalzato sul nuovo supporto per tornare su… mica male per due semplici passaggi che richiedono 5 minuti?
I più precisi potrebbero andare alla ricerca dei pattern della Price Action sul weekly, tuttavia non è indispensabile, ci serviranno più avanti.
Cosa abbiamo capito da quest’analisi del grafico weekly? Che il trend principale è rialzista e non ci sono ostacoli in vista, quindi andremo solo alla ricerca di occasioni long.
Per ora è tutto appuntamento alla prossima parte, in cui andremo ad introdurre Fibonacci nel sistema e ad analizzare il grafico daily.
Buona fortuna e soprattutto buon anno!

Sistema Di Base (Parte 2)

Eccoci qui, siamo giunti alla seconda parte del sistema di base che stiamo costruendo sfruttando gli argomenti studiati in questi 4 mesi insieme su mondoforex. Andiamo subito ad elencare i punti principali del sistema:

1. E’ un sistema trend-following, quindi andremo ad aprire posizioni solo a favore del trend, MAI contro.

Qui c’è da aprire una piccola parentesi perché ci si può confondere tra i vari tipi di trend. Infatti la prima domanda che può sorgere è: quanto deve durare un movimento per essere considerato un trend? Posso andare ad analizzare il trend anche sui grafici a 5 minuti? Io mi baso sulla definizione di trend data da Charles Dow, quindi adotterò anche la classificazione fornita da Dow:

a. Trend principale – da 3 mesi ad un anno o anche più;
b. Trend secondario – da 3 settimane a 3 mesi;
c. Trend minore – da pochi giorni a 3 settimane.

Penso che adesso sia più chiara la risposta alla domanda “posso vedere il trend anche dal grafico a 5 minuti?”. Al massimo si può osservare il trend minore sul grafico a 5 minuti, ma bisognerebbe rimpicciolire le candele al massimo sul grafico. Solitamente andremo ad osservare il trend principale sul weekly, il trend secondario sul daily e il trend minore sul H4, con le dovute eccezioni.

2. Il trend viene rilevato con la definizione di Dow di massimi e minimi, le trend lines saranno utilizzate solo come supporto alla nostra definizione di trend, o per aprire posizioni in determinati casi.

3. Sappiamo che i ritracciamenti sono correzioni del mercato, che devia “momentaneamente” dal trend principale: utilizzeremo i ritracciamenti di Fibonacci per cercare di cogliere la fine di questi ritracciamenti per poi entrare sul mercato in linea con il trend principale.

4.  I ritracciamenti dal trend principale costituiscono quasi sempre dei trend secondari, andremo ad applicare le nostre conoscenze dei segnali di inversione per capire quando un trend secondario sta giungendo al termine e, di conseguenza, quando il prezzo sta rientrando nel trend principale.

5. Applicheremo le nostre conoscenze di supporti e resistenze per cercare di capire quando il prezzo affronterà un livello difficile da superare e anche per tentare di entrare con le tecniche del rimbalzo o del break.

Questi sono i punti principali, da questo si può intuire che il sistema si basa sul lungo periodo, visto che diamo importanza primaria al trend principale tracciato sul weekly, tuttavia non è per forza così, infatti, come vedremo successivamente, il sistema può essere utilizzato anche per trades di periodo più breve come un giorno o pochi giorni.
Prossimamente sarà pubblicata la terza parte che entrerà più nel vivo del sistema, infatti inizieremo a vedere come combinare tutti gli elementi sul grafico della MetaTrader 4.

Sistema Di Base (Parte 1)

Ormai si avvicina la fine del 2012, è tempo di domande: chi di voi ha guadagnato col trading? Chi di voi ha guadagnato grazie alla condivisione di idee di trading che c’è stata con la rubrica sui segnali operativi? Spero tanti!
Bene, per fortuna il mondo non è finito ma è stato comunque un anno molto impegnativo, per me e per tutti voi immagino, quindi ho deciso di regalarvi questo sistema di trading basato esclusivamente su ciò che abbiamo studiato in questi 4 mesi insieme.
E’ un sistema che si adatta molto bene a chi è ancora essenzialmente un principiante e si sta sforzando per entrare nella categoria “intermedi”, perché è molto semplice e non ci sono cose straordinarie da sapere, davvero vi basta quanto studiato in questi 4 mesi. Ne approfitto per una piccola premessa: il sistema che sto per introdurre è solo una piccola porzione dell’analisi che io svolgo per tradare sul mercato, quindi non è il sistema che io utilizzo, però partendo da questo, che secondo me già potrebbe darvi soddisfazioni, col passar del tempo potrete fare esperienza, continuare a studiare e magari introdurre qualcosa di vostro, come un indicatore specifico o un concetto frutto dell’esperienza, che andranno a rafforzare il sistema.
Altra piccola premessa: l’ho chiamato sistema, ma non vi aspettate una serie di regole che dovete applicare meccanicamente per entrare ed uscire da una trade, c’è sempre una forte componente interpretativa in tutto ciò che andremo a vedere.
Detto questo, iniziamo ad entrare nel vivo del sistema considerando gli “ingredienti” che servono per prepararlo:

1. Tutto quanto scritto nella rubrica “il Forex semplice”, è davvero indispensabile perché non si può iniziare a fare trading sul mercato se non si conosce il concetto di leva o non si sa cos’è un trend;

2. I pattern di inversione visti nel corso di Price Action, in particolare: hammer e hanging man, engulfing pattern, shooting star, inverted hammer, tweezers tops e bottoms, belt-hold lines;

3. Tra gli argomenti principali da rivedere ci sono: supporto e resistenza (parte 1), supporto e resistenza (parte 2), tipi di ordine (parte 1), tipi di ordine (parte 2), trend lines, ancora sul trend (parte 1), ancora sul trend (parte 2), ancora sul trend (parte 3), ancora sul trend (parte 4), canali (parte 1), canali (parte 2), il rimbalzo, utilizzare le rotture a proprio favore, ritracciamenti (parte 1), ritracciamenti (parte 2).

Ovviamente sarebbe importante anche vedere gli articoli dedicati alla pratica, ma non temete perché ci saranno tanti esempi anche a seguire. Appuntamento alla seconda parte!

Analisi Con La Price Action (29/12/2012)

Andiamo a vedere come sono andate le ultime coppie che abbiamo analizzato:

1. Analisi con la Price Action (18/12/2012)
2. Analisi con la Price Action (21/12/2012)

AUD/USD

Per non riprendere tutto l’articolo precedente, analizziamo solo i pro e i contro:

PRO:

– Linea di resistenza molto forte;
– Trend principale tendenzialmente in discesa;
– Stocastico nella zona di iper-comprato (lo metto solo perché io uso lo stocastico, dal punto di vista del vostro studio potete ometterlo);

CONTRO:

– Trend secondario tendenzialmente rialzista;
– Trend minore fortemente rialzista;
– Le candele verdi continuano ad avere una certa consistenza, ciò potrebbe voler dire che la forza dei buyers non è ancora terminata;
– Ultimo massimo eguagliato, potrebbe portare alla fine del downtrend sul weekly.

Andiamo a scoprire come è andata la trade:

La trade sarebbe andata bene, tuttavia non l’abbiamo aperta perché i “contro” erano più numerosi e più forti.

GBP/USD

Anche qui andiamo ad analizzare solo i pro e i contro, potete trovare l’articolo completo ad inizio pagina (secondo link):

PRO

– Resistenza molto forte;
– Bearish belt hold;

CONTRO

– Trend tendenzialmente rialzista.

La posizione short è stata aperta ed è andata anche bene. Adesso si può notare la formazione di una candela che fa da bullish engulfing pattern, per cui sarebbe meglio ritirare la posizione short mantenendo i profitti realizzati. Tuttavia per i più testardi, che vogliono mantenere la posizione short, ho buone notizie. Analizzando il weekly si notano alcune cose interessanti:

Siamo nella parte alta di un canale laterale, quindi si potrebbe pensare di continuare a speculare sulla posizione short anche sul lungo periodo.
Inoltre andando ad ingrandire si notano altri segnali incoraggianti:

Due candele di inversione, una shoorting star e un hanging man. Io manterrei la posizione short, tuttavia mi sentirei più tranquillo con una conferma data da una candela short dopo i due segnali di inversione appena visti.

Anche oggi l’analisi termina qui, se avete qualche dubbio o qualche grafico da voler analizzare potete scrivermi, se non avete la mia casella mail o altri contatti potete anche commentare qui. Per oggi è tutto, buon trading con la Price Action e buone feste.

 

 

Linee Di Contrattacco

Siamo quasi alla fine di questo capitolo dedicato ai pattern di inversione, quindi vediamo gli ultimissimi in maniera rapida, anche perché non li useremo (o li useremo pochissimo) quando andremo ad analizzare le varie coppie di valute. Oggi andiamo ad analizzare un pattern che ho visto una sola volta in vita mia ma non l’ho mai utilizzato, quindi non approfondiamo l’argomento.

Linee di contrattacco

Le linee di contrattacco (o counterattack lines) sono segnali formati da due candele. Possiamo distinguere tra bearish counterattack line e bullish counterattack line.
Una bearish counterattack line si può trovare alla fine di un uptrend e potrebbe segnare la fine di quel trend al rialzo. E’ un pattern formato da una candela rialzista seguita da una candela ribassista. Le caratteristiche fondamentali per la formazione di questo pattern sono:

1. Un gap tra la prima e la seconda candela;
2. Il prezzo di chiusura delle due candele deve essere lo stesso.

Una bullish counterattack line ha la stessa configurazione e le stesse caratteristiche della bearish counterattack line, solo che si trova alla fine di un trend ribassista e, ovviamente, è un segnale rialzista.
Quindi volendo descrivere le caratteristiche di questo pattern potremmo ancora dire che c’è bisogno di:

1. Un gap tra la prima e la seconda candela;
2. Il prezzo di chiusura delle due candele deve essere lo stesso.

Fate attenzione a non confondere questi due segnali con il dark-cloud cover e con il piercing pattern, perché le linee di contrattacco solitamente hanno meno forza, per questo non le utilizzeremo nelle nostre analisi.
Infine una piccola nota che forse avete già capito dando uno sguardo all’immagine: si tratta di un pattern che si presenta pochissime volte a causa di due caratteristiche la cui combinazione è estremamente rara.

Siamo giunti alla fine di questa nostra lista di segnali di inversione. Spero che, oltre al pattern, abbiate capito come ragionare quando si entra sul mercato grazie ad alcuni esempi proposti, ma se avete ancora difficoltà non abbiate alcun timore perché prossimamente arriverà una lunga parte dedicata alla pratica. Prima di iniziare la parte pratica della rubrica bisognerà affrontare alcuni argomenti molto interessanti, per cui la prossima volta vedremo gruppi di candele che formano segnali di inversione, sono sicuro che almeno il più famoso lo conoscete già, si tratta del pattern head and shoulders, ovvero testa e spalle.
Con questo vi auguro come sempre buon trading con la Price Action e ancora una volta buone feste.

 

Analisi Con La Price Action (21/12/2012)

Oggi andiamo a concentrarci su una coppia molto interessante che potrebbe regalarci buoni guadagni nei prossimi giorni. Si tratta di GBP/USD e prima di tutto dobbiamo individuare il trend ed eventuali pattern:

GBP/USD

Partiamo dal trend: c’è un certo trend al rialzo che però ha affrontato un periodo molto difficile tra Settembre e Novembre. Ultimamente il prezzo è tornato su, ma ancora una volta si è fermato sulla resistenza a 1.63 (linea blu nella parte più alta).
Il trend è tendenzialmente rialzista, con alcuni dubbi spontanei legati sia al periodo di downtrend durato 2 mesi (Settembre – Novembre), sia alla resistenza.
Analizziamo per un momento quella resistenza: ha respinto il prezzo per 3 volte, senza mai essere superata in maniera decisa, e in più è data da un livello tondo, ovvero 1.63.
Quindi per ora abbiamo il trend che costituisce un punto leggermente a sfavore per aprire una posizione short, mentre c’è una resistenza che è un punto molto forte a favore.
Passiamo all’analisi del pattern. Abbiamo visto che c’è un bearish engulfing pattern molto forte, tuttavia vale la pena dare uno sguardo da vicino al grafico:

In effetti questo pattern somiglia di più ad una bearish belt hold che ad un bearish engulfing. Si tratta, in ogni caso, di un pattern di inversione molto forte che si presenta proprio su un livello di resistenza importante, allora andiamo ad analizzare in conclusione i pro e i contro di una posizione short.

PRO

– Resistenza molto forte;
– Bearish belt hold;

CONTRO

– Trend tendenzialmente rialzista.

Direi che si può aprire una posizione short in questo caso, tuttavia aspetterei l’inizio della nuova settimana di trading visto che siamo a poche ore dalla chiusura dei mercati.

Ultime note per i più attenti: avrete sicuramente notato una shooting star proprio prima del pattern che abbiamo analizzato, non potevamo prendere in considerazione quel pattern perché non c’è stata alcuna conferma da parte della candela seguente. Alcuni potevano aprire la posizione senza aspettare la conferma, in quel caso avrebbero guadagnato un bel po’, tuttavia è una scelta che non mi piace molto e penso che alla lunga i risultati saranno più negativi che positivi.
Infine, parlando di shooting star, andiamo ad analizzare anche un altro time-frame.

Ecco a voi un bel segnale anche sul grafico weekly. Ciò non fa altro che confermare la nostra visione short, quindi appuntamento alla prossima settimana per tenerci aggiornati su questa trade.
Buona fortuna e buon trading con la Price Action.

 

 

 

Analisi Con La Price Action (18/12/2012)

Qualche giorno fa abbiamo visto una trade possibile sfruttando una resistenza:

Al di là del semplice fatto che abbiamo capito che c’è indecisione e l’uptrend potrebbe non continuare a lungo, voglio sottolineare come è una trade che potrebbe essere inserita benissimo nel corso di Price Action, in quanto supporti e resistenze si adattano molto bene ai segnali di inversione che abbiamo visto finora. Dal grafico non si vedono segnali significativi se non un bearish engulfing pattern che si sta formando proprio nel corso di questa giornata.

Andiamo avanti analizzando un’altra coppia che si trova vicino ad un importante livello di resistenza:

Cosa fare? Direi che in questi casi la prima cosa da controllare è il trend principale sul grafico weekly. Senza andare a postare il grafico, vi anticipo che è tendenzialmente ribassista con una controtendenza negli ultimi mesi, quindi una posizione short è ipotizzabile anche se non è certo perfetta se consideriamo la controtendenza in atto.
Qui non voglio consigliare una trade, nemmeno voglio dire “comprate o vendete”, voglio cercare di farvi capire come ragionare ogni volta che state per pensare di entrare sul mercato.
Analizzato il trend possiamo tirare in gioco altri elementi, facciamo una lista di pro e di contro, ma prima andiamo ad ingrandire un po’ il grafico così avrete più chiara la situazione:

PRO:

– Linea di resistenza molto forte;
– Trend principale tendenzialmente in discesa;
– Stocastico nella zona di iper-comprato (lo metto solo perché io uso lo stocastico, dal punto di vista del vostro studio potete ometterlo);

CONTRO:

– Trend secondario tendenzialmente rialzista;
– Trend minore fortemente rialzista;
– Le candele verdi continuano ad avere una certa consistenza, ciò potrebbe voler dire che la forza dei buyers non è ancora terminata;
– Ultimo massimo eguagliato, potrebbe portare alla fine del downtrend sul weekly.

Forse un trader prima avrebbe pensato: “wow ottimo, una resistenza molto forte proprio come piace a me, non mi resta che attendere un segnale di Price Action, uno di quelli che ho imparato su mondoforex!”; adesso un trader penserà: “wow, una resistenza molto forte, ma tutto sommato non vale la pena entrare perché ci sono diversi elementi contro, per questa volta passo, cercherò di entrare su una coppia più convincente”.

Spero di avervi fatto capire come ragionare e di avervi dissuaso dal cercare segnali di Price Action proprio sulla resistenza, perché è vero che si tratta di un bel livello, ma ci sono anche molti elementi contrari.

Buona fortuna e buon trading con la Price Action.

3 Black Crows

Abbiamo visto come il two crows è formato da due candlestick ribassiste (potete rivedere tutto qui), come è facilmente intuibile questo pattern è formato da tre candele ribassiste.
Prima di tutto bisogna dire che non sempre viene considerato un pattern di inversione del trend, infatti se si presenta al termine di un uptrend è così, ma se si presenta durante un downtrend costituisce un buon pattern di continuazione.
Inoltre le tre candele ribassiste devono avere la caratteristica di chiudere al loro minimo (o molto vicino).

 

Se questo viene considerato un pattern che difficilmente si trova nei grafici, allora il 3 “identical” black crows, formato da 3 candele ribassiste di identica misura, è davvero molto raro.

La maggior parte dei trader ritiene che il segnale si forma solo quando c’è un gap rialzista tra le diverse candele. Tra le due teorie mi sono schierato a favore di quella che non prevede un gap tra le candele e spiego il perché in maniera molto semplice.
L’analisi delle candlestick nasce molti anni fa (XVIII secolo), quando i gap erano molto più frequenti. In effetti basta guardare un grafico degli anni ‘80 per capire che i gap erano una costante nel trading. Oggi i gap si hanno quasi esclusivamente nel fine settimana e ciò significa che questo pattern, già di per sé abbastanza raro, si verificherebbe soltanto sui grafici weekly.
Per questo la teoria si è evoluta mostrando sempre di più una certa evidenza a favore della spiegazione che non prevede gap.
Ultimo elemento da considerare, ma secondo me più importante, è quando si formano tre candele molto profonde.
Infatti un elemento molto importante da tenere in considerazione è che se le candele ribassiste sono molto estese allora bisogna stare attenti a non aprire una posizione short in un mercato iper-venduto (tre candele molto profonde possono bastare per creare un eccesso di vendite e quindi posso aprire un nuovo periodo buy).
Ricordate sempre di utilizzare i pattern in base alla logica di mercato, non basta conoscerli e applicarli meccanicamente.
Con questo concludo e vi anticipo che siamo arrivati quasi alla fine di questi segnali di inversione, poi ci sarà una parentesi in cui verranno trattati argomenti pratici per poi proseguire verso i segnali di continuazione.
Vi auguro buona fortuna e buon trading con la Price Action.

Analisi Con La Price Action (12/12/2012)

Nella rubrica dedicata ai segnali operativi stiamo rivolgendo particolare attenzione a EUR/AUD, andiamo a dare uno sguardo a questa coppia più da vicino, analizzando un time-frame inferiore (H4) e utilizzando la nostra tecnica basata sulla Price Action.

EUR/AUD

Rapida discesa per questa coppia e questo non può far altro che farci piacere visto che abbiamo una posizione short. Adesso stiamo aspettando la fine di questo ritracciamento al rialzo per considerare una posizione short di periodo più breve. Premetto che questa trade è adatta a chi non è già entrato su questa coppia, altrimenti entrare con due posizioni sulla stessa coppia non è da considerare sbagliato, ma complicato per la gestione del money management ed ognuno di noi ha la propria strategia che gli permette di capire se è il caso o no… io non entrerò con un’altra posizione.
Chiarito questo punto, aspettiamo che questo ritracciamento al rialzo si concluda per poi entrare short. Come facciamo a capire quando è il momento di entrare? Dopo una discesa così lunga è normale che la coppia prendi fiato viaggiando verso l’alto, a noi interessa cercare qualche segnale di inversione intorno ad un ritracciamento del 50%.
Alcuni consigli:

– ragionate sempre bene prima di entrare, cercando di capire la logica del mercato;
– non entrate se il prezzo va diritto verso l’alto superando il livello 61.8 di Fibonacci;
– stop loss presumibilmente intorno all’ultimo massimo, mentre il take profit intorno all’ultimo minimo.

Un altro modo di prendere decisioni su questa trade è pensare all’area 50 – 61.8 di Fibonacci come un’intera area di resistenza, in modo da poter applicare le strategie studiate proprio nei giorni scorsi: rimbalzo e break.

Spero che sia chiaro questo modo di procedere, così possiamo iniziare a fare le prime esperienze pratiche con un notevole bagaglio culturale sulla Price Action. Buona fortuna e buon trading.

Upside-gap two crows

Ormai siamo quasi alla fine di questa carrellata di segnali di inversione, dopo affronteremo degli argomenti pratici per poi proseguire verso i segnali di continuazione.
L’upside-gap two crows è un pattern ribassista che possiamo incontrare alla fine di un trend rialzista. Si compone di tre candele: la prima deve essere una lunga candela rialzista, la seconda e la terza devono essere ribassiste.
Essenziale per la formazione di questo pattern è che ci sia un gap al rialzo tra la prima candela e la seconda, un altro gap al rialzo tra la seconda e la terza candela e inoltre la terza candela deve aprire più in alto rispetto all’apertura della seconda candela e deve chiudere al di sotto della chiusura della seconda candela. Tutte queste condizioni rendono poco frequente questo pattern, anzi devo dire che io l’ho incontrato quasi esclusivamente sui libri di teoria, una sola volta mi è capitato di fare trading con questo segnale e per fortuna è andata bene!

La logica è chiara: i buyers sono in controllo ed è dimostrato dalla lunga candela verde (la prima del pattern) e dal gap rialzista tra la prima e la seconda candela. Poi c’è una candela ribassista che getta i primi dubbi sulla direzione del trend. Con il secondo gap rialzista sembra che i buyers possano cancellare ogni dubbio, ma la terza candela mostra una forza al ribasso ancora maggiore.
Inoltre si può notare che le ultime due candele costituiscono sempre un bearish engulfing pattern.
Perché il nome “two crows”? Two crows tradotto significa “due corvi” e l’espressione non si capisce utilizzando il verde e il rosso come colori delle candele, ma usando il bianco e il nero si può capire il nome.

Ho affrontato questo segnale dal punto di vista teorico ma vi do due scelte: la prima sta nel non impararlo, infatti a volte questo segnale di inversione viene confuso con il Mat-hold pattern (che vedremo più avanti) che è un segnale di continuazione del trend. Potete immaginare il disastro se aprite una posizione convinti dell’inversione del trend mentre quello che si è presentato è un forte segnale di continuazione del trend! Un’altra strada è quella di imparare sia questo pattern sia il Mat-hold e quando si presenta l’occasione andare sempre a rivederli prima di aprire una trade. Io li ho imparati perché sono un perfezionista, ma volendo essere realista vi permette al massimo di aprire una dozzina di trade in più ogni anno.

Analisi Con La Price Action (04/12/2012)

Oggi vedremo non solo una trade molto interessante, ma anche uno scontro tra due modi di pensare.

AUD/USD

Prima di tutto chiariamo che si tratta di un grafico H4, quindi da qui non è possibile avere informazioni sul trend principale. Aprendo un grafico weekly c’è un accenno al rialzo, mentre aprendo un grafico daily si nota un netto uptrend che dura da 2 mesi (quindi non è ancora abbastanza per essere considerato un trend principale, ma lo considereremo un trend secondario).
Riassumendo, abbiamo un trend principale incerto, con una certa tendenza al rialzo, un trend secondario decisamente al rialzo, mentre il trend minore lo prendiamo sul grafico H4, in quanto ci serve un periodo di riferimento che va da qualche giorno a 3 settimane circa. Dal grafico a 4 ore si nota una certa assenza di trend, quindi riassumendo questi 3 trend appena analizzati andremo alla ricerca al più di trade long.
Dal grafico si nota un segnale che utilizziamo spesso, ovvero un hammer: cosa fare? Introduciamo due scuole di pensiero. La prima ci dice di valutare il trend e poi aspettare il segnale adatto che ci permette di andare a favore del trend, in questo caso si sarebbe realizzata una trade di questo tipo:

L’entry è data dalla linea orizzontale in nero, lo stop loss dalla linea orizzontale in rosso mentre il take profit dalla linea orizzontale in verde. Facile l’ingresso subito dopo la candela che genera il segnale long, poi si imposta lo stop loss poco sotto il minimo di quella candela e il take profit è a discrezione del trader, io vi ho consigliato più volte di impostarlo dello stesso numero di pips dello stop loss, quindi nel grafico l’ho impostato a 30 pips dall’entry.
La trade sarebbe andata bene come potete vedere dal grafico.

Una seconda scuola di pensiero (quella che preferisco di solito) consiste nell’aspettare una conferma della forza dei buyers. Come si vede questa conferma? Semplicemente dalla candela successiva a quella che ha generato il segnale, se questa va nella direzione desiderata allora abbiamo la conferma della trade long, altrimenti non apriamo alcuna posizione.
In questo caso si ha una candela short dopo l’hammer, quindi nessuna trade aperta. In questo caso ha trionfato la prima scuola di pensiero, ma per esperienza vi posso dare un solo consiglio: se siete tra quei trader che ancora combattono contro la propria mente perché non riescono a sopportare sconfitte, seppur minime rispetto ai guadagni, allora scegliete il secondo tipo, vi farà entrare di meno sul mercato ma è un modo di agire più affidabile.

Analisi Con La Price Action (30/11/2012)

Oggi facciamo un tipo di analisi particolare ma che può risultare molto efficace ed interessante. L’idea è di aprire un grafico, possibilmente con time-frame dall’orario al daily, per poi andare ad analizzare tutti i segnali di Price Action che troviamo.

Ho scelto EUR/USD sul grafico a 4 ore, in modo che riusciamo anche a distinguere trend minori, ovvero di durata fino a 3 settimane. Supponiamo che il trend principale (di durata da diversi mesi a 2 anni circa) sia al ribasso.
La prima parte del grafico ci serve solo a capire che ci troviamo in un uptrend minore, non ci interessa analizzare, quindi, segnali di continuazione dell’uptrend, anche perché finora abbiamo visto solo segnali di inversione.

1. Col numero 1 troviamo due segnali che abbiamo studiato bene: shooting star e hanging man. Cosa fare? Possiamo aprire una posizione short? Analizziamo prima la shooting star iniziale che avrebbe attirato il mio interesse perché ci segnala un’inversione nella direzione del trend principale. Avrei comunque aspettato la conferma della candela successiva per pianificare un’entrata short, visto che la candela successiva è ancora long, niente trade per noi. Poi abbiamo un hanging man che ha bisogno di nuovo di conferma, stavolta c’è, tuttavia le candele iniziano a farsi piccole in confronto ai grossi movimenti buy dei periodi precedenti, quindi avrei lasciato perdere anche se la trade short si sarebbe comportata discretamente.

2. Bearish engulfing pattern, ma nessuna conferma successiva. Anche qui non avrei preso posizione, tuttavia è da notare una cosa. All’inizio del corso sulla Price Action abbiamo anticipato un concetto importante, ovvero che un segnale di inversione non implica per forza un’inversione, ma un cambiamento.  Abbiamo fatto l’esempio fornito da Steve Nison: un auto sta viaggiando a 30 km/h ma ad un certo punto si accende il segnale rosso dei freni e quindi l’automobilista si ferma. La spia rossa dei freni è il segnale di inversione in questo caso, e il trend è dato dall’auto che viaggiava a 30 km/h. Ora l’automobile è ferma, il conducente deciderà di tornare indietro? O rimarrà fermo? O ancora deciderà di proseguire? Abbiamo bisogno di altri indizi per capirlo.
Quello che vorrei sottolineare è che finora abbiamo avuto tre segnali di inversione ma il prezzo sembra viaggiare lateralmente, questo dimostra l’indecisione del mercato: si è accesa la spia che stavamo aspettando ma il conducente non sa ancora bene se andare avanti o tornare indietro.

3. Shooting star quasi doji, inoltre seguita anche da una candela doji, di solito sono segnali di inversione forti, ma, seguendo la logica di mercato, mi sembrano segnali che rafforzano l’indecisione di quel momento, non segnali di vendita, quindi trade mancata anche in questo caso.

4. Si presenta un hammer dopo la discesa del prezzo, ovviamente con un trend principale al ribasso non penseremo ad una posizione long, ma ci aiuta a capire che potrebbe presentarsi un leggero ritracciamento verso l’alto.

5. Bullish engulfing pattern che ha la stessa funzione del precedente hammer, ovvero non ci aiuta ad entrare sul mercato ma ci segnala che potrebbe esserci un ritracciamento del prezzo verso l’alto.

6. Hanging man abbastanza forte, qui sarei entrato short dopo la conferma della candela successiva. Stop loss poco sopra il massimo della candela che ha generato il segnale, take profit a discrezione del trader, ormai sapete che in questi casi a me piace impostarlo dello stesso numero di pips dello stop loss. In ogni caso la trade sarebbe andata bene.

7. Piccolo hammer che secondo me non merita nemmeno importanza, tuttavia si potrebbe considerare per uscire da un’eventuale trade short, di certo non per entrare long.

8. Hammer leggermente più convincente, tuttavia anche qui si può considerare soltanto per uscire da trade short precedentemente aperte, non bisogna nemmeno pensare ad una trade long contro trend.

Spero sia stata un’analisi interessante, buon trading e buon fine settimana.

Belt-hold lines

Continuiamo la nostra analisi sui pattern di inversione analizzando la belt-hold line, o semplicemente belt-hold pattern.
Questo segnale è composto da una sola candlestick che può essere sia rialzista che ribassista e spesso viene confuso con l’engulfing pattern.
Un bullish belt hold è formato da una candela fortemente rialzista che non ha lower shadow (o deve essere molto piccola) e che chiude vicino al massimo della sessione (quindi ha una piccola upper shadow rispetto al real body). Da notare che un bullish belt hold è un pattern formato sempre (o quasi) da una candela shaven bottom.
Caratteristica importante per la configurazione di questo pattern è che ci sia un netto downtrend in atto.
Un esperto della Price Action, Thomas Bulkowski, sostiene nel suo libro “Encyclopedia of Candlestick Charts” che un bullish belt hold formato da una candela significativamente più alta delle precedenti garantisce una performance migliore, ed effettivamente secondo la mia esperienza ciò è vero.

Un bearish belt hold è formato da una candela fortemente ribassista che non ha upper shadow (o deve essere molto piccola) e che chiude vicino al minimo della sessione (quindi ha una piccola lower shadow rispetto al real body). Da notare che un bearish belt hold è un pattern formato sempre (o quasi) da una candela shaven head.
Anche per questo pattern la caratteristica fondamentale è che ci sia un netto uptrend in atto.
Vale la stessa affermazione fatta per il bullish belt hold pattern, presa dal libro di Bulkowski, ovvero che una candela significativamente più alta delle precedenti garantisce una performance migliore del pattern in questione.

Un ulteriore elemento che rende più forte questo pattern è un gap tra le candele precedenti e il belt hold pattern che darebbe una forza maggiore al segnale (alcuni sostengono che il gap sia fondamentale per la formazione del segnale).

Concludiamo con alcuni esempi:

Non si presenta con il 100% della forza a causa dell’altezza non eccessiva e della piccola lower shadow che presenta.

Bullish belt hold con una forza maggiore rispetto all’esempio precedente.

Analisi Con La Price Action (28/11/2012)

Ieri abbiamo analizzato un segnale di Price Action che potete trovare qui, oggi vediamo come è andata prima di analizzare un nuovo segnale.

Take profit colpito e 60 pips per noi! Servono 5 anni di esperienza per tradare questo segnale? Assolutamente no, questo è il bello della Price Action. Ovviamente con questo non voglio dire che imparando la teoria in due mesi sarete già pronti a stampare quattrini, però sarete in grado di individuare alcuni segnali che possono rendervi profittevoli sul mercato, sta a voi, successivamente, affinare la tecnica e approfondire altri aspetti come il money management, l’entry, lo stop loss, il take profit e altro.
Detto questo, andiamo a vedere un segnale che abbiamo individuato già nella rubrica dedicata ai segnali operativi:

GBP/USD

Si tratta di un hanging man che si trova proprio alla fine di un ritracciamento dal lungo downtrend della coppia. Come possiamo approfittare di questo segnale di Price Action? Ci sono due strategie, almeno io ne conosco solo 2!
La prima sta nell’impostare entry, stop loss e take profit proprio come abbiamo fatto in precedenza con EUR/JPY.
In questo caso si entra alla chiusura della candela che genera il segnale, si sceglie lo stop loss poco sopra la candela che genera il segnale e il take profit sarà uguale al numero di pips dello stop loss (in assenza di livelli importanti).
Ecco la trade nel caso in cui venga adottata la prima strategia:

La linea nera orizzontale rappresenta l’entry, la linea verde orizzontale rappresenta il take profit mentre la linea rossa orizzontale rappresenta lo stop loss.
In questo caso ho scelto 40 pips come stop loss, ma potevano essere anche 50 o poco più vista la grandezza delle candele precedenti. In ogni caso il segnale ci avrebbe portato un buon profitto.

La seconda strategia, che non ci interessa molto nel corso di Price Action ma che può essere un’arma in più, è quella di seguire il trend (cosiddetta strategia trend-following).
In questo caso il take profit va impostato al di sotto (o alla pari) dell’ultimo minimo relativo, mentre lo stop loss è a discrezione del trader (l’entry rimane uguale).

Ecco come sarebbe la nostra trade in questo scenario. Il take profit l’ho impostato al pari dell’ultimo minimo relativo e lo stop loss l’ho scelto dividendo il numero di pips del take profit per 2, in modo da avere un RR di 1:2, questo ovviamente è solo un esempio per rendere l’idea, ognuno può avere la propria idea su dove piazzare lo stop loss.
Bene, anche oggi la pratica con la Price Action termina qui, appuntamento al prossimo articolo.

 

Analisi Con La Price Action (27/11/2012)

Eccoci ritrovati ad analizzare di nuovo i mercati con gli strumenti acquisiti nel corso di Price Action. Oggi ci concentriamo su un pattern analizzato di recente e che potete trovare qui.

EUR/JPY

Prima di tutto chiariamo di che segnale si tratta: è una shooting star, segnale ribassista di inversione.
Il trend principale è incerto, infatti dal weekly si intravede ancora un lungo downtrend, ma sembra che ci sia spazio per un’inversione. Dal daily, invece, si nota una certa tendenza long.
Tutto sommato il trend è incerto con una prevalenza long soprattutto nelle ultime settimane, quindi potremmo anche pensare di aprire una posizione short di breve periodo su un trend minore.
Analizzati questi due fattori io sono entrato short (col prezzo giusto ma con ritardo perché il pattern si è presentato durante la notte).
Adesso è interessante capire l’entry, l’impostazione dello stop loss e del take profit.

Prima di tutto analizziamo l’entry, la linea nera orizzontale nel grafico. Semplicemente si entra dopo la formazione del segnale, in questo caso 106.61.
Adesso bisogna stabilire lo stop loss, linea rossa orizzontale nel grafico. Se non ci sono livelli importanti, come supporti o resistenze, allora si può piazzare poco sopra il segnale che ha generato l’entry, quindi 107.21 in questo caso, ma poteva essere 107.22 o 107.23, non cambia molto, è a discrezione del trader.
Infine c’è da impostare il take profit, linea verde orizzontale nel grafico. Anche qui bisogna controllare i livelli di supporto o di resistenza, perché piazzare un take profit oltre quei livelli sarebbe poco credibile. Visto che non ci sono livelli importanti ho deciso di impostare il take profit uguale allo stop loss in base al numero di pips, quindi 60 pips anche per il take profit che così si trova a 106.01.
Cercate di fare pratica anche voi perché all’inizio può sembrare difficile ma con un po’ di esperienza vi sembrerà un lavoro automatico.
Ancora una volta buon trading con la Price Action.

Tweezers Tops E Bottoms

Abbiamo imparato molti segnali di inversione, alcuni molto efficaci e frequenti, altri un un po’ meno, adesso ci occupiamo di un segnale che gli esperti ritengono che sia uno dei più efficaci, soprattutto quando si verifica in corrispondenza di un supporto o di una resistenza.
Si ha un tweezer top quando due o più candele presentano lo stesso massimo. Requisito per la validità di questo pattern di inversione è che ci sia un chiaro uptrend, mentre non importa il colore delle candele che formano il segnale.

Come sempre, ci dobbiamo porre questa domanda: “qual è la logica dietro questo segnale?” I traders non riescono a spingere la coppia più in alto di quel prezzo, questo significa che quello potrebbe essere il prezzo massimo della coppia e dunque rappresenterebbe una buona opportunità per vendere.

Non è difficile capire, a questo punto, il segnale opposto. Si ha un tweezer bottom quando due o più candele presentano lo stesso minimo. Requisito per la validità di questo pattern di inversione è che ci sia un chiaro downtrend, mentre ancora una volta non è rilevante il colore delle candele che formano il segnale.

Ancora una volta la logica è facilmente intuibile: i traders non riescono a spingere la coppia più in basso di quel prezzo, questo significa che quello potrebbe essere il prezzo minimo della coppia e dunque rappresenterebbe una buona opportunità per comprare.

Vengono chiamati tweezers perché assomigliano ai rebbi delle pinze (appunto tweezers in inglese).
Di solito questo pattern viene presentato come un segnale formato da due o più candele consecutive, in realtà le candele possono essere anche non consecutive.
Il pattern assume un significato ancora più profondo se, come detto all’inizio, i massimi o i minimi delle candele si formano in prossimità di resistenze o supporti.

Come aprire posizioni sfruttando questo segnale?
Si apre una posizione al termine della candela che forma il segnale e, solitamente, lo stop loss viene posizionato subito sopra i massimi nel caso di un tweezer top, o subito sotto i minimi nel caso di un tweezer bottom.
Per chiudere, un piccolo consiglio acquisito con l’esperienza: questo pattern diventa davvero molto affidabile su time-frame molto alti, soprattutto weekly e monthly.
Di seguito vengono riportati alcuni esempi:

 

Analisi Con La Price Action (19/11/2012)

Per l’analisi di oggi consiglio di rivedere velocemente questi tre articoli:

1. Supporto e resistenza (parte 1)
2. Supporto e resistenza (parte 2)
3. Engulfing pattern

USD/CAD

Un pattern di inversione che si presenta proprio su un livello di supporto… non c’è che dire, davvero un gran bel segnale!
Prima di tutto iniziamo a chiarire il punto d’entrata, si entra solo al termine della lunga candela verde, per due motivi: innanzitutto solo alla chiusura della candela possiamo dire che si tratta di un bullish engulfing pattern, poi dobbiamo comunque aspettare il rimbalzo sul supporto, quindi non si fa nulla prima della chiusura di quella candela.
Adesso bisogna stabilire lo stop loss: di solito si cerca di impostare lo stop loss subito sotto la candela che ha generato il segnale, in questo caso il ragionamento funziona particolarmente perché c’è anche un supporto che rende ancora più forte uno stop loss sotto la candela bullish, quindi lo stop loss va posizionato in area 0.9870.
Passiamo al take profit: di solito quando faccio trading con la price action sui grafici con TF inferiore al daily utilizzo un RR pari a 1:1 o poco superiore, quindi in questo caso se lo stop loss è posizionato a 50 pips dall’entry, una buona strategia potrebbe essere piazzare il take profit a 50 o 60 pips dall’entry.
Un’altra situazione che si potrebbe configurare e che potrebbe influenzare la scelta del nostro take profit è quando troviamo un livello di supporto o resistenza… non è questo il caso, ma è bene sottolineare che in genere non scelgo take profit che implicano la rottura di un livello importante.
Mi raccomando, se avete dubbi o se avete trovato qualche segnale da poter analizzare insieme, commentate!
Buona fortuna e buon trading con la Price Action.

Harami Pattern

Ultimamente abbiamo visto un segnale molto frequente che può essere sfruttato in diverse occasioni, ovvero l’inverted hammer. Oggi invece ci concentriamo su un pattern non molto frequente, che però dà buoni risultati quando si presenta.
L’harami pattern è un segnale di inversione formato da una candela che ha un piccolo real body, contenuta in una candela precedente con un grande real body. Il colore della seconda candela non è importante. Un aspetto molto importante è che tra la prima e la seconda candela ci deve essere un “gap”, in modo che la seconda candela sia interamente contenuta nella prima.

In questo esempio il gap è verso l’alto, nel caso di una prima candela verde il gap sarebbe dovuto essere verso il basso, ma andiamo ad approfondire meglio anche il significato della parola in modo da capire ulteriormente perché questo segnale si presenta così.
“Harami” è una parola che deriva dal giapponese antico che significa “incinta”: la prima candela rappresenta la madre, la seconda il bambino. Come si può notare l’harami sembra il contrario di un engulfing pattern, con l’eccezione che nell’harami il colore della seconda candela non è importante (anche se nella maggior parte dei casi il colore della seconda candela è opposto al colore della prima).

Seppur statisticamente molto efficace, l’harami è un pattern che solitamente è considerato meno significativo rispetto a quelli visti finora (bearish engulfing, bullish engulfing, stars, hammer, hanging man e altri), per questo la maggior parte dei traders aspetta una conferma data dalla candela successiva prima di decidere come agire.
Un tipo particolare di harami è l’harami cross, che è contraddistinto da una doji come seconda candela. Siccome una candela doji è vista come un segnale molto forte, l’harami cross viene considerato come un pattern più significativo rispetto all’harami.
In entrambi i pattern la lunghezza delle ombre solitamente non determina l’importanza o meno del segnale, anche se io preferisco una seconda candela con ombre e real body molto piccoli.
La logica di questo segnale è che dopo un forte movimento al ribasso o al rialzo (che si vede nella prima candela) si presenta una candela che esprime incertezza. Finirà il trend? Ci sarà un’inversione? E’ ciò che esprime la seconda candela dell’harami pattern.