MPS: cosa sono i derivati e come questi strumenti finanziari hanno causato lo scandalo della banca

In Italia è da qualche settimana che il settore bancario è al centro delle attenzioni di risparmiatori ed investitori: prima lo scandalo delle banche fallite (come la Etruria ma non solo), ora quello che sta colpendo MPS, il Monte dei Paschi di Siena.

Sono giorni che si parla dello “scandalo dei derivati”, ma che cosa sono e perché sono così importanti? Inoltre, quali sono le regole che questa banca ha violato e che hanno portato a questa situazione così complessa?
Primo punto, cosa sono i derivati?

I derivati sono strumenti finanziari che, come si può intuire dal nome, “derivano” il loro valore da altri prodotti, come le azioni, i titoli del debito pubblico, l’oro, il petrolio o altre materie prima. E’ possibile distinguere, per questo motivo, due tipologie di derivati:

  • La prima è quella dei commodity derivatives, ovvero quelli che prendono il loro valore da attività sottostanti come oro, petrolio, ma anche grano e caffè. In linea generale, dalle materie prime;
  • La seconda è quella dei derivati finanziari, che invece prendono il loro valore da attività che rientrano in questa categoria, come le azioni, le valute o i tassi d’interesse.

Una pratica molto diffusa è quella dell’arbitraggio, ovvero l’acquistare un bene sul mercato finanziario al solo scopo di rivenderlo per realizzare un profitto.

Tipi di derivati

Ci sono diverse tipologie di derivati su cui poter investire, a partire da quello sulle opzioni fino ai futures, swap e forward, giusto per citare i più famosi. Tra questo gruppo, i derivati che hanno maggior successo tra gli investitori sono quello delle opzioni e dei futures:

  • Il primo dà la facoltà di acquistare o di vendere un strumento finanziario ad una certa data e ad un certo prezzo che sono predeterminati;
  • Il secondo è un contratto con cui le parti si assumono l’obbligo di fare un acquisto futuro ad un dato prezzo e ad una certa data.

La differenza tra opzioni e futures sta proprio nell’obbligo, che nel primo caso manca e nel secondo c’è.

Non è la prima crisi causata dai derivati

Quella di MPS non è la prima crisi dei derivati che abbiamo avuto in Italia. Una precedente si era avuta già nel 2007, quando la Banca per i regolamenti internazionali aveva stimato un valore di derivati presenti sul mercato di 596.000 miliardi di dollari. Bankitalia, invece, aveva stimato un valore dei derivati in Italia di circa 60 miliardi di euro. Questi numeri sono importanti per aiutarci a comprendere in che maniera i derivati sono fondamentali per gli investitori e, dunque, perché in tempi di crisi le conseguenze sui mercati stessi sono spesso terribili.

La crisi del Monte dei Paschi di Siena

Nel caso del MPS, la crisi finanziaria è stata causata da un contratto che non veniva fuori in bilancio e che aveva come finalità quella di addebitare, sulla banca Nomura, del Giappone, le perdite che erano state causate da un derivato sui mutui ipotecari.

I due istituti di credito avrebbero anche firmato un accordo in base al quale MPS si impegnava a restituire il prestito con un asset swap a 30 anni.

Benché queste operazioni non siano nulla di illegale, esse devono necessariamente essere incluse nel bilancio bancario, cosa che MPS non ha fatto. Ecco perché si è scatenata la crisi, in considerazione del fatto che questa mancanza potrebbe pesare, sui conti della banca italiana, circa 740 milioni di euro. Il problema è che tale peso potrebbe poi ricadere sullo Stato e, di conseguenza, sui contribuenti.