Mutui on line: dopo il primo trimestre del 2016, saranno ancora in crescita?

Il numero di mutui on line richiesti nel primo trimestre 2016 ha confermato il momento d’oro della domanda di accesso al credito. Ma sono in molti, tra operatori e potenziali clienti, a chiedersi quanto durerà questo trend. E non si tratta di una curiosità fine a sé stessa: la risposta ha infatti effetti importanti nelle tasche degli italiani. Ecco spiegato perché.

Interessi negativi: quanto durerà il momento d’oro dei mutui?

Se il primo trimestre del 2016 ha confermato la crescita dei mutui on line, dal tedesco Handelsblatt, il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, ha ammonito sul fatto che i tassi negativi impostati dalla Bce “non potranno durare in eterno”. E’ meglio quindi approfittare oggi per chiedere un mutuo on line? E su quale tasso conviene orientarsi? Facciamo chiarezza per chi non è esperto del settore e, quindi, non dispone degli strumenti per fare previsioni di mercato.

Mutui on line: conviene il tasso variabile?

L’effetto più visibile della deflazione dal punto di vista della domanda, è quello di far aumentare la richiesta di mutui, soprattutto di quelli a tasso variabile (che in questo particolare momento storico appaiono essere particolarmente convenienti).

Va anche detto che, sebbene non siano previste brusche inversioni di tendenza del mercato, i mutui a tasso fisso rappresentano da questo punto di vista sempre una sicurezza rispetto alle oscillazioni future dei tassi. La scelta tra mutui a tasso fisso o variabile quindi dovrebbe tener conto anche della durata del finanziamento. I mutui più lunghi infatti sono maggiormente esposti alla aleatorietà dei tassi perché fare previsioni accurate e attendibili di tutte le variabili economiche non è sempre facile, soprattutto per i non esperti.

In linea di massima è intuitivo che maggiore sarà la durata del mutuo e più difficile diventa fare previsioni sull’andamento degli interessi nel lungo periodo. Questo spiega perché anche in queste particolari fasi del mercato, chi cerca un mutuo on line non scarta a priori i preventivi per i tassi fissi. Anche psicologicamente infatti, sapere che la rata resta congelata all’importo stabilito al momento della stipula, può essere confortante per chi ha paura di restare indietro sui pagamenti.

La prima scelta da fare quindi è quella tra mutuo fisso o variabile che, come abbiamo visto, dipende da fattori esterni ma anche da una predisposizione personale per l’uno o per l’altro tipo di finanziamento. Una volta stabilito questo si possono confrontare i diversi preventivi di mutui online usando i comparatori.

 

Tassi Euribor negativi: cosa accade ai mutui a tasso variabile?

E’ una situazione decisamente particolare quella che stanno vivendo i consumatori italiani ed europei in questi periodi. I tassi Euribor a 8 e 12 mesi, quelli usati per indicizzare i mutui casa, sono scesi sotto lo zero, e in conseguenza di questo alcune banche della Danimarca hanno deciso di rimborsare i loro clienti invece che prendergli i soldi per pagare la rata. Nello specifico, ne hanno tratto vantaggio i clienti con mutuo a tasso variabile, quello che si “aggiusta” a seconda dell’andamento del tasso di interesse.

Ora sembra che anche la Francia e il Portogallo stiano discutendo per cercare di capire che cosa fare, se emettere rimborsi in favore dei loro clienti oppure meno.

In Italia gli indicatori Euribor si trovano da diverso tempo attorno allo zero, anche se sembra che le banche abbiano creato una sorta di “tappeto”, un minimo al di sotto del quale il tasso di interesse da pagare comunque non scenderebbe. Inoltre, a quanto pare, gli istituti di credito del nostro paese stanno già correndo ai ripari inserendo nei nuovi contratti di mutuo delle clausole in base alle quali non si prevede alcun rimborso se i tassi di interesse dovessero scendere in negativo.

Cosa accadrà nel nostro paese? Seguiremo forse l’esempio degli altri paesi, dove le associazioni dei consumatori hanno proposto che il governo formalizzi una sorta di proposta di legge che obbliga le banche a dare indietro, ai clienti, i soldi dei tassi di interesse negativi?

Difficile da dire, anche perché la situazione è particolarmente delicata e di fatto ci stiamo muovendo in un terreno non ancora esplorato.

Guardandola da fuori, potremmo dire che è giusto che le banche restituiscano i soldi degli interessi negativi, così come che prelevino i soldi degli interessi quando sono positivi. Altrimenti, questo gioco non è più equo e chi ci perde è sempre il cittadino.

Decreto Mutui, ecco che cosa prevede

E’ una delle ultime novità nel settore dei mutui casa, che potrebbe in qualche modo modificare, anche pesantemente, questo particolare settore. Stiamo parlando del “Decreto Mutui”, che pochissimi giorni fa è stato approvato dal consiglio dei ministri dopo i pareri delle Commissioni Parlamentari.

In sostanza, viene cambiato il limite oltre il quale si ha un inadempimento da parte del consumatore in merito al rimborso del finanziamento casa e, dunque, si rischia il pignoramento della stessa da parte dell’istituto di credito. Grazie a questo decreto, per poter diventare inadempiente, un soggetto dovrà non pagare 18 rate mensili, invece delle 7 che venivano considerate in precedenza.

L’obiettivo di questa novità è quello di protegge i consumatori e di dar loro modo di uscire da un’eventuale situazione economica di difficoltà temporanea, senza che per questo si debbarischiare la casa. Oggetto del Decreto sono tutti i mutui garantiti da ipoteche, oltre che quelli finalizzati ad acquisire il diritto di proprietà su un dato immobile o su un terreno.

Per venire ancora di più incontro al consumatore e cercare di stabilire delle regole chiare in merito, il Decreto stabilisce anche che l’istituto di credito deve fornire delle informazioni precontrattuali chiare e dettagliate, con dei chiarimenti per quanto riguarda il calcolo del TAEG (tasso annuo effettivo globale). Inoltre, sia le banche che gli intermediari finanziari devono attenersi a delle regole di comportamento ben precise in termini di diligenza, trasparenza e correttezza.

L’obiettivo finale del nuovo decreto mutui è quello di dare aiuto in tutti i casi il consumatore finale si trovi in uno stato di debolezza o di bisogno, anche temporanei.

Cosa accade se il debitore è inadempiente? In maniera semplice, la banca può vendere la casa all’asta per rientrare delle somme a lei spettanti. La somma che si ricava dalla vendita dell’immobile deve essere usata per estinguere il debito residuo (anche se la somma incassata è inferiore ad esso) e l’eventuale rimanenza deve essere pagata al consumatore.