Un caso specifico di candele neutrali: il doji

Il doji è un caso specifico di un grafico a candela molto utilizzato per segnalare situazioni di equilibrio o di indecisioni sul mercato.

Dalle marubozu alle doji, quali differenze e logiche presenti in una candela neutrale?

I trader  mirano ad utilizzare per l’ applicazione delle proprie strategie sul mercato delle differenti candele, per evidenziare i  segnali di domanda ed offerta e decidere come rispondere agli stessi, optando per l’utilizzo di due categorie quali le candele estreme e quelle neutrali. In precedenza abbiamo osservato il primo caso relativo alle candele estreme, quali le Marubozu, utilizzate per indicare dei segnali presenti sul mercato di rialzo o ribasso dei prezzi. Le marubozu infatti permettono di evidenziare quale lato del mercato ha avuto la meglio sull’ altro, fornendo dei buoni segnali di entrata in caso di conferma di una tendenza sullo stesso mercato. Ossia nel primo caso di rialzo dei prezzi, se le candele sono associate ad una apertura in corrispondenza del minimo della relativa barra ed una chiusura in corrispondenza del massimo della relativa barra, e nel secondo caso di ribasso dei prezzi, se le candele sono associate ad una apertura corrisponde al massimo della relativa barra e la chiusura in corrispondenza del minimo della suddetta barra. Per quanto attiene invece le candele neutrali comunemente chiamate “ doji” si noterà un’ ottica completamente diversa.

Le  candele neutrali o Doji per evidenziare equilibri o indecisioni sul mercato di riferimento

Le candele neutrali o “ Doji” presentano il vantaggio di segnalare la presenza di un equilibrio sul mercato di riferimento, oppure dei casi di indecisioni da parte degli operatori presenti quali acquirenti e venditori. In pratica rispetto a quanto visto in precedenza per le Marubozu si va oltre  il segnale dei prezzi, dando una importanza maggiore a segnali relativi a comportamenti degli operatori. Graficamente la relativa barra del Doji evidenzia l’ equilibrio tra acquirenti e venditori, con una attenzione particolare da parte dei Trader su eventuali punti di inversione del Trend, ossia di rottura di questo equilibrio, per operare le relative strategie.  Così come le stesse candele possono indicare delle forti indecisioni, in cui momentaneamente nessun acquirente o venditore riesce a prevalere sull’ altro e precede una nuova direzione del mercato. Tuttavia la fase di  chiusura coincide con quella di apertura del mercato, di conseguenza, rispetto a quanto analizzato in precedenza, non sarà presente sul grafico un corpo, ma una barretta molto fine per individuare i vari livelli presenti.

Dei casi specifici di candele neutrali le gravestone doji e le dragonfly doji: un primo accenno

Sulla base di una prima distinzione delle caratteristiche e soprattutto delle differenze delle candele neutrali o Doji con le precedenti Marubozu, è possibile evidenziare alcuni casi specifici delle suddette candele, con dei relativi comportamenti da parte degli operatori che verranno poi approfonditi nel successivo articolo. Il primo caso è noto come gravestone doji e permette di evidenziare cosa può accadere in un’ ottica di rifiuto dei prezzi più elevati presenti sul mercato, mentre il secondo caso è noto come dragonfly doji  permette di evidenziare cosa può accadere in un’ ottica di rifiuto dei prezzi più bassi sul mercato.

M come marubozu: strategie al rialzo e al ribasso (2°p.)

Continueremo l’ analisi dei grafici a candela sulle strategie al rialzo e al ribasso.

 Un riepilogo sulle caratteristiche generali delle candele Marubozu

Le Candlestick prevedono in generale la possibilità di ricevere degli ottimi segnali, in relazione a delle prime variazioni sul rapporto della domanda e dell’ offerta presente sul mercato. Di segnali  che vengono utilizzati per indicare dei casi specifici intervenuti sul mercato da poter eventualmente interpretare a proprio vantaggio. Come nel caso delle Marubozu che permettono di indicare non solo degli importanti segnali di tendenze al rialzo o al ribasso presenti sul relativo mercato, ma anche di indicare il lato del mercato che ha avuto la meglio sull’ altro (traducendosi in buoni segnali di entrate se tali tendenze saranno effettivamente confermate). Tali candele inoltre prospetteranno una tendenza rialzista, se sarà presente una apertura in corrispondenza del minimo della relativa barra ed una chiusura in corrispondenza del massimo della relativa barra, ed una tendenza ribassista se l’ apertura corrisponde al massimo della relativa barra e la chiusura in corrispondenza del minimo della suddetta barra. Nel primo caso si farà riferimento ad un caso noto come bullish marubozu, mentre nel secondo caso ad un caso noto come bearish marubozu.

 Un primo caso specifico di tendenza rialzista: la bullish marubozu

La bullish marubozu, rappresenta quel caso in cui in un determinato mercato una parte supera sull’ altra portando verso un nuovo  orientamento al suo interno. Parliamo infatti di una apertura in corrispondenza del minimo ed una chiusura in corrispondenza del massimo, ossia degli acquirenti che hanno superato i venditori, con una tendenza prevalente che se opportunamente confermata indicherà la presenza di un rialzo dei prezzi. In pratica già nella formazione della candela gli acquirenti hanno superato i venditori e ciò può indicare un’ alta probabilità che i prezzi salgano anche nel futuro.

 Un secondo caso specifico di tendenza rialzista: la bearish marubozu

La bearish marubozu, rappresenta invece un caso opposto a quanto precedentemente analizzato, in cui vi è sempre una parte sul mercato che supera l’ altra con un nuovo orientamento al suo interno, ma tale parte è rappresentata dai venditori che hanno la meglio sugli acquirenti. In pratica già nella formazione della candela i venditori sono stati più aggressivi sul mercato di riferimento superano gli acquirenti e ciò può indicare un’ alta probabilità che i prezzi scendano anche nel futuro. Cosa possiamo quindi notare dal confronto delle bullish marubozu e delle bearish marubozu? Che sia nel caso di una prima tendenza rialzista e sia in un secondo caso di una tendenza ribassista, vengono inviati degli importanti segnali al Trader, che possono verificarsi o meno. Tuttavia se lo stesso Trader riesce a trovare la chiave giusta, ed intuire la logica che guida la formazione di una candela e le relative probabilità di conferma, potrà creare la differenza sul mercato. Definite le caratteristiche generali delle candele estreme, passeremo ad una successiva definizione di candele neutrali “ il doji”, e dei casi di rifiuto dei prezzi più elevati (gravestone doji) e dei casi di rifiuto dei prezzi più bassi ( dragonfly doji) al fine di garantire al lettore una visione unitaria degli elementi specifici della teoria delle Candlestick di Munehisa Homma.

M come marubozu: strategie al rialzo e al ribasso ( 1°p.)

Osserveremo ora dei casi specifici nelle candele, verificando i casi di una strategia al rialzo e dell’ utilizzo della relativa barra “ marubozu”.

 Dalle teorie generale delle Candlestick alle candele estreme e neutrali

Nei precedenti articoli sulle Candlestick o grafici a candela del Giapponese Munehisa Homma, abbiamo avuto modo di apprezzare gli utilizzi e i vantaggi offerti dalla suddetta teoria, per le misurazioni grafiche sulle variazioni del prezzo,  come ad esempio delle importantissime informazioni grafiche sull’ equilibrio tra domanda ed offerta del mercato, dei “ suggerimenti su eventuali entrate e degli utilissimi  dei segnali, su delle prime variazioni del rapporto domande e offerta tra gli operatori presenti sul mercato. I suddetti segnali si dividono prevalentemente in due categorie: candele estreme e candele neutrali. Inizialmente concentreremo la nostra attenzione sulla prima tipologia, analizzando i casi relativi a delle strategie al rialzo e al ribasso con l’ utilizzo della relativa barra Marubozu. Successivamente invece analizzeremo anche la seconda tipologia comunemente chiamata “ doji” utilizzata per segnalare situazioni di equilibrio o di indecisioni sul mercato e suddivisa in gravestone doji, per i casi di rifiuto dei prezzi più elevati e in dragonfly doji per  i casi di rifiuto dei prezzi più bassi

 Il primo caso di candele estreme per evidenziare al meglio dei segnali di offerta e domanda sul mercato: le marubozu

I trader utilizzano nell’ applicazione delle proprie strategie sul mercato delle differenti candele con nomi di per sé specifici, per evidenziare i  segnali di domanda ed offerta presenti sul mercato, come nel caso delle Marubozu, che presentano grandi dimensioni dei corpi e piccole ombre. Tali candele prospetteranno una tendenza rialzista, se sarà presente una apertura in corrispondenza del minimo della relativa barra, ed una chiusura in corrispondenza del massimo della relativa barra, viceversa ci sarà una tendenza ribassista, se l’ apertura corrisponde al massimo della relativa barra e la chiusura in corrispondenza del minimo della suddetta barra. Le Marubozu, sono quindi prevalentemente utilizzate per indicare dei casi specifici relativi a segnali di tendenze al rialzo o al ribasso sul mercato, indicando il lato del mercato che ha avuto la meglio sull’ altro, rappresentando quindi dei buoni segnali di entrata, se tale tendenza sarà effettivamente confermata.

 Da tendenze rialziste a ribassiste: i casi specifici delle bullish marubozu e le bearish marubozu

Le Marubozu sono in pratica come delle barre di espansione estreme, che permettono di evidenziare come il mercato muove i suoi primi passi, e graficamente presenterà un corpo molto ampio e delle ombre inferiori e superiori molto piccole.  Tali candele prevedono infine la suddivisione in due categorie: le bullish marubozu e le bearish marubozu. Nel primo caso  ci si riferisce a quella circostanza in cui una candela presenta una apertura in corrispondenza di un minimo, per poi salire e formare una barra più ampia in relazione al massimo, che assumerà il suddetto nome di bullish marubozu. Nel secondo caso invece ci si riferisce a quella circostanza opposta, relativa ad una tendenza ribassista e alla formazione della suddetta barra dal nome bearish marubozu. Casi che verranno analizzati a breve nel prossimo articolo con la seconda parte relativa al suddetto argomento.

 

Le terminologie più comuni di un grafico a candela

Illustreremo le terminologie più comuni utilizzate per capire  un grafico a candela.

 Gli elementi più comuni da conoscere per l’ utilizzo dei grafici a candela o Candlestick

Per completare il discorso sui grafici a candela o Candlestick verrà posta l’ attenzione sugli elementi e sulle terminologie più comuni da dover necessariamente conoscere. Per quanto attiene gli elementi ricordiamo l’ importanza nell’ impostare l’orizzonte temporale, per le relative analisi e per la quantità di informazioni da considerare. Ad esempio una  analisi su un orizzonte temporale di una settimana, terrà conto dei dati relativi alle cinque giornate lavorative, per definire i prezzi di apertura e di chiusura ed i relativi minimi e massimi registrati. Per la  costruzione di una barra di apertura quindi avrà valenza il prezzo registrato sul mercato di riferimento il lunedì mattina, mentre per la costruzione di una barra di chiusura, avrà valenza il prezzo registrato sul mercato di riferimento il venerdì pomeriggio. Verranno poi definiti il prezzo massimo e minimo registrati  nell’ intera settimana di riferimento.

 Le terminologie più comuni di un grafico a Candela o Candlestick: il corpo

Una prima terminologia da dover conoscere in un grafico a candela o Candlestick è in relazione al corpo della candela, utilissimo per una prima conoscenza della intensità dei compratori e dei venditori presenti sul mercato rialzista o ribassista. E che considera la differenza tra l’ apertura e la chiusura  di una candela occupando graficamente una figura vuota o piena. Nel primo caso ( corpo vuoto) l’ apertura della candela sarà maggiore rispetto alla chiusura, mentre nel secondo caso ( corpo pieno) la chiusura della candela sarà inferiore rispetto alla apertura.

 Le terminologie più comuni di un grafico a Candela o Candlestick: ombra superiore e ombra inferiore

I grafici a candela o candlestick inoltre offrono il vantaggio di segnalare delle probabili inversione del Trend, che se ben interpretate dallo stesso Trader possono garantire un buon risultato, entrando o uscendo da una posizione, ai minimi cambiamenti di condizioni al rialzo o al ribasso.  Tutto ciò accade grazie alla conoscenza di un ‘altra terminologia molto importante nella suddetta teoria, dalla lunghezza delle ombre o degli stoppini, ossia della volatilità di una barra.   Un’ ombra superiore rappresenta la distanza tra la chiusura e il massimo di una candela rialzista o ancora la distanza tra l’ apertura e il massimo di una candela ribassista, viceversa un’ ombra inferiore rappresenta la distanza tra la apertura e il massimo di una candela rialzista, o ancora la distanza tra la chiusura  e il massimo di una candela ribassista. Tali ombre forniscono quindi degli importanti segnali  sulla volatilità in un certo periodo di tempo,  e si formano quando il minimo o il massimo di una candela non trovano corrispondenza con la apertura e la chiusura della stessa candela. Inoltre laddove vengano definite delle ombre lunghe, ciò potrebbe tradursi in un primo rifiuto del prezzo e segnali di inversione del Trend, che se ben interpretati dal Trader possono fare la differenza. Per concludere il nostro viaggio sulle Candlestick passeremo nei prossimi articoli a dei casi specifici delle candele come le marubozu e il doji.

 

Grafici a candela contro grafici a barre

Attueremo un confronto tra i grafici a candela e quelli a barre, per evidenziare le principali differenze e i vari utilizzi.

 Le caratteristiche principali dei grafici a candela e dei grafici a barre

Nel corso dei vari articoli sull’ argomento sono stati evidenziati anche dei grafici alternativi per evidenziare i prezzi sul mercato, come i grafici a barre che presentano vantaggi e svantaggi rispetto alle già citate Candlestick. Le Candlestick o grafici a candela, ad esempio permettono in generale di evidenziare delle importanti variazioni sul mercato, per individuare dei punti di inversione del prezzo tale da suggerire una entrata in una specifica posizione, laddove  il prezzo presente sul mercato sale ad un livello superiore o inferiore rispetto alla già individuata candela di inversione. E’  tuttavia una teoria complessa e non sempre di facile attuazione, perché prevede analisi più dettagliate e soprattutto una certa bravura da parte dello stesso Trader, nel individuare e capire i diversi segnali provenienti dal suddetto grafico. Tali elementi spingono di conseguenza nella maggior parte dei casi a non optare sempre per tale grafico, soprattutto laddove si faccia riferimento ad un Trader principiante con poca esperienza e pratica, su un mercato di per sé non statico e difficile da prevedere, che opterà per un più facile ed immediato grafico a barra. I grafici a barra infatti sono quasi sempre “ predefiniti” nei principali programmi di Trading e permettono un primo iniziale utilizzo, senza dover necessariamente valutare ed interpretare ogni segnale del mercato.

 I grafici a barre: semplicità e primo utilizzo da parte dei Trader non professionisti

I grafici a barre permettono con rappresentazioni grafiche semplici ed intuitive di poter analizzare dei prezzi presenti sul mercato, evidenziano principalmente i prezzi di apertura e di chiusura presenti. Sono utilizzati inoltre prevalentemente in orizzonti temporali di lungo termine e dai trader alle prime armi, che ancora non conoscono appieno le strategie da utilizzare e le tendenze presenti sul mercato. In quanto bisogna considerare che il Trader è la chiave del suo successo in una operazione di Trading, dove la conoscenza dei prezzi è importante e può garantire dei profitti, ma la vera differenza nel realizzare un  maggiore profitto, potrebbe invece essere dettata dalla capacità dello stesso di andare oltre, interpretando cioè anche degli importanti segnali provenienti dal mercato.

 I grafici a candela: variazioni intervenute sul mercato e migliori strategie per il Trader professionista

Le candlestick o grafici  a candela permettono infatti a differenza dei grafici a barre di ottenere dei segnali su delle variazioni intervenute sul mercato, evidenziando non solo le classiche informazioni sui prezzi di apertura e di chiusura, ma anche delle relazioni presenti tra la domanda ed offerta sul mercato, e segnali ( in anticipo rispetto ai grafici a barre) di probabili inversione del Trend. Che se ben interpretati dal Trader possono garantire un buon risultato, entrando o uscendo da una posizione ai minimi cambiamenti di condizioni al rialzo o al ribasso. Ciò accade osservando  la cosiddetta lunghezza delle ombre o degli stoppini, ossia della volatilità di una barra, che rappresenta una delle terminologie più comuni da dover conoscere per operare con delle Candlestick ( come vedremo a breve nel prossimo articolo).

 

Come costruire un buon grafico a candela?

Illustreremo le componenti principali che permettono di costruire un buon grafico a candela: come la chiusura e l’ apertura della barra.

 Quali elementi considerare per una prima costruzione di un grafico a candela?

In una Candlestick o grafico a candela, al fine di poter attuare una buona analisi su dei segnali di variazioni provenienti dal mercato, è importante innanzitutto impostare l’orizzonte temporale, da considerare per le relative analisi e per la quantità di informazioni. Se ad esempio l’ analisi sarà effettuata su un orizzonte temporale di una settimana, saranno inseriti i dati in relazione alle cinque giornate lavorative e sulla base di ciò verranno specificati i prezzi di apertura e di chiusura ed i relativi minimi e massimi registrati.

 L’ importanza della costruzione di una barra di apertura e di chiusura del grafico a candela

Per quanto attiene il primo punto relativo alla costruzione di una barra di apertura e di chiusura, fermo restando l’ orizzonte temporale dei cinque giorni  lavorativi, verrà considerato nella barra di apertura, il prezzo registrato sul mercato di riferimento il lunedì mattina e nella barra di chiusura, il prezzo registrato sul mercato di riferimento il venerdì pomeriggio. Per quanto attiene invece il secondo punto relativo alla definizione dei minimi e dei massimi registrati, si farà riferimento al prezzo massimo e minimo registrato nell’ intera settimana di riferimento. Un ulteriore aspetto poi da considerare per la costruzione di una Candlestick o di un grafico a candela è nella dimensione della barra, che già in prima battuta può segnalare delle variazioni intervenute sul mercato. Se infatti la barra di chiusura presenta una dimensione più elevata rispetto alla relativa barra di apertura, ciò si traduce in una salita del prezzo sul mercato nel periodo di riferimento considerato. Viceversa se la barra di chiusura è più bassa rispetto alla relativa barra di apertura, ciò si traduce in una discesa del prezzo sul mercato nel periodo di riferimento considerato. In pratica una candlestick permette di evidenziare nell’ immediato una variazione del prezzo sul mercato, semplicemente osservando il suddetto grafico, evidenziando non solo dati su apertura e chiusura ( come nel caso ad esempio di un grafico a barre) ma andando oltre ed evidenziando soprattutto quelle  differenze dei prezzi di apertura e di chiusura quotidiani. Così come sarà possibile evidenziare più rapidamente attraverso l’ utilizzo delle Candlestick, degli importantissimi segnali di inversione del Trend.

 La relazione presente tra domanda e offerta  sul mercato

 L ‘ impostazione inoltre della barra di apertura e di chiusura e quindi dei relativi prezzi iniziali e finali in un periodo considerato ( anche del breve termine), permette di fornire degli importanti segnali anche sulla relazione presente tra la domanda e l’ offerta di mercato. In quanto se ad esempio il prezzo di chiusura è superiore a quello di apertura si evidenzierà una tendenza al rialzo del mercato, viceversa se il prezzo di chiusura è inferiore a quello di apertura, si evidenzierà una tendenza al ribasso del mercato. Ma esistono allora dei grafici alternativi da poter utilizzare per attuare le dovute analisi grafiche su delle variazioni di prezzo intervenute sul mercato? Grafici a barre o Candlestick, che scelta operare? ( Tale aspetto verrà analizzato a breve nel prossimo articolo).

 

I principali vantaggi delle candlestick ( 2°p .)

Andremo più nello specifico con le analisi dei vantaggi che tali grafici possono portare ai Trader.

 L’ importanza del Trader nell’ individuazione dei buoni segnali provenienti dalle Candlestick ( o grafici a candela)

Nel nostro viaggio sulle Candlestick o grafici a candele, abbiamo avuto modo di apprezzare dei principali vantaggi legati all’ utilizzo di tale strumento, con l’ interpretazione di importanti segnali provenienti in un mercato. Non sempre è facile infatti capire un andamento del mercato, in quanto lo stesso non è statico ma soggetto a delle continue variazioni non sempre facili da prevedere. Le candlestick mirano quindi a fornire un valido supporto a tale evenienza per attuare delle analisi sul mercato e su importanti cambiamenti, che se sfruttati possono fare la differenza nell’ attuazione di  una buona strategia. E’ il Trader però la chiave di tutto, è il Trader che deve cercare di capire dei buoni segnali provenienti dal mercato ed evidenziati dalle Candlestick, ed intervenire tempestivamente per ottenere dei vantaggi.

 Le strategie del Trader sulle interpretazioni dei segnali provenienti dal mercato nel breve termine e in relazione a delle inversioni del Trend

Le candlestick o grafici a candela presentano molti vantaggi operativi principalmente analizzati nella precedente prima parte sull’ argomento, relativi all’ interpretazioni di segnali provenienti dal mercato anche nel breve termine, e soprattutto in relazione all’ individuazione di eventuali inversioni di Trend. Laddove ad esempio sia presente un segnale di inversione delle Candlestick in un punto di inversione atteso anche dal mercato, il Trader potrà sfruttare questo primo segnale, aspettando innanzitutto la formazione totale della candela e aprire poi una posizione piazzando uno stop sotto al livello minimo.

 Il vantaggio che può fare la differenza per il Trader? L’ interpretazione del segnale di inversione del Trend

Tuttavia è il Trader a dover capire questi segnali provenienti dalle Candlestick e sfruttarli  a proprio vantaggio, utilizzando ad esempio delle strategie ulteriori per acquisire quante più informazioni sul mercato. Di sfruttare come detto dei vantaggi delle Candlestick legati ad una rapida rilevazione delle variazioni di domanda e di offerta sul mercato, di suggerire una entrata in una posizione di mercato laddove  il prezzo presente sul mercato salga ad un livello superiore o inferiore rispetto alla già individuata candela di inversione, e di individuare facilmente l’ inversione del Trend. In quest’ ultimo caso ricordiamo che il Trader potrà ottenere dei vantaggi significativi se in grado di interpretare bene i segnali provenienti dalla Candlestick ( o grafici a candela) optando per una vendita immediata dei titoli e un buon profitto, se percepito un segnale di Trend di tipo crescente o ancora optando per un acquisto immediato dei titoli, se percepito un segnale di inversione del Trend al ribasso. Ma come è possibile costruire un buon grafico a candela? Quali sono le componenti principali da considerare? Esistono dei grafici alternativi da poter utilizzare per attuare le dovute analisi grafiche su delle variazioni di prezzo intervenute sul mercato? A queste domande cercheremo di fornire le relative risposte, passando ad una successiva analisi di ulteriori aspetti della Teoria delle Candlestick, al fine di garantire al lettore una visione unitaria della suddetta teoria.

 

I principali vantaggi delle candlestick ( 1° p.)

Analizzeremo i principali vantaggi che un grafico a candela comporta, tra cui la possibilità di osservare in maniera più immediata delle variazioni in termini di domanda ed offerta.

Le candlestick di Munehisa Homma, quali sono i principali vantaggi?

Le Candlestick o grafici a candela di Munehisa Homma, sono tra le teorie più apprezzate per i molteplici vantaggi offerti dalla misurazione grafica di variazioni del prezzo, che vanno oltre una semplice analisi, permettendo cioè di acquisire informazioni importantissime per le strategie di Trading, come gli equilibri tra domanda ed offerta presenti sul mercato in cui il Trader intende operare, o come dei potenziali segnali di una eventuale entrata, legata ad una variazione significativa intervenuta sul mercato ed individuata dalle stesse Candlestick come una inversione del Trend.

Primi vantaggi delle Candlestick: interpretazioni di segnali di orizzonti al breve termine o relativi ad una inversione del Trend

Uno dei primi vantaggi offerti dall’ utilizzo delle Candlestick è rappresentato dagli importanti segnali provenienti dallo stesso, in un orizzonte orientato al breve termine o nel caso di inversione del Trend. Quest’ ultimo caso è molto difficile da prevedere, in quanto il mercato di per sé non è statico, ma soggetto anzi a continue variazioni difficili da prevedere. Le candlestick non rappresentano però una teoria assoluta, nel senso che sono molto importanti per analizzare le variazioni presenti sul mercato e offrono molti segnali su degli eventuali cambiamenti, ma è sempre al Trader che spetta capire questi segnali ed intervenire sul mercato. Nel caso di inversione del Trend, ad esempio laddove il trader riesca a percepire dei segnali provenienti dalle Candlestick, potrà attuare delle specifiche strategie atte ad ottenere dei profitti. Segnali di un Trend di tipo crescente che stà per fermare il suo andamento? Potrebbe tradursi in una vendita immediata dei propri titoli, ottenendo subito dei profitti ed evitando delle perdite. Segnali di un Trend stà invertendo il suo andamento verso un ribasso? Potrebbe tradursi in un acquisto immediato di titoli (approfittando del prezzo più basso per ottenere un profitto dalla successiva vendita a prezzi più alti).

La scelta del grafico da parte del Trader per l’ applicazione di una strategia

Le Candlestick quindi permettono di evidenziare delle importanti variazioni intervenute sul mercato e di individuare con estrema facilità dei punti di inversione del prezzo, tali da suggerire una entrata in una specifica posizione, laddove il prezzo presente sul mercato salga ad un livello superiore o inferiore rispetto alla già individuata candela di inversione. Si tratta tuttavia di una teoria complessa e non sempre di facile attuazione in quanto il tutto è sempre nella mani del Trader, che dovrà attuare tutte le strategie del caso, cercando di interpretare al meglio i segnali importantissimi provenienti da un grafico a candela, soprattutto nel caso di inversione di un Trend o in orizzonti orientati più nel lungo termine. Viceversa cosa può accadere? Che un Trader alle prime armi, con delle conoscenze base del Trading o con orientamenti dal punto di vista strategico orientanti nel breve termine, difficilmente opterà per delle Candlestick, preferendo degli strumenti grafici più semplici ed immediati come i grafici a barra.

 

 

 

C come candlestick o grafico a candela

Osserveremo in generale le principali regole per tracciare un grafico a candela.

 La teoria delle Candlestick o grafici a candela del Giapponese Munehisa Homma

La teoria delle Candlestick o grafici a candela è stata realizzata dal Giapponese Munehisa Homma ed è ancora oggi molto apprezzata dai Trader, per i diversi vantaggi offerti per la misurazione grafica di variazioni del prezzo, ad esempio permette di acquisire molte informazioni graficamente sull’ equilibrio tra domanda ed offerta del mercato, accompagnate da enormi potenzialità nel “ suggerire” una eventuale entrata,  così come fornisce dei segnali su delle prime variazioni del rapporto domanda e offerta tra gli operatori presenti sul mercato. Osserveremo quindi nel corso dei successivi articoli, le classiche caratteristiche delle Candlestick o  grafico a candela di Munehisa Homma: dalla costruzione del grafico ai principali vantaggi presenti.

 Le candlestick o grafici a candela e i primi vantaggi offerti ad un Trader professionista

Va innanzitutto evidenziato che generalmente il classico  punto di partenza di un Trader che comincia ad affacciarsi ad una analisi grafica, conoscendo solo un ABC del Trading, è caratterizzato dall’ utilizzo di un grafico a barre e non di una candlestick o di un grafico a candela. Tale scelta è dettata da una semplicità con la quale è possibile costruire ed analizzare un grafico a barre per i meno esperti, accompagnato dalla presenza “ predefinita” dei suddetti grafici nei principali programmi sul Trading. Tuttavia c’è anche da evidenziare che tale scelta potrebbe essere utile laddove il Trader si trovi alle prime armi o ancora laddove si fermi a delle analisi nel lungo termine, ma viceversa nel caso di analisi orientate più nel breve termine, sarà necessario soffermarsi maggiormente sulla scelta del grafico. Le candlestick o grafici a candela, infatti, offrono il vantaggio di fornire degli importanti segnali soprattutto nel breve termine e nel caso di inversioni del Trend.

 Oltre delle semplici analisi grafiche nella teoria delle Candlestick

Cosa possiamo notare da un primo sguardo sulle caratteristiche delle Candlestick? Che possono fare la differenza nell’ applicazione di un strategia sul mercato, permettendo di andare oltre delle semplici analisi grafiche, fornendo delle importantissime indicazioni sull’ andamento del mercato, ed in particolare sugli equilibri presenti tra una domanda e una offerta sul mercato. Inoltre offrono il grandissimo vantaggio di trasmettere al Trader degli importanti segnali su delle probabili variazioni sul mercato, come nel caso di inversione del Trend, che se ben interpretate possono fare la differenza. Se il trader riesce infatti a percepire che un Trend ad esempio di tipo crescente stà per fermare il suo andamento, potrebbe optare per una vendita immediata dei propri titoli, mentre nel caso in cui riesce a percepire che un Trend stà invertendo il suo andamento verso un ribasso, potrebbe optare per un acquisto di titoli ( approfittando del prezzo più basso per ottenere un profitto dalla successiva vendita a prezzi più alti). La teoria delle Candlestick tuttavia è molto complessa e difficile da riassumere in poche parole, ecco perché divideremo l’ argomento in più parti, concentrandoci sui vantaggi, sulle terminologie più utilizzate nella teoria stessa e su un ultimo confronto con i grafici a barra.

 

L’individuazione di un Trend rialzista o ribassista

Analizzeremo l’ utilizzo di una griglia di ritracciamento in due casi specifici relativi a Trend al rialzo e al ribasso.

 Gli utilizzi degli strumenti di Fibonacci per individuare la presenza di un Trend al ribasso o al rialzo

La griglia di ritracciamento di Leonardo Fibonacci fornisce un valido supporto per analizzare al meglio il mercato finanziario, ed è utilizzato prevalentemente  per individuare una fase di ritracciamento al ribasso. In quanto intervenendo sul mercato in una situazione al ribasso sarà possibile ottenere un maggiore vantaggio in termini economici, sfruttando dei potenziali segnali di inversione per effettuare degli acquisti sullo stesso. Tuttavia i Trader disegneranno diverse griglie per definire gli andamenti del mercato, e individuare la presenza di un Trend al ribasso o al rialzo.

 Un riepilogo sulla definizione di Trend Ascendente e Discendente e delle strategia al rialzo e al ribasso

Ricordiamo che un Trend rappresenta  una prima osservazione nel tempo dell’ andamento di un prezzo, e soprattutto della presenta di un movimento in una stessa direzione. E dove parliamo di Trend Ascendenti se sono individuati dei massimi e dei minimi relativi di tipo crescente, individuati in un determinato tempo e di Trend Discendenti se sono individuati dei massimi e minimi relativi di tipo decrescente, individuati in un determinato tempo. Un bravo Trader è colui in grado di definire in maniera anticipata delle variazioni del Trend, ma soprattutto dell’ eventuale inversione del Trend, per realizzare una strategia al rialzo se individuato il Trend Ascendente, o al ribasso se individuando il Trend Discendente.

 Gli utilizzi delle griglie multiple per definire un trend ribassista o rialzista

Gli strumenti di Fibonacci ed in particolare la realizzazione di griglie multiple, agevolano tantissimo il Trader nell’ ottenere diversi segnali dal mercato, ed intervenire con la strategia più appropriata. A tal proposito possiamo distinguere due soluzioni: definizione del trend ribassista o definizione di un trend rialzista. Per quanto attiene la prima soluzione ossia per l’individuazione di un Trend ribassista, verranno tracciate più griglie di Fibonacci, con la parte iniziale relativa al più recente massimo relativo individuato nel Trend al ribasso, per poi passare ad una parte finale relativa al più recente minimo relativo, al fine di individuare quelle zone di confluenza tali da intervenire sul mercato. Mentre per quanto attiene la seconda soluzione ossia per l’ individuazione di un Trend rialzista, verranno tracciate sempre più griglie di Fibonacci, ma con logiche opposte al caso precedente, ossia la parte iniziale sarà relativa al più recente minimo individuato nel Trend al rialzo, per poi passare ad una parte finale relativa al più recente massimo relativo, per individuare nuovamente quelle zone di confluenza tali da intervenire sul mercato per ottenere dei vantaggi. In conclusione la griglia di Fibonacci offre molti vantaggi al Trader per le osservazioni grafiche e rappresenta uno degli strumenti più analizzati nel Trading, accanto alla teoria delle Candlestick o grafici a candela di Munehisa Homma. Questi ultimi offrono inoltre una ulteriore possibilità di osservare in maniera più immediata delle variazioni in termini di domanda ed offerta, ma anche altri vantaggi che saranno analizzati a breve nel prossimo articolo.

 

L’ utilità delle griglie multiple di Fibonacci

Tali griglie permettono anche di trovare graficamente il giusto prezzo per poter piazzare degli ordini stop- loss ( cioè riferiti ad un prezzo programmato).

 La prima utilità della griglia di Fibonacci: l’ individuazione della fase di ritracciamento al ribasso

Le griglie multiple di Fibonacci permettono di attuare una analisi più accurata del mercato finanziario e presentano prevalentemente una serie di utilità. Innanzitutto come evidenziato nel precedente articolo, permettono di individuare delle fasi di ritracciamento al ribasso, ossia di un valido segnale per il Trader sul momento in cui eseguire il relativo acquisto sul mercato. Impostando due rapporti importanti nel suddetto strumento come 0,618 (dividendo un numero della serie per quello successivo9 ed utilissimo per la sua caratteristica di restare costante per tutta la serie considerata, e 1,618 (dividendo un numero della suddetta serie per quello precedente) ed utilissimo al  trader per individuare dei potenziali obiettivi nel prezzo, anche in casi più specifici come la fase di espansione. Impostati tali valori negli strumenti di ritracciamento di Fibonacci, laddove graficamente saranno presenti delle linee di ritracciamento oltre i suddetti livelli, si potranno evidenziare dei potenziali segnali di inversione sul mercato stesso.

 La seconda utilità della griglia di Fibonacci: il migliore piazzamento degli ordini stop- loss

Oltre che ad una prima utilità per il Trader nell’ ottenere dei potenziali segnali di inversione del mercato e adattare tutte le strategie del caso, tale strumento può avere una seconda utilità anche per i piazzamenti degli ordini Stop- loss. Il riferimento è sempre dato dal numero 0,618 utilizzato in termini percentuali ( 61,8). In pratica viene impostato un prezzo di ritracciamento nella soglia del 61,8% per impostare l’ importo massimo entro il quale impostare l’ ordine di stop- loss e di salvataggio del capitale. Ricordiamo che gli ordini stop – loss ( già analizzati in precedenti articoli nella suddetta rubrica) garantiscono una operatività più sicura per il Trader, con la possibilità di salvare il capitale investito, uscendo dalla relativa posizione acquisita sul mercato, laddove il vantaggio presente in precedenza risulti ridotto. Così come permette di salvare” la propria aspettativa definita in termini di vantaggio matematico o della probabilità.

 La costruzione della griglia di Fibonacci: quali elementi considerare?

Ma come si costruisce una griglia di Fibonacci? Questa domanda è importantissima per apprezzare sia le utilità evidenziate in precedenza e sia per stabilire se sul mercato sono presenti dei Trend al rialzo, al ribasso, o di una condizione di equilibrio per piazzare l’ ordine stop- loss. Innanzitutto è necessario stabilire se l’ attuale prezzo presente sul mercato presenta una condizione consolidata di trend di tipo crescente, ed  osservare il recente minimo relativo di un prezzo ( per verificare se vi è una fase di ribasso). Successivamente viene impostato lo strumento di Fibonacci, disegnando le griglie partendo proprio dal valore del minimo relativo, per osservare se i livelli di ritracciamento sono superiori o meno alle percentuali del 61,8% o del suo derivato 38,2%. Quest’ ultimo punto è molto importante al fine di completare il discorso sulla teoria di Fibonacci e sarà affrontato nel prossimo articolo per definire l’ individuazione di un trend rialzista o ribassista.

 

L’ applicazione di Fibonacci sul Trading ( 2°p.)

Successivamente passeremo ad analizzare l’ utilizzo concreto dello stesso nel mondo del Trading.

 La sequenza di numeri realizzata da Fibonacci per l’ applicazione nella vita di tutti i giorni: un riepilogo

Nel precedente articolo è stato evidenziato un elemento molto importante inerente l’ origine della teoria di Fibonacci, nell’ identificazione di una sequenza di numeri “ 1,1,2,3,5,8,13,21 … “  non inseriti a caso ma strettamente collegati da una logica, che prevede il collegamento di ogni numero successivo alla  somma dei due numeri precedenti. Tale teoria realizzata in una epoca così lontana dalla nascita del Trading, trovava applicazione nella vita di tutti i giorni, per analizzare ad esempio una crescita della popolazione di animali partendo dalla singola coppia. Viceversa per una concreta e mirata applicazione nel Trading si andrà oltre la suddetta sequenza di numeri, considerando essenzialmente l’ utilità di due numeri nella griglia di ritracciamento come  0,618 e 1,618.

 L ‘applicazione di Fibonacci per osservare dei primi segnali provenienti dai mercati finanziari

La teoria di Fibonacci trova infatti la sua applicazione nel Trading permettendo una migliore osservazione dei mercati finanziari, evidenziando ad esempio dei cicli di crescita e non di strutture molto ampie dei mercati stessi. Per fare ciò  bisognerà innanzitutto definire due numeri molto importanti nella suddetta griglia: 0,618 e 1,618. Il primo numero ( 0,618) si ottiene dividendo un numero della serie per quello successivo, ed ha la caratteristica di restare costante per tutta la serie considerata.  Il secondo numero ( 1,618) invece si ottiene dividendo un numero della suddetta serie per quello precedente, con l’ utilità per i trader di poter eventualmente individuare dei potenziali obiettivi nel prezzo, anche in casi più specifici come la fase di espansione.

 L ‘utilità degli strumenti di Fibonacci nell’ individuazione di una fase di ribasso sul mercato

In pratica a differenza dell’ applicazione originaria di Fibonacci,  nel Trading di va oltre il solo concetto di sequenza dei numeri in una serie, ponendo una forte attenzione tra le relazioni dei numeri 0,618 e 1,618 utilizzati per impostare gli strumenti di Fibonacci. Tale strumento è inoltre prevalentemente utilizzato  per individuare una fase molto importante sul mercato come quella di ritracciamento al ribasso, fornendo un valido segnale al Trader sul momento nel quale eseguire il relativo acquisto sul mercato. Il primo rapporto 0,618 ma anche un suo derivato come 0,382 vengono utilizzati poi per individuare dei potenziali segnali di inversione su un mercato ed inseriti anche in termini percentuali ( 61,8% e 38,2%). Impostati tali valori negli strumenti di ritracciamento di Fibonacci, si effettueranno quindi tutte le valutazione del caso, laddove graficamente saranno presenti delle linee di ritracciamento sotto  i suddetti livelli, tali da evidenziare appunto dei potenziali segnali di inversione sul mercato stesso. Si tratta infine di una teoria generale solitamente impostata nella maggior parte dei programmi di analisi (da quelli più avanzati a pagamento a quelli gratuiti presenti sul web). Definiti quindi elementi più specifici dell’ applicazione degli strumenti di Fibonacci alla teorie del Trading, si potrà passare ad una analisi ulteriore sull’ utilità delle suddette griglie, e della successiva applicazione su due casi specifici di Trend al rialzo e al ribasso.

 

 

 

 

L’ applicazione di Fibonacci sul Trading ( 1° p.)

Osserveremo in generale le principali regole per tracciare delle griglie di ritracciamenti.

Leonardo Fibonacci e la teoria delle sequenze di numeri realizzata per una applicazione nella vita di tutti i giorni

E’ importante per una prima operatività nel Trading oltre che ad una conoscenza della definizione del prezzo e delle principali teorie sulle movimentazioni del prezzo, le caratteristiche degli strumenti più utilizzati per analizzare graficamente delle variazioni di prezzi sul mercato, come le griglie di ritracciamenti realizzate da Fibonacci. Leonardo Fibonacci è uno dei più grandi matematici italiani, nato nel 1170 a Pisa, ideatore di una teoria ancora oggi attualissima, che in prima battuta è ancora lontana dalla nascita del Trading stesso. L’ autore infatti individua una particolare sequenza di numeri “ 1,1,2,3,5,8,13,21 … “  che non presenta numeri inseriti a caso, ma fortemente legati da un elemento comune, ogni numero inserito ha una sua logica ed è legato al numero immediatamente successivo. Ad esempio 1+1= 2  o ancora 2+1= 3 e così via. Cosa notiamo in questa sequenza? Che ogni numero successivo presente nella serie è dato dalla somma dei due numeri precedenti. La teoria di Fibonacci della sequenza dei numeri ha permesso, o meglio facilitato dei calcoli molto importanti in una epoca così lontana senza le attuali e moderne tecnologie, ed inizialmente veniva utilizzata proprio per evidenziare dei fattori comuni, come ad esempio l’ evolversi di una crescita della popolazione di animali partendo dalla singola coppia.

 L ‘applicazione delle teorie di Fibonacci nel mondo del Trading

Per quanto attiene invece l’ applicazione delle teorie di Fibonacci nel mondo del Trading, si può far riferimento ad esempio agli stessi mercati finanziari, impostando una griglia di ritracciamento per evidenziare dei cicli di crescita e non di strutture molto ampie dei mercati stessi. Il presupposto nel Trading è di dividere un numero della serie per quello successivo, ottenendo un rapporto di 0,618 che presenta la caratteristica di restare costante per tutta la serie considerata. e successivamente impostato nello strumento di ritracciamento di Fibonacci per le dovute analisi tecniche sul mercato.

 L’ importanza della relazione tra i numeri 0,618 e 1,618 per impostare gli strumenti di Fibonacci

Viceversa dividendo un numero della suddetta serie per quello precedente, si ottiene un rapporto di 1,618, che presenta l’ utilità per i trader di poter eventualmente individuare dei potenziali obiettivi nel prezzo in un caso più specifico quale la fase di espansione. Cosa possiamo notare quindi dall’ applicazione delle teorie di Fibonacci nella vita reale e nel mondo del Trading? Che nel Trading si va oltre il solo concetto di sequenza dei numeri in una serie, ponendo invece una maggiore attenzione tra le relazioni dei numeri 0,618 e 1,618 utilizzati per impostare gli strumenti di Fibonacci. Dall’ applicazione nella vita di tutti i giorni ad una prima applicazione nel mondo del Trading, sarà il successivo passaggio da effettuare, per valutare non solo la valenza di tale strumento nel Trading, ma anche per capire gli elementi da considerare per un primo utilizzo, le varie utilità dello strumento, ed una prima applicazione in due casi specifici relativi ad un Trend al rialzo e al ribasso.

 

 

 

S come strumenti: Da Fibonacci alle candlestick

Passeremo alla fase specifica del Trading con delle prime nozioni relative agli strumenti più utilizzati per evidenziare graficamente dei movimenti sui prezzi tra cui l’ applicazione di Fibonacci ed i grafici a candela.

 Leonardo Fibonacci e Munehisa Homma, gli autori di alcuni degli strumenti grafici più apprezzati nel Trading

In questa fase osserveremo degli elementi più specifici da conoscere nel Trading, in quanto oltre ad una classica definizione del prezzo e delle principali teorie sulle movimentazioni del prezzo ( come quelle già evidenziate in precedenza di Dow e Eliott), è importantissimo anche  soffermarsi sugli strumenti più utilizzati per analizzare graficamente delle variazioni di prezzi sul mercato. Tra gli strumenti più apprezzati nel mondo del Trading ritroviamo quelle di Fibonacci e Munehisa Homma, ideatori della griglia di ritracciamento e della teoria delle Candlestick o grafico a candela.

 Leonardo Fibonacci l’ ideatore della griglia di ritracciamento per una buona analisi grafica nel Trading

Leonardo Fibonacci è un grande matematico nato a Pisa nel 1170, ideatore della classica sequenza di numeri “ 1,1,2,3,5,8,13,21 … “ legati da un comune elemento, ogni numero successivo presente nella serie è infatti dato dalla somma dei due numeri precedenti. Ad esempio 1+1= 2  o ancora 2+1= 3 e così via, per una sequenza utilizzata inizialmente per elementi di tutti i giorni, per evidenziare la crescita di una popolazione di animali partendo dalla singola coppia. La sua applicazione invece nel mondo del Trading viene attuata per evidenziare dei cicli di crescita e non di strutture molto ampie come i mercati finanziari. Il presupposto nel Trading è di dividere un numero della serie per quello successivo, ottenendo un rapporto di 0,618 che presenta la caratteristica di restare costante per tutta la serie considerata. Tale rapporto “0,618” viene inoltre utilizzato nello strumento di ritracciamento di Fibonacci per le dovute analisi tecniche sui mercati.

 Munehisa Homma ideatore della teoria delle Candlestick o grafici a candela

Munehisa Homma nasce in Giappone nel 1724 ed è l’ ideatore della famosissima teoria delle Candlestick o grafici a candele, molto apprezzata dai Trader per i vantaggi presenti dal punto di vista grafico dalle informazioni sull’ equilibrio tra la domanda e l’ offerta del mercato, le enormi potenzialità nel “ suggerire” una eventuale entrata,  e dei  segnali su delle prime variazioni del rapporto domande e offerta tra gli operatori presenti sul mercato. Come possiamo notare quindi i due autori anche se nati in epoche completamente diverse, hanno contribuito fortemente a realizzare delle teorie sui grafici molto importanti, tali da garantire ad un buon Trader con una prima conoscenza di un ABC del Trading e una certa esperienza acquisita nel tempo, di intervenire sul mercato interpretando i molteplici e vari segnali che un grafico di per sé può fornire. Osserveremo quindi nel corso dei successivi articoli, quelle che sono delle regole generali per tracciare delle griglie di ritracciamenti di Fibonacci con un utilizzo concreto nel mondo del Trading, con dei casi specifici di un Trend al rialzo e al ribasso, per poi passare ad analizzare le caratteristiche del  grafico a candela di Munehisa Homma, della costruzione del grafico e dei principali vantaggi presenti.

 

Le tre onde di un mercato orso di Eliott ( 2° p.)

Osserveremo le caratteristiche principali presenti in un mercato al ribasso, secondo gli studi condotti da Ralph Eliott.

 Un riepilogo della prima onda di correzione “A”  della teoria di Ralph Eliott

Ralph Eliott nella sua teoria delle onde, individua oltre alle classiche fasi di  accumulazione, realizzazione e distribuzione di un mercato rialzista e contrapposte alle sue cinque onde, la presenza nell’ ultima fase di distribuzione di ulteriori onde di “ correzione” individuate con le lettere A, B e C. Nella prima onda “ A” ad esempio cominciano a manifestarsi dei primi segnali sul mercato,  in cui i Trader professionisti cominciano ad uscire dalla loro posizione di mercato prima della realizzazione del massimo valore, così come altri professionisti vendono allo scoperto per cercare di ottenere il valore quanto più vicino al massimo.  Viceversa i piccoli investitori meno esperti, continueranno ad effettuare degli acquisti sul mercato, in quanto più emotivi e spinti solo dai vantaggi presenti sul mercato, ignorando dei primi segnali di correzione sul mercato, percepiti generalmente solo dai Trader professionisti che cominciano a valutare un nuovo comportamento sul mercato.

 Le onde B e C: possibilità di ulteriori massimi e successiva fase di panico degli operatori presenti sul mercato

Le onde B della teoria di Eliott, mirano a formarsi successivamente all’ onda A, a seguito di un primo abbassamento del prezzo e prevede ancora una volta dei comportamenti diversi da parte degli operatori presenti sul mercato. Da un lato infatti i trader professionisti  sono diffidenti verso la formazione di un nuovo massimo sul mercato, mentre i piccoli investitori sono solitamente guidati verso una maggiore aspettativa di un ulteriore massimo.

Cosa può accadere allora sul mercato? Chi dei due operatori può avere ragione? In generale per la teoria di Eliott può accadere che nell’ onda B si formi un nuovo massimo, ma anche una variazione del prezzo verso il basso è in agguato. L’ onda C invece risulta caratterizzata da una vera e propria fase di panico da parte degli operatori presenti sul mercato per la presenza della rottura del prezzo e metterà ancora in atto dei comportamenti diversi da parte degli operatori presenti sul mercato. Nella suddetta fase generalmente i Trader professionisti hanno venduto tutti i loro titoli, mentre i piccoli investitori sono soggetti maggiormente a delle perdite per la presenza di un prezzo che comincia a scendere verso il ribasso, e per la poca resistenza emotiva. Inevitabilmente si conclude il ciclo di vita del mercato definito da Eliott che porta verso un probabile nuovo ciclo ( quale l’ inizio nuovamente della prima onda).

 Conclusioni sulle teorie del mercato di Charles Dow e Ralph Eliott

In definitiva le due teorie sul mercato di Charles Dow e di Ralph Eliott, forniscono un valido contributo a delle analisi sul mercato, permettendo di evidenziare delle tendenze comuni presenti sullo stesso. Dow segna l’ inizio di tutto ed Eliott continua con un contributo più specifico sulle analisi del mercato, esaminando anche altri aspetti legati a delle fasi di correzione sul mercato, definite in quest’ ultima parte sull’ argomento, con le caratteristiche principali delle tre onde A,B e C, completando il discorso sulla movimentazione dei prezzi sul mercato.

 

Le tre onde di un mercato orso di Eliott ( 1° p.)

Il Mercato orso  (bear market) invece  presenta delle fasi più al ribasso e  secondo Eliott prevede tre specifiche tipologie di onde. Osserveremo le caratteristiche generali  per poi scendere nello specifico.

 La definizione di Eliott di tre onde “ correttive” in un mercato Orso ( o bear market)

Ralph Eliott nella sua teoria delle onde, paragona il movimento del prezzo a quello delle onde del mare, contrapponendo alle tre fasi del mercato rialzista di Dow ( accumulazione, realizzazione e distribuzione)  cinque onde che caratterizzano il cosiddetto Mercato Toro, ed analizzate nei precedenti articoli. In questa parte invece verrà posta l’ attenzione sulle tre onde di un mercato orso ( o Bear Market) analizzando prima le caratteristiche generali e poi quelle più specifiche definite da Eliott, che non si ferma a tre fasi stabilite da Dow, ma identifica nella fase di distribuzione delle ulteriori onde di “ correzione” rappresentate con le lettere A, B e C.

 Le fasi di correzione da considerare in una fase di distribuzione del mercato secondo la teoria di Ralph Eliott

La fase di distribuzione di un mercato rialzista nella teoria di Charles Dow viene analizzata nella quinta onda di Eliott e rappresenta quindi una delle fasi più importanti del mercato, in cui ritroviamo da un lato i Trader professionisti che vendono le loro azioni e da un altro lato i piccoli investitori che acquistano su un mercato che comincia ad evidenziare delle prime divergenze negative. Di un segnale notato dai Trader più professionisti che cercheranno di completare il processo di vendita dei titoli, a differenza dei piccoli investitori che invece sono più emotivi e avidamente continueranno la loro operazione, fino alla rottura definitiva del prezzo.  La prima onda di correzione “ A”, rappresenta proprio l’ inizio di questa fase definita come mercato orso ( o bear market) con dei primi ribassi dei prezzi sul mercato, e dove notiamo dei comportamenti differenti messi in atto dai vari operatori presenti sul mercato.

 Le caratteristiche della prima onda di correzione“ A” di Ralph Eliott: segnali di prezzo sul mercato

Nella prima onda di correzione “ A” , definita nella teoria di Ralph Eliott, infatti, ritroviamo da un lato i Trader professionisti che sono usciti dalla loro posizione di mercato prima della realizzazione del massimo valore,  da un altro lato altri professionisti che vendono allo scoperto, per cercare di ottenere il valore quanto più vicino al massimo e i piccoli investitori meno esperti. Questa ultima categoria continuerà ad effettuare degli acquisti sul mercato, in quanto più emotivi e spinti solo dai vantaggi presenti sul mercato, ignorando dei primi segnali di correzione sul mercato. Segnali che generalmente vengono percepiti dai Trader professionisti che cominciano a valutare il tutto. Secondo Eliott sono previste in generale tre onde correttive nella fase di distribuzione distinte con le prime tre lettere dell’ alfabeto, che prevedono appunto dei diversi comportamenti da parte degli operatori presenti sul mercato, come evidenziato in questa prima parte in relazione alla Onda A, con dei primi segnali di prezzo sul mercato (solitamente avvertiti dai Trader professionisti) e come successivamente sarà evidenziato nella seconda parte per le Onde B e C.

 

Le cinque onde di un mercato toro di Eliott (2° p.)

Osserveremo le caratteristiche principali presenti in un mercato rialzista, secondo le ricerche di Ralph Eliott.

 Un riepilogo delle caratteristiche sulla prima e seconda onda di Eliott

Nella prima parte della Teoria delle onde di Eliott, una particolare attenzione è stata rivolta agli aspetti generali presenti in un mercato secondo lo stesso autore, ed una analisi sulla prima e sulla seconda onda ( paragonate alla prima fase di accumulazione della teoria di Charles Dow). Nella prima onda della Teoria di Eliott ad esempio vengono definite delle prime reazioni su un mercato che presenta delle condizioni di ribasso dei prezzi sul mercato, e in cui i Trader professionisti potrebbero acquistare dei titoli nonostante le condizioni negative offerte dal mercato, in previsione del prezzo minimo presente, per ottenere poi un successivo profitto. Nella seconda onda invece della Teoria di Ralph Eliott è presente una prima confusione tra gli operatori presenti sul mercato, che nella maggior parte dei casi attendono una ulteriore onda ancora verso il basso e verso la formazione di un nuovo minimo (situazione che in generale non si verifica, creando un clima di confusione tra gli operatori stessi).

 La terza onda della teoria di Eliott: importanti variazioni sul prezzo

 Nel caso della seconda onda viene definito un nuovo minimo superiore a quello evidenziato dalla prima onda, che crea come detto  un clima di confusione tra gli operatori stessi, ma rappresenta comunque una fase importante che pone le basi per la realizzazione di una terza onda, che potrebbe essere paragonata alla fase di realizzazione del mercato rialzista di Dow. In questa fase,  il prezzo presente sul mercato comincia a subire delle importanti variazioni che porteranno alcuni operatori del mercato a vedere delle vere opportunità di acquisto dei suddetti titoli per dei futuri profitti, di un prezzo che comincia a salire coinvolgendo maggiori operatori che attratti dalla nuova condizione effettueranno degli ulteriori acquisti. Tuttavia continua una diffidenza da parte di molti investitori nell’ aumento del prezzo, che decidono di attendere ancora.

 La quarta e la quinta onda di Eliott: profitti e fase di rottura del prezzo

La quarta onda di Eliott, rappresenta quindi una delle fasi finali del mercato, paragonabile alla fase di realizzazione del mercato rialzista di Dow, in cui vengono raccolti i primi profitti sul mercato, dalla vendita dei titoli acquistati in precedenza ad un prezzo più basso da parte dei trader professionisti. Vendita che avviene nei confronti di piccoli investitori “ avidi”  che hanno atteso i movimenti dei prezzi anche nelle precedenti onde, per agire solo ed esclusivamente nel momento in cui si verifica un primo rialzo del prezzo. Nella quinta onda, paragonabile alla fase di distribuzione, infine ritroviamo da un lato i Trader professionisti che vendono le loro azioni e da un altro lato i piccoli investitori che acquistano su un mercato che comincia ad evidenziare delle prime divergenze negative. Tale segnale solitamente viene notato dai Trader più professionisti che cercheranno di completare il processo di vendita dei titoli, a differenza dei piccoli investitori che invece sono più emotivi e avidamente continueranno la loro operazione. E tale scontro porterà ad una rottura del prezzo e allo stop della fase di rialzo.

 

 

Le cinque onde di un mercato toro di Eliott (1°p.)

Il Mercato toro  (bull market) presenta generalmente delle fasi più crescenti nel mercato e secondo Eliott prevede cinque specifiche tipologie di onde. Partiremo dalla base per poi scendere più nello specifico.

 Quali caratteristiche nel mercato per la teoria delle Onde di Ralph Eliott?

Ralph Eliott l’ ideatore della Teoria delle onde, si distingue per un contributo più specifico fornito alle analisi da considerare quando si opera su un mercato e sui successivi movimenti dei prezzi, di mercati che prevedono secondo l’ autore  dei cicli simili a quelli del mare, con onde di tipo impulsivo e onde successive di tipo correttive. Permette inoltre di completare un discorso sulla movimentazione dei prezzi sul mercato, andando oltre quelli che sono alla base dei principi della materia stabilita da illustri autori come Dow e i suoi successori, contrapponendo alle tre fasi di accumulazione, realizzazione e distribuzione definite in un mercato rialzista dalla teoria del grande Charles Dow,  cinque onde che caratterizzano il cosiddetto Mercato Toro. Le prime due onde di Eliott corrispondono alla prima fase di accumulazione, la terza onda alla seconda fase di realizzazione e la quarta e la quinta onda all’ ultima fase di distribuzione.

 La prima onda della Teoria di Eliott: prime reazioni sul mercato dei trader professionisti e dei trader principianti

La prima onda definita da Ralph Eliott per descrivere degli atteggiamenti comuni all’ interno del mercato, presenta caratteristiche analoghe a quanto evidenziate nella prima fase di accumulazione di un mercato rialzista di Charles Dow, ed è in particolare  caratterizzato da una condizione di ribasso dei prezzi sul mercato, con delle prime reazioni sul mercato da parte dei vari Trader: i Trader professionisti ad esempio potrebbero acquistare dei titoli nonostante le condizioni negative offerte dal mercato, in previsione del prezzo minimo presente ( per ottenere poi un profitto dalla vendita successiva dello stesso titolo, ma ad un prezzo maggiore), inoltre gli stessi avvertono dei segnali al rialzo nascosti nella suddetta fase a differenza dei Trader principianti che resteranno fermi.

 La seconda onda della Teoria di Ralph Eliott:  una prima confusione tra gli operatori presenti sul mercato

La seconda onda definita da Ralph Eliott presenta caratteristiche quasi analoghe alla prima onda e di conseguenza, ancora paragonabile alla prima fase di accumulazione di un mercato rialzista individuata nella teoria di Charles Dow. Tuttavia bisogna evidenziare la presenza di una onda ancora verso il basso, in cui buona parte degli operatori presenti sul mercato considera ancora una tendenza del suddetto mercato verso un nuovo minimo ( situazione che in generale non si verifica). Il nuovo prezzo definito nel mercato infatti forma sì un minimo, ma superiore a quello evidenziato dalla prima onda, creando  un clima di confusione tra gli operatori stessi. Tale onda segnerà però un passaggio fondamentale che pone l’ input per la realizzazione di una terza onda, che potrebbe essere paragonata alla fase di realizzazione del mercato rialzista di Dow, e in cui il prezzo comincia a subire delle importanti variazioni che saranno analizzate a breve nel prossimo articolo sull’ argomento, con l’ aggiunta delle ultime due onde riscontrate da Eliott per definire dei comportamenti e delle reazioni comuni su un mercato.

 

 

O come Onde di Eliott Ralph

Altra teoria importantissima per stabilire il giusto movimento del prezzo è data dalla Teoria di Eliott. Vedremo in generale gli aspetti della stessa e la suddivisione delle cinque onde del mercato toro (bull market) con le tre onde del mercato orso (bear market).

 Dalle teorie di Charles Dow a quelle più specifiche sul mercato di Ralph Eliott della teoria delle onde

Se Charles Dow si distingue per una delle teorie sul mercato ancora apprezzate ai giorni nostri, come la teoria della persistenza del Trend e le tre fasi di un mercato rialzista ( entrambi esaminati nei precedenti articoli) Ralph Eliott si distingue per il contributo più specifico sulle analisi del mercato grazie alla teoria delle onde, che considera i mercati stessi come dei cicli simili a quelli del mare e caratterizzati da onde di tipo impulsivo e onde successive di tipo correttive. Tale opera permette di completare un discorso sulla movimentazione dei prezzi sul mercato, andando oltre quelli che sono i principi alla base della materia stabilita da illustri autori come Dow e i suoi successori.

 Le caratteristiche generali della Teoria delle onde di Eliott e la suddivisione del mercato nelle relative onde

Ralph Eliott infatti nella sua teoria delle onde, paragona il movimento del prezzo a quello delle onde del mare, contrapponendo alle tre fasi del mercato rialzista di Dow ( accumulazione, realizzazione e distribuzione)  cinque onde che caratterizzano il cosiddetto Mercato Toro. Le prime due onde di Eliott corrispondono nella teoria di Dow alla prima fase di accumulazione, la terza onda alla seconda fase di realizzazione e la quarta e la quinta onda all’ ultima fase di distribuzione. A sua volta poi Ralph Eliott individua nella fase di distribuzione di Dow delle ulteriori onde di “ correzione” ed indicate con le lettere A, B e C.

 Le cinque onde del mercato Toro e le tre onde del mercato orso: un breve accenno

Nella teoria delle onde in particolare Ralph Eliott illustra la sua teoria sul funzionamento di un mercato e dei relativi movimenti dei prezzi, identificando come “ onde” dei comportamenti comuni dei vari operatori presenti sul mercato, in termini di aspettative e fattori psicologici coinvolti, individuando inizialmente cinque onde che rappresentano fasi specifiche presenti sul mercato e aggiungendo a differenza delle teorie di Charles Dow anche un riferimento a delle fasi di correzione individuate nelle onde A,B e C. La teoria delle onde di Ralph Eliott è stata affrontata da moltissimi autori e rappresenta un elemento da conoscere per poter operare nel Trading, come nel caso del libro realizzato dagli autori “ Frost e Prechter nella Teoria delle onde di Eliott” che ci permette ad oggi di apprezzare l’ opera originale della suddetta teoria. Di una teoria che sarà affrontata nei successivi articoli in tre parti, in cui verranno evidenziate innanzitutto le caratteristiche di un Mercato toro  (bull market) con fasi più crescenti nel suddetto mercato e suddiviso in cinque specifiche tipologie di onde, ed elementi più specifici, per poi passare ad una analisi del Mercato orso  (bear market) che  presenta, delle fasi più al ribasso e  suddivise in tre specifiche tipologie di onde.

 

La terza fase della distribuzione di Dow ( 2° p.)

Osserveremo nello specifico alcuni esempi relativi ai comportamenti delle parti coinvolte in questa fase.

 Un riepilogo sulle caratteristiche generali della fase di distribuzione di un mercato rialzista

Come evidenziato nella prima parte, la fase di distribuzione rappresenta l’ ultima fase di un mercato rialzista nella visione del suo ideatore Charles Dow, opposta alla prima fase dell’ accumulazione, ed in cui  si realizza la vera attività del Trader professionista. Nella prima fase  di accumulazione infatti i Trader professionisti acquistano nel tempo dei titoli ad un valore più basso dai piccoli investitori, viste le prolungate condizioni di ribasso presenti sul mercato, mentre nella seconda fase realizzazione  il cui il prezzo però comincia a salire, si passa dalla precedente fase di ribasso prolungato ad una nuova fase di rialzo. Si giunge quindi alla fase finale di distribuzione di un mercato rialzista, in cui i trader professionisti vendono subito tali titoli (ottenendo un profitto tra il prezzo di vendita e il precedente prezzo di acquisto) sul mercato agli investitori “ avidi”, che spinti dalle nuove condizioni effettueranno molti acquisti.

 Un primo caso di stabilità presente nella terza fase di distribuzione di un mercato rialzista

Va tuttavia evidenziato che oltre alla presenza di  meccanismi opposti tra trader professionisti di una vendita immediata e di investitori “ avidi” che continuano ad effettuare acquisti, è possibile definire all’ interno di quest’ ultima importantissima fase di distribuzione in un mercato rialzista,  due particolari situazioni con condizioni e operatività diverse degli operatori coinvolti sul mercato. Tali casi possono essere caratterizzati da “ una stabilità”  o  “ da una volatilità” in quanto la fase di rialzo del prezzo presente sul mercato non è infinita, ma raggiungerà ad un certo punto una rottura e un cambiamento delle condizioni operative.

Una prima situazione potrebbe essere “ di stabilità”, ossia in cui l’ ultimo prezzo presente sul mercato forma un range prolungato molto simile a quanto già avvenuto nella prima fase di accumulazione. Durante tale fase i trader professionisti continuano la loro attività di vendita dei titoli per quantificare i profitti sul mercato, grazie alla differenza di prezzo tra l’ attuale prezzo di vendita e il precedente prezzo di acquisto.  I piccoli investitori al contrario continuano ad acquistare titoli, condizionati dalle nuove condizioni presenti sul mercato. In tale fase caratterizzata quindi da un continuo turn- over delle azioni è possibile che si verifichi un successivo andamento negativo del prezzo, che segnala una probabile e vicina inversione del Trend.

Un secondo  caso di volatilità presente nella terza fase di distribuzione di un mercato rialzista

Una seconda situazione presente sul mercato rialzista in quest’ ultima fase di distribuzione potrebbe essere “ di volatilità”, ed è caratterizzata dalla forte “ avidità” operativa dei piccoli investitori, che in pratica si lasciano condizionare troppo dal mercato per lo svolgimento delle operazioni, optando in questo caso in un continuo acquisto viste le nuove condizioni positive sul mercato ( ed una vendita immediata nella fase di accumulazione, date le condizioni di ribasso presenti sul mercato). Bisogna infatti considerare che la nuova condizione al rialzo non è infinita, ed inevitabilmente ci sarà un nuovo stop con una probabile e vicina inversione del Trend.