Carceri e Giustizia: le novità su Amnistia e Indulto 2016

Nel corso degli ultimi mesi abbiamo visto diverse discussioni in merito all’amnistia e all’indulto, con vari disegni di legge che sono stati oggetto di discussione presso la Commissione Giustizia del Senato.

E’ dello scorso aprile la decisione in merito alla riforma del processo penale, correlato in qualche maniera proprio a questi due argomenti. Il punto principale della questione è che le carceri del nostro paese sono sempre più affollate e addirittura il 20% del totale dei detenuti è in attesa di un giudizio. Ecco dunque che riuscire a riformare realmente i procedimenti penali con l’obiettivo di snellirli e renderli più veloci potrebbe aiutare molto da questo punto di vista.

Riforma del processo penale, in che cosa consiste?

Principalmente, la riforma del processo penale consiste in un totale di 35 articoli che mirano a cambiare alcune disposizioni del codice penale e quello di procedura penale.

In maniera particolare, ad esempio, si prevede che il giudice potrà dichiarare estinto il reato nel caso in cui l’imputato abbia ripagato al 100% il danno causato e/o se ha eliminato le conseguenze del reato.

Una delle novità più importanti riguarda il codice di procedura penale, con l’introduzione di due diversi processi per le incapacità reversibili e quelle che non lo sono, e l’impugnazione della sentenza di non luogo a procedere, che verrà articolata su un totale di due gradi di giudizio.

Saranno inoltre modificati alcuni aspetti del codice di procedura penale, andando a riformare alcuni riti speciali (come quello abbreviato), il ripristino della distinzione tra PM e altre parti, abbassato il valore di un giorno di detenzione da 250 a 75 € .

L’introduzione delle “love rooms”

E’ più recente la novità che si vorrebbero introdurre nelle carceri italiane le “love rooms”, ovvero stanze appositamente pensate per permettere a tutti i carcerati di prendersi cura dei loro affetti anche mentre sono in detenzione.

Questo porterebbe alla fine della pena accessoria di fatto, intesa invece come la negazione della sessualità nei confronti dei detenuti.

Ovviamente le “love rooms” stanno facendo molto discutere e ci sono già diverse persone che si dicono contrarie a questa novità, come ad esempio il sindacato di Polizia Penitenziaria (SAPPE).

Daniele Capece, segretario generale del sindacato, ha infatti detto che quando un detenuto si chiuderebbe in queste “love rooms” lo farebbe per un periodo di tempo che va da 12 a 24 ore, e in queste ore nessuno può sapere che cosa sta realmente facendo.

Se è vero che il ddl sulla riforma del processo penale dovrebbe essere approvato entro l’estate, ecco che anche queste stanze potrebbero essere vicine ad essere realizzate.

Secondo i fautori della novità, le “love rooms” sono importanti perché, grazie ad esse, il detenuto potrà passare del tempo con i propri cari e avrà il diritto di riservatezza dell’affettività, che viene riconosciuto di particolare importanza, soprattutto nei paesi laici.

L’obiettivo è quello di non costringere la moglie all’astinenza, altrimenti potrebbe esserci addirittura un invito al tradimento e all’adulterio, una condizione che le carceri non dovrebbero portare.

Se le “love rooms” dovessero passare, sarebbe semplicemente un adeguamento del nostro paese ad altre realtà europee, dove i detenuti hanno degli spazi per poter passare del tempo con la moglie, ma anche con i bambini.

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