Brasile. Petrobras e progetto prè-sal

Il Brasile, come detto nella presentazione all’agenda BRIC, è un appartenente di diritto ai Paesi qualificati come Paesi a economia emergente.
Ha una crescita che, oggi, in quanto a GDP, supera di poco lo 0.0%.
Anche se, negli anni scorsi, ha registrato dei tassi di crescita del GDP nettamente positivi.

La scoperta di Petrobras

Risale al 2007 la scoperta di un consistente giacimento petrolifero, il prè-sal (in lingua portoghese), da parte della compagnia petrolifera brasiliana Petrobras.
Precisamente, il giacimento, si trova nel golfo di Santos.
In precedenza la compagnia brasiliana aveva già scoperto giacimenti in quell’area.
Però quest’ultima scoperta di Petrobras è molto importante, il giacimento è infatti d’ingenti dimensioni.
I numeri parlano chiaro, il giacimento porterebbe la quantità di barili estratti ogni anno dai mari brasiliani, a quota 19.5 milioni di barili annui.
Inoltre Petrobras è fiduciosa in quanto a possibili scoperte future di giacimenti nell’area.

Il prè-sal

L’espressione prè-sal (in inglese pre-salt) si riferisce a un aggregato di rocce che si trovano in una grande parte della Costa brasiliana.
Rocce con delle potenzialità, effettive, di generazione e rilascio di greggio.
Chiamata prè-sal perché, tale strato roccioso, si trova sotto un esteso sedimento di sale che, in alcune zone della costa può essere spesso anche più di 2,000 metri.
Il prefisso ‘prè’ indica che le rocce sono posizionate prima del giacimento salino.
La distanza tra le riserve di greggio e la superficie del mare è, talune volte, di 7,000 metri.

Il sito

L’area prè-salt è localizzata tra gli stati di Santa Catarina e Espirìto Santo,

Petrobras

Petrobras ha l’esclusiva sui giacimenti.
Però, dal 2007, il settore è stato aperto alle compagnie private.
Tuttavia, il governo brasiliano ha creato una società pubblica, la Presal, al fine di mantenere il controllo statale sui giacimenti di recente scoperta.

Il progetto di Petrobras

L’azienda petrolifera brasiliana ha obiettivi ambiziosi. Essa, infatti, prevede consistenti investimenti.
Questi, da oggi al 2016, dovrebbero aggirarsi attorno ai 130 miliardi di US$.
L’obiettivo è il raggiungimento di un’estrazione quotidiana di 4.4 milioni di barili di greggio entro il 2020.
Le determinate e coraggiose mire di Petrobras hanno dato l’allarme alle diverse aziende estere del settore.
Statoil, British Petroleum, Voith Turbo, sono alcune tra le tante aziende che hanno annunciato un investimento o hanno direttamente investito capitali nel progetto prèsal.

Techint e Saipem

Techint e Saipem sono due aziende italiane che investono già molto nei Paesi LatAm.
Techint è di fatti un’azienda italo-argentina che, come multinazionale del petrolchimico, fornirà al progetto due piattaforme petrolifere nei mari dello Stato del Paranà.
L’investimento è di 460 milioni di US$.
Saipem, invece, ha in progetto una base logistica che comporterà un investimento di 300 milioni di US$, circa, e la nascita di quasi quattro mila posti di lavoro, diretti e per indotto.

La qualità e il valore del greggio

Il greggio è di tipo leggero.
Questo prevede che la raffinazione avvenga mediante un procedimento assai meno complesso rispetto al greggio di qualità pesante.
Il greggio, estratto nella zona prè-sal, ha di fatti una gravità specifica di 28.50 API, bassa acidità e basso contenuto di Zolfo.

Il volume stimato dei giacimenti scoperti nell’operazione prè-sal

Il primo risultato ha alimentato previsioni attorno ai 5, 8 milioni di barili, esclusivamente per il giacimento di Tupi che si trova nel bacino di Santos.
Inoltre, il giacimento di Guarà, anch’esso nel bacino di Santos, può fornire da 1.1 a 2 milioni di barili di greggio leggero e gas naturale.

Autore: Mattia Modonesi

Laureato in Filosofia all’Università degli Studi di Milano con pieni voti assoluti e Lode. Oggi studente di Economia Politica presso l’Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e della Facoltà di Economia dell’Università della Svizzera Italiana. Intende la macroeconomia come una scienza sociale, una scienza legata a dinamiche, anche socio-culturali, in continuo mutamento.

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